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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Carlo Consiglio, PROPOSTA DI LEGGE PER VIETARE LA MACELLAZIONE ISLAMICA

Carlo Consiglio

PROPOSTA DI LEGGE PER VIETARE LA MACELLAZIONE ISLAMICA

Trova sostegno bipartisan e pressoché unanime, nell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, la proposta di vietare la macellazione islamica senza previo stordimento. All’iniziativa dell’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, presidente dell’Intergruppo e della Lega italiana per la Difesa degli animali e dell’ambiente, che nelle settimane scorse ha depositato l’unico progetto di legge per rendere obbligatorio lo stordimento degli animali anche nella macellazione rituale (AC869), hanno aderito, attraverso l’ufficio di presidenza, e sottoscritto il testo le rappresentanze di FI, Lega, M5S, PD, FdI, LEU e SVP.

“Nessuno – ricorda l’on. Brambilla - mette in dubbio il principio della libertà religiosa, ma la macellazione rituale è una pratica crudele ed anacronistica. Consentirla senza stordimento vuol dire ignorare un elementare sentimento umano: quello della pietà. Gli animali, immobilizzati ma pienamente coscienti, cui sono state recise di netto trachea, esofago, carotide e giugulare, praticamente “vivono” secondo per secondo la loro morte, una morte lenta, per dissanguamento. Non è possibile tollerare ancora questa mattanza: credo che in Parlamento si possa e si debba trovare un’ampia maggioranza, intorno alla mia proposta, per definire un nuovo equilibrio tra le istanze religiose e l’esigenza di preservare gli animali da sofferenze non necessarie. È una battaglia di civiltà che dovrebbe interessare tutti”.

Perchè Gentiloni ha regalato i giacimenti di petrolio alla Francia?

(Claudio Antonelli per la Verità) – Nove giorni e poi il trattato di Caen entrerà in vigore anche se il nostro Parlamento non l’ ha ratificato. Nel 2015 l’ allora ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, incontra in Francia il suo omologo Laurent Fabius. Sottoscrivono un accordo per ridefinire i nuovi confini marittimi tra i due Paesi. Le acque territoriali francesi in prossimità della Corsica passano da 12 a 40 miglia, mentre il confine al largo della parte nordoccidentale della Sardegna si allarga addirittura fino alle 200 miglia. Tutto mare in più che finisce a Parigi con tutto ciò che c’ è dentro: soprattutto il pesce.

L’ accordo ha già fatto scandalo. Soprattutto perché non se ne comprende in alcun modo la logica sottostante. Quale è la contropartita? Apparentemente non si vede. Ma la notizia ancor più scandalosa l’ ha riportata ieri il quotidiano Italia Oggi. Dentro il trattato c’ è un cavillo che – di fatto – regala ai cugini d’ Oltralpe anche lo sfruttamento di gas, petrolio e idrocarburi.

il Parlamento europeo ha approvato, a larga maggioranza, la proposta di direttiva di riforma del diritto d’autore

Parlamento Europeo

Guido Scorza

Direttiva copyright, un bene o un male? Cosa rischia ora il diritto d’autore in Europa

È finita come era iniziata: il Parlamento europeo ha approvato, a larga maggioranza, la proposta di direttiva di riforma del diritto d’autore nella formulazione – salvo pochi colpi di maquillage – originariamente proposta dal relatore Alex Voss. Nel nuovo diritto d’autore europeo ci sarà un nuovo diritto connesso in forza del quale gli editori di giornali avranno diritto a un “equo compenso” da parte di chi utilizzerà i link ai loro articoli accompagnati da un estratto – ancor che breve – e un doppio giro di vite sui gestori delle piattaforme che pubblicano contenuti degli utenti e che saranno, by default, responsabili per tali contenuti sotto il profilo di eventuali violazioni del diritto d’autore.

La lettera di un insegnante di Pordenone a Matteo Salvini

Matteo Salvini

A pochi giorni dall’inizio delle scuole, pubblichiamo la lettera inviata a Matteo Salvini da Enrico Galiano, insegnante di Pordenone.

