Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Scritture

Scritture: raccolta di testi e critica letteraria, poesie. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

NEVICA SUL CUORE

Mamma Amelia sotto la neve a Sesta - ritratto di Carmen Zanicchi

NEVICA SUL CUORE

Nevica sul cuore, sui pensieri,
cancella le strade e i sentieri
questa neve che pigra scende
e su ogni cosa piano si stende.

Bacia i miei ricordi di bambino,
i miei sci di legno, il mio slittino.

IL MIO GENNAIO

Il mio gennaio da bambino

iniziava con la neve e lo slittino,
iniziava proprio il giorno UNO
e come me non c’era nessuno,
intendo come … briosa vivacità
croce e delizia di mamma e papà:
certamente più croce che delizia,
ma in famiglia non c’era mestizia.
Passavo ore ed ore nei prati di gelo,
sempre scivolando fra terra e cielo …
L’aria mi sferzava gli occhi e il viso,
ma io mi sentivo quasi in paradiso …
Poi tornavo a casa con le prime stelle,

Ricordi

Foto Luigi Boschi: Mare d'inverno Foto Luigi Boschi: Mare d'inverno

Il mare attenua, ma non colma, né lenisce
il vuoto affettivo
dell’anima.
Il ritorno sui luoghi
lascia sempre
l’amaro
perché non ci sono più
i sentimenti che accompagnavano e abitavano lo spirito, i sogni,
quei profumi della gioventù dispersi.
Gli stessi luoghi
divengono un altro mondo… distaccato
quasi non lo riconosci.
Sembra di rivedere tutto
attraverso una cameracar,
manca la regia del cuore.
Senza cuore cambiano anche i profumi dei luoghi,
rimane, solo dentro di sé, l’unicum
del ricordo vissuto
non più rivivibile.
E così la vita,
un unicum di ricordi, di luoghi, di essenze… di amore
svaniti.
terminati.
La tua storia.
(Parma, 17/12/2016)

Luigi Boschi

Discorso di Camus, Premio Nobel per la letteratura nel 1957

Ricevendo il premio di cui la vostra libera Accademia ha voluto onorarmi, la mia grande gratitudine era tanto più profonda quanto più mi misuravo fino a qual punto la ricompensa oltrepassava i miei meriti personali. Ogni uomo, e a maggior ragione ogni artista, desidera ottenere dei riconoscimenti. Anch’io lo desidero, ma non mi è stato possibile apprendere la vostra decisione senza confrontare la sua grande rinomanza con quello che io realmente sono, un uomo quasi giovane, ricco soltanto dei suoi dubbi e di una opera ancora in cantiere, abituato a vivere nella solitudine del lavoro o nel rifugio dell’amicizia, come potrebbe non apprendere con una specie di panico una decisione che lo porta d’un colpo, solo e quasi ridotto a se stesso, al centro di una luce sfolgorante? Con quale animo poteva ricevere quest’onore nell’ora in cui in Europa altri scrittori, fra i più grandi, sono ridotti al silenzio e nel momento stesso in cui la sua terra natale è tormentata da una continua sventura?
Ho conosciuto questo smarrimento e questo turbamento interiore. Per ritrovare la pace insomma ho dovuto rimettermi in regola con una sorte troppo generosa. E poiché non potevo farlo facendo leva sui miei soli meriti ho trovato, come aiuto, ciò che mi ha sostenuto nelle circostanze più difficili durante la mia vita: l’idea che mi son creata della mia arte e della missione dello scrittore. Lasciate che in un sentimento di riconoscenza e di amicizia vi dica, con la massima semplicità, quale sia questa idea.
Personalmente non potrei vivere senza la mia arte, ma non l’ho mai posta al di sopra di tutto: se mi è necessaria, è invece perché non si estranea da nessuno e mi permette di vivere come sono al livello di tutti. L’arte non è ai miei occhi gioia solitaria: è invece un mezzo per commuovere il maggior numero di uomini offrendo loro un’immagine privilegiata delle sofferenze e delle gioie di tutti.

Parma, Io Non ci sto!

Parma,Io Non ci sto!

