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La vita sta cambiando pelle

Opinioni Interviste Inchieste

Opinioni Interviste Inchieste: Opinioni interviste inchieste con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

L’esterno del Battistero di Parma nella lordura.

Foto Luigi boschi: Il Battistero Antelamico di Parma nell'immondizia

Giuseppe De Filippo

Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l'ignoranza.
Socrate

Alla voce inascoltata di MARIO BOTTA [LINK]sul degrado della Pilotta va ad aggiungersi quella di  LUIGI BOSCHI, parmigiano amareggiato per la mancanza di “civitas” che circola all’esterno del Battistero di Parma “ridotto a luogo dell’immondizia”. La civitas, invenzione dell’antica Roma, sembra deceduta in tutte le sue propaggini, mentre le sopravvissute  Indifferenza e  Maleducazione spadroneggiano.[LINK]

Per essere cittadino non “di Atene o della Grecia, ma del mondo”, per come desiderava Socrate, non bastano gli editti di ordine politico del genere Caracalla, imperatore romano che concedeva la  cittadinanza romana (la “civitas”) a tutti i domiciliati nell’impero, ma ci vuole la Conoscenza e un altissimo grado di sensibilità civica. Con un passaporto di questo genere, dove al cognome cum segua il nome scire, è possibile non solo percorre intelligentemente e responsabilmente spazi di bellezza incommensurabile, nel nostro caso quegli ottagonali del Battistero in marmo rosa di Verona, ma anche contravvenire alla guerra postmoderna tra cum e scire. Una guerra solo apparentemente senza morti il cui portato è l’inciviltà!

Perchè Gentiloni ha regalato i giacimenti di petrolio alla Francia?

(Claudio Antonelli per la Verità) – Nove giorni e poi il trattato di Caen entrerà in vigore anche se il nostro Parlamento non l’ ha ratificato. Nel 2015 l’ allora ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, incontra in Francia il suo omologo Laurent Fabius. Sottoscrivono un accordo per ridefinire i nuovi confini marittimi tra i due Paesi. Le acque territoriali francesi in prossimità della Corsica passano da 12 a 40 miglia, mentre il confine al largo della parte nordoccidentale della Sardegna si allarga addirittura fino alle 200 miglia. Tutto mare in più che finisce a Parigi con tutto ciò che c’ è dentro: soprattutto il pesce.

L’ accordo ha già fatto scandalo. Soprattutto perché non se ne comprende in alcun modo la logica sottostante. Quale è la contropartita? Apparentemente non si vede. Ma la notizia ancor più scandalosa l’ ha riportata ieri il quotidiano Italia Oggi. Dentro il trattato c’ è un cavillo che – di fatto – regala ai cugini d’ Oltralpe anche lo sfruttamento di gas, petrolio e idrocarburi.

Stradella, bolognese per caso. Nuovi documenti biografici scoperti da Davide Mingozzi

Falsi ritratti di Stradella

Carlo Vitali

Stradella, bolognese per caso. Nuovi documenti biografici scoperti da Davide Mingozzi

Il 25 febbraio 1682 Alessandro Stradella moriva a Genova pugnalato da un sicario rimasto ignoto. Il protocollo di seppellimento nella chiesa di Santa Maria delle Vigne lo definisce “musicus romanus” e non menziona la sua età. In alcuni documenti legali che lo riguardano, redatti fra il 1659 e il 1682, egli è variamente identificato come nativo di Nepi (cittadina nei pressi di Viterbo) oppure “de civitate Bononiae”. Nessuna di queste indicazioni è radicalmente erronea perché il grande musicista, romano di formazione, era figlio di un benestante cittadino di Nepi, dove la famiglia tornò stabilmente ad abitare nel 1644. Anche la sua “bolognesità” è ora testimoniata dall’atto di battesimo che il dottor Davide Mingozzi, dottorando di ricerca presso l’ateneo felsineo, ha scoperto nel locale Archivio arcivescovile. Come d’uso a quell’epoca, a Bologna vigeva lo jus soli, per cui Alessandro avrebbe potuto richiedere il riconoscimento della cittadinanza bolognese con tutti i diritti e i doveri ad essa connessi.ù

