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La vita sta cambiando pelle

Opinioni Interviste Inchieste

Opinioni Interviste Inchieste: Opinioni interviste inchieste con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

COME TI RIEDUCO QUEL RAZZISTA DI MOZART

Flauto Magico Mozart

Carlo Vitali

COME TI RIEDUCO QUEL RAZZISTA DI MOZART
(materiali per un dibattito)

Dopo le regie attualizzate è il momento dei libretti riscritti per adeguarli al "politicamente corretto? Se lo domanda un articolo di Kees Vlaardingerbroek apparso il 5 giugno 2018 sul quotidiano olandese "Nieuwe Rotterdamsche Courant": https://www.nrc.nl/nieuws/2018/06/05/kunstenaar-moet-vrij-zijn-om-abjecte-anderen-te-tonen-a1605384#/handelsblad/2018/06/05/#118.

Segue traduzione italiana; un commento al dibattito apparirà sul mensile "Musica" nel numero di settembre, rubrica "La polemica"

BISOGNA PURIFICARE IL FLAUTO MAGICO DA TUTTE LE FRASI RAZZISTE, SESSISTE E ANTIFEMMINISTE? 
di Kees Vlaardingerbroek

Negli anni del nazismo era obbligatorio cancellare ogni traccia culturale e storica degli Ebrei. Il Concerto per violino, amato anche in Germania, del compositore ebreo Mendelssohn dovette far posto a quello – molto meno amato ma definito "assai più profondo" – del "razzialmente puro" Schumann. Anche i lavori dell'"ariano" Wolfgang Amadeus Mozart dovettero soffrirne. Così la storia ebraica scomparve dall'oratorio italiano La Betulia liberata (dal libro biblico di Giuditta), che fu corredato di un nuovo libretto tedesco nel quale prendevano vita Attila e Crimilde, eroi della saga germanica [nel Nibelungenlied, n.d.T.]. Lo stesso destino toccò ad innumerevoli altre opere e oratorii di soggetto ebraico.

Tito Boeri, Stefano Bonaccini, i Servizi Sociali

Essendo ogni persona un essere economico fin dal suo concepimento, le istituzioni, stampando moneta sovrana (come recita la Costituzione art.117), dovrebbero provvedere a fornirgli i mezzi economici necessari alla sua vita dignitosa indipendentemente dal lavoro svolto. La moneta (come sostiene Auriti - Link) è un diritto perché sovrana, quindi del popolo, non delle Banche Commerciali, né delle Banche Centrali (centri di ganster finanziari "banksters"-Maurizio Ferraris -Link). La moneta è uno strumento necessario, indispensabile, per vivere, come l'aria e l'acqua. Non si vive per produrre moneta, né come bestie per il dio mercato, ma per liberarsi dalla schiavitù. Vi è l'esercizio del sé, del proprio talento, nel contesto territoriale e sociale. In questo cresce la società. Altrimenti è solo consumo e tecnologia senza progresso (lettura consigliata "il lavoro nel XXI secolo" di Domenico De Masi per avere anche un excursus storico della liberazione dalla schiavitù fin dall'antica Grecia, dove esistevano schiavi e uomini liberi. Modello di società condannato da Socrate e dagli Stoici). Se la moneta è sovrana all'atto della emissione è del popolo. Lo Stato ha il dovere di utilizzarla per la vita dignitosa delle persone. (Art.3 Costituzione: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana..."). 

Alessandro Guardamagna: LE MERITATE SCUSE AL SINDACO?

Federico Pizzarotti e Beppe Grillo

Meriterebbe le scuse Sindaco Pizzarotti, forse è vero. Anche se la sua richiesta ad alcuni suona come un paradosso, sicuramente verrà il giorno in cui a porgergliele non saranno quegli opportunisti incompetenti del M5S, ma i cittadini di Parma a cui Beppe Grillo promise nel Maggio 2012, con lei ridente sul palco che annuiva (se lo ricorda?) che sarebbero dovuti passare sul suo cadavere prima che si facesse funzionare l’inceneritore. Lei non faceva lo yes man, ci mancherebbe altro! Annuiva e basta, pur consapevole, come ebbe poi a dire, che era ancora tutto da verificare che il progetto del forno si potesse bloccare o no. La storia insegna che ora lei è affranto dal vedere un forno che trita sempre più rifiuti che IREN incamera provenienti da tutt’Italia, e che per fermare il quale negli anni sembra aver fatto, scusi se lo osservo, un po’ pochino. Saranno sempre i cittadini a scusarsi per non aver capito i motivi per i quali lei non ha ancora reso pubbliche le conclusioni della società Price Waterhouse Coopers, la cui preziosa relazione sul caso PGE è costata € 50.000. Per sapere cosa avveniva in PGE bastava leggere gli articoli di alcuni quotidiani locali, e far risparmiare alla cittadinanza i costi della consulenza, e anche di questo i cittadini truffati capiranno l’importanza di porgerle sentite parole di scusa.

