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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Tito Boeri, Stefano Bonaccini, i Servizi Sociali

Essendo ogni persona un essere economico fin dal suo concepimento, le istituzioni, stampando moneta sovrana (come recita la Costituzione art.117), dovrebbero provvedere a fornirgli i mezzi economici necessari alla sua vita dignitosa indipendentemente dal lavoro svolto. La moneta (come sostiene Auriti - Link) è un diritto perché sovrana, quindi del popolo, non delle Banche Commerciali, né delle Banche Centrali (centri di ganster finanziari "banksters"-Maurizio Ferraris -Link). La moneta è uno strumento necessario, indispensabile, per vivere, come l'aria e l'acqua. Non si vive per produrre moneta, né come bestie per il dio mercato, ma per liberarsi dalla schiavitù. Vi è l'esercizio del sé, del proprio talento, nel contesto territoriale e sociale. In questo cresce la società. Altrimenti è solo consumo e tecnologia senza progresso (lettura consigliata "il lavoro nel XXI secolo" di Domenico De Masi per avere anche un excursus storico della liberazione dalla schiavitù fin dall'antica Grecia, dove esistevano schiavi e uomini liberi. Modello di società condannato da Socrate e dagli Stoici). Se la moneta è sovrana all'atto della emissione è del popolo. Lo Stato ha il dovere di utilizzarla per la vita dignitosa delle persone. (Art.3 Costituzione: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana..."). 

Società dei Concerti Parma esclusa da fondi Mibact

La Società dei Concerti ancora una volta esclusa dall’erogazione dei fondi del Ministero per i Beni e Attività Culturali.

La notizia è giunta mentre al Teatro Regio di Parma si presentava la stagione concertistica, dal 2019 totalmente realizzata dalla storica istituzione cittadina. Una delle numerose attività che l’associazione porta avanti sul territorio, insieme al tradizionale Concerto di Capodanno (XIX edizioni), ai Concerti della Casa della Musica (XVI edizioni), al Paganini Guitar Festival (XVIII edizioni), a Un pizzico di luna (IV edizioni) e alle attività per le famiglie come Children’s Corner, Peppino’s Corner, Christmas Corner, che ormai da molto tempo sono parte della vita culturale cittadina, iniziative che vantano anche la presenza di un pubblico internazionale e variegato destinate a diversi target.

Un’attività concertistica che si contraddistingue per una programmazione culturalmente completa e approfondita, capace di affrontare cicli tematici, concerti monografici e interi cicli di opere dei compositori più rappresentativi.

La notizia rattrista l’intera associazione che, in vista di Parma2020, si era proposta di portare avanti iniziative ancora più importanti, in collaborazione con tutte le istituzioni musicali del territorio, in continuità con la politica che, dal 2015 – anno del rilancio – è stata attuata organizzando eventi in tutta la Città: Teatro Regio, Auditorium Paganini, Casa della Musica e altri luoghi di Parma e della Provincia. Ma la Società dei Concerti aveva altri ambiziosi obiettivi per il 2019 come far crescere lo staff operativo per programmare con largo anticipo le manifestazioni, aumentare le attività di comunicazione delle iniziative nella Regione Emilia Romagna per alimentare l’incoming sul territorio e dare innovatività ai progetti per coinvolgere le nuove generazioni.

Alessandro Guardamagna: LE MERITATE SCUSE AL SINDACO?