Caro Ministro dell’Interno Matteo Salvini ,

ho letto in un tweet da Lei pubblicato questa frase: “Per fortuna che gli insegnanti che fanno politica in classe sono sempre meno, avanti futuro!”.

Bene, allora, visto che fra pochi giorni ricominceranno le scuole, e visto che sono un insegnante, Le vorrei dedicare poche semplici parole, sperando abbia il tempo e la voglia di leggerle. Partendo da quelle più importanti: io faccio e farò sempre politica in classe.

Il punto è che la politica che faccio e che farò non è quella delle tifoserie, dello schierarsi da una qualche parte e cercare di portare i ragazzi a pensarla come te a tutti i costi. Non è così che funziona la vera politica.

La politica che faccio e che farò è quella nella sua accezione più alta: come vivere bene in comunità, come diventare buoni cittadini, come costruire insieme una polis forte, bella, sicura, luminosa e illuminata. Ha tutto un altro sapore, detta così, vero?

Ecco perché uscire in giardino e leggere i versi di Giorgio Caproni, di Emily Dickinson, di David Maria Turoldo è fare politica. Spiegare al ragazzo che non deve urlare più forte e parlare sopra gli altri per farsi sentire è fare politica. Parlare di stelle cucite sui vestiti, di foibe, di gulag e di tutti gli orrori commessi nel passato perché i nostri ragazzi abbiano sempre gli occhi bene aperti sul presente è fare politica.

Fotocopiare (spesso a spese nostre) le foto di Giovanni Falcone, di Malala Yousafzai, di Stephen Hawking, di Rocco Chinnici e dell’orologio della stazione di Bologna fermo alle 10.25 e poi appiccicarle ai muri delle nostre classi è fare politica.

Roberta Roberti, "Caso Pesci": il divertimento senza valori giustifica violenze e abusi

Foto Luigi Boschi: Roberta Roberti

Il “caso Pesci” : il divertimento senza valori giustifica violenze e abusi

Quello che ormai è tristemente noto come “il caso Pesci” continua a restare al centro dell’attenzione e a suscitare reazioni e prese di posizione. E’ lecito domandarsi il perché, quando purtroppo femminicidi, stupri e gravi abusi sulle donne fanno parte della cronaca quotidiana. Proprio per questo, confesso di aver avuto all’inizio qualche perplessità sul presidio tempestivamente organizzato dai sindacati davanti al Tribunale di Parma per chiedere giustizia senza attenuanti. Riflettendo a mente lucida, tuttavia, credo che quel presidio sia stato necessario. Il caso della giovane 21enne stuprata e torturata da Federico Pesci e dal suo complice Wilson Ndu Aniyem induce infatti ad una riflessione profonda non solo sulla questione di genere, ma sulla situazione sociale in generale.

Non si tratta di giudicare dal punto di vista etico certe pratiche erotiche estreme, liquidandole come un problema di nicchia, sintomo di disturbi psicologici di una minoranza, magari abituata ad abbinare sesso, alcol e cocaina. Sarebbe un modo ipocrita e del tutto inefficace di porsi domande, visto che il proliferare del mercato dedicato, dai siti web ai festini a domicilio, dovrebbe indurci quantomeno a rivedere le nostre valutazioni. Si tratta piuttosto di valutare se effettivamente gli individui coinvolti in certe pratiche siano consenzienti e fino a che punto possano spingersi nell’infliggere lesioni personali. Gli avvocati di Pesci, parafrasando la triste chiosa popolare “la ragazza se l’è cercata”, stanno cercando di liquidare la vicenda e sminuire le responsabilità del loro cliente alla luce del fatto che la giovane sia stata pagata.

Conservatori statali di musica e Istituti musicali pareggiati (ISSM). L'imbroglio del bando per il reclutamento dei docenti

Pietro Acquafredda

Conservatori statali di musica e Istituti musicali pareggiati (ISSM). L'imbroglio del bando per il reclutamento dei docenti

La Finanziaria dello scorso anno, relativa all'esercizio 2018, prevedeva che entro l'anno venisse bandito un concorso fra i docenti dei Conservatori e degli Istituti musicali pareggiati ( precisamente: Istituti Superiori di Studi Musicali: ISSM) - AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica) - al fine di eliminare il precariato in tale settore dell'Alta formazione, con la costituzione di una graduatoria nazionale dalla quale attingere per le successive necessarie assunzioni.

