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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Paolo Scarpa: SUPPORTI SOCIALI SUL TERRITORIO E STRATEGIE CONDIVISE PER LA SANITÀ CITTADINA

A Parma c’è carenza di supporti sociali efficaci sul territorio, soprattutto di strutture socio-sanitarie adeguate per seguire la post-degenza dei pazienti più anziani, in un’ottica di integrazione tra le competenze ospedaliere e i servizi territoriali. Tra le mie proposte c’è il recupero edilizio e funzionale del Romanini-Stuard, che può essere in parte destinato all’assistenza post degenza. Esiste inoltre la necessità di creare una reale sinergia tra sindaco e le direzioni generali di Usl e Azienda Ospedaliera, per elaborare una strategia assistenziale adeguata alle esigenze della cittadinanza e garantire una migliore difesa dei nostri servizi in sede regionale. Compito quest’ultimo mai svolto dall’attuale primo cittadino di Parma, peraltro presidente della Conferenza sociosanitaria, che non ha saputo costruire il necessario clima di collaborazione operativa con le autorità sanitarie della città. E questo in vista della unificazione dell’Usl con l’Azienda Ospedaliera Universitaria, processo che deve essere seguito e vigilato. Ritengo che tocchi proprio al sindaco il compito di affiancare, anche in sede propositiva, un sistema sanitario che denuncia uno stato di crisi evidente, aggravato dalla grave carenza di ricambio generazionale tra il personale medico. La salute è l’obiettivo di una intera comunità, da qui il progetto di politiche attive di prevenzione (educazione, scuola, sport) di cui il Comune deve farsi protagonista.

Elezioni 2017 a Parma, la lista del Prc a sostegno di Manno

"Saremo in contrapposizione alle destre ma anche alternativi al centrosinistra di Scarpa e alla proposta politica di Pizzarotti"

Amadei Mario, Azzolini Remo, Bastoni Giovanni, Bocchia Mauro, Catelli Adolfo, Cordani Guglielmo, Cutaia Lodovico, Durante Chiara, Ferrari Alessandro, Ferrari Franco, Gabbi Orietta, Garulli Valter, Munck Karin, Partesotti Simone, Piro Pietro Paolo, Pracella Giuseppe, Proietto Angela, Spocchi Rossana, Stella Elena, Terzoni Renzo, Varatta Antonio, Varesi Paola, Zanza Amalia, Amadei Giuliano.

Questi i candidati di Rifondazione comunista in Consiglio comunale in vista del voto dell'11 giugno. Rifondazione sarà in coalizione con il Pci a sostegno della candidatura a sindaco di Ettore Manno "non solo in contrapposizione alle destre ma anche in alternativa al centrosinistra di Scarpa e alla proposta politica di Pizzarotti".

"Anche a Parma si devono mettere finalmente al centro delle scelte amministrative gli interessi dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli, dare risposte concrete ai bisogni delle classi popolari colpite da politiche di austerità, garantire i diritti costituzionali al lavoro, alla casa, alla salute e all’assistenza, all’accoglienza e al libero accesso ai beni comuni".

Prc ritiene che il Comune debba "provare a costruire risposte per il rilancio dell’occupazione a livello locale, rispettare i diritti del lavoratori nei servizi di sua diretta competenza e superare il criterio del massimo ribasso nell’affidamento degli appalti; riaffermare con forza il diritto di tutti alla casa, ad una sistemazione dignitosa e a vivere in una città solidale e accogliente".

Pizzarotti-Scarpa su TV Parma: tensione altissima al primo duello

Dal welfare alla sicurezza: il confronto tra i due candidati. Senza esclusione di colpi

Francesco Bandini

05 Maggio 2017 - 05:00 C'è il fair play iniziale, quando ciascuno dei due riconosce all’avversario onestà da una parte e pacatezza dall’altra; ma c’è anche lo scontro duro, quando Pizzarotti accusa Scarpa di fare «battute di bassissimo livello» e Scarpa contesta a Pizzarotti il «tradimento» del proprio mandato elettorale. È stata un’ora di dibattito serrato quella andata in onda ieri sera su Tv Parma: la trasmissione «Lettere al direttore» ha infatti ospitato il primo di una serie di confronti fra i candidati sindaci in lizza per le comunali del prossimo 11 giugno (dopo quello di ieri, i dibattiti si ripeteranno ogni mercoledì e giovedì con tutti gli altri aspiranti sindaci, sempre alle 21.15). Ieri Federico Pizzarotti, candidato di Effetto Parma, e Paolo Scarpa, espressione del centrosinistra, hanno risposto alle domande dei giornalisti Giuseppe Milano e Giulia Viviani, spaziando sui temi più disparati. Ecco una sintesi dei vari argomenti trattati.