Federico Pizzarotti e Beppe Grillo

Meriterebbe le scuse Sindaco Pizzarotti, forse è vero. Anche se la sua richiesta ad alcuni suona come un paradosso, sicuramente verrà il giorno in cui a porgergliele non saranno quegli opportunisti incompetenti del M5S, ma i cittadini di Parma a cui Beppe Grillo promise nel Maggio 2012, con lei ridente sul palco che annuiva (se lo ricorda?) che sarebbero dovuti passare sul suo cadavere prima che si facesse funzionare l’inceneritore. Lei non faceva lo yes man, ci mancherebbe altro! Annuiva e basta, pur consapevole, come ebbe poi a dire, che era ancora tutto da verificare che il progetto del forno si potesse bloccare o no. La storia insegna che ora lei è affranto dal vedere un forno che trita sempre più rifiuti che IREN incamera provenienti da tutt’Italia, e che per fermare il quale negli anni sembra aver fatto, scusi se lo osservo, un po’ pochino. Saranno sempre i cittadini a scusarsi per non aver capito i motivi per i quali lei non ha ancora reso pubbliche le conclusioni della società Price Waterhouse Coopers, la cui preziosa relazione sul caso PGE è costata € 50.000. Per sapere cosa avveniva in PGE bastava leggere gli articoli di alcuni quotidiani locali, e far risparmiare alla cittadinanza i costi della consulenza, e anche di questo i cittadini truffati capiranno l’importanza di porgerle sentite parole di scusa.

Inceneritore di Parma, accordo su autolimitazione ed economia circolare

Tavolo di confronto in municipio

L'accordo di autolimitazione scaduto nei mesi scorsi verrà prorogato. Si aprirà inoltre un tavolo di confronto permanente volto a lavorare sulla riduzione della produzione dei rifiuti speciali che fortemente impattano sullo smaltimento.

Un lavoro nel filone dell'economia circolare perché il problema venga affrontato a monte (la produzione dei rifiuti) e non solo a valle (lo smaltimento). Tutto questo a partire dalla solida base di raccolta differenziata raggiunta a Parma.

Questo, in estrema sintesi, quanto è uscito dal tavolo di confronto riunito questa mattina in municipio dopo gli interventi e le prese di posizione che nelle settimane scorse hanno dibattuto sul problema. 

Erano presenti Amministrazione comunale, Regione, Iren, Unione industriali, Comuni interessati dal Paip. Sarnno i tecnici a entrare nel dettaglio dell'intesa ma la svolta concorde è comunque arrivata.

L'impianto già nel 2016 e nel 2017 ha sforato la soglia di 130mila tonnellate annue di rifiuti smaltiti raggiungengo quota 165mila. Obiettivo iniziale di Iren era puntare al massimo della capacità, ovvero 190 mila tonnellate annue.

Prossima convocazione a settembre. L'autolimitazione, spiega il Comune in una nota, è "in coerenza con le peculiarità di un territorio particolarmente virtuoso nel ciclo ambientale", con alte quote di raccolta differenziata. 

Ministero nega sostegno a Traiettorie, lettera a Bonisoli: "Rivedere decisione infausta"

On. Alberto Bonisoli,
la rassegna Traiettorie, da ventisette anni una delle più importanti iniziative europee nell’ambito della musica contemporanea, che nel 2010 ha ricevuto il premio “Franco Abbiati”, non avrà alcun sostegno da parte dello Stato.
Neanche l’avvicinarsi dell’appuntamento di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 è riuscito a evitare il danneggiamento di uno dei più antichi e significativi festival di musica contemporanea europei.

Sappiamo tutti quanto la sperimentazione contemporanea sia vitale per l’innovazione culturale e quanto sia fondamentale per permettere una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale del nostro paese, dacché permette di rinnovare l’arte con l’arte, riattivando nel presente valori analoghi codificati nel passato. E anche per questo ci saremmo aspettati un supporto, tanto più che la nostra rassegna si svolge nei luoghi storicamente e culturalmente più significativi di Parma.

Nata con il sostegno di Luigi Nono e Claudio Abbado, già Presidente Onorario della Fondazione Prometeo, con più di
duecentottanta concerti all’attivo, Traiettorie si è caratterizzata per la sua dimensione europea, in virtù della partecipazione dei più importanti solisti ed ensemble internazionali. Il progetto artistico di questa iniziativa si è concentrato sulla promozione della musica del nostro tempo di matrice europea, includendo quella di tipo elettroacustico e la musica elettronica, favorendone infine la produzione artistica attraverso la commissione a compositori di nuove opere e la realizzazione di numerose prime esecuzioni italiane e assolute.

