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La vita sta cambiando pelle

Skenet

Skenet: news, opinioni, su teatro, lirica, musica classica, musicisti, programmi artistici,teatrali, gestione dei teatri, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, 2013 bicentenario verdiano, festival verdi (vedi anche tra le rubriche quella di Enrico Votio Del Refettiero e Parmamusica in Dossier)

Lunedì 27 Febbraio 2017, si terrà a Roma una manifestazione/presidio in Piazza Montecitorio con orario 10.00/14.00.

lunedì 27 Febbraio 2017, si terrà a Roma una manifestazione/presidio in Piazza Montecitorio con orario 10.00/14.00 per contrastare la legge n.160/arti 24, rivendicare l'articolo 9 della Costituzione Italiana, riaffermando la  funzione culturale delle Fondazioni come " Bene Comune". Il 23 Febbraio scorso è stato approvato in via definitiva alla Camera il Decreto Milleproroghe, che conteneva una serie di emendamenti di modifica alla legge n.160; TUTTI CASSATI. Un chiaro segnale da parte di  questo Governo, nel proseguire la sua strada senza ascoltare i Lavoratori. Ricordiamo che la stessa legge approvata nell'agosto 2016, passò con voto di fiducia.

DOCUMENTO PDF LAVORATORI TEATRO LIRICO DI CAGLIARI 

Ciò che Gustavo Dudamel non dice e, invece, dovrebbe dire - denunciare - del suo Venezuela

Pietro Acquafredda

Ciò che Gustavo Dudamel non dice e, invece, dovrebbe dire - denunciare - del suo Venezuela

Già all'apice del successo mondiale, nonostante la giovane età, chiedemmo una volta a Lang Lang, nel corso di una intervista pubblica, perché non protestava neppure timidamente per il non rispetto dei diritti fondamentali della persona nel suo paese, la Cina. Ci rispose che non gli sembrava che la libertà fosse calpestata in Cina. Bontà sua.

La stessa domanda, al tempo di Chavez, rivolgemmo a Diego Matheuz e lui glissò nella risposta, ma nel caso di Matheuz era più comprensibile. Lui giovane direttore, non certo all'apice del successo, seppure la sua fulminea carriera sul podio fosse stata benedetta e voluta nientemeno che da Claudio Abbado, non poteva esporsi più di tanto, né avrebbe avuto l'autorevolezza e l'incidenza di Lang Lang o di Gustavo Dudamel. Di cui andiamo ora a dirvi.

Gustavo Dudamel, intervistato per 'La repubblica', alla vigilia del suo 'primo' Concerto di Capodanno da Vienna, la sua consacrazione planetaria,  non una parola di condanna ha detto, esplicitamente richiesto, nei confronti di Maduro, il dittatore succeduto a Chavez, che sta riducendo nella miseria e disperazione tutto il popolo venezuelano che resta sempre ed ancora anche il paese di Dudamel, sebbene i suoi successi lo abbiamo portato da alcuni anni -  e ora ne ha trentasei appena - all'apice del successo, incoronandolo direttore di una delle compagini sinfoniche più note d'America, a Los Angeles.

IMPARIAMO IL CONCERTO: GIUSEPPE MARTINI PRESENTA MENDELSSOHN E BEETHOVEN all’Auditorium Paganini martedì 20 febbraio 2017 ore 18

Giuseppe Martini

L’incontro si tiene martedì all’Auditorium Paganini

Impariamo il concerto: racconti e ascolti dal grande repertorio sinfonico, il ciclo di conferenze e prove aperte presentato dalla Fondazione Toscanini quale introduzione al proprio ciclo di concerti della stagione Nuove Atmosfere e che è realizzato anche grazie all’apporto di Cedacri, Banca Mediolanum Parma e Dallara Automobili, prosegue martedì 28 febbraio alle ore 18 con la conferenza tenuta da Giuseppe Martini presso la sala prove dell’Auditorium Paganini. L’accesso, dalla portineria dell’Auditorium posta sul lato del parcheggio, è possibile acquistando il singolo biglietto alla cifra simbolica di 1 euro. Ciascuna conferenza del ciclo presenta al pubblico storia, aneddoti e caratteristiche di un singolo programma musicale.