Bilancio degli ultimi 5 anni

Ovviamente opposta la visione dei due candidati sui cinque anni della giunta ex cinquestelle. Se per Pizzarotti «la città è uscita dal disastro del quasi fallimento ed è arrivata ad avere importanti riconoscimenti, come quello Unesco», secondo Scarpa «Parma è oggi una città rassegnata e spenta, in fase di crisi, una crisi che deriva da tante cose, compresa la navigazione a vista che c'è stata finora: una situazione che esige un cambio di velocità».

Politica, Giuseppe Bizzi a fine mandato: "Scelta sofferta, non sarò alle elezioni"

Esternalizzazioni, cultura, welfare: il bilancio del consigliere comunale di Possibile

Il consigliere comunale di Possibile, Giuseppe Bizzi, ha tracciato un bilancio di fine mandato e ufficializzato che il movimento a cui ha aderito dopo l'uscita dal Pd nel 2015 non sarà presente alle elezioni Comunali di Parma l'11 giugno.

"Non ho trovato una collocazione aderente all'interno del quadro politico che si è costituito. Non nascondo che avrei ancora voglia di fare e di mettere a disposizione le competenze che ho maturato in questi 5 anni ma non c'è stata la possibilità; la mia è quindi una scelta sofferta ma convinta".

La visita mesi fa a Parma di Giuseppe Civati aveva fatto intravedere possibili intese con Federico Pizzarotti: "Un dialogo che si è sviluppato a livello nazionale dopo l'uscita del sindaco dal M5s con l'obiettivo di intraprendere un percorso alternativo al renzismo e al grillismo". Esempi in questa direzione si sono concretizzati a Genova e La Spezia tra fuoriusciti pentastellati e civatiani alle amministrative.

SOROS INCONTRA GENTILONI

Soros

Giulietto Chiesa

SOROS INCONTRA GENTILONI

Non è che, per caso, viene in Italia per fermare le inchieste contro i suoi traffici di migranti?

Basta fare qualche conto e qualche nome. 
Prendi il MOAS (Migrant Offshore Aid Station) che ha preso almeno mezzo milione di dollari dalla benemerita AVAAZ, quella che lancia sondaggi "umanitari" a ritmo vertiginoso. 
Solo che AVAAZ ha, tra i suoi fondatori, la famosa "Move-on", 
la quale prende soldi da Soros.

Poi prendi "Save the Children", che ha come partner, direttamente la "Open Society Fondations", che è una creatura di Soros. Ma che ha anche tra i suoi numi tutelari la "Fondazione Carlyle" (uno dei più importanti trust "benefici" , e non solo, degli USA.

Sempre alla "Open Society Foundation" di Soros attinge i suoi contributi l'altra famosa ONG che porta il nome di "Medici Senza Frontiere". Che tra non molto prenderà il premio Nobel, battendo per fama i "Caschi Bianchi" di Siria, che, guarda caso, prendono soldi da Soros, oltre che godere dell'Oscar cinematografico.

A questo punto non sarebbe fuori di luogo che qualche magistrato italiano spiccasse un mandato di cattura contro Soros, incriminandolo per i suoi reiterati tentativi di turbare l'ordine pubblico in Italia. Invece il capo del nostro governo lo riceve come amico. 
Resta da sapere di cosa hanno discusso.

Vediamo se si trova un giornalista italiano che lo chiederà al nostro primo ministro.

Gliulietto Chiesa
Pandoratv.it 

GENTILONI RICEVE SOROS ( CERCANDO DI NON FARLO SAPERE).