Fabrizio Pezzuto (Parma Unita – Centristi ) sulla Scuola Adorni – Micheli

Pezzuto (Parma Unita – Centristi ): Disponibili a lavorare insieme all’Amministrazione, alle famiglie e al quartiere di San Leonardo per trovare soluzioni condivise sulla vicenda scuola Adorni – Micheli

Seguo da alcune settimane la vicenda relativa alla possibile ridistribuzione dei plessi scolastici nella nostra città con l’accorpamento della Scuola Adorni all’Istituto comprensivo Sanvitale-Fra Salimbene; ho ascoltato e mi sono confrontato con tante famiglie che hanno i bambini nelle scuole Micheli e San Leonardo che abitano nel quartiere e che temono che questo provvedimento possa depotenziare l’offerta formativa delle proprie scuole che si trovano in un quartiere con tanti problemi e con alcune ferite aperte.

Ho volutamente mantenuto un profilo basso per poter capire meglio la questione e poter visionare alcuni dati sulle composizione delle classi prima di esprimere una mia opinione; nella riunione del CCV San Leonardo di mercoledì scorso (a cui non ho partecipato, ma della quale ho ricevuto molti riscontri), sono stati posti alcuni punti fermi da parte delle famiglie che mi sento di condividere e ho apprezzato l’intenzione manifestata dall’Amministrazione di poter lavorare su questi punti in sinergia con gli utenti, con il personale scolastico e con le rappresentanze del quartiere.

Da questo punto di vista dò la mia piena disponibilità a partecipare al tavolo di lavoro ipotizzato nella riunione che, lungi dallo scavalcare gli organi competenti nel prendere le decisioni, possa indicare le priorità delle famiglie del quartiere e le aspettative riposte nell’offerta scolastica.

Parma, Piazzale Picelli: terza assemblea - spezziamo la catena "Mafie - Dipendenze - Razzismo"

Parma Piazzale Picelli

Proseguono le assemblee di strada promosse da Officina Popolare Parma: terzo appuntamento giovedì 19 luglio alle ore 21 in piazza Picelli. In previsione della seconda giornata dedicata alle dipendenze che avrà luogo a settembre, continuiamo a dar voce alla comunità degli abitanti.

Il sistema economico in cui viviamo tende a isolare le persone, lasciandole impotenti davanti a fallimenti e miserie. L’Oltretorrente, nella sua storia di quasi mille anni, è stato luogo di convivenza tra vecchi e nuovi arrivati. Non è mai stato facile arrivare a una civile convivenza, ma le risposte più efficaci sono arrivate dalla stessa comunità.

Fu la comunità a far nascere l’Ospedale Vecchio, furono i figli del popolo a dar vita alle Società di mutuo soccorso, alle Camere del Lavoro, a difendere la città dai fascisti con le Barricate. Nel dopoguerra non si contano le associazioni, i circoli, i gruppi e le lotte democratiche nate in Oltretorrente.

E ancora oggi, solo rispondendo insieme, e questo vale per ogni zona della città, riusciremo ad affrontare i problemi, a partire dagli ultimi tra noi. Uno di questi problemi è chiaramente il grande aumento nel consumo di sostanze stupefacenti. Se il problema dello spaccio è a tutti visibile, l’altro lato della medaglia è costituito dalla solitudine sociale in cui tanti di noi si trovano, pensiamo agli anziani ma anche ai più giovani, i più a rischio di sviluppare dipendenze.

L’Europa riconosce ufficialmente le valute virtuali

Marco Cavicchioli*

Tra una ventina giorni la UE riconoscerà ufficialmente le valute virtuali.

Infatti, entrerà in vigore la Direttiva UE 2018/843 del Parlamento e del Consiglio europeo, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea come L 156 del 19.06.2018.

La direttiva dovrà essere recepita dai vari Stati entro il 10 gennaio 2020, visto che sono vincolati a introdurla come canone interpretativo, ma di fatto inizierà ad essere applicata già da fine luglio 2018.

Ciò implica necessariamente che tutti gli Stati membri UE entro il gennaio 2020 debbano per forza riconoscere le valute virtuali.

Ecco la definizione data ad esse dalla UE:

“Una rappresentazione di valore digitale che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico, non è necessariamente legata a una valuta legalmente istituita, non possiede lo status giuridico di valuta o moneta, ma è accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, memorizzata e scambiata elettronicamente“.

Di fatto questa definizione è solo una constatazione di un dato di fatto, visto che non introduce alcuna novità.

Il testo della direttiva sottolinea anche che “Le valute virtuali non dovrebbero essere confuse con la moneta elettronica. […] Sebbene le valute virtuali possano essere spesso utilizzate come mezzo di pagamento, potrebbero essere usate anche per altri scopi e avere impiego più ampio, ad esempio come mezzo di scambio, di investimento, come prodotti di riserva di valore o essere utilizzate in casinò online“.

Inceneritore di Ugozzolo, LE LACRIME DI COCCODRILLO DEL SINDACO PIZZAROTTI

Dicono che dopo avere divorato la preda al coccodrillo lacrimino gli occhi. Forse non è per rimorso, ma per espellere l'accumulo dei sali nell'organismo, però nell’immaginario collettivo il fenomeno viene considerato come segnale di un tardivo pentimento. Così l’immagine del rettile con la pancia piena e l’occhio lacrimoso ci è venuta spontanea quando abbiamo letto sui quotidiani locali le dichiarazioni del sindaco Pizzarotti, che si è dichiarato contrario al superamento del limite di 130mila tonnellate bruciate all’anno dall’inceneritore di Ugozzolo. 

Una presa di posizione obbligata, quella del sindaco, ma anche tardiva e imbarazzata. Dopo la lunga serie di personalità rappresentative della società civile della città, come i Barilla, il rettore dell'università di Parma Paolo Andrei, il vescovo Enrico Solmi, l'Unione Industriali, che hanno preso decisamente posizione contro il potenziamento dell’inceneritore, anche Pizzarotti si “adegua” unendosi al coro. Ma lo fa da par suo dando un colpo al cerchio e uno alla botte e sostenendo la tesi della irresponsabilità dl comune nella vicenda. 

Intendiamoci, il Comune effettivamente non ha potere decisionale, in quanto la sua partecipazione in  IREN Spa è di azionista minore e l’altro organo decisionale è la Regione e non l’amministrazione comunale di Parma. Ma questo il sindaco Pizzarotti lo sapeva dal principio. 

L'inceneritore è ora diventato una patata bollente, perché Iren, come ormai è noto da giorni, avrebbe intenzione di aumentare la quantità massima di rifiuti da incenerire nell’impianto di Ugozzolo, passando da 130mila tonnellate all’anno alla soglia massima di 190mila (grazie a 60mila rifiuti speciali) superando così l'accordo sottoscritto due anni fa. 

Governo blocca il Ceta. Coldiretti: "Danneggia export Parmigiano"

STOP CETA

da sempre siamo stati contro il CETA. LB
Bertinelli: "Senza gestione delle quote la tutela diminuisce e si amplia la presenza di imitazioni e Parmesan''

Dietrofront italiano sul Ceta, (Comprehensive Economic and Trade Agreement), il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea entrato in vigore in modo provvisorio il 21 settembre 2017, e ora in fase di ratifica da parte dei Paesi membri Ue.

Iter finora portato a termine da una decina di Paesi ''Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà'' ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, intervenuto all'assemblea nazionale di Coldiretti, organizzazione agricola da sempre contraria al Ceta.

Annunci accolti con soddisfazione dalla platea Coldiretti, che lamenta un freno delle esportazioni delle nostre eccellenze casearie Dop e una nuova impennata dell'italian sounding. Secondo una elaborazione Coldiretti su dati Istat, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada ''sono diminuite in valore del 10% nel primo trimestre del 2018, in controtendenza all'aumento registrato sugli altri mercati internazionali''.

Inceneritore di Parma, scontro in Regione. M5s: "Basta chiacchiere, dica no a Iren"

Il consigliere Bertani attacca la Giunta sull'impianto di Ugozzolo. Gazzolo sollecita attivazione di un tavolo di confronto

Iren, come ormai è noto da giorni, avrebbe intenzione di aumentare la quantità massima di rifiuti da incenerire nell’impianto di Ugozzolo, a Parma, passando da 130mila tonnellate all’anno alla soglia massima di 190mila (grazie a 60mila rifiuti speciali) superando così l'accordo volontario sottoscritto due anni fa.

"La Regione starà dalla parte del territorio e dei cittadini?". Lo chiede in aula in un’interrogazione, Andrea Bertani (M5s) che sottolinea come la scelta di Iren non sia coerente con le azioni politiche che la Regione vorrebbe mettere in campo per la gestione dei rifiuti – a partire dalla legge regionale sull’economia circolare del 2015.
"Il piano di gestione dovrebbe prevedere l’ottimizzazione degli impianti esistenti e il progressivo spegnimento di tutti gli inceneritori" spiega Bertani.

"La Regione sta dalla parte del territorio  - ribatte l’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo - è già stato avviato un tavolo per un percorso di confronto con Iren".

Paolo Savona, tutte le deleghe: il suo è un super-ministero

È dalla ultima edizione della Gazzetta ufficiale, datata 5 luglio, che apprendiamo come il ministro agli Affari europei Paolo Savona abbia ricevuto dal consiglio dei ministri presieduto da Giuseppe Conte una lunga serie di deleghe. Tanto da farne un “superministro”, in barba alle resistenze dei “mercati” (e soprattutto delle istituzioni a loro asservite). Per giudicare, basta leggere l’elenco di ciò di cui si occuperà nelle more dell’esercizio della funzione il professor Savona:

“il Ministro per gli affari europei professor Paolo Savona è delegato ad esercitare le seguenti funzioni relative:

Carlo Freccero: "I migranti non sono il nuovo proletariato. Così la sinistra del politicamente corretto si estingue"

di Carlo Freccero 

Ho scritto sul manifesto del 5 giugno, che con l’adesione acritica alla terza via del neoliberismo la sinistra è diventata non l’antagonista del neocolonialismo globalista, ma addirittura, la sua maggiore fautrice. Aggiungendo che, in quanto sinistra, non può palesare le sue intenzioni. Un’esponente della destra come Trump può bombardare in nome della superiorità militare americana al grido “America First”. Una neocon liberal come Hillary Clinton o un buonista come Obama, devono trincerarsi invece dietro lo schermo dell’esportazione della democrazia. 

La sinistra del politicamente corretto si estingue perché non riesce più ad elaborare un pensiero critico. In questi anni ha creduto alla favola dei dittatori cattivi e, come unico rimedio, ha proposto l’accoglienza dei profughi, vittime non dalla guerra, ma dei loro stessi governanti. Ha fatto propria l’equazione fascismo = comunismo. Si è schierata sempre dalla parte sbagliata. Questo perché la terza via non è che l’espressione del pensiero unico per cui tutto il resto è totalitarismo. 

Di questo pacchetto di riforme dell’originario pensiero di sinistra, fa parte l’idea che la democrazia preveda una frattura popolo/élites, e che le élites debbano guidare un popolo incapace di autodeterminazione. 

Confesso che le mie idee sulle élites nascono, come reazione, alla lettura del libro Propaganda di Edwards Bernays. Bernays, l’inventore della propaganda, la giustifica a partire dall’esigenza di piegare il popolo, mosso da istinti bestiali, ai voleri delle élites che invece perseguono a livello sociale, interessi legittimi. Questa visione elitaria della democrazia fa parte della visione del mondo americano. Ma, per fortuna, non è condivisa dalla nostra Costituzione che all’art.1 recita: «La sovranità appartiene al popolo». 

Stato, Moneta sovrana e Politica

Schiavi in stiva ai remi

Liberare l’uomo dalla schiavitù della catena monetaria, sembriamo tutti come schiavi incatenati in stiva sui galeoni a remi dell'oligopolio bancario.

La politica dovrebbe liberare l’uomo dalla schiavitù volontaria, mentre ne incentiva la radicalizzazione. I politici divengono i tiranni di un perverso modo di vivere o meglio “non vivere”.  L’uomo si è autoridotto a schiavo.
In una democrazia avanzata si dovrebbe avere come obiettivo l’autorealizzazione democratica. Ma per arrivare a questo occorre uno Stato con propria moneta sovrana non a debito. L’uomo fin dal suo concepimento è un essere economico, ossia ha dei costi per vivere e come tale, in questo tipo di società, necessita di denaro, che assume valore proprio attraverso chi lo accetta non da chi lo emette.

Giappone, banca centrale dà una lezione all'Europa

Michele Crudelini

La principale banca di Tokyo ha la funzione di “prestatrice di ultima istanza”, ovvero ha l’obbligo di essere garante del debito pubblico dello Stato

Una Banca Centrale che fa il suo mestiere. Così può essere definito il principale isituto di credito nipponico di proprietà pubblica.
Perché? La risposta starebbe proprio nella natura pubblica dell’istituto e nel suo legame imprescindibile con il Tesoro giapponese. La principale banca di Tokyo ha infatti la funzione di “prestatrice di ultima istanza”, ovvero ha l’obbligo di essere garante del debito pubblico dello Stato. Dunque quando quest’ultimo emette i titoli, quelli che noi conosciamo come Bot, la Banca nipponica si riserva la facoltà di acquistarne in maniera illimitata, finanziando così la spesa pubblica dello Stato. In pratica è come se il Giappone si indebitasse con se stesso. Si aggiunga inoltre che la maggior parte dei titoli di Stato nipponici è detenuta da investitori domestici, fattore che ostacolo la volatilità dei tassi d’interesse e favorisce una sicurezza delle aspettative sul futuro economico del Paese.

La montagna del debito americano a quota 20mila miliardi di dollari

Pubblichiamo un post di Paolo Migliavacca, esperto di geopolitica, collaboratore del Centro Einaudi di Torino –

Grecia? Italia? Portogallo? Tra i Paesi che destano i maggiori timori in materia di debito pubblico, pochi pensano siano compresi gli Stati Uniti. Che invece stanno per tagliare il traguardo cruciale dei 20mila miliardi di dollari (al netto di altri 3.125 miliardi dovuti dai singoli stati e dalle municipalità locali). La data fatidica, giorno più giorno meno, è fissata nelle prossime settimane. Al di là della cifra assoluta, pur in sé molto significativa, sono una serie di raffronti ad acuirne il rilievo.

Il debito americano, benché costituisca una parte non eccessiva del totale mondiale (poco più del 9% dell’astronomico cumulo di 217mila miliardi stimato all’inizio di gennaio dall’Institute for International Finance, pari al 325% del Pil mondiale), è pur sempre il primo in assoluto. Ma anche la classifica in rapporto al Pil vede ormai gli Usa piazzati all’ottavo posto, dinnanzi a casi comunemente ritenuti assai più gravi, come quello della Spagna. Se si considera poi il cruciale “debt-to-revenue ratio” (cioè il rapporto con le entrate del governo federale, il denaro con cui il debito andrebbe onorato), si entra in un vero campo minato: il passivo è quasi dieci volte superiore alle entrate.

LETTERA APERTA di Paolo Savona A TITO BOERI

Tito Boeri

Caro Boeri,
avevo letto le tue dichiarazioni sul ruolo degli immigrati nel sistema pensionistico italiano e le avevo cercate inutilmente nella Relazione annuale dell’INPS, ma le ho trovate solo negli estratti stampa di un tuo intervento in uno dei tanti inutili e confusionari incontri che si tengono in Italia.

