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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

SOLDI PRIVATI AI PARTITI: ADDIO COOP, IL RE E' GIANMARCO MORATTI

(ANSA) ROMA - E' Gianmarco Moratti il re delle 'donazioni' ai partiti e ai politici nel 2006. Il petroliere ha infatti messo a disposizione ben 6 milioni e 215 mila euro per il sindaco di Milano, cioé la moglie Letizia. La donazione più piccola arriva invece da una ditta artigiana del Polesine: sono i 60 euro dati alla Lega Nord dalla Fratelli Giatti di Santa Maria Maddalena. Sono alcuni dei dati contenuti nelle dichiarazioni dei partiti che hanno ricevuto delle donazioni nel 2006, depositate in questi giorni alla Camera in base alla legge del 1981 sul finanziamento ai partiti. Il dato più rilevante è la contrazione di queste donazioni benché il 2006 sia stato un anno elettorale. Dall'elenco sono assenti molti imprenditori presenti negli anni scorsi, e anche le coop, in passato più generose con la sinistra.

IL POPOLO SCONFIGGE LA MAFIA

Napolitano: "Solo un movimento di popolo può sconfiggere la mafia".
Oggi cade l'anniversario  dell'agguato di piazza Turba, in cui persero la vita Pio La Torre e Rosario di Salvo

(La Stampa.it) PALERMO «Oggi come ieri solo un grande movimento di popolo, di opinione e di cultura, può sconfiggere la mafia facendo prevalere i principi della pacifica convivenza civile e difendendo la libertà e le istituzioni democratiche». È quanto scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al centro studi Pio La Torre di Palermo in occasione del 25° anniversario dell’agguato di piazza Turba, in cui persero la vita nell’aprile del 1982 il deputato comunista Pio La Torre e il suo collaboratore Rosario Di Salvo.

PROCESSO SME: APPELLO, ASSOLTO BERLUSCONI

(ANSA) ROMA - Silvio Berlusconi è stato assolto dai giudici della seconda corte d'appello di Milano nel processo Sme. Nel processo di primo grado erano due i capi di imputazione a carico di Berlusconi. Per quello riguardante la presunta corruzione per ottenere la mancata vendita della Sme dall'Iri alla Cir di Carlo De Benedetti e per la corruzione del giudice Filippo Verde, Berlusconi era stato assolto nel merito e non era stato presentato ricorso in appello.

I giudici della seconda corte d'appello hanno assolto Silvio Berlusconi dall'accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Squillante attraverso Cesare Previti. Per questo capo d'accusa l'assoluzione, in base all'art.530 comma 2 (la vecchia formula dell'insufficienza di prove) è nel merito per non aver commesso il fatto.

EMERGENCY LASCIA L'AFGHANISTAN

Partiti gli ultimi volontari internazionali da Kabul. Ma il governo di Kabul chiede di restare all'Ong di Gino Strada

(Corriere.it) KABUL- Gino Strada ha deciso di sospendere le attività di Emergency in Afghanistan fino a che non ci saranno novità e chiarimenti sul caso di Rahmatullah Hanefi, il collaboratore dell'organizzazione umanitaria detenuto nelle carceri afghane perché accusato di collusione con i talebani. A riferirlo è il nostro inviato a Kabul, Lorenzo Cremonesi. Ma il governo di Kabul, secondo il portavoce del ministero degli Esteri, Sultan Ahmad Tahen, contattato telefonicamente dall'Ansa, chiede a Emergency di restare nel Paese. La decisione di Emergency è stata presa anche perché «mercoledì 25 aprile funzionari di polizia afghani si sono presentati all'ospedale di Emergency a Kabul intimando allo staff internazionale presente (tre cittadini italiani, un belga e un cittadino elvetico) di consegnare i passaporti», si legge nel comunicato di Emergency.