In questa occasione, causa il fatto che il concerto di mercoledì 1 marzo (Turno Rosso) sarà tenuto da un’orchestra ospite e non dalla Filarmonica Toscanini come di consueto, la conferenza non sarà preceduta dall’accesso alle prove. L’ospite è infatti l’Orchestra Regionale Toscana diretta da Dietrich Paredes (uno dei migliori prodotti del Sistema musicale venezuelano creato da Abreu) con la presenza solistica del pianista Saleem Abboud Ashkar, che gli appassionati parmigiani ricorderanno nella magnifica esecuzione del Concerto di Schumann due anni or sono.

La Dichterliebe di Robert Schumann, genesi e interpretazione al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”

Il Tenore Leonardo De Lisi

La Dichterliebe di Robert Schumann, genesi e interpretazione

In Conservatorio, tre conferenze e due concerti a ingresso libero dedicati al ciclo liederistico di Robert Schumann. 

La Dicherliebe di Robert Schumann è forse il ciclo liederistico più emblematico del pieno romanticismo tedesco. Il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” propone un percorso di tre giorni con tre conferenze e due concerti dedicati a questa raccolta di Lieder. Lo fa grazie alla presenza a Parma di Leonardo De Lisi, tenore che ha conquistato prestigiosi premi nei maggiori concorsi internazionali di canto dedicati al Lied tedesco e alla vocalità da camera italiana ed internazionale, e che è oggi tra i più conosciuti interpreti italiani di questo vasto repertorio. Con lui, musicologi e alcuni docenti del Conservatorio di Parma. Mercoledì 1 marzo alle 16.00, in Auditorium del Carmine, Giordano Montecchi (docente di Storia della Musica del Conservatorio di Parma) parlerà di “Heine e Schumann. Le difformità elettive”.

ANNA BOLENA AL REGIO DI PARMA

Anna Bolena

Carlo Vitali

PARMA

Donizetti

Anna Bolena

interpreti: Y. Auyanet, R. Zanellato, S. Ganassi, P. Battaglia, G. Pelligra, M. Belli, A. Viola

direttore: Fabrizio Maria Carminati

regia: Alfonso Antoniozzi

teatro: Regio

***/**** 

L’Orso e la Cameriera: più che la “coppia iniqua” maledetta da Anna in agonia, quella degli adulteri trionfanti somiglia un duo di emarginati tipo La strada di Fellini: Enrico-Zampanò in un pelliccione talare recuperato da un deposito Caritas; Seymour-Giulietta con la sua parrucca giallo cane e la striminzita vestina nera che la fa parere non già la confidente della regina e la favorita del re, ma la serva di tutte le strafemmine in seriche toilettes da Grand Hotel anni 1930-40 folleggianti in fitta schiera alla corte più pazza del mondo. Così Alfonso Antoniozzi visualizza la sua Anna Bolena: con un occhio alla serie tivvù Downton Abbey e un altro a fondali atmosferici ispirati da Turner, vetrate di Lalique, finestroni modulari stile Tudor, cortigiani in black tie col perenne champagnino alla mano, uniformi Giorgio VI, gorgere elisabettiane, elmi, P38 e via eclettizzando. Un metodo ci sarà senz’altro, anche se lui (da uomo e cantante di spirito qual è) si rifiuta di esporlo nelle sue non-note di regia; se confidava nelle nostre capacità esegetiche, alziamo bandiera bianca e passiamo al reparto musicale.

LA PRIGIONE Teatro Due - Parma - dal 23 febbraio al 12 marzo 2017

THE BRIG

Debutta domani sera (giovedì 23 febbraio alle ore 20.30) in prima Nazionale al Teatro Due di Parma  LA PRIGIONE  (THE BRIG)  di Kenneth Brown con la regia di Raffaele Espositoultima produzione di Fondazione Teatro Due.

Nel 1963 Kenneth Brown un ex marine che era stato trenta giorni nella prigione militare di Okinawa in Giappone, compone un testo teatrale in cui descrive niente di più di quello che aveva personalmente sperimentato: il racconto della giornata tipo nel carcere marines diventa The Brig, come in gergo veniva chiamata la prigione. Il testo è scarno, crudo, violento, privo di una vera trama, ma estremamente dettagliato nella descrizione della rigidità della struttura militare e della brutalità fisica e psicologica che vige all’interno del carcere.