L’INASCOLTATO E TRADITO MARIO BOTTA

Pubblico la lettera giunta questa sera (10/09/18) dall'amico artista e scrittore Giuseppe De Filippo in risposta al mio articolo e fotoreportage sulla Pilotta di Parma [LINK]

L’INASCOLTATO E TRADITO MARIO BOTTA

Luigi,
è trascorso un “millennio” da quel 05/05/2016 quando riportavi le seguenti parole dell’architetto  Mario Botta. “Sono tramortito di come è stato ridotto l'insieme monumentale straordinario della Pilotta con il suo fascino del non finito... Pensare che portavo questo esempio di Parma nel mondo. Ho provato malessere visitando oggi Parma”. [LINK]

Oggi, trascorso un millennio (Il tempo è un’illusione-Albert Einstein)  di incurie, di malcostume…  scrivi: “L’area verde del progetto Botta nel complesso monumentale della Pilotta di Parma, area verde anch’essa parte integrale monumentale, dopo il Terzo Paradiso di Pistoletto, è divenuta un campo di patate, in gran parte cementificato…”.

Temevo che tale area verde, all’interno del complesso monumentale della Pilotta, potesse  diventare, con il trascorrere dei secoli e analogamente a quanto nel frattempo è accaduto nell’arte, qualcosa di peggio!

(Ad esempio: un remake duchampiano; un rifacimento  del Piss Christ (Cristo nell’urina) di   Andres Serrano! Ad esempio: un Paradiso, terzo ed ultimo, di merda! Un Paradiso senza redenzione, di raggiri estetici e di marketing alla Pistoletto; di prosaica violenza artistica in nome di una postmodernità turbolenta, ingannatrice. Un Paradiso sicuramente remunerativo!).

La lettera di un insegnante di Pordenone a Matteo Salvini

Matteo Salvini

A pochi giorni dall’inizio delle scuole, pubblichiamo la lettera inviata a Matteo Salvini da Enrico Galiano, insegnante di Pordenone.

Caro Ministro dell’Interno Matteo Salvini ,

ho letto in un tweet da Lei pubblicato questa frase: “Per fortuna che gli insegnanti che fanno politica in classe sono sempre meno, avanti futuro!”.

Bene, allora, visto che fra pochi giorni ricominceranno le scuole, e visto che sono un insegnante, Le vorrei dedicare poche semplici parole, sperando abbia il tempo e la voglia di leggerle. Partendo da quelle più importanti: io faccio e farò sempre politica in classe.

Il punto è che la politica che faccio e che farò non è quella delle tifoserie, dello schierarsi da una qualche parte e cercare di portare i ragazzi a pensarla come te a tutti i costi. Non è così che funziona la vera politica.

La politica che faccio e che farò è quella nella sua accezione più alta: come vivere bene in comunità, come diventare buoni cittadini, come costruire insieme una polis forte, bella, sicura, luminosa e illuminata. Ha tutto un altro sapore, detta così, vero?

Ecco perché uscire in giardino e leggere i versi di Giorgio Caproni, di Emily Dickinson, di David Maria Turoldo è fare politica. Spiegare al ragazzo che non deve urlare più forte e parlare sopra gli altri per farsi sentire è fare politica. Parlare di stelle cucite sui vestiti, di foibe, di gulag e di tutti gli orrori commessi nel passato perché i nostri ragazzi abbiano sempre gli occhi bene aperti sul presente è fare politica.

Fotocopiare (spesso a spese nostre) le foto di Giovanni Falcone, di Malala Yousafzai, di Stephen Hawking, di Rocco Chinnici e dell’orologio della stazione di Bologna fermo alle 10.25 e poi appiccicarle ai muri delle nostre classi è fare politica.

