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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Pizzarotti: "Indebitamento del Comune ridotto del 60%, missione compiuta"

L’assessore al Bilancio Ferretti: "A dicembre scenderanno a 325 milioni". Il 22 aprile la presentazione del programma di Effetto Parma

Il debito del gruppo Parma (Comune più società partecipate) si attesterà a fine anno attorno ai 325 milioni di euro. Questa la stima dell’assessore al Bilancio Marco Ferretti, dopo che nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha dato il via libera al piano per la chiusura delle società Alfa, Casadesso, MetroParma e la controllante Stt.

"Missione compiuta" commentano all’unisono il sindaco Federico Pizzarotti e il delegato nella conferenza stampa che si è svolta in municipio, per presentare i risultati ottenuti per contenere l’indebitamento

"Arrivare a un calo del 60% - ha detto il primo cittadino - questo è Effetto Parma. Ci siamo trovati di fronte a una situazione difficile, tanto che si parlava di predissesto dell’ente e l’abbiamo gestita in modo corretto, senza tagliare i servizi. Se nell’attuale campagna elettorale non si discuterà di default lo si deve al nostro lavoro. Siamo riusciti a ridare credibilità e stabilità economica alla città".

Ferretti ha illustrato la situazione del gruppo Parma. Nel 2011, secondo i dati del bilancio consolidato, l’indebitamento era di 807 milioni di euro. "Nel 2015 abbiamo registrato una riduzione del 50%, con una cifra intorno ai 400 milioni di euro. Al 31 dicembre 2017, una volta concluse le azioni legate al piano di Stt, contiamo di arrivare a 325 milioni di euro. A fine 2018 la stima è di scendere sotto i 300 milioni di euro".

In pratica, da una situazione di partenza di 807.832 milioni di euro nel 2011, il debito consolidato del Gruppo Parma, al netto delle elisioni infragruppo, è sceso a 400.874 milioni al 31 dicembre 2015, ridotto esattamente del 50,38%. E nel 2017 calerà ulteriormente al 60% dell’indebitamento ereditato a inizio mandato.

Ghirarduzzi, candidato sindaco M5S: "Noi siamo movimento di proposta"

Daniele Ghirarduzzi si presenta come candidato sindaco del Movimento 5 Stelle e, allo stesso tempo, rende noto il contenuto del programma e i nomi che compongono la sua lista.
"Aspettiamo il certificato ufficiale da parte del blog di Beppe Grillo, che arriverà a ore, comunque il via libera all'uso del simbolo è arrivato dallo stesso Grillo, durante una telefonata", assicura Ghirarduzzi, nel corso dell'incontro con i sostenitori organizzato oggi pomeriggio all'hotel Tre Ville, dopo che il Comune ha negato l'uso della sala stampa del municipio per la presentazione delle candidature in vista delle elezioni amministrative. 
"Abbiamo la responsabilità di dimostrare che non siamo un movimento solo di protesta, ma anche di proposta", dice il candidato, prima di criticare Federico Pizzarotti per non aver rispettato le promesse elettorali. 
Al fianco di Ghirarduzzi c'era anche Max Bugani, responsabile della piattaforma "Rousseau".
Ecco i nomi della lista: Cinzia Ferraroni, Alessandro Guardamagna, Renzo Minari, Roberto Oliver Zubani, Patrizia Adorni, Juri Armani, Alessio Sani, Antonella Gianferrari, Giovanni Coruzzi, Felice Niro, Laura Greco, Daniele Mazzotti, Dario Dimarcobernardino, Claudio Armani, Maria Cristina Chiesa, Luigi Corda, Danila Adorni, Maria Amarù, Marzio Minari, Andrea Vietti, Lorenzo Tanzi. P.Dall. 22/04/2017

Fonte Linik gazzettadiparma.it 

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"Trasparenza, partecipazione e coerenza: questi sono i valori del Movimento 5 stelle. Adesso chiediamo ai cittadini, che già nel 2012 hanno dato fiducia al nostro Movimento, di credere veramente in questi valori perché stavolta li porteremo avanti davvero".