Parma, VICOLO DEL BATTISTERO: DIVIETO DI TRANSITO VEICOLARE APPOSTO DAL COMUNE

foto Luigi Boschi: vicolo del Battistero

VICOLO DEL BATTISTERO: DIVIETO DI TRANSITO VEICOLARE APPOSTO DAL COMUNE

Prima su stampa online e il 25 luglio sulla Gazzetta di Parma davo notizia di danni cagionati sul lato ovest del Battistero lungo il vicolo che lo separa da Palazzo Dalla Rosa Prati ( ben tre danneggiamenti, causati da veicoli).

Il vicolo, che mette in comunicazione piazza al Duomo con piazza Battistero è brevissimo: 12 m. la parte veicolare (marciapiedi esclusi, è strettissima: m 1,84 allo sbocco e m. 1,54 all'inizio in piazza Battistero).

Il nostro Battistero è un prezioso bene architettonico che si affianca a Cattedrale e palazzo Vescovile, tutti prospicienti piazza Duomo.

Per evitare il ripetersi di danni CERTI, mi sono rivolto alla Soprintendenza ai Monumenti e al Comune di Parma.

Ed è il Comune che è intervenuto tempestivamente, grazie all'Assessore Tiziana Benassi, ponendo un divieto di transito veicolare su entrambe le direzioni del vicolo.

Faccio presente che tutta l'area del vicolo è necessaria per ammirare il portale dell'Incoronata che si affaccia sul lato ovest, i particolari architettonici e le formelle monumentali.

Frana di Corniglio, Regione stanzia 2,5 milioni per la messa in sicurezza

Foto Luigi Boschi: Frana di Pietta

Pacchetto di 10 cantieri su un’area di circa due chilometri quadrati. Il sindaco Delsante: "Un passo avanti determinante e definitivo per restituire alla comunità l’area di frana, off limits da oltre 20 anni"

Via libera dalla Regione Emilia-Romagna a un maxi-pacchetto di 10 interventi da 2 milioni e mezzo di euro per continuare le opere di messa in sicurezza dell’abitato di Corniglio, nel cuore dell’Appennino parmense, dove una frana "storica" interessa un’area di circa 2 chilometri quadrati.

Riflettori puntati sulla sicurezza idraulica di rii e versanti, oltre che sulla riapertura e il ripristino della viabilità a partire dalla bretella di Marra che tornerà percorribile ai mezzi pesanti e garantirà il collegamento tra le provinciali dei Cento Laghi e di Bosco-Berceto, per un rapido accesso dalla Val Parma all’autostrada A15.

Insaziabili questi Benetton

Emiddio Novi

Insaziabili questi Benetton, più guadagnavano meno spendevano per la manutenzione delle autostrade che avevano avuto in regalo dal centrosinistra.
Fortunati questi Benetton. In pieno delirio privatizzatore comprano dall'IRI la catena Gs. La comprano con i soldi delle banche e subito la rivendono, guadagnandoci 4500 miliardi di lire. In euro sarebbero due miliardi e 250 milioni.
Fantasiosi questi Benetton. Prodi, Ciampi e Giuliano Amato s'erano impegnati con Bruxelles e soprattutto con francesi e tedeschi a smantellare l'Iri. Massimo D'Alema li prende in parola e nel 1999 decide di privatizzare la rete autostradale di proprietà dell'Iri e quindi dello Stato. Ancora una volta i Benetton non si perdono d'animo. Una lira delle loro non la rischiano, non sia mai. Bussano a Banca Intesa e gli viene aperto. Chiedono un piccolo prestito che in euro è di 8 miliardi e l'ottengono. Con questi soldi comprano dall'Iri Autostrade. Per due, tre anni la manutenzione della rete è quasi inesistente. Con i soldi rastrellati ai caselli e l'aumento delle tariffe restituiscono i soldi a Intesa.
Le Autostrade sono una Zecca che produce moneta sonante. I Benetton semifalliti come imprenditori del tessile-abbigliamento hanno diversificato e incassano tanti di quei soldi da diventare investitori globali.

