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Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Reddito di solidarietà: si allarga platea beneficiari. A Parma 1700 richieste

Gli unici requisiti di accesso diventano quelli di natura economica, oltre alla residenza e durata del diritto di soggiorno. 5 stelle favorevoli, Lega vota no

Via libera dell'Assemblea legislativa alle nuove regole, per uniformarsi alla misura nazionale. La soglia Isee sale a 6mila euro e l'erogazione passa da 12 a 18 mesi.

Da settembre scorso già più di 21 mila richieste. Il provvedimento si è reso necessario per integrare il Res con il sistema di norme previste a livello nazionale dal Reddito in inclusione (Rei), la nuova misura nazione di contrasto alla povertà che da luglio amplierà la platea dei beneficiari. La Regione allarga la platea dei beneficiari ( reddito Isee da 3mila a 6mila euro) e allunga la durata del contributo ( da 12 a 18 mesi), per adeguarsi alle modifiche del reddito di inclusione governativo, in vigore da luglio. Le risorse regionali andranno a sommarsi a quelle nazionali, per un contributo minimo di 100- 110 euro a nucleo.

Carlo Consiglio, ORSI E LUPI: "LE REGIONI NON METTANO IL DITO SUL GRILLETTO”

Carlo Consiglio


ORSI E LUPI: "LE REGIONI NON METTANO IL DITO SUL GRILLETTO”.

La Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC) denuncia pubblicamente la richiesta dello scorso 10 maggio, formulata al Governo da parte della Conferenza delle regioni, di delegare alle regioni stesse ed alle province autonome di Trento e Bolzano la facoltà eccezionale di disporre catture e abbattimenti in deroga di esemplari delle specie orso e lupo. Si tratta, sinora, di una prerogativa teorica di esclusiva competenza statale, sentito il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). L’occasione è stata fornita dalla preparazione di una bozza di parziale modifica ad un decreto del Presidente della repubblica del lontano 1997 (attuazione della cosiddetta Direttiva UE “Habitat”, riguardante anche la protezione di mammiferi in pericolo d'estinzione), che dovrebbe inserire una nuova disciplina del divieto di immissione di specie esotiche in Italia. 

Nulla a che vedere, pertanto, con la tutela e la gestione delle rare specie di predatori autoctoni presenti nel nostro Paese. Ma tant’è, le regioni, su input della Provincia autonoma di Bolzano (e dei recenti furori demagogici anti-lupo di un  paio dei suoi assessori), condizionano il proprio parere allo Stato sullo schema di D.P.R. all’inserimento di un articolo che nulla ha a che vedere col contrasto alla diffusione di specie esotiche, chiedendo di introdurre un’autonomia decisionale locale (basterebbe una mera comunicazione al Ministero dell’ambiente) in materia di “prelievo, cattura o uccisione” delle specie Ursus arctos e Canis lupus. Si tratta di un bieco voltafaccia proprio rispetto ad un recente parere negativo in conferenza Stato-Regioni all’ipotesi di introdurre facoltà di abbattimento in sede di stesura di un piano nazionale sulla gestione del lupo.

Quello di Viktor Orbán (primo ministro ungherese) è veramente un miracolo economico?

Lo dicono i sostenitori del primo ministro ungherese, uno dei leader politici più odiati nella UE, ma non tutti sono d'accordo

Per l’Unione Europea il primo ministro ungherese Viktor Orbán è spesso fonte di imbarazzo. Da quando è entrato in carica, nel 2010, Orbán ha introdotto riforme restrittive della libertà di stampa, costruito muri per impedire il passaggio di migranti e promosso posizioni intransigenti contro i musulmani.

I suoi estimatori, sia in Ungheria che nelle istituzioni europee, sostengono invece che Orbán abbia avuto il grande merito di aver fatto uscire l’Ungheria dalla crisi economica in maniera più convincente di quanto sia successo in altri paesi. I principali indicatori economici sembrano dargli ragione: il debito pubblico ungherese è sceso a livelli pre-crisi e la disoccupazione è passata dall’11 al 3,8 per cento. Alcuni dati e pareri raccolti dal New York Times, però, mettono in dubbio che la ripresa sia così solida come Orbán e i suoi sostenitori vogliano far credere in vista delle elezioni politiche che si terranno l’8 aprile.

I poteri del Presidente - Interventi di Paolo Flores d'Arcais, Paul Krugman, Paolo Maddalena, Valerio Onida, Massimo Villone, Guido Salerno Aletta

Paolo Flores d’Arcais

L’articolo 92 della Costituzione garantisce al Presidente della Repubblica la possibilità di rifiutare la nomina di un ministro proposto dal Presidente del Consiglio incaricato. Ma il margine di discrezionalità di cui può avvalersi il Presidente della Repubblica è stabilito con precisione dagli articoli 54 e 95.

