Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Scienze e Tecnologie

Scienze e Tecnologie: informazioni, opinioni di scienze e tecnologia, scienziati,scoperte e ricerca scientifica, nuove-tecnologie. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Google, arriva “l’allarme” che segnala agli editori i commenti offensivi degli haters

Si chiama Perspective: rivede i commenti e assegna loro un punteggio basato su quanto siano simili ad altri messaggi che gli utenti hanno indicato come "tossici" o tali da spingere le persone ad abbandonare la conversazione. "Almeno un terzo di loro si autocensura per paura delle reazioni"

Non censura e non banna, ma avverte gli editori della presenza di commenti offensivi sotto le notizie pubblicate online attraverso il machine learning. Dopo la decisione di Twitter di cancellare gli account fake, Google mette a punto un nuovo strumento per contrastare gli haters. Si chiama Perspective ed è stato messo a punto da Jigsaw, incubatore di New York. Funziona così: rivede i commenti e assegna loro un punteggio basato su quanto siano simili a commenti che gli utenti hanno indicato come “tossici” o tali da spingere le persone ad abbandonare la conversazione. Per imparare a identificare un linguaggio potenzialmente ingiurioso, Perspective ha esaminato decine di migliaia di commenti che sono stati etichettati manualmente da revisori umani, ogni volta che lo strumento di Jigsaw trova nuovi esempi di commenti potenzialmente offensivi, o la sua valutazione viene corretta dagli utenti, “migliora la capacità di valutare i commenti in futuro”.

Nasa, la Terra ha sette "sorelle": scoperto un nuovo sistema planetario

E' a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa Trappist-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c'è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell'Universo

di MASSIMILIANO RAZZANO

IMMAGINATE un lontano "cugino" del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra. Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all'altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un'ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza. Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. Trappist-1, una stella nana rossa nella costellazione dell'Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra. Un risultato attesissimo da giorni  dopo l'annuncio della Nasa di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari.

Viaggio alla scoperta del corpo umano: così rinasce Bagnoli

Sulle ceneri della Città della Scienza apre a Napoli il primo museo italiano dedicato alla salute e alla prevenzione

di VALERIA PINI

NAPOLI - Una navicella spaziale per un viaggio virtuale nel corpo umano. L'avventura comincia lungo un'arteria per scoprire i meccanismi dell'apparato circolatorio. Il sangue scorre lungo i vasi spinto dal cuore. Passiamo accanto ai polmoni, fino quasi a sfiorarli, poi più avanti verso l'apparato digerente per capire come gli alimenti vengono assorbiti dall'organismo. Poco più in là, uno spermatozoo fra i tanti in partenza arriva a fecondare un ovulo, sembra quasi il film di Woody Allen, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso.

Invece sono le immagini di una delle sezioni di Corporea, il primo museo interattivo in Italia interamente dedicato al corpo e alla salute, che aprirà il 5 marzo alla Città della Scienza di Napoli e che già ha 180mila prenotazioni.

Il ruolo dei cavi nei sistemi robotizzati

Sempre più complesse e veloci sequenze di movimenti dei moderni sistemi robotizzati nelle applicazioni industriali richiedono cavi flessibili resistenti alla torsione con lunga durata di esercizio, ma non solo.

Quando si guarda un sistema industriale di una certa complessità, soprattutto se con parti mobili che eseguono velocemente sequenze di operazioni diverse, l’attenzione è soprattutto attirata dall’insieme dei movimenti, dalla rapidità e precisione delle azioni. Si ha quindi una percezione di insieme che porta a un’incompleta valutazione dei componenti di dettaglio costituenti la macchina, con priorità a quelli più appariscenti.