Ispirazione di celeberrime scene in film quali Full Metal Jacket, oltre che leggendaria messa in scena ad opera del Living Theatre, The Brig è un viaggio nella coercizione e un’incursione nei sistemi di sopraffazione e annichilimento dell’individuo, non soltanto nelle strutture militari.

Se la musica classica fa politica: una riflessione necessaria

Valery Gergiev

Enrico Votio Del Refettiero

Quando il tema è atterrato sulle pagine dell’inserto domenicale della prestigiosa Neue Zürcher Zeitung ha fatto rumore [LINK]. Anche perché nel suo dettagliato articolo del 19 Febbraio scorso il giornalista svizzero Christian Berzins si è permesso di “attaccare” indirettamente due istituzioni musicali di enorme prestigio nel paese come il Festival di Verbier e soprattutto quello di Lucerna, colpevoli di ospitare Valery Gergiev e di conseguenza di ricevere finaziamenti dalla Fondazione Neva di Ginevra, di proprietà del discusso oligarca russo Gennady Timchenko, vicino al presidente russo Vladimir Putin e proscritto nella black-list dei finanzieri colpiti dalle sanzioni dopo l’invasione della Crimea.

ValcenoArte: Liliana Amadei e Francesco Morittu in concerto

Liliana Morittu

Domenica 26 febbraio 2017 alle 17.00 nell’Oratorio di San Rocco a Vianino (Varano de’ Melegari) un nuovo appuntamento della Stagione Concertistica ValcenoArte.
Ingresso a offerta libera

Musica che nasce spontanea, come un fiore di campo, ispirata dai paesaggi della Valceno: il nuovo appuntamento della Stagione Concertistica “ValcenoArte” propone per domenica 26 febbraio alle 17.00, nell’Oratorio di San Rocco a Vianino (Varano de’ Melegari), una ricetta piuttosto insolita. Liliana Amadei (violinista del Trio Amadei) e Francesco Morittu (compositore e chitarrista cagliaritano) suoneranno infatti musiche improvvisate, create sul momento ispirandosi ad alcune foto scattate in Valceno da Flavio Nespi, assessore alla cultura del Comune di Varsi. Le immagini verranno proiettate su un telo, mentre i due musicisti ne trarranno ispirazione per le loro creazioni estemporanee. Si tratterà quindi di musica nata dalle emozioni del momento, dalle suggestioni naturali suggerite dalle foto e dalle vibrazioni del pubblico.

L’appuntamento è inserito nella Stagione Concertistica ValcenoArte 2016-2017, realizzata dall’Associazione Culturale “Utinam” con la direzione artistica del Trio Amadei, in collaborazione con Comune e Proloco di Varano de’ Melegari e con “Varano in scena”. L’ingresso è a offerta libera.

"Mozart popstar". Tornano i giovani: boom di spettatori per Classica e Opera

E' ormai più di una sorpresa: per il secondo anno le presenze crescono con percentuali a due cifre mentre le maggiori Istituzioni moltiplicano iniziative per avvicinare i più giovani alla musica e alle sedie delle loro platee. Con risultati che lasciano spesso stupefatti. Da La Fenice alla Scala, dall'Opera di Roma al San Carlo, a Santa Cecilia

Ai giovani italiani piace la musica classica. Chi frequenta le sale delle istituzioni lirico-sinfoniche e musicali nazionali lo avrà già notato, il pubblico che siede sulle poltrone in velluto non è più solo adulto. Si rinfresca, si rinnova ed è sempre più under 30 chi decide di partecipare, anche con tariffe agevolate o nell'ambito di esibizioni dedicate, a spettacoli di musica colta. Non bastava il boom di Wolfgang Amadeus Mozart, star delle vendite mondiali secondo la classifica BillBoard dell'anno, piazzatosi al primo posto sopra a mostri del pop come Beyoncé e Drake; non bastavano neanche i dati positivi della Federazione industria musicale italiana che registrano un 20% in più delle vendite di cd del repertorio classico nel 2015 rispetto al 2014 e l'ultima moda dei rave di musica classica appena sbarcati a Roma che grazie alle serate "The celestial room" portano centinaia di ragazzi a ballare fino a notte fonda sulle note di Bach e Vivaldi. A fotografare quella che sembra una vera e propria primavera del pubblico della musica classica sono i dati forniti da alcune dalle istituzioni italiane. Da Nord a Sud il trend è lo stesso: più pubblico e più giovani in sala.