Così Daniele Ghirarduzzi, il candidato sindaco del Movimento 5 stelle a Parma - scelto da Beppe Grillo che ha garantito il suo appoggio e quello di tutto il Movimento  - ha aperto la conferenza stampa di presentazione della lista e del programma elettorale.

L'intervento del consigliere bolognese Max Bugani a sostegno del candidato sindaco parmigiano del M5s: "Quello che Daniele e la sua squadra stanno facendo è un grande sacrificio: candidarsi a Parma non era scontato. Non si riparte da zero a Parma: si riparte da meno dieci. Il fatto che ci sia questa lista e un candidato sindaco è già una vittoria. Il M5s stelle grazie a voi a Parma ha già vinto", ha aggiunto Bugani che ha ringraziato anche i consiglieri comunali del M5s Parma Mauro Nuzzo e Fabrizio Savani, tra i banchi dell'opposizione nel Consiglio comunale parmigiano, che comunque non figurano in lista.

"Negli anni passati abbiamo visto come in Consiglio comunale, purtroppo, è possibile che qualcuno che si presenti in un modo poi cambi faccia - ha commentato Nuzzo - la nostra non è una battaglia contro Pizzarotti, ma è una battaglia contro quella politica che fa dell'incoerenza il viatico del proprio agire politico".

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La signora Clara di anni 80, derubata da sconosciuti dei risparmi. Paolo Pizzigoni capolista, l'unico ad avere una esperienza politica alle spalle. Mario Valla, ovvero il commercialista che, con largo anticipo, constatò in una perizia lo stato di cattiva salute finanziaria della Parmalat. Egidio Tibaldi, Chiara Allegri e Giulio Cavalli, 22 anni: "Mi ha colpito da subito la forza del progetto e le persone che lo sostengono, cittadini che non hanno altro interesse se non il bene di Parma. La politica è troppo importante per lasciarla solo ai politici".

Sono alcuni dei nomi della lista Alfieri per Parma che il candidato sindaco ha presentato all'hotel San Marco di Ponte Taro giovedì sera. Sala gremita, circa 200 i presenti, e via anche alla raccolta firme per validare la lista.

Medici, insegnanti, commercianti, artigiani, professionisti, studenti universitari, pensionati, imprenditori: una squadra variegata di candidati consiglieri; in tutto 32 rappresentanti della società civile, con una parte femminile molto importante: 13 sono le candidate, in linea con la volontà di Alfieri che, in caso di elezione, ha dichiarato di voler costruire una Giunta con donne impegnate in ruoli chiave.

"L'obiettivo? Raggranellare un sacco di voti l'11 giugno" dice il candidato sindaco, 60 anni, laureato in Legge, scrittore e giornalista, pronto per i 40 e poco più giorni finali di una campagna elettorale iniziata a inizio 2017 quasi per caso, dopo un furto subito nella propria abitazione. Da lì il movimento Parma non ha paura, le camminate nel San Leonardo e non solo.

E la sicurezza resta tema del tutto centrale. Al pari del degrado da combattere. "Siamo 87esimi in Italia nella classifica sulla sicurezza, vuol dire che qualcosa non ha funzionato".

La Francia è ancora coloniale detiene le riserve auree di 14 stati africani

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Quella che state per leggere non dovrebbe essere una notizia. Perché è una cosa che accade da molto tempo, esattamente dal 6 dicembre 1945. Cioè da quando la Francia ratificò gli accordi di Bretton Woods. Eppure lo è, perché nonostante spieghi molte cose è un dato che le opinioni pubbliche del mondo occidentale ignorano.

Luigi Chiarello

Veniamo al punto: 14 paesi africani ancora oggi hanno come valuta il franco francese. Sì, avete capito bene: nonostante non esista più, perché sostituita dall'euro, la moneta di questi 14 stati è il franco francese, come ai tempi delle colonie. Di più: a garantire agli stati africani la convertibilità con l'euro di questa valuta non è la Banca centrale europea, no è il ministero del Tesoro francese. Stupiti? Beh, adesso viene il meglio: almeno il 65% delle riserve nazionali di questi 14 paesi sapete dove sono depositate? Sempre presso il dicastero del Tesoro transalpino, che, proprio in tal modo, si fa garante del cambio monetario. In sostanza, la Francia ha a sua disposizione le riserve nazionali delle sue ex colonie. Che, per essere sbloccate su richiesta dei legittimi proprietari, necessitano del preventivo via libera di Parigi.

