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Skenet: news, opinioni, su teatro, lirica, musica classica, musicisti, programmi artistici,teatrali, gestione dei teatri, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, 2013 bicentenario verdiano, festival verdi (vedi anche tra le rubriche quella di Enrico Votio Del Refettiero e Parmamusica in Dossier)

CONCORSO INTERNAZIONALE DI DIREZIONE D’ORCHESTRA “ARTURO TOSCANINI”,i primi 12 selezionati

Gianluigi Gelmetti

Concorso internazionale di direzione d’orchestra “Arturo Toscanini”

Ecco i primi 12 selezionati per le eliminatorie di maggio Gianluigi Gelmetti è il nuovo presidente della Giuria Internazionale 

Dodici giovani direttori d’orchestra (e fra questi due donne) hanno superato la prima fase della Decima Edizione del Concorso internazionale di direzione d’orchestra «Arturo Toscanini». 

La commissione selezionatrice, presieduta da Rosetta Cucchi, direttore artistico della Fondazione Arturo Toscanini, dopo la scomparsa del M.° Alberto Zedda avvenuta lo scorso 6 marzo, ha definito nei giorni scorsi i concorrenti ammessi alla prima fase del concorso triennale, dopo aver analizzato i video dei 159 candidati, dai 18 ai 34 anni, appartenenti a 34 diversi paesi (dodici di essi erano donne). 

Sono stati scelti: Cha Woong (Corea del Sud), Yuga Cohler (USA), Nicolas Ellis (Canada), Andreas Hjort Eriksson (Svezia), Farhad Mahani (Iran), Ciaran Mcauley (Irlanda), Vincenzo Milletarì (Italia), Anna Rakitina (Russia), Dawid Runtz (Polonia), Kleanthe Russo (Italia), Lena-Lisa Wustendorfer (Svizzera), Valentino Alfredo Zangara (Italia). Quattro le riserve, che interverranno - in caso di rinunce dei precedenti candidati - in quest’ordine: prima Stijn Berkouwer (Olanda) e poi Michele Spotti (Italia), Johannes Marszovsky (Germania) e Piero Lombardi Iglesias (Spagna). 

Tradizione e contemporaneità Il linguaggio del Jazz tra canzoni e forme libere. Martedì 21 Marzo 2017, ore 20.30, Auditorium del Carmine di Parma

Trio Jazz

Tradizione e contemporaneità Il linguaggio del Jazz tra canzoni e forme libere
Alberto Tacchini (pianoforte)Roberto Bonati (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria) in concerto. Martedì 21 Marzo 2017, ore 20.30,
Auditorium del Carmine. Ingresso libero

L’avventura del Trio formato da Alberto Tacchini (pianoforte), Roberto Bonati (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria) ha avuto inizio in occasione del Festival Verdi 2011: un incontro intenso tra tre musicisti, accomunati da affinità di visione e prospettive. Martedì 21 Marzo alle 20.30, nell’Auditorium del Carmine, il Trio propone un percorso dal titolo “Tradizione e contemporaneità. Il linguaggio del Jazz tra canzoni e forme libere”, evento inserito ne “I Concerti del Boito”, rassegna organizzata dal Conservatorio di Musica di Parma. La musica è pensata dai suoi componenti in un'ottica cameristica, che sviluppa le originali caratteristiche dei tre musicisti: tre solisti in un gruppo da camera. I programmi dei loro concerti sono quindi strutturati per trovare una possibilità di sviluppo attraverso l’improvvisazione.

BARTÓK E BEETHOVEN A NUOVE ATMOSFERE mercoledì 29 marzo 2017 ore 20,30 all’Auditorium Paganini

Mihaela Costea Francesco Lanzillotta

BARTÓK E BEETHOVEN A NUOVE ATMOSFERE
La Filarmonica Arturo Toscanini nella Serie Tutti per Uno
con Francesco Lanzillotta e Mihaela Costea

Il secondo appuntamento della serie Tutti per Uno, inserito nel calendario 2016/2017 di Nuove Atmosfere, va in scena mercoledì 29 marzo all’Auditorium Paganini, con inizio sempre fissato alle 20.30. La Filarmonica Arturo Toscanini, guidata dal suo direttore principale Francesco Lanzillotta, affronterà un programma tanto affascinante quanto variegato. Nella prima parte sarà Mihaela Costea, spalla della Filarmonica, a confrontarsi con lo spiccato virtuosismo imposto dalle Rapsodie n.1 Sz 87 e n.2 Sz 90 per violino e orchestra di Béla Bartόk.