Parma: Casa, Città, Lavoro, Povertà, ‘Ndrangheta

Parma Storica

Parma: Casa, Città, Lavoro, Povertà, ‘Ndrangheta
Parma dove sta andando senza vera casa per i suoi cittadini, senza lavoro, con una povertà crescente?
Come si può generare una politica per la famiglia in queste condizioni? Non è sufficiente il suo lascito storico monumentale, né il Teatro Regio, né la Toscanini, nè il Parmacalcio, né l'EFSA (una specie di fantasma Europeo che si aggira per la città).
Pensiamo si possa costruire un progetto familiare in bilocali a costi di affitto proibitivi? Dai 500 ai 700 euro mese più spese condominiali?... E stipendi da miseria sociale? Per non parlare di appartamenti di 100 mq il cui canone di affitto equivale alle rate di un mutuo. Un sistema in cui le persone si ripiegano alla “non vita”, per sopravvivere. Il centro muore sopraffatto da una politica abitativa familiare e commerciale senza senso. In tutta questa miseria la Sanità locale pubblica, pur priva di eccellenze, come un tempo, ne esce, fortunatamente, abbastanza bene.  

Don Carlo al Teatro Comunale di Bologna

CARLO VITALI

BOLOGNA

VERDI

DON CARLO

INTERPRETI: D. Beloselskij, R. Aronica, L. Salsi, L.-O. Faria, M. J. Siri, V. Simeoni ed altri

DIRETTORE: Michele Mariotti

REGIA: Henning Brockhaus

TEATRO: Comunale

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"La vera regia l'ha fatta Mariotti, dosando nell'arco lungo dei quattro atti della versione Milano 1884 le strategiche alternanze verdiane di pathos intimista e violenza, idillio e orrore metafisico". 

                Muraglioni in oro, argento e cobalto fra Babilonia, Menfi e Persepoli, obelischi marmorei, sacelli micenei, astratti sfondi materici scavati da glifi in bassorilievo. Scatola sontuosa benché generica, simile a quella già vista nell'Otello sancarlino a cura dallo stesso team registico. Potranno riciclarla in economia anche per Aida, Nabucco o Elektra; ma dal sublime al ridicolo, si sa, non v'è che un passo. Si prenda quel trono semovente coronato da triregno papale che scarrozza avant'-indrè il Grande Inquisitore, qui incarnato in un clone di Albus Silente, il preside di Harry Potter. Strafalcione canonico perché l'Inquisizione di Spagna rispondeva solo a Madrid, e non al Vaticano; e poi che ci fanno quei presunti frati in talare nera da gesuita? Nel Don Carlo l'anticlericalismo è ovvio, ma un po' di rigore tecnico non guasta; sennò si degrada dagli umori secolaristi di Schiller e Verdi allo stornello da osteria romagnola tipo "con le budella dell'ultimo prete".

Ope faecis: sul mistero buffo del ritratto di Neefe

Carlo Vitali

Ope faecis

Ancora sul mistero buffo del ritratto di Neefe

Rovistando a mani nude negli spurghi della Rete – è un vizio assurdo di cui mi vergogno pur se ogni tanto mi regala momenti d'ilarità – scopro come e qualmente la gentile signora e dottoressa Donn'Anna Trombetta pretenderebbe da un certo Giuliano Dottori la prova che il famoso ritratto di Bonn (Beethoven-Haus, inv. B 1934) non rappresenti Andrea Luchesi, bensì Christian Gottlob Neefe. "Mi indichi dove è scritto Neefe sul ritratto", intima la Gentile col burbanzoso tono di famiglia. Chiedo venia se, povero Cristo fra i Dottori, m'intrometto non invitato in questa bella guerra d'ingegni, però sul ritratto non c'è scritto un bel nulla; dunque, a parità di argomenti, potrebbe anche rappresentare il mio bis-quadrisavolo Aristarco Scannabufale, notorio Illuminato di Baviera.

