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La vita sta cambiando pelle

Opinioni Interviste Inchieste

Opinioni Interviste Inchieste: Opinioni interviste inchieste con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

2020 e oltre. Quando incontreremo gli alieni: “Ho trovato tre indirizzi per la vita aliena”

Gabriele Beccaria

Charles Elachi: “Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali. Come li esploreremo”. La Nasa prepara missioni da fantascienza. Parla Charles Elachi, padre della missione “Cassini”, che ha scoperto oceani d’acqua sotto i ghiacci

Ho chiesto a Charles Elachi quando incontreremo gli alieni e lui mi ha dato i luoghi e il momento. Ha subito aggiunto che siamo fortunati, e soprattutto lo sono i giovani, perché «viviamo nell’epoca d’oro dell’esplorazione spaziale». 

Elachi è il Werner von Braun delle missioni interplanetarie. Già direttore di un luogo circonfuso da atmosfere fantascientifiche come il Jpl della Nasa - il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California - è il padre di due icone dei viaggi spaziali, celebri per le spettacolari immagini che ci hanno regalato da altri mondi: l’infaticabile rover marziano «Curiosity» e la sonda «Cassini», impegnata a indagare Saturno e la sua variopinta collezione di satelliti. 

I luoghi - spiega Eliachi, che è in viaggio a Roma, in visita all’Agenzia Spaziale Italiana e all’Università La Sapienza - sono altrettante lune del Sistema Solare: Titano, Encelado ed Europa. Il momento: intorno al 2020.

Professore, la vita aliena è più vicina a noi di quanto si pensa: è così?  

«In effetti la sonda “Cassini” ha generato un impatto straordinario sulle nostre conoscenze. Abbiamo scoperto che Titano, uno dei satelliti di Saturno, è bagnato dalla pioggia e possiede fiumi e laghi, simili a quelli terrestri. La differenza è che sono composti di idrocarburi. E quindi è scaturita la domanda-chiave: c’è qualche forma di vita, simile o diversa da quella che conosciamo sul nostro Pianeta? Domanda che vale anche per un’altra luna, Encelado». 

Quali sorprese vi ha riservato? 

Gente di cavalli o produttori di carne?

Macellazione Cavalli


Margherita D'Amico

Cosa cambiava se dopo la morte di Lassame Stare, il cavallo stramazzato verso la fine di un percorso amatoriale di salto ostacoli a Tortona, si fosse sospesa, se non interrotta la gara? Niente di sostanziale per il baio di 14 anni, morto forse per un arresto cardiaco a conclusione di uno sforzo, ma dedicare qualche minuto di riflessione alla sua fine avrebbe rappresentato un piccolo, significativo gesto di rispetto da parte di organizzatori e giuria del concorso ippico teatro del dramma.

Colpisce il fatto che nessuno ci abbia pensato, che la vita spezzata di un animale utilizzato nello sport conti così poco per il mondo equestre, capace di spremere qualche lacrimuccia solo per il decesso, sempre sul campo di gara, dell'anziano (e ciò nonostante ancora al lavoro) campionissimo stallone olandese Hickstead, avvenuta a Verona sette anni fa.

La rivoluzione scientifica dell'equilibrio acido-base

Equilibrio Acido/ Basico

- Se una persona mette in atto un cambiamento serio nello stile di vita, soprattutto nutrizionale, non servono integratori alcalinizzanti aggiuntivi, non servono bicarbonati nelle acque: il Regno della Natura è straricco e carico di minerali colloidali organici, pronti per l'uso dall'organismo umano.
- I noti Acidi Grassi, della serie Omega-3, si trovano abbondantemente in Natura: semi e olio di lino, semi e olio di canapa, nella frutta con guscio, nei legumi, nelle alghe e microalghe.

La redazione

La rivoluzione scientifica dell'equilibrio acido-base
Un approccio completo per raggiungere la salute e la vitalità ottimali 
Hervé Grosgogeat – tratto da “Scienza e Conoscenza”, nr. 40
http://www.scienzaeconoscenza.it/riviste/scienza_e_conoscenza_n_40_2012.php

COSA STA UCCIDENDO IL NOSTRO PUBBLICO SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE?