Un mezzo della spazzatura lo investe. Morto l’ex senatore di FI Emiddio Novi

Emiddio Novi

Era a Sant’Agata di Puglia, la sua città. Si trovava in piazza quando è stato travolto dal furgoncino in retromarcia. Novi è morto sul colpo

Emiddio Novi, 72 anni ex senatore di Forza Italia per quattro legislature, originario di Sant’Agata di Puglia é morto dopo essere stato travolto da un mezzo della nettezza urbana. L’incidente é avvenuto nel centro foggiano. Novi si trovava nella piazza del paese quando il mezzo in retromarcia, lo ha travolto e ucciso sul colpo. A nulla é servito l’intervento dei medici del 118. Sull’accaduto la procura ha aperto una inchiesta. I carabinieri hanno sottoposto alle analisi del caso e all’alcool test l’autista del mezzo della nettezza urbana. Esame è risultato negativo. 

Retroscena su Autostrade per l’Italia

Giornalista d’inchiesta svela importanti retroscena su Autostrade per l’italia:
Partiamo dall'inizio. Perché una società strategica per gli italiani, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e introiti certi - che sono aumentati vertiginosamente negli anni com’era prevedibile - sia stata ceduta ad imprenditori privati?
Facciamo un passo indietro: è’ il 1992 il Cartello finanziario internazionale mette gli occhi e le mani sul nostro paese con la complicità e la sudditanza di una nuova classe politica imposta dal Cartello stesso. Il loro compito è quello di cedere le banche ed i gioielli di Stato italiani ai potentati finanziari internazionali anche attraverso il filtro di imprenditori nostrani. E’ l’anno della riunione sul Britannia quando il gotha della finanza internazionale attracca a Civitavecchia con uno yacht della Corona inglese.

Quando i Benetton acquisirono a debito Autostrade con l’avallo di Prodi, Draghi e D’Alema

Giuseppe Oddo

Questo articolo è un estratto del post scritto da Giuseppe Oddo sul suo blog. Qui la versione integrale.

Un affare d’oro realizzato dalla famiglia Benetton durante il governo D’Alema. L’acquisizione della società Autostrade dal gruppo Iri, tornata tristemente d’attualità dopo il crollo del ponte “Morandi” a Genova il 14 agosto 2018, è stata l’operazione più lucrosa mai realizzato da Edizione, la cassaforte finanziaria della famiglia imprenditoriale di Ponzano Veneto.

I particolari dell’acquisizione sono descritti in modo sintetico nell’Analisi trimestrale dei bilanci di R&S-Il Sole 24 Ore del 24 dicembre 2009, la pagina dedicata ai conti dei grandi gruppi quotati in Borsa. La fonte dei dati è dunque la società di studi e ricerche di Mediobanca.

L’acquisizione avvenne tramite una scatola finanziaria appositamente costituita, Schemaventotto. Per aggiudicarsi il 30% di Autostrade, Edizione nel 2000 investì attraverso Schemaventotto 2,5 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi di mezzi propri e 1,2 miliardi presi a prestito.

Il secondo passaggio avvenne nel 2003, quando un altro veicolo finanziario controllato da Schemaventotto, denominato NewCo28, rilevò con un’Opa il 54% di Autostrade per 6,5 miliardi. In tal modo NewCo28 incorporò Autostrade scaricandole il debito che aveva contratto per finanziare l’Offerta.

Per i Benetton l’operazione si chiuse a costo zero. Schemaventotto tra il 2000 e il 2009 prelevò infatti da Autostrade 1,4 miliardi di dividendi, tutti generati da utili, e ne collocò in Borsa il 12% con un incasso di altri 1,2 miliardi. Il ricavato totale fu di 2,6 miliardi di euro.

