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Skenet: news, opinioni, su teatro, lirica, musica classica, musicisti, programmi artistici,teatrali, gestione dei teatri, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, 2013 bicentenario verdiano, festival verdi (vedi anche tra le rubriche quella di Enrico Votio Del Refettiero e Parmamusica in Dossier)

Fondazione Toscanini: la Cgil la pensa così

Negli ultimi tempi la "Gazzetta di Parma" ha dato spazio a diverse voci, che si sono espresse con giudizi per lo più drastici e senza appello sulla gestione  e la sorte della Fondazione Arturo Toscanini. Articoli a firma di movimenti o partiti politici, che denunciano una parziale e distorta conoscenza della realtà lavorativa della Fondazione.

Non ci interessa entrare in polemica con gli autori; in alcuni casi si sono toccati argomenti delicati e oggetto di vera discussione.

Ci  interessa - al contrario - ripristinare se possibile una informazione più conforme alla realtà sullo stato di salute sia artistico che economico della Fondazione, ma soprattutto riportare nell'alveo naturale del confronto sindacale interno le questioni di carattere lavorativo.

L'Orchestra Toscanini  ha sempre, dal '75 in poi, costituito uno dei veicoli promozionali della cultura musicale in Emilia-Romagna.

E' opportuno ricordare quindi  che l'orchestra stabile ha intrapreso con successo la produzione della lirica ed è ormai punto di riferimento nel panorama musicale italiano come componente di produzioni presenti in città e teatri importanti.

La lirica quindi come base di produzione centrale per operazioni di livello e qualità e come fonte di risposte occupazionali sia sul fronte artistico che su quello tecnico.

Il bilancio, dal momento di massima difficoltà di alcuni anni fa, si è notevolmente irrobustito; segno di un'attività complessa ma in buona salute, senza dimenticare che permangono preoccupazioni riferite alle incertezze dei continui tagli al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo).

FONDAZIONE TOSCANINI UDC E CORRETTA INFORMAZIONE

Ancora una volta l'Udc, chiamata in causa nelle parole di un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma di giovedì 15 u.s, deve fare alcune puntualizzazioni. Ci si rende sempre più conto che chi scrive non sempre è così informato come dovrebbe.

FONDAZIONE TOSCANINI: NON SI RISPONDE ALL'ETICA COL DIRITTO

A settembre, mi sembra, si dovrà nominare il "sovrintendente" della Fondazione Toscanini. Vedremo se i rappresentanti della Regione e delle Istituzioni eletti nel Consiglio di Amministrazione adotteranno le stesse logiche applicate con Pinelli (Dir. Gen. AUSL PR).

L'attuale Sovrintendente è in carica da oltre venti anni!! Dal trombone alla sovrintendenza passando prima per la direzione generale. Ora sappiamo tutti che gli incarichi ad aeternum, se non giustificati per meriti o necessità, non sono mai auspicabili in quanto generatori spesso di clientelismo, cronicizzazione organizzativa, potere arbitrario. Non sarà forse il caso della Toscanini, ogni riferimento a persone, fatti, organizzazioni, ovviamente, è puramente casuale, ma forse un nuovo vento potrebbe risvegliare gli animi ed evitare litigiosità finite anche in tribunale (vedi caso Rastelli) forse per troppo zelo e prepotenza.

Presidente De Rosa, le devo poi una risposta alla sua lettera e non so purtroppo quando questa mia sarà o se verrà pubblicata. Vede, forse non ha compreso, che lei non è a me che risponde, né alle mie personali opinioni, ma ai lettori di uno radicato e storico giornale locale, di qualificati giornali online, che hanno ritenuto di pubblicare la mia opinione, e a un rappresentante di un Movimento, "Sorgenti", pubblicamente costituito, col quale mi firmo, e che rappresenta una pluralità di pensiero e di persone.

LA FONDAZIONE TOSCANINI

Egregio direttore,

la sequela di inesattezze pubblicata dal suo giornale tra le "opinioni" a firma del signor Boschi, mi ha convinto che sarebbe opportuno consigliare al medesimo la lettura del nostro statuto, facilmente reperibile sul sito internet della Fondazione Toscanini.