ROYAL HA FRETTA E CRESCE NEI SONDAGGI

Francesco Bianchini

(ANSA)
PARIGI - Il cellulare di Francois Bayrou non cessa di squillare, e lui non risponde. Non risponde a Nicolas Sarkozy che, dice, voleva "congratularsi con lui" e non risponde a Segolene Royal, che lo ha invitato a un dibattito, mentre la candidata socialista cresce nei sondaggi rispetto al suo rivale neogollista. Oggi il centrista Bayrou ha incontrato a porte chiuse i suoi parlamentari; domani dirà cosa pensa e cosa farà in una conferenza stampa. Molti analisti concordano però nel dire che alla fine non si pronuncerà. Una scelta ufficiale tra destra e sinistra metterebbe fine al suo progetto politico che punta a superare gli opposti, che cerca di unire e saldare. Si parla dell'avvio di un processo che potrebbe portare alla formazione di un partito democratico, una nuova creatura in vista delle elezioni del 2012, capace di non disperdere il tesoro di voti e di consensi accumulato. E di un altro partito, un nuovo partito centrista, si parla nell'Ump di Sarkozy.

AMERICA STANCA DEL MARCHIO BUSH

di Emanuele Riccardi

(ANSA) NEW YORK - L'America è stanca dei Bush ed é probabilmente per questo che Jeb, figlio di George Herbert, 41.mo presidente degli Stati uniti, e fratello minore di George W., l'attuale 43.mo inquilino della Casa Bianca, non intende presentarsi alle elezioni presidenziali del novembre 2008. A rivelarlo è Bush padre, il decano di una delle dinastie che ha segnato la storia recente degli Stati Uniti, che ha parlato di 'Bush Fatigue'', cioé di una America davvero stanca dei Bush.

A Larry King, l'anziano intervistatore della Cnn, Bush padre ha spiegato infatti che l'ex governatore della Florida Jeb, 54 anni, non si presenterà in vista delle presidenziali del 2008 perché "é apparso un fenomeno che potrei forse definire 'Bush Fatigue' ". Bush rispondeva ad una domanda a dir vero un po' perfida, e cioé se si può condividere il parere di Mitt Romney (candidato alle primarie repubblicane), secondo cui Jeb sarebbe il candidato numero uno, se soltanto avesse un altro cognome. Bush padre sostiene però che Jeb ha tuttora un futuro politico, forse pensando alle presidenziali del 2012. "Spero che Jeb, che ha lasciato l'incarico (di governatore della Florida) con un bilancio positivo, non abbia messo la parola fine al suo impegno politico- afferma l'ex presidente-. Credo che sia una brava persona e sono in molti a condividere questo parere, è un uomo di principi. E penso che abbia un futuro".

PARTITO DEMOCRATICO: SONDAGGI

Pd, il centrosinistra che guarda al Centro, Veltroni il leader preferito, poi Fassino. Sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it dopo i congressi di Ds e Margherita. Il sindaco di Roma in testa per la guida. Staccati D'Alema e Prodi. E le intenzioni di voto ad aprile danno la nuova formazione al 26,5%

(Repubblica.it) ROMA - Un partito di centrosinistra (però più spostato verso il centro) con Walter Veltroni come leader e che avrà il 26,5 per cento dei suffragi. Questo il Partito democratico secondo un sondaggio della Ipr-Marketing per Repubblica.it svolto il 23 aprile subito dopo i congressi paralleli di Ds e Margherita. Un rilevamento a caldo quando ancora erano fresche le emozioni e poco chiaro il futuro del nuovo partito.

IMMIGRAZIONE, ADDIO ALLA LEGGE BOSSI-FINI

(ANSA) ROMA - ''La modifica della Bossi-Fini si e' resa necessaria perche' i meccanismi adottati dalla stessa legge per l'immigrazione hanno favorito uno sproporzionato ingresso di immigrazione clandestina nei confronti dell'immigrazione legale''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato presentando a Palazzo Chigi il ddl sull'immigrazione predisposto con il ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero. Riforma che il titolare del Viminale ha definito ''necessaria''.
Mai piu' ''numeri al lotto'' per i permessi di immigrati ma previsioni ''piu' realistiche'', ha sottolineato Amato. Il decreto flussi avra' margini di ''flessibilita''' in particolare per le badanti, ha precisato. ''Sara' migliorata la qualita' dei numeri - ha affermato Amato - saranno previsioni piu' realistiche. La definizione dei numeri coinvolgera' associazioni e patronati, oltre che rappresentanti territoriali. Non avremo pero' piu' numeri al lotto ma cifre realistiche''. Per le badanti, in particolare, ''entro un limite prefissato ci potranno essere delle modifiche. Perche' se per le imprese il numero di lavoratori stranieri e' prevedibile non lo e' invece per le badanti. Ci sara' quindi un margine di elasticita''.