Comune di Parma, ECOINCENTIVI E UN NUOVO PIANO DI CIRCOLAZIONE. LA LOTTA ALL’INQUINAMENTO NON DEVE PENALIZZARE CHI HA UN EURO 4 E NON PUÒ PERMETTERSI DI CAMBIARLA

ECOINCENTIVI E UN NUOVO PIANO DI CIRCOLAZIONE. LA LOTTA ALL’INQUINAMENTO NON DEVE PENALIZZARE CHI HA UN EURO 4 E NON PUÒ PERMETTERSI DI CAMBIARLA 

          Parma,  6 settembre 2018 

La pianura Padana è da anni una delle aree più malsane d’Europa. L’allarme è già stato lanciato numerose volte, l’ultima delle quali nel Gennaio 2018 quando le emissioni prodotte da veicoli, allevamenti intensivi e riscaldamenti domestici avevano superato la soglia di guardia trasformando l’intera pianura in una sorta di camera a gas, nella quale l’aria è satura di polveri sottili, ossidi di azoto, monossido di carbonio e altri composti tossici che si accumulavano giorno dopo giorno. Posto che il quadro non sorprende - anche perché qui vi sono centri urbani e zone che, più di altri, producono emissioni, come Torino, Milano e l’Emilia Romagna, realtà trafficate e caratterizzate da un’impronta fortemente industriale - occorrerebbe cercare di fare il possibile per non peggiorare una realtà già critica. 

A Parma, città al centro della pianura Padana fra le più inquinate della regione e sede di un inceneritore, si è pensato di aiutare l’ambiente derogando dopo due giorni all’accordo del 31 luglio scorso che fissava il limite massimo di 130.000 tonnellate annue da eliminare nel forno di Ugozzolo. Si è deciso quindi di bruciare rifiuti provenienti da altri territori extraregionali meno virtuosi. E così ecco che l’inceneritore è pronto a ricevere 5.000 tonnellate dai comuni dell’area metropolitana di Genova, smaltimento da attuarsi entro 120 giorni. 

Fiere, holding regionale da Parma a Rimini. Bonaccini: "Strada tracciata"

Fiere di Parma

Il presidente della Regione rilancia il progetto sinergico

Il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, passa all'incasso sulle fiere dopo aver ottenuto il rilancio del progetto di holding, che languiva da mesi avendo i quartieri di Bologna, Rimini e Parma imboccato strade divergenti.

Ieri sera il summit in viale Aldo Moro che ha rimesso in moto il progetto, complice il passo indietro di Milano sulla possibilità di aprire una trattativa con la Fiera di Bologna. "E' stata un'ottima riunione, adesso si tratta di approfondire le discussioni fatte ieri.

Comune di Parma, Roberta Roberti: Inceneritori, il 6 ottobre a Parma incontro nazionale per la Campagna #SbloccaItaliaGameover

Inceneritori : il 6 ottobre a Parma incontro nazionale per la Campagna  #SbloccaItaliaGameover

La questione dell’aumento dei rifiuti destinati all’incenerimento nell’impianto di Ugozzolo resta aperta, come ben hanno sottolineato nella loro lettera Rete Ambiente Parma e Farmacia Annunziata.

Infatti, sebbene a giugno sia stato stipulato un accordo che proroga l’autolimitazione dell’inceneritore a 130mila tonnellate annue fino al 31.12.2020, resta in vigore il decreto Sblocca Italia, grazie al quale da gennaio 2021 Iren sarà automaticamente autorizzata a raggiungere le 190mila tonnellate annue di rifiuti inceneriti.

Per queste ragioni, a seguito dell’ordinanza del TAR Lazio sul ricorso contro il decreto attuativo dell’art.35 dello Sblocca Italia con la quale il Tribunale Amministrativo ha rimesso il giudizio di merito alla Corte di Giustizia Europea,  il 16 giugno a Roma è stata lanciata da diversi soggetti (Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia circolare ed A.C.E. – Alliance Circular Economy) la Campagna   #SbloccaItaliaGameover, che ha lo scopo di sostenere economicamente l'iter legale europeo del ricorso e di divulgare e sensibilizzare cittadini, associazioni ed istituzioni sulla necessità di un concreto e radicale cambiamento della gestione dei rifiuti attraverso eventi nazionali.