Parma, Io non ci sto!
Verrà il tempo in cui saranno in molti a doversi vergognare
per aver sostenuto F. Pizzarotti, così come è avvenuto per Vignali e prima ancora per Ubaldi... Una città in cui la Magistratura è spesso complice e inadeguata al suo ruolo che deprime l'etica civica.
Il tempo ha maturato le loro semine e scoperto le piaghe del malaffare.
Le disgrazie, infatti, si rivelano nel tempo sono la conseguenza di comportamenti dissipatori di ogni bene comune, come si è fatto e si fa a Parma da anni (certamente dopo il '93).

Retrospettiva: pensare è competere col delirio

Foto e elaborazione digitale: Luigi Boschi - Retrospettiva, pensare è competere col delirio

Colui che sa non crede più a tutte le fandonie generate dal desiderio e dal pensiero, esce dalla corrente, non acconsente più all'inganno. Pensare partecipa della inesauribile illusione che genera a divora se stessa, avida di perpetuarsi e distruggersi, pensare è competere col delirio. In tanta febbre, di sensato ci sono soltanto le pause in cui tiriamo il fiato, i momenti di sosta in cui dominiamo il nostro affanno: l'esperienza del vuoto - che si confonde con la totalità di queste pause, di questi intervalli del delirio - implica l'eliminazione momentanea del desiderio, perché il desiderio che ci immerge nel non-sapere, ci fa divagare, e ci spinge a proiettare l'essere in ogni direzione, intorno a noi.
Il vuoto ci consente di mandare in rovina l'idea di essere: ma non è trascinato esso stesso in questa rovina; sopravvive a un attacco che per qualunque altra idea sarebbe autodistruttore. Vero è che il vuoto non è una idea, bensì ciò che ci aiuta a disfarci di tutte le idee. Ogni idea rappresenta un vincolo in più; bisogna sbarazzarne la mente...
Ci riusciremo solo innalzandoci al di sopra delle operazioni del pensiero: infatti, fin quando agisce e si impone, il pensiero ci impedisce di sceverare la profondità del vuoto, percettibili soltanto quando declina la febbre dell'intelligenza e del desiderio....
Le nostre frontiere, se ce n'è rimasta ancora qualcuna, si allontanano. Il vuoto -io senza io- è la liquidazione dell'avventura dell'"ego", è l'essere senza alcuna traccia d'essere , inghiottimento beato, disastro incomparabile.
Per debellare i nostri vincoli , dobbiamo imparare a non aderire più a niente, fuorché al niente della libertà...

13 agosto 2012 mi veniva diagnosticato un glioma cerebrale

Il 13 agosto 2012 mi veniva diagnosticato da Risonanza magnetica al Dalla Rosa Prati di Parma un glioma cerebrale (esame richiesto per il ripetersi, sempre più frequentemente, all'improvviso, di lievi sintomi di formicolio e astenia, in particolare al braccio e alla gamba sinistra; esame RMN che il mio medico, forse fuori dal protocollo, e per togliersi ogni dubbio, mi aveva prescritto). Non sapevo nemmeno che fosse un glioma. Lo imparai dopo nel tempo.

racconto

GLIOMA
Per dare un senso alla vita

MILANO CARLO BESTA via Celoria...

Natale per gli animali

Foto di Luigi Boschi: stalla allestita in piazza Garibaldi a Parma

Natale Per gli animali
Vedere la stalla di animali in piazza Garibaldi a Parma
e il consumo a tranci o affettato degli stessi mi ha reso di una tristezza infinita.
Che Natale può mai essere!... nella violenza e crudeltà!

Chi mangia carne
ha perso il senso della vita:

Non ci sono più suini,
ma salumi;

non ci sono più galline,
ma uova, petti, cosce;

non ci sono più mucche, vitelli,
ma bistecche, latte;

Non ci sono più pecore,
ma formaggi e lana.

