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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Assemblea Nazionale Pd, Pagliari tra i rappresentanti dei senatori

Sarà il Sen. Giorgio Pagliari a rappresentare, insieme ad altri 24 colleghi, il gruppo di senatori del Partito Democratico all'interno della assemblea nazionale del partito, chiamata ad eleggere i nuovi organismi dirigenti. L'assemblea, seguente alle primarie svoltesi domenica scorsa e che hanno visto l'affermazione di Matteo Renzi, eleggerà anche i rappresentanti all'interno della Direzione Nazionale, eleggerà anche i propri rappresentanti all'interno della Direzione Nazionale Pd. In tutto divengono così otto i rappresentanti del Pd di Parma presenti in assemblea nazionale.

Dopo il risultato delle primarie 2017 del PD: i tre elefanti di Matteo

E ADESSO? È l'unica domanda che conti, dopo la Pasqua tardiva che ha visto Matteo Renzi risorgere dalle ceneri del 4 dicembre. Il segretario del Pd ha ottenuto quello che cercava. Il suo 70% è un piccolo plebiscito, da usare come uno scettro con gli amici e una clava contro i nemici (come fu per il 41% delle europee). E se è vero che 1,8 milioni di voti sono 1 milione in meno di quelli delle primarie 2013, è altrettanto vero che in tempi di disaffezione politica restano un buon deposito di democrazia. È un "bagnetto di popolo", che rilancia una leadership indiscussa e a questo punto indiscutibile. Il Pd è Renzi, e non esistono alternative credibili. Il Pd è di Renzi, e dunque può farne ciò che vuole. Ma qui torniamo al punto: ora dove vuole portare il partito e il Paese?

Le questioni essenziali da chiarire sono tre. Legge elettorale, alleanze e governo Gentiloni. Il Renzi " reloaded" non chiarisce nulla. Nel comizio di domenica sera (officiato sul terrazzo di un Nazareno "riconquistato" dall'intendenza e "bonificato" dalla dissidenza) il segretario si è limitato a dire ciò che "non sa" e "non vuole". Non vuole rinunciare alla "vocazione maggioritaria" (diversivo teorico, visto il pantano neo-proporzionale nel quale stiamo annaspando). Non vuole fare "grandi coalizioni" se non con la società civile (espediente demagogico, vista l'impossibile autosufficienza di un solo partito in un assetto tripolare). Non sa "quando andremo a votare" (dubbio retorico, visto che per rassicurare davvero Gentiloni avrebbe dovuto dire "si voterà nel 2018").

Appalti irregolari, arrestati il sindaco Di Girolamo e un assessore di Terni: “Monopolio perfetto con cooperative”

Secondo la Procura gli appalti - dal verde pubblico ai servizi turistici per le Cascate delle Marmore - venivano riaffidati senza nuove gare. Ed è così che è stato possibile per il raggruppamento di cooperative ottenere proroghe fino a 63 proroghe consecutive. "Così continuando a garantire, a volte, anche per oltre 5 anni consecutivi la gestione del contratto al medesimo raggruppamento di cooperative sociali". I bandi "cuciti addosso" alle società

“Un monopolio perfetto nel territorio ternano nel settore degli appalti di servizi al medesimo raggruppamento di imprese cooperative“. Era il meccanismo architettato, secondo la Procura di Terni, dal combinato disposto di politici e tecnici che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco del Comune di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd. Cuore dell’indagine, condotta dagli uomini della polizia e dai militari della Guardia di finanza, una lunga serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali. A due componenti di cooperative sociali di tipo B – che impiegano lavoratori di categorie svantaggiate – è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall’attività d’impresa. Si tratta dello sviluppo di un’indagine chiamata “Spada” per gli inquirenti avevano chiesto e ottenuto la proroga d’indagine. Era stato lo stesso sindaco Di Girolamo a rendere noto che fosse indagato. In quell’occasione era emerso che i reati ipotizzati a suo carico erano tra gli altri associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti.

Piercamillo Davigo: “Giudici in politica? Penso non debbano entrarci mai.

Gisella Ruccia

“Penso che i magistrati non debbano fare politica mai. Però, se qualcuno decide di fare politica, bisognerebbe in qualche modo regolamentare il rientro in magistratura“. Sono le parole pronunciate a Dimartedì (La7) dal presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, che precisa: “Per un magistrato deve essere comunque una scelta etica quella di entrare in politica. Non si può pensare di vietarglielo per legge, perché in tutti i Paesi del mondo i diritti politici si tolgono ai delinquenti ed è solo in Italia che si pensa di toglierli ai magistrati. Tregua tra magistratura e politica? Non c’è mai stata. Siamo stati presi più volte a male parole e i politici non hanno rispettato gli accordi convenuti“.

