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La vita sta cambiando pelle

Opinioni Interviste Inchieste

Opinioni Interviste Inchieste: Opinioni interviste inchieste con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

ELEZIONI O PARODIA RAPPRESENTATIVA?

L'attuale sistema elettorale è da tutti considerato inadeguato, molti lo ritengono anche ridicolo. Un sistema che erode e intacca la serietà istituzionale (ma in Italia purtroppo le Istituzioni sono sostituite dai partiti!!) oltre che provocare la disaffezione e la denigrazione popolare verso la politica. Così come è necessario un ripensamento etico politico, si impone urgentemente la riforma elettorale, una necessaria semplificazione e stabilità poi nelle sue forme attuative, affinché vi possa essere una reale espressione politica popolare. Non si può pretendere che tutti si riprogrammino sulle modalità elettive, in particolare gli anziani, che vi sia dimestichezza diffusa con i vari sistemi di voto e una reale consapevolezza delle conseguenze derivanti dai complessi meccanismi, spesso contorti, o escamotage applicati. Senza una diffusa comprensione elettorale non vi è reale rappresentanza democratica! Insomma o si elabora un proporzionale con senso, comprensibile a tutti o si va verso un maggioritario secco. Tenderei personalmente a distinguere, anche nel sistema di votazione, le modalità elettive politiche da quelle amministrative. Potrebbe meritare qualche attenzione e riflessione, penso, l'abbinamento maggioritario per le amministrative, proporzionale con sbarramento al 5% per le politiche, con le candidature, per entrambe, soggette alle primarie (definendone le modalità), controbilanciando quindi il potere di governo con una reale pluralità informativa e con associazioni o organizzazioni non governative di peso. Di fronte alla complessità sociale la politica del dopo lavoro non è più sostenibile.

FONDAZIONE TOSCANINI UDC E CORRETTA INFORMAZIONE

Ancora una volta l'Udc, chiamata in causa nelle parole di un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma di giovedì 15 u.s, deve fare alcune puntualizzazioni. Ci si rende sempre più conto che chi scrive non sempre è così informato come dovrebbe.

LA CADUTA DEGLI DEI

Se i centri di ricerca aprono i loro cassetti gran parte dell'industria italiana chiude! Ricordate? Sana competizione si richiedeva: già un controsenso lessicale! Come può essere sano uno che accetta la competizione? Restare sani in un processo di contaminazione virale generale è un miracolo, e ciò non risulta per ora nelle facoltà dell'uomo. Di "collaborazione qualitativa" invece c'è necessità! Un'utopia per il pensiero economicista. Poi però ci si lamenta se all'ospedale non troviamo l'infermiera disponibile, o il medico migliore, pronti a dedicarsi al di là della remunerazione. E' sì, la competizione porta all'alterazione, alla dimenticanza di solidarietà e responsabilità tra il "genere", perché si tende alla mercificazione dei valori etici. Per non parlare poi di ciò che tutti sappiamo...E allora le organizzazioni perdono l'orientamento etico e sono in balia dell'instabilità economica e della lottizzazione politica. Ed è quello che oggi accade. "La caduta degli dei", grande film di Visconti! Un sistema basato sul consumo e non sulla valorizzazione, produce disastri. Valorizzare è dare significato e senso all'azione, significa trasformare consapevolmente energia da uno stato all'altro, qualificando la nuova armonia che si andrà a generare, non adoperarsi colpevolmente per il disastro posticipato. Ma un processo qualitativo di valorizzazione passa attraverso una distribuzione delle conoscenze per rendere consapevoli, condivise -per quanto possibile- e diffuse, le scelte. E questo è costoso, è impegnativo.

A Parma, quale onore.

Maazel: "E' una gioia dirigere qui questa orchestra"

(Gazzetta di Parma) A Parma con amore: firmato Lorin Maazel e la Filarmonica Arturo Toscanini. Venerdì alle 21.30, grande concerto in Piazza Duomo: in programma la Sinfonia n. 9 dal Nuovo Mondo di Antonin Dvoràk e i poemi sinfonici Le Fontane di Roma e I Pini di Roma di Ottorino Respighi. Sul podio della Filarmonica Toscanini, complesso strumentale d'eccellenza della Fondazione Arturo Toscanini, il suo celeberrimo direttore musicale: Lorin Maazel. Il Maestro statunitense -come divulgato con grande evidenza dalla "Gazzetta di Parma" e dalla stampa internazionale- ha ricevuto l'ivestitura ufficiale il 10 maggio scorso al Liceu di Barcellona, accogliendo in dono una lettera autografa di Arturo Toscanini.