Articolo 92 della Costituzione Italiana, Mattarella è andato oltre le sue prerogative

Mattarella

ParteII: Ordinamento della Repubblica, Articolo 92

"Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri".

nota3
Il Presidente della Repubblica, ove, non gradisca le assegnazioni dei Ministri propostegli dal Presidente del Consiglio incaricato, non può suggerire, né tantomeno imporre alcuna modifica, ma deve solo prendere atto dei risultati elettorali e dar luogo al "cerimoniale di insediamento" della nuova compagine governativa (dal testo "Costituzione Esplicata" edizione 2018 (stampato nel gennaio 2018) a cura di Federico Del Giudice, Gruppo editoriale Simone) 29/05/2018

Luigi Boschi

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La motivazione addotta dal Capo dello Stato Mattarella per dire no al governo Conte

La linea di Paolo Savona avrebbe provocato l'uscita dall'euro: è la motivazione addotta dal Capo dello Stato per dire no al governo Conte. I dubbi del costituzionalista. MARIO ESPOSITO

Salta l'esecutivo giallo-verde e il voto si avvicina. La linea difesa da Paolo Savona (e dunque dalla Lega) avrebbe provocato la furiuscita dell'Italia dall'euro: questa, in sintesi, la motivazione addotta dal Capo dello Stato per dire no al governo di Di Maio e Salvini. Una decisione, elettoralmente parlando, destinata ad incrementare ancor più il consenso delle forze cosiddette "populiste". Mario Esposito, docente di diritto costituzionale alla Luiss Guido Carli, mette in evidenza tutti i punti critici di una posizione — quella di Mattarella — che divide e fa discutere.

Professore, ammesso e non concesso che Savona all'Economia avrebbe rappresentato un pericolo, difendere l'euro equivale a difendere la Costituzione?

In primo luogo è inammissibile che un singolo ministro possa determinare la politica generale del Governo. A ciò si oppongono il principio di collegialità dell'esecutivo, il potere di direzione e coordinamento del presidente del Consiglio e soprattutto l'attività legislativa e di controllo del Parlamento. Riferire dunque ad un solo ministro conseguenze reputate genericamente disastrose, lascia francamente perplessi.

E per quanto riguarda la difesa della Costituzione?

Si tratta di un valore che implica anche e innanzitutto la salvaguardia delle effettive condizioni di parità con gli altri Stati membri dell'Unione, secondo quando dispone l'articolo 11 della nostra Carta.

Governo M5s-Lega: Conte ha rimesso il mandato

Il governo sostenuto da M5s e Lega non ci sarà. Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico al capo dello Stato Sergio Mattarella. Il motivo è l’indicazione come ministro dell’Economia di Paolo Savona. Il presidente della Repubblica, prima di ricevere Conte, ha ricevuto i leader del M5s e della Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini per chiedere se ci fossero margini di modificare l’indicazione di Savona, ma entrambi i partiti sono rimasti sulla loro posizione. “Non ho ostacolo il governo, ma l’ho agevolato” ha spiegato il capo dello Stato. Ma con un sostenitore dell’uscita dall’euro come ministro, ha spiegato, si dà un messaggio che mette a rischio i risparmi degli italiani.

CRONACA ORA PER ORA

21.09 – Grillo twitta: “Shhh”
“Shhh”. E’ il post su twitter di Beppe Grillo che viene accompagnato dal trailer del film horror “a quiet place” in cui alcune scene sono inframezzate da scritte come “move carefully and never make a sound” (muoviti con attenzione e non fare nemmeno un rumore”).

21.08 – Di Battista: “Tra poco in piazza a Fiumicino con Di Maio”
“Sono con Luigi. Tra poco saremo in piazza a Fiumicino. Coraggio, sono ultimi colpi di coda di ‘animali’ politici morenti!”. Lo scrive il 5 Stelle Alessandro Di Battista su Fb.

21.07 – DOMANI COTTARELLI AL QUIRINALE PER L’INCARICO DA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per domani mattina al Quirinale Carlo Cottarelli. 

RIFLETTENDO sul 4 marzo dell’Anno del Signore 2018.

Giuseppe De Filippo

Riflettendo su quanto di impolitico è avvenuto nell’ultimo ventennio nella nostra Repubblica, verrebbe da chiedersi se sia o meno il caso di augurare agli abitanti della regione geografica italiana che la grazia santificante del Signore agisca su di loro, soprattutto dopo il voto del 4 marzo dell’Anno del Signore 2018.

Se l’impolitico e il finanziario regnano all’interno della Repubblica e rappresentano il potere consolidato, l’irremovibile establishment, solo una forza uguale e contraria potrebbe destabilizzarli, e liberare la Repubblica dal loro asservimento. Ma, dove reperire tale forza? Il voto del 4 marzo dell’Anno del Signore 2018 l’ha rinvenuta?

Nell’incertezza, crediamo siano opportuni a tale scopo la grazia dello Spirito Santo e un grande cuore umano, gli unici che garantirebbero una “rivoluzione pacifica” contro i Poteri,  la cui natura è per antonomasia  di genere occulto.   

Un proverbio cinese recita: “Prima di fare la rivoluzione, riforma il tuo cuore.” Ma, non tutti gli abitanti della regione geografica italiana sono propensi a riformare il loro cuore, politico, sebbene possessori di grandi cuori generosi, creativi e anche fin troppo pacifici.