E’ il caso dei robot, per il quale si valuta la dinamica complessiva, concentrandosi semmai sul braccio mobile o sugli elementi di presa anche perché incuriosisce e stupisce il modo in cui la tecnologia sia riuscita a imitare movimenti tipici dell’uomo, per esempio afferrare e spostare. Più precisamente il riferimento è a una delle differenti categorie di robot, i cosiddetti robot antropomorfi, caratterizzati da una struttura cinematica aperta, con sei gradi di libertà e un inviluppo di lavoro sferico, il cui nome evoca la riproduzione della sembianza e del movimento di un braccio umano. Per curiosità, i sei gradi di libertà prima citati si possono associare a mano, polso, gomito, braccio, spalla e corpo (quest’ultima parte è la base cui il robot è ancorato). I movimenti si basano su complessi algoritmi di cinematica, gestiti da un controllo elettronico centrale, e gli elementi meccanici costituenti sono tra loro collegati da giunti e movimentati da motori elettrici che vanno ovviamente alimentati, senza dimenticare il flusso di segnali e dati da e verso il robot, e qui entrano in gioco i cavi, che non sono normali cavi elettrici, ma con caratteristiche adatte all’impiego in sistemi robotizzati.

Cadaver Amazon, il gigante che sfrutta i lavoratori

Gea Scancarello

Il record da battere è 12 acquisti al secondo, per 46 mila oggetti all’ora: un’orgia di shopping forse non proprio in sintonia con lo spirito intimista e cristiano del Natale, ma perfettamente in linea con l’affanno da regali che prende l’italiano l’antivigilia. E, certamente, con la politica di Amazon, il colosso dell’online che lo scorso 25 novembre ha venduto agli italiani 1,1 milioni di pezzi in un solo giorno, forte dei ribassi del Black friday e di un ecosistema sostanzialmente impossibile da battere: prezzi sempre scontati, consegne rapidissime e per lo più gratuite, scelta sterminata. Il solo catalogo italiano conta 137 milioni di voci, e persino Babbo Natale faticherebbe a fare di meglio.
Non è un caso che i best seller del sito siano proprio i giocattoli, dai classici giochi da tavola alle spade laser, passando per i Lego: tutto tra il 25 e il 30% più conveniente che fuori. Abbastanza per portare anche gli italiani notoriamente affascinati dal contante e scarsamente digitalizzati a comprare online: nel 2015, secondo i dati dell’Osservatorio B2c-Netcomm del Politecnico di Milano, circa 19 milioni hanno provato l’e-commerce, in crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Non è dato sapere quanti di loro abbiano scelto proprio il sito di Jeff Bezos – Amazon non fornisce dati che non siano globali – ma è fuori discussione che, dallo sbarco in Italia nel 2010, il colosso abbia cambiato irreversibilmente lo scenario.

7 dicembre 2016 Università di Parma: convegno “Agricoltura Sostenibile di Precisione: visioni e pratiche del futuro”

Mercoledì 7 dicembre, con inizio alle ore 15 nell’Auditorium del Centro Congressi Sant’Elisabetta dell’Ateneo (Padiglione 13 del Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma - via Langhirano), si terrà il convegno “Agricoltura Sostenibile di Precisione: visioni e pratiche del futuro”.

Tra i relatori figurano, tra gli altri, Nelson Marmiroli ed Elena Maestri(Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma) e Stefano Caselli (Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente - CIDEA Università di Parma).

L’evento si propone di fare il punto sull’agricoltura del futuro partendo dalla sperimentazione e innovazione in corso nei territori padano-emiliani.

Il convegno è organizzato dal Centro Acque - eu.watercenter dell’Università di Parma in collaborazione con il CIDEA dell’Ateneo, unitamente ad altre realtà del settore operanti in Emilia-Romagna.

Segreteria
Centro Acque - eu.watercenter, Università di Parma
Campus Scienze e Tecnologie 93a, 43124 Parma
Tel. 0521 906550, e-mail euwatercenter@euwatercenter.eu

Superluminale! Sei fenomeni fisici più veloci della luce.

Marco Casolino

La teoria della Relatività di Einstein ha mostrato come non sia possibile portare un oggetto dotato di massa a velocità superluminali, ossia maggiori di quelle della luce (c=300,000 km/s). A questa velocità possono, e devono,viaggiare le sole particelle prive di massa.