Il concerto del 2 luglio è dedicato all'associazione i "Amici della Fondazione Filarmonica Toscanini" (il sodalizio di privati e imprese nato a Parma il 26 aprile 2004) che in grande stile si presenta così alla città di Verdi e Toscanini, promuovendo l'evento come serata di gala in onore della "petite capitale" sede stabile della Filarmonica.

L'Udc su Teatro Regio e Fondazione Toscanini

Nei giorni scorsi l'Udc aveva già espresso forti dubbi sulla gestione dei fondi regionali erogati alla Toscanini e sulla mancata cerimonia di investitura di Lorin Maazel in una delle città della Regione Emilia Romagna, socio di referimento primario della Toscanini e privato di tale "onore". La Toscanini sente ora la necessità di far omaggio alla città di Parma di un concerto della Filarmonica diretta dal M° Maazel in piazza Duomo. La notizia viene data in anteprima dal principe Diofebo Meli Lupi nell'ambito di un programma su una emittente locale. L'Udc si augura che questo "omaggio" (che dovrebbe svolgersi ai primi di luglio) sia gratuito come lo è stato il Galà in onore di Carlo Bergonzi al Regio di Parma, il dubbio sorge in quanto i biglietti per il concerto di Bergonzi a Busseto organizzato dalla Toscanini, non vengono offerti gratis come a Parma e sicuramente dalla nostra città non parteciperanno in molti alla festa in onore del tenore: non tanto perché si paga, quanto per il fatto che si paga per un evento già fruito gratuitamente al Regio di Parma.

Le critiche alla Toscanini

Signor direttore,
giovedì 3 è apparsa l'opinione di Italo Fiorani Verardi, segretario provinciale Fistel Cisl sulla Orchestra Toscanini. In particolare su quella che lui chiama "Filarmonica" che critica senza conoscerne la natura.
Si tratta di una iniziativa che fa riferimento a una vera e propria orchestra presente a Busseto negli anni in cui il Maestro Verdi si formava culturalmente , musicalmente e maturava la rotta chje avrebbe scelto nella vita.
Si chiamava "I Filarmonici di Busseto" e ha avuto e ha una rilevanza culturale enorme. Il Verardi non fa alcun cenno a Busseto, forse perché non sa. In tal caso dovrebbe astenersi dal dare sentenze su cose che non sa, oppure perché la sua opinione è stata suggerita e indotta da chi ha interesse ad affossare la Toscanini magari proprio perché fa cose egrege a Busseto.

Ciò detto Fiorani afferma:
-che la Toscanini ha debiti;
-che la causa sono i Filarmonici di Busseto;
-che usa fondi pubblici;
-che ci sono fumose critiche artistiche;
-ancor più fumosi problemi sindacali.
Se l'ipotesi da me fatta, che insinua il sospetto che l'opinione sia indotta, è vera, tutto questo è pretestuoso e, probabilmente non vero.

PROPARMA HOTEL!

Quando un circolo nasce sportivo e si trasforma in speculazione edilizia! E' quanto sta per accadere alla "PRO PARMA" spa società proprietaria dell'area, degli immobili e degli impianti che sono concessi in affitto al "Circolo Sportivo Pro Parma" nato per consentire anche a fasce popolari di esercitare pratiche sportive usufruendo di un circolo sportivo attrezzato, così come fasce di persone benestanti potevano permettersi circoli privati tipo Mariano, Castellazzo, ecc. Lo scopo della Società e del Circolo era infatti quello di consentire una accessibilità popolare e quindi economicamente contenuta agli impianti sportivi. Una sconsiderata gestione della società ha portato a un elevato indebitamento (che oggi ammonta ad oltre 700 milioni) e quindi a una difficoltà economica della stessa. Non sono più sufficienti le quote annuali (sempre più crescenti), di accesso agli impianti e alle aree attrezzate, per i singoli soci, ma diviene necessario un intervento straordinario per mantenere efficiente la struttura e ripianare l'indebitamento.

