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La vita sta cambiando pelle

Religioni e Spiritualità

Religioni e Spiritualità: informazioni e riflessioni mistiche Religiose Laiche Vaticano Commenti ai Vangeli(vedi anche rubriche di Don Luciano Scaccaglia, di don Umberto Cocconi, di Enzo Bianchi Priore di Bose) Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Enzo Bianchi: Papa Francesco 5 anni di pontificato

ENZO BIANCHI

Cinque anni di pontificato del papa chiamato dai suoi “fratelli cardinali” dalle periferie urbane del mondo e dalle peripezie delle migrazioni, ma ancor più dal grembo profondo della chiesa. Qualche mese in più del pontificato di un altro papa proveniente da quella stessa matrice pulsante e radicato nel cuore contadino della campagna bergamasca, Giovanni XXIII. Sì, perché la chiesa è realtà molto più viva e diversificata di quanto si sia soliti pensare, una realtà nella quale arde sempre il vangelo, anche quando sembra ridotto a poche braci, pronte però a divampare nuovamente non appena qualcuno ha l’audacia di smuovere le ceneri con il soffio della profezia.

L’età avanzata alla quale è stato eletto papa Francesco fa sì che cinque anni siano molti paragonati alle aspettative – come lui stesso aveva confidato: “Ho la sensazione che il mio pontificato sarà breve: quattro, cinque anni” – e tuttavia consente di misurare la continuità nel cammino di un pastore di consumata esperienza e di ponderata valutazione della corrispondenza tra scelte operate ed esigenze evangeliche. Così ciò che apparve come una novità inattesa, un nuovo stile, un nuovo soffio nella istituzione del successore di Pietro, prosegue senza contraddizioni o cambiamenti, troppo spesso ipotizzati soprattutto dagli osservatori eloquenti nei mass media.

PASQUA E NATALE: STRAGE DI INNOCENTI

Franco Libero Manco

La Pasqua, come il Natale è per gli umani un momento di gioia per milioni di animali un appuntamento con il terrore e la morte 

Milioni di animali di ogni specie pagano con la sofferenza e con la morte il prezzo di assurde tradizioni.

Vitellini, coniglietti, maialini… saranno strappati alle loro madri per subire una sorte crudele.

Vi sono tante cose buone da mangiare senza uccidere animali innocenti

che come te e me amano la vita, soffrono e hanno paura della morte.

Perché causi ad altri ciò che non vorresti per te stesso?

Come possiamo sperare nella misericordia di Dio

se siamo impietosi verso le sue creature? 

Gesù si è sostituito all’agnello per far cessare questa usanza ingiusta e crudele 

“Così parla il Signore mio Dio: Vai a curare quelle pecore da macello che i compratori sgozzano impunemente e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito e i pastori non se ne curano affatto. Io non perdonerò gli abitanti di quel paese”.(Zacc. 11,4-6)

 

GESU’ HA DETTO:

“Io in verità ve lo dico: colui che uccide uccide se stesso

e colui che mangia la carne degli animali abbattuti mangia

Commento al Vangelo di Umberto Cocconi: Dio vuole delle persone che si lascino completamente infiammare dallo Spirito Santo

Gesù caccia i mercanti dal tempio

Don Umberto Cocconi

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo (Vangelo di Giovanni).

Commento al Vangelo di Enzo bianchi: Gesù, luogo dell’incontro definitivo con Dio

James Nachtwey, Kosovo

4 marzo 2018
III domenica di Quaresima
di ENZO BIANCHI

Gv  2,13-25

13 Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. 
18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
23Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo. Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo.

27 febbraio: San Gabriele dell'Addolorata Religioso

Francesco Possenti nacque ad Assisi il I marzo 1838 la nobile famiglia. Dai genitori ricevette quell'educazione cristiana che fu poi il germe della sua vocazione allo stato religioso. Fu giovane elegantissimo, ed era così rigoroso nell'esigere che i suoi abiti fossero ben tenuti e preparati, che facilmente s'irritava se qualche cosa mancava o scorgeva qualche piccola macchia sfuggita alle persone di servizio. Questo suo carattere, che lo portava a commettere impazienze; fu causa talvolta di dispiaceri al padre e ai fratelli. Studiò fino a 17 anni, dopo i quali, addolorato vivamente per la morte della madre, vittima del colera del 1855, si ritirò in religione. 

