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La vita sta cambiando pelle

Società e cronaca

Società e cronaca: raccolta di notizie, informazioni con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Milano, sabato 5 maggio corteo anti Eni: anarchici in arrivo da Italia e Europa. Black bloc e rischio disordini

Allerta per la manifestazione con partenza dalla Stazione Centrale. Lo slogan online: attacchiamo i padroni. Il percorso lungo il quartiere Isola. Digos e carabinieri sono preparati alla possibilità di un raduno violento

di Gianni Santucci

Milano- Il corteo partirà dalla stazione Centrale (alle 15) e si concluderà in via Imbonati, all’angolo con via Bodio, dopo essere passato per via Pola, piazzale Lagosta, piazzale Segrino, via Alserio e via Carlo Farini. La manifestazione contro l’Eni, in programma per sabato 5 maggio, ha avuto una lunga fase preparatoria. Per discutere di «neo colonialismo» sono state organizzate nelle scorse settimane assemblee in varie città italiane, da Torino, a Milano, a Trento. Una geografia che collega i principali gruppi anarchici del Nord Italia, quelli che con certezza si troveranno in Centrale per la «manifestazione nazionale». È l’appuntamento principale di una campagna che riunisce anche i movimenti di protesta contro la costruzione del gasdotto Tap in Puglia e che, per la tematica geopolitica internazionale, potrebbe richiamare i gruppi «neri» dall’estero (Francia, Svizzera, Germania). È su questo scacchiere che stanno lavorando da settimane gli esperti della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri, di fronte al rischio di un raduno violento, secondo derive che a Milano si sono fermate al 1° maggio 2015, giorno di inaugurazione dell’Expo.

Record di Comuni sciolti per mafia, sono già 12 da inizio anno

ANDREA FIORAVANTI

A questo ritmo il 2018 sarà l’anno peggiore da quando esiste la legge. Nove su dieci sono in Campania, Calabria e Sicilia. I sindaci: “la norma del 1991 è troppo severa”

Torino - La mafia uccide solo d’estate ma si infiltra nei piccoli Comuni italiani tutto l’anno. L’allarme l’ha lanciato Avviso pubblico, associazione di enti locali per la formazione civile contro le mafie [LINK] Solo nei primi quattro mesi del 2018 il Consiglio dei ministri ne ha già sciolti dodici. Gli ultimi cinque, il 26 aprile, tutti nel Sud Italia. Tra questi ci sono anche Platì, in provincia di Reggio Calabria, già sciolto quattro volte per infiltrazione mafiosa e Limbadi, nel vibonese, dove lo scorso 9 aprile un’autobomba piazzata su una Ford Fiesta uccise Matteo Vinci che aveva denunciato la sorella di un boss dopo una lite per questioni di vicinato. 

Dal 1991 a oggi sono stati 308 gli enti locali commissariati per infiltrazioni mafiose. Più di un terzo negli ultimi sei anni (101). Solo l’anno scorso sono stati 21, ovvero una media di due scioglimenti al mese. E se il buongiorno si vede dal mattino, a questo ritmo il 2018 rischia di superare il record storico di Comuni sciolti: 34 nel 1993. In quell’anno ci furono sette attentati mafiosi, tra cui uno agli Uffizi di Firenze che provocò cinque morti.  

A caccia di campi nel Sud del mondo: gli Stati ricchi depredano i contadini

Multinazionali e Paesi occidentali possiedono un’area pari a 8 volte il Portogallo. Alle imprese italiane contratti per oltre 1 milione di ettari in Romania e Africa