UDP: “L’oro politico” di Parma, in gita col PD, la miseria di una campagna elettorale

Parma Piazza Duomo

Come promesso pubblichiamo le nostre riflessioni e idee sulle Amministrative 2017 a Parma
UDP: “L’oro politico” di Parma in gita col PD: “Parma protagonista”(!), dentro Scarpa suoni l’arpa e mangi la carpa macerata in carpione.

L’assenza purtroppo di vere alternative hanno posto Scarpa, a sua insaputa, come l’ultima chance contro Pizzarotti. Non per meriti, né per il progetto politico (per ora inesistente), solo per la sua faccia che risulterebbe una immagine positiva e di fiducia... anche se decade nello scontro dialettico. Se Scarpa perderà le elezioni, come possibile che sia, dovrà imputare solo a se stesso la responsabilità. Si avvia ad essere anche nel 2017 un’altra sconfitta elettorale consecutiva per il PD (1998; 2002; 2007; 2012, 2017).

Primarie Pd, risultati ufficiali e definitivi: l’affluenza a 1,8 milioni, perso un milione rispetto al 2013. Renzi vince col 70%

Per la riconferma del segretario un milione e 283mila persone, circa 600mila in meno del 2013. E gli arrivano i complimenti di Macron. Orlando si ferma sotto al 20%, Emiliano supera il 10. Il governatore: "Guerra se il leader commetterà gli stessi errori". Di Maio: "Unica festa di democrazia sarebbe votare". Orfini: "Che tenerezza, non farà mai un bagno di democrazia così"

L’affluenza resta sotto ai due milioni, non di poco: non due milioni come hanno cominciato a scrivere i renziani subito dopo la chiusura dei seggi né un milione e 900mila come aveva ipotizzato il capo della mozione Renzi, Matteo Richetti. Un po’ sotto: i votanti alle primarie del Pd sono stati in tutto un milione e 848.658. Rispetto alle primarie del 2013, quindi, si è registrato un crollo di presenze di un milione di persone: tre anni e mezzo fa, infatti, si presentarono in due milioni e 814.881. Le cifre finali, arrivate dopo la bellezza di circa 16 ore e in attesa della verifica e della certificazione dei verbali, modificano leggermente anche le dimensioni della vittoria di Matteo Renzi e della sconfitta di Andrea Orlando e Michele Emiliano. Il segretario è riconfermato con il 70,01 per cento dei voti validi: in assoluto ha raccolto un milione e 283.389 preferenze (circa 600mila in meno del 2013).

MACRON ; LE GRAND MERDE (in TV stronzate a go go )

Macron con la moglie Brigitt

Per fare questo lavoro, soprattutto quando si ha a che fare con eventi importanti come il voto francese, occorre non limitarsi a leggere le analisi dotte, la stampa autorevole, i commentatori più illuminati. Bisogna scavare e guardare come reagisce la pancia del Paese a certe situazioni ma, soprattutto, è necessario capire come l’informazione dell’uomo qualunque – leggi i talk-show – raccontano l’esistente e tratteggiano il futuro. L’ho fatto e, tra molte atrocità che ho dovuto ascoltare pressoché a reti unificate, voglio estrapolare alcune perle assolute emersa da quelle trasmissioni di nicchia che non sono il talk classico, quelli li guardano in dodici e sanno a cosa vanno incontro ma nemmeno il cazzeggio puro. Insomma, si passa dalla Siria alla dieta detox senza soluzione di continuità: le più pericolose in assoluto, perché viste da gente che, tendenzialmente, non ha gli strumenti per capire la quantità di stronzate che gli vengono propinate.

PAOLO SCARPA: PRIMARIE PROVA DI DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE

Paolo Scarpa
Ingegner Scarpa, la sua "ingenuità politica" in questo testo sarebbe preoccupante per un Amministratore, se non fosse che è frutto di una dovuta comunicazione di servizio dei suoi gostwriter, seppur da lei, evidentemente, approvata. Le Primarie sono una istituzione che da anni sostengo, forse, prima ancora di lei, la perplessità è per come si svolgono senza essere inserite organicamente nella legge elettorale (anche se non è questo il caso, essendo una elezione all'interno del partito). Non sono poi da confondere con le elezioni vere, in cui l'astensione è crescente. Il caso delle regionali 2014 lo ricordiamo tutti con la partecipazione del 37% degli aventi diritto. I votanti in Italia sono circa 57 milioni. Il calo rispetto alle precedenti non è cosa da sottovalutare. 1.000.000 di voti persi che, forse, non vuole vedere.  