Alle fantasmagorie iconografiche del premiato duo buffo B&T si era già risposto a bastoni con una noterella leggibile all'indirizzo:

https://laccademiadellabufalamozartlacadutadeglidei.wordpress.com/2017/11/08/appendice-a-laccademia-della-bufala-libro-delle-facce-di-bronzo-ovvero-il-finto-ritratto-di-andrea-luchesi-di-carlo-vitali/ 

Discorso alla città Palermo e Santa Rosalia

di Corrado Lorefice (arcivescovo metropolita di Palermo)

Care Palermitane, Cari Palermitani,
è la sera della nostra festa, della festa di Palermo – la nostra Palermo – e il mio primo pensiero è quello di salutarvi con affetto: da padre, da fratello, da cittadino di questa Città, con voi e come voi. Benvenuti in questa piazza!
Vengo qui a parlarvi da padre e da pastore, ma sento profondamente di essere sulla vostra stessa barca, toccato dai tanti dolori della nostra terra, in cerca come voi di speranza e di verità. Da questo punto di vista, il Festino deve rappresentare per noi un momento di gioia, di condivisione, ma non di evasione e di estraneazione dalla realtà. Non è tempo di dormire, ma di stare svegli! È tempo di guardare con gli occhi ben aperti a quelli che Papa Giovanni XXIII chiamava “i segni dei tempi”. Che cosa sono i segni dei tempi? Sono gli eventi della storia concreta delle donne e degli uomini d’oggi che ci parlano, ci chiamano ad un cambiamento, interpellano la Parola di Dio che delle nostre esistenze custodisce il senso e la speranza. Vorrei stasera comunicare a tutti voi l’appello che riguarda noi, credenti della Chiesa di Palermo, e – perché no? – tutti voi, convenuti qui, donne e uomini di buona volontà uniti in una ideale assemblea della nostra Città, nell’affetto antico e sempre nuovo per Rosalia.

Gratteri: «Anche magistrati nelle logge con i mafiosi»

Massoneria, magistrati, ‘ndrangheta, Vibo Valentia….luoghi, mafie, istituzioni, connivenze di una pericolosità inaudita infiltrate nel sistema economico e sociale, non solo italiano ma in tutto il pianeta. Un sistema che non accenna a diminuire ma che anzi, si rafforza sempre di più! Lo conferma il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri ma questo stato di cose è palpabile dal quotidiano, dagli arresti e dai rilasci, dall’ammontare dei sequestri sempre più alto e dal livello di corruzione che in Italia e nel mondo dilaga, e c’è sempre un’unico comune denominatore, la ‘ndrangheta!!!

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro sentito dalla Commissione Antimafia. Vibo la provincia a più alta densità massonica

«C’è un rapporto tra massoneria deviata e ‘ndrangheta ancora oggi, anzi forse è ancora più stringente, in termini numerici, di prima». Lo ha detto il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri, a margine dell’audizione che si è svolta in Antimafia. La provincia con più alta densità massonica d’Italia è quella di Vibo.
Con la nascita dell’organizzazione segreta “Santa”, dal 1970 «c’erano anche magistrati che partecipavano alle riunioni» delle logge massoniche con gli ‘ndranghetisti, «per questo la ‘ndrangheta ha sempre cercato punti di contatto e ucciso solo quando necessario». Lo ha aggiunto Gratteri davanti alla Commissione Antimafia. «Attraverso la Santa è stata regolamentata la doppia affiliazione, fra ‘ndrangheta e massoneria deviata: ce lo hanno raccontato diversi collaboratori», ha specificato il magistrato. 23 FEBBRAIO 2017

Fonte Link: http://www.pinomasciari.it/?p=36951 

Carlo Freccero: "I migranti non sono il nuovo proletariato. Così la sinistra del politicamente corretto si estingue"

di Carlo Freccero 

Ho scritto sul manifesto del 5 giugno, che con l’adesione acritica alla terza via del neoliberismo la sinistra è diventata non l’antagonista del neocolonialismo globalista, ma addirittura, la sua maggiore fautrice. Aggiungendo che, in quanto sinistra, non può palesare le sue intenzioni. Un’esponente della destra come Trump può bombardare in nome della superiorità militare americana al grido “America First”. Una neocon liberal come Hillary Clinton o un buonista come Obama, devono trincerarsi invece dietro lo schermo dell’esportazione della democrazia. 

