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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

CULTURA AL BANDO 27 novembre 2018, WOPA di Parma

Roberta Roberti

CULTURA AL BANDO

Il sistema di gare, concorsi e appalti e la ricaduta sulle professioni della cultura

MARTEDI 27 NOVEMBRE alle ore 17.30 si terrà presso il WORKOUT PASUBIO di via Catania una tavola rotonda dedicata alle professioni della cultura.

Bibliotecari, guide turistiche, addetti ai musei, agli archivi o ai servizi culturali in genere si ritrovano in una difficile situazione professionale su tutto il territorio nazionale.

Che cosa rende la loro situazione particolarmente precaria e disagiata?

Come sono costruiti i bandi, le gare, i concorsi e gli appalti nei settori della cultura?

Ci sono soluzioni praticabili per migliorare queste condizioni lavorative e assicurare servizi di qualità?

Brexit, rivoluzione in Premier: arriva il tetto agli stranieri

L'uscita della Gran Bretagna dall'Ue comporterà importanti cambiamenti anche nel massimo campionato dove si vuole abbassare il limite dei giocatori non inglesi per squadra da 17 a 12. Attualmente sono ben 13 i club sopra la soglia limite, tra i quali Manchester City, Tottenham, Liverpool, Chelsea, Arsenal e Manchester United 

LONDRA - Rivoluzione in arrivo in Premier League dove, l'avvento della Brexit, avrà ripercussioni anche sul mondo del pallone. La federcalcio inglese, infatti, per affrontare l'uscita dall'Ue della Gran Bretagna e far aumentare il numero dei giocatori cresciuti nel settore giovanile, chiederà ai club una riduzione del numero di stranieri da 17 a 12.

POCHI INGLESI - Se gli stranieri nel campionato italiano vi sembrano tanti, nella massima serie inglese 13 club hanno più della metà di giocatori non inglesi. I campioni d'Inghilterra hanno ben 17 calciatori stranieri, così come il Tottenham. 16 per Liverpool e Chelsea, 15 per l'Arsenal, 14 per il Manchester United. Non solo le big, anche Watford, Brighton e Huddersfield hanno 17 stranieri in rosa, 16 per Fulham e West Ham, 14 Newcastle, 13 il Leicester. Al momento solo sette club in Premier League rientrerebbero nei criteri chiesti dalla federazione: Wolverhampton e Crystal Palace col limite massimo, 12, Suthampton (11), Everton (10, Cardiff (7), Burnely (6) e l'inglesissimo Bournemouth con appena 5 stranieri.

Programma incontri del Movimento Oltretutto Oltretorrente di Parma

website: oltretorrente.org

Ciclo di incontri sul tema delle dipendenze patologiche e delle sostenze stupefacenti

Fra le tante attività messe in campo in questi mesi, abbiamo pensato anche ad un ciclo di incontri per informare e sollevare le coscienze sul tema delle dipendenze patologiche e delle sostenze stupefacenti. c/o Auditorium Cocconi, P.le Picelli Parma dalle ore 9.30 alle ore 12.30.

‘Ndrangheta, 24 arresti a Lamezia Terme. L’ex sottosegretario di Forza Italia Giuseppe Galati ai domiciliari

di 

Dodici indagati sono finiti in carcere e altri dodici agli arresti domiciliari. Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, sono coinvolti anche funzionari pubblici legati al mondo della sanità. Sequestrati dieci milioni di euro. I clan conoscevano in anticipo quali pazienti stavano per morire e imponevano i loro servizi di onoranze funebri

“Oh! Grande compare mio, ma poi sei andato a Catanzaro? Non mi hai fatto sapere niente”. “No, io poi ti avevo chiamato ed ero andato a Catanzaro… si sono andato, ci ho parlato”. “Tutto a posto, si!”. “Diciamo di si”. A parlare sono l’ex deputato di centrodestraGiuseppe “Pino” Galati e il consigliere comunale di Lamezia Terme, Luigi Muraca. La guardia di finanza li ha intercettati entrambi. Galati e Muraca, infatti, sono due delle 24 persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Nelle carte dell’operazione “Quinta Bolgia” vengono definiti gli intermediari grazie ai quali le aziende legate alle cosche avevano il monopolio di molti servizi all’interno dell’ospedale di Lamezia Terme. A partire da quello delle ambulanze sostitutive al servizio pubblico, ma anche delle imprese che si occupavano delle onoranze funebri, della fornitura di materiale sanitario e del trasporto sangue.

Dentro l’ospedale di Lamezia potevano lavorare solo aziende legate alla cosca Iannazzo-Daponte-Cannizzaro, riconducibili alla famiglia mafiosa Giampà, che tramite i due politici erano riusciti ad ottenere l’appalto delle ambulanze nel 2010. Un appalto per un anno che, però, senza alcun bando pubblico, è stato prorogato fino al 2017.