Conclusi che la lettura delle tue dichiarazioni poteva essere oggetto di interpretazioni positive e ho lasciato perdere. Sei tornato sul tema e ho sentito ripetere nuovamente i concetti nel corso di una trasmissione radio nella quale sostieni che il tuo ruolo all’INPS è di fornire informazioni statistiche sullo stato del sistema pensionistico; sarebbe cosa meritevole, perché quelle che fornisci non sono sufficienti e sono devianti perché le accompagni con interpretazioni che inducono a una valutazione distorta della realtà.

Tu dici che gli immigrati che hanno trovato un lavoro hanno versato oneri sociali di rilevante entità che servono per pagare le pensioni degli italiani e concludi che sono perciò indispensabili. Così presentata l’informazione induce a ritenere che ogni opposizione all’accoglienza di immigrati che non tiene conto di questo vantaggio è errata, accreditando la politica fallimentare finora seguita in materia.

La prima obiezione, che conferma la natura di interpretazione delle statistiche che rendi pubbliche, è che, se al posto degli immigrati ci fossero stati italiani, il gettito contributivo sarebbe stato lo stesso perché il sistema pensionistico italiano è basato sul metodo distributivo: i giovani lavoratori pagano per gli anziani andati in pensione e se tra essi vi sono immigrati non è la loro nazionalità a dare un carattere particolare al contributo che essi danno al sistema.

SE NON CI LIBERIAMO DELL’EURO SIAMO CONDANNATI ALL’AUSTERITÀ

Buoni del Tesoro

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

M5S e Lega hanno vinto le elezioni dicendo basta all’austerità e proponendo 130 miliardi di spese per reddito di cittadinanza e flat tax. Entrambi hanno promesso pensioni dignitose con il superamento della legge Fornero.

Il Pil dell’Italia è oggi di 1.600 miliardi. All’incirca come 10 anni fa. Se invece avesse continuato a salire della percentuale media del periodo 1950-2000 (tra il 4 e il 5%, inclusa inflazione) sarebbe oggi oltre i 2.000 miliardi. Una politica espansiva dell’ordine di 100 miliardi l’anno è quindi adeguata a un Paese che ha perso 400 miliardi di Pil potenziale. Il problema di fondo è che le economie avanzate oggi hanno molto debito, sia pubblico che privato. In media pari a circa 3 volte il Pil. Le Banche Centrali hanno stampato migliaia di miliardi per comprare debito sul mercato e alleggerirne il peso. La Bce ha stampato (elettronicamente) 3 mila miliardi. Ha comprato e fatto comprare alle banche italiane e Bankitalia circa 700 miliardi di Btp riducendone i rendimenti fino a zero sulle scadenza a uno o due anni.

Il Ministro dell’Economia Tria parla solo di ridurre i deficit per restare dentro i vincoli Ue: dal 2,3% del 2017 all’1,6% nel 2018. Secondo quanto concordato dai governi precedenti, andrebbe ridotto a zero nel 2020.

PROMESSE

Riforma Copyright Ue, Strasburgo contro l'avvio dei negoziati. Voto rinviato a settembre

Di Maio: "Evitato il bavaglio". Il Pd: "Falso, la direttiva colpisce chi non tutela il diritto d'autore"