La vita animale è trasformata e concepita
in cose senza vita lungo una globale filiera industriale e finanziaria
che ha distrutto l’esistenza di esseri senzienti
brutalizzata dall’esistenza dell’uomo. Che si diverte a metterli pure in mostra.
Spogliano gli animali della loro vita, avidi di tutto quel che hanno,
li riducono a prigionieri senza alcuna colpa in luoghi senza dignità.
Per avidità di denaro concentrano moltitudini di animali in spazi minimi
in cui è impossibile vivere, devastano gli ambienti trasformati in lagune di letame.
Veri campi di concentramento animale. Come nei lager. Senza pietà.
Colui che non rispetta la vita altrui, non la merita.
(Natale 2015)

Luigi Boschi

Viaggio

Foto Luigi Boschi: viaggio tra cielo, nubi e nebbia

Treno regionale veloce Bologna Bolzano. Una scritta sul tracciato: "Dio ti cerca, lasciati trovare". Non glielo ho mai impedito.
Mi ero seduto a lato corridoio di fronte a una ragazza dai capelli rosso carota, lentiggini in viso,
bellissima bocca e lunghe gambe, che cercava di gestire, in un corto vestito maglione di lana, sopra una calzamaglia nera,
con accavallamenti seducenti, ma imprigionata tra i sedili. Leggeva la "Nausea" di Sartre.

SII Gentile

"La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno."
(Alda Merini)

Tra passato e futuro

Non riesco più a vivere il presente,
sono sempre nel futuro
o nel passato
è la mia condizione mentale.
La felicità, così come il dolore,
si consumano nell'attimo presente.
E così, tra passato e futuro, ti perdi la vita.
(Parma, 31/07/2016)

Luigi Boschi

Libertà di scelta

Libertà di scelta

La Libertà consiste nell’essere consapevoli delle nostre azioni.
Un concetto di Libertà che assume un significato molto profondo, interiore, potenziante, finanche terapeutico; rimette ognuno di noi in contatto con se stesso restituendo indipendenza e autonomia, 
riequilibra il rapporto tra “orologio e bussola“, riporta al giusto peso i concetti di respons-abilità e di “colpa“: riconcilia ciò che siamo con ciò che crediamo di volere.

Ti auguro tempo di Elli Michler

         Ti auguro tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo per la vita.

                             Elli Michler
                       www.ellimichler.de
© Don Bosco Medien GmbH (casa editrice), Monaco di Baviera


Testo Originale

Ich wünsche dir Zeit

Gli Ipocriti

INFERNO canto XXIII, sesta bolgia:

“Taciti, soli, sanza compagnia
n'andavan l'un dinanzi e l’altro dopo,
come frati minor vanno per via.
 
 
“Là giù trovammo una gente dipinta
che giva intorno assai con lenti passi,
piangendo e nel sembiante stanca e vinta.
Elli avean cappe con cappucci bassi
dinanzi a li occhi, fatte de la taglia
che in Clugnì per li monaci fassi.
Di fuor dorate son, sì ch’elli abbaglia;
ma dentro tutte piombo, e gravi tanto,
che Federico la mettea di paglia.
Oh in etterno faticoso manto!
Noi ci volgemmo ancor pur a man manca
con loro insieme, intenti al tristo pianto;”
...

IPOCRITI

Ipocriti

La pioggia fine scandisce la mattina di questo 2 maggio.
Sveglia presto per affrontare ciò che già ti aspetta
e si consuma la giornata tra problemi e vicende che vorresti non avere.
La vita si consuma così per difendere te stesso dai serpenti ipocriti che ti rubano il lavoro
e si nascondono nel perbenismo conformista ladro dei loro giorni.
La giustizia che non c’è e rimani abbandonato tra le rovine del senso, nel cuore in lacrime, con le mani impotenti di lasciare e lanciare ogni cosa di questo mondo.
Vorresti strapparti via. Ma la fede te lo impedisce.
Maggio il mese di Maria. A te mi affido madre di tutti.

Sono gli ipocriti che scolpiscono ogni giorno, lautamente pagati dalla società, il dolore degli altri.
Sono cosche travestite da Fondazioni, Cooperative, Individui camuffati dalle loro professioni, Società accreditate e riconosciute per il danno sociale.
La vostra aurea apparenza esterna cela il vostro cupo pensiero reale…. Dannati sotto la cappa di piombo.  