Scelse la regola dei PP. Passionisti, fondati da San Paolo della Croce, per poter consolare col suo delicatissimo cuore i dolori della passione di Gesù Cristo e della Vergine Addolorata. Non più quindi vanità, non più ricercatezze, ma il rozzo saio passionista fu la sua ambizione. 

Compiuto il noviziato prese il nome di Gabriele dell'Addolorata, volendo significare con questo la particolare devozione che nutriva verso la Madre dei dolori. Quantunque fosse stato sempre debole, manifestava uno speciale fervore nel condurre vita penitente e di preghiera. 

Enzo Bianchi: valutare e discernere nella sinodalità

Sinodalità

Enzo Bianchi

Cinquant'anni fa, nel mondo occidentale, è avvenuta una rivoluzione che gli osservatori più intelligenti sintetizzano in una sola espressione: "La prise de la parole” (il diritto a prendere la parola). Giovani, soprattutto universitari, in Francia e in Italia, donne di ogni condizione, minoranze fino ad allora occultate e negate, si sentirono spinti come da un forte vento a prendere la parola, a lungo loro negata. Ovunque emergeva la convinzione che tutti, uomini e donne, dovessero avere questa possibilità. Tutti possedevano la stessa dignità umana di cittadini e avevano il diritto di esprimersi liberamente, a voce alta, nella società.

Dibattiti, confronti, manifestazioni a volte selvagge e anche sguaiate, apparivano come una protesta che chiedeva di essere accolta.

Anche nella Chiesa, qua e là, i cosiddetti gruppi spontanei, alcune comunità riunite attorno a preti carismatici e più tardi le "comunità di base", nascevano e si diffondevano in nome di questo bisogno: far sentire la propria voce, in particolare in quella che è l'epifania della Chiesa tra la gente, cioè la liturgia eucaristica domenicale. Fu una stagione con tratti ambigui, talvolta non conformi all' ecclesialità, che tuttavia non ha segnato solo quella generazione, ma ha trasmesso anche alle nuove generazioni, in tutta la Chiesa, il desiderio della presa della parola.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: aprire il proprio cuore a Dio, alla sua imponente e salvifica opera trasfiguratrice delle nostre esistenze

Trasfigurazione di Gesù

Don Umberto Cocconi

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.

Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».

E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro (Vangelo di Marco).

Quando diciamo “è bello per noi stare qui” è perché ci sentiamo a casa, in quel posto in cui stiamo bene, dove ci sentiamo al sicuro, a nostro agio e, pertanto, vorremmo cristallizzare e fissare quell’esperienza, quel momento magico e unico. Pietro per questo afferma: “facciamo tre tende”.

Se ascoltiamo con attenzione, non potremmo scorgere nelle parole di Pietro una domanda di interiorità, un desiderio di dimorare in Dio? Nelle nostre parrocchie che esperienza si fa di Dio?

Succede che queste sembrino riservare più attenzione all’aggregazione e all’animazione, mentre la domanda di interiorità, di spiritualità sembra maggiormente soddisfatta all’interno delle associazioni, dei movimenti ecclesiali e dei monasteri. Inoltre possiamo chiederci: nelle nostre liturgie si vive veramente l’esperienza del “sentirsi a casa”?

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Ascoltate lui, il Figlio amato!

Sebastião Salgado, Campo profughi in Rwuanda, 1995.

25 febbraio 2018
II domenica di Quaresima
di ENZO BIANCHI

Mc  9,2-10

In quel tempo, 2Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 6Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!». 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. 9Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. 10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.