Solo nel 2016 in tutto il mondo sono stati uccisi 200 difensori della terra. Non sono supereroi, ma contadini e attivisti, spesso donne, che si sono battuti, e hanno perso la vita, per evitare che i loro campi, soprattutto nei Paesi nel Sud del mondo, venissero venduti o dati in affitto a imprese, spesso multinazionali con sedi in piccoli stati che operano come piattaforme per le operazioni delle multinazionali e di società finanziarie. Non è un caso, allora, che al quarto posto tra i maggiori investitori ci sia Singapore, città-stato che conta 63 contratti per oltre 3 milioni di ettari in 27 paesi, soprattutto in Africa centrale e Asia sud-orientale. E al decimo posto ci sia il Liechtenstein che controlla quasi 1,5 milioni di ettari sparsi nel mondo. La classifica dei «padroni della terra» è contenuta nel rapporto realizzato dalla Focsiv, la federazione dei volontari nel mondo e dal Cidse, l’alleanza delle ong cattoliche internazionali, che fotografa il fenomeno dell’accaparramento della terra, meglio conosciuto come «land grabbing».  

Ad oggi 88 milioni di ettari, cioè una porzione di mondo grande otto volte il Portogallo, non è più nelle disponibilità delle comunità locali. I nuovi proprietari, o i gestori incontrastati, sono imprese americane, o di Malesia, Cina, Singapore. E c’è anche l’Italia che non è nella top 10, ma gioca comunque la sua partita: le imprese tricolori hanno in mano 30 contratti stipulati in 13 Paesi per 1,1 milioni di ettari concentrati soprattutto in Romania e in Gabon, Liberia, Etiopia e Senegal. Per i ricercatori, «buona parte degli investimenti italiani riguardano la produzione di legname e fibre, e i bio-carburanti». 

GLI ATTORI E GLI OBIETTIVI  

MIO AMICO E MAESTRO PROF. ROBERTO MARZIANTONIO SI È SPENTO NELLA SUA ORVIETO

Roberto Marziantonio

Ne ho avuto notizia solo oggi da una ex collega di Agenzia, ma la sua scomparsa risale all'08 marzo 2018. Con lui ho trascorso i miei anni professionali a Milano.
Mi scrisse nel suo primo libro che mi regalò: "A luigi Boschi, con l'augurio di un futuro professionale che spero di aver avviato nel modo migliore... e tanta pazienza!!!
Con Simpatia 1/08/85
Roberto Marziantonio 

Dedica di Roberto Marziantonio a Luigi Boschi

Roberto fu per me un secondo padre. Mi accolse nel suo studio al mio ritorno dall'Inghilterra (1983) e mi offrì subito al primo colloquio un posto di lavoro remunerato. Fu il primo a farlo. "Se vuole-mi disse-lunedì può iniziare qui con me" . Fu una bella storia.
Negli ultimi anni ci sentivamo solo al telefono, risiedendo lui ad Orvieto, non più a Milano. Erano telefonate tra amici di lunga data, scherzose e sempre di incoraggiamento. L'ultima qualche mese fa dopo Natale, "Quando vengo a Milano, ci vediamo volentieri" cercando di simulare il mio accento e R parmigiana.  LB

 
“E PRIMA DI ESSERE DEI MANAGERS 
SIATE DEI CORAGGIOSI”.

Istat, 7,3 milioni di italiani in grave disagio economico

I dati del rapporto "Noi Italia". Al Nord meno frequente ma più forte la povertà

MILANO -  In Italia 7,3 milioni di italiani, il 12,1% della popolazione, vicono in condizioni di grave deprivazione, ovvero in forte disagio economico. Lo rileva l'Istat nel rapporto 'Noi Italia' analizzando i dati del 2016.Rispetto al 2015 la quota sale (erano l'11,5%). I picchi si raggiungono in alcune regioni del Sud, come Sicilia (26,1%) e Campania (25,9%). Ecco che in termini percentuali il valore del Mezzogiorno (21,2%, pari a quasi 4,5 milioni di persone) è quasi il triplo di quello del Centro-Nord (7,3%, poco meno di 3 milioni). È la Sicilia la regione che sconta la quota più alta di persone che vivono in condizione di grave deprivazione, ovvero in forte difficoltà economica, risultando, tra l'altro, in ritardo con bollette e affitti, o non potendosi permettere una settimana di vacanze. Nella regione l'incidenza del fenomeno arriva al 26,1% nel 2016, toccando così uno su quattro, in tutto 1,3 milioni di siciliani. Per l'intera Italia si registra un indice più che dimezzato rispetto al dato della Sicilia (12,1%).