IMPARIAMO IL CONCERTO: ILARIA NOTARI E FRANCESCO LANZILLOTTA PRESENTANO BARTÓK E BEETHOVEN

IMPARIAMO IL CONCERTO: ILARIA NOTARI E FRANCESCO LANZILLOTTA PRESENTANO BARTÓK E BEETHOVEN
L’incontro si tiene mercoledì all’Auditorium Paganini

Impariamo il concerto: racconti e ascolti dal grande repertorio sinfonico. 
Il ciclo di conferenze e prove aperte presentato dalla Fondazione Toscanini, prosegue con l' undicesimo appuntamento, fissato per martedì 28 marzo. L’anteprima al concerto (ore 15 presso l’Auditorium Paganini con accesso dall’ingresso principale) sarà seguita alle 18, presso la sala prove dello stesso Auditorium, dall’attesa conferenza tenuta insieme da Ilaria Notari, noto volto televisivo parmense ma anche grande esperta di musica, e Francesco Lanzillotta, direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini. L’accesso al duplice appuntamento è possibile acquistando il singolo biglietto alla cifra simbolica di 1 euro.

I tre brani in programma, scelti da Lanzillotta per il secondo concerto della serie Tutti per Uno, stagione nella quale i ruoli solistici sono ricoperti dalle prime parti dell’orchestra cittadina, sono le Rapsodie n.1 Sz 87 e n.2 Sz 90 per violino e orchestra di Béla Bartòk, i due virtuosistici lavori che il grande compositore ungherese scrisse nel 1928 arrangiandoli per orchestra l’anno successivo e la Sinfonia n.1 in do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven. Mentre i due primi brani, interpretati da Mihaela Costea, sono l’espressione della volontà del compositore di fondere la musica popolare mitteleuropea (in questo caso rumena) nel repertorio orchestrale, la Sinfonia beethoveniana, composta tra il 1799 ed il 1800, è il primo approccio del trentenne autore al genere principe della musica da concerto e resta un lavoro sospeso, ancora lontano dalla genialità che sarebbe arrivata pochi anni dopo.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE A FIRENZE IL 27 Marzo 2017

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI DEL CORO, DELL'ORCHESTRA, DEI BALLERINI E DEI TECNICI DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

Lunedì 27 marzo i lavoratori del Comitato Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche parteciperanno alla manifestazione indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal a Firenze con tutte le 14 Fondazioni italiane. 

La protesta fa parte della serie di iniziative di contrasto all'art.24 della legge 160 che declassa le fondazioni, precarizza i lavoratori e mortifica la produzione operistica in caso di mancato pareggio di bilancio, a fronte di uno stanziamento del Fondo Unico per lo Spettacolo già inadeguato e che colloca l'Italia penultima in Ue per investimento in cultura. 

Il concentramento è previsto in piazza San Firenze alle 10,30 e al termine della manifestazione sarà fatto un presidio di fronte alla Prefettura tra le 12,30 e le 13, e sarà chiesto un incontro col Prefetto.

I lavoratori delle Fondazioni daranno vita a importanti momenti musicali e di protesta per esprimere il loro totale dissenso al disegno politico culturale italiano.  

Il Comitato prevede una massiccia partecipazione dei lavoratori provenienti da tutta Italia per quella che sarà la più importante manifestazione del settore degli ultimi 12 anni.

I LAVORATORI DEL COMITATO NAZIONALE delle FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

Un libro e una mostra fotografica su Arturo Toscanini inaugurano le celebrazioni del 150° anniversario

Libro su Toscanini

Al via le Celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Arturo Toscanini, per ricordare la figura di uno dei maggiori direttori d’orchestra. 
Presentata la riedizione del libro “Arturo Toscanini. Vita, immagini, ritratti”; pubblicato dalla STEP in collaborazione con la Fondazione Arturo Toscanini e la Casa della Musica, in una nuova edizione arricchita per un totale di quasi trecento pagine.