 Maurizio Blondet

Soros si è fatto ricevere da Gentiloni,   a Palazzo Chigi. Nei giorni della polemica sulle ONG scafiste,  alcune ampiamente finanziate dal miliardario speculatore, Palazzo Chigi ha cercato di far passare la cosa sotto silenzio, non diffondendo alcun comunicato ufficiale, non confermando la   visita ai giornalisti del Tg7 che  hanno chiesto informazioni. “Gentiloni conosce Soros da tempo”, ha detto Mentana nel suo tg.

“Elvira Savino di Forza Italia annuncia addirittura un’interrogazione parlamentare sui motivi della visita di Soros a Palazzo Chigi”, ha scritto Huffington Post, “ Roberto Calderoli chiede a Gentiloni di spiegare perché abbia ricevuto “il miliardario che, attraverso le sue associazioni, è sospettato di finanziare l’immigrazione di massa dai Paesi africani verso l’Europa utilizzando l’Italia come porta di accesso”. Mi sembra il minimo dovuto: questa losca visita è uno scandalo intollerabile. Uno in più di questo Gentiloni che, non essendo eletto da nessuno, sta posizionando la politica  estera dell’Italia estremamente discutibili e contrarie all’interesse nazionale: basti ricordare il “caso Regeni” per cui ha rotto i rapporti con l’Egitto – dove non ha ancora rimandato l’ambasciatore.   Che giochi gioca Gentiloni?  Da agente straniero?  Che cosa si sono detti con Soros? Ha assicurato il miliardario che le indagini  sulle sue ONG-scafiste saranno insabbiate? Dopotutto il ministro della ‘giustizia’  Orlando aveva cercato di mettere sotto inchiesta il magistrato Zuccaro, quindi la domanda è lecita.. Tocca ancora una volta dar ragione a Salvini al Cara di Mineo:

”Gentiloni tace e per me è complice, pronti a chiederne le dimissioni’‘

“Gentiloni tace sui dossier dei servizi segreti relativi al business dello scafismo di Stato, per me quindi è complice. Trovo allucinante questo silenzio del Presidente del consiglio“.

Legittima difesa: Pd, diluvio di proteste dalla base. Renzi vuole cambiare la legge “Così è un pasticcio”

L’app del segretario invasa di messaggi di elettori disorientati: “Ho molti dubbi anch’io, aspetti poco chiari e logici”. La contrarietà di Orlando al provvedimento

di TOMMASO CIRIACO

ROMA. Un diluvio di messaggi di elettori sconcertati, una certezza maturata consumando lo schermo del suo iPhone: "Va bene una nuova legge sulla legittima difesa, va benissimo il principio che la ispira. Però scritta così questa norma è un pasticcio. Vista da fuori è incomprensibile". A tarda sera, Matteo Renzi manda all'aria l'accordo di maggioranza su un testo che aveva segnato il compromesso tra Pd e Ncd. E così, a poche ore dal primo via libera di Montecitorio, il leader cambia rotta e ufficializza la novità: "Capisco le sue considerazioni - replica a una delle mille critiche raccolte dalla sua app - Inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo - leggendo il testo - ho avuto molti dubbi". È il passaggio sul "giorno e la notte" a non convincerlo, quel discrimine "orario" nella legittima difesa che lo lascia interdetto. Un principio va fissato, ma legarlo troppo alla visibilità dell'aggressore, determinata dalla luce e dal buio, rischia di trasformarsi, appunto, in un pasticcio.

Le Bufale della Boldrini

Boldrini spara a Twitter

Alla Boldrini che chiede:
“Basta Bufale
Impegni concreti”.

UDP Risponde:

“Basta politici che svendono l’Italia ai banchieri;
Basta atti politici di alto tradimento contro l’Italia e la sua Costituzione.
Ridateci la sovranità perduta. La moneta appartiene al popolo non alle banche né alla BCE”. Rivalutate Giacinto Auriti e la sua scuola monetaria.
Vogliamo atti concreti per una politica al servizio dei cittadini non della finanza a cui ha svenduto l’italia.
Il debito pubblico è illegittimo e giuridicamente "Detestabile".
Come dice il Presidente Pietro Grasso:
"L'informazione deve essere vera, libera, plurale, senza compromessi".[LINK] E questo noi lo facciamo con grande impegno e sacrificio.