Fabrizio Pezzuto sul futuro dello scalo aeroportuale di Parma

Aeroporto di Parma

Sono ormai mesi che va avanti il ping pong di voci, richieste, smentite, colpi di scena sulla vicenda del futuro dello scalo aeroportuale di Parma; lasciando da parte la questione giudiziaria che riguarda il rapporto aeroporto-mall su cui ci rimettiamo al giudizio della Magistratura, giungono a scadenza in queste settimane due importanti appuntamenti relativi al futuro dello scalo.

Il 31 Ottobre scadeva il termine per sottoscrivere l’aumento di capitale di Euro 4.500.000 richiesto dalla società gestrice il 17 Gennaio scorso, mentre il 16 Dicembre scade il termine per la presentazione di osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale per il Piano di Sviluppo con l’allungamento della pista e la conversione a vocazione cargo. Se l’aspetto della VIA è un aspetto amministrativo su cui è auspicabile che ci sia un importante lavoro di proposizione di osservazioni a tutela della salute pubblica, anche da parte dell’Amministrazione Comunale e, su questo punto, va lodato ed appoggiato lo sforzo fatto da Legambiente in termini di informazione e impulso ad un lavoro a beneficio della città tutta, l’aspetto dell’aumento di Capitale coinvolge politicamente l’Amministrazione Pizzarotti e la interroga anche sulla trasparenza dei processi decisionali nei confronti della città.

Saluggia ( Vercelli ), l’allarme nucleare di Rubbia ignorato da 17 anni

Sui fiumi Dora e Po - Depositata in Senato la lettera del fisico premio Nobel. Nel 2001 scriveva al ministro Letta: “Pericolo gravissimo”. Ma poco è successo

Siamo seduti su una polveriera. Se i 270 metri cubi di rifiuti radioattivi liquidi – di cui 125 a elevatissima pericolosità – dell’ex impianto Eurex di riprocessamento del combustibile nucleare di Saluggia (Vercelli) fuoriuscissero dai serbatoi, causerebbero un incidente paragonabile a quello di Chernobyl del 1986. Lo attesta una lettera del 2001 a firma del premio Nobel per la Fisica e senatore a vita Carlo Rubbia, che certifica il grave rischio che perdurerà finché quei liquidi non saranno cementificati.

Il Fatto ha ottenuto la lettera, indirizzata all’allora ministro dell’Industria Enrico Letta. Non è mai stata divulgata: “Le perdite di radioattività nel fiume causerebbero gravissime contaminazioni in vaste regioni adiacenti al fiume Dora e Po, i terreni allagati dall’acqua contaminata sarebbero inutilizzabili per decine di anni; la contaminazione del mar Adriatico porterebbe grave pregiudizio alla popolazione, al turismo, alle alghe e al patrimonio ittico per lunghi anni; le attività agricole e industriali della Pianura padana sarebbero gravemente compromesse; vaste aree densamente popolate andrebbero evacuate; ciò nonostante, la dose collettiva (di radioattività) alla popolazione sarebbe confrontabile a quella dei maggiori incidenti nucleari della storia recente”, si legge. La popolazione sarebbe esposta a una dose di radioattività collettiva di 150 mila Sievert x uomo.

Fabrizio Pezzuto sulle rette degli asili nido e costi mensa

Asilo Nido

Nelle scorse settimane l'indagine condotta da Cittadinanza Attiva sulle tariffe di nidi e mense a livello regionale ha dato origine a due notizie apparentemente contraddittorie: da una parte Parma ha incassato titoli di giornale per avere tra le rette di accesso al servizio più basse in Emilia Romagna (siamo al terzo posto con dietro Ferrara e Bologna). Qualche giorno dopo abbiamo però indossato la maglia nera per il costo più alt a carico delle famiglie in fatto di servizio mensa e in questo caso siamo risultati proprio primi. 

Il punto è che le due cose non sono disgiunte, considerato che chi ha un bambino al nido pagherà comunque entrambe le rette. E allora dove si colloca veramente Parma all'interno di questa classifica? Esattamente a metà, con 412 euro mensili a carico di ogni famiglia (senza considerare eventuali riduzioni legate all'Isee). Costiamo meno di Forlì (528 euro), Rimini, Piacenza, Reggio Emilia  e Modena, costiamo invece di più di Ferrara (311 euro), Ravenna, Cesena e Bologna. 