"Accanto ai testi di Gaspare Nello Vetro e di Gustavo Marchesi si affiancano tre interventi, rivisitati e nuovi" ha spiegato il Sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini il Maestro Luigi Ferrari "Uno di Marco Capra, nel quale si evidenzia come l’apporto dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, che si avventarono sulla figura di Toscanini, direttore sempre rivolto alla musica e mai all’obiettivo, abbia prodotto, forse ben oltre le sue intenzioni, la decisiva prevalenza della figura dell’interprete su quella del compositore. Uno di Federica Biancheri sul fondo archivistico di uno degli amici più intimi di Toscanini, il pianista Horszowski, donato nel 2010 dalla vedova all’Archivio Storico del Teatro Regio di Parma. Infine un testo di Giuseppe Martini sulla vicenda sentimentale che legò segretamente, per molti anni, Toscanini alla pianista Ada Mainardi; miniere documentarie che aggiungono toni e sfumature all’interpretazione di una delle figure più simboliche del Novecento: come dimostra del resto questo stesso libro, impreziosito da una strepitosa selezione di immagini già raccolte da Nicola Luberto, Francesca Montresor e dal mai dimenticato Vincenzo Raffaele Segreto. Un racconto per immagini che appartiene alla città e al mondo."

CHAILLY: «COSÌ TOSCANINI HA CAMBIATO IL MESTIERE DEL DIRETTORE D’ORCHESTRA»

MATTIA L. PALMA

Simbolo stesso della direzione d’orchestra, protagonista musicale alla Scala e nel mondo da cui ormai è assente da sessant’anni, Arturo Toscanini non poteva essere ignorato nel suo 150esimo compleanno. Soprattutto dal teatro di cui è stato direttore musicale per ben tre mandati: ovviamente la Scala, che lo celebrerà il 25 marzo nel nome di Verdi e Beethoven. Sul podio Riccardo Chailly, che occupa a Milano e Lucerna le medesime posizioni che furono di Toscanini.

Maestro, ci aiuti a contestualizzare la celebrazione di Toscanini alla Scala.

«Si tratta di una figura imprescindibile per il nostro teatro, anche al di là della questione musicale. Quando arrivò nel 1901, Toscanini iniziò una vera e propria riforma: dall’illuminazione scenica, alla costruzione della buca d’orchestra. Ma si è occupato anche di tutto ciò che sta intorno a uno spettacolo: il buio in sala, l’intransigenza con i ritardatari e l’abolizione dei bis, nella convinzione che la totalità di uno spettacolo non vada mai interrotta, con una sensibilità straordinaria per quel tempo».

Come ha costruito il programma del concerto del 25 marzo?

«Ho pensato a Beethoven e Verdi, che insieme a Brahms e Wagner sono tra gli autori che più si collegano a Toscanini. Interessanti e significative le sue incisioni della Settima sinfonia: un modo atipico e rivoluzionario di interpretare Beethoven, sia nell’esecuzione con la New York Philharmonic del ’39, sia nel ciclo con la NBC Symphony Orchestra degli anni 50. Toscanini è stato il primo a tornare al testo scritto e ai metronomi di Beethoven, con un atteggiamento persino provocatorio. Penso alla piega nuova data al secondo movimento, l’Allegretto, tradizionalmente interpretato come una marcia funebre, ma eseguito da Toscanini con un andamento molto più scorrevole».

LO STRING & SONG ENSEMBLE AI CONCERTI APERITIVO AL RIDOTTO DEL REGIO DI PARMA IL 26.03.2017, ore 11

CURIOSANDO TRA LE CORDE: LO STRING & SONG ENSEMBLE AI CONCERTI APERITIVO del 26.03.2017, ore 11

L’undicesimo appuntamento con i Concerti Aperitivo al Ridotto del Regio, la fortunata rassegna cameristica organizzata congiuntamente da Fondazione Arturo Toscanini e Fondazione Teatro Regio di Parma, presenterà un variegato programma dedicato a musiche sicuramente non note ma di enorme fascino e di sicuro spirito musicale. Curiosando tra le corde del String & Song Ensemble composto da Julia Geller e Jasenka Tomic (violini), Diana Cahanescu (violoncello) Davide Burani (arpa), troveremo infatti un programma tutto da scoprire. Non a caso il sottotitolo del programma è “umori, sentimenti, memorie” e corrisponde perfettamente  alle tracce culturali e musicali che pervadono una serie di brani che dalla metà dell’Ottocento si spingono sino a un secolo dopo.