PARMA CALCIO: LEZIONI DI STILE ALLA CLASSE DIRIGENTE

L'ottenimento del commissariamento e lo stato di insolvenza del Parma calcio per 309 milioni di euro ha risanato il club gialloblu. L'opera di Bondi porta fatti non parole. Se pochi giorni fa sportivi e amministratori pubblici lanciavano velate polemiche a Enrico Bondi, per la poca loquacità, oggi farebbero bene a rivedere le loro posizioni e a ringraziare per l'opera da lui fin ora svolta, con una comunicazione essenziale, evitando di generare illusioni. Una persona che con il suo modo rigoroso, austero, quasi monacale, con la sua visione molecolare e d'insieme (è un chimico specializzato in finanza di impresa), catapultato in un crac finanziario e industriale internazionale, è stato in grado, in cinque mesi, di prender conoscenza, di mantenere il processo industriale, di presentare un piano di risanamento e sviluppo, di assicurarsi credibilità gestionale, di mettere la squadra di calcio nelle migliori condizioni per affrontare il prossimo campionato e l'eventuale cessione a nuova proprietà.

POLITICI

"La politica appartiene alla virtù della carità" disse Pio XI. Sturzo aggiungeva: "La sua frase è stata dimenticata da tutti coloro che pensano che la politica sia arrembaggio, sfruttamento, mezzananza, arricchimento, predominio. No, la politica deve essere concepita come servizio alla collettività, come cooperazione al bene comune, come dovere di solidarietà e in certi casi come atto di giustizia". Che dire di più? La miseria riproduca pure se stessa fino a che sarà stanca dei suoi prodotti. (Parma, 15 aprile 2004)

Luigi Boschi

Il patto scellerato di Tanzi per tenere a galla Parmalat

Ecco come il gruppo di Collecchio, per il forte indebitamento, fu costretto ad accettare le condizioni delle banche

CARLO BONINI e GIUSEPPE D'AVANZO

(repubblica.it) Florio Fiorini è stato un "bucaniere" della finanza internazionale, un fantasioso "lavandaio" (è un'autodefinizione). Oggi, dopo quattro anni di prigione in Svizzera, assegnato (come si dice) ai servizi sociali per le condanne in Italia, è un pacioso signore innamorato di numeri e percentuali, apparentemente pacificato con se stesso e gli altri, alle prese con qualche acciacco del corpo e molti ricordi.

Tra i suoi ricordi, c'è Calisto Tanzi. Florio Fiorini ebbe come socio don Calisto in una finanziaria che lanciò all'inizio degli Anni Ottanta, la Sidit, Società italo-danubiana d'investimenti e trading. Ma soprattutto lo liberò del "vuoto a perdere" di Odeon Tv dove il Lattaio aveva versato in pochi anni 80 milioni di euro (anno 1988/89): era la condizione essenziale offerta a don Calisto per incassare un prestito di 120 miliardi dalla merchant bank del Monte dei Paschi di Siena. Le cose andarono così (Fiorini le ha raccontate in un interrogatorio, pubblicato da Milano Finanza).

GIUSTO E GIUSTIZIA

Giudice Coscioni, lei non ha reso giustizia, non ha ricercato la verità, non ha protetto il cittadino che era solo e desideroso di dare al paese di Felino ciò che il politico, per arbitrio di potere, voleva sottrarre abusivamente a tutta la collettività. Lei ha permesso la denigrazione del giusto da parte del potere, lei ha giudicato senza sapere, lei non ha permesso un dibattito pubblico che avrebbe fatto luce. Il giudizio attraverso un dibattimento avrebbe permesso almeno di rendere pubblico e di ricreare il contesto, le condizioni dei fatti, ciò che lei ha contribuito invece ad affossare. Così come ha affossato il principio di tutela dai comportamenti di arbitrio di potere di un manipolo di amministratori, rei comunque, e i fatti storici lo dicono, di un impoverimento sociale del luogo. L’ermeneutica dei fatti avrebbe svelato il pensiero della prepotenza, avrebbe consentito il giudizio di giustizia attraverso l’interpretazione della dinamica delle azioni. Io so di aver agito nel giusto, di aver almeno fatto sorridere e divertire, anche anziani che l’anno dopo non c’erano più. Bacchini invece è colpevole, perché consapevole della sua pratica lesiva e degli scopi che si prefiggeva: pratiche consociative di abuso di potere in cui gli abitanti di un luogo sono strumentali per l’esercizio di interessi di fazione. Bacchini ha agito secondo le forme di intolleranza razzista.