Roberta Roberti, "Caso Pesci": il divertimento senza valori giustifica violenze e abusi

Foto Luigi Boschi: Roberta Roberti

Il “caso Pesci” : il divertimento senza valori giustifica violenze e abusi

Quello che ormai è tristemente noto come “il caso Pesci” continua a restare al centro dell’attenzione e a suscitare reazioni e prese di posizione. E’ lecito domandarsi il perché, quando purtroppo femminicidi, stupri e gravi abusi sulle donne fanno parte della cronaca quotidiana. Proprio per questo, confesso di aver avuto all’inizio qualche perplessità sul presidio tempestivamente organizzato dai sindacati davanti al Tribunale di Parma per chiedere giustizia senza attenuanti. Riflettendo a mente lucida, tuttavia, credo che quel presidio sia stato necessario. Il caso della giovane 21enne stuprata e torturata da Federico Pesci e dal suo complice Wilson Ndu Aniyem induce infatti ad una riflessione profonda non solo sulla questione di genere, ma sulla situazione sociale in generale.

Non si tratta di giudicare dal punto di vista etico certe pratiche erotiche estreme, liquidandole come un problema di nicchia, sintomo di disturbi psicologici di una minoranza, magari abituata ad abbinare sesso, alcol e cocaina. Sarebbe un modo ipocrita e del tutto inefficace di porsi domande, visto che il proliferare del mercato dedicato, dai siti web ai festini a domicilio, dovrebbe indurci quantomeno a rivedere le nostre valutazioni. Si tratta piuttosto di valutare se effettivamente gli individui coinvolti in certe pratiche siano consenzienti e fino a che punto possano spingersi nell’infliggere lesioni personali. Gli avvocati di Pesci, parafrasando la triste chiosa popolare “la ragazza se l’è cercata”, stanno cercando di liquidare la vicenda e sminuire le responsabilità del loro cliente alla luce del fatto che la giovane sia stata pagata.

Insaziabili questi Benetton

Emiddio Novi

Insaziabili questi Benetton, più guadagnavano meno spendevano per la manutenzione delle autostrade che avevano avuto in regalo dal centrosinistra.
Fortunati questi Benetton. In pieno delirio privatizzatore comprano dall'IRI la catena Gs. La comprano con i soldi delle banche e subito la rivendono, guadagnandoci 4500 miliardi di lire. In euro sarebbero due miliardi e 250 milioni.
Fantasiosi questi Benetton. Prodi, Ciampi e Giuliano Amato s'erano impegnati con Bruxelles e soprattutto con francesi e tedeschi a smantellare l'Iri. Massimo D'Alema li prende in parola e nel 1999 decide di privatizzare la rete autostradale di proprietà dell'Iri e quindi dello Stato. Ancora una volta i Benetton non si perdono d'animo. Una lira delle loro non la rischiano, non sia mai. Bussano a Banca Intesa e gli viene aperto. Chiedono un piccolo prestito che in euro è di 8 miliardi e l'ottengono. Con questi soldi comprano dall'Iri Autostrade. Per due, tre anni la manutenzione della rete è quasi inesistente. Con i soldi rastrellati ai caselli e l'aumento delle tariffe restituiscono i soldi a Intesa.
Le Autostrade sono una Zecca che produce moneta sonante. I Benetton semifalliti come imprenditori del tessile-abbigliamento hanno diversificato e incassano tanti di quei soldi da diventare investitori globali.

Retroscena su Autostrade per l’Italia

Giornalista d’inchiesta svela importanti retroscena su Autostrade per l’italia:
Partiamo dall'inizio. Perché una società strategica per gli italiani, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e introiti certi - che sono aumentati vertiginosamente negli anni com’era prevedibile - sia stata ceduta ad imprenditori privati?
Facciamo un passo indietro: è’ il 1992 il Cartello finanziario internazionale mette gli occhi e le mani sul nostro paese con la complicità e la sudditanza di una nuova classe politica imposta dal Cartello stesso. Il loro compito è quello di cedere le banche ed i gioielli di Stato italiani ai potentati finanziari internazionali anche attraverso il filtro di imprenditori nostrani. E’ l’anno della riunione sul Britannia quando il gotha della finanza internazionale attracca a Civitavecchia con uno yacht della Corona inglese.