Egli potrà così almeno correttamente informarsi sugli Organi della Fondazione, apprendere che esiste un Consiglio di Amministrazione, che la Toscanini è ente di diritto privato e quali siano compiti, poteri e responsabilità del Sovrintendente prof. Baratta, che opera in esecuzione di delibere del CDA e che gode di piena fiducia da parte mia e degli amministratori.

Non entro nel merito delle personalissime "opinioni" che la Gazzetta ha riportato, il cui contenuto appare censurabile sotto diversi aspetti e, se del caso, in altra sede, ma non mi esimo dal richiedere che i nostri musicisti non siano relegati al rango di "orchestrali" come sono stati definiti più volte. Essi sono, come tutti sanno, "professori d'orchestra". (Gazzetta di Parma, 17/07/2004)

Antonio De Rosa
Presidente della Fondazione Arturo Toscanini

TOSCANINI NON BARATTA

Forse è il caso che Errani, Bernazzoli e Ubaldi si incontrino perché la situazione della Fondazione Toscanini sta degenerando se non la è già. Lo strapotere esercitato da Baratta, il Sovrintendente, offende e causa danni alla cultura musicale e alla meritocrazia artistica all´interno dei complessi della Fondazione (orchestre e coro).

A Parma, quale onore.

Maazel: "E' una gioia dirigere qui questa orchestra"

(Gazzetta di Parma) A Parma con amore: firmato Lorin Maazel e la Filarmonica Arturo Toscanini. Venerdì alle 21.30, grande concerto in Piazza Duomo: in programma la Sinfonia n. 9 dal Nuovo Mondo di Antonin Dvoràk e i poemi sinfonici Le Fontane di Roma e I Pini di Roma di Ottorino Respighi. Sul podio della Filarmonica Toscanini, complesso strumentale d'eccellenza della Fondazione Arturo Toscanini, il suo celeberrimo direttore musicale: Lorin Maazel. Il Maestro statunitense -come divulgato con grande evidenza dalla "Gazzetta di Parma" e dalla stampa internazionale- ha ricevuto l'ivestitura ufficiale il 10 maggio scorso al Liceu di Barcellona, accogliendo in dono una lettera autografa di Arturo Toscanini.

Il concerto del 2 luglio è dedicato all'associazione i "Amici della Fondazione Filarmonica Toscanini" (il sodalizio di privati e imprese nato a Parma il 26 aprile 2004) che in grande stile si presenta così alla città di Verdi e Toscanini, promuovendo l'evento come serata di gala in onore della "petite capitale" sede stabile della Filarmonica.

L'Udc su Teatro Regio e Fondazione Toscanini

Nei giorni scorsi l'Udc aveva già espresso forti dubbi sulla gestione dei fondi regionali erogati alla Toscanini e sulla mancata cerimonia di investitura di Lorin Maazel in una delle città della Regione Emilia Romagna, socio di referimento primario della Toscanini e privato di tale "onore". La Toscanini sente ora la necessità di far omaggio alla città di Parma di un concerto della Filarmonica diretta dal M° Maazel in piazza Duomo. La notizia viene data in anteprima dal principe Diofebo Meli Lupi nell'ambito di un programma su una emittente locale. L'Udc si augura che questo "omaggio" (che dovrebbe svolgersi ai primi di luglio) sia gratuito come lo è stato il Galà in onore di Carlo Bergonzi al Regio di Parma, il dubbio sorge in quanto i biglietti per il concerto di Bergonzi a Busseto organizzato dalla Toscanini, non vengono offerti gratis come a Parma e sicuramente dalla nostra città non parteciperanno in molti alla festa in onore del tenore: non tanto perché si paga, quanto per il fatto che si paga per un evento già fruito gratuitamente al Regio di Parma.