La seconda domenica di Quaresima è tradizionalmente la domenica della trasfigurazione di Gesù, ovvero il polo opposto alla prima dedicata alle tentazioni di Gesù. Quest’anno leggiamo il racconto presente nel vangelo secondo Marco e cerchiamo di mettere in evidenza le particolarità di questa narrazione rispetto a quella degli altri sinottici.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Gesù nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana

Gesù nel deserto

Don Umberto Cocconi

Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano (Vangelo di Marco).
Una delle tentazioni della comunità credente è quella di rinchiudersi in se stessa, di credersi autosufficiente. Questo accade quando non si è grado di cogliere la sfida che papa Francesco sta rivolgendo proprio alla Chiesa: “appassionati del mondo”. Sii davvero una “Chiesa in uscita”, lasciati coinvolgere. Quest’ultimo è un verbo importante, perché dice il contrario dello starsene a guardare! Il papa ha fatto talvolta ricorso al verbo balconear, che nel gergo argentino significa “stare a guardare dalla finestra” (o dal balcone).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Gesù nel deserto, costantemente tentato

James Nachtwey, Sudan, 1993.

18 febbraio 2018
I domenica di Quaresima
di ENZO BIANCHI

Mc  1,12-15

In quel tempo, 12lo Spirito sospinse Gesù nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


Il vangelo di questa prima domenica di Quaresima è breve: quattro versetti, anche se in realtà mi concentrerò quasi esclusivamente sui primi due, avendo commentato i vv. 14-15 poche domeniche fa (III domenica del tempo Ordinario). I vv. 12-13 sono molto intensi, capaci di comunicarci l’essenziale sulle tentazioni di Gesù, anche se nel nostro immaginario è impressa, dunque da noi memorizzata, la narrazione più drammatica e più precisa dei vangeli secondo Matteo e Luca (cf. Mt 4,1-11; Lc 4,1-13).

Concentriamoci dunque sul racconto di Marco. Gesù è stato battezzato nel fiume Giordano da Giovanni, il suo maestro, e nell’uscire dall’acqua ha visto i cieli aprirsi, lo Spirito di Dio scendere su di lui con la dolcezza di una colomba (cf. Mc 1,9-10) e, soprattutto, ha sentito una dichiarazione rivolta a lui solo. Dal cielo, infatti, dal luogo dimora di Dio, lo raggiunge una voce che proclama: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho messo tutta la mia gioia” (Mc 1,11; cf. Sal 2,7; Gen 22,2; Is 42,1). È la voce del Padre, che gli conferma il proprio amore e la sua identità di Figlio amato; è la voce che lo abilita, con la forza dello Spirito, “compagno inseparabile di Cristo” (Basilio di Cesarea), alla missione pubblica tra i figli di Israele.

11 febbraio, Beata Vergine Maria di Lourdes

Beata Vergine Maria di Lourdes

In un secolo tutto incredulità, in una nazione pervasa di ateismo, quale era la Francia nel secolo xix. Maria si proclama Immacolata, e inizia una serie di miracoli che sono la più eloquente apologia del soprannaturale. 

Il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria SS. era stato proclamato da appena quattro anni, ma le discussioni in pro ed in contro continuavano tuttavia: Maria pone loro termine, confermando il dogma pontificio. 

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: «Se vuoi, puoi guarirmi!»

Guarigione

Don Umberto Cocconi

Allora venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: «Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte (Vangelo di Marco).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: anche Gesù va in collera

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

11 febbraio 2018
VI domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,40-45

In quel tempo, 40venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.


Nel vangelo di questa domenica leggiamo un racconto che ha un inizio improvviso, senza precisazione di tempo e di luogo, un racconto che facilmente ci appare attuale, collocabile qui è ora: è l’incontro tra Gesù e un uomo affetto da lebbra.

Il lebbroso era allora ed è ancora adesso un malato ripugnante, a tal punto che lo si qualificava come un uomo morto. Per un giudeo, poi, la lebbra era segno di un preciso castigo di Dio, una malattia mediante la quale erano stati colpiti per i loro peccati la sorella di Mosè, Miriam (cf. Nm 12,9-10), il servo del profeta Eliseo (cf. 2Re 5,27) e altri peccatori. Grande è l’orrore, terribile la reazione di fronte a questa malattia che devasta fino alla putrefazione della carne il volto e il corpo dei malati.