E ricevono premi e incarichi e altari per aver preso parte con la loro ipocrisia alla rovina degli altri.
Eterni dannati sotto il piombo dell’infelicità altrui prodotta. Dovrete rendere conto della vostra ipocrisia.
Dannati nel silenzio e nel dolore piangente di voi stessi.
(Parma, 02/05/2016)

Luigi Boschi

Dante canto XXIII Inferno, sesta bolgia:

Un capitolo della storia d’Italia: Montanelli su Verdi nel 1971

Un capitolo della storia d’Italia (Montanelli su Verdi nel 1971)
dalla “Storia d’Italia” di Indro Montanelli, Rizzoli, 1971

Molti si stupiranno che un periodo così intenso di avvenimenti e di passioni come il trentennio risorgimentale sia stato, nel campo della letteratura e dell’arte, piuttosto sterile. Effettivamente esso non diede nulla da potersi raffrontare a un Manzoni o a un Leopardi. Ma il perché mi sembra evidente: fu la politica a impegnare e risucchiare tutte l’energie degl’italiani. Nati mezzo secolo prima (o mezzo secolo dopo), un D’Azeglio sarebbe stato soltanto romanziere e pittore, Ferrari uno storico, Cattaneo un sociologo. Lo furono ugualmente, ma a mezzo servizio e sempre in funzione del momento politico, che li condizionò e attrasse nell’azione. La grande impresa dell’indipendenza e dell’unità nazionale aveva bisogno di loro. Uno solo grandeggiò, nella musica. Ma vi grandeggiò appunto perché col Risorgimento s’identificò dandogli i suoi slanci, i suoi ritmi, i suoi inni, i suoi cori. Giuseppe Verdi era un compositore di razza, che in qualsiasi epoca e Paese avrebbe svettato. Ma non c’è dubbio che al suo immenso successo molto contribuì la sua capacità d’interpretare come nessuno i sentimenti e gli entusiasmi del tempo. Era la musica di Verdi che scaldando gli animi degli spettatori trasformava gli spettacoli della Scala e della Fenice in manifestazioni di patriottismo. Ed era cantando Verdi che i volontari si avviavano ai campi di battaglia. A tal punto il Risorgimento s’identifica in lui da sembrare un suo melodramma, urlante di trombe e rullante di tamburi. Ma questo non sminuisce la grandezza dell’artista. La caratterizza soltanto.

ITALO CALVINO, APOLOGO SULL’ONESTA’ NEL PAESE DEI CORROTTI

Italo Calvino

C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia…Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Giorni di Pietra

Preferirei perdere la casa 
piuttosto che perdere la tua amicizia. 
Aver dato tutto me stesso, 
mi ha bruciato la vita. 
Vorrei, a volte, sparire nel nulla...
ma non ci è concesso. 
Ogni mattina il vuoto attorno
con la mia sola creatività amica.
che nessuno vuole.
Grazie, per esserci sempre stato...
non dimenticherò mai.
Sono tempi di pietra dura, 
forgiati con l'aiuto della preghiera...
nella fede confido.
(Parma, 15/03/2016)

Luigi Boschi

François Rabelais, lettera di Gargantua al figlio Pantagruele

Mio caro figlio, 

Fra tutti i doni, grazie e prerogative onde il sovrano artefice, Dio onnipotente, ha dotato ed ornato l’umana natura fin dal suo primo cominciamento, singolare ed eccellente sembra a me la facoltà per la quale essa può, nel suo stato mortale, conseguire una sorta di immortalità e perpetuare, nel corso effimero di una vita, il proprio nome e la propria semenza. E ciò per discendenza da noi generata in legittimo matrimonio: venendoci così in qualche modo restituito quello che ci fu tolto a causa del peccato dei nostri primi parenti ai quali fu detto che, per aver disobbedito al comandamento di Dio creatore, sarebbero morti e che, con la morte, la nobilissima forma in cui l’uomo era stato plasmato sarebbe tornata nel nulla...

Madre Teresa di Calcutta: Trova il tempo

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell’anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell’eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E’ la fonte della saggezza
E’ la strada della felicità
E’ il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità
E’ la chiave del Paradiso.
 