CHI E PERCHE'? Le statistiche e le relazioni tratte da documenti ufficiali delle organizzazioni nazionali e internazionali che rivelano i tagli e il decadimento della Sanità Nazionale Pubblica

Cartacanta onlus

Tabella OCSE ITALIA

Parma capitale? Dell'ignoranza e del degrado

Camillo Langone

Martedì ero in una trattoria di Parma, anzi, in una degusteria, come stucchevolmente cominciano a chiamarsi questo tipo di locali, e mangiavo anolini in brodo, serviti nella scodella, e guardavo le fotografie di Giuseppe Verdi, incorniciate alle pareti, e ascoltavo le canzoni di Sanremo, diffuse ad alto volume dall'impianto.

Com'è potuta venire in mente al titolare una simile disarmonia, tale fragorosa stonatura? In quel posto non entrerò più perché esprime troppo bene lo sconfortante programma della mia città, sì, la capitale della cultura 2020: calpestare il proprio passato e però sfruttarlo per accalappiare i turisti. Che, essendo di bocca buonissima e di ignoranza grassissima, cascano nelle trappole dei peggiori ristoranti del centro che servono lasagne alla bolognese e melanzane alla parmigiana come se fossero specialità locali.

Se questa è cultura sono cultura anche le gondole di plastica made in China sulle bancarelle veneziane (in effetti Gillo Dorfles sul kitsch dei souvenir ci ha scritto addirittura un libro). Io, se permettete, ho idee diverse: per me cultura è il produrre cultura, non il dilapidare la cultura prodotta dai nostri avi. Appena ho saputo della proclamazione mi è venuta in mente una vecchia frase di James Joyce: «Roma fa pensare a un uomo che si mantiene mostrando ai viaggiatori il cadavere di sua nonna». Ovviamente, al posto di Roma, si può mettere il nome di una qualsivoglia città d'arte italiana: Parma compresa, compresissima. La cosa più bella dell'operazione «Capitale della Cultura» è il marchio disegnato da Franco Maria Ricci, massimo parmigiano vivente.

IL CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI PARMA

Lettera dell'avvocato Arrigo Allegri

IL CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE SVOLGE FUNZIONI ESSENZIALI PER LA COMUNITA’: PER ASSICURARE L’ECCELLENZA DEL SUO FUNZIONAMENTO SE NE NOMINI “A TEMPO PIENO” IL COMANDANTE. 

Tutte le funzioni del NOSTRO CORPO DEI VIGILI che, pur con le attuali carenze, opera in modo ENCOMIABILE, sono di vitale e primaria importanza. Se ne assicuri il funzionamento rispondente alla ECCEZIONALITA’ DEL RUOLO.

Questo in tre mosse.

1)   Se ne nomini, a tempo pieno, il Comandante. Ora la dr.ssa Signifredi lo è soltanto ad interim. Con funzioni parziali, perché opera contemporaneamente  come Responsabile nel Settore Risorse Umane e come Vice Segretario Generale. Con situazione anomala.

E’ abilitata a svolgere le funzioni di Comandante. Ha già sostituito PER QUATTRO PERIODI i precedenti Comandanti, riconoscendole con ciò il Comune  la capacità sul campo, oltre che la presenza di un titolo. Le si conferisca il comando effettivo ed a tempo pieno!

2)   Si integrino le carenze di organico  rispetto a quelle normativamente previste. Necessarie anche perché il servizio va concretamente espletato con la metodologia della istituzione del (o dei) Vigili di quartiere.

3)   Si realizzi, in prossimità degli Istituti scolastici, da parte dei singoli vigili, una effettiva prevenzione antidroga. Necessaria a salvaguardia dei giovani e utile per risalire dai singoli spacciatori alle organizzazioni importatrici e distributrici della droga.