09 febbraio, Sant' Apollonia Vergine e martire

S. Apollonia subì il martirio per la fede durante la persecuzione di Decio. Così scriveva l'allora Vescovo di Antiochia: « I cristiani vengono arrestati, imprigionati, privati d'ogni alimento, tolti dalle proprie famiglie, e perciò i genitori divisi dai figli e i figli dai genitori. Alcuni sono esiliati, altri stritolati sotto le ruote e moltissimi precipitati nelle fornaci ardenti od esposti alle fiere. Se i denti delle belve o l'ardore delle fiamme qualche volta li risparmiarono, è sempre pronta la spada che taglia la loro testa. Affermare di essere cristiano basta per incontrare i più terribili tormenti ».

Apollonia fin dai più teneri anni venne educata nella religione cristiana. Accesa di ardente amore per Gesù, decise di darsi interamente a Lui, facendo voto di perpetua verginità.

Quando uscì il decreto di persecuzione, Apollonia prodigò tutti i suoi averi in favore dei cristiani e si adoperò con ogni mezzo nell'esortare i martiri alla fortezza e alla speranza del gran premio del cielo.

« Pensate, diceva, che è breve il patire, ma il gaudio sarà eterno! ». Ma non potè durare a lungo in questo pietoso ufficio, poichè venne subito scoperta. Accusata al prefetto della provincia come cristiana, si vide tosto arrestata e rinchiusa in una orrenda prigione, dove passò una notte.

Giornata per la vita. La neurologa: «Irreversibile? Parola vietata»

Lucia Bellaspiga

Silvia Marino, ricercatrice del Centro neurolesi di Messina: «Dietro esistenze apparentemente "inutili" grandi storie di dignità»

Si celebra questa domenica in tutte le diocesi italiane la 40a Giornata nazionale per la vita. La Giornata è incentrata sul tema «Il Vangelo della vita, gioia per il mondo» e il Messaggio dei vescovi italianisottolinea che «la gioia che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo è dono di Dio e compito affidato all’uomo».

Il convegno è di quelli che schierano i massimi esperti a livello internazionale, e da mattina a sera il maxischermo manda dal palco le immagini di avveniristiche tecnologie capaci di scandagliare anche i cervelli apparentemente più inattivi, spenti da coma profondi, stati vegetativi, stati di minima coscienza, sindromi Locked-in o tuttora sconosciute e senza nome. Titolo, "Meeting internazionale sui disordini della coscienza - Ricerca, innovazione e nuovi approcci terapeutici", organizzato dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta...

Riflessione sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: “Tutti ti cercano”

Tutti ti cercano Gesù

Don Umberto Cocconi

Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (Vangelo di Marco).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: come Gesù cura e guarisce

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

4 febbraio 2018
V domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,29-39

In quel tempo, 29Gesù e i discepoli, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. 32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. 35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.


Domenica scorsa abbiamo iniziato a leggere il racconto della “giornata di Cafarnao” (cf. Mc 1,21-34), esempio concreto di come Gesù viveva, parlando del regno di Dio e compiendo segni che lo annunciavano. E oggi il racconto continua…

03 febbraio, San Biagio Vescovo e martire. Protettore di malattie della gola

San Biagio

S. Biagio nacque a Sebaste nell'Armenia. Passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermità del corpo, e con la buona parola e l'esempio cristiano cercava pure di risanare le infermità spirituali. 

Geloso della sua purezza ed amantissimo della vita religiosa, pensava di entrare in un monastero, quando, morto il vescovo di Sebaste, venne eletto a succedergli. Da quell'istante la sua vita fu tutta spesa pel bene dei suoi fedeli. 

Convegno a Parma sul Cardinal Maria Martini e la lezione del laicato, lunedì 12 febbraio ore 16,30

Cardinal Martini

per non  smarrire la memoria del Concilio”

Il Comitato promotore della ricerca su

“Il Concilio e il post-concilio a Parma”

invita al Convegno che avrà luogo 

lunedì 12 febbraio 2018 - ore 16,30

Centro Pastorale “Anna Truffelli” Viale Solferino Parma

  sul tema

Il cristiano testimone - Una ritrattazione del "laico" alla luce della lezione del cardinale Carlo Maria Martini. 