Nonostante questo limite invalicabile, e nonostante non vi sia al momento nessuna teoria o evidenza sperimentale che ci permetta di aggirare questo limite per spostarsi o trasmettere informazione a velocità più grandi di c, vi sono alcuni fenomeni che sono, o sembrano superluminali, ossia più veloci della luce.

NH Hotel group, la videoconferenza va in 3D

Il progetto "Hi Tech made easy" della catena alberghiera debutta a Madrid e BErlino. Tecnologia olografica in fase di testing: 250 ospiti virtuali potranno connettersi tramite handset. il Cco Rufino Perez Fernandez: "Convegni sempre più efficienti e produttivo, con notevoli risparmi per le aziende"

Web Summit tra bot, realtà virtuale e disoccupazione tech

Al mega evento digitale di Lisbona il settore più caldo è quello dell’intelligenza artificiale: dalle imprese del consumo ai social network come Facebook, tutti studiano come automatizzare i propri sistemi. L’effetto? Tanti posti di lavoro spariranno

di FILIPPO SANTELLI

ROMA - Ne ha parlato sul palco il capo della tecnologia di Facebook. Ne parlavano dietro le quinte gli investitori. La guardano le grandi aziende di tutti i settori. Ci lavorano molte delle 1.500 startup che hanno esposto alla fiera. A voler identificare una tecnologia calda, tra quelle che tra lunedì e venerdì hanno invaso il Web Summit di Lisbona, il più grande evento digitale d'Europa, non si può che citare l'intelligenza artificiale. I cosiddetti bot, algoritmi in grado di percepire, pensare e dialogare come umani e con gli umani. E di sostituirli in molte delle loro mansioni ordinarie, dall'assistenza clienti alla guida di un veicolo. Ma oltre all'AI, di fatto già una realtà, i 53mila visitatori del Summit hanno potuto avere un assaggio anche delle prossime frontiere in ambito digitale, quelle che vedremo materializzarsi nei prossimi anni. Dalla auto che si guidano da sole alla vita nella realtà virtuale.

Le idee nuove, anche nella scienza, non hanno età

Annamaria Testa

Il colpo di genio arriva a sessant’anni”, titola a effetto, e in maniera un po’ impropria, la prima pagina del Corriere della Sera di qualche giorno fa. “Lampi di genio a sessant’anni!”, ribadisce il titolo dell’articolo nelle pagine interne. Il testo dà conto dei risultati di una ricerca recente, svolta dall’università di Oxford e pubblicata su Science.

Obiettivo della ricerca è capire se sia possibile predire lo sviluppo delle carriere scientifiche, e se esistano degli schemi ricorrenti. È tutt’altro che un puro esercizio accademico: ai finanziatori e alle università ovviamente serve sapere in anticipo sul successo di quali scienziati conviene puntare. Ma, come vedremo, nei risultati c’è qualcosa che interessa anche tutti noi, e molto.

Per capire meglio il meccanismo del successo scientifico, i ricercatori di Oxford, tra i quali c’è l’italiana Roberta Sinatra, si affidano ai big data: prendono in esame sotto il profilo quantitativo le carriere di oltre diecimila scienziati attivi in sette diverse discipline, dalla fisica alle scienze cognitive, alla chimica, all’economia. In sostanza, i ricercatori contano il numero della pubblicazioni prodotte da ciascuno scienziato e ne valutano l’impatto, cioè la quantità di citazioni che ogni pubblicazione si guadagna all’interno della comunità scientifica internazionale. Le più rilevanti sono anche le più citate.