Concerto Aperitivo Percussionisti, domenica 26/2, ore 11, Ridotto Teatro Regio di Parma

Francesco Migliarini

E’ nel segno di Steve Reich, il grande compositore newyorkese nato nel 1936, l’atteso concerto aperitivo dei percussionisti della Filarmonica Toscanini che si terrà domenica prossima, 26 febbraio, alle ore 11 presso il Ridotto del Teatro Regio, inserito nel cartellone 16/17 della rassegna organizzata congiuntamente da Fondazione Toscanini e Teatro Regio. Reich, considerato uno dei padri del minimalismo musicale e oggi uno dei massimi compositori viventi, ha studiato filosofia alla Cornell University e composizione alla Julliard School of Music di New York e al Mills College in California con Luciano Berio e Darius Milhaud. Nel 1966 si trasferì a New York dove fondò il gruppo Steve Reich and Musicians. Reich fa si parte, insieme a Philip Glass, La Monte Young e Terry Riley, della corrente minimalista, ma i suoi lavori prendono spunto dalla musica circolare africana e dallo studio di quella asiatica. Premio Pulitzer per la musica nel 2009 con il brano Double Sextet, nel 2014 gli è stato assegnato dalla Biennale Musica di Venezia il Leone d'oro alla carriera. Le sue opere sono state eseguite dalle più famose orchestre (dalla London Symphony Orchestra alla New York Philharmonic) nelle maggiori sale del mondo e sono state spesso fonte di ispirazione per i maggiori coreografi del Novecento, da Jiri Kylian a Alvin Ailey, da Jerome Robbins a Maurice Bèjart.

COMIN' JAZZ 2017

Comin' Jazz

FESTIVAL di musica jazz della città di COMO

Un'eccezionale settimana di musica travolge Como con il Comin' Jazzfestival della musica jazz. La manifestazione alla sua prima edizione coinvolge l'intera città da giovedì 9 a mercoledì 15 marzo 2017 con un ricco programma di eventi, concerti, marching band, rivolto ad appassionati del genere e a neofiti, oltre a iniziative dedicate alle scuole. 

"L'Assessorato alla Cultura del Comune di Como, in collaborazione con Teatro Sociale, Nerolidio Music Factory, Nota su Nota, Music For Green e Jazz Club di Como, ha ideato Comin' Jazz con lo scopo di rilanciare la vocazione musicale della città, valorizzare i talenti locali e portare a Como musicisti di fama internazionale, all'interno di un contesto dinamico e creativo come quello di un Festival" dichiara l'Assessore Luigi Cavadini.

A Milano la nuova piece di Nicola Russo sulla grande Nina Simone

Nina, storia di un concerto

NovaraJazz è felice di sostenere il nuovo spettacolo di Nicola Russo intitolato "Nina (Monteaux 1976)" che andrà in scena al Teatro Elfo Puccini (Sala Bausch) di Milano dal 21 al 26 febbraio (dal martedì al sabato ore 19:30; domenica 15:30)È di nuovo una donna, un'artista della scena a ispirare il lavoro di Nicola, ma questa volta il suo sguardo originale indaga la performance straordinaria di una musicista di fama mondiale. Lo spettacolo ripercorre il concerto di Nina Simone al Montreux Jazz Festival del 1976. In scena il punto di vista della grande pianista e cantante nei cinquanta minuti della sua esibizione che ha segnato il suo ritorno alle scene, dopo alcuni anni passati in Africa lontano dallo show business. Il monologo, interpretato da una straordinaria Sara Borsarelli, è un flusso di pensiero che racconta in prima persona un momento della carriera della grande cantante e pianista, ma è anche una riflessione sul teatro, sullo stare in scena, su quel nucleo di necessità che permette a un artista di raggiungere la qualità nel proprio lavoro. La partitura scenica, davvero innovativa, fa sì che le immagini originali realizzate dal videoartista Lorenzo Lupano si intreccino al corpo e alla voce di Sara Borsarelli secondo un lavoro di missaggio in diretta.