È imponente, come ogni anno, la mole di dati che arriva dall'istituto di statistica. Sempre in tema di disagio, l'Istat evidenzia che tra il 2015 e il 2016 la quota delle famiglie che vanno avanti sotto la soglia della povertà è rimasta "sostanzialmente stabile", confermando inoltre "il forte svantaggio del Mezzogiorno". Se però si guarda all'intensità del fenomeno, ovvero a 'quanto poveri sono i poveri', allora si riscontra un aumento: dal 18,7% del 2015 al 20,7% del 2016.

Cibo sprecato: ogni anno, 5 milioni di tonnellate finiscono nella spazzatura

Carola Frediani

Genova - I volontari delle Onlus passano due volte a settimana, nel primo pomeriggio. Scendono dai furgoni con le cassette, alcune raffreddate da mattonelle del ghiaccio, e caricano il cibo selezionato dai responsabili di reparto del supermercato. Molta frutta e verdura, ma anche pasta, pelati. «Tutto ciò che è ancora commestibile, che non è scaduto, ma per qualche motivo non è più utilizzabile da noi», spiega il responsabile del punto vendita Coop del quartiere popolare di Milano. Incluse confezioni danneggiate o dalle quali si è staccata un’etichetta. «Quasi tutto tranne i surgelati, perché garantire la catena del freddo è più delicato».

La lotta allo spreco di cibo è uno scontro di formiche contro un colosso senza volto. Un sistema agroalimentare con perdite lungo tutta la filiera, che nella sola Europa arriva a buttare 88 milioni di tonnellate di alimenti all’anno. L’Italia fa la sua parte, con 5 milioni. Anche se, da qualche mese, almeno recuperare alimenti da destinare a chi ne ha bisogno dovrebbe essere più facile. Lo scorso settembre è entrata in vigore la «legge Gadda» che ha l’obiettivo di ridurre il cibo buttato lungo la catena della produzione e della distribuzione, favorendo le donazioni. Un supermercato o un panificio che volessero dare via prodotti invenduti si scontravano con una giungla normativa.

Alcol, 8,6 mln italiani a rischio tra cui 800 mila minori

Aumenta consumo fuori pasto, continua a crescere binge drinking

ROMA - Bevono troppo spesso alcol e lo bevono fuori pasto. Non più principalmente vino e birra, ma aperitivi, amari e superalcolici. In Italia sono 8,6 milioni i consumatori a rischio e tra questi ci sono anche 800 mila minorenni e 2,7 milioni di over 65. E' il quadro che emerge dalla 'Relazione del ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati', trasmessa al Parlamento. Dei 8,6 milioni di consumatori a rischio per patologie e problematiche correlate all'alcol, ben 6 milioni sono uomini. Ma a preoccupare sono in particolare i "giovani anziani" tra i 65-75 anni e i minori, ovvero i 16-17enni, che di bevande alcoliche non dovrebbero proprio consumarne. Tra i giovani e giovanissimi, in particolare, continua a crescere il binge drinking, o assunzione di molto alcol fuori dei pasti e in un breve arco di tempo "rappresenta l'abitudine più diffusa e consolidata": nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel 2016 il 17%. 10 aprile 2018

Fonte: ansa.it

Perché lo Stato è responsabile della ludopatia crescente

 Germano Milite 

Capiamo i giocatori perché siamo giocatori”, o ancora “se puoi bluffare te stesso, allora puoi bluffare chiunque”. E poi c’è il volto rassicurante e sornione dell’amatissimo (almeno a Roma) Claudio Amendola, che con tono convinto e smargiasso afferma: “Io sono membro del più grande gruppo di scommesse al mondo” praticamente in loop durante le non poche pause pubblicitarie di Sky.

A queste pubblicità che ci vengono ossessivamente proposte ovunque: tv, pay tv, giornali, radio ed anche testate online, si aggiungono quelle con i vari “Turista per sempre”, “Vinci Casa/Win For Life”, che pure rappresentano oramai una costante nella comunicazione promozionale giornaliera di ogni canale mediatico esistente.