L'ELETTORE? UN COMPLEMENTO STRUMENTALE PER IL POTERE!

Autointervista di Luigi Boschi -Quattro mesi e poi si vota? Ormai prevale la tattica al virtuosismo politico. L'elettore è un complemento strumentale per il potere. Ciò che conta è gestire le leve di comando, consentire alle lobbies rappresentate di fare i loro affari, (vedi anche accuse del premier in verifica!) e non l'impegno per il bene comune, né coltivare un vivace dibattito politico attraverso cui sviluppare la qualità collettiva della polis, il pensiero comunitario. Non solo si è persa la visione strategica, ma pure la funzione di compensazione sociale con cui conciliare valori e interessi. -Caduta di stile? Caduta di contenuti e di uomini che si prestano, avvalendosi di leggi e sistemi consenzienti. -Sia a livello nazionale che locale? Non cambia. Ma è possibile parlare di ineleggibilità o incompatibilità? Occorreva la direttiva europea? Non è già di per sé inconcepibile in una società ad alta complessità avere o concorrere per più incarichi? E' la dimostrazione evidente del blocco di potere oligarchico e autoreferenziale, esercitato dalla classe politica. -E a Parma? Le sembra serio che a così poca distanza non si sappia chi l'elettorato andrà a votare? Le sembra giusto che i cittadini non conoscano il programma e la possibilità di elaborarlo, compararlo, a così poco tempo dalle elezioni? Le votazioni perciò sono vissute dalla gente come se fossero un ostacolo incidentale, o, per ottenere favori personali. Per chi vi opera invece si apre un vero e proprio mercato. Ha presente il calcio e il mercato calciatori? La serie e le categorie, le squadre? Il debito, anche quello in comune. -Forse esagera? La verità è che non si eleggono più né politici, né ideologie, ma lobby di potere. Ma forse è sempre stato così. -Chi decide?

LATTE IN POLVERE

Dove è finita la tutela costituzionale del risparmio? E' responsabile lo Stato per i titoli presenti sul proprio listino ufficiale che sono oggetto di truffa? Se non lo è, a cosa servono i sistemi di controllo? Solo per la finzione che induce all'investimento facendolo passare come un sistema garantito? Quale credibilità può avere un mercato ufficiale di Stato se non garantisce sulla qualità istituzionale dei propri titoli? O la truffa è una variabile che l'investitore deve prevedere oltre ai rischi di mercato? Ha senso che il risparmio pubblico sia tutelato da un organo, Banca d'Italia, i cui azionisti sono di fatto rappresentanti del potere economico privato? Si parla di Banche Italiane, ma da chi sono detenute le quote azionarie di controllo? O qual è il peso del credito straniero nel capitale del sistema bancario nazionale? Da chi è controllata poi Deuch Bank e Bank of America? Perché il sistema bancario internazionale è stato così "benevolo" verso Parmalat? Quali erano le coperture?

O COSI' O BONDI'

Crac Parmalat: stupefacente per i poteri forti

Impoverimento etico individuale e collettivo alimentato da affarismo e speculazione: questi sono i geni di un sistema cancerogeno ripiegato su se stesso, che non ha futuro se non nella conflittualità sociale, se poi è dotato di conformismo e perbenismo il danno è irreparabile.

Parma una città governata (ma non è l'unica) da un potere ristretto dominante che impedisce attraverso il controllo economico finanziario e la proprietà della comunicazione, un reale sviluppo e circolazione del libero pensiero, della creatività, delle conoscenze, della autodeterminazione democratica, delle nuove forme economiche. Una città abitata da "tengo famiglia" consenzienti. Un potere colluso con i poteri istituzionali capace di efferate azioni per la sua autoperpetuazione. Una borghesia incapace di pensiero indipendente, di sostenere nuove visioni, un proletariato incapace di reazione, intellettuali a servizio. Parma una leadershep e una classe dirigente partorita nelle lottizzazioni e nei circoli degli affari, che ha saputo generare anche azioni criminose all'ombra del prosciutto, del culatello, del grana, dei tortelli, della malvasia. Non è il mio un attacco alle persone, ma al sistema che degenera anziché rigenerarsi.