A cura di Marco Vergottini 

L’approfondimento del Relatore sarà

preceduto dal racconto di Ermanno Olmi

sul Carlo Maria Martini

02 febbraio: Presentazione del Signore (Candelora)

Presentazione del Signore (Candelora)

«Oro puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo lo tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Luca 2, 29-31). 

Questa festa è chiamata con svariati nomi, ciascuno dei quali ricorda un fatto avvenuto in questa giornata in cui la Sacra Famiglia ci diede l'esempio della più perfetta ubbidienza. 

Iddio nell'Antico Testamento aveva prescritto che ogni figlio primogenito fosse consacrato a Lui in memoria del beneficio fatto al suo popolo quando tutti i primogeniti degli Egiziani perirono sotto la spada dell'Angelo sterminatore risparmiando invece gli Ebrei. 

Un'altra legge poi ordinava che ogni donna ebrea si presentasse al Tempio per purificarsi, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, oppure dopo ottanta, se era una figlia, portando alcune vittime da sacrificarsi in ringraziamento ed espiazione. 

Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesù alla città santa, quaranta giorni dopo il Natale. 
Benché Maria non fosse obbligata alla legge della purificazione, poiché Ella fu sempre vergine e pura, tuttavia per umiltà ed ubbidienza volle andare come le altre. 
Ubbidì poi al secondo precetto di presentare ed offrire il Figlio all'Eterno Padre; ma l'offrì in modo diverso dal come le altre madri offrivano i loro figliuoli. Mentre per le altre madri questa era una semplice cerimonia. senza timore di dover offrire i figli alla morte, Maria offrì realmente Gesù in sacrificio alla morte. poiché Ella era certa che l'offerta che allora faceva doveva un giorno consumarsi sull'altare della croce. 

28 gennaio, San Tommaso d'Aquino Sacerdote e dottore della Chiesa

Protettore di:accademici, librai, scolari, studenti, teologi

Un astro di luce particolare e inestinguibile brilla nel cielo del secolo XM; luce che attraversa i secoli, che illumina le menti: l'Angelico Dottore S. Tommaso. 

Nacque ad Aquino nell'anno 1227 dal conte Landolfo e dalla contessa Teodora, parente di Federico Barbarossa, signori fra i più illustri di quei tempi. 

Educato cristianamente fin dalla più tenera età, diede molti segni della sua futura scienza e grandezza. 

A cinque anni fu affidato per l'educazione ai monaci benedettini di Montecassino. Vi rimase fino ai quattordici anni, fino a quando cioè i torbidi politici non decisero i genitori a riprenderlo entro le mura del proprio castello. Più tardi fu mandato all'Università di Napoli, ove, sebbene assai giovane, manifestò il suo potente ingegno, acquistandosi fama presso i condiscepoli e stima presso i maestri. Già si concepivano su di lui le più lusinghiere speranze, già i conti d'Aquino ed altri vedevano in lui il futuro campione del foro napoletano o romano, quando egli di colpo fece crollare tutti questi sogni, annunciando la sua decisione di entrare nell'Ordine di S. Domenico.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.

Gesù nella Sinagoga

Don Umberto Cocconi

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!» (Vangelo di Marco).

Gesù è un maestro e insegna, e coloro che lo ascoltano rimangono stupiti del suo messaggio perché parla con autorità. Massimo Recalcati, riflettendo sul ruolo del maestro, afferma che è proprio la voce del maestro a rendere vivo il sapere … rianimandolo permanentemente. L'effetto dell'insegnamento, infatti, consiste nel restituire vita a saperi che possono sembrare morti, mettendone in rilievo la loro inesauribilità. A questo riguardo - il noto psicoterapeuta - parla dell'insegnamento come di un atto d'amore, come una pratica erotica, in quanto in grado di generare il piacere di sapere, di possedere l'oggetto da apprendere e di generare qualcosa. «Questo stile passionale dell'insegnante trasforma i libri in corpi, gli oggetti di cui parla si trasformano in corpi erotici e gli allievi si trasformano in amanti, desiderosi di sapere. Questa è la luce di cui dovrebbe essere portatrice la scuola: l'insegnante che ama ciò che insegna porta con sé la possibilità della luce».