Insomma: se un tempo erano le sigarette a campeggiare su cartelloni, auto da corsa e persino tra le labbra di grandi star che recitavano nei film più famosi, oggi è il gioco d’azzardo a farla da padrone in ogni dove, senza la minima decenza e con la patetica vocina “avanti veloce” che recita: “Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica”.

Ed è ridicolo che questa possibile dipendenza patologica, in realtà sempre più diffusa e strettamente correlata a disoccupazione, precarietà e basso livello di Istruzione, sia citata frettolosamente e sciattamente al termine di questi spot compulsivamente mostrati. A quel punto sembrando quasi una beffa. Come un oste che ti offre continuamente da bere, circondato da pubblicità ammiccanti con vip attaccati alla bottiglia e poi, mentre tracanni il tuo quarto bicchiere, ti dice: “Sì, ma non esagerare che potresti anche ubriacarti”.

LA RICERCA: LUDOPATIA, DISOCCUPAZIONE ED USURA IN UN MIX LETALE

LʼAquila, la Ue chiede la restituzione (immediata) delle tasse sospese dopo il sisma del 2009: "Erano aiuti di Stato"

Protesta unanime di tutte le istituzioni contro le 350 cartelle esattoriali giunte ad altrettanti imprenditori de L'Aquila che impongono la restituzione entro 30 giorni delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009 a imprese e professionisti del cratere terremotato. La sospensione, infatti, è stata bocciata dalla Commissione europea che ha aperto una procedura d'infrazione per "aiuti di Stato".

Sesso, ecologia e fantascienza 1968, l’anno che scoprì il futuro

Odissea 2001 nello spazio

EMILIANO MORREALE

Cinquant’anni fa “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick cambiò il modo d’intendere il genere cinematografico, grazie a effetti speciali sconosciuti. Ma a fare scuola furono film come “Il pianeta delle scimmie”, “Barbarella”, “La notte dei morti viventi”. E persino “Yellow Submarine”

Irpef, il reddito medio a 20.940 euro. Oltre 10 milioni non pagano l'Irpef

I dati delle dichiarazioni 2016 diffuse dal Mef. Il bonus di 80 euro restituito da 1,7 milioni. I titolari di ditte individuali si mantengono lievemente sotto i dipendenti

MILANO -  Cresce leggermente nel 2016 il reddito medio dichiarato dai contribuenti italiani. Secondo i dati diffusi oggi dal ministero dell'Economia il valore si è attestato a 20.940 euro, in crescita dell'1,2% rispetto all'anno precedente. Complessivamente, il reddito totale dichiarato è stato di 843 miliardi, in aumento di 10 miliardi rispetto al 2015.

Mafie, a Parma sotto sequestro 10 società e 185 immobili

Mafie

I dati forniti dall'Agenzia per i beni confiscati

A Parma più di diecimila persone lo hanno ricordato pochi giorni nella giornata organizzata da Libera. La criminalità organizzata in Emilia Romagna è pù viva che mai nonostante lo strenuo lavoro di contrasto della giustizia e della cosiddetta antimafia sociale.

Una piaga che non conosce confini, da sud a nord, come confermano i dati che seguono. Dall'introduzione della legge Rognoni-La Torre nel 1982 e della confisca allargata nel 1992 al 31 dicembre 2017 lo stock dei beni sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata in Italia è di 30.360 immobili, di cui 13.140 destinati e 17.220 in gestione all'Agenzia per i beni confiscati, e di 3.874 aziende (di cui 2.894 in gestione e 890 destinate).