Attualmente mi risulta che i Vigili partecipino soltanto alle operazioni congiunte con Carabinieri e Polizia di Stato; e non svolgono invece il servizio capillare davanti agli Istituti scolastici.

Tumori in montagna

Sta morendo un mio amico di tumore all'esofago. In montagna.
Vi sottopongo un fenomeno che sta capitando lassù sempre più spesso. Molta gente, neanche tanto vecchia ( dai 50 ai  70 anni) se ne va in quel modo.
Abbiamo calcolato che circa il 75% delle morti è per tumore. La casistica presenta anche caratteristiche di ripetizione familiare del male.
Ci siamo anche chiesti quale possa essere l'origine familiare dei tumori. La risposta, fra le tante possibili, è il riscaldamento a legna.
La combustione della legna, senza adeguati sistemi di filtraggio, produce in termini massivi benzopirene e diossine, noti fattori cangerogeni.
Generazioni dopo generazioni di famiglie nei paesi di montagna hanno assorbito tali sostanze, morendone e trasmettendo ai congiunti la possibilità
di sviluppare il male medesimo.
Ho esposto un paio d'anni fa all'autorità sanitaria provinciale il fenomeno e l'insieme dei dati per i vari paesi del comune di Monchio.
Il loro interessamento è stato meramente formale. Mi hanno contattato per capire quanto ne sapevo, rispondendomi che l'indagine statistica corretta
richiede almeno vent'anni e che quindi non era il caso di generalizzare e creare allarmismo.
Vi propongo di contribuire a raccogliere dati in modo sistematico, paese per paese, negli ultimo 5 anni. 07/12/2017

Giuliano Serioli

Il cambiamento climatico, un tema “caldo” anche per i nostri portafogli

Senza un’azione immediata e coordinata, il costo del riscaldamento globale potrebbe arrivare al 5% del PIL globale ogni anno e al 20% nello scenario peggiore.

 

Il 2016 è stato l’anno più caldo sulla Terra da quando se ne tiene traccia (dal 1880) e il 2017 è stato il 41esimo anno consecutivo in cui la temperatura globale si è attestata al di sopra della media del 20esimo secolo.

Il riscaldamento globale – causato integralmente dall’attività umana – è un problema reale e sta accelerando il passo: escludendo il 2017, tutti i 16 anni del 21esimo secolo sono stati tra i 17 più caldi della storia e i cinque anni più caldi in assoluto si sono registrati tutti dopo il 2010.

Conseguenze già visibili

Le conseguenze sono già visibili: uragani, inondazioni, ondate di calore e siccità stanno diventando molto più frequenti in diverse zone del pianeta. Basti pensare che nel 2016 si sono verificati stati 93 cicloni tropicali a livello globale contro una media annua di 82.

Il 2016 è stato il 37esimo anno di seguito in cui i ghiacciai si sono ritirati (di 832 millimetri per la precisione), mentre il livello del mare è salito in media di 82 millimetri dal 1993 a oggi (fonte: National Oceanic and Atmospheric Administration 2017) e potrebbe aumentare molto di più in futuro, si stima tra 30 e 122 centimetri entro il 2100 (fonte: US Global Change Research Program 2017).

Parallelamente, l’inquinamento sta diventando una delle principali minacce alla salute umana, con circa 18mila morti al giorno causate dalla cattiva qualità dell’aria che respiriamo, concentrate soprattutto nelle grandi metropoli dei Paesi emergenti.

Il Piccolo Principe e l'astronomo

Il Piccolo Principe e l'astronomo

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

A COLLOQUIO CON L'INCONSCIO

Nel libro "il Piccolo Principe" Saint Exupéry scrive che gli uomini si lasciano attrarre dalle apparenze e, si uniformano all'opinione pubblica, sono stimati e ammirati. Uno scienziato turco, vestito con abiti esotici tipici del suo paese, si presenta ad un congresso internazionale, relaziona sulla scoperta dell'asteroide dal quale proviene il Piccolo Principe, ma nessuno dei presenti crede a quanto afferma. Allora l'astronomo si ripresenta elegantemente abbigliato  e la sua scoperta viene riconosciuta e approvata.