La Filarmonica Arturo Toscanini, diretta da Alpesh Chauhan con il pianista Olli Mustonen, interpreterà musiche di Kodály, Mozart e Sibelius all'Auditorium Paganini di Parma

Alpesh Chauhan

CHAUHAN E MUSTONEN AL PAGANINI
Giovedì e sabato doppio concerto della Filarmonica Arturo Toscanini
In programma musiche di Kodály, Mozart e Sibelius

I due attesissimi concerti di giovedì 23 e sabato 25 febbraio, con inizio fissato alle ore 20.30 in entrambi i casi, saranno i primi che Alpesh Chauhan dirigerà nella sua nuova veste di direttore principale designato della Filarmonica Toscanini, carica che assumerà il prossimo settembre. Reduce da un trionfo londinese con la London Symphony Orchestra ed il pianista Benjamin Grosvenor, Chauhan, oramai conteso dalle maggiori orchestre europee, dirigerà un programma i cui concerti sono inseriti sia nel Turno Verde (giovedì) e in quello Rosso (sabato) di Nuove Atmosfere, la stagione sinfonica della Filarmonica Toscanini che si tiene all’Auditorium Paganini.

Canto, fuoco e misura. Schubert e Mendelssohn nell’Auditorium del Carmine di Parma

Canto, fuoco e misura. Schubert e Mendelssohn

Martedì 21 febbraio 2017, alle 20.30 nell’Auditorium del Carmine, il secondo appuntamento de “I Concerti del Boito”: il pianista Marco Laganà interpreta musiche di Schubert e Mendelssohn. Ingresso libero 

Un’occasione per immergersi nel clima espressivo del romanticismo, tra miniature pianistiche che racchiudono un mondo affettivo concentrato in poche battute, coniugando impeti emotivi, passioni e momenti più riflessivi e intimi. È quanto propone il concerto “Canto, fuoco e misura. Schubert e Mendelssohn”, secondo appuntamento de “I Concerti del Boito”, rassegna organizzata dal Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma: martedì 21 febbraio 2017 alle 20.30, nell’Auditorium del Carmine, sarà il pianista Marco Laganà a interpretare alcune composizioni di Franz Schubert e Felix Mendelssohn. 

Di Schubert, Laganà suonerà la Sonata in la maggiore op. 120, D. 664 – caratterizzata dal tono affettivo intimo e tenero, immagine della più tradizionale Vienna dell’epoca – e i Quattro improvvisi op. 90, D. 899, in cui l’autore esprime con poche pennellate una sensazione, uno stato d'animo o un pensiero fugace, sia di gioia che di tristezza. Di Mendelssohn verranno interpretate le Sei Romanze senza parole op. 53 – sorta di Lieder senza testo, ricchi di lirismo strumentale – e le Variations sérieuses op. 54, in cui si alternano momenti di assorto intimismo e altri di accesa passionalità. Docente di pianoforte del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, Marco Laganà è stato premiato in diversi concorsi nazionali e internazionali e ha tenuto concerti come solista e in diverse formazioni cameristiche in Italia, Romania, Germania, Russia, Spagna, Brasile. 

IMPARIAMO IL CONCERTO: FRANCO SGRIGNOLI PRESENTA KODALY, MOZART E SIBELIUS mercoledì 22 febbraio alle 18 all’Auditorium Paganini

Franco Sgrignoli

IMPARIAMO IL CONCERTO: FRANCO SGRIGNOLI PRESENTA KODALY, MOZART E SIBELIUS
Incontro e anteprima si tengono all’Auditorium Paganini


Impariamo il concerto: racconti e ascolti dal grande repertorio sinfonico, il ciclo di conferenze e prove aperte presentato dalla Fondazione Toscanini e che è realizzato anche grazie all’apporto di Cedacri, Banca Mediolanum Parma e Dallara Automobili, prosegue il proprio calendario con l’appuntamento di mercoledì 22 febbraio alle 18, tenuto da Franco Sgrignoli presso la Sala Prove dell’Auditorium Paganini (ingresso dal lato parcheggio). L’anteprima al concerto è prevista per le ore 15 dello stesso giorno, sempre presso l’Auditorium, ma con accesso dall’ingresso principale. L’ingresso al duplice appuntamento è possibile acquistando il singolo biglietto alla cifra simbolica di 1 euro.