Alessandro Guardamagna replica a Marco Maria Freddi

Replica a Marco Maria Freddi

Mentre il consigliere di Più Europa-Effetto Parma Freddi rivendica comprensibilmente la libertà sua e della sua famiglia di impegnarsi politicamente in ciò che crede - ci mancherebbe altro! - affianca periodi storici diversi e non assimilabili (l'immigrazione italiana dell'800-‘900 in l'America era verso una nazione in via di sviluppo, diversa da quella attuale da Africa e Medio Oriente verso stati Europei a crescita economica zero le cui popolazioni da anni sostengono costi sociali elevatissimi) e si "dimentica" alcuni fatti. Non ricorda che coloro che digiunano un giorno per i migranti - scelta rispettabile per sé - e deprecano un immaginario governo di “clericofascisti”, non hanno perso un pasto né emesso un fiato per i 285.000 Italiani costretti ad emigrare nel 2016 (a fronte di 186.000 migranti accolti nello stesso anno) perché non trovavano lavoro, né si sono preoccupati per il 1.900.000 Italiani che hanno lasciato le regioni del Sud negli ultimi 16 anni. Il "Paese", che a suo dire è naufragato sulla Diciotti, è in realtà quello di chi ha fatto la passerella a Catania, firmato contratti di appalto autostradale apponendovi il segreto di stato, e che è supportato dal sistema di partiti ed amministrazioni in cui lei, consigliere Freddi, purtroppo, ora si ritrova.

Come ti rieduco quel razzista di Mozart

Carlo Vitali

Dalla liberale Olanda ci giunge ai primi di giugno l’eco di una polemica. La regista Lotte de Beer, una bella signora di 36 anni che ha già allestito opere a Vienna e New York, si è accorta che il libretto del Flauto magicocontiene espressioni razziste e misogine. Ad esempio: «weil ein Schwarzer hässlich ist» (perché un Negro è brutto; Monostatos), oppure «ein Weib tut wenig, plaudert viel» (Una donna fa poco, ciarla molto; il Sacerdote), e tante altre.

Tagli boschivi e perdita di suolo adatto alla crescita dei funghi porcini

funghi porcini

La diffusione di tagli boschivi in montagna provoca un altro danno significativo per il turismo e l'economia della montagna, la perdita di suolo adatto alla crescita di porcini.
Il taglio raso matricinato, con i sentieri trasformati in carraie per mezzi pesanti e soprattutto con l'abbandono a terra delle ramaglie, provoca un degrado
del suolo che non si risolve in pochi anni come per le matricine.
L'assetto micologico di un territorio boschivo è molto più fragile ed il processo di diffusione delle spore molto più lungo e complesso.
Insomma dove si taglia in quel modo non crescono più funghi per molto tempo.
Si dirà, è una sciocchezza che non mette neanche conto di menzionare e di cui preoccuparsi di fronte al degrado economico e all'abbandono della montagna.
Invece no!

Bufale pseudomassoniche dei dottori Bianchini e Trombetta

Antiporta

Ahimé che noi cadiamo 167
di Carlo Vitali e Mario Tedeschi Turco

Non ne sanno una beata:
bufale pseudomassoniche dei dottori Bianchini e Trombetta

“L'identificazione del Flauto magico con la massoneria non poteva apparire, tra estate e autunno del 1791, così evidente e sicura come la garantiscono oggi orde di sedicenti esperti, ermeneuti e chiromanti, nelle cui chiacchiere è divenuta uno stracco e assordante luogo comune".

Lo stile è l’uomo. La frase appartiene al compianto Piero Buscaroli, autore di cui sono ben noti il ragionevole argomentare e l’amabile capacità discorsiva. I due Sondrioti se ne sono innamorati al punto di clonarla paro paro in due riprese: nel Rotolone II (p. 347 e n. 1182) e nel Rotolone III (p. 79 e n. 156). Buscaroli scriveva nel 1996; supponiamo che fra i “chiromanti” vadano annoverati anche studiosi di varia caratura e tendenza come Alberto Basso, Lidia Bramani, Angelo Sebastiani, Francesco Attardi e – fuori d’Italia – Jacques Chailley, Peter Horvath o Peter Paul Fuchs. Lungi da noi la velleità di soppesarne i relativi meriti e il grado di conoscenza iniziatica; il fatto si è che Bianchini e Trombetta ne sono totalmente digiuni. In basic Sicilian: non ne sanno una beata. Al punto di affermare ogni due per tre con asfissiante sicumera che Mozart padre e figlio erano massoni deviati, Illuminati, Frankisti, Fratelli asiatici e via strologando.