ELTSIN, IL PRIMO PRESIDENTE POSTCOMUNISTA

ROMA - Boris Nikolaevich Ieltsin, ex presidente della Russia postcomunista, nasce il primo febbraio 1931 nel villaggio di Butka, negli Urali meridionali. Nel 1955 si laurea in ingegneria edile. Al 1961 risale la sua iscrizione al Pcus e nel 1976 diventa primo segretario del comitato di partito della regione di Iekaterinburg. Nel 1985, dopo l'elezione di Mikhail Gorbaciov a segretario generale del Pcus, viene chiamato a Mosca e nel dicembre di quello stesso anno è nominato primo segretario del comitato di partito di Mosca. Acquista popolarità per la sua intransigenza contro la corruzione e i privilegi della nomenklatura. Questo lo porterà in rotta di collisione con i conservatori e alla sua estromissione dal Politburo nel 1988. Nel marzo 1990, divenuto leader del blocco radicale "Russia democratica", è eletto deputato al Congresso del popolo della Federazione e il 29 maggio dello stesso anno diviene presidente del Parlamento

IL PAPA: CANCELLARE I DEBITI DEI PAESI PIU' POVERI

(ANSA) CITTA' DEL VATICANO - Papa Ratzinger, in una lettera scritta al cancelliere tedesco, Angela Merkel, in vista del prossimo vertice del G8 in giugno in Germania, chiede al club dei paesi più ricchi del mondo di "prendere provvedimenti per una rapida cancellazione completa ed incondizionata del debito estero dei Paesi poveri fortemente indebitati e dei paesi meno sviluppati". La lettera de Benedetto XVI è stata redatta lo scorso 16 dicembre ma resa pubblica solo oggi dal Vaticano.

MERKEL: IMPEGNO PER PROGRESSI SU AFRICA E POVERTA'

MASTROGIACOMO: D'ALEMA, HANEFI AVRA' ASSISTENZA LEGALE

(ANSA) LUSSEMBURGO - "E' escluso che possa esserci un procedimento senza assistenza legale" nei confronti di Hanefi, il mediatore di Emergency: lo ha detto il ministro degli esteri Massimo D'Alema.


PENA MORTE HANEFI? PER NOI INACCETTABILE
''Per quanto riguarda la pena di morte (contro Hanefi ndr.), un'ipotesi che da noi non puo' neppure essere presa in considerazione, questa renderebbe sicuramente assai difficile la cooperazione giudiziaria tra noi e l'Afghanistan'', ha precisato D'Alema.

MORTO BORIS ELTSIN

RUSSIA, E' MORTO BORIS ELTSIN

«Si può costruire un trono con le baionette, ma non ci si siederà su di esso a lungo.» B.E.

ELTSIN (Biografie.Leonardo.it) Il futuro statista russo Boris Eltsin nasce il giorno 1 febbraio 1931 in un umile paesino delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, dal nome sghembo ed irregolare di Bukta.

Le sue doti intellettuali e la brillante capacità nelle materie scientifiche gli permettono di iscriversi al Politecnico degli Urali; gli studi intrapresi gli permetteranno in seguito di dedicarsi alla carriera nell'ambito dell'ingegneria delle costruzioni, anche se ben presto la passione politica prende in lui il sopravvento.