GIALLO PARMALAT

La catena umana della decadenza etica

Lui l´ha fatto, ma gli altri l´hanno voluto. Il rosso Parmalat diviene un giallo...Parma. Nel nome il destino. Provo a tracciarne una possibile trama. Il sistema industriale Parmalat era divenuto funzionale alla dimensione finanziaria del Gruppo. La capacità produttiva e distributiva era usata, con gli strumenti della finanza creativa (più corretto dire artistico-virtuale), nelle sue potenzialità di generazione finanziaria. Le unità produttive erano divenute ormai la giustificazione per la falsificazione, produttrice di liquidità da immettere nel circuito. Un sistema industriale al servizio del potere finanziario-politico.

I costanti acquisti di fatturato, acquisizioni, incorporazioni di società decotte, erano necessari per continuare a drenare liquidità dal sistema del credito e d´altra parte forse, ripianare per loro crediti inesigibili, ottenere risorse governative contro "favori", ecc.

LATTE DI BUFALA

Il crac Parmalat ci lascia nell\'organismo sociale vistose placche postindustriali la cui analisi è necessaria perché va oltre quella giudiziaria, che avrà il suo lungo corso, e non deve limitarsi alla cronaca dei fatti, ma dovrebbe studiare il sistema che ha permesso la generazione dell\'infarto industriale Parmalat. Questi botti economici a effetto Paese, che periodicamente esplodono a livello internazionale (Enron, BCCI, Credit Lyonnais, WESTLB) propongono alcuni punti di riflessione. a) Politica. Il ridicolo dell\'autorità e del potere basato sulla forza economica e del consenso bipolare eterodiretto, sulle pratiche del potere arbitrario con la conseguente decadenza etica e della responsabilità individuale e collettiva. Quanti sono coloro che hanno contribuito, hanno consentito questa bufala: contingente o di sistema? Non si tratta di magliari, ma di magliari quotati in Borsa, e non è la prima volta! Non mi pare riconducibile ad un ristretto ambito locale, semmai, come era l\'azienda Parmalat, di dimensioni internazionali. E\' il sistema di potere che ha mostrato il fianco, è una guerra tra titani decadenti, infetti. E\' una lotta tra categorie di potere in declino e le nuove che vengono alla luce. Le coperture, le compiacenze, le collusioni, l\'interesse personale o di parte che consentono ai pirati di far razzia e impoveriscono il Paese costituiscono la minaccia di civiltà: il problema non è il pirata, ma il sistema che li genera e consente la pirateria, poi, periodicamente si autoproclama paladino e difensore dei diritti, mettendo alla gogna chi è rimasto senza coperture per sgarri o cambi di bandiera.

DALLE STALLE ALLE STELLE VIA SAN VITTORE

Della sua sparizione Chiesi subito a tutti, ma nessuno a Pranzo mi rispose. Anche molti Greci lo cercavano per il mar Rosso a bordo della sua Te Vega... Dalle vette dei palazzi un vecchio scalatore, Bonatti, lo avvistava. Era a tirar calci a un pallone il Patron desiderato, con Adriano infortunato e a mangiar frutti di Boschi: eran la sua passione.

Dopo la visione del film Profondo Rosso con gli amici ragionieri, un allenamento defatigante con Sacchi, sulla panca inclinata da Baraldi, gli creava un'insufficienza circolatoria di liquidità causandogli un collasso che il reparto intensivo del San Paolo controllava e metteva subito in monitoraggio. La colesterolemia da eccesso di latte da campioni ci lascia purtroppo un infarto post industriale di grande interesse clinico. Dalle prime analisi svolte in camera di consiglio, sembra sia stata applicata la rianimazione con una nuova macchina: la Prodi ter di cui sembra siano stati fatti miracoli con la versione precedente in Cirio, la creatura dell'amico di raccolta. Per il grave stato di crisi si è mobilitata anche la task force della Magistratura specializzata in cardiorastrelleria per uso di crac, uno stupefacente molto di moda nell'alta finanza, che non ha ancora deciso il tipo di intervento da effettuare a quattro mani con Enrico Bondi lo specialista affermato in programmi di sopravvivenza, incaricato dal Ministro dei miracoli San Marzano, noto a Tanzi per averlo spesso messo in scatola a Fontanellato e spedito in tutto il mondo. Incredulità dalla Santa Sede, casa madre di Calisto, il battesimo della cui creatura, fu celebrato da Casaroli con Colombo padrino e De Mita ad aspettarlo per la cresima ad Avellino.