Le critiche alla Toscanini

Signor direttore,
giovedì 3 è apparsa l'opinione di Italo Fiorani Verardi, segretario provinciale Fistel Cisl sulla Orchestra Toscanini. In particolare su quella che lui chiama "Filarmonica" che critica senza conoscerne la natura.
Si tratta di una iniziativa che fa riferimento a una vera e propria orchestra presente a Busseto negli anni in cui il Maestro Verdi si formava culturalmente , musicalmente e maturava la rotta chje avrebbe scelto nella vita.
Si chiamava "I Filarmonici di Busseto" e ha avuto e ha una rilevanza culturale enorme. Il Verardi non fa alcun cenno a Busseto, forse perché non sa. In tal caso dovrebbe astenersi dal dare sentenze su cose che non sa, oppure perché la sua opinione è stata suggerita e indotta da chi ha interesse ad affossare la Toscanini magari proprio perché fa cose egrege a Busseto.

Ciò detto Fiorani afferma:
-che la Toscanini ha debiti;
-che la causa sono i Filarmonici di Busseto;
-che usa fondi pubblici;
-che ci sono fumose critiche artistiche;
-ancor più fumosi problemi sindacali.
Se l'ipotesi da me fatta, che insinua il sospetto che l'opinione sia indotta, è vera, tutto questo è pretestuoso e, probabilmente non vero.

Quale futuro per la Fondazione Toscanini?

Abbiamo appreso nei giorni scorsi che è nato un sodalizio a sostegno del gioiello dell'attività della Toscanini denominata Filarmonica. Nel frattempo la Fondazione navigherebbe nei debiti a causa degli affitti da pagare e del mancato pagamento da parte del Comune di Parma della quota sociale. A nostro modesto avviso crediamo che la Filarmonica sia la vera causa del bilancio deficitario. Questo ridondante progetto, finanziato attraverso i fondi pubblici (il maggior socio della Fondazione è la Regione Emilia-Romagna) è il vero buco nero. I costi dovuti agli ingaggi di grandi direttori d'orchestra e al personale orchestrale, le grandi tournée non coperte finanziariamente, hanno portato allo sconfortante bilancio del precedente esercizio. Ma la cosa ancor più grave è l'abbandono, quasi fosse un valore residuale, della attività condotta con l'Orchestra stabile della Toscanini. Strategie artistiche ed organizzative in continuo divenire e della durata di una o due stagioni si sono susseguite negli ultimi anni, senza che fosse perseguita una reale politica di qualità, anzi preferendo criteri quantitativi: la "produzione" di spettacoli appariva l'unico vero scopo di politica culturale.

La costituzione di un'orchestra che agisce fuori degli schemi sia contrattuali sia storici rispetto alla Fondazione e al gruppo dipendente che la costituisce, sancisce il fallimento di un progetto che voleva porsi all'avanguardia sul mercato dello spettacolo, parole spesso citate e scritte dagli organi dirigenti.

Antiplagio denuncia Ente Lirico di Cagliari

Da 'La Nuova Sardegna' del 3 febbraio 2004

Il dopo Meli - Spuntano carte scottanti, ma sono solo quelle pubblicate nell'autunno di tre anni fa - Teatro: s'indaga per malversazione - Pagamenti in contanti vietati dalla legge all'agente di Maazel - La Procura ha disposto l'acquisizione di alcuni documenti

di Mauro Lissia

CAGLIARI - La vecchia inchiesta giudiziaria sulla gestione del teatro lirico riemerge d'improvviso: secondo l'Agenzia Italia ora si parla di malversazione. A indagare è la Polizia tributaria, d'intesa con il sostituto procuratore Guido Pani. I filoni d'indagine sono molteplici e partono da una denuncia presentata nell'autunno del 2000 dal ‘Telefono Antiplagio' di Giovanni Panunzio, pubblicata in perfetta solitudine dalla Nuova Sardegna il 27 ottobre dello stesso anno. In quei tempi il sovrintendente Mauro Meli, era di moda e nessun'altra testata osava metterne in discussione le scelte operative e amministrative.
Ora, con Meli ormai a Milano, s'è aperta la caccia all'assente e ricompaiono d'incanto ‘documenti esclusivi' ampiamente diffusi e poi utilizzati per interrogazioni alla Regione dai consiglieri del Movimento Cesare Corda e dal socialista Mondino Ibba, poi anche dal parlamentare di An Guglielmo Rositani. Fra questi un contratto firmato da Meli e la società Starsound con sede a Dublino dell'agente di spettacolo Valentin Proszynski, lo stesso che cura gli interessi del direttore della Scala di Milano, Riccardo Muti.

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