Banche, Capitale, Cosmopolitismo, la povertà, il crescente senso di esclusione di ceti senza speranza sociale

Maurizio Ferraris

Il reddito minimo? Ce lo dia Google

Il populismo coglie con chiarezza la paura, la povertà, il crescente senso di esclusione di ceti che hanno perso la speranza sociale. Ma i suoi obiettivi polemici sono sbagliati, perciò la sua azione politica si riduce alla pura negazione, indirizzandosi contro i troppo poveri (i migranti) e i troppo ricchi, identificati con entità numinose e malvagie: l'Europa, il Capitale, le Banche. In questi mesi abbiamo letto e sentito attacchi contro i "banksters", ossia i banchieri-gangster su cui ha costruito la sua fortuna, negli anni Trenta, Léon Degrelle, che finirà arruolato nelle Waffen SS e decorato da Hitler; contro il Capitalismo apolide e sradicato, di cui sono criticati proprio i caratteri che nei Quaderni Neri Heidegger attribuisce agli Ebrei; contro il cosmopolitismo, condannato in nome della rinascita di una idea di nazione che in Italia sembrava morta, lasciando pochi rimpianti e molti odi e rovine, nel 1945.

Non c'è niente di sorprendente, visto che in entrambi i casi, negli anni Trenta come oggi, i populismi potevano trarre forza dallo shock provocato da una crisi economica. Ma nulla ritorna mai come prima, e oggi la situazione di Banche, Capitale, Cosmopolitismo è molto diversa dagli anni Trenta.

Il cambiamento decisivo ha luogo proprio nell'ambito del capitale finanziario. Ancora nel 2013 Thomas Piketty, nel Capitale del XXI secolo, poteva osservare che il denaro fa guadagnare più di qualunque altra merce.

COME TI RIEDUCO QUEL RAZZISTA DI MOZART

Flauto Magico Mozart

Carlo Vitali

COME TI RIEDUCO QUEL RAZZISTA DI MOZART
(materiali per un dibattito)

Dopo le regie attualizzate è il momento dei libretti riscritti per adeguarli al "politicamente corretto? Se lo domanda un articolo di Kees Vlaardingerbroek apparso il 5 giugno 2018 sul quotidiano olandese "Nieuwe Rotterdamsche Courant": https://www.nrc.nl/nieuws/2018/06/05/kunstenaar-moet-vrij-zijn-om-abjecte-anderen-te-tonen-a1605384#/handelsblad/2018/06/05/#118.

Segue traduzione italiana; un commento al dibattito apparirà sul mensile "Musica" nel numero di settembre, rubrica "La polemica"

BISOGNA PURIFICARE IL FLAUTO MAGICO DA TUTTE LE FRASI RAZZISTE, SESSISTE E ANTIFEMMINISTE? 
di Kees Vlaardingerbroek

Negli anni del nazismo era obbligatorio cancellare ogni traccia culturale e storica degli Ebrei. Il Concerto per violino, amato anche in Germania, del compositore ebreo Mendelssohn dovette far posto a quello – molto meno amato ma definito "assai più profondo" – del "razzialmente puro" Schumann. Anche i lavori dell'"ariano" Wolfgang Amadeus Mozart dovettero soffrirne. Così la storia ebraica scomparve dall'oratorio italiano La Betulia liberata (dal libro biblico di Giuditta), che fu corredato di un nuovo libretto tedesco nel quale prendevano vita Attila e Crimilde, eroi della saga germanica [nel Nibelungenlied, n.d.T.]. Lo stesso destino toccò ad innumerevoli altre opere e oratorii di soggetto ebraico.