STAGIONE CONCERTISTICA AL TEATRO REGIO DI PARMA: TRIO DI PARMA, ALESSANDRO CARBONARE, GUGLIELMO PELLARIN domenica 26 febbraio 2017, ore 20.30

Trio di Parma

STAGIONE CONCERTISTICA

TRIO DI PARMA, ALESSANDRO CARBONARE, GUGLIELMO PELLARIN

L’ensemble da camera in un concerto interamente dedicato a Johannes Brahms

Teatro Regio di Parma domenica 26 febbraio 2017, ore 20.30 

Prosegue nel segno della musica da camera la Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma, realizzata in collaborazione con Società dei Concerti di Parma, che, domenica 26 febbraio 2017, alle ore 20.30, vedrà protagonisti il Trio di Parma con Alessandro Carbonare e Guglielmo Pellarin, in un concerto interamente dedicato a Johannes Brahms. 

All’ensemble formato da Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al volino ed Enrico Bronzi al violoncello si affiancheranno in questa occasione due fra i più apprezzati strumentisti, Alessandro Carbonare al clarinetto e Guglielmo Pellarin al corno. 

In programma tre dei sei trii composti da Brahms, limpida testimonianza dello stile e delle spiccate capacità inventive del compositore: il Trio n. 2 per violino, violoncello e pianoforte, in do maggiore, op. 87; il Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte, in la minore, op. 114 e il Trio per violino, corno e pianoforte, in mi bemolle maggiore, op. 40. 

RAPHAEL GUALAZZI AL FESTIVAL VERDI 2017 al Teatro Farnese mercoledì 18 ottobre 2017, ore 20.30

Il cantautore in un concerto esclusivo dedicato a Giuseppe Verdi 
Teatro Farnese mercoledì 18 ottobre 2017, ore 20.30 

Il talento e l’energia di Raphael Gualazzi incontrano Giuseppe Verdi nel concerto esclusivo che l’artista dedica al Maestro nell’ambito del Festival Verdi mercoledì 18 ottobre 2017, alle ore 20.30, al Teatro Farnese. 

Dopo l’omaggio al Maestro in occasione del bicentenario verdiano, con una personale rilettura dell’aria del Duca di Mantova, “Questa o quella per me pari non sono”, inserita nell’album “Happy Mistake”, il cantautore torna a farsi affascinare da Verdi, con un concerto a lui interamente dedicato, nell’ambito diAroundVerdi, ove il Festival amplia i confini dell’opera lirica per dare spazio ad altri linguaggi espressivi che stimolino nuove riflessioni intorno all’opera verdiana. 

CRISTINA ZAVALLONI AI CONCERTI APERITIVO domenica 19 febbraio ore 11 al Ridotto del Teatro Regio di Parma

Zavalloni Cristina

CRISTINA ZAVALLONI AI CONCERTI APERITIVO. La famosa cantante bolognese interpreta i popular songs.
Giocoli dirige l’ensemble della Filarmonica Toscanini

Quello di domenica 19 febbraio alle ore 11 è davvero uno dei più importanti appuntamenti della stagione dei Concerti Aperitivo al Ridotto del Regio 2016/17 organizzata congiuntamente dalla Fondazione Toscanini e dalla Fondazione Teatro Regio e giunta alla quinta edizione.

LE NOZZE DI FIGARO DALLA DUTCH NATIONAL OPERA su grande schermo al Ridotto del Teatro Regio di Parma

LE NOZZE DI FIGARO DALLA DUTCH NATIONAL OPERA

Il capolavoro di Mozart su grande schermo

per la rassegna che ci porta all’opera nei teatri d’Europa

Ridotto del Teatro Regio di Parma

sabato 18 febbraio 2017, ore 16.00

ingresso libero 

Prosegue con Le nozze di Figaro, sabato 18 febbraio 2017 alle ore 16.00 al Ridotto del Teatro con ingresso libero, LiveOpera, la rassegna del Teatro Regio di Parma per vivere su grande schermo l’emozione dell’opera dai teatri d’Europa. 

Il capolavoro buffo di Wolfgang Amadeus Mozart, prima opera della trilogia italiana, sarà presentato nella produzione della Dutch National Opera di Amsterdam, con la regia di David Bösch, le scene di Patrick Bannwart, i costumi di Meentje Nielsen e le luci di Olaf Winter. A dirigere la brillante partitura, Ivor Bolton sul podio della Netherlands Chamber Orchestra e del Coro della Dutch National Opera, alla guida del cast con protagonisti Alex Esposito (Figaro), Christiane Karg (Susanna), Stéphane Degout (Il Conte di Almaviva), Eleonora Buratto (La Contessa di Almaviva), Marianne Crebassa (Cherubino). 