La sinistra del politicamente corretto si estingue perché non riesce più ad elaborare un pensiero critico. In questi anni ha creduto alla favola dei dittatori cattivi e, come unico rimedio, ha proposto l’accoglienza dei profughi, vittime non dalla guerra, ma dei loro stessi governanti. Ha fatto propria l’equazione fascismo = comunismo. Si è schierata sempre dalla parte sbagliata. Questo perché la terza via non è che l’espressione del pensiero unico per cui tutto il resto è totalitarismo. 

Di questo pacchetto di riforme dell’originario pensiero di sinistra, fa parte l’idea che la democrazia preveda una frattura popolo/élites, e che le élites debbano guidare un popolo incapace di autodeterminazione. 

Confesso che le mie idee sulle élites nascono, come reazione, alla lettura del libro Propaganda di Edwards Bernays. Bernays, l’inventore della propaganda, la giustifica a partire dall’esigenza di piegare il popolo, mosso da istinti bestiali, ai voleri delle élites che invece perseguono a livello sociale, interessi legittimi. Questa visione elitaria della democrazia fa parte della visione del mondo americano. Ma, per fortuna, non è condivisa dalla nostra Costituzione che all’art.1 recita: «La sovranità appartiene al popolo». 

Stato, Moneta sovrana e Politica

Schiavi in stiva ai remi

Liberare l’uomo dalla schiavitù della catena monetaria, sembriamo tutti come schiavi incatenati in stiva sui galeoni a remi dell'oligopolio bancario.

La politica dovrebbe liberare l’uomo dalla schiavitù volontaria, mentre ne incentiva la radicalizzazione. I politici divengono i tiranni di un perverso modo di vivere o meglio “non vivere”.  L’uomo si è autoridotto a schiavo.
In una democrazia avanzata si dovrebbe avere come obiettivo l’autorealizzazione democratica. Ma per arrivare a questo occorre uno Stato con propria moneta sovrana non a debito. L’uomo fin dal suo concepimento è un essere economico, ossia ha dei costi per vivere e come tale, in questo tipo di società, necessita di denaro, che assume valore proprio attraverso chi lo accetta non da chi lo emette.

LETTERA APERTA di Paolo Savona A TITO BOERI

Tito Boeri

Caro Boeri,
avevo letto le tue dichiarazioni sul ruolo degli immigrati nel sistema pensionistico italiano e le avevo cercate inutilmente nella Relazione annuale dell’INPS, ma le ho trovate solo negli estratti stampa di un tuo intervento in uno dei tanti inutili e confusionari incontri che si tengono in Italia.

Conclusi che la lettura delle tue dichiarazioni poteva essere oggetto di interpretazioni positive e ho lasciato perdere. Sei tornato sul tema e ho sentito ripetere nuovamente i concetti nel corso di una trasmissione radio nella quale sostieni che il tuo ruolo all’INPS è di fornire informazioni statistiche sullo stato del sistema pensionistico; sarebbe cosa meritevole, perché quelle che fornisci non sono sufficienti e sono devianti perché le accompagni con interpretazioni che inducono a una valutazione distorta della realtà.

Tu dici che gli immigrati che hanno trovato un lavoro hanno versato oneri sociali di rilevante entità che servono per pagare le pensioni degli italiani e concludi che sono perciò indispensabili. Così presentata l’informazione induce a ritenere che ogni opposizione all’accoglienza di immigrati che non tiene conto di questo vantaggio è errata, accreditando la politica fallimentare finora seguita in materia.

La prima obiezione, che conferma la natura di interpretazione delle statistiche che rendi pubbliche, è che, se al posto degli immigrati ci fossero stati italiani, il gettito contributivo sarebbe stato lo stesso perché il sistema pensionistico italiano è basato sul metodo distributivo: i giovani lavoratori pagano per gli anziani andati in pensione e se tra essi vi sono immigrati non è la loro nazionalità a dare un carattere particolare al contributo che essi danno al sistema.

SE NON CI LIBERIAMO DELL’EURO SIAMO CONDANNATI ALL’AUSTERITÀ

Buoni del Tesoro

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

M5S e Lega hanno vinto le elezioni dicendo basta all’austerità e proponendo 130 miliardi di spese per reddito di cittadinanza e flat tax. Entrambi hanno promesso pensioni dignitose con il superamento della legge Fornero.