Comune di Parma perde causa di lavoro: risarcito il dirigente Giovanni De Leo

Spunta un altro debito fuori bilancio di oltre 61mila euro a carico del Comune di Parma, che ha perso un contenzioso di lavoro con un dirigente che nel 2014 ha promosso una causa per risarcimento danni da demansionamento. La delibera è approdata giovedì pomeriggio nella seduta di commissione congiunta Bilancio e Garanzia e controllo.

Nell'atto non si cita il nome del dirigente, ma è emerso che si tratta dell'ingegner Giovanni De Leo, già responsabile unico del progetto della metropolitana e poi a capo di Metro Parma come amministratore unico, trasferito nel novembre 2012 dalla giunta Pizzarotti dal settore Infrastrutture pubbliche al servizio Tributi ed entrate. De Leo aveva chiesto un risarcimento di circa 300mila euro.

Il giudice del Lavoro di Parma ha ritenuto che il provvedimento impugnato non fosse conforme sotto il profilo dell'obbligo motivazionale (ossia, il Comune non avrebbe adeguatamente motivato l'incarico come previsto dalla legge). Si è reso responsabile di un inadempimento contrattuale, quindi è stato riconosciuto un danno da perdita di chances professionali di 61.470 euro, una somma già rivalutata. Il Comune intende proporre appello, ma la sentenza è esecutiva e quindi intanto deve erogare la somma.

L'atto sarà inviato alla Procura della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna perché valuti eventuali responsabilità. Questo, però, per il consigliere di opposizione Paolo Buzzi (Fi) non è abbastanza: "Chiedo che siano ricercate le responsabilità amministrative di questo ennesimo debito fuori bilancio e che si riferiscano i nomi in Consiglio comunale, altrimenti questa delibera è inaccettabile".

Lega, processo per truffa sui rimborsi: il pm chiede 4 anni per Umberto Bossi e la confisca di oltre 56 milioni al partito

Umberto Bossi

Nel processo di Genova chieste pene anche per l'ex tesoriere Belsito, due imprenditori e tre ex revisori contabili. Una settimana fa per lo storico leader del Carroccio era arrivata la richiesta di condanna a due anni e tre mesi per appropriazione indebita nel filone milanese dell'inchiesta

Condanna a quattro anni per Umberto Bossi e a quattro anni e sei mesi per Francesco Belsito, l’ex tesoriere del Carroccio. Sono le richieste del pubblico ministero di Genova, Paola Calleri, al termine della presunta maxi truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali. Il pm ha anche chiesto la confisca di oltre 56 milioni di euro alla Lega Nord in quanto “percettore delle indebite appropriazioni dei soldi pubblici”, oltre alla condanna a cinque anni ciascuno – più una multa da 17 mila euro – per gli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet, a due anni e nove mesi per gli ex revisori contabili Diego Sanavio e Antonio Turci, e a due anni e quattro mesi per il terzo revisore Stefano Aldovisi.

Bossi, Belsito e i tre revisori sono accusati di truffa ai danni dello Stato perché chiesero e ottennero dal Parlamento oltre 56 milioni di euro che, secondo l’accusa, hanno usato per scopi personali. Scala e Bonet sono accusati insieme con l’ex tesoriere di riciclaggio, perché avrebbero collaborato al trasferimento oltreconfine di parte dei soldi ottenuti. Gli atti che hanno portato al processo, cominciato a Genova il 23 settembre scorso, erano arrivati in tre stralci da Milano, che aveva giudicato il tribunale del capoluogo ligure come competente per questi reati.