Fin qui le cifre nude e crude, ma stabilito che Parma si colloca senza lode e senza infamia a metà classifica l'indagine di Cittadinanza Attiva ci dice qualcosa di più. Ad esempio che tre provincie, Bologna, Ravenna e Ferrara  hanno utilizzato, come avevo chiesto di fare anche a qui, i fondi regionali erogati per il 2018 per abbassare le proprie rette. Non è dunque un caso che oggi presentino costi di accesso più contenuti dei nostri, rispettivamente a 387, 335 e 311 euro. 

Provincia di Parma: Rossi presidente. In Consiglio avanti il centrosinistra

Diego Rossi neo eletto Presidente Provincia di Parma

I risultati del voto

Il sindaco di Borgo Val di Taro, Diego Rossi, ha ottenuto 295 voti validi, pari a 59.584 voti ponderati (calcolati in base alle fasce di popolazione residente del comune di ciascun elettore; l’affluenza al voto per il presidente è stata del 66% degli aventi diritto.

Rossi, che era l’unico candidato in lizza, è stato quindi proclamato presidente della Provincia di Parma, alle ore 23,30 di oggi, a Palazzo Giordani. Ne dà conferma una nota dell'ente.

"Ho deciso di affrontare questa sfida con senso di responsabilità e di impegno istituzionale - afferma l'esponente del Pd -. Abbiamo di fronte una nuova fase di trasformazione per le Province: questo Ente continua a gestire funzioni molto importanti per i cittadini e per tutto il territorio dalla viabilità, all'edilizia scolastica, alla pianificazione territoriale, con risorse assolutamente inferiori alle reali esigenze. Sarà quindi necessario continuare a valorizzare al meglio le professionalità interne per assolvere a questi compiti, quotidianamente. Ma la sfida sarà anche quella di rilanciare il ruolo politico-istituzionale della Provincia nei confronti degli altri livelli di Governo, sui temi che hanno bisogno di un coordinamento e di un supporto sovra-comunale. In ciò sarà fondamentale il lavoro del nuovo Consiglio che abbiamo appena eletto, e la relazione che costruiremo con tutto il territorio provinciale".

Fabrizio Pezzuto sul piano rifiuti Regionale

Pezzuto (Parma Unita- Centristi): Parma poco incisiva sul tavolo regionale dei rifiuti. Pizzarotti si faccia sentire!

In queste giornate un po' burrascose per il nostro territorio la notizia è passata forse inosservata, ma a quanto pare la Regione Emilia Romagna ha deciso di farci un bel cadeau sotto forma di qualche tonnellata in più di rifiuti da bruciare a Ugozzolo. In particolare si parla di 123.100 tonnellate di rifiuti urbani (contro le 122.388 l'anno scorso) e 24.100 tonnellate di ingombranti (17.050 quelle del 2017).

Il motivo? E' presto detto: in Emilia-Romagna diminuiscono i rifiuti prodotti ma meno del previsto. Rispetto al Piano regionale di gestione dei rifiuti risultano infatti oltre 160.000 tonnellate di rifiuti urbani in più (+6%) e 132.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (+15,75%) rispetto a quanto preventivato.

Ecco dunque perché subito si è attivato il meccanismo di ripartizione delle “eccedenze” tra gli inceneritori emiliano- romagnoli.

È del tutto evidente che di fronte a questa logica il tema del contenimento della quantità complessiva di rifiuti che bruciamo sul nostro territorio è ormai ampiamente superato dagli eventi.

Continua però a lasciarmi quanto meno stupefatto la posizione a dir poco ambigua del Comune di Parma su questa questione. Il sindaco Pizzarotti non manca mai di aderire a parole a qualsiasi richiesta di rispetto dei limiti a suo tempo concordati salvo poi non dare l'impressione di battere mai i pugni (o le scarpe, come pare vada di moda adesso) sul tavolo del Presidente della Regione.

Sarà perché troppo impegnato a trattare il ruolo del suo nuovo movimento in vista delle elezioni del 2019? Sarà perché ormai si rende conto che sul tema inceneritore in sei anni ha dichiarato tutto e il contrario di tutto?

'L'Italia è in pericolo': parla l'ex giudice della Corte Costituzionale

Discorso di Paolo Maddalena al popolo: 'I giovani italiani sono dispersi'.

"Cari figli non miei ma siete figli della Patria. L'Italia è in pericolo": inizia così il discorso di Paolo Maddalena, ex giudice della Corte Costituzionale. "Ricordo bene l'articolo 32, prima linea: Difendere la Patria è dovere sacro del cittadino [VIDEO] . Non capisco perché i giovani italiani sono dispersi" continua il noto magistrato in un video-discorso di 6 minuti pubblicato sui social e volto a spronare la mente del popolo italiano, popolo che sta attraversando un periodo molto critico e complesso. Per il giurista moltissimi italiani, soprattutto i giovani, sono smarriti e dispersi, addirittura indifferenti da quanto accade ogni giorno nella nostra nazione.