Il primo di questi eventi si terrà a Parma il 6 ottobre prossimo: un’occasione di grande importanza al fine di concordare una serie di azioni concrete per la realizzazione della strategia Rifiuti zero nell’ottica dell’Economia Circolare. L’incontro intende avviare un confronto operativo fra comitati, associazioni, esperti, imprenditori e istituzioni, a partire dai sindaci che amministrano le 40 città italiane sede di impianti di incenerimento.

Alessandro Guardamagna replica a Marco Maria Freddi

Replica a Marco Maria Freddi

Mentre il consigliere di Più Europa-Effetto Parma Freddi rivendica comprensibilmente la libertà sua e della sua famiglia di impegnarsi politicamente in ciò che crede - ci mancherebbe altro! - affianca periodi storici diversi e non assimilabili (l'immigrazione italiana dell'800-‘900 in l'America era verso una nazione in via di sviluppo, diversa da quella attuale da Africa e Medio Oriente verso stati Europei a crescita economica zero le cui popolazioni da anni sostengono costi sociali elevatissimi) e si "dimentica" alcuni fatti. Non ricorda che coloro che digiunano un giorno per i migranti - scelta rispettabile per sé - e deprecano un immaginario governo di “clericofascisti”, non hanno perso un pasto né emesso un fiato per i 285.000 Italiani costretti ad emigrare nel 2016 (a fronte di 186.000 migranti accolti nello stesso anno) perché non trovavano lavoro, né si sono preoccupati per il 1.900.000 Italiani che hanno lasciato le regioni del Sud negli ultimi 16 anni. Il "Paese", che a suo dire è naufragato sulla Diciotti, è in realtà quello di chi ha fatto la passerella a Catania, firmato contratti di appalto autostradale apponendovi il segreto di stato, e che è supportato dal sistema di partiti ed amministrazioni in cui lei, consigliere Freddi, purtroppo, ora si ritrova.

Comune di Parma, Fabrizio Pezzuto: con i nuovi fondi regionali è arrivato il momento di rivedere le rette degli asili. Cosa intende fare l’Amministrazione?

Ho letto con vivo interesse i resoconti della conferenza stampa che ieri l'assessore ai servizi educativi, ha tenuto sul sistema educativo parmigiano nella sede della Cgil.
Condivido il passaggio alle iscrizioni online così come la sperimentazione e la campagna di comunicazione ad essa collegate.
Sono meno persuaso del trionfalismo con il quale sono stati presentati i servizi, un malcelato tentativo di dire che non solo va tutto bene, ma tutto migliora.
A non migliorare però sono soprattutto i costi delle rette, che rimangono a mio parere pesantissimi soprattutto per coloro – e sono tanti – che hanno la “sfortuna” di avere parametri Isee alti.
A questo proposito per il secondo anno consecutivo la Regione ha stanziato 7 milioni e 250mila euro per finanziare, nel 2018, il sistema educativo emiliano-romagnolo nella fascia di età 0-3 anni. A Parma arriveranno quindi 736.503 euro per interventi che prevedono, tra le altre cose anche il contenimento dei costi delle rette a carico delle famiglie, anche utilizzando ancora di più lo strumento delle convenzioni con le scuole paritarie.

L'anno scorso ci è stato risposto che assolutamente non era possibile pensare di utilizzare in questo modo i fondi per un non meglio precisato aumento dei costi e per la mancanza di certezza del trasferimento nel tempo, quest'anno cosa si intende fare?

Personalmente ritengo che intervenire sulle rette sia in questa fase cruciale, per poter garantire ad una quota sempre maggiore di famiglie l'accesso ai servizi comunali che sono, lo ricordo, di tutti.

Io capisco e concordo con la necessità di sostenere le fasce più deboli della popolazione, ma in questo caso dobbiamo uscire da un fraintendimento annoso: una famiglia che non rientri nei parametri Isee fissati dal Comune non è una famiglia ricca o agiata. Spesso è una famiglia che comunque fa fatica a far quadrare i conti a fine mese, specie se i figli sono più di uno.