Saint Exupéry  annota che "i grandi" si occupano  con interesse più dei rapporti  economici dei loro simili  e lasciano "il sentimento" ai margini della loro esistenza....
C.G. Jung sottolinea  quanto ogni essere umano  deve "patire" per affermare se stesso   e come la società cerchi di sottomettere  l'individuo al formalismo e  alla burocrazia.

Jung chiama  "individuazione" il processo di formazione e di differenziazione dell'individuo come essere distinto dal collettivo. Tale processo comporta separazione, differenziazione e sviluppo delle qualità personali e disposizioni naturali con progressivo aumento della coscienza. Si oppone all'individualismo che comporta l'isolamento egoistico dalla società e favorisce l'acquisizione di una socialità più ampia e autentica. Se attuata in modo consapevole. Aiuta l'individuo a prendere coscienza delle proprie potenzialità e dei propri limiti.

UN PROGETTO INDUSTRIALE PER LA MONTAGNA

Giuliano Serioli

Il manifesto di Rete Ambiente Parma 

L'oggi desolante

La montagna parmense è un corollario di disastri.

Frane, frazioni abbandonate, strade interrotte e quasi sempre sfondate.

La frana di Capriglio, quella di Boschetto, quella di Pietta, sono lì a suggerirci che la nostra montagna è per sua struttura molto franosa.

Alla franosità si somma sempre più il cambiamento climatico, che oggi alle alte quote ha portato la pioggia a sostituirsi alla neve.

La neve per la montagna ha un effetto benefico fondamentale. Con la percolazione lenta all'interno della roccia permette la ricarica delle sorgenti ma, allo stesso modo, ricoprendo tutto e sciogliendosi lentamente, impedisce il dilavamento violento e massiccio causato dalle piogge limitando così l'innesco delle frane.

Con la crisi economica si va a sommare a questo il taglio massiccio dei boschi causato dalla speculazione sulla legna da ardere che determina le quantità di ettari di bosco da tagliare, non certo  per l'autoconsumo delle genti dei borghi, ma per gli introiti di chi la commercia.

Pesanti camion percorrono le strade delle valli, per portare chissà dove la legna tagliata, contribuendo  allo sfondamento del manto stradale e a rendere precaria la viabilità.

La devastazione in atto ricorda certe foto di inizio Novecento.

Il taglio generalizzato di interi versanti boschivi e la loro denudazione provoca dilavamento e asportazione del soprasuolo, innescando frane e accrescendo enormemente il trasporto solido dei torrenti, capace a sua volta di innescare altre frane lungo il corso dei rii.

La politica di prevenzione degli smottamenti messa in atto dalle amministrazioni è praticamente inesistente.

Un esempio significativo è stato il rifacimento della Massese.

Per combattere la corruzione italiana la battaglia da fare è prima di tutto culturale

SERGIO RIZZO

Simile alle manifestazioni più pericolose di criminalità, in molti casi anche la corruzione si è organizzata, coinvolgendo cerchie ampie e coese di corrotti, corruttori, complici e conniventi», dice Don Luigi Ciotti. «E a farne le spese sono i principi stessi su cui si regge una democrazia. Non può esservi uguaglianza nel diritto dei cittadini di accedere ai servizi sociali essenziali quando la pratica della corruzione trasforma l’amministrazione pubblica nel regno dell’arbitrio e del privilegio». Sono frasi tratte dalla postfazione a un libro che esce domani in libreria per Rizzoli.

Si intitola Pane sporco: le due parole che Francesco ha usato l’8 novembre del 2013 a Santa Marta in una durissima requisitoria contro la corruzione che ha aperto l’offensiva della Chiesa contro quella che lo stesso Papa ha definito “un male più grande del peccato”, come ricorda nella prefazione il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone.