Un signore alto e robusto, nato il 29 maggio1917 ed assassinato il 22 novembre 1963, affermava: “Quelli che rendono impossibili le rivoluzioni pacifiche rendono le rivoluzioni violente inevitabili”.

Un altro signore, anch’egli alto e robusto e in più barbuto, anzi molto barbuto, affermava: “Le rivoluzioni non le fanno né individui né società segrete. Nascono in certa misura automaticamente; le producono la forza delle cose, la corrente degli eventi e dei fatti. Si vanno preparando a lungo nelle profondità dell’oscura coscienza delle masse; poi esplodono improvvisamente, non di rado per cause in apparenza insignificanti.”

Agenzie di rating, la mappa degli azionisti

Fondi, banche d'affari e grandi capitalisti i proprietari delle tre principali società americane: S&P' S, Fitch, Moodys

MILANO - Società di investimento, banche d'affari, gestori, grandi capitalisti come Warren Buffet, hedge fund speculativi ma anche fondi pensione conservativi. Questo il panorama dei proprietari delle due maggiori agenzie di rating: Standard and Poor's e Moody's mentre la terza, Fitch fa capo invece a un imprenditore francese. Entrambe sono quotate in Borsa (S&P attraverso la controllante Mc Graw Hill), con un azionariato polverizzato e quindi teoricamente contendibili e indipendenti. I loro consigli di amministrazione sono composti da personalità del mondo accademico, dell'impresa e finanziario a garanzia di autonomia. Tuttavia l'accusa di conflitto di interesse a loro mossa fa leva, più che una connivenza con un singolo azionista, sugli interessi del sistemà finanziario anglosassone nel suo complesso.

STANDARD AND POOR'S: È controllata dal gigante dell'informazione americano McGraw-Hill, quotato in Borsa e fondato nel 1884. Il presidente Harold III McGraw, della famiglia dei fondatori è anche azionista con una quota dell'1,17%. Fra i principali azionisti, secondo la Bloomberg, vi sono il gestore di fondi Capital World (10,2%) e altre società finanziarie quali Vanguard (4,6%), State Street (4,2%) e BlackRock (2,46%) oltre a Morgan Stanley Investment (2,17%) e Pioneer (1,28%). Da segnalare anche il fondo pensione degli insegnanti dell'Ontario con il 2,33%.

MOODY'S: Il primo azionista della società è la Berkshire Hathaway che fa capo a Warren Buffet, il terzo uomo più ricco del mondo, ascoltato guru della finanza detto 'l'oracolo di Omahà. Anche qui compaiono numerosi gestori finanziari e fondi: di nuovo Capital Investor (12,6%) e Vanguard (5,02%) ma anche Blackrock (2,18%) State Street (3,24%) e molti altri. -

Giuseppe Conte, al Senato subito 4 responsabili che passano a sostenere il governo

di Tommaso Montesano

«La prima cosa che mi ha detto è stata: diamoci del tu». Da quel momento il colloquio tra il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, e il senatore Maurizio Buccarella, del gruppo Misto del Senato, è stato in discesa: Buccarella ha assicurato al professore pugliese il sostegno di almeno quattro componenti della sua formazione politica. Oltre a lui, voteranno la fiducia all’esecutivo M5S-Lega - probabilmente i primi giorni della prossima settimana - altri tre senatori: Carlo Martelli, Adriano Cario e Ricardo Antonio Merlo. I primi due, Buccarella e Martelli, sono due ex grillini espulsi dal M5S sull’onda di “Rimborsopoli”, il caso dei mancati bonifici per restituire parte dello stipendio al fondo del microcredito. Cario e Merlo, invece, sono due senatori eletti all’estero. Così Conte, con i suoi toni felpati e il basso profilo, in una giornata ha già allargato la base parlamentare dell’esecutivo giallo-verde. Che al Senato, prima della “campagna acquisti” del premier incaricato, poteva contare su appena sei senatori in più rispetto alla soglia minima della maggioranza assoluta dell’assemblea. «È stata una giornata proficua da tutti i punti di vista e ho acquisito una serie di valutazioni e sensibilità che mi saranno utili», dice non a caso Conte a fine giornata.

Bando per la gestione del sistema bibliotecario di Parma: si va all’apertura delle buste

Il 23 maggio si sono chiusi i termini per la partecipazione al bando con cui il Comune  assegnerà la gestione delle biblioteche. Interviene sul tema Roberta Roberti, consigliera del gruppo misto e membro della Commissione Cultura.

“Il bando, come è stato fatto notare fin da settembre 2017 in commissione, accorpando i servizi in un unico grande lotto, esclude automaticamente dalla partecipazione le piccole cooperative e le eccellenze presenti sul territorio: solo le grandi strutture possono essere competitive su appalti di questo genere, i vincoli di fatturazione annua e i servizi erogati richiesti nel bando non consentono a soggetti di minori dimensioni di partecipare come se fossero messi a bando lotti suddivisi.

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