Banda ultralarga, tubi in cemento-amianto. Così la nuova rete Enel è a rischio-rallentamenti, da Treviso a Firenze

La società: "Eternit solo nei tubi interrati di Firenze, Prato, Pistoia, Treviso, Mogliano e Conegliano Veneto". Nessun problema se i tubi sono integri, ma i costi aumentano in caso di materiali deteriorati. E l'assenza di un catasto delle reti rende poco chiara la situazione

Fiorina Capozzi e Gaia Scacciavillani 

Google chiama a raccolta comici, scrittori e creativi: agli assistenti virtuali serve più umorismo

Campagna acquisti di Big G fra autori e sceneggiatori da Pixar e The Onion per regalare più calore ed elasticità ai sistemi personali. Formidabili nel botta e risposta ma con molta strada da fare nel dialogo in libertà con gli utenti

SIMONE COSIMI

L’OBIETTIVO è andare oltre il classico botta e risposta. Le assistenti digitali – da Siri di Apple a Cortana di Microsoft fino all’appena rinvigorito Google Assistant di Big G o Alexa di Amazon – sono in grado di eseguire sempre più attività ed esaudire numerose necessità passando da diverse piattaforme. Eppure peccano un po’ di umorismo, nel senso che non ne dispongono abbastanza. In generale sono troppo “incartate”, trattenute, poco pronte a cogliere i modi di dire o le freddure degli utenti semplicemente perché non sanno cosa dire. A onore del vero c’è da precisare che Siri è storicamente la più versatile della ciurma, non si contano infatti le risposte divertenti riservate agli utenti, specialmente quando la si tratta con poca educazione. Ma anche quelle fanno ormai parte di un campionario piuttosto noto.

La nuova «visione» di ansia, dolore e depressione

La stimolazione sensoriale proveniente da scenari rasserenanti proposti in modo immersivo e non semplicemente in 3D, potrebbe diventare un supporto terapeutico comune, e accessibile a costi bassissimi

Asia, stress, depressione, dolore. Sono alcuni dei disturbi che accompagnano la vita dei malati di tumore, quasi sempre nel momento della diagnosi e delle terapie, ma non di rado anche nei mesi durante i quali la malattia sembra concedere una tregua. Finora si è sempre data poca importanza a questi aspetti, più che altro per mancanza di risorse, destinate quasi per intero alle cure, molto costose. Ma in un futuro assai prossimo la situazione potrebbe cambiare, grazie alla realtà virtuale o, più specificamente, alla virtual sanity. Già ampiamente in studio e talvolta in uso in ambito neurologico, per la riabilitazione, ma anche in quello psicologico (per esempio per curare le conseguenze dello stress post traumatico nei reduci di guerra), la stimolazione sensoriale proveniente da scenari rasserenanti proposti in modo immersivo e non semplicemente in 3D, potrebbe diventare infatti un supporto terapeutico comune, e accessibile a costi bassissimi.

Per verificare l’ipotesi, a Bologna è stato lanciato lo studio chiamato Look of Life , basato su progetto dell’Assistenza Nazionale Tumori (Ant) sostenuto dalla Fondazione Cattolica Assicurazioni con 30.000 euro iniziali, e dalla Fondazione Vodafone, attraverso il bando “Digital for Social”, vinto appunto da Look of Life (con altri 30.000 euro).

Nicholas Carr: "Internet ci rende sempre più stupidi. Per colpa sua non siamo più critici"

Lo scrittore americano, che con "Internet ci rende stupidi?" ha sollevato il dibattito e guadagnato una nomination al Pulitzer, oggi mette in guardia: il problema è sempre più grave. Su "la Domenica" di Repubblica, opinioni a confronto: il sociologo Derrick de Kerckhove sostiene che il web apre a un "nuovo umanesimo". Carr invece insiste: per lui, internet mette a rischio il pensiero critico. Ecco come "resistere" alla stupidità

di FRANCESCA DE BENEDETTI

PERDERE LA TESTA per internet si può eccome, ribadisce Nicholas Carr. Otto anni fa la sua confessione scatenò un dibattito che ancora divide gli appassionati: "Mi manca il mio vecchio cervello, Google ci rende stupidi", disse lo scrittore americano in un ormai celebre articolo. Ne ricavò anche un libro: "Internet ci rende stupidi?" (Raffaello Cortina, 2011). E ora non pare affatto aver cambiato idea. Anzi.