Primarie Pd, per Renzi tutto secondo copione: nuova incoronazione e avversari azzerati. E ora si può parlare di Gentiloni

Giuseppe Pipitone

Il primo a confermare – finalmente – il vero senso delle quinte primarie della storia del Partito democratico è Dario Franceschini. “Il popolo restituisce a Matteo Renzi una leadership forte”, dichiara il ministro poco dopo le 21 e 30. Il popolo non è lo stesso che ha bocciato la riforma costituzionale e in quel momento non ci sono ancora né dati ufficiali sull’affluenza e nemmeno sulle proporzioni della vittoria dell’ex premier. Non ci saranno fino a oltre la mezzanotte, per la verità. È un fatto, però, che con i numeri diffusi già poco dopo la chiusura dei seggi le primarie più anonime di sempre sono state per Renzi soltanto quello che lo stesso ex presidente del consiglio voleva che fossero: semplicemente una nuova legittimazione popolare, tappa obbligata per archiviare la batosta del referendum.

Progetto “Salva-Comuni”: cosa, come, dove, quando, perché

Marco Saba

La legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 702, legge 190/2014), con riferimento agli anni 2015, 2016 e 2017, ha portato al 55% la quota spettante ai Comuni sulle maggiori somme dei tributi statali riscosse in conseguenza della loro partecipazione all’attività di accertamento fiscale svolta attraverso la “segnalazione qualificata” (vedi note 1 e 2).

Sovranità monetaria di Hitler

Il testo che pubblico l'ho tratto da una videocassetta su Hitler in mio possesso, riassumendo fedelmente la sottotitolazione in italiano del discorso da lui pronunciato  al Reichstag Tedesco il 30 gennaio 1937 sulla  moneta e sul concetto di economia.
Hitler, dopo lo sfascio della Repubblica di Weimar (1919- 1933)
Si riappropriò' della sovranita' monetaria tedesca e, attraverso i suoi effetti, in pochi anni porto' la Germania a un livello  di superpotenza! FP

Discorso fatto  a braccio:

Miei deputati! La politica economica Tedesca che il Nazionalsocialismo ha introdotto nel 1933 e' basata su alcune valutazioni fondamentali nella relazione tra l' economia e il popolo, il popolo costituisce l'elemento immutabile, mentre l'attivita' economica in se stessa non e' un dogma e non deve essere considerata in tal modo,
non c'è teoria economica o opinione, che possa pretendere di essere considerata sacrosanta.
La volontà di porre il sistema economico al servizio del popolo e il capitale al servizio dell'economia e' la sola cosa di importanza decisiva.
Noi sappiamo che il Nazionalsocialismo combatte con decisione l'opinione secondo la quale, la struttura economica esiste solo a vantaggio del capitale e che i popoli devono essere visti come un oggetto del sistema economico, noi eravamo determinati fin dall'inizio ad eliminare la falsa idea che vede il sistema economico esistere del tutto liberamente e completamente fuori da ogni controllo e supervisione da parte dello Stato.

Sen. Pagliari sul risultato delle primarie Pd: il ruolo centrale del Pd nel sistema politico italiano e radicamento profondo nella società

Vincere le Primarie non è sinonimo di vittoria alle elezioni. Forse la sconfitta nel referendum confermartivo non è stata utile, né adeguatamente interiorizzata.  LB