Ddl contro fake news, Gambaro (AL-A) si difende: “Nessun bavaglio al web”. Ma tornano i rischi per i blog

Alberto Sofia

Non è certo la prima volta che vengono evocate norme ad hoc per internet e la blogosfera. Eppure, nonostante le denunce di giuristi e associazioni di settore, i vecchi spettri sono tornati. Compresa l’estensione dell’obbligo di rettifica anche per i blog, pena sanzioni pecuniarie. “Non vogliamo mettere un bavaglio al web. Niente censura, non vogliamo mettere sceriffi, ma normare quello che è diffuso e non ha regole. E non cambia nulla per i giornalisti”, si è difesa la senatrice Adele Gambaro, tra i proponenti di un testo bi-partisan, firmato da esponenti di quasi tutti i gruppi parlamentari (al momento, mancano quelli del M5S). Eppure, al di là delle rivendicazioni di chi ha presentato il ddl, il testo si scaglia contro blog e forum.  Oltre a prevedere “all’atto dell’apertura di una piattaforma informatica destinata alla pubblicazione o diffusione di informazione“, non soggetta alla legge sulla stampa, la comunicazione al tribunale, prevede anche gli obblighi di rettifica, come si legge all’articolo 4 del testo di legge. Si spiega poi come queste devono essere pubblicate “non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta” e che la mancata ottemperanza è punita con la “sanzione amministrativa da 500 a 2000 euro”. Normative già contestate in passato, che rischiano di mettere in pericolo la libertà della rete. 15 febbraio 2017

Fonte Link ilfattoquotidiano.it 

Soddisfazione del Senatore Giorgio Pagliari sull'avvio al Senato dell'iter sulla legge di cittadinanza

“Esprimo soddisfazione per l’avvio della discussione degli emendamenti della legge sulla cittadinanza. Inizia l’iter finale in Commissione che apre al voto dell’aula e quindi all’approvazione definitiva. L’impegno del Pd e del suo gruppo in Affari costituzionali continuerà nella convinzione della necessità sociale e della coerenza con i valori della Costituzione relativi ai diritti personali. Questa legge, infatti, mira a riconoscere i diritti di cittadinanza dei figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia, dove hanno avuto la formazione anche scolastica. Avendo realizzato un percorso identico a quello dei coetanei italiani, la discriminazione della negazione del diritto di cittadinanza sarebbe contraria ai valori sostanziali di umanità e di uguaglianza del secondo Comma dell’articolo 3 della Costituzione”.
E’ quanto afferma in una nota il senatore del Partito democratico, capogruppo in Commissione Affari costituzionali.

Anac, il governo ridimensiona i poteri di Cantone: cancellata norma per intervenire prima dei giudici

Lo hanno silenziato con un rapido tratto di penna. Anzi di gomma. È bastato cancellare un comma dal nuovo codice degli appalti per ridimensionare i poteri dell’Autorità nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone. Come racconta l’Huffington Post, infatti, il consiglio dei ministri ha approvato le disposizione integrative e correttive al nuovo codice degli appalti. Solo che dentro c’era anche una norma piccola piccola con un effetto enorme: cancellare i poteri che consentivano a Cantone di intervenire nei casi di irregolarità senza aspettare il giudice ordinario.

Una prerogativa che era stata riconosciuta all’Anticorruzione un anno fa. Dopo gli scandali di Mafia Capitale e di Expo, viene approvata in pompa magna la legge delega con il nuovo codice degli appalti. Al comma 2 dell’articolo 211 ecco i nuovi poteri di Cantone: “Qualora l’Anac, nell’esercizio delle nuove funzioni, ritenga sussistente un vizio di legittimità in uno degli atti della procedura di are invita mediante atto di raccomandazione la stazione appaltante ad agire in autotutela e rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a 60 giorni. Il mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell’Autorità entro il termine fissato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria”.

Elezioni 2017 a Parma, Cavandoli (Lega): "È la volta buona:possiamo vincere"

Intervista alla candidata sindaco. Sicurezza, rifiuti e Ztl tra le priorità. Migranti: "Accoglienza solo per i rifugiati". Il 21 maggio Salvini in città per il congresso

di RAFFAELE CASTAGNO

Ci crede, Laura Cavandoli, 35 anni, candidata scelta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia alle elezioni Comunali dell'11 giugno. "Possiamo arrivare al governo di Parma e cambiare la città, occupandoci di tutte quelle questioni delle quali il sindaco Pizzarotti non s’è interessato, a cominciare dal degrado e dalla sicurezza".