Lei ha lanciato l'allarme otto anni fa. Da allora la tecnologia è penetrata ancora di più nella società. Anche la stupidità?
"Era l'epoca dei laptop e delle email. Oggi giriamo con lo smartphone e viviamo sui social network. Il problema è diventato più evidente e più grave. Vede, il nostro cervello è malleabile. Se viene bombardato da distrazioni e interruzioni continue, si adatta di conseguenza. Non siamo in grado di finire una cena senza controllare il cellulare, siamo sempre più in balìa del flusso di informazioni, più distratti che mai. Gli effetti? L'attenzione diventa frammentaria, siamo meno capaci di riflettere e di pensare in profondità. Anche la memoria ne risente".

L'Università di Parma, Cisco e Italtel insieme per l'Agrifood

Cisco e Italtel collaborano con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Parma per la realizzazione di un importante progetto di digitalizzazione in ambito agro-industriale.

Obiettivo del progetto è l’ottimizzazione dei processi attraverso la virtualizzazione dei sistemi produttivi e l’impiego delle tecnologie IoT. Il tutto volto a minimizzare i costi, incrementare la qualità del prodotto, migliorare i processi di manutenzione e aumentare l’efficienza.

L’Italia è leader nella produzione di macchine e il territorio emiliano ha eccellenze assolute, soprattutto nel settore agro-alimentare. L’attività congiunta del Dipartimento di Ingegneria Industriale di Parma con Cisco e Italtel è importante per sostenere il percorso di digitalizzazione dell’industria italiana e migliorare così il livello di competitività internazionale del settore.

Per guidare un cambiamento profondo come la trasformazione digitale nel settore industriale è fondamentale favorire l’incontro tra le università e le aziende, creando modelli di innovazione che valorizzino le specificità delle imprese italiane ed allo stesso tempo consentano di allinearsi agli scenari globali. La collaborazione dell’Università di Parma con due prestigiose realtà come Cisco e Italtel, da alcuni anni attive in ambito IoT, vuole offrire un supporto continuativo e dinamico alle imprese per attivare progetti di “co-innovation”.

C’è una nuova coalizione per le intelligenze artificiali

L'hanno fondata Google, Facebook, Amazon, Microsoft e IBM per rendere più trasparenti (e meno inquietanti) i loro piani sui software che pensano da soli

Facebook, Google, Amazon, Microsoft e IBM hanno fondato la “Partnership on AI”, una organizzazione senza scopo di lucro per rendere più trasparenti e comprensibili a tutti i loro lavori di ricerca sulle intelligenze artificiali (AI), settore in pieno sviluppo e sul quale ci sono grandi aspettative per le sue future evoluzioni. All’iniziativa partecipano gruppi di ricerca, esperti informatici e docenti universitari che si occupano di AI, sotto la direzione di Eric Horvitz del Microsoft Research e di Mustafa Suleyman, cofondatore di DeepMind, la divisione di Google dedicata alle intelligenze artificiali e di cui si è parlato molto prima dell’estate, quando uno dei suoi sistemi ha battuto il campione mondiale di GO, un gioco da tavola cinese molto complicato. Al momento l’unica grande società tecnologica assente dall’organizzazione è Apple, che sta valutando comunque l’opportunità di aderire in futuro.

I robot cambieranno il futuro: è ora che l'Italia ci pensi

Riccardo Oldani

Investire nella ricerca sull'intelligenza artificiale; sviluppare robot in grado di rilanciare il nostro comparto manifatturiero; fare in modo che l'introduzione sempre più pervasiva delle macchine nelle aziende non produca costi sociali; lavorare sempre di più in modo interdisciplinare; preparare i nostri giovani a capire l'automazione e a crearsi professionalità adeguate al mondo di domani. Sono alcuni degli spunti proposti ai ricercatori in robotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova da Maria Chiara Carrozza, una delle più importanti scienziate italiane in campo robotico, ex-ministro della Ricerca e freschissima di nomina a presidente della commissione di valutazione dei due progetti "bandiera" della ricerca europea, quello sul grafene e lo Human Brain Project, che punta a realizzare un supercomputer in grado di simulare il funzionamento di un cervello umano. L'invito ai ricercatori dell'IIT è stato formulato durante un affollato workshop, tenutosi lo scorso 15 gennaio nell'auditorium dell'istituto genovese (e al quale sono riuscito a intrufolarmi anch'io).