I risultati di Parma e la tendenza dello scrutinio a livello nazionale consentono di affermare che questo voto conferma la forte e indiscussa leadership di Matteo Renzi non solo per il grande consenso ottenuto ma anche per la legittimazione che deriva da una partecipazione sicuramente significativa in termini assoluti. Questo voto ribadisce, peraltro, il ruolo centrale del Pd nel sistema politico italiano e ne testimonia il radicamento profondo nella società nel contempo giustificando la forte rivendicazione di tale ruolo, senza che sia lecito a nessuno, meno che meno a chi voglia allearsi, di pretendere di minimizzarlo o di offuscarlo; e ciò sia che si tratti di elezioni politiche sia che si tratti di elezioni amministrative. Esprimo compiacimento anche per il risultato locale, sostanzialmente in linea con quello nazionale, un risultato che chiama l'area renziana ad uno sforzo di unità e a rendersi protagonista di un dialogo rispettoso e leale con l'area di Orlando e di Emiliano per costruire un clima positivo dentro il Pd, chiudendo la stagione delle lotte intestine e determinando la condizione per un rilancio che dovrà avvenire anche grazie al contributo dei molti e valorosi giovani che militano nel Pd. I miei complimenti a Matteo Renzi, augurandogli buon lavoro. Ringrazio e saluto Andrea Orlando, il cui contributo futuro sarà importantissimo, e Michele Emiliano. Il mio più grato saluto agli organizzatori e agli scrutatori per il loro generoso lavoro. Parma, 30 aprile 2017

Sen. Giorgio Pagliari   

Trasporto pubblico a Parma, aggiudicazione definitiva a Busitalia

Busitalia

Finisce ufficialmente l’era Tep. Smtp ha assegnato il servizio per i prossimi nove anni all’ati d’imprese formata da Busitalia Sita Nord e Autoguidovie

Il servizio di trasporto pubblico locale non sarà più nelle mani di Tep. Smtp ha segnato in via definitiva la gara a Busitalia Sita Nord e Autoguidovie. La determina dirigenziale è stata pubblicata sul sito web della Società per la mobilità e il trasporto pubblico. 

Dunque si chiude a Parma l’era Tep. Il servizio per i prossimi nove anni sarà in mano alla società del gruppo Ferrovie dello Stato. A questo punto, per l’azienda locale potrebbe restare in campo solo l’ipotesi di un eventuale ricorso al Tar. Tep, già in fase di aggiudicazione provvisoria della gara, aveva evidenziato possibili anomalie nell’offerta economica dei concorrenti. 

La perdita del servizio pubblico da parte di Tep, che aveva innescato numerose polemiche politiche, tornerà ora inevitabilmente al centro della campagna elettorale per il Comune, in vista del voto dell’11 giugno. 

Elezioni 2017 a Parma: Fdi-An, la lista a sostegno di Cavandoli

Capolista sarà Priamo Bocchi, già candidato sindaco alle elezioni del 2012

Fratelli d'Italia-An scende in campo nella corsa alle elezioni amministrative di Parma con una propria lista di candidati a sostegno di Laura Cavandoli. Capolista è Priamo Bocchi, da anni militante nella destra ed ex candidato sindaco nel 2012.

Tra gli altri nomi, cui si annunciano già nuove adesioni, compaiono Antonio Rozzi, Polo Bertazzo, Stefano Bosi. Graziano Medici, Yilenia Rossi, Nicola Scillitani, Michele Andreoli, Giuseppe Degiacomi, Giacomo Manzini, Adriana Tommasino, Carmelo Di Falco, Giorgio Rossi, Luca Gaglio, Rino Cirone, Monia Bartoli.

Il portavoce provinciale Massimo De Matteis ha presentato la lista nella sede del partito in via Mazzini 6, in presenza di numerosi militanti e simpatizzanti raggiunti anche dalla candidata sindaco del centrodestra Laura Cavandoli: "Presentiamo donne e uomini che si sono messi a disposizione della cittadinanza per un progetto di cambiamento e di alternativa all'attuale amministrazione - ha dichiarato - sosteniamo Laura Cavandoli a capo di una coalizione di controdestra coesa, portatrice di una progettualità importante e aperta al contributo del mondo civico, che ha sempre dimostrato interesse e attenzione ai problemi della città. I civici della coalizione sono persone di gran caratura. Fratelli d'Italia porta il proprio patrimonio ideale e d'impegno, contribuirà in modo determinante all'affermazione e alla vittoria della coalizione".

L'ipotesi di un ballottaggio tra Scarpa, candidato del centrosinistra, e il sindaco uscente Pizzarotti non è per il momento contemplata: "Vincerà Cavandoli, in caso diverso non daremmo indicazioni verso l'uno o verso l'altro" concluda De Matteis. 