(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)

Madre Teresa di Calcutta

Il giorno più bello. A mia figlia Jessica che Domenica si sposa

Chiesa Santa Maria Assunta Fiè allo Sciliar (BZ)

Il tuo matrimonio
sarà sempre il giorno di gioia 
per te e per voi nel futuro dei vostri giorni.
Avrai tutti con te vicino anche se lontana.
L'amore e la felicità vi accompagnino sempre 
e i vostri cuori innamorati restino sempre carichi di gioia, 
serenità, tenerezza. Non vi sia dolore che adombri il vostro sguardo, siate tra voi complici e non prevaricatori.
Il mio bacio e il mio abbraccio di  padre. 
sempre con te in ogni tua scelta. 
Saprai essere per il tuo sposo una donna meravigliosa e fedele sempre.
La tua gioia contagerà la vostra famiglia e la luce di Dio sarà sempre con voi ad alimentare la speranza.
Tutti scorgano in voi l'immensa opera di Dio. Andatene orgogliosi! Siate tra voi giusti e fedeli... onesti, veri. Dimenticate gli iniqui e le offese.
Sappiate costruire un vostro progetto di vita meraviglioso. Ogni insidia non scalfisca la vostra dimora. 
Nella gioia e nel dolore affidatevi sempre a Dio, a Maria, al ricordo di chi vi ha amato ed ora è in cielo e vi accompagna nel giorno più bello.
La tua voce unica è sempre dentro di me come i ricordi da piccola insieme al mare, della tua ruota sulla battigia al tramonto... 
il nostro viaggio insieme in auto da Milano al mare per la mia convalescenza. 
Per sempre tuo padre.  

(Parma, 18/12/2015)

Luigi Boschi 

Domenica 13 dicembre 2015 Santa Lucia

Domenica 13 dicembre 2015 Santa Lucia

C’era una volta Santa Lucia, era la notte della speranza di qualcosa che la mattina ti sarebbe stato portato in dono, come da richiesta nella tua letterina, lasciata sul tavolo insieme a un po’ di crusca per il suo asinello carico di regali.
Poi finisce il sogno e si presenta la realtà.
Eppure, dentro di me vive  ancora, quei ricordi della sera di Santa Lucia, la notte più lunga dell'anno, una tradizione che risale al medioevo XIII secolo, quei ricordi di quella fantasia sono rimasti per sempre perché qualsiasi cosa fosse era una gioia.
E abbracciavi i tuoi genitori perché avevano parlato bene di te a Santa Lucia che ti aveva portato una specie di premio.
Era una lettera a colori e con i lustrini di Natale accuratamente scritta con il cuore di bimbo, preparata molti giorni prima dell’arrivo e chiusa in una busta indirizzata a Santa Lucia.
Andavi a dormire cercando di capire a che ora sarebbe arrivata, l’avresti voluta conoscere. Ma non doveva trovarti sveglio altrimenti non si sarebbe fermata.
Cedevi al sonno incoraggiato dai genitori, e te ne andavi a dormire nella stanza fredda, sotto le coperte con le lenzuola riscaldate dalle brace nella cenere. Lo chiamavano, in campagna, “fuoco a letto”. La mattina mio padre aspettava prima di andare al lavoro che mia madre mi vestisse e mi portasse con lei giù dalle scale. Mio padre rideva e mia madre lo seguiva nelle battute che irraggiavano quella stanza... poi arrivavano i nonni e gli zii per vedere cosa mai mi avesse portato Santa Lucia. La felicità di mio padre irraggiava tutti, era così difficile in casa vederlo allegro. Ma nessuno si chiedeva perché? 
Non c’era ancora il riscaldamento con i termosifoni a casa mia arrivati alla fine degli anni 60, ma c’era il camino  e le stufe a legna in terra cotta nel tinello adiacente la cucina.

Gli animali del circo: poesia della poetessa polacca Wislawa Szymborska, Premio Nobel della Letteratura 1996.

Gli animali del circo

Gli orsi battono le zampe ritmicamente, 
la scimmia in tuta gialla va in bicicletta, 
il leone salta nel cerchio fiammeggiante, 
schiocca la frusta e suona la musichetta, 
schiocca e culla gli occhi degli animali, 
l’elefante regge un vaso sulla testa, 
e i cani ballano con passi uguali.
Mi vergogno molto, io – umano.
Divertimento pessimo quel giorno: 
gli applausi scrosciavano a cascata, 
benché la mano più lunga d’una frusta 
gettasse sulla sabbia un’ombra affilata.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti