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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Il Def per ricchi e poveri: arrivano reddito di inclusione e Bes

Nel Documento di economia e finanza approvato ieri entrano la misura di sostegno per le famiglie in stato di indigenza e il nuovo indicatore del benessere che affiancherà il Pil. Ecco cosa sono

di FILIPPO SANTELLI

ROMA - Il Rei e il Bes. Sono queste due sigle le nuove lenti con cui l'Italia proverà a guardare al tema della ricchezza, e al problema della povertà, nel Paese. Le due novità sono state inserite all'interno del Def, il documento di programmazione economica approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. La prima, il Reddito di inclusione attiva (Rei), è una nuova misura di contrasto alla povertà, un contributo per aiutare i membri delle famiglie che si trovano sotto la soglia di indigenza a trovare un impiego e che a regime dovrebbe essere universale. La seconda, il Benessere equo e sostenibile (Bes), è invece un nuovo indicatore del livello di progresso della società elaborato da Istat e Cnel che tiene conto di una serie di fattori economici, ma anche sociali, ambientali e di uguaglianza, e che va ad affiancare all'interno della programmazione dei conti pubblici il classico Pil. Eccole spiegate nel dettaglio.

Bando dell'acquedotto truccato: cinque persone arrestate a Fidenza (PR)

Coinvolto il presidente regionale di Confartigianato Marco Granelli. La reazioni di EmiliAmbiete e Comune di Fidenza

I carabinieri della compagnia di Fidenza, su richiesta della Procura di Parma e su disposizione del gip del tribunale, nella mattinata di martedì hanno posto agli arresti domiciliari cinque persone per i reati di violazione e utilizzo di segreti d'ufficio, turbata libertà d'incanto e falsità ideologica e materiale.

La vicenda riguarda un tentativo di cambiare le buste d'offerta in fase avanzata di gara per un bando da 8 milioni e 500mila euro emesso da Emiliambiente, società pubblica che gestisce il sevizio idrico di 11 Comuni del Parmense, tra cui Fidenza.

Coinvolti il presidente, il vicepresidente e due impiegati del consorzio Coimpa di Parma (che conta 17 soci, sede in piazzale Badalocchio a Parma), che avrebbe partecipato al bando prendendo accordi illeciti con il presidente della commissione di gara e direttore di Emiliambiente.

Agli arresti domiciliari sono finiti Marco Granelli (nella foto), salsese, numero uno del Consorzio imprese parmensi e attuale presidente regionale di Confartigianato, Dino Pietralunga, direttore di Emilia Ambiente, Aldo Toscani, vice presidente di Coimpa e due dipendenti dello stesso consorzio: Stefano Ghidini e Aldo Perlini.

L'indagine è scattata lo scorso luglio grazie a una denuncia della commissione di gara, composta da quattro membri tra cui il direttore Pietralunga, responsabile unico del procedimento.

L'Antitrust boccia la legge sugli home restaurant: "Restrizioni ingiustificate"

Il Garante per la concorrenza censura la norma già approvata alla Camera che fissa diversi paletti per l'attività dei ristoranti domestici: "Il tetto ai coperti e al fatturato annui non ha motivazioni. La sharing economy deve essere regolata in maniera leggera" 

di FILIPPO SANTELLI

ROMA - Sui servizi di mobilità e ospitalità condivisa, da Uber a Airbnb, l'Italia non ha ancora una legge. Ma anche dove cerca di regolare la sharing economy, come con gli "home restaurant", i risultati sono rivedibili. O addirittura censurabili, ad ascoltare il giudizio qualificato dell'Antitrust. Nel suo ultimo bollettino infatti il Garante per la Concorrenza dedica un parere al disegno di legge sulla ristorazione domestica, l'offerta di cene da parte di cuochi amatoriali, nel salotto di casa, attraverso piattaforme tecnologiche. Una norma già approvata a gennaio alla Camera e in attesa dell'esame del Senato, che ora l'Antitrust boccia in diversi punti, a cominciare dal tetto massimo al numero di coperti (500) e di proventi (5.000 euro) che un ristoratore amatoriale può realizzare nell'anno: "Limitazioni del tutto ingiustificate", scrive Giovanni Pitruzzella.

PAOLO SCARPA: EMERGENZA DROGA A PARMA VA AFFRONTATA CON PRESENZA PUBBLICA

La nostra città ha molti più problemi legati alle sostanze stupefacenti di quanti ne abbia avuti in passato. Non sono io a dirlo ma è il Questore di Parma, che ringrazio per il prezioso lavoro svolto, che ha tracciato un bilancio allarmante sulla quantità di droga presente in città. Oltre allo spaccio al minuto nei viali e nei parchi, dalla nostra Parma transitano quantità enormi di stupefacenti e del genere più pericoloso: tanta cocaina e molta eroina, la droga che ha contrassegnato in modo orribile gli anni '70 e '80 del secolo passato. Sono certo che un sindaco debba fare la sua parte per estirpare questo male che minaccia i nostri ragazzi. Io credo che possa. Non servono operazioni da sceriffo, c'è bisogno della giusta fermezza e di senso di responsabilità. Ho messo in campo cinque proposte concrete sulla sicurezza con le quali affrontare l'emergenza attuale e tornare ad avere il controllo della situazione partendo dall'intensificare il contatto quotidiano tra la Polizia Municipale e un territorio che sente di essere stato abbandonato. Ho proposto di creare una sede unificata, in centro, per la Polizia di Stato e la Polizia Municipale, una soluzione che ha migliorato la sinergia tra i due corpi e dato ottimi risultati in città non lontane dalla nostra. Proposta che l'attuale amministrazione ha malamente imitato limitandosi ad annunciare lo spostamento della centrale da via Del Taglio. Oggi che le statistiche nazionali e la nostra stessa quotidianità di cittadini descrivono Parma pericolosamente esposta al degrado, è giunto il tempo di agire, senza allarmismi o isterismi, garantendo presenza pubblica e vicinanza alle persone. 

Cresce la cooperazione tra Italia e Birmania

Parma, 10 aprile 2017

Cari Amici,

sono così intensi questi giorni che non so quando e come dirvi. Vorrei condividere con voi l’essenziale, ma spesso anche i dettagli lo sono.

Un mese fa ero in Birmania, di nuovo. Ci vogliono bene anche per questo, siamo costanti nella vicinanza.

Si condividono le cose, la vita, la politica. Ci sentiamo insieme responsabili, di loro e di noi, del mondo.

Sono andata con Alberto, Caterina, Clelia, Simona, là ci aspettavano Virginia e Beatrice, poi ci ha raggiunto Fabio. Ci lega il filo dell’Associazione, con ruoli diversi. Colpiscono queste giovani donne in prima linea, Beatrice, di Trento è là da un anno, lavora con le imprese, le fiere, l’economia. Questo viaggio voleva aprire strade di lavoro: nella sanità con il progetto condiviso dal CUCI (Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale) dell’Università di Parma e da CINECA di Bologna per una banca dati sui bisogni sanitari in Myanmar, e con la preparazione della ricerca sul campo di Caterina per un anno su disabilità e HIV; nell’economia con la presenza di imprese interessate; nella cultura con l’invito di Thant Zin Soe alla Fiera Internazionale del libro per ragazzi di Bologna; nella scuola con il rapporto con la scuola Lumbini di Ko Tar; nell’agricoltura con l’incontro con Thuzar che lavora con i contadini nei pressi di Mandalay. Tutto cresce.

Incontro giovedì 13 aprile 2017 sull'incompatibilità tra la Costituzione Italiana e i trattati Europei

incontro sulla Costituzione Italiana e i trattati europei

Il dibattito pubblico che ha accompagnato il referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016 ha, in varie occasioni, lasciato intravedere un tema da molti ritenuto oggi non più eludibile: la differenza, se non il contrasto, tra l’idea di società fatta propria dalla nostra Costituzione e quella veicolata dai Trattati fondativi dell’Unione Europea. Abbiamo, da un lato, centralità del diritto al lavoro, lotta alla disuguaglianza come obiettivo dell’intervento dello Stato, principio della sovranità popolare; dall’altro, competitività, stabilità dei prezzi come valore assoluto, meccanismi di “governance” che sembrano sfuggire alla normale legittimazione democratica. Non si tratta, però, solo di un problema per studiosi di modelli economici o giuridici. Direttive e vincoli europei, infatti, incidono profondamente sulla vita dei cittadini, determinando il quadro in cui si trovano ad agire sia i governi nazionali che le amministrazioni locali.

Il Comitato “Salviamo la Costituzione” di Parma ha organizzato un incontro di approfondimento e di discussione sull’“Incompatibilità tra Costituzione italiana e Trattati europei”, che partirà dalla realtà dei nostri comuni per arrivare a chiarire origine, natura e possibili trasformazioni delle istituzioni europee.

L’incontro si terrà giovedì 13 aprile alle ore 21.00, presso la sala della Corale Verdi, Vicolo Asdente, 9 Parma.

Roberto Ghiretti: sulla ludopatia il Comune di Parma è in grave ritardo

Spiace davvero doverlo dire ma temo che sulla questione delle ludopatie quanto proposto dall'assessore Alinovi rappresenti la proverbiale chiusura della stalla quando i buoi sono abbondantemente scappati. Da anni chiedo a questa amministrazione di agire prontamente e risale al 2013 il primo ordine del giorno da me depositato sul tema. Ordine del giorno, che è bene ricordare, fu approvato all'unanimità, salvo poi essere “dimenticato” per molto tempo.

Altri sul tema si sono mossi con coraggio e voglia di arrivare a dei risultati, ad esempio il Comune di Modena che recentemente ha messo a punto un'apposita ordinanza che interviene sugli orari di accensione sia delle macchinette installate in bar e tabaccherie che su quelle nelle sale giochi. Da aprile entrambe le tipologie non potranno restare accese più di otto ore al giorno con limite serale fissato alle 22. Da notare che l'atto è stato messo a punto attraverso un confronto con associazioni di categoria ed enti di promozione sociale.

A Parma invece il Comune propone per il futuro regole più severe per chi voglia aprire nuove sale slot, un provvedimento che certo non contesto nel merito ma che giunge quando sono già troppe le sale attive sul nostro territorio e che sopratutto pare non essere efficace in caso di cessione dell'attività con relative licenze.

Alinovi è felice di “dare un segnale” ma a mio parere il segnale andava dato tempestivamente almeno un paio di anni fa. Oggi temo ci si accontenti di un'iniziativa molto di immagine, non a caso alle porte della campagna elettorale, che ha il grave difetto di non intervenire su quanto già accade, lasciando inalterato il problema concreto in cambio della promessa di evitare futuri peggioramenti. 

Roberto Ghiretti
Parma Unita

Trasparenza, il Foia (Freedom of information act) è ignorato: “Il 73% delle amministrazioni non risponde alla richiesta di documenti”

L'associazione Diritto di Sapere ha testato la nuova legge e monitorato i risultati di 800 domande. Illegittimo un rifiuto su tre. Tra i più reticenti ospedali e ministeri. Il project manager dell'ong Claudio Cesarano: “Viene reso impossibile il controllo civico su come è gestito un servizio pagato dai cittadini". Ma chi risponde dà informazioni soddisfacenti nel 63% dei casi

Gran parte delle pubbliche amministrazioni se ne frega di una legge dello Stato. E’ questo il primo dato che risulta dal monitoraggio condotto dalla ong Diritto di Sapere sul Freedom of information act (Foia), la legge sulla trasparenza entrata in vigore quattro mesi fa per consentire a qualsiasi cittadino di richiedere l’accesso ai documenti detenuti da un comune, una regione, un ministero o qualsiasi altro ente pubblico. Delle 800 domande inviate da 56 volontari che hanno partecipato al progetto, ben sette su dieci non hanno ottenuto alcuna risposta entro i 30 giorni previsti dalla norma.

Dallo sbarco in tv a Ivrea: le mosse di Casaleggio per il controllo del M5S

Davide, il figlio del cofondatore dei 5 Stelle, esordisce in tv con Lilli Gruber. E intanto Beppe Grillo va in tour nei Comuni. Sabato a Ivrea il ricordo di Gianroberto

Emanuele Buzzi 

«Una mossa politica per evitare il confronto». Così nel Movimento ribattono a Matteo Renzi che lo ha indicato come il vero leader dei Cinque Stelle («Comanda lui, non mister congiuntivo Di Maio o il povero Di Battista», dice l’ex premier a Panorama). Di sicuro però qualcosa nel profilo pubblico di Davide Casaleggio è cambiato. Schivo nei primi mesi dopo la scomparsa del padre, a partire dalla crisi della giunta romana di settembre (che ha mandato in pezzi il direttorio) l’imprenditore milanese si è ritagliato un ruolo sempre più centrale e decisivo. Quando alcuni parlamentari critici nei suoi confronti lo hanno attaccato dopo il mancato passaggio al gruppo Alde in Europa, lui li ha messi alle corde. E ha aumentato — in accordo con Beppe Grillo — la sua visibilità pubblica.

Il ruolo di guida

Legge anti slot senza decreto attuativo: e in un anno ce ne sono 30 mila in più

407 mila le slot machine disseminate in tutta Italia al 31 dicembre scorso, per la precisione erano 407.390. Una macchinetta ogni 147 italiani. Con il boom dell'online, l'azzardo

Sergio Rizzo

C’è chi chiede di tassare ferocemente il gioco d’azzardo per combattere la povertà (Andrea Orlando) e chi di vietarlo tout court (Ignazio Messina, segretario dell’Italia dei Valori). C’è chi annuncia uno stanziamento monstre per combattere la ludopatia dilagante (Nicola Zingaretti) e chi il taglio di 130 mila slot machine (Paolo Gentiloni). Risultato: invece di diminuire, le macchinette aumentano.

Al 31 dicembre del 2016 ce n’erano 407.390. Una ogni 147 italiani. Il bello è che una norma approvata ormai più di 15 mesi fa nella legge di Stabilità 2016 stabilisce che quel numero si debba ridurre fino ad attestarsi alla fine del 2019 su un livello inferiore del 30 per cento a quello rilevato il 31 luglio 2015. Quel giorno le slot disseminate in sale, bar e tabaccherie risultavano 378.109. Ossia ben 29.281 meno di quelle che risultavano a dicembre 2016. Che cosa è successo?

Sappiamo che dopo un anno e tre mesi il decreto ministeriale attuativo di quella norma incredibilmente non è stato ancora emanato. Ma non può essere soltanto questa la ragione. C’è chi sostiene, per esempio, che bisogna calcolare pure le macchinette in magazzino. Piuttosto curioso, considerando che la stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha chiarito un anno fa in una risposta a un articolo del Corriere nel quale già si segnalava l’aumento degli apparecchi, che quel numero di 378.109 «comprende sia gli apparecchi in esercizio sia quelli in magazzino». Il che fa venir meno anche l’ultimo alibi.

Effetto Parma, i volti nuovi della lista e la sfida Pizzarotti-Scarpa

Le selezioni per comporre il gruppo che sosterrà il sindaco Pizzarotti alle elezioni: dall’architetto Tassi Carbone a Nabila Mhaidra, mediatrice del centro antiviolenza

A metà aprile il programma e i nomi dei candidati consiglieri. Così il sindaco Federico Pizzarotti aveva annunciato nell’ultima conferenza stampa di Effetto Parma.  

E il lavoro per individuare i candidati consiglieri per le elezioni comunali sarebbe pressoché concluso. Volti nuovi che si aggiungeranno al gruppo storico, che registra diversi addii.

L’Espresso - che ha dedicato un approfondimento alla prossima sfida per il Comune a Parma  - ha potuto assistere ad alcune delle presentazioni dei possibili candidati, vistando il quartier genarle di Effetto Parma, ospitato nello studio di Marco Maria Freddi, 55 anni, designer di ingredienti vegetali per l’industria alimentare e presidente dell’associazione Luca Coscioni.

I volti nuovi - Niente casting chiarisce Cinzia Piastri, la moglie del sindaco. “Piccoli video di presentazione, più che altro per conoscerci” spiega. Tra i possibili candidati c’è l’architetto Alessandro Tassi Carboni: “È la mia prima avventura in un partito, anche se alla politica mi sono avvicinato a 16 anni con la stessa passione con cui cominciavo a correre dietro alle ragazze, e ancora per qualche mese sono presidente dell’Ordine degli architetti…”.

Renzi cerca la crisi, Gentiloni può subirla, Mattarella no. Conseguenze impreviste della guerra degli Alfanoidi

Mario Sechi

Come anticipato sugli schermi di List, la saga spaziale intitolata La Guerra degli Alfanoidi ha avuto successo e ha conquistato ampie recensioni su tutte le prime pagine dei giornali. Il titolare di List non ha mai sottovalutato la capacità di manovra del Kissinger di Agrigento, Angelino Alfano, e quando ieri per un “incidente” Salvatore Torrisi, senatore di Alleanza Popolare, è stato eletto presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato – quella che toh! discute la legge elettorale – è apparsa chiarissima la strategia dei finissimi intellettuali della Magna Grecia degli alfanoidi (copyright di Gianni Agnelli vs Ciriaco De Mita) il do ut des, che nel caso dell’ideologia alfanoide ha una variazione nobilissima: intanto prendo e poi vediamo cosa mi dai tu.

Senato, Affari Costituzionali: Pagliari (Pd) battuto. Guerini: "Tradito patto maggioranza, legge elettorale a rischio "

Eletto come presidente il senatore di Ap Torrisi, contro il candidato del Pd Pagliari. I renziani parlano di 'inedito patto della conservazione' che unisce anche M5S, Forza Italia e Mdp. Pressioni su Alfano che chiede al suo senatore di lasciare l'incarico. Chiesto incontro a Mattarella. Orlando: "Crisi? Speriamo si riesca a evitarla"

ROMA - Il candidato del Pd alla presidenza della commissione Affari del Senato viene silurato da un'inedita allenza che raggruppa tutte le opposizioni e, dicono, i senatori di Ap (che però smentiscono decisamente: "Noi leali") e Lorenzo Guerini sbotta: "Tradito il patto di maggioranza, siamo preoccupati. Ora la legge elettorale è a rischio". E sembrerebbe non solo quella, tanto che il ministro della Giustizia Andrea Orlando a chi gli chiede se si va verso la crisi risponde: "Spero si riesca ad evitarlo ma è un fatto grave".

Tutto nasce dall'elezione dell'alfaniano Salvatore Torrisi con 16 voti e dalla bocciatura del dem Giorgio Pagliari (11 voti) a capo dell'organismo che ha in mano le leve della gestione della legge elettorale. Uno snodo cruciale per affrettare o rallentare il dibattito in Aula e soprattutto per decidere quale modello di legge elettorale presentare. Tanto che alcuni senatori del Pd si fanno scappare: "E' la vittoria dei proporzionalisti, a questo punto la legge elettorale non si tocca più".

Nicola Dall'Olio: fallimento UNIECO e ripercussioni su PRU Pasubio


Liquidazione coatta amministrativa Unieco – Ripercussioni per PRU Pasubio e altri comparti urbani

Il sottoscritto consigliere comunale 

PREMESSO:

che con Del. C.C. n. 89 del 22/11/2016 è stato approvato l’integrativo dell’accordo di programma per il Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) denominato Comparto Via Pasubio e sono state contestualmente adottate le conseguenti varianti degli strumenti urbanistici attuativi;

che il soggetto attuatore del menzionato accordo è la “Società Pasubio Sviluppo S.p.A.” nata nel 2012 dall’acquisizione, da parte di REMILIA srl, del pacchetto di quote azionarie detenute dal Comune di Parma nell’allora “STU Pasubio S.p.A.”;

che, come riportato nella citata delibera C.C. 89/2016 la REMILIA Srl è una società soggetta all’attività di direzione e coordinamento del socio “Unieco Società Cooperativa” già azionista, per la quota privata, della “STU Pasubio S.p.A.”;

che “Unieco Società Cooperativa” è dunque l’azionista di controllo della “Società Pasubio Sviluppo S.p.A.” che ha in carico l’attuazione e il completamento del Programma di Riqualificazione Urbana di cui al menzionato accordo di Programma; 

CONSIDERATO:

che, come riportato dalla stampa, a fine marzo il Consiglio di Amministrazione di Unieco ha deliberato l’avvio della procedura per la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa non sussistendo le condizioni per attivare il concordato preventivo;

CHIEDE

La conferma che Gheddafi fu ucciso per il progetto “dinaro d’oro in panafricano”.

Le guerre dell’imperialismo contro i non allineati. La Libia di Gheddafi era una minaccia del sistema occidentale perché voleva rendere indipendente e ricca l’Africa attraverso il dinaro d’oro. Per questo motivo è stato ucciso Muammar Gheddafi e distrutta una nazione. Nicolas Sarkozy arrivò a definire la Libia una “minaccia alla sicurezza finanziaria del mondo”. Comprendi queste parole?

Cosa dicono quei quattro disperati libici, o presunti tali, che manifestavano in giro per l’Europa contro il colonnello Gheddafi? Cosa pensano adesso della distruzione della loro nazione? Sono felici? Sicuramente il colonnello non sarà stato un santo, come tra l’altro non lo è nessun presidente/governatore/politico/ecc… Però manifestare per la distruzione della propria nazione è semplicemente da malati mentali. L’imperialismo, l’occidente tutto è contro la vita. Il Nuovo Ordine Mondiale, a cui la maggioranza non crede, e ci trova pure da ridere, passa attraverso la distruzione e la morte di chi è indipendente. Alla speculazione non interessa una banana della vita della gente. Basta vedere quante guerre sono state causate dal 1900 ad oggi. Non passa giorno che non scoppi una nuova guerra. Eppure dovremmo affogare nel BENESSERE più sfrenato. Ed invece viviamo in un mondo di sofferenza. Anche gli occidentali stessi, che si credono liberi, soffrono ogni giorno sempre più. Siamo tutti sempre più schiavizzati.