Luigi Boschi
Unione Democratici di Parma (UDP)

Parma, 04/05/2017

Presidente del Senato Pietro Grasso: l' informazione deve essere vera, libera, plurale, senza compromessi, pungolo dei potenti, penne che sappiano rompere il muro dell'omertà

Pietro Grasso

Intervento del Presidente del Senato, Pietro Grasso, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani

03 Maggio 2017 15:26

Caro Presidente Spampinato, Autorità, gentili ospiti,

consentitemi per prima cosa di rivolgere un pensiero affettuoso alla famiglia di Valentino Parlato, ai suoi amici, a tutta la redazione del giornale che contribuì a fondare e ha guidato come direttore per molti anni: con Parlato si è spenta una voce libera e autorevole della stampa italiana che mancherà non solo ai lettori del Manifesto.

Brexit, Financial Times: “Conto da 100 miliardi”. May: “Non pagheremo: Ue vuole condizionare elezioni”

Il quotidiano della City ha scritto che Bruxelles si sta preparando a chiedere tale importo alla Gran Bretagna per il "divorzio", ma il Regno Unito ribadisce che pagherà solo quanto è "legalmente dovuto" e non "semplicemente ciò che l'Europa vuole"

Secondo il Financial Times, il conto di Londra per la Brexit potrebbe lievitare fino alla ragguardevole cifra di 100 miliardi di euro. Ma Downing Street non ci sta e coglie la palla al balzo per attaccare Bruxelles. Theresa May accusa leader e funzionari europei di aver rivolto “minacce” sui negoziati per la Brexit con l’intento di “condizionare” le elezioni, aggiungendo che la posizione di Londra in questi giorni è stata deliberatamente “mal rappresentata“. La dichiarazione è arrivata al termine dell’incontro con la regina a Buckingham Palace per l’atto formale di scioglimento del Parlamento in vista delle elezioni anticipate già annunciate per l’8 giugno. Il placet della sovrana segna l’avvio ufficiale del conto alla rovescia, anche se la campagna elettorale – giocata soprattutto sulla Brexit – è iniziata da giorni, con il leader laburista Jeremy Corbyn e altre forze d’opposizione all’inseguimento dei favoritissimi Conservatori.

E David Davis, ministro britannico per la Brexit, ha puntualizzato in un’intervista ad Itv che la Gran Bretagna pagherà solo quanto è “legalmente dovuto” e non “semplicemente ciò che l’Ue vuole”. Il ministri ha aggiunto che “prendiamo sul serio sia i nostri diritti sia i nostri obblighi”, sostenendo che l’Unione Europea ha avviato la partita in modo “duro e ruvido”, ma non ha comunque ancora messo cifre sul tavolo.

Assemblea Nazionale Pd, Pagliari tra i rappresentanti dei senatori

Sarà il Sen. Giorgio Pagliari a rappresentare, insieme ad altri 24 colleghi, il gruppo di senatori del Partito Democratico all'interno della assemblea nazionale del partito, chiamata ad eleggere i nuovi organismi dirigenti. L'assemblea, seguente alle primarie svoltesi domenica scorsa e che hanno visto l'affermazione di Matteo Renzi, eleggerà anche i rappresentanti all'interno della Direzione Nazionale, eleggerà anche i propri rappresentanti all'interno della Direzione Nazionale Pd. In tutto divengono così otto i rappresentanti del Pd di Parma presenti in assemblea nazionale.

Dopo il risultato delle primarie 2017 del PD: i tre elefanti di Matteo

E ADESSO? È l'unica domanda che conti, dopo la Pasqua tardiva che ha visto Matteo Renzi risorgere dalle ceneri del 4 dicembre. Il segretario del Pd ha ottenuto quello che cercava. Il suo 70% è un piccolo plebiscito, da usare come uno scettro con gli amici e una clava contro i nemici (come fu per il 41% delle europee). E se è vero che 1,8 milioni di voti sono 1 milione in meno di quelli delle primarie 2013, è altrettanto vero che in tempi di disaffezione politica restano un buon deposito di democrazia. È un "bagnetto di popolo", che rilancia una leadership indiscussa e a questo punto indiscutibile. Il Pd è Renzi, e non esistono alternative credibili. Il Pd è di Renzi, e dunque può farne ciò che vuole. Ma qui torniamo al punto: ora dove vuole portare il partito e il Paese?

Le questioni essenziali da chiarire sono tre. Legge elettorale, alleanze e governo Gentiloni. Il Renzi " reloaded" non chiarisce nulla. Nel comizio di domenica sera (officiato sul terrazzo di un Nazareno "riconquistato" dall'intendenza e "bonificato" dalla dissidenza) il segretario si è limitato a dire ciò che "non sa" e "non vuole". Non vuole rinunciare alla "vocazione maggioritaria" (diversivo teorico, visto il pantano neo-proporzionale nel quale stiamo annaspando). Non vuole fare "grandi coalizioni" se non con la società civile (espediente demagogico, vista l'impossibile autosufficienza di un solo partito in un assetto tripolare). Non sa "quando andremo a votare" (dubbio retorico, visto che per rassicurare davvero Gentiloni avrebbe dovuto dire "si voterà nel 2018").

Appalti irregolari, arrestati il sindaco Di Girolamo e un assessore di Terni: “Monopolio perfetto con cooperative”

Secondo la Procura gli appalti - dal verde pubblico ai servizi turistici per le Cascate delle Marmore - venivano riaffidati senza nuove gare. Ed è così che è stato possibile per il raggruppamento di cooperative ottenere proroghe fino a 63 proroghe consecutive. "Così continuando a garantire, a volte, anche per oltre 5 anni consecutivi la gestione del contratto al medesimo raggruppamento di cooperative sociali". I bandi "cuciti addosso" alle società

“Un monopolio perfetto nel territorio ternano nel settore degli appalti di servizi al medesimo raggruppamento di imprese cooperative“. Era il meccanismo architettato, secondo la Procura di Terni, dal combinato disposto di politici e tecnici che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco del Comune di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd. Cuore dell’indagine, condotta dagli uomini della polizia e dai militari della Guardia di finanza, una lunga serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali. A due componenti di cooperative sociali di tipo B – che impiegano lavoratori di categorie svantaggiate – è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall’attività d’impresa. Si tratta dello sviluppo di un’indagine chiamata “Spada” per gli inquirenti avevano chiesto e ottenuto la proroga d’indagine. Era stato lo stesso sindaco Di Girolamo a rendere noto che fosse indagato. In quell’occasione era emerso che i reati ipotizzati a suo carico erano tra gli altri associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti.

Piercamillo Davigo: “Giudici in politica? Penso non debbano entrarci mai.

Gisella Ruccia

“Penso che i magistrati non debbano fare politica mai. Però, se qualcuno decide di fare politica, bisognerebbe in qualche modo regolamentare il rientro in magistratura“. Sono le parole pronunciate a Dimartedì (La7) dal presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, che precisa: “Per un magistrato deve essere comunque una scelta etica quella di entrare in politica. Non si può pensare di vietarglielo per legge, perché in tutti i Paesi del mondo i diritti politici si tolgono ai delinquenti ed è solo in Italia che si pensa di toglierli ai magistrati. Tregua tra magistratura e politica? Non c’è mai stata. Siamo stati presi più volte a male parole e i politici non hanno rispettato gli accordi convenuti“.

UDP: “L’oro politico” di Parma, in gita col PD, la miseria di una campagna elettorale

Parma Piazza Duomo

Come promesso pubblichiamo le nostre riflessioni e idee sulle Amministrative 2017 a Parma
UDP: “L’oro politico” di Parma in gita col PD: “Parma protagonista”(!), dentro Scarpa suoni l’arpa e mangi la carpa macerata in carpione.

L’assenza purtroppo di vere alternative hanno posto Scarpa, a sua insaputa, come l’ultima chance contro Pizzarotti. Non per meriti, né per il progetto politico (per ora inesistente), solo per la sua faccia che risulterebbe una immagine positiva e di fiducia... anche se decade nello scontro dialettico. Se Scarpa perderà le elezioni, come possibile che sia, dovrà imputare solo a se stesso la responsabilità. Si avvia ad essere anche nel 2017 un’altra sconfitta elettorale consecutiva per il PD (1998; 2002; 2007; 2012, 2017).