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: La giornata di Cafarnao

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

28 gennaio 2018
IV domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,21-28

In quel tempo,21a Cafàrnao Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.


Dopo il racconto della vocazione dei primi quattro discepoli (cf. Mc 1,16-20), Marco sottolinea che Gesù non è più solo. Ormai c’è una piccola comunità alla sequela di questo rabbi venuto in Galilea dalle rive del Mar Morto in seguito all’arresto del suo maestro e profeta Giovanni il Battista, e questa comunità crescerà e accompagnerà Gesù, coinvolta nella sua vita fino alla fine.

Enzo Bianchi: Gesù di Nazaret affascina ancora oggi

di Enzo Bianchi

Fonte: “Vita Pastorale” n. 2 del febbraio 2018

La Chiesa che è in Italia è dotata di molti doni ed è ancora una realtà viva in questa nostra società
segnata dalla secolarizzazione, certo, ma soprattutto dall'indifferenza verso ciò che costituiva la sua
anima fino a mezzo secolo fa: la "religione cattolica".

Non siamo ancora in una situazione di cristiani in diaspora e neppure di piccole comunità di credenti che testimoniano il Vangelo in condizione di minoranza. Il panorama è variegato, ma ci sono ancora regioni in cui le comunità cristiane sono realtà visibili, eloquenti, nelle quali, seppur in diminuzione, non sono esigue le vocazioni al ministero presbiterale. Vi è, dunque, una grande opportunità per il cristianesimo e, di conseguenza, per le Chiese, che dovrebbero restare vigilanti più che mai e dotarsi di un nuovo
soffio di vita. Sono, cioè, chiamate a favorire una maturazione della soggettività dei battezzati, un rinnovamento della fede, sempre più pensata, e l'esercizio di uno stile che sappia essere eloquente, trasmettendo il Vangelo agli uomini e alle donne che ancora chiedono, anche se in modo non esplicito: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21).

24 gennaio, San Francesco di Sales: Vescovo e dottore della Chiesa

Francesco nacque l'anno 1567 nel castello di Sales, diocesi di Ginevra, da Francesco, conte di Sales, e da Francesca di Sionas. 

Fin dai primi anni mostrò spiccata inclinazione al bene, e una grande docilità. 

Fece i suoi primi studi ad Annecy, e di qui fu mandato a Parigi. Qui studiò retorica, filosofia e teologia presso i PP. Gesuiti. La sua vita era ritirata : frequentava la chiesa e i Sacramenti: fin d'allora fece il voto di castità. 

Compiuti gli studi a Parigi, fu dal padre mandato a Padova per addottorarsi in legge. Quivi Francesco fu esposto a grandi pericoli, cui scampò felicemente con la sua forte volontà e l'aiuto di Dio in cui sempre confidava. 

Il padre di Francesco aveva pensato di fare del suo figlio uno dei più stimati gentiluomini della società e gli aveva già ottenuto un posto distinto nel senato di Chambery, mentre gli andava preparando un ricco partito. Francesco invece era chiamato a ben altro, e svelò ogni cosa al suo precettore, incaricandolo di farne consapevole il padre. Molti furono gli ostacoli che i genitori gli opposero, ma vedendolo fermo nel suo proposito acconsentirono alla volontà di Dio. 

Fatto Sacerdote, il Vescovo di Ginevra lo delegò a combattere l'eresia di Calvino, che infestava tutto il Chiablese. Il nostro Santo ebbe da faticare e soffrire molto per quegli eretici, e corse pericolo più volte di essere assassinato, ma la sua grande dolcezza, unita ad uno zelo instancabile e ad una pietà esemplare, vinse i più ostinati calvinisti tanto da convertirne, dicono, 72 mila. Morto il vescovo di Ginevra Mons. Granier, Francesco fu eletto a succedergli. 

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