Cgia: in 18 milioni a rischio povertà. Al Sud quasi uno su due

CGIA (Confederazione Generale Italiana degli Artigiani): Il risultato delle tasse elevate mentre la spesa per il welfare è in diminuzione. In Sicilia, Campania e Calabria praticamente un cittadino su 2 si trova in una condizione di grave deprivazione

MILANO - Con tasse record e una spesa sociale tra le più basse d'Europa, in Italia il rischio povertà o di esclusione sociale ha raggiunto livelli di guardia molto preoccupanti. E' quanto emerge dall'analisi realizzata dall'Ufficio studi della Cgia, secondo la quale il rischio di povertà o di esclusione sociale tra il 2006 e il 2016 è aumentato in Italia di quasi 4 punti percentuali, raggiungendo il 30% della popolazione.

In buona sostanza le persone in difficoltà e deprivazione sono passate da 15 a 18,1 milioni. Il livello medio europeo è invece salito solo di un punto, attestandosi al 23,1%: 6,9 punti in meno rispetto alla nostra media. In Francia e in Germania, invece, in questi 10 anni il rischio povertà è addirittura diminuito e attualmente presentano un livello di oltre 10 punti in meno al dato medio Italia.

Perquisizione alla sede di Cambridge Analytica. Senato Usa convoca Zuckerberg. E Musk cancella pagine Tesla e Space X

Il Ceo della piattaforma social chiamato a testimoniare in commissione. Dopo lo scandalo, l'imprenditore visionario sposa la campagna #deletefacebook. Non più raggiungibili sul social blu i profili delle sue aziende dedicate a motori e spazio

Un giudice ha autorizzato la perquisizione alla sede della Cambridge Analytica. La società ha acquistato i dati raccolti da oltre 50 milioni di utenti Facebook che sarebbero stati utilizzati per influenzare il voto sulla Brexit e a favore della campagna di Donald Trump. Per Mark Zuckerberg intanto arriva invito formale a testimoniare davanti alla commissione Commercio. "Su base bipartisan, riteniamo necessaria la testimonianza del signor Zuckerberg per capire meglio come la società stia pensando di riguadagnare la fiducia persa, mettere al sicuro i dati degli utenti e smetterla con risposte blande ad una gamma di problemi", ha scritto il presidente della commissione, il repubblicano John  Thune, includendo tra i firmatari della lettera il vice presidente, il democratico Bill Nelson. Zuckerberg, durante un'intervista alla Cnn, si è detto disponibile a testimoniare.

Scandalo Facebook, parla Zuckerberg: "Sono responsabile di quanto successo"

Il ceo rompe il silenzio sullo scandalo dei dati personali raccolti dal social in blu. "Abbiamo fatto degli errori, c'è ancora molto da fare", scrive sulla sua pagina personale del social media. "Abbiamo la responsabilità di proteggere le vostre informazioni". Intervistato dalla Cnn  chiede scusa e spiega che i "social media" vanno regolati

MENLO PARK - Dopo il silenzio assordante dei giorni seguiti allo scandalo che ha coinvolto Facebook e Cambridge Analytica, dice la sua Mark Zuckerberg, il Ceo del social in blu accusato di aver condiviso con la società i dati di 50 milioni di utenti americani per poterli influenzare in chiave elettorale. E lo ha fatto con un post sul suo profilo Facebook. "Voglio condividere un aggiornamento sulla situazione di Cambridge analytica - compresi i passi che abbiamo già intrapreso e quello che faremo per affrontare questo importante problema. Abbiamo la responsabilità di proteggere i tuoi dati, e se non ci riusciamo, non meritiamo di servirti. Ho lavorato per capire esattamente cos'è successo e come fare in modo che non succeda di nuovo. Ma abbiamo anche commesso degli errori, c'è altro da fare e dobbiamo farlo".

Scandalo Cambridge Analytica, Londra convoca Zuckerberg: "Venga a testimoniare"

La Commissione parlamentare britannica vuole ascoltare il fondatore di Facebook, invitato a chiarire anche davanti al Parlamento europeo. L'agenzia Usa per la tutela dei consumatori apre un'inchiesta. A Wall Street lo scandalo dei dati carpiti agli utenti del social network provoca un'altra caduta per Fb. Intanto la società coinvolta sospende il Ceo

MILANO - Ore movimentate per Facebook tra accuse internazionali, prese di posizione, dimissioni in arrivo e il calo pesante in Borsa. La Commissione parlamentare britannica sulla Cultura, i Media e il Digitale ha convocato Mark Zuckerberg a testimoniare sul caso dello scandalo dell'abuso di dati dai profili del social da parte di Cambridge Analytica, la società che intanto ha annunciato la sospensione dal ruolo di ceo di Alexander Nix "con effetto immediato, in attesa di una indagine indipendente e completa".