Maddalena prosegue affermando che in fondo la colpa non è del popolo ma dell'informazione sbagliata, del linguaggio pubblicitario e politico che avrebbe divulgato cose non vere: "Tutto viene determinato da speculatori finanziari ai quali i nostri governatori traditori hanno dato la possibilità che le loro scommesse valessero come contante". Ma tutto ciò è vietato perché la nostra Costituzione, sostiene l'ex giudice della Corte Costituzionale, mette in primo piano la dignità della persona umana, il valore ed il lavoro come previsto del resto dall'articolo 3. Per Paolo la nostra Costituzione è un tesoro enorme invidiata da tutte le altre nazioni e che i traditori della Patria vorrebbero mettere mano per apportare modifiche.

Politica: Paolo Maddalena invita il popolo a riprendersi la sovranità

George Soros, l'uomo che gettò sul lastrico (anche) l'Italia

Augusto Rubei 

Tutti lo ricordano per aver piegato la sterlina. L'uomo che gettò sul lastrico la Banca d'Inghilterra. Era il 16 settembre del 1992 quando George Soros salì improvvisamente alle cronache internazionali, dopo aver venduto sterline allo scoperto per un equivalente di circa 10 miliardi di dollari statunitensi. L'operazione gli valse un guadagno di oltre 1 miliardo.

Ma il 16 settembre 1992 è una data che resta scolpita anche nella memoria del nostro Paese. La stessa operazione, quello stesso giorno, fu infatti condotta contro la Banca d'Italia: vendendo lire allo scoperto (con il suo fondo Quantum) Soros contribuì a causare una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari. Le conseguenze dell'azione speculativa furono devastanti: la Lira italiana riportò una perdita di valore del 30% e l'uscita dal Sistema monetario europeo. Per rientrarvi, il governo fu obbligato a una delle più pesanti manovre finanziarie della sua storia - circa 93 mila miliardi di lire - al cui interno, tra le tante misure, fece per la prima volta la sua comparsa l'imposta sulla casa (Ici), oggi divenuta Imu.

La Rockstar del November Porc Andrea Censi agli arresti domiciliari per lo stupefacente culatello di Polesine e Zibello

Corruzione, falso, truffa e peculato: i carabinieri di Parma hanno dato esecuzione a una misura cautelare, conseguente a un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, nei confronti dei vertici del Comune di Polesine-Zibello in provincia di Parma.

Emerso un "pervicace sistema di gestione della cosa pubblica, assolutamente asservito agli interessi privatistici del sindaco"  Andrea Censi, 44 anni, eletto nel 2016 con la lista civica "Polesine Zibello, il domani è per tutti" appoggiata dal Pd.

Il primo cittadino è agli arresti domiciliari, misura interdittiva di un anno dagli incarichi pubblici per il segretario comunale Giovanni De Feo, il vicesegretario comunale Giancarlo Merendi Alviani e la responsabile del servizio Finanza Elisabetta Civetta. Coinvolte in tutto dodici persone tra cui il vice sindaco Giuseppe Galli, il comandante della polizia municipale Gianluca Rossetti (marginale la sua posizione) e alcuni referenti di associazioni del paese che venivano utilizzati dal sindaco per far uscire il denaro dalle casse comunali.

E chi, all'interno della macchina comunale, non si prestava agli atti illeciti veniva isolato. Questo uno degli aspetti evidenziati dal procuratore capo Alfonso D'Avino.

Parma, inchiesta sul mall a Baganzola dell'impresa Pizzarotti: terremoto giudiziario in Comune

L'assessore comunale ai Lavori pubblici e urbanistica, Michele Alinovi, e i dirigenti comunali Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo hanno ricevuto un avviso di garanzia relativamente all'iter di concessione dei permessi per la realizzazione del grande centro commerciale in costruzione a Baganzola, nella zona della Fiera. Il reato ipotizzato è abuso d'ufficio.

In particolare, gli uffici preposti avrebbero rilasciato, secondo la Procura di Parma, permessi di costruire basati su strumenti urbanistici superati, in violazione di una specifica norma posta a tutela dell’incolumità pubblica che vieta l'edificazione nelle aree prossime agli aeroporti.

Il cantiere di uno dei più grandi shopping center previsti nel centro-nord Italia, ben visibile percorrendo l'autostrada A1, è stato bloccato questa mattina dopo l'arrivo della Guardia di Finanza. 

Il mall, di cui a Parma si parla da anni, dovrebbe essere inaugurato nei primi mesi del 2021; si sviluppa su una superficie di 300mila mq su due livelli per complessivi 50 mila metri di spazi di vendita e 3.700 posti auto.

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