Riapre a Parma al Conservatorio Arrigo Boito lo studio di Arturo Toscanini

Visita al prezioso patrimonio conservato nel museo all'interno del Conservatorio Arrigo Boito, che raccoglie la vita del grande direttore parmigiano e torna agibile e visitabile in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario della nascita. Il direttore Cenni: "Un patrimonio storico universale"

di ALESSANDRO TRENTADUE

Al centro della stanza c'è il pianoforte. Lo Steinway donato ad Arturo Toscanini dal genero Vladimir Horowitz. Con la dedicata autografa in occasione delle nozze nel 1934 del grande pianista russo con Wanda Toscanini.

Lei, la figlia del grande direttore d'orchestra, che per 55 anni visse accanto a un altro genio: Horowitz. "Al caro maestro con affetto e devozione. Volodia", recita la targa dorata all'ombra delle corde e dei martelletti. Volodia, diminutivo affettuoso di Vladimir, concesso solo alle persone più care.

Il saluto di Gabriele D'Annunzio "al prode Artù": sempre lui, Arturo Toscanini. In una foto del poeta con dedica datata 1916 incorniciata sulla scrivania usata dal direttore d'orchestra. Un'altra foto con dedica: quella che Debussy fece a Toscanini in occasione della prima del Pelléas et Mélisande alla Scala di Milano nel 1908. Ancora, la dedica di Pizzetti su una rara edizione dell'Alceste di Gluck del 1769.

Opera di Firenze. Arriva Cristiano Chiarot come sovrintendente...Lascerà La Fenice

Cristiano Chiarot

Pietro Acquafreedda

Il consiglio di indirizzo, organo amministrativo dell'Opera di Firenze, presieduto dal sindaco Dario Nardella, ha deciso per il dopo Bianchi, il sovrintendente che ha rassegnato anzitempo le dimissioni, per tornare al suo lavoro di avvocato 'più remurato e più soddisfacente'.

Toscanini sei un mito

Toscanini sei un mito

TOSCANINI SEI UN MITO
Alla Casa della Musica il nuovo progetto educational creato per le Celebrazioni Toscaniniane

Iniziano giovedì alle 10.30, presso la Sala dei Concerti della Casa della Musica, i tre giorni di celebrazioni e iniziative dedicate al 150° anniversario della nascita di Arturo Toscanini Arturo Toscanini e volute dal Comitato promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e coordinato dalla Fondazione Arturo Toscanini, al quale hanno aderito una lunga serie di istituzioni delle città dove più evidente e profondo è stato il passaggio del Maestro.

Il programma inizia con un progetto dedicato al mondo della scuola e ideato dal settore Educational della Fondazione. Lo spettacolo, dal titoloToscanini sei un mito, è realizzato in collaborazione con Casa della Musica – Parma e in coproduzione con Hera comm, partner istituzionale della Filarmonica Toscanini, vuole esplorare l’odierno significato della lezione e dell’eredità di Toscanini, presentandolo ai più giovani. Interpreti ne saranno Roberto Recchia, cui si deve anche la regia dello spettacolo, e l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna diretta da Alessandro Nidi. Lo spettacolo si avvale anche, come parte del progetto educational 2016/2017 della Fondazione Toscanini - del sostegno di Cedacri Impresa amica della scuola.

A Mozart quel che è di Mozart

Mozart

Pietro Acquafredda

Bach è il Battista. Haydn Dio padre, Mozart, il Figlio di Dio, e Beethoven lo Spirito santo. Schubert l'Evangelista.

Ecco la teologia sulla quale la musicologia europea avrebbe fondato la sua fede, e che due musicologi coniugi italiani, Luca Bianchini ed Anna Trombetta, con una loro ricerca intitolata. 'Mozart. La caduta degli dei' intendono disconoscere anzi demolire dalle fondamenta, perchè eretica.

Del loro libro, uscito l'anno scorso e e della cui esistenza, dato il successo, si sono lette già molte recensioni, si accorge solo ora una rivista musicale italiana, che affida la recensione confutativa delle tesi dei due, ad un musicologo che si getta nell'impresa anima e corpo, e con armi filologiche affilate.

La tesi - ed è ciò che principalmente ha fatto scalpore - è che Mozart non era quello che una certa musicologia agiografica ci ha tramandato. Non era così come ce lo hanno tramandato nella persona - e fin qui poco importa tutto sommato - ma non era così neanche come musicista. Davvero? Sì, rispondono i due musicologi.

Giacomo Puccini, Sonatore del Regno, di Pietro Acquafredda. Edizioni Clichy.