FRANCIA: SARKOZY E ROYAL AL BALLOTTAGGIO

(ANSA) PARIGI - Sulla base dello spoglio di tutte le schede il candidato della destra Nicolas Sarkozy ha ottenuto  il 31,11% al primo turno delle presidenziali francesi, la candidata socialista Segolene Royal il 25,84, il centrista Francois Bayrou il 18,55%, il candidato dell'estrema destra Jean-Marie Le Pen il 10,51%. I risultati riguardano la quasi totalita' dei 44,5 milioni di elettori francesi, ma non comprendono i voti dei circa 820.000 francesi residenti all'estero che saranno comunicati in mattinata.     

Tra gli altri otto candidati, Olivier Besancenot (estrema sinistra) si conferma in testa con il 4,11%, confermando anche che nessuno di loro ha superato il 5% dei voti, la soglia necessaria per partecipare al rimborso del 50% delle spese elettorali entro il tetto di 8,08 milioni di euro. L'affluenza, sempre secondo i dati non definitivi, si attesta intorno all'84,56%. Nel primo turno delle presidenziali del 2002 fu del 71,6%.

RUTELLI A FASSINO: GIA' ORA SIAMO LO STESSO PARTITO

(ANSA) ROMA - Terza giornata del congresso della Margherita. Nella mattinata gli altri gli interventi di Howard Dean, presidente dei Democratici americani, del presidente dei deputati dell'Ulivo Dario Franceschini e del presidente del Senato Franco Marini. Nello Studio 5 di Cinecittà anche il segretario dei Ds Piero Fassino per la replica con la quale Francesco Rutelli chiude lavori del congresso.

RUTELLI: GIA' SIAMO LO STESSO PARTITO
"Caro Piero, siamo già adesso lo stesso partito, già ora condividiamo gli stessi orizzonti, siamo accomunati dalle stesse priorità". Lo ha detto il presidente della Margherita Francesco Rutelli, durante il suo intervento di chiusura del Congresso della Margherita, rivolgendosi a Piero Fassino, seduto in prima fila.

IL DUETTO DI MASSIMO E WALTER

FEDERICO GEREMICCA

(La Stampa.it) Da una parte Walter l’Africano, il leader buono, l’uomo del futuro, della società civile e dei gazebo; e dall’altra Massimo il Cinico, il leader cattivo, l’uomo del presente, delle sezioni e del pugno del Partito. E non è che non avrebbe avuto senso solo perché il teatro sta chiudendo i battenti e di spettacoli di quel genere non se ne vedranno più. Non avrebbe avuto senso perché sta per andare in scena tutt’altra rappresentazione, le compagnie diventano due e forse più, e gli attori che lavorano assieme da una trentina d’anni almeno farebbero bene a darsi una mano, per non perdere la parte: magari a favore dell’ultimo arrivato. E ieri, nell’ultimo discorso di fronte alla loro platea congressuale, Walter e Massimo hanno appunto deciso di far così. D’Alema ha riconosciuto, in fondo, che quella che scocca è l’ora dei gazebo. Veltroni ha ringraziato, e con un discorso dal finale culturalmente e politicamente pirotecnico, ha confermato di poter essere il leader ideale per un partito interamente da plasmare. A quel partito, probabilmente, Veltroni offrirà volto, sogni e fascinose proiezioni oltre ogni frontiera. A quel partito, sicuramente, D’Alema garantirà sostanza, concretezza e garanzie rispetto a mondi lontani dall’amato o odiato universo veltroniano. 

I SOGNI OLTRE QUESTA POLITICA

Veltroni si prende il futuro.
Il sindaco di Roma descrive la sua idea del partito che nascerà: "Dovremo essere vicini alle case e ai cuori della gente eale". L'approdo internazionale? "Un grande Partito democratico e socialista mondiale"

di Marco Bracconi

(Repubblica.it) FIRENZE - Non proprio oltre la politica, ma oltre "questa" politica. Walter Veltroni arriva al congresso diesse e si prende il futuro. Il futuro di una politica nuova, più veloce nelle scelte, più vicina "alle case, ai cuori, ai sogni delle persone reali". Si prende il futuro di un Partito democratico che "non ha bisogno di Pantheon ma di sogni e passioni", antiche e nuove. E si prende il suo proprio futuro, tanto il discorso pronunciato a braccio dal palco del Mandela forum di Firenze è sembrato ai più una vera e propria autocandidatura.