Fonte Link parma.repubblica.it 

Bologna, Davigo agli studenti di legge: "Emigrate"

Lectio del magistrato in Facoltà, sarcastico e duro con la classe politica ("Gentaglia")

BOLOGNA “E se sapete le lingue, l’alternativa è andare a studiare all’estero ed emigrare. Mi rendo conto di dire una cosa disperata, ma questa è la situazione”. Piercamillo Davigo ha chiuso così la sua lectio magistralis alla Facoltà di Legge davanti a un centinaio di studenti. "Il 93 per cento dei dottori in Giurisprudenza - ha risposto l'ex (da pochi giorni) presidente dell’Anm alla domanda finale di un laureando - fanno gli avvocati, la metà di loro guadagnando meno di un call center. E' un mestiere che si è proletarizzato. Per conquistare uno dei 250 posti da magistrato si impiegano anni e anni di gavetta: una volta a 28 anni potevi già essere magistrato, oggi se ti va bene ci arrivi a 32-33 già stanco. Se siete pronti, questa è la strada che vi aspetta. Altrimenti c'è l'estero".

Elezioni 2017, corsa unitaria pro Scarpa per Ghiretti e Pellacini. Effetto Parma di Pizzarotti attacca: "Un Vignali bis"

Si riduce il numero dei candidati a sindaco. La lista "La città che unisce" sarà presentata il sei maggio. Pizzarottiani: "Un Vignali bis"

Convergenza di Giuseppe Pellacini nella lista Parma Unita che sosterrà Paolo Scarpa alle elezioni Comunali dell'11 giugno 2017.

La lista sarà presentata ufficialmente sabato sei maggio. "Faccio un passio indietro - ha detto Pellacini, fino a oggi in corsa per il ruolo di primo cittadino con Centristi per Parma - per appoggiare Scarpa. Il bene della città è superiore agli interessi personali. In questi cinque anni, insieme a Ghiretti, siamo stati all'opposizione, accumunati da tante idee. Per non rendere vana questa vicinanza ideale e programmatica, è doveroso creare una forza unitaria, per liberare la città da Pizzarotti".

Il nuovo simbolo - presentato venerdì mattina al bar San Pietro in piazza Garibaldi - reca i nomi dei due movimenti, accompagnato da sette stelle, a simboleggiare la dimensione europea di Parma. Lo slogan scelto è "La città che unisce".

"La decisione - ha commentato Roberto Ghiretti - nasce da cinque anni d'impegno in Consiglio comunale. In questi mesi abbiamo visto troppe ambizioni personali, che hanno generato micro o macrocosmi. La nostra è un'alleanza variegata - riconosce il civico - ma è proprio questa la sua bellezza. Una coalizione in cui il Pd è una delle componenti. Paolo Scarpa è una persona competente e di carattere, rappresenta un'alternativa possibile a Pizzarotti".

Legge stadi, nella manovrina sparisce il vincolo anti complessi residenziali: via libera alle speculazioni edilizie per sport

Cancellato con un tratto di penna dalla vecchia normativa il divieto di legare la costruzione di nuove palazzine alla realizzazione di impianti sportivi. Nel 2013 sulla stessa questione il Pd renziano (con Dario Nardella in prima fila) insorse contro il governo Letta. Oggi il sindaco di Firenze (dove i Della Valle costruiranno un nuovo stadio da 40mila posti) dice al fatto.it: "In questi giorni sono stato preso dagli impegni locali in città, non ho seguito la vicenda, quindi non ho elementi per rispondere". Il 10 marzo, però, alla presentazione del nuovo stadio della Fiorentina disse che il suo amico Luca Lotti gli aveva annunciato novità importanti sulla questione  

Due curve, due tribune e quattro condomini, con appartamenti da rivendere e milioni da incassare: ora si può. Perché se fino a ieri chi voleva costruire nuovi stadi poteva pensare di rientrare nell’investimento realizzando solo cinema, negozi e centri commerciali, dal 24 aprile può mettere in cantiere anche palazzi, case, villette e relativi profitti di vendita. Un affare. Con un tratto di penna su una frase ben precisa contenuta nella vecchia legge sugli impianti sportivi, infatti, il governo Gentiloni ha cancellato il vincolo che impediva di inserire la realizzazione di complessi di edilizia residenziale all’interno del progetto dei nuovi campi sportivi. Che siano dedicati al calcio o ad altri sport poco importa: basta disegnare arene con capienze da almeno 20mila posti, trovare un imprenditore che fiuta l’affare, una società ambiziosa e un’amministrazione comunale compiacente ed il gioco è fatto. Lì dove c’era l’erba (del campo) ci saranno tante belle casette: lo stadio con gli appartamenti intorno, ovvero l’articolo 62 della manovrina firmata da Mattarella pochi giorni fa.

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