Tito Boeri, Stefano Bonaccini, i Servizi Sociali

Essendo ogni persona un essere economico fin dal suo concepimento, le istituzioni, stampando moneta sovrana (come recita la Costituzione art.117), dovrebbero provvedere a fornirgli i mezzi economici necessari alla sua vita dignitosa indipendentemente dal lavoro svolto. La moneta (come sostiene Auriti - Link) è un diritto perché sovrana, quindi del popolo, non delle Banche Commerciali, né delle Banche Centrali (centri di ganster finanziari "banksters"-Maurizio Ferraris -Link). La moneta è uno strumento necessario, indispensabile, per vivere, come l'aria e l'acqua. Non si vive per produrre moneta, né come bestie per il dio mercato, ma per liberarsi dalla schiavitù. Vi è l'esercizio del sé, del proprio talento, nel contesto territoriale e sociale. In questo cresce la società. Altrimenti è solo consumo e tecnologia senza progresso (lettura consigliata "il lavoro nel XXI secolo" di Domenico De Masi per avere anche un excursus storico della liberazione dalla schiavitù fin dall'antica Grecia, dove esistevano schiavi e uomini liberi. Modello di società condannato da Socrate e dagli Stoici). Se la moneta è sovrana all'atto della emissione è del popolo. Lo Stato ha il dovere di utilizzarla per la vita dignitosa delle persone. (Art.3 Costituzione: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana..."). 

Alessandro Guardamagna: LE MERITATE SCUSE AL SINDACO?

Federico Pizzarotti e Beppe Grillo

Meriterebbe le scuse Sindaco Pizzarotti, forse è vero. Anche se la sua richiesta ad alcuni suona come un paradosso, sicuramente verrà il giorno in cui a porgergliele non saranno quegli opportunisti incompetenti del M5S, ma i cittadini di Parma a cui Beppe Grillo promise nel Maggio 2012, con lei ridente sul palco che annuiva (se lo ricorda?) che sarebbero dovuti passare sul suo cadavere prima che si facesse funzionare l’inceneritore. Lei non faceva lo yes man, ci mancherebbe altro! Annuiva e basta, pur consapevole, come ebbe poi a dire, che era ancora tutto da verificare che il progetto del forno si potesse bloccare o no. La storia insegna che ora lei è affranto dal vedere un forno che trita sempre più rifiuti che IREN incamera provenienti da tutt’Italia, e che per fermare il quale negli anni sembra aver fatto, scusi se lo osservo, un po’ pochino. Saranno sempre i cittadini a scusarsi per non aver capito i motivi per i quali lei non ha ancora reso pubbliche le conclusioni della società Price Waterhouse Coopers, la cui preziosa relazione sul caso PGE è costata € 50.000. Per sapere cosa avveniva in PGE bastava leggere gli articoli di alcuni quotidiani locali, e far risparmiare alla cittadinanza i costi della consulenza, e anche di questo i cittadini truffati capiranno l’importanza di porgerle sentite parole di scusa.

Parma: Casa, Città, Lavoro, Povertà, ‘Ndrangheta

Parma Storica

Parma: Casa, Città, Lavoro, Povertà, ‘Ndrangheta
Parma dove sta andando senza vera casa per i suoi cittadini, senza lavoro, con una povertà crescente?
Come si può generare una politica per la famiglia in queste condizioni? Non è sufficiente il suo lascito storico monumentale, né il Teatro Regio, né la Toscanini, nè il Parmacalcio, né l'EFSA (una specie di fantasma Europeo che si aggira per la città).
Pensiamo si possa costruire un progetto familiare in bilocali a costi di affitto proibitivi? Dai 500 ai 700 euro mese più spese condominiali?... E stipendi da miseria sociale? Per non parlare di appartamenti di 100 mq il cui canone di affitto equivale alle rate di un mutuo. Un sistema in cui le persone si ripiegano alla “non vita”, per sopravvivere. Il centro muore sopraffatto da una politica abitativa familiare e commerciale senza senso. In tutta questa miseria la Sanità locale pubblica, pur priva di eccellenze, come un tempo, ne esce, fortunatamente, abbastanza bene.  

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