Giacomo Puccini Sonatore del Regno di Pietro Acquafredda
Pietro Acquafredda

L'editore fiorentino Clichy pubblica, nella collana degli 'elefantini', un volumetto di oltre 120 pagine, al prezzo popolare di 6.90 Euro. E' dedicato a Giacomo Puccini, è nient'altro che la sua biografia che si legge tutta d'un fiato - come è convinto l'editore ed anche l'autore - ma che tutta d'un fiato non è stata certamente scritta.

 Si tratta - ve lo dice l'autore e dunque credetegli - di una biografia 'd'autore'. Nel senso che  il volumetto colleziona brani tratti dall'epistolario del musicista, da testimonianze di amici e conoscenti (attentamente vagliati, per non mischiare grano ad erbacce fra le tante cresciute sulla sua fama ed i suoi vezzi) e da episodi che non sfuggirono, per l'importanza del personaggio, alla cronaca giornalistica, ripresi e rimessi in ordine cronologico per offrire di Puccini la storia della sua vita, dalla nascita alla morte e sepoltura.

 Si parte dall'Atto di battesimo con la curiosa sfilza di nomi dati al neonato  e che rappresenta l'eredità di tutta la sua famiglia (i primi quattro, dal trisnonno al padre), una specie di 'memento' del suo albero genealogico maschile, e si finisce con la prematura morte, avvenuta a Bruxelles, a causa di un tumore alla gola, alla sua temporanea sepoltura nella tomba della famiglia Toscanini e Milano - senza dimenticare gli attriti che ebbe con il maestro, che una volta definì perfino 'porco' -  ed alla sepoltura definitiva  nella amatissima 'Torre del Lago'.

 E fra la nascita e morte, la ricca sfaccettata natura del musicista. Dagli anni di studio al Conservatorio di  Milano ai primi successi e al suo riconoscimento mondiale.

MORAVIA E LA MUSICA

Pietro Acquafredda

Accingendoci a rileggere tutti gli scritti 'musicali' di Alberto Moravia, fin qui reperiti - i suoi  testi, cioè, che parlano direttamente di musica: nella gran parte riflessioni o brevi saggi - non sembri superfluo liberare subito il campo da qualche equivoco che alcuni di essi potrebbero generare, a causa dei titoli, ma solo per quelli, mutuati da celebri melodrammi; mentre sulla musica in questi testi  non si legge una sola parola.

Aggiungiamo che i testi di argomento musicale di Moravia sono in numero assai modesto, per nulla paragonabili a quelli sul cinema e sul teatro, ma anche sulla pittura - ai quali pure accenneremo - settori che lo scrittore padroneggiava con sicurezza e professionalità, avendo al cinema ed al teatro, accanto a quella di romanziere, dedicato parte consistente della propria attività, senza che ciò debba, affrettatamente, farci concludere su una sua sostanziale estraneità e totale indifferenza al mondo della musica.

ANNULLO POSTALE PER IL 150° DELLA NASCITA DI ARTURO TOSCANINI

Annullo Postale Toscanini per il 150°

Sabato 25 marzo, dalle 11 alle 17 e presso la nuova sede della Fondazione Arturo Toscanini, sarà realizzato per tutti gli appassionati filatelici e il pubblico che visiterà il Centro di Produzione Musicale di Viale Barilla 27/a, uno speciale annullo filatelico realizzato da Poste Italiane e della Fondazione Toscanini per ricordare i 150 anni della nascita del grande direttore d’orchestra parmigiano, nato appunto il 25 marzo 1867 in una povera casa dell’Oltretorrente e destinato a diventare il simbolo stesso della moderna direzione d’orchestra.

L’annullo sarà posto in vendita a 10 € in un elegante folder (A Parma, con Toscanini) che comprende tre cartoline commemorative tratte dall’archivio della Contessa Emanuela di Castelbarco, nipote del Maestro. La prima cartolina ritrae Arturo Toscanini nel 1908, l’anno del suo debutto al Metropolitan di New York. Nella seconda il Maestro è ritratto, con il cane di famiglia Picciù, al Festival wagneriano di Bayreuth nel 1930. La terza cartolina, un ritratto di Arturo Toscanini nella sua casa di Milano, è un’immagine del 1954 scattata da David “Chim” Seymour, il celebre fotografo cofondatore di Magnum che morì tragicamente a Suez due anni dopo. Chi non vuole acquistare il folder avrà la possibilità di acquistare separatamente le cartoline al prezzo di 4 euro cadauna.