STRASBURGO - Fake news e pressioni prevalgono e così il Parlamento europeo rimanda a settembre il testo sulla riforma del copyright pensato per costringere le grandi industrie digitali americane, a partire da Google e Facebook, a riconoscere un giusto compenso agli editori per l’utilizzo dei contenuti giornalistici grazie ai quali realizzano miliardi di profitti tra pubblicità e raccolta dati degli utenti. A Strasburgo l’aula si spacca, il testo sul diritto d’autore riceve 318 contrari contro 278 a favore. 31 gli astenuti.  Brinda il vicepremier Luigi Di Maio, che da Roma afferma: «Abbiamo bloccato il bavaglio alla Rete». Nulla di tutto questo, ma ha prevalso la propaganda dei grandi del Web che hanno convinto l’opinione pubblica sul fatto che la direttiva avrebbe imposto una tassa a carico degli utenti e avrebbe bloccato la possibilità di linkare i contenuti. Se si aggiungono le minacce di morte ai singoli deputati, la pressione attraverso centinaia di mail e telefonate di elettori contattati grazie ai big data dai lobbisti a stelle strisce e convinti a contattare i parlamentari per convincerli a non votare, allora il risultato del voto di Strasburgo è di facile comprensione. Si parla anche di figli dei deputati convinti a far cambiare l’orientamento di voto del genitore.

Fabrizio Pezzuto Parma Unita- Centristi sull'incremento dei rifiuti per l'inceneritore di Ugozzolo

Inceneritore di Ugozzolo (PR)

190 mila tonnellate di rifiuti nel cuore della nostra Food Valley, per altro nel momento in cui raggiungiamo l'80% di raccolta differenziata, ci pare quanto meno una presa in giro. "NO a Iren".

E' da tempo che il sottoscritto, e ben prima di me Roberto Ghiretti, denuncia il fatto che sull'inceneritore di Ugozzolo, Iren, fino ad oggi con il benestare silenzioso dell'Amministrazione comunale, stia portando avanti il progetto di far lavorare l'impianto a pieno regime e alla massima capacità di smaltimento.

Il tutto sempre in barba alle promesse di non accogliere rifiuti da fuori provincia, e cercando sempre di superare i limiti stabiliti a livello regionale, come accaduto già nel 2016 e nel 2017, quando il termovalorizzatore è arrivato a smaltire oltre 150mila tonnellate. Comportamento legittimo dall’azienda che deve massimizzare gli utili, ma che suscita diverse riflessioni. 

In questi anni in cui il tema inceneritore è letteralmente passato sopra la testa dei cittadini tradendo tutte le aspettative di chi nel 2012 era convinto di votare anche per fermare l'eco mostro, pochi di quelli che potevano incidere e fare opinione si sono interessati attivamente a quanto stava succedendo e solo oggi che il Comune di Parma sembra invocare uno stop a Iren assistiamo a un fiorire di prese di posizione. 

Bene, in ogni caso considero questo un fatto positivo. Ora però qualche domanda a Pizzarotti e alla sua amministrazione bisognerà pur farla visto che governa la città da ormai sei anni e ha una persona che su indicazione del Comune di Parma siede nel Consiglio di amministrazione della Multiutility. 

Lettera di Mario Calabresi a Vito Crimi sulla la libertà di stampa

giornali

L'informazione andrebbe protetta e sostenuta, non indicata come un bersaglio. Mi auguro che la campagna elettorale finisca una volta per tutte e che ci si possa confrontare sulle cose reali e sul valore del pluralismo

Gentile sottosegretario all'Editoria Vito Crimi, ieri, a pochi giorni dal suo insediamento alla presidenza del Consiglio, in più di un'intervista ha spiegato cosa vuole fare per garantire un'informazione libera e pluralista. Leggendo le sue parole abbiamo ritrovato subito un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle: l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali.

Faceva già impressione e rabbia sentirlo dire da una forza di opposizione e in campagna elettorale, oggi fa ancora più effetto - anzi, mi permetta, fa scandalo - che lo affermi un esponente di governo. Perché il finanziamento pubblico ai giornali non esiste da tempo. Quotidiani come RepubblicaIl Corriere della SeraLa Stampa il Fatto non ricevono soldi dei contribuenti, ma vivono delle copie che vendono e della pubblicità. Finanziamenti sono previsti solo per giornali di fondazioni, cooperative e testate parrocchiali, ma non per noi.

Wikipedia:Comunicato 3 luglio 2018

Wikipedia

Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l'approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d'autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell'informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all'accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).

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