Non è chiaro se il capo di Facebook andrà a parlare con le autorità di Londra. Anche il Parlamento europeo attende chiarimenti, ma usa toni meno perentori: "Abbiamo invitato Mark Zuckerberg al Parlamento europeo - scrive in un tweet il presidente. Antonioo Tajani _ .Facebook chiarisca davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia". La stessa richiesta è stata avanzata dal parlamento tedesco.

Tumori: 35% patologie da cattiva alimentazione, al via Settimana Lilt

LILT


Visite e consigli negli spazi prevenzione

Roma, 16 mar. (AdnKronos Salute) - Il 35% dei tumori dipende da una errata alimentazione. Per sottolineare l'importanza che la prevenzione primaria riveste nella lotta contro il cancro, parte la XVII edizione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica, la campagna promossa dalla Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Dal 17 al 25 marzo consigli e visite negli spazi prevenzione Lilt in tutta Italia dove sarà possibile acquistare una bottiglia di olio extravergine di oliva a sostegno delle attività della Lega.

Parma, morto l'ex rettore Loris Borghi

Il corpo trovato sotto un ponte a Baganzola. Era coinvolto in due indagini della Procura. Aveva dato le dimissioni lo scorso maggio

Una tragica notizia ha scosso Parma mercoledì pomeriggio: l'ex rettore Loris Borghi si è tolto la vita. Il corpo è stato trovato nel pomeriggio in un'auto sotto un ponte a Baganzola.

Vani i soccorsi dei militi, accorsi sul posto dopo la chiamata allarmata di un conoscente di Borghi che è deceduto nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Parma.

Prima docente e poi preside della facoltà di Medicina, era stato eletto rettore dell'università nel 2013. Era nato a Palanzano, aveva 69 anni.

Aveva lasciato la guida dell'ateneo ducale il 15 maggio scorso a seguito dell'indagine Pasimafi che lo vedeva coinvolto in quanto accusato di abuso d'ufficio. Secondo l'ipotesi di accusa avrebbe agevolato la vittoria nei concorsi interni di alcuni protetti dell'accusato numero uno Guido Fanelli.

Lo scorso ottobre era stato rinviato a giudizio, con la medesima accusa, in un'altra vicenda giudiziaria, ovvero la nomina della sua ex allieva Tiziana Meschi a capo del reparto di Medicina interna e lungodegenza dell’ospedale Maggiore di Parma.

“Cioccolato vero”: i maestri cioccolatieri a Parma città della Gastronomia

Cioccolato vero a Parma

Parma, 11 marzo 2018-  Al via il week end dedicato al cioccolato. Questa mattina è stato ufficialmente dato inizio all’evento che da ormai dieci anni delizia il palato di tanti golosi: “Cioocolato Vero”.

Gli stand di “Cioccolato Vero”, evento organizzato da CNA Parma, con il patrocinio del Comune di Parma e in collaborazione con ACAI, rimarranno fino al 10 marzo in Piazza Garibaldi.

“Ringrazio CNA e ACAI che hanno portato ancora una volta un evento di qualità nella nostra piazza; ci fa onore come Città della Gastronomia, ospitare l’arte dei maestri cioccolatieri” ha salutato l’assessore al Turismo Cristiano Casa.

Paolo Giuffredi, Presidente Provinciale di CNA, ha sottolineato quanto CNA creda nell’arte dell’artigiano, nella ricerca qualitativa che porta avanti per ottenere risultati sempre migliori:  “Ospitiamo i migliori maestri cioccolatieri da tutto il nord Italia che sono sempre felici di tornare per questa iniziativa attirati dalla storia che Parma ha nel campo del food” .