5.0000 tonnellate di rifiuti di Genova, saranno bruciati a Parma. Ok della Regione

inceneritore di Parma

“Già prevista una deroga al limite massimo di rifiuti da bruciare nell’inceneritore di Parma. Avevamo ragione a non fidarci dell’annuncio eclatante sul nuovo accordo”. Con queste parole il vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Fabio Rainieri ha commentato la decisione della Giunta regionale di far bruciare nell’inceneritore di Ugozzolo rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalla Liguria che si aggiungono a quelli di Parma e Reggio Emilia.

“La Giunta regionale, ovviamente previo assenso dato per le vie brevi dal Comune di Parma, con la Delibera n. 1307 del 2 agosto 2018, trascorsi quindi appena due giorni dall’accordo siglato il 31 luglio 2018 dalle stesse istituzioni con Iren e fatto passare come la soluzione innovativa per la spazzatura di Parma e provincia che rispetta il territorio tanto da far ambire la nostra città ad essere il laboratorio nazionale dell’economia circolare, ha deliberato di far scattare la clausola prevista nel medesimo accordo per cui il limite massimo di 130.000 tonnellate l’anno può essere derogato per dare soccorso ad altri territori extraregionali meno virtuosi.

Emendamenti bocciati del gruppo pd e parma unita sul regolamento per le persone con disabilità dalla commissione welfare del Comune di Parma

Definita con la solita roboante retorica come rivoluzionaria, la “riforma” dei servizi ai disabili sin dalle prime presentazioni nel 2017 ha denotato la propria diversa natura: le rivoluzioni davano ai più deboli nuovi diritti e nuova dignità. Qui invece gli si mettono le mani in tasca e gli si fa pagare il conto. C’è una bella differenza. Infatti, ruota tutto attorno al concetto di compartecipazione, ossia un metodo per calcolare quanto il disabile dovrà corrispondere di tasca sua per accedere ai servizi. Non si tiene in debito conto di ciò che significa la disabilità sotto il profilo sociale e quali costi umani e ed economici siano già costretti a sopportare i diretti interessati e le famiglie. L’amministrazione sostiene che “più di tanto non si può fare”, i soldi non ci sono. E quindi? Pagate, arrangiatevi. Qualcuno della maggioranza si è addirittura permesso di dire che “la pacchia è finita” il che detto a proposito di persone con disabilità è inaccettabile e tradisce il senso ideologico che guida la oggi la politica del welfare del Comune di Parma. Che si tratti di una precisa scelta politica e non di una reale necessità economica, lo dimostrano le cifre: si parla di poche centinaia di migliaia di euro di contribuzione privata (che spalmate sui singoli utenti possono raggiungere, secondo le progressive possibilità di ciascuno, fino a circa mille euro al mese) quando il bilancio comunale chiude con avanzi milionari ogni anno. Possibile non si riescano a trovare? Si trovano eccome, ma per altre cose ritenute evidentemente più importanti. Il Comune ha attinto al fondo di riserva 150.000 euro che sono presumibilmente servite per pagare il festival Food & Gastronomy a giugno. Una scelta politica inequivocabile, quella di mettere davanti ai problemi delle persone fragili una abbuffata sotto i portici del grano peraltro pure di scarso successo.

NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Forestazione

Giuliano Serioli

NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Considerate un albero, inserito in una entità unica quale un bosco, una foresta. Non è semplicemente un pezzo di legno che, se tagliato, può produrre energia e viene sostituito ( dopo almeno trent'anni) da un altro “pezzo di legno", un'altra pianta. No, non è così soltanto. E' soprattutto un essere complesso necessario alla nostra respirazione, al nostro esistere.
Pensate ad un bosco, esso agisce come un pompa naturale alimentata dall'energia del sole e permette la circolazione dell'acqua sulla terra.
Il bosco è un polmone, aiuta a filtrare e rinnovare l'aria fissando il carbonio contenuto nell'anidride carbonica e liberando ossigeno durante il giorno.

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