In questa occasione, e sempre presso la postazione URP/Biglietteria posta nell’atrio d’ingresso del nuovo CPM Toscanini, sarà possibile acquistare – al prezzo di 15 euro - anche la spilla commemorativa dei 150 anni di Toscanini , che rappresenta, su fondo rosso, la celebre caricatura che del Maestro fece il tenore Enrico Caruso.

Mozart non è una bufala

 Mozart

Carlo Vitali

Sulla rete impazza un libro "contro" Mozart (Mozart. La Caduta degli dei). Lo abbiamo letto. Ed è pieno di errori e cantonate

“La Jupiter, la Haffner, la Posthorn, la Parigi, la Praga. Sono tra le sinfonie di maggior successo di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essere di Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca Bianchini e Anna Trombetta […]”, scrive “Il Fatto quotidiano”.

L’ORCHESTRA VERDI DI MILANO AL PAGANINI giovedì 23 marzo alle ore 20.30 dirige Bignamini con musiche di Beethoven e Schubert

Giovanni Andrea Zanon

L’ORCHESTRA VERDI DI MILANO AL PAGANINI
Con il direttore Bignamini e il violinista Zanon

In programma musiche di Beethoven e Schubert

Programma

LUDWIG VAN BEETHOVEN    - Concerto per violino e orchestra n. 20 in re maggiore op.61 K.466 - durata 42 minuti

FRANZ SCHUBERT     - Sinfonia n.8 in si minore “Incompiuta” D. 759 - durata 45 minuti 

Tradizione e contemporaneità Il linguaggio del Jazz tra canzoni e forme libere. Martedì 21 Marzo 2017, ore 20.30, Auditorium del Carmine di Parma.

I Concerti del Boito

Tradizione e contemporaneità

Il linguaggio del Jazz tra canzoni e forme libere

Alberto Tacchini (pianoforte)Roberto Bonati (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria) in concerto. Martedì 21 Marzo 2017, ore 20.30,

Auditorium del Carmine. Ingresso libero 

L’avventura del Trio formato da Alberto Tacchini (pianoforte), Roberto Bonati (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria) ha avuto inizio in occasione del Festival Verdi 2011: un incontro intenso tra tre musicisti, accomunati da affinità di visione e prospettive. Martedì 21 Marzo alle 20.30, nell’Auditorium del Carmine, il Trio propone un percorso dal titolo “Tradizione e contemporaneità.

IMPARIAMO IL CONCERTO: CARLO LO PRESTI PRESENTA SCHUBERT E BEETHOVEN

IMPARIAMO IL CONCERTO: CARLO LO PRESTI

PRESENTA SCHUBERT E BEETHOVEN

L’incontro si tiene mercoledì 22 marzo ore 18 all’Auditorium Paganini in Sala Prove

Impariamo il concerto: racconti e ascolti dal grande repertorio sinfonico, il ciclo di conferenze e prove aperte presentato dalla Fondazione Toscanini quale introduzione al proprio ciclo di concerti della stagione Nuove Atmosfere, prosegue mercoledì 22 marzo alle ore 18 con la conferenza tenuta da Carlo Lo Presti (che sostituisce Marco Capra) presso la sala prove dell’Auditorium Paganini. L’iniziativa è realizzata anche grazie a Cedacri, Banca Mediolanum Parma e Dallara Automobili. Hera Comm è partner istituzionale della Filarmonica Toscanini, così come Cepim lo è della Fondazione Toscanini. L’accesso, dalla portineria dell’Auditorium posta sul lato del parcheggio, è possibile acquistando il singolo biglietto alla cifra simbolica di 1 euro. Ciascuna conferenza del ciclo presenta al pubblico storia, aneddoti e caratteristiche di un singolo programma musicale.

In questa occasione, causa il fatto che il successivo concerto di giovedì 23 marzo (Turno Verde, inizio alle 20.30) sarà tenuto da un’orchestra ospite e non dalla Filarmonica Toscanini come di consueto, la conferenza non sarà preceduta dall’accesso alle prove. L’ospite è infatti l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, cara al Maestro Romano Gandolfi, che sarà diretta da Jader Bignamini (una presenza ben conosciuta dagli appassionati d’opera e in particolare dagli spettatori del Festival Verdi) con la presenza solistica del violinista Giovanni Andrea Zanon, uno dei maggiori talenti della giovanissima scuola italiana.