Presentati i lavori di restauro, manutenzione straordinaria e cura del Teatro Regio di Parma, realizzati negli ultimi due anni

Presentati i lavori di restauro, manutenzione straordinaria e cura del Teatro Regio, realizzati negli ultimi due anni. 

Un complesso e ampio programma di interventi di restauro, manutenzione straordinaria e cura del Teatro Regio è stato attivato e realizzato a partire da febbraio 2015 grazie al sostengo del Comune di Parma, ai finanziamenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del bicentenario verdiano e al sostegno di privati. 

Il programma di interventi, il più ampio e sistematico degli ultimi quindici anni, ha coinvolto diversi spazi del Teatro: quelli di pertinenza del pubblico (la Sala, il Foyer, la Biglietteria, il Ridotto), il palcoscenico, le sale prove, i laboratori, gli uffici, ed è stato messo in atto per consentire al Teatro Regio di potenziare la propria attività ai livelli cui è giunto negli ultimi due anni e per adeguarsi ai nuovi standard di sicurezza, in particolare con l’importante obiettivo, tra gli altri, di ottenere il CPI - certificato di prevenzione incendi, di cui il Teatro Regio è ancora sprovvisto, e il cui conseguimento apporterà anche benefici economici in termini di risparmio delle risorse richieste al Teatro Regio per la sicurezza a ogni apertura di sipario. 

Carlo Felice, futuro in salita: «Servono sponsor»

Claudio Cabona

Genova - Un’importante iniezione di vitamine che, però, non cura il febbrone. L’arrivo dei 13 milioni previsti dalle legge Bray, manca solo la registrazione da parte della Corte dei Conti, «un atto formale» dice il sovrintendente Maurizio Roi, permette di tirare un sospiro di sollievo al Carlo Felice dopo un’attesa di oltre un anno.

Un passo avanti che consente di affrontare la crisi con più serenità, ma i problemi strutturali rimangono. Ieri, infatti, è arrivata l’ufficialità dell’annullamento di cinque repliche complessive per tre opere diverse, “Don Carlo”, “Maria Stuarda” e la “Turandot”. «È un colpo di immagine pesante, ne siamo consapevoli – ammette Roi – abbiamo deciso di accorpare le date perché questo ci consente di avere un po’ di liquidità immediata. Uno dei nostri problemi principali è proprio questo: non disponiamo di liquidità da utilizzare subito. È una decisione che mette in leggera difficoltà il pubblico, ma che sappiamo essere dalla nostra parte. Il nostro obiettivo è quello di salvare il Carlo Felice. Questa decisione è molto diversa dalla scelta di annullare la messa in scena dell’opera “La Rondine”, in quel caso mancavano proprio i soldi. Questi accorpamenti, invece, sono stati decisi con consapevolezza».

Annullamenti a cui si è tentato di dare un bilanciamento con la presentazione dell’opera “Così fan tutte” di Mozart, con l’ultima regia dell’indimenticato maestro Ettore Scola, in programma dal 17 al 22 febbraio. Inoltre è stato sostituito il balletto “Don Quijote” con il balletto “Carmen”.

L’ENSEMBLE ELLISSI AI CONCERTI APERITIVO al Ridotto Teatro Regio di Parma del 12/2/17, ore 11

Bakanova Elena

In programma opere di Saint-Saens, Braga, Schumann e Beethoven con il soprano Elena Bakanova

Si intitola Cartoline romantiche il Concerto Aperitivo al Ridotto del Teatro Regio in programma domenica prossima, 12 febbraio, alle ore 11. L’Ensemble Elissi, formato dal soprano Elena Bakanova, dal violinista Daniele Ruzza, dalla violista Carmen Condur , dalla violoncellista Diana Cahanescu e dal pianista Raffaele Mascolo, presenterà un programma di grande interesse che, attraverso brani  poco noti di grandi autori, esplora la dimensione romantica attraverso la musica, partendo dall’età del suo fulgore sino agli albori del Novecento.