EMERGENCY: DUE SETTIMANE E CHIUDIAMO IN AFGHANISTAN

(ANSA) ROMA - Poche settimane e chiuderemo gli ospedali in Afghanistan: lo ha annunciato Teresa Strada, presidente di Emergency alla manifestazione in corso a Roma per liberare Rahmatullah Hanefi. "Se il governo di Karzai - ha detto il presidente - non smentisce le infamie su di noi venute dal responsabile dei servizi segreti e non libera Hanefi, chiuderemo gli ospedali. In questo caso l'Afghanistan perde molto". La smobilitazione dovrebbe avvenire nel giro di due o tre settimane.

"Per ora - ha proseguito Teresa Strada - ancora stiamo accettando malati ma nei prossimi giorni saremo costretti a rifiutarli e a dismettere i pazienti. Fra l'altro, gli afgani non sono in grado di dare assistenza di alto livello. Nelle prossime settimane prenderemo una decisione". Alla manifestazione, in corso in piazza Farnese a Roma, stanno prendendo parte circa 200 persone. Al centro della piazza é stata collocata una teca in plexiglas che accoglierà da oggi in poi, finché ce ne sarà bisogno, le chiavi delle persone che vorranno in questo modo chiedere la liberazione di Rahmatullah  Hanefi. Tra i partecipanti, Vauro, Michele Santoro, Amanda Sandrelli, Massimiliano Fuksas.

RUTELLI: IL PD CAMBIERA' L'ITALIA

(ANSA) ROMA - Perché nasce il Partito Democratico? Perché è indispensabile, urgente, necessario? Francesco Rutelli beve un'intera Coca Cola, ripassa veloce gli appunti e sale sul podio per provare a spiegarlo. "E' tempo di unire i democratici e i riformisiti italiani in un partito nuovo", dice, aprendo il congresso della Margherita davanti a due mila delegati e, seduti in prima fila, a Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Un partito nuovo, appunto. Quindi per prima cosa sia chiaro a tutti che "l'ingresso nel Pse è impossibile per la Margherita e sarebbe una riduzione delle opportunità, non una

CONGRESSO DEI DS. TEMA: PARTITO DEMOCRATICO

(ANSA) ROMA - Nel nuovo partito democratico vorrebbe coinvolgere anche Carlo Azeglio Ciampi. Piero Fassino, leader della Quercia. La  'confessione' e' stata raccolta dal ''Corriere della sera'', prima dell'avvio del congresso Ds a Firenze. Fassino nel Pd vorrebbe anche quei ''grandi vecchi'', ''personaggi che magari votavano Pci alla Camera e Pri al Senato'', esponenti delle cultura azionista. I vecchi insieme a quei giovani che incalzano la politica ponendo domande ineludibili come quelle scritte nella metropolitana ''il futuro non e' piu' quello di una volta''.

L'ITALIA PRESENTA ALLA UE E ALL'ONU L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE

Il ministro degli Esteri porterà il documento italiano a Bruxelles il 23 aprile su mandato del consiglio dei ministri. Letta: "E' il segno del massimo impegno del Paese in questa battaglia di civiltà".
Prodi si è impegnato a discutere la questione all'assemblea generale dell'Onu entro maggio

(Repubblica) ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato mandato al ministro degli Esteri Massimo D'Alema di presentare al consiglio affari generali Ue del 23 aprile la proposta dell'abolizione della pena di morte e la contestuale moratoria delle esecuzioni capitali da presentare poi all'Onu. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, al termine del Consiglio dei ministri.

STOP UE AL CARO TARIFFE ROAMING

Ue, affondo contro il caro tariffe roaming. "Primo sì al tetto. Forse entro luglio". La Commissione Industria approva un piano per ridurre del 70% i costi in Europa. E la Reding stappa una bottiglia di champagne. I commissari: "Le chiamate all'estero non superino
40 centesimi al minuto e 15 quelle ricevute all'estero"

(Repubblica.it) BRUXELLES - Non serve andare in un altro continente per rendersi conto che usare il proprio cellulare con il roaming internazionale corrisponde a un salasso. Basta viaggiare, e telefonare, nei paesi dell'Ue. Adesso c'è una buona notizia. E arriva proprio da Bruxelles, precisamente dalla Commissione Industria del Parlamento europeo che oggi ha approvato il piano Ue per ridurre del 70% le tariffe roaming della telefonia mobile nei paesi dell'Unione europea. Se dopo questo primo sì tutto filerà liscio, da luglio saranno tagliate le tariffe roaming in Europa.