Di questa offensiva le 231 pagine di Pane sporco sono una specie di manifesto, la cui stesura è stata affidata al filosofo Vittorio Alberti, coordinatore della consulta internazionale sulla giustizia.

Che affonda subito i colpi: «In Italia la corruzione è di sistema. La Repubblica, la società, come sono organizzate, determinano la corruzione che, anche nel suo legame con le mafie, non corrompe solo i suoi protagonisti, ma le relazioni generali. I corrotti sono l’effetto della causa che è, al nocciolo, nel funzionamento del nostro Paese». E a leggere queste pagine ispirate dalla denuncia di Francesco torna alla mente quel titolo dell’inchiesta di Manlio Cancogni sull’Espresso che scosse l’Italia nel 1955: “Capitale corrotta, nazione infetta”. Scrive Alberti: «La capitale d’Italia è pervasa dalla corruzione. Roma ne è ormai un prototipo anche culturale.

Breve panoramica storica sul concetto di cultura

cultura

Edoardo Natale
La lingua e la cultura sembrano avere un nesso evidente ma la sua dimensione resta sempre molto difficile da determinare. Per rendere questa operazione possibile si cercherà di capire bene cosa sia la cultura nel suo senso più ampio possibile.

Williams ( 1981) ha definito la cultura come l'intero modo di vivere di un popolo rifacendosi alla definizione classica di Edward Tylor ( 1871) dove:

la cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico, è quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una società.

In altri studiosi si è sottolineato il valore mentale e conoscitivo della cultura come nel caso di Goodenough ( 1964):

la cultura di una società consiste di qualunque cosa uno deve sapere o credere per operare in modo accettabile ai suoi membri... La cultura, essendo quello che la gente deve imparare, diverso dall'eredità biologica, deve consistere del prodotto finale dell'apprendimento: conoscenza nel senso più ampio possibile del termine. 

Nel lavoro di Rossi-Landi ( 1973) si parla di cultura come concepita come sistema di mediazione tra l'uomo e l'ambiente in modo da recuperare una certa fisicità. Infatti tra l'uomo e il cibo troviamo la forchetta e anche la cucina. Tra l'uomo e la pioggia abbiamo un ombrello. Tra l'uomo e l'uomo ritroviamo il pensiero.

Paolo Isotta prende posizione sul revisionismo antimozartiano di Bianchini, Trombetta e seguaci

Luca Bianchini e Anna Trombetta

Paolo Isotta, napoletano a 24 carati, musicologo, saggista e critico musicale di lungo corso (firma principale al "Corriere della Sera" dal 1980 al 2015), non avrebbe bisogno di presentazioni. Per chi lo desiderasse, una sua biografia è comunque consultabile all'indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Isotta.

La Nuova Accademia della Bufala è lieta di pubblicare una sua non equivoca presa di posizione sul revisionismo antimozartiano di Bianchini, Trombetta e seguaci. Tanto più preziosa perché proveniente da chi alla gloriosa scuola musicale partenopea ha dedicato gran parte della propria riflessione, ma non per questo vuol prestarsi a valorizzarla mediante il delirio xenofobico e dilettantesco ai danni di altri autori e scuole.


A Carlo Vitali

Caro dottore,

Excursus tra ironia, satira, diffamazione con l'esempio di Pirandello

Edoardo Natale

Breve excursus tra ironia, satira, diffamazione con l'esempio di Pirandello

Parlare di satira, ironia e diffamazione in un solo articolo non è cosa facile. Cerchero? di farmi aiutare dagli esempi più noti che mi verranno in mente. L'autore che ha rappresentato al meglio questo spirito è stato Dario Fo con il suo tentativo di sfuggire alla censura e ai rischi di satira intesa già come atto diffamatorio con il suo grammelot. Questo strumento, nato sin dai tempi della Commedia dell'arte ha consentito di praticare il diritto al dissenso in modo da non essere perseguitato dal potere.