Harvey Sachs: "Toscanini era il Re Artù della musica ma detestava il narcisismo"

Il grande direttore d'orchestra nasceva centocinquant'anni fa. Parla il suo principale studioso, che sta aggiornandone la biografia

di LEONETTA BENTIVOGLIO

Chissà se è già stato sviscerato tutto riguardo ad Arturo Toscanini, maestro intellettualmente possente e fisicamente minuto (aveva il carisma tremendo di molti piccoletti) che nel Novecento rivoluzionò la direzione orchestrale, edificando l'immagine del sommo direttore così come la conosciamo oggi. Fiumi di parole sono stati spesi su questo campione, di cui si cele brano i 150 anni dalla nascita e i 60 dalla morte (nacque a Parma nel 1867 e morì nella casa newyorkese di Riverdale nel 1957).

LA SCALA E CHAILLY CELEBRANO 150 ANNI DI TOSCANINI

Il 25 marzo Orchestra e Coro eseguono la Settima di Beethoven e l’Inno delle Nazioni alla presenza del Presidente della Repubblica 

Il 25 marzo, 150° anniversario della nascita di Arturo Toscanini, il Direttore Musicale del Teatro alla Scala Riccardo Chailly dirigerà Coro e Orchestra del Teatro in un concerto straordinario in occasione del 150° compleanno dell’uomo che più di ogni altro ha segnato la storia della direzione d’orchestra, non solo alla Scala. In sala è annunciato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Riccardo Chailly, che è oggi Direttore Musicale del Teatro alla Scala e Direttore dell’Orchestra del Festival di Lucerna, posizioni occupate entrambe a suo tempo da Toscanini, ha scelto per il concerto un programma che unisce nei nomi di Beethoven e Verdi due grandi tradizioni musicali cui il grande direttore dedicò eguale passione, dedizione, rigore.

Sabato 25 marzo 2017 ore 11 inaugurazione nuova sede del Centro di Produzione Musicale Arturo Toscanini

Foto Luigi Boschi: CPM della Fondazione Arturo Toscanini

L'inaugurazione ufficiale del Centro di Produzione Musicale “Arturo Toscanini”, nella nuova sede della Fondazione, avverrà il prossimo sabato 25 marzo, in occasione del 150° anniversario della nascita del Maestro, alle ore 11.
Il Centro sarà aperto alla cittadinanza con proiezioni, momenti musicali e iniziative diverse nel ricordo del Maestro.
Sarà presentata la ricollocazione della statua di Arturo Toscanini realizzata e restaurata dallo scultore Maurizio Zaccardi. 

CPM della Fondazione Arturo Toscanini

 

 

E' morto il maestro Alberto Zedda

Aveva 89 anni, protagonista Renaissance rossiniana

E' morto a Pesaro, all'età di 89 anni, il maestro Alberto Zedda, già direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano, del Carlo Felice e del Rossini Opera Festival. Era nato a Milano il 2 gennaio del 1928. Zedda, che ha legato il suo nome soprattutto alla Renaissance rossiniana, vinse nel 1957 il concorso internazionale della Rai per direttori d'orchestra: da allora, una lunga carriera sul podio dei teatri italiani più prestigiosi. Aveva anche insegnato Storia della musica presso l'Università di Urbino.

Musicologo finissimo, Zedda è stato con il sovrintendente Gianfranco Mariotti fra i fondatori del Festival dedicato a Rossini, e curatore di molte edizioni critiche rossiniane: la ''Cenerentola'', ''Il Barbiere di Siviglia'', ''La Gazza Ladra'', ''Semiramide'', ''Adelaide di Borgogna''. Ha diretto orchestre a Berlino, Vienna, Amsterdam, Praga, Varsavia e Lisbona, mantenendo sempre un legame speciale con Pesaro, di cui era cittadino onorario e dove aveva stabilito la residenza. Il 28 febbraio scorso avrebbe dovuto dirigere la Cenerentola in forma di concerto al Teatro Rossini, in chiusura della settimana di celebrazioni per il 'non compleanno' di Rossini. I postumi di un intervento chirurgico gli avevano impedito di salire sul podio (sostituito da Manlio Benzi), ma in un messaggio Zedda aveva incoraggiato gli interpreti, fra cui alcuni degli elementi più brillanti usciti dalle ultime edizioni dell'Accademia Rossiniana e le allieve del conservatorio. ''Sarà una serata indimenticabile, anche senza di me'', le sue ultime parole rivolte agli appassionati di Rossini. (ANSA)

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