Primarie Pd, risultati ufficiali e definitivi: l’affluenza a 1,8 milioni, perso un milione rispetto al 2013. Renzi vince col 70%

Per la riconferma del segretario un milione e 283mila persone, circa 600mila in meno del 2013. E gli arrivano i complimenti di Macron. Orlando si ferma sotto al 20%, Emiliano supera il 10. Il governatore: "Guerra se il leader commetterà gli stessi errori". Di Maio: "Unica festa di democrazia sarebbe votare". Orfini: "Che tenerezza, non farà mai un bagno di democrazia così"

L’affluenza resta sotto ai due milioni, non di poco: non due milioni come hanno cominciato a scrivere i renziani subito dopo la chiusura dei seggi né un milione e 900mila come aveva ipotizzato il capo della mozione Renzi, Matteo Richetti. Un po’ sotto: i votanti alle primarie del Pd sono stati in tutto un milione e 848.658. Rispetto alle primarie del 2013, quindi, si è registrato un crollo di presenze di un milione di persone: tre anni e mezzo fa, infatti, si presentarono in due milioni e 814.881. Le cifre finali, arrivate dopo la bellezza di circa 16 ore e in attesa della verifica e della certificazione dei verbali, modificano leggermente anche le dimensioni della vittoria di Matteo Renzi e della sconfitta di Andrea Orlando e Michele Emiliano. Il segretario è riconfermato con il 70,01 per cento dei voti validi: in assoluto ha raccolto un milione e 283.389 preferenze (circa 600mila in meno del 2013).

MACRON ; LE GRAND MERDE (in TV stronzate a go go )

Macron con la moglie Brigitt

Per fare questo lavoro, soprattutto quando si ha a che fare con eventi importanti come il voto francese, occorre non limitarsi a leggere le analisi dotte, la stampa autorevole, i commentatori più illuminati. Bisogna scavare e guardare come reagisce la pancia del Paese a certe situazioni ma, soprattutto, è necessario capire come l’informazione dell’uomo qualunque – leggi i talk-show – raccontano l’esistente e tratteggiano il futuro. L’ho fatto e, tra molte atrocità che ho dovuto ascoltare pressoché a reti unificate, voglio estrapolare alcune perle assolute emersa da quelle trasmissioni di nicchia che non sono il talk classico, quelli li guardano in dodici e sanno a cosa vanno incontro ma nemmeno il cazzeggio puro. Insomma, si passa dalla Siria alla dieta detox senza soluzione di continuità: le più pericolose in assoluto, perché viste da gente che, tendenzialmente, non ha gli strumenti per capire la quantità di stronzate che gli vengono propinate.

PAOLO SCARPA: PRIMARIE PROVA DI DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE

Paolo Scarpa
Ingegner Scarpa, la sua "ingenuità politica" in questo testo sarebbe preoccupante per un Amministratore, se non fosse che è frutto di una dovuta comunicazione di servizio dei suoi gostwriter, seppur da lei, evidentemente, approvata. Le Primarie sono una istituzione che da anni sostengo, forse, prima ancora di lei, la perplessità è per come si svolgono senza essere inserite organicamente nella legge elettorale (anche se non è questo il caso, essendo una elezione all'interno del partito). Non sono poi da confondere con le elezioni vere, in cui l'astensione è crescente. Il caso delle regionali 2014 lo ricordiamo tutti con la partecipazione del 37% degli aventi diritto. I votanti in Italia sono circa 57 milioni. Il calo rispetto alle precedenti non è cosa da sottovalutare. 1.000.000 di voti persi che, forse, non vuole vedere.  

Primarie Pd, per Renzi tutto secondo copione: nuova incoronazione e avversari azzerati. E ora si può parlare di Gentiloni

Giuseppe Pipitone

Il primo a confermare – finalmente – il vero senso delle quinte primarie della storia del Partito democratico è Dario Franceschini. “Il popolo restituisce a Matteo Renzi una leadership forte”, dichiara il ministro poco dopo le 21 e 30. Il popolo non è lo stesso che ha bocciato la riforma costituzionale e in quel momento non ci sono ancora né dati ufficiali sull’affluenza e nemmeno sulle proporzioni della vittoria dell’ex premier. Non ci saranno fino a oltre la mezzanotte, per la verità. È un fatto, però, che con i numeri diffusi già poco dopo la chiusura dei seggi le primarie più anonime di sempre sono state per Renzi soltanto quello che lo stesso ex presidente del consiglio voleva che fossero: semplicemente una nuova legittimazione popolare, tappa obbligata per archiviare la batosta del referendum.

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