La pragmatica, ossia come usare un'altra lingua

Edoardo Natale

La pragmatica è un campo della linguistica perché studia una parte della lingua da un certo punto di vista. In questo lavoro la pragmatica trova una sua definizione molto ampia di questo genere: " la pragmatica studia i fattori che nell'interazione sociale governano le scelte linguistiche, e gli effetti di tali scelte sugli altri" ( Crystal, 1997).

In teoria possiamo dire tutto quello che vogliamo o tacere, ma in pratica siamo guidati da norme abbastanza chiare di consuetudine ed uso. La pragmatica studia queste norme che vengono interiorizzate da quando siamo piccoli dove ad un "grazie" si risponde con un " prego", ad un funerale si fanno le condoglianze e non certamente barzellette, ecc. " Vieni qui" può essere un'esortazione amicale o una minaccia in funzione del modo in cui viene pronunciato. Queste norme che ci sembrano naturali variano molto da lingua a lingua e da contesto culturale a contesto culturale.

La pragmatica tra i vari livelli di analisi linguistica si occupa principalmente  dell'uso della lingua.

Due lettere storiche inedite (1959) sulla nascita dell'Istituto di Studi Verdiani a Parma

Pietro acquafredda

In una copia del primo volume degli 'Studi verdiani' - uscito nel 1960, e dedicato, come era negli intenti del neonato istituto, ad un'opera del catalogo verdiano che, nel caso particolare, era Un ballo in maschera - che abbiamo acquistato anni fa nel mercatino domenicale di Porta Portese, a Roma, abbiamo trovato, con grande sorpresa - ce ne siamo accorti soltanto ora, quando per ragioni di studio siamo andati a sfogliare quel volume - due lettere che hanno a che fare con la fondazione dell'Istituto di Studi Verdiani, inaugurato alla presenza dell'allora ministro della Pubblica Istruzione, sen. Giuseppe Medici, l'11 aprile 1959, affidato per la direzione al m. Mario Medici, omonimo del ministro, ma non suo parente neanche lontano, che si era battuto a lungo per la sua nascita.

La prima lettera, datata: Parma, 23 aprile 1959, su carta intestata del neonato 'Istituto di Studi Verdiani - Via del Conservatorio, 27 - Parma', è battuta a macchina, ma con firma autografa: Luciana e Mario Medici, ed è indirizzata a destinatario sconosciuto, al quale appartiene invece la minuta manoscritta della seconda lettera che altro non è che la risposta al direttore dell'Istituto, suo amico, che l'aveva informato della nascita della istituzione verdiana a Parma, per la quale s'era tanto prodigato.

Il linguaggio della moda: Abbigliamento e identità



Edoardo Natale

L'abbigliamento, inteso come sistema di costanti e variabili di una comunità, un gruppo o una classe, costituisce un vero e proprio codice che può essere interpretato alla luce di valenze economiche, simboliche, politiche e stilistiche diversamente connotate nel tempo, nello spazio e nel sociale.

Già il Castiglione nel 1528 indicava la scelta dell'abbigliamento in funzione di quel che si intende sembrare e farsi riconoscere come tale da coloro che non hanno la possibilità di ascoltare né di vedere in azione una data persona. Tuttavia soltanto alla fine del 18 secolo e agli inizi del 19 secolo, in tutta Europa, si verificano grossi cambiamenti nel settore del vestiario. In quel periodo nascono le riviste di moda, un'industria tessile molto importante, le innovazioni tecniche come la macchina da cucire e la meccanizzazione dei prodotti, la nascita dei grandi magazzini e della grande distribuzione. La creazione dei nuovi circuiti economici favoriti dalla rivalutazione del lusso e dall'impatto dei media si poteva capire con la nascita di periodici come quello milanese " Il Corriere delle dame" nel 1820.

Per quel che riguarda l'analisi dell'abito come marcatore sociale e culturale occorre risalire alla fine dell'Ottocento ed inizio Novecento con alcuni pensatori quali George Simmel sulla moda intesa come " forma di vita in cui la tendenza all'eguaglianza sociale e quella alla differenziazione individuale si compongono in un fare unitario".

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