IL MUGGITO DEL MONDO

Una falsificazione industriale su scala internazionale non la si produce da soli e nemmeno coi ragionieri locali. Non c'è solo la mucca pazza, che è vero, ma tutto l'allevamento finanziario internazionale era ed è infestato per il dopaggio praticato. La chiamano finanza creativa! Il knock-out, è tra gli ultimi derivati, fatale, sembra, per la sopravvivenza degli stessi mercati finanziari (vedi Soros). Quali erano le sicurezze che consentivano ai peones di Collecchio le scorribande criminalfinanziarie? Perché sono saltate le coperture? Dello sbarco in Cina e nei Paesi dell'Est cosa ne è stato? Erano stati raggiunti importanti accordi? E in Sud America, negli Stati Uniti? Calisto aveva raggiunto un importante intesa con qualche altra multinazionale che avrebbe rotto gli equilibri internazionali? E' possibile in 15 giorni far piazza pulita del primo gruppo alimentare italiano? Qualcosa deve essere detto in merito. Le sciagurate avventure finanziarie quali finalità avevano? Cosa stava facendo il Cavaliere Bianco? Quale sgarro ha commesso per essere costretto al muro in pochi giorni e dover scoprire il castello di carte false, modalità condivisa, forse, con altri nel mondo della finanza? Voleva, ma non gli è riuscito, farsi forse accreditare nei circuiti deficitari internazionali per cui crediti enormi vengono pagati sempre più spesso aprendo altre linee di credito al debitore? Quali alleanze strategiche stava raggiungendo? Chi si è voluto colpire oltre a Tanzi? Quali gli intrecci politici nazionali e internazionali? Ora la Magistratura non si limiterà alla cronaca dei fatti e all'elenco dei reati, ma ci svelerà le eventuali connessioni, farà luce sullo scenario delle cordate finanziarie internazionali, sugli equilibri che governano sistemi economici globali, sui poteri occulti e i poteri malavitosi. Spero non si ricondurrà tutto ad un crac per la dissennatezza speculativa finanziaria da principianti che ha coinvolto il sistema industriale Parmalat?

TROPPI SALAMI VOGLION FARE IL FELINO

A Felino sono rimasti i salami dopo aver perso l'IGP del salame. Il porco si vendica laddove gli hanno dedicato un monumento per i benefici economici prodotti senza ovviamente tener conto delle sofferenze inferte alla specie, i danni causati all'ambiente, alla salute dei consumatori, alla società. Con l'irruzione degli allevamenti intensivi si è rotto poi ogni fattore di equilibrio e indugio passando dal rifiuto al consumatoio: la prevalenza del pensiero finanziario in ogni processo ha unificato animali e persone riducendoli ad un unicum generatore di ricchezza. La dignità di vita dei primi e la salute dei secondi sono complementi insignificanti. Certo il sapore del salame nella sua gestazione contadina e artigianale era notevole! Anche alcune tribù cannibali sembra trovassero l'uomo una squisitezza... Ma da vegano non voglio inferire oltremodo. Indosso invece i panni politici e cerco di analizzare perché il Felino non è più di Felino e dei Felinesi nonostante le riconosciute origini la cui più antica raffigurazione la si può far risalire nel Battistero di Parma.

QUARTIERI

Il decentramento e l'istituzione dei quartieri sono di per sé strumento di organizzazione territoriale per la partecipazione alla cosa pubblica per far fronte democraticamente alla complessità crescente di un territorio. La sua capacità e efficienza vengono determinati se sono dotati di adeguate deleghe e strumenti per intervenire in modo significativo, altrimenti rimangono centri di ascolto un po' costosi, adatti per lo più a alimentare il clientelismo politico. I comitati e le associazioni di zona non sono il risultato di una politica di decentramento, ma di un bisogno che spinge gli abitanti di una via, un luogo, un'area ad unirsi per raggiungere un obiettivo, realizzare progetti e avere un maggior potere contrattuale. Il punto focale è nell'etica e nell'equilibrio gestionale, ma gli interessi di parte hanno spesso il sopravvento. Se le Istituzioni soggette al burocratismo necrofilo si alimentano e svuotano i luoghi (vedi la montagna), le idee invece riescono a trasformarsi in progetti, a riorganizzare il tessuto sociale, ad alimentare il futuro. L'esempio dell'Oltretorrente, con riferimento alla iniziativa estiva, che per l'Assessore costituisce un modello e una conseguenza dell'istituzione dei quartieri, è fuori luogo, non calza. Perché? Già nell'estate del 2001 Operaprima, associazione culturale da me rappresentata, aveva messo a punto un progetto "Ritmi estivi nell'Oltretorrente" che animò tutte le piazze e le vie del quartiere. Attraverso questo progetto ci proponevamo l'obiettivo di: valorizzare e caratterizzare le aree, incentivare e rendere più proficua l'attività degli operatori di zona, favorire la crescita delle espressioni artistiche, coltivare un dialogo qualificato delle multietnie presenti.