Gli occidentali credono di pulirsi la coscienza facendo beneficenza e volontariato. Sono sempre stato contro questi strumenti perché sono dell’idea che ognuno debba essere indipendente. Mi sta bene la solidarietà ma far sentire inferiore gli altri è solo un’altra trovata occidentale che si sentono superiori sempre e comunque.

Elezioni 2017, Parma Unita ci sarà: "Lista a sostegno di Scarpa"

Il fondatore e capogruppo in Consiglio annuncia la presentazione della lista elettorale a fine mese. Sicurezza, lotta al degrado, welfare i punti del programma

"La scelta di sostenere Paolo Scarpa e costruire un progetto comune che superasse le tradizionali divisioni tra schieramenti è risultato vincente. Un anno fa ragionavamo della necessità di unire le forze per costruire un'alternativa all'attuale Amministrazione: questa intuizione è stata capita e premiata dai parmigiani che ci hanno messo nelle condizioni di fare la corsa fino in fondo".

Così Roberto Ghiretti, fondatore e capogruppo di Parma Unita, ha aperto la conferenza stampa in cui ha presentato il punto dei lavori in vista delle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno. Parma Unita dunque presenterà una lista collegata ala candidatura a sindaco di Scarpa.

Elezioni 2017 a Parma, Costi: "Non sarò capolista nel Pd"

Dario Costi, ex candidato sconfitto alle primarie del centro sinistra, non sarà capolista del Pd alle prossime elezioni amministrative di giugno.

L’annuncio arriva con una nota divulgata dopo l’incontro con Paolo Scarpa,avvenuto sabato due aprile che ha sancito, almeno a parole, una tregua alle aspre polemiche delle ultime settimane.

"A nome del gruppo che mi ha sostenuto alle primarie - scrive Costi - ho chiesto e ottenuto un chiarimento nel merito delle richieste di deferimento e degli attacchi personali che ho ricevuto nelle scorse settimane. Ringrazio i presenti all’incontro che hanno riconosciuto la correttezza del nostro operato come io stesso ho fatto nei confronti di Scarpa. È stata così superata una vicenda che ha turbato il clima politico della coalizione e che andava assolutamente chiarita".

Nel confronto con il candidato sindaco Costi precisa di aver "parlato a nome di un gruppo di lavoro con cui ho svolto la campagna di ascolto nella città e che intende continuare a lavorare. Ho rivendicato la correttezza del nostro agire, la passione del nostro impegno e la qualità e del lavoro. Non ho mai chiesto nulla per me. Ho semplicemente chiesto e ottenuto il fondamentale riconoscimento di un ruolo politico collettivo che eserciteremo in futuro negli appuntamenti che ci aspettano".

Paolo Scarpa con Costi avanti insieme

Nel corso di un incontro io e Dario Costi abbiamo chiarito le rispettive posizioni e appianato le asperità che si sono presentate durante il percorso che, dalle Primarie, ci ha condotto al confronto aperto di oggi. Il reciproco riconoscimento dei nostri ruoli, la lealtà e il senso di responsabilità che ci contraddistingue e il lavoro fatto nel corso di una consultazione che ha visto la partecipazione di migliaia di parmigiani, hanno consentito di superare questa fase di incomprensione. Dario Costi ha confermato il suo pieno sostegno per la sfida che mi attende in qualità di Candidato Sindaco, con lo spirito che cì deve uniformare per un impegno disinteressato finalizzato solo al bene della città . E' nostro compito comune avviare un percorso di condivisione di programmi e di idee, che si estenda alla città tutta, e che allarghi gli orizzonti di ascolto e partecipazione, avendo al centro Parma, forti di una rinnovata spinta unitaria. Non contro nessuno ma per un progetto ambizioso di futuro.

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona
di Solange Manfredi  

Premessa
Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie: 
violazioni costituzionali nell'esercizio della politica monetaria; 
attentato agli organi costituzionali; 
La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto; 
Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l'Italia ha perso la tutela dei diritti umani.

Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo. 
Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio. 
Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale. 
E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia
Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione,  è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.

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