LO STAFF DI EMERGENCY LASCIA KABUL PER DUBAI

(ANSA) MILANO - Lo staff internazionale di Emergency, composto da una quarantina di persone, ha lasciato l'Afghanistan per raggiungere Dubai, con un volo decollato da Kabul. Lo ha detto il vicepresidente dell'organizzazione umanitaria, Carlo Garbagnati. Lo staff restera' per il momento a Dubai in attesa degli sviluppi della situazione. Garbagnati ha spiegato che lo staff internazionale di Emergency e' in sostanza ''stato trasferito temporaneamente a Dubai, in attesa di nuove decisioni da parte del direttivo'' dell'associazione umanitaria fondata da Gino Strada. Il motivo del trasferimento, ha ribadito Garbagnati, e' la mancanza di ''condizioni di sicurezza'' e ''l'assenza di una significativa reazione e azione del governo'', come era stato chiesto nei giorni scorsi. Il vicepresidente ha poi precisato che gli ospedali di Emergency in Afghanistan comunque funzionano con personale locale, anche se ''con qualche limitazione''.

ITALIANI DI EMERGENCY VIA DA KABUL

(La Stampa.it) Trenta italiani, collaboratori di Emergency, hanno lasciato questa mattina l’Afghanistan per protestare contro l’arresto di Rahmatullah Hanefi da parte dei servizi segreti afgani e le accuse all’organizzazione umanitaria di fiancheggiamento dei talebani.

I collaboratori di Emergency, riferisce la Rai, hanno lasciato il paese a bordo di un aereo delle Nazioni Unite. In mattinata, secondo quanto si è appreso, dovrebbe svolgersi una conferenza stampa dell’organizzazione guidata da Gino Strada.

L'ALTRA VISIONE DEL PROBLEMA AFGANO

(La Stampa.it) - Roma - Un politico di primo piano del centro-destra, che ha sempre seguito con attenzione le «spy story», si è fatto tutta una sua idea sul “fattaccio” afghano. «Il problema - osserva il personaggio che , per ovvi motivi, vuole restare anonimo - non sono i soldi del riscatto. Inutile nascondersi dietro a un dito: si è sempre pagato nella storia passata e in quella più recente. Anche alle Br furono offerti dei soldi durante il rapimento Moro. Il vero problema è la liberazione dei terroristi, uno scambio organizzato per di più in maniera dilettantesca. Romano Prodi - come ha detto Karzai - si è preoccupato solo della liberazione di Mastrogiacomo per paura di una crisi di governo. Il piano dei talebani, invece, è stato più raffinato: loro non puntavano ad aumentare la tensione in Italia magari assassinando il giornalista, ma a minare il rapporto tra il governo Karzai, il contingente Nato e la popolazione, liberando, appunto, lo straniero e sgozzando i due afghani. Hanno gestito il rapimento guardando a Kabul, con l’intento di dimostrare che per Karzai e per la Nato la vita degli afghani vale meno di quella degli occidentali. Mentre il governo italiano ha gestito le trattative pensando a Roma, commettendo un errore di valutazione condito dalla fretta: ai tempi di “check point charly” a Berlino, gli scambi tra i prigionieri erano controllati da russi e americani; questa volta, invece, il controllo è stato affidato agli uomini di Gino Strada. Gli stessi uomini che i servizi segreti afghani accusano (e l’ipotesi circola anche nella nostra intelligence) di aver venduto Mastrogiacomo a Dadullah organizzandogli quella scampagnata nel territorio talebano. Prodi e D’Alema hanno tante cose da spiegare al Parlamento».

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