CREPUSCOLO DELLE IDEE

Sostiene Marcello Veneziani: "Le idee non servono più, in politica e nella società, nella cultura e nella comunicazione. Delle idee sopravvivono solo i loro idoli. Stiamo assistendo, forse senza accorgecene, ad un crepuscolo analogo a quello che accompagnò la fine del mondo antico e che passa sotto l'espressione tramonto degli dei. Le idee tramontano, come accadde agli dei, ridotte prima ad icone e feticci, poi progressivamente marginalizzate e devitalizzate, estromesse dalla vita pubblica e anche dalla vita privata. Al posto delle idee trionfa il puro vitalismo, il dominio assoluto del mercato e delle logiche utilitarie, la seduzione della pubblicità o altre forme di retorica del nostro tempo". Accade così che anziché dibattere sui contenuti e sulle proposte si guarda a chi li propone. Capita quindi che l'esercizio di derealizzazione ha il sopravvento sul merito. A chi è propositivo, a chi è impegnato e ha interressi su diversi fronti, lo si copia o gli si banalizza l'idea, oppure si tenta una polemica denigrante proponendolo come tuttologo, un atteggiamento tipico di chi presume di saper tutto. Tuttologo è colui infatti che avoca a se molte competenze, e spesso non eccelle in nessuna. Non può invece essere tacciato di tuttologia chi, anche per "deformazione" professionale (comunicazione), si è occupato di diverse realtà, ha più interessi e, semplicemente attraverso un pensiero logico, è propositivo su più temi , senza con questo dichiararsi competente, ma avvalendosi di competenze e professionalità, cerca, in un confronto, di dar forma progettuale alle idee. Se nella ricerca e nella comunicazione si cerca il miglior creativo, nella politica chi è creativo diviene un tuttologo?

BOSSI GIRA IL SUO SPOT A PARMA

Avere un Ministro negli studi televisivi locali aiuta certamente alla sprovincializzazione del dialogo politico. Pensavo però fosse un incontro con un ministro della Repubblica Italiana, non uno spot elettorale leghista; pensavo di poter porgere alcune domande, ma non mi è stata data parola. E' vero me la sarei potuta prendere, ma il senso della ospitalità me lo ha impedito e poi avrei alimentato solo la loro autocelebrazione. Il contesto e la claque hanno il loro peso nello spettacolo! Me ne sarei voluto andare fin dall'inizio dopo la banale e volgare battuta su Biagi, sollecitata dalla domanda del conduttore, con cui il Ministro ha esordito la sua serata parmigiana. Ma la curiosità di assistere al Bossishow mi ha trattenuto. E' stato abile nello scarica barile: come se non facesse parte di un Governo, ma solo del suo Ministero, distribuendo colpe e responsabilità a ciò che non gli compete come Ministro. Quasi come se fosse un Ministro tecnico: uno strano modo di concepire la governabilità di un Paese, frutto di coalizione. Avrei voluto chiedergli, e lo faccio ora con questo antico mezzo, l'epistola, facilitata oggi nella sua diffusione dalla rete.

-Cosa sta facendo per la politica della prima casa? E' consapevole dei problemi di milioni di italiani che non riescono a sostenere il caro affitti, che non riescono a comprarsi la casa? Come pensa sia possibile la vita familiare, come pensa sia possibile l'autorealizzazione, come pensa sia possibile un impegno sociale e economico, senza dimora? Cosa ne pensa dell'usura affitti alimentata dal "tasso di riferimento" del costo posto letto? Il tragico è che il Governo va in cerca di soldi col condono edilizio!