Jeff Bezos: "Un passo alla volta", dai libri ai giornali e poi fino alle stelle

È il suo motto. Ed è proprio così che il fondatore di Amazon ha costruito il suo impero: "Bisogna essere testardi nella visione e flessibili nei dettagli"

di MASSIMO RUSSO

JEFF BEZOS è la passione per l'innovazione, la fiducia nel futuro nonostante i tempi, il riscatto del fallimento come tappa inevitabile del creare. "I problemi del presente sono grandi - afferma - ma la nostra capacità di risolverli è assai maggiore". L'incontro con il fondatore di Amazon, il più grande mercato al dettaglio del mondo, è l'occasione per parlare anche di cultura aziendale, di cinema, di giornali, dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa, di Donald Trump, di Matteo Renzi, delle scelte chiave della vita.

A dare il ritmo alla conversazione è la sua risata spiazzante. Per quanto sia proverbiale - ascoltare per credere, su YouTube ce ne sono diverse raccolte - quando arriva è una specie di boato. Un'esplosione inattesa, prolungata, che coinvolge e intimidisce. Nel tempo trascorso insieme ne conteremo una ventina.

Summit, la risposta di IBM ai supercomputer cinesi

Andrea Signorelli

Gli Stati Uniti, scesi al terzo posto nellaclassifica dei supercomputer più potenti del mondo , preparano la rivincita grazie a un progetto di IBM. L’azienda americana sta infatti lavorando a un nuovo calcolatore, da inaugurare entro il 2018, che promette di riportare gli USA davanti alla Cina.

La Repubblica Popolare occupa infatti il primo posto della classifica dal 2013, quando venne lanciato il Tianhe-2 (che però utilizza dei processori Intel), e da una settimana ha battuto il suo stesso record grazie al varo del primo supercomputer interamente cinese: il TaihuLight .

Summit, questo il nome del sistema sviluppato da IBM su incarico del ministero dell’Energia, dovrebbe raggiungere una velocità pari a 200 quadrilioni di calcoli al secondo, rispetto ai 93 raggiunti dal TaihuLight.

Nei progetti del dipartimento energetico statunitense ci sono altri due supercomputer da impiegare nella ricerca scientifica: Sierra, un sistema IBM da 150 petaflop, e Aurora, sviluppato invece da Intel. Anche questi dovrebbero vedere la luce attorno al 2018.

Il ministero dell’Energia ha però sottolineato come la velocità non sia l’aspetto più importante: “La forza del programma statunitense non sta solo nella potenza dell’hardware, ma anche nella capacità di sviluppare software che sfruttino le prestazioni di questi computer, per concrete applicazioni industriali e scientifiche”.

Internet, vietato vietare l’accesso. Per l’Onu ‘la Rete è un diritto umano’

di Guido Scorza* 

“Gli stessi diritti che le persone hanno offline, devono loro essere riconosciuti anche online”. Si apre così la risoluzione approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso 30 giugno intitolata “Promozione, protezione e godimento dei diritti umani online”. La natura globale ed aperta di Internet deve essere riconosciuta “come forza trainante per uno sviluppo sostenibile” sociale, culturale, economico e politico della comunità internazionale. La libertà di informazione, anche attraverso la Rete, deve essere promossa e protetta come diritto fondamentale dell’uomo e deve essere respinta e censurata ogni iniziativa governativa volta a censurare o limitare l’accesso a Internet.

Sono queste le risposte forti, corali e condivise (la risoluzione è stata fortemente voluta da oltre ottanta governi, ndr) dell’Onu alle tante, anche recenti, iniziative di altrettanti governi, in giro per il mondo, volte a spegnere Internet per soffocare la circolazione di idee, opinioni o contenuti.