Muti: la lezione di Toscanini – il senso della necessità

Riccardo Muti ricorda Toscanini

Muti: la lezione di Toscanini – il senso della necessità 

Quanto incontro Muti, al termine della coinvolgente conversazione insieme a Sachs al Regio, ho ancora addosso l’intensa emozione destata da quell’ultimo spezzone di film proposto a conclusione della sera in cui Toscanini dirige il Preludio del < Tristano>. < Impressionante> concorda Muti, nel rilevare come quella tensione fosse tutta ricavata dall’interno, guidata da una necessità che non consentiva altre digressioni né altri sovraccarichi , come lasciava intendere quell’occhio penetrante non meno che l’essenzialità di quel gesto che riassumeva ogni più minuto dettaglio senza mai allentare la profondità del respiro. Un <Tristano> di un Toscanini ormai ottantenne che evocava le forti suggestioni ricevute dalla musica di Wagner  fin quando era ancora studente al Conservatorio di Parma, una vera e propria iniziazione pensando come Toscanini si fosse tuffato entro il gorgo oscuro del mondo wagneriano cercando di percepirne le ragioni che innervavano la novità di quel linguaggio, passaggio necessario alla scoperta della grandezza di Verdi; non solo dell’ultimo Verdi, ha insistito ancora l’altra sera Muti, ma quello della prima maturità, il Verdi di quel < Trovatore> “ riscoperto” da Toscanini quando con sorpresa lo propose alla Scala nel 1902.

Mauro Meli the day after Cassazione

Cassazione

Enrico Votio del Refettiero

Tra letterattura e ricorsi, la perigliosa vita del Maestro Mauro Meli

Dopo averci deliziato con i suoi esordi letterari de La musica al rovescio, pubblicata dalla casa editrice Ponte delle Grazie – dicono i ben informati – dietro robuste pressioni di eminenti legulei in confraterno grembiulino, il Maestro Meli un vero “rovescio” lo subisce dalla Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 620 del 12 Gennaio 2017 [DOC.PDF] rigetta il ricorso relativo a una contestata liquidazione, a titolo di trattamento di fine rapporto per il periodo tra l’Agosto 1996 e il Gennaio 2004 nel quale il nostro aveva imperversato come Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari. Insomma, non contento del colossale buco da 25 milioni di Euro provocato alle casse della Fondazione, documentato nella relazione della Corte dei Conti [ relazione Corte dei Conti ], Mauro Meli si era pure assegnato una lauta “buonuscita”!

La Filarmonica Arturo Toscanini, diretta da Francesco Lanzillotta con la presenza del violoncellista Enrico Dindo, interpreterà musiche di Schumann e Schoenberg.

LANZILLOTTA E DINDO AL PAGANINI Venerdì e sabato doppio concerto della Filarmonica Arturo Toscanini
In programma musiche di Schumann e Schoenberg

Francesco Lanzillotta ritorna sul podio della Filarmonica Toscanini venerdì 3 e sabato 4 febbraio, con inizio fissato alle ore 20.30 in entrambi i casi e concerti inseriti rispettivamente nel Turno Verde e in quello Rosso di Nuove Atmosfere, la stagione sinfonica della Filarmonica Toscanini che si tiene all’Auditorium Paganini. A fianco a lui il celebre violoncellista Enrico Dindo, che interpreterà il celebre Concerto per violoncello e orchestra in la minore di Robert Schumann op.129, che il grande compositore tedesco scrisse nel 1850 e che ebbe però vita tormentata come molte delle sue opere. Venne eseguito solo dieci anni dopo (quattro dopo la morte di  Schumann) ma è oggi universalmente considerato uno dei massimi risultati della letteratura per violoncello e orchestra, genere che, di fatto, Schumann recuperò al repertorio. Prima di questo lavoro, infatti, si colloca cronologicamente il Concerto n. 2 di Haydn, composto nel 1786, ben 64 anni prima. Molto diverso il secondo brano in programma, la versione per orchestra da camera che Cliff Colnot, celebre arrangiatore e direttore d’orchestra americano, ha ricavato dal monumentale poema sinfonico Pelleas und Melisande op.5 di Arnold Schoenberg, composto tra il 1902 e il 1903, revisionato dallo stesso musicista nel 1913 e nel 1918 e ispirato al dramma omonimo di Maurice Maeterlinck (quasi coetanea ma molto diversa è la versione operistica di Debussy). Dopo una prima esecuzione nel 1905 segnata da critiche e reazioni furibonde, il lavoro è oggi parte, con crescente successo, del repertorio sinfonico contemporaneo.

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