ARIE D'EUROPA A PARMA

Il 27 settembre, una vera giornata Europea per Parma. Quando i meriti ci sono, si deve dirlo, si devono riconoscere a chi ha saputo abilmente collegare saperi complessi. Cosa che, se riesce difficile alla classe dirigente locale, non lo è per me. Così come non sono mai stato tenero nei confronti di questa città, che spesso si abbandona alla celebrazione con scarsa capacità di elaborazione interna e a disperdere le proprie potenzialità, così penso che sabato 27 a Parma si siano sentite note d'Europa. Si vede che il Parmigianino ha agito sul DNA cittadino! Un programma della giornata intenso nella sua concatenazione dei fatti, nei diversi contenuti, nella ricchezza delle proposte, nell'arricchimento che ti rimane; e qui sta il valore di un nuovo clima in via di generazione, un germoglio forse, in questa città. E in questa dimensione si elaborano consapevolezze, si incontrano menti, amici, colleghi, si sviluppano idee, nuove relazioni, che partono da un contesto diverso. Un sabato che inizia con le conclusioni del XXVII Convegno Nazionale di Economia e Politica Industriale. Conclusioni che mi auguro siano state ben comprese dagli imprenditori locali, lontani dagli indirizzi emersi. Forse dovrebbero interrogarsi sul valore qualitativo del PIL locale paragonato alle economie più avanzate che poggiano invece i loro pilastri su innovazione tecnologica e sua divulgazione, sulla ricerca, sull'istruzione. Solo un dato: in Giappone il 72% della ricerca è privato. In Usa, il primo paese che ha posto la ricerca come "funzione di impresa" non come attività sporadica, microelettronica, telecomunicazioni, biotecnologie, scienza dei materiali costituiscono le aree d'avanguardia dell'economia.

PARMA FUTURO

Quale cambiamento sociale si genererebbe in questa città, in questa provincia, se si viaggiasse a idrogeno, se si usassero fonti rinnovabili, se i rifiuti fossero trasformati in materiale inerte e in energia a zero emissioni, se si esercitasse la pratica della bioedilizia, se il trasporto collettivo fosse prioritario, qualitativo e sistemico, se ci fosse un pensiero progettuale integrato delle reti biotecnologiche, se ci fosse una reale mobilità culturale ambientale. Voi pensate che tutto questo sia un progetto utopico? No, non lo è. Forse oggi è utopico sostenere il contrario! Io penso che ciò sia politicamente sostenibile, scientificamente praticabile, economicamente vantaggioso. E’ un cambiamento di rotta che i politici devono sostenere: Parma, così come altre città, dovrebbe divenire luogo di ricerca e innovazione, dove non si pratica il decorativismo, ma il coraggio e la sperimentazione. Questo è il nuovo corso politico: sostenere l’impresa culturale. Ecco allora che l’Osservatorio Territoriale Scientifico diviene strategico, per la governance, indispensabile in una società ad alta riflessività, risultato della crescente complessità per l’indirizzo scientifico assunto dall’Occidente. Se le nostre civiltà vogliono dialogare col mondo, devono essere credibili e sostenibili. Il decadimento attuale non a caso coincide col degrado ambientale, con la distruzione delle risorse energetiche.

WELFARE

Nella complessità sociale crescente, nell'incremento della povertà nei Paesi cosiddetti evoluti, nella velocità dei cambiamenti radicali determinati dalla società della tecnica, si creano difficoltà crescenti che le attuali Istituzioni non sono più in grado di gestire. Lo Stato deve rigenerarsi, trovare in particolare nell'ambito sociale una nuova identità, deve modificare la sua capacità di intervento affinché le persone non siano dei beneficiari passivi, ma soggetti attivi nel miglioramento del proprio benessere, posto che vi sia uno Stato e leggi che lo tutelino. Non si tratta semplicemente di riformare il sistema sociale, ma di creare una nuova società di welfare, nella quale le Istituzioni sono attori a fianco di nuove organizzazioni di mutuo sostegno, alla famiglia, alla persona e al settore del volontariato; Istituzioni che offrano maggior aiuto, rimanendo flessibili, per rimetterci in piedi quando cadiamo, per ridarci fiducia nel disagio. L'assistenzialismo generico, spesso non qualificato, è produttore di assistiti patologici, generatore di una vera e propria catena di povertà in cui l'elemosina diviene lavoro; persone ridotte a strumento per la sopravvivenza dei servizi collegati: tutto ciò si chiama pratica di degrado collettivo sociale con cui si alimenta il clientelismo politico. Bisogna prevenire la dipendenza anziché perpetuarla e aiutare la persona a recuperare la dignità perduta.

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