Il Pil dell’Italia è oggi di 1.600 miliardi. All’incirca come 10 anni fa. Se invece avesse continuato a salire della percentuale media del periodo 1950-2000 (tra il 4 e il 5%, inclusa inflazione) sarebbe oggi oltre i 2.000 miliardi. Una politica espansiva dell’ordine di 100 miliardi l’anno è quindi adeguata a un Paese che ha perso 400 miliardi di Pil potenziale. Il problema di fondo è che le economie avanzate oggi hanno molto debito, sia pubblico che privato. In media pari a circa 3 volte il Pil. Le Banche Centrali hanno stampato migliaia di miliardi per comprare debito sul mercato e alleggerirne il peso. La Bce ha stampato (elettronicamente) 3 mila miliardi. Ha comprato e fatto comprare alle banche italiane e Bankitalia circa 700 miliardi di Btp riducendone i rendimenti fino a zero sulle scadenza a uno o due anni.

Il Ministro dell’Economia Tria parla solo di ridurre i deficit per restare dentro i vincoli Ue: dal 2,3% del 2017 all’1,6% nel 2018. Secondo quanto concordato dai governi precedenti, andrebbe ridotto a zero nel 2020.

PROMESSE

Grecia: l’operazione è riuscita, il paziente è morto

Il partenone greco

di  Roberto Pecchioli

Il debito pubblico era attorno al 100 per cento del PIL, adesso sfiora il 190, molti vivono di carità privata. Queste sono le macerie che lascia la dittatura quasi decennale delle “istituzioni finanziarie”.

Suonano a distesa le campane euro entusiaste: la Grecia è fuori della crisi che la attanaglia da dieci anni, la Troika (BCE, Fondo Monetario, Commissione Europea) che l'ha commissariata si ritira. Paolo Gentiloni, già primo ministro italiano, ha ringraziato commosso il suo omologo Tsipras, l'ex beniamino della sinistra fattosi massacratore del popolo greco.

La gioia del conte Gentiloni Silverj è assai sospetta e merita mostrare i dati socio economici. Il primo dato che sgomenta è l'ampiezza degli interventi dei "benefattori". Gli aiuti hanno superato i 241 miliardi di euro, una parte dei quali uscita da tasche italiane. La maggior parte di questa cifra è servito per salvare l'enorme esposizione delle banche tedesche e francesi (oltre 90 miliardi), il resto sono andati in interessi.

Cerchiamo di capire che cosa è accaduto dal 2008-2009, allorché il precipizio si è aperto sotto i piedi del popolo ellenico.

Lettera di Mario Calabresi a Vito Crimi sulla la libertà di stampa

giornali

L'informazione andrebbe protetta e sostenuta, non indicata come un bersaglio. Mi auguro che la campagna elettorale finisca una volta per tutte e che ci si possa confrontare sulle cose reali e sul valore del pluralismo

Gentile sottosegretario all'Editoria Vito Crimi, ieri, a pochi giorni dal suo insediamento alla presidenza del Consiglio, in più di un'intervista ha spiegato cosa vuole fare per garantire un'informazione libera e pluralista. Leggendo le sue parole abbiamo ritrovato subito un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle: l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali.

Faceva già impressione e rabbia sentirlo dire da una forza di opposizione e in campagna elettorale, oggi fa ancora più effetto - anzi, mi permetta, fa scandalo - che lo affermi un esponente di governo. Perché il finanziamento pubblico ai giornali non esiste da tempo. Quotidiani come RepubblicaIl Corriere della SeraLa Stampa il Fatto non ricevono soldi dei contribuenti, ma vivono delle copie che vendono e della pubblicità. Finanziamenti sono previsti solo per giornali di fondazioni, cooperative e testate parrocchiali, ma non per noi.

La forza della Lega, le debolezze dei 5 Stelle

Il consenso di Salvini si allarga e dà identità al governo. Di Maio segue a ruota, sempre meno partner e più subalterno. Nato con la promessa di essere "l'avvocato degli italiani", non è improbabile che il presidente del Consiglio debba farsi avvocato del M5S

NADIA URBINATI

Il Movimento 5 Stelle sta pagando in termini sempre più onerosi l'ambizione utopistica con la quale è nato: praticare la democrazia parlamentare senza diventare un partito organizzato; di più, fondare il Parlamento sulla democrazia digitale, identificata con quella diretta. L'organizzazione, secondo la celebre definizione che ne diede Robert Michels nel 1911, è l'arma dei deboli contro i forti e nella democrazia elettorale i deboli sono i molti perché disaggregati. Il partito organizzato è il loro salvagente, anche se li deruba dell'eguaglianza di potere esponendoli al dominio dell'oligarchia.