“Parma è stata ed è ancora una città in cui il cioccolato è protagonista. Oggi abbiamo la possibilità di vedere e gustare l’arte di lavorare questa materia prima” ha sottolineato Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio.

Giorgio Zanlari ha dato il benvenuto a tuti i golosi ed ha tagliato la torta a base di cioccolato realizzata per celebrare il decimo compleanno della manifestazione

Italiaonline chiude la sede di Torino: 400 esuberi tra gli ex di Pagine Gialle

I sindacati dichiarano lo stato di agitazione permanente e otto ore di ciopero per domani. La sindaca Appendino: decisione inaccettabile, ci sentiamo presi in giro

Chiusura della sede Seat di Torino e 400 esuberi in tutta Italia. Di questi 248 solo dalla sede di Torino tutti gli altri saranno trasferiti ad Assago. L’incontro in Assolombarda convocato per questa mattina dei manager di Italiaonline svela il peggior scenario della vigilia. I rappresentanti sindacali ricevuti alla presenza di avvocati annunciano che immediatamente partirà la mobilitazione. “Da un anno chiediamo di conoscere il piano industriale - dice Lara Calvani della Slc-Cgil - si sono sempre guardati dal metterci al corrente di cosa intendevano fare per poter sfruttare fino all’ultimo centesimo la cassa integrazione a zero ore. Così hanno fatto cassa e si sono distribuiti i dividendi, ma questi sono soldi dei contribuenti”. Il tanto atteso piano industriale, tenuto nascosto anche ai politici che chiedevano notizie, non prevede nessun futuro per quel che resta a Torino della storica azienda delle Pagine Gialle. L’approvazione ufficiale della riorganizzazione è prevista per il 15 marzo in consiglio di amministrazione ma questa mattina nella sede milanese di Assolombarda ne è stata data un’anticipazione. Le organizzazioni sindacali dichiarano lo stato di agitazione permanente e immediate 8 ore di sciopero con assemblee locali per l’intero gruppo per la giornata di domani 7 Marzo.

Terremoto magnitudo 7,2 in Messico: epicentro nel sudovest

Colpita la regione di Oaxaca, ma un forte boato si è avvertito fino nella capitale dove i palazzi hanno oscillato. A distanza di un'ora seconda scossa di magnitudo 5,9.

Terrore in Messico, dove alle  17:39 di ieri ora locale (00:39 odierne in Italia) si è registrata una fortissima scossa di terremoto. La magnitudo, inizialmente indicata pari a 7,5, è stata misurata a quota 7,2 dallo U.S. Geological Survey, l'ente americano di rilevamento sismico, mentre l'epicentro è stato localizzato nella regione di Oaxaca, nel sudovest del Paese. L'ipocentro è 25 km di profondità, in una località rurale a circa 8 km da Pinotepa Nacional, cittadina nei pressi della costa del Pacifico. Un forte boato però si è avvertito anche nella capitale, Mexico City, che si trova a 500 km di distanza e dove gli edifici hanno oscillato pericolosamente, facendo registrare alcuni danni.

LA MAPPA L'epicentro del sisma

A distanza di un'ora (le 18 e 36 locali), nella stessa area si è poi registrata una seconda scossa di magnitudo 5,9. L'epicentro stavolta è stato a circa 10 km da Santiago Jamiltepec, sempre nello stato di Oaxaca. E due ore dopo il fenomeno sismico più rilevante, secondo l'istituto sismico messicano si erano registrate 150 repliche di minore entità.

Il ministro degli Interni messicano e le autorità di Oaxaca riferiscono che nella zona dell'epicentro ci sono edifici danneggiati - tra i quali anche ospedali - ma al momento non si hanno segnalazioni di vittime della scossa. Le verifiche, però, sono tuttora in corso. Nessun avviso di imminente tsunami è stato diramato per la costa del Pacifico. La scossa sarebbe durata oltre un minuto ed è stata avvertita anche in Guatemala, secondo i media internazionali.

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