L’ultima, in ordine di tempo, la decisione del governo di Algeri di impedire a quasi 20 milioni di persone di utilizzare i social network per un’intera settimana nel tentativo di evitare che la rete fosse usata per falsare i risultati degli esami di maturità, lasciando circolare tracce, domande e risposte vere o presunte. Ed è secca ed inequivocabile la posizione delle Nazioni Unite: non è questa la strada, non può esserlo, non deve esserlo.

Mr. Wikipedia: "Sarà più facile da scrivere. La parola resterà al centro di tutto"

Parla il co-fondatore dell'enciclopedia online libera e neutrale: tratteggia il futuro della sua creatura che quest'anno ha compiuto 15 anni. Un'evoluzione non tecnologica, bensì sociale con cui Jimmy Wales punta a reclutare il prossimo miliardo di persone che metterà piede nella rete

di ROSITA RIJTANO

Google, le 5 sfide dell'intelligenza artificiale

I ricercatori di Big G riflettono su 'cuore e mente" dei robot domestici

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE che dipinge, compone musica e film, batte l'uomo alla Dama cinese e impara a giocare a calcio. Programmi sempre più evoluti porteranno alla nascita di servizi fino a qualche tempo fa impensabili e saranno 'il cuore e la mente' dei futuri robot, anche quelli domestici che divideranno con l'uomo spazi e mansioni. I ricercatori si interrogano su possibili scenari e Google arriva ad ipotizzare cinque sfide da affrontare prima di aprire le porte all'Intelligenza artificiale (AI). Riflessioni che riportano alla memoria le tre leggi della robotica che Isaac Asimov definì nei suoi romanzi negli anni '40.

Secondo Chris Olah, numero uno della divisione Google Research, attualmente non si corre alcun rischio. Anzi, le tecnologie legate alla robotica e all'Intelligenza Artificiale porteranno notevoli benefici alla collettività. Uno sviluppo incontrollato, però, potrebbe portare ad una generazione di macchine potenzialmente pericolose per il genere umano.

Il documento messo a punto dall'azienda californiana s'intitola 'Concrete Problems in AI Safety' e pone al primo punto la necessità, prevedibile, di "evitare effetti collaterali negativi". Ma anche di evitare di far scattare nell'Intelligenza artificiale meccanismi di auto-gratificazione simili a quelli umani, che porterebbero alla ripetizione inutile di compiti; di creare processi decisionali 'scalabili' (quanto si fa decidere al robot e quanto input devono essere umani?); di permettere un'esplorazione sicura (come muoversi negli spazi e cosa non fare). E infine l'adattabilità: assicurarsi che quello che ha imparato l'AI limitatamente ad un ambiente, venga replicato con attenzione in un altro.

I cellulari provocano i tumori? La storia infinita: ora uno studio trova un legame (nei ratti)

Si tratta dei risultati preliminari di una ricerca americana costata 25 milioni di dollari. durata due anni. Solo pochi giorni fa uno studio australiano aveva affermato l’opposto

di Cristina Marrone

È di appena qualche giorno fa la pubblicazione di un vasto studio australiano che per 30 anni ha monitorato la popolazione e ha concluso che non ci sono dimostrazioni certe dell’esistenza di un «legame pericoloso» tra cancro al cervello e telefoni cellulari. Ora però un altro studio, in fase preliminare e condotto solo sui topi, afferma l’opposto: l’esposizione alle radiofrequenze tipiche dei cellulari aumenta i casi di tumore nei ratti maschi. A dirlo è un maxi studio durato due anni del National Toxicology Program statunitense, secondo cui gli aumenti, piccoli ma statisticamente significativi, riguardano i gliomi, un tipo di tumore al cervello abbastanza diffuso, e Schwannomi (detti anche neurinomi, tumori benigni) gli stessi riscontrati da alcuni studio epidemiologici sull’uomo.

Il test sui roditori

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti