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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Camera di Commercio dell'Emilia: Michelangelo Dalla Riva guiderà l'avvio della nuova realtà

Con la nomina del commissario ad acta da parte del ministro Calenda (la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è imminente), parte formalmente il cammino della Camera di Commercio dell’Emilia, frutto dell’accorpamento degli Enti camerali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

L’integrazione determinerà la nascita di quella che si configura come la Camera di Commercio più grande dell’Emilia-Romagna e tra le prime in Italia: opererà, infatti, su un territorio in cui, alla fine del 2016, erano presenti 158.810 imprese con quasi 500 mila addetti, capaci di generare un valore aggiunto di 37,1 miliardi di euro ed un export che si attesta a 19,5 miliardi di euro.

Forte di 200 dipendenti e di altissimi livelli di informatizzazione, la nascente Camera di Commercio dell’Emilia sarà al servizio di un sistema imprenditoriale che rappresenta il 30% dell'economia regionale, avrà più di 70 milioni di euro di patrimonio netto e quasi 25 milioni di incassi annuali.

Dopo le delibere orientate all’accorpamento assunte nel gennaio scorso individualmente, in contemporanea e all’unanimità, dai Consigli delle tre Camere di Commercio di quell’Emilia occidentale che si estende su una superficie di 8.325 chilometri quadrati, ora il Commissario ad acta è chiamato ad avviare le procedure per la costituzione del Consiglio del nuovo Ente camerale entro 120 giorni.

Mose, ex assessore Chisso (Fi) condannato a pagare 5 milioni di euro per danno di immagine e disservizio

 

Ha sempre detto di non avere intascato tangenti. Di non essersi arricchito con la politica. Di possedere soltanto alcune migliaia di euro in banca. Adesso per l’ex assessore ai lavori pubblici della Regione Veneto, Renato Chisso, è arrivata una condanna severissima da parte della Corte dei Conti. Dovrà risarcire alla Regione 5 milioni 376mila euro, di cui 4 milioni 820 mila euro per danno all’immagine e 556mila euro per danno da disservizio per il coinvolgimento nell’inchiesta Mose. Una stangata, a cui probabilmente non riuscirà a far fronte, inferiore di poco meno di 400mila euro a quella che a febbraio ha colpito l’ex presidente della giunta regionale del Veneto, Giancarlo Galan, anche lui di Forza Italia.

Lorenzo Lavagetto (PD) e Fabrizio Pezzuto (PUC) chiedono al Sindaco Pizzarotti chiarimenti sul caso STU Pasubio

Foto Luigi Boschi: palazzi Stu Pasubio

Inchiesta Stu Pasubio, Pezzuto e Lavagetto: “Il sindaco riferisca quanto prima in Commissione” 

L'inchiesta nata dalla svendita del patrimonio immobiliare di Stu Pasubio potrebbe portare ad accertare un considerevole danno erariale, considerato che in cambio di 4,2 milioni la società subentrata alla Stu è riuscita ad acquisire un patrimonio di almeno 40 milioni di euro.

Un'operazione sulla quale l'allora minoranza in consiglio comunale non mancò di sottolineare tutti i dubbi e le perplessità del caso.

Non stupisce pertanto il fatto che i riflettori della Procura si siano accesi su una vicenda rispetto alla quale ci attendiamo quanto prima chiarimenti pubblici da parte del Sindaco e per questo motivo chiederemo la convocazione congiunta delle commissioni Garanzia e Bilancio.

Premesso che fino a prova contraria per noi tutti i nove indagati sono da considerarsi innocenti non ci si può astenere dal fare qualche considerazione sull'indagine in corso, almeno per quanto emerge dalla lettura odierna dei quotidiani.

In particolare colpiscono l'attenzione le clausole contrattate con l'acquirente relative a varianti urbanistiche ed all'aumento di circa 1600 metri quadrati di superficie lorda utile destinata ad edilizia privata, nonché la decisione di rinunciare a oltre 5 milioni di euro di crediti.

Considerato che dubitiamo fortemente che l'essenza di questi dati possa essere smentita, crediamo che alla magistratura debba andare il compito di valutare eventuali profili di illegalità, alla politica invece quello di commentare scelte, come queste, che non si capisce bene in che modo farebbero gli interessi dei parmigiani, come invece sostiene il Sindaco.

Dall'Europa a Trump, confusi e divisi contro il Califfato

Distrutti i centri di comando dell'Isis resta il problema delle periferie islamiche. Con il quale deve cimentarsi il nuovo assetto mondiale degli imperi e delle grandi potenze

di EUGENIO SCALFARI

LA SPAGNA e poi la Finlandia: le periferie del mondo islamico sono in pieno movimento anche se le vittime civili sono relativamente poche e i terroristi quasi tutti eliminati. Cifre modeste ma geograficamente diffuse. Da dove vengono i carnefici? Chi li ispira? Il Califfato esiste ancora? E Al Qaeda? E i gruppi marocchini? E gli Emirati Arabi? E i franchi tiratori di Mosul, di Raqqa, di Aleppo?

Insomma infuriano varie buriane ed Ezio Mauro nel nostro giornale di ieri ne ha messo in luce il significato. Lo condivido e a mia volta dirò anche io quel che penso su quanto continua ad accadere sul piano degli attentati sovversivi. La parola "sovversivo" è molto antica: risale a metà Ottocento, in Europa e soprattutto in Francia, in Italia, in Austria, in Russia. In Francia era ancora recente la Grande Rivoluzione. I sovversivi erano coloro che volevano cambiare profondamente la situazione politica e sociale di un territorio e a volte erano animati da patriottismo, a volte dall'anarchia oppure da un'ideologia. Altre volte addirittura da ideali reazionari che volevano riportare società e interessi da tempo scomparsi.

Classifica OpenPolis, é il Sen. Giorgio Pagliari (Pd) il parlamentare più produttivo

Nella classifica stilata dalla associazione OpenPolis nell'ambito del progetto OpenParlamento, è il senatore parmigiano Giorgio Pagliari il parlamentare più produttivo della diciassettesima legislatura, primo di tutti i deputati e i senatori. Secondo il sodalizio impegnato a garantire la trasparenza sull'operato degli eletti, il parlamentare Pd ha ottenuto un indice di produttività pari a 1127,8. Freddi numeri che non rendono del tutto l'idea di quanto sia stata intensa l'attività svolta in Parlamento. Sotto la lente, infatti, non solo il numero di atti presentati, ma quanti di questi sono stati discussi, votati ed approvati definitivamente, oltre agli interventi e alle interrogazioni, per giungere, come dice la stessa associazione OpenPolis, “a poter avere un riscontro con elementi di realtà, oltre la propaganda”. Pagliari ha un indice di presenza alle votazioni del 97,41% , comprese le missioni, e del 95,36% al netto di queste ultime . Infatti, ha votato 16655 i su un totale di17466,risultando assente solo 453 volte e in missione (quindi assente giustificato) 358 volte.
Entrando nel dettaglio dei numeri si scopre come il Sen. Pagliari sia stato primo firmatario di 20 disegni di legge, di cui uno - la legge sul Festival Verdi- é divenuto legge, e uno - quello sulle comunalie - é stato approvato all'unanimità dal Senato ed é in attesa dell'approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati. É cofirmatario di altri 213 progetti di legge ed è relatore in commissione e in aula di altri 26, tra cui la riforma della PA e del codice antimafia. Attualmente é relatore della riforma della legge fallimentare e di quello del rientro in magistratura dopo l'assunzione di incarichi politici. Il Sen. Pagliari è stato poi primo firmatario di 8 mozioni, 1
interpellanza, 43 interrogazioni a risposta orale e 78 a risposta scritta, oltre che di 456 emendamenti.

Boschi – De Bortoli, la querela non è mai arrivata né arriverà

Scaduto il termine per la querela minacciata da Maria Elena Boschi, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nei confronti dell’ex direttore del Corriere della sera, Ferruccio De Bortoli. Al centro della querelle le dichiarazioni del giornalista sul ruolo ricoperto dalla Boschi nella vicenda Banca Etruria. 

Giorgio Pagliari: Treni per pendolari Borgotaro - Pontremoli, Trenitalia apre al cambio di orario

In evasione della mia lettera del 13.07 u.s., nella quale chiedevo la revisione degli orari della tratta Pontremoli – Borgo Val di Taro, in relazione alle esigenze dei lavoratori e degli studenti pendolari, l’AD di Trenitalia mi ha comunicato di aver sottoposto la questione ad una valutazione tecnico commerciale, riservandosi una risposta definitiva, che in caso di esito positivo sarà trasmessa agli Enti Regolatori, Regioni Toscana ed Emilia Romagna, quali unici soggetti deputati alla variazione dell’offerta regionale. Al momento, quindi, non posso che registrare positivamente l’avvio di una valutazione e augurarmi, senza poterne avere la certezza, decisioni positive.

4.08.2017

Giorgio Pagliari

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA 2017/18

Carlo Consiglio

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA

ENPA, Italia Nostra, LAC, LAV, LIPU E Mountain Wilderness: ANNULLARE LA STAGIONE DI CACCIA 2017/18

I devastanti incendi che hanno distrutto più di 85.000 ettari di territorio, uniti alla gravissima siccità che ha investito la nostra penisola, stanno creando enormi danni all’economia nazionale e all’ambiente, comportando anche difficoltà per l’approvvigionamento idrico e alimentare delle città. Una situazione che non ha eguali in Europa e che sta determinando pesanti ricadute sulla vita degli animali selvatici.

Infatti un territorio così devastato non è in grado di dare il necessario sostentamento a coloro che sono riusciti a sopravvivere alle fiamme e alla scarsità d’acqua, causando quindi un vero e proprio sterminio.

Ma oltre alle morti dirette e indirette causate da incendi e siccità, si profila a breve l’apertura della stagione di caccia 2017/2018 che approfittando delle preaperture, comincerà il prossimo 1 settembre. Da quel giorno gli animali selvatici sopravvissuti alle calamità naturali della siccità e criminali degli incendi, subiranno tutta la pressione venatoria dei cacciatori che si concentrerà nelle zone che possono garantire ancora il sostentamento necessario agli animali per sopravvivere.

Torino, la giunta Appendino vara il menù vegano nelle mense scolastiche: primo passo per la città "vegan friendly"

Si comincia con un giorno al mese per tutti i bambini: niente proteine animali, unica concessione l'eventuale parmigiano sulla pasta

di GABRIELE GUCCIONE

Mensa vegana per tutti nelle scuole torinesi, al rientro dalle vacanze estive. Una volta al mese, ai venticinquemila bambini delle elementari di Torino, sarà servito un pasto interamente privo di proteine animali. Il menù prevede penne al pomodoro, lenticchie in umido, insalata di carote, pane e ananas il secondo venerdì del mese, in inverno. Nei mesi più caldi, invece, riso e piselli, fagioli in insalata, insalata mista con carote e peperoni e mix di frutta di stagione.

I nuovi menù vegan approderanno nei refettori delle primarie di Torino a cominciare dal prossimo anno scolastico. “Ci sarà un giorno – annuncia l’assessora ai Servizi educativi, Federica Patti – in cui tutto il pasto sarà senza proteine animali”. “Ma per i primi piatti – assicurano dall’assessorato – i bambini continueranno ad avere l’opzione parmigiano”. L’iniziativa è stata pensata dall’amministrazione comunale per diversificare l’offerta delle mense scolastiche e proporre ai bambini nuovi modelli alimentari, magari diversi da quelli a cui sono abituati in famiglia: non a caso da settembre arriveranno, sempre una volta al mese, anche menù regionali che prevedono l’introduzione di nuovi piatti: linguine al pesto, pasta all’amatriciana, polenta con salsiccia.

Del resto, “la promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale” era stata anticipata dalla sindaca

Iva alle Cooperative, la risposta del Governo alla interrogazione del Sen. Giorgio Pagliari (Pd)

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha oggi risposto alla mia interrogazione relativa al regime IVA delle prestazioni sociali rese da cooperative sociali e dai loro consorzi in specie nell'ambito del "global service".

L'interrogazione è stata originata dal fatto che, in talune realtà, è stato ventilato l'assoggettamento di ciascuna delle prestazioni alle aliquote previste per le medesime quando fornite singolarmente e non nel contesto di un "global service" come prestazioni accessorie.

La conseguenza (di portata economica insostenibile per la maggior parte delle cooperative sociali e dei loro consorzi) è l'imposizione di aliquote variabili dal 5% al 22% con sconvolgimento dell'equilibrio economico-finanziario dei contratti già stipulati e con un aggravio dei costi dei futuri appalti che avrebbe pesanti ricadute sulle rette delle strutture socio assistenziali residenziali e semi residenziali

La risposta odierna costituisce un passo avanti nel senso auspicato (assoggettamento di tutte le prestazioni - principale ed accessoria - all'aliquota del 5%) in quanto viene riconosciuto che le prestazioni accessorie (individuate nell'erogazione dei pasti, pulizia e sanificazione degli ambienti, servizi di guardaroba e lavanderia, manutenzione dei presidi, servizi amministrativi e di coordinamento) siano assoggettati all'aliquota del 5%, allorché si individui un'operazione  principale cui collegarsi, al "fine di integrarla, completarla e renderla possibile".

Ringrazio il presidente della Commissione Finanze del Senato, sen. Mauro Marino, che, consapevole dell'importanza e della delicatezza e della questione ha reso possibile una risposta in tempo reale (l'interrogazione è stata presentata sette giorni fa) e il sottosegretario on. Baretta che ha contribuito in modo determinante alla tempestività della risposta e che ha garantito ulteriori approfondimenti. 

GIORGIO PAGLIARI

Riforma del fallimento, Giorgio Pagliari relatore al Senato

Il ddl relativo alla legge delega per la riforma organica della disciplina delle crisi d'impresa e dell'insolvenza arriva, dopo l'approvazione della Camera dei Deputati, all'esame del Senato.

L'importante disegno di legge consentirà, in sostanza, la riforma organica della legge fallimentare, che è una delle riforme strutturali volute dall'UE ed è un'esigenza sostanziale fortemente sentita dal sistema economico tutto,

Il testo è stato predisposto dalla Commissione Rodorof, che è stata nominata dal Ministro di Grazia e Giustizia, e di cui è stato componente anche il dr. Vittorio Zanichelli parmigiano e già giudice fallimentare presso il Tribunale di Parma e attuale presidente del Tribunale di Modena.

La legge delega, se otterrà il via definitivo del Parlamento, consentirà il varo di un nuovo testo in materia fallimentare contenente molte importanti novità normative sia sul piano della disciplina sostanziale (privilegi, garanzie e potere dei creditori) sia su quella delle disposizioni processuali con significative semplificazioni razionalizzazioni delle procedure e dei rapporti tra le stesse. Sarà introdotta, tra l'altro, la regolamentazione della crisi dei gruppi di imprese con la possibilità di un unico procedimento concorsuale per le imprese in crisi appartenenti ad un unico gruppo, e, conseguentemente, di un unico accordo di ristrutturazione e di una sola istanza di ammissione al concordato o altra procedura.

Interrogazione del Senatore Giorgio Pagliari sulla linea ferroviaria Parma - Brescia

In data odierna ho provveduto a depositare una interrogazione rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, relativa ai disagi sulla linea ferroviaria Parma-Brescia, di cui riposto il testo:

PREMESSO CHE:

-           la tratta ferroviaria Parma-Brescia  presenta disagi che nel tempo sono diventati via via crescenti, come:

1)      aumento dei ritardi, nonostante l’aumento dei prezzi di biglietti e abbonamenti;

2)      la soppressione improvvisa di corse giornaliere, senza alcun preavviso, che causano forti disagi soprattutto ai pendolari, sia studenti che lavoratori;

3)      il degrado delle carrozze, la mancanza di pulizia ed igiene e il sovraffollamento die vagoni;

4)      il totale abbandono di alcune piccole stazioni di questa tratta, come quella di Colorno (PR), che necessiterebbero di interventi di ripristino e di adeguamento alle esigenze dei viaggiatori;

5)      la tratta risulta attualmente affidata alla concessionaria Trenord.

SI CHIEDE

se il Ministro sia a conoscenza della suddetta situazione di degrado e se intenda mettere in atto iniziative nei confronti della concessionaria Trenord per migliorare le condizioni dei viaggiatori, come ad esempio l’elettrificazione della linea, di cui è già in discussione un progetto, che porterebbe sicuramente ad un miglioramento del servizio, come già avvenuto per diverse linee in Italia.

Giorgio Pagliari

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Carlo Consiglio

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Con sentenza n. 174, depositata il 13 luglio 2017, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali vari articoli della legge regionale del Veneto n. 18 del 27 giugno 2016. 

La Consulta si è pronunciata dopo una richiesta di impugnazione, formulata dal Consiglio dei Ministri, anche a seguito di un dettagliato esposto formulato la scorsa estate dalla Lega per l’Abolizione della Caccia e da altre associazioni per la tutela della fauna selvatica, ritenendo fondati tutti i punti su cui erano stati sollevati forti dubbi di legittimità e di palese contrasto con la normativa ittico-venatoria nazionale. 

Per effetto della sentenza 174/2017 della Corte Costituzionale cessano di avere efficacia quelle disposizioni regionali del Veneto che: 

- prevedevano abbattimenti in periodi di divieto venatorio e in zone protette di specie faunistiche da controllare, senza la presenza obbligatoria di agenti di polizia provinciale, ma ricorrendo direttamente ai cacciatori;

- attribuivano la possibilità di cacciare in forma vagante anche ai cacciatori titolari della sola opzione per cacciare da appostamento;

Ue, l’inchiesta su Mario Draghi e la superlobby del G30

di  

Mario Draghi indagato? In pratica sì, anche se non dalla magistratura. Il faro sulla Bce l’ha acceso Emily O’Reilly, irlandese, nella sua veste di Ombudsman dell’Unione Europea, nominata nel luglio 2013. Ogni cittadino Ue può chiedere all’Ombudsman di investigare sulle istituzioni di Bruxelles in base a denunce di mala amministrazione, irregolarità, discriminazioni, abuso di potere, mancata trasparenza.
I reclami ricevuti dalla O’Reilly riguardano la partecipazione di Mario Draghi al cosiddetto “Gruppo dei trenta”. Si tratta di una lobby molto potente, i veri “padroni del mondo”, composta dai banchieri dei maggiori istituti finanziari globali.

I padroni del mondo. Come la cupola della finanza mondiale decide il destino dei governi e delle popolazioni

DL gestione della crisi di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.

La Camera ha approvato, in prima lettura, il decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la gestione della crisi di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.
Anche in questa circostanza, trattandosi di banche, il provvedimento ha suscitato diverse polemiche e prestato il fianco a speculazioni di natura politica che hanno alimentato il diffondersi di informazioni non corrette con il solo obiettivo di alimentare nell’opinione pubblica confusione e sentimenti di rivalsa. 
Oltre al consueto dossier predisposto dall’ufficio studi del Gruppo PD alla Camera riteniamo quindi utile allegare anche il documento “domande e risposte” diffuso dalla Banca d’Italia che, con completezza e semplicità, dà conto con imparzialità della situazione delle due banche e dei percorsi che era possibile percorrere e che sono stati percorsi per affrontarne la crisi.  

I tagli mai fatti: ogni giorno una società pubblica in più

Lo studio Ires-Cgil: sono quasi 9mila, 5mila nate solo tra il 2000 e il 2014. Gli enti locali assumono beffando le leggi. Record in Val d’Aosta con una partecipata ogni 1.929 cittadini. E una su 5 è inattiva

di SERGIO RIZZO

La pioggia delle società pubbliche, indifferente al clima politico e ai rovesci dell’economia, non si è mai fermata. Una al giorno, ne è nata. Per anni e anni, fino ad allagare Regioni, Province, Comuni. La fotografia scattata dalla Cgil con il suo centro studi Ires in un approfondito studio di 60 pagine, ci consegna oggi un’immagine mostruosa. Uno scenario popolato da 8.893 società partecipate dalle pubbliche finanze e cresciute a un ritmo impressionante: circa 5mila nel solo periodo compreso fra il 2000 e il 2014, fino a raggiungere uno spettacolare rapporto di una ogni 6.821 abitanti. Con i suoi amministratori, i suoi revisori, i suoi dirigenti: spesso soltanto quelli. E punte inarrivabili. Come nel Trentino Alto Adige, dove si sono contate 498 scatole societarie create con i soldi dei contribuenti. Ovvero, una ogni 2.126 residenti. Ma ancor più in Valle D’Aosta, la Regione più piccola d’Italia che detiene il record di società pubbliche in rapporto ai propri residenti. Una per ogni 1.929 valdostani.

Banche, dall’Etruria alle due popolari venete il conto per l’Italia arriva a 68 miliardi

E' questa la somma del valore di azioni e obbligazioni vaporizzate, aumenti di capitale di Mps bruciati, interventi dello Stato e contributo del sistema bancario, che comprende anche parti di denaro pubblico come i 500 milioni immolati dalla Cassa Depositi e Prestiti

di Carlo Di Foggia e Giorgio Meletti 

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sono molto contenti. Il crac della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, lasciate marcire per anni da una Vigilanza bancaria distratta se non complice, è stato risolto impegnando 17 miliardi dei contribuenti, ma era “l’unica soluzione, comunque la migliore”. E adesso, soprattutto, ci assicurano che la crisi bancaria è finita, che è tutto a posto, non ci sono altre minacce in vista. È vero, lo avevano già detto il 22 novembre 2015, dopo il come sempre frettoloso e sgarruppato bail-inall’italiana di Banca Marche, Etruria, Cassa Ferrara e Carichieti.Assicurarono che, in mezzo a tanti strepiti populisti su quattro banchette di infima dimensione, loro avevano, in silenzio, messo in sicurezza il Monte dei Paschi e le due banche venete. Non era vero, ma chi non fa non falla.

L’annuncio di Delrio: "Case, sarà obbligatorio il certificato di stabilità"

Un'abitazione su sei è a rischio. Per il ministro delle Infrastrutture "serve adesso un salto di qualità culturale"

di SERGIO RIZZO

Dopo la tragedia di Torre Annunziata vengono i brividi a leggere certe statistiche. Come quella secondo cui in Italia una casa su sei è a rischio. Brividi che condivide pure il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, da almeno due anni alle prese con quello che definisce "un problema culturale". E per affrontarlo ora ha in serbo una sorpresa per la prossima legge di stabilità che entrerà in vigore nel prossimo anno: imporre la certificazione statica dell'edificio o dell'abitazione nei contratti di natura immobiliare.

"Com'è obbligatoria la certificazione energetica, nei contratti d'affitto o di compravendita lo sarà anche quella statica", dice il ministro. Da vent'anni si cerca inutilmente di affrontare il problema dei rischi di un patrimonio immobiliare spesso fatiscente. Ma l'introduzione del cosiddetto libretto del fabbricato, un documento che certifichi lo stato di cose reale delle nostre case è stata sempre bloccata con la motivazione (ufficiale) dei costi.

Comune Parma, sospeso il provvedimento del dg Giorgi sulle progressioni economiche

La polemica era emersa durante la campagna elettorale e il caso non è ancora chiuso. Interviene la Cisl: avevamo avvisato che la procedura non era corretta

Il caso era emerso in piena campagna elettorale quando la Cisl aveva attaccato il direttore generale del Comune Marco Giorgi per la sostituzione del dirigente al Personale (Donatella Signifredi, ndr) nella procedura delle progressioni economiche orizzontali (Peo) per non aver concluso l’iter amministrativo necessario alla pubblicazione delle graduatorie.

Si trattava di stilare una graduatoria basata su anzianità di servizio e mansioni svolte dai dipendenti comunali a cui fa riferimento un fondo economico di 400 mila euro per il biennio 2017-2018 come stabilito nel contratto decentrato integrativo per i dipendenti del Comune di Parma sottoscritto nel dicembre 2016 dai sindacati di categoria. 

Tuttavia, il provvedimento con il quale Giorgi si faceva carico della composizione graduatoria è stato sospeso con una determina dirigenziale emessa dal settore delle Risorse umane e organizzazione.

Pd di Parma, resa dei conti finale e dimissioni di massa

Il partito esce politicamente distrutto dalle elezioni

Prosegue la resa dei conti nel Pd. Dopo la serie di analisi sulla sconfitta che si sono susseguite dopo il ballottaggio, nel corso dell'assemblea comunale provinciale, come annunciato, il segretario cittadino Lorenzo Lavagetto e quelo provnciale Gianpaolo Serpagli hanno rimesso il mandato. Lasciano l'incarico anche cinque segretari di circolo. La lunga battaglia interna iniziata con le primarie arriva all'epilogo. Scatta il commissariamento. Un partito, in sostanza, da rifondare.

All'assemblea era presente anche il segretario regionale Paolo Calvano che ha ribadito come dopo le primarie sia mancata l'unità e ha bocciato la linea del candidato Paolo Scapa di tenere a distanza il partito ("ha pensato di vincere da solo le elezioni") nonostante il buon risultato del primo turno.

Lasciano anche cinque segretari di circolo in polemica con la scelta di imbarcare esponenti della Giunta Vignali. "Avere imbarcato questi uomini della Giunta Vignali ha dato un grande vantaggio a Pizzarotti e creato confusione e fastidio tra gli elettori di centrosinistra. Abbiamo perso voti nell’ambito del centrosinistra per di più senza prenderne altri in altre aree politiche. La campagna

 elettorale è stata condotta in modo autoreferenziale dal candidato sindaco e dalla sua squadra. Chiediamo l’azzeramento degli organismi dirigenti del partito. Il giorno dopo il ballottaggio siamo rimasti sbalorditi nel leggere le dure parole di Paolo Scarpa contro il Pd che ha liquidato come un fardello che lo ha danneggiato. La realtà è che Scarpa è andato al ballottaggio grazie al Pd, non nonostante il Pd. Porti rispetto al Pd". 03 luglio 2017

Fonte Link parma.repubblica.it

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