La luna di miele tra italiani e governo

Lara Crinò

La luna di miele tra italiani e governo

I dati del sondaggio dell’Atlante politico di Demos, che Ilvo Diamanti analizza per noi, mostrano che una larga maggioranza degli italiani per ora è favorevole al nuovo esecutivo: sono il 57 per cento gli intervistati che esprimono un giudizio positivo. Negli ultimi 10 anni soltanto a Matteo Renzi, nella primavera del 2014, era riuscito di riscuotere un consenso così consistente, anzi più elevato. Ad apprezzare il governo Conte sono soprattutto gli elettori di Lega e M5s, circa l’80% in entrambi i casi, ma anche la base di FI e dei Fd’I (circa il 50% di consensi).

Lettera aperta di Carlo Vitali all’Accademico Feraspe

Ahinoi, ché cadiamo, n. 154
Diseredato? Supercazzole prematurate  nella spezieria di Sondrio

Lettera aperta di Carlo Vitali all’Accademico Feraspe

Caro Feraspe,

il tuo contributo multimediale sulle esternazioni televisive di Bianchini & Trombetta (LINK) suscita in me un divertito sgomento, e con esso un paio d’interrogativi. Primo: dove trovi il tempo e lo stomaco per trascrivere codeste ciance ventose? Secondo: ma ti pare caritatevole mostrare nella cruda evidenza del body language la miseria spirituale di personaggi che in fondo sono esseri umani? Come noi e come Mozart, verso cui nell’intervista all’emittente Telemonteneve Livigno, rubrica “Grandangolo”, i due Bufalari ostentano un’affettata pietas: “Poi Mozart di per sé è un uomo, è una persona umana che è stata sfruttata”. Certo, soprattutto da loro due per impiantare una manifattura casalinga di bufale scadute. La quale, tutto sommato, deve rendergli benino, poiché nelle immagini catturate dal video si rivela una sperticata dilatazione della sfera corporea che mi viene spontaneo mettere in relazione con la rossiniana Società dei Pappataci: “Le guance tumide, le pance piene/ fanno conoscere che vivon bene”. Per inquadrarli serviva appunto un grandangolo; mai nome di rubrica televisiva fu più azzeccato.

Tosca di Puccini al Teatro Regio di Parma

Tosca al teatro Regio di Parma recensione di Carlo Vitali su Classic Voice

CARLO VITALI

PARMA TEATRO Regio: PUCCINI, TOSCA

INTERPRETI A. Pirozzi, L. Decaro, F. Landolfi, L. Leoni, A. Gabba, L. Casalin e altri

DIRETTORE Fabrizio Maria Carminati

REGIA Joseph Franconi Lee (da Alberto Fassini)

venerdì 27 aprile 2018, ore 20.00; sabato 28 aprile 2018, ore 17.00; domenica 29 aprile 2018, ore 15.30; venerdì 4 maggio 2018, ore 20.00; sabato 5 maggio 2018, ore 17.00; domenica 6 maggio 2018, ore 20.00.
Durata complessiva 2 ore e 35 minuti, compreso due intervalli

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"Archetipi da incubo espressionista, tali da ridurre a formichine gli umani che vi si aggirano nei loro costumi Impero mimando passioni, inganni e delitti di un cronòtopo aristotelico ben individuato, ma non solo di quello". 

Mozart di Nissen tradotto e curato da Marco Murara

Biografia di Mozart recensione Classic Voice

GEORG NIKOLAUS NISSEN
BIOGRAFIA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART
PUBBLICATA DA CONSTANZE,
VEDOVA MOZART, LIPSIA 1828
A CURA di Marco Murara
EDITORE Zecchini
PAGINE 700
EURO 59

"Per stimare equamente questo libro e farne il giusto uso bisogna accertarne il metodo e l'origine, compito ben più difficile che non limitarsi a deriderlo". Parola di Otto Jahn, autore della prima biografia sistematica di Mozart (1856-59). A metà strada fra lo Handel di Mainwaring (primo "elogio" barocco dedicato a un compositore, 1760) e il Palestrina di Baini (1828, basato su accurate ricerche d'archivio), il volume di Nissen inaugurava – forse senza volerlo – un nuovo genere: la biografia documentaria, poi condotta a perfezione da Otto Erich Deutsch (1961). Ossia una raccolta non selettiva di fonti scritte e orali che senza il suo intervento sarebbero andate disperse senza rimedio. È quasi una fortuna per i posteri che la morte gli abbia impedito di compiere il volume inserendole in un'organica linea narrativa, sicché esso uscì postumo a cura di un medico sàssone e di Gaspare Spontini, Generalmusikdirektor della corte prussiana nonché fervido estimatore del genio salisburghese.

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