Una convinzione condivisa dai vertici del Carroccio che sul voto parmigiano sembrano aver scommesso molto: il segretario Matteo Salvini il 21 maggio sarà di nuovo a Parma, dove si celebrerà il congresso del partito.

Laura Cavandoli, per la Lega Parma è davvero diventata un obiettivo politico di primo piano. 
"Parma è una città laboratorio, dove si sono sviluppate esperienze politiche che altre realtà, come Reggio Emilia e Piacenza, non hanno vissuto. Parma ha una grande visibilità, è conosciuta in tutto il mondo, attira turisti e risorse economiche. È normale che la Lega punti su un centro così importante nell’area del nord Italia".

Elezioni 2017 a Parma, D'Alessandro (M5s) ritira la candidatura

"Conosco Daniele Ghirarduzzi e farò di tutto per collaborare con lui"

"Ritiro la mia candidatura. Prendo atto del fatto che è stata la lista degli Amici di Beppe Grillo ad essere certificata dal M5S. Non ci saranno due liste". Lo ha detto all'Adn-Kronos Andrea D'Alessandro, consigliere comunale del M5S che aveva presentato la sua candidatura alle elezioni Amministrative.

L'esponente del meetup Ducato a 5 Stelle dunque si ritira dalla corsa e offre sostegno al candidato ufficiale del M5S, Daniele Ghirarduzzi che, come confermato da Ghirarduzzi stesso, con il suo Meetup Amici di Beppe Grillo di Parma e Provincia ha ricevuto il via libera dai vertici del Movimento per presentarsi alle comunali del'11 giugno con il simbolo pentastellato.

"Conosco Daniele Ghirarduzzi e farò di tutto per collaborare con lui. Secondo me c'è la possibilità di una proficua collaborazione, alla fine quello che ci divideva era il giudizio sull'operato del sindaco Federico Pizzarotti: gli Amici di Beppe Grillo hanno un opinione molto negativa del suo mandato,

 noi di Ducato a 5 Stelle invece abbiamo un'opinione critica ma non completamente negativa, visto che Pizzarotti ha dimostrato di aver raggiunto dei risultati positivi in città. Ora però Pizzarotti è un avversario politico per entrambi, visto che si è candidato con la lista Effetto Parma, quindi il programma del M5S può essere ragionato insieme e ci piacerebbe avere un confronto pubblico. Non ha senso dividersi su cosa si pensava di Pizzarotti". 19 aprile 2017

Fonte Link parma.repubblica.it 

Consiglio comunale di Parma, approvato il piano per chiudere Stt e le partecipate

Il piano finanziario e gestionale per chiudere Casadesso, MetroParma, Alfa e la controllante Stt è stato approvato dal Consiglio comunale. Il documento è passato con i soli voti della maggioranza, mentre la minoranza ha votato in ordine sparso, con tre contrari e otto astenuti, tra i quali il gruppo del Pd.

I dettagli dell’atto, che prevede di chiudere le società entro la fine dell’anno, erano già emersi nella seduta della commissione Patrimonio dello scorso 12 aprile. Il piano, secondo la proposta dell’amministratore unico di Stt Luigi Bussolati, comporta la vendita di parte delle azioni Iren (52,2 milioni di azioni per un valore di circa 65,2 milioni a febbraio 2011) ora che sono a un valore di massimo storico (ma dopo aver incassato i dividendi) in modo da avere abbastanza liquidità da coprire i 31,7 milioni di euro di debito bancario.

Successivamente si prevede di avviare una contrattazione per la ridefinizione delle esposizioni, ottenendo più tempo per vendere il patrimonio immobiliare o per farlo tornare al Comune, senza il timore di “aggressioni” da parte dei creditori. Tra gli obiettivi anche quello di ripianare il debito di 17,6 milioni che la società ha verso l’ente e quello di tre milioni nei confronti dei fornitori. Una volta concluse le operazioni, la holding potrà essere liquidata. Stesso destino per Casadesso, MetroParma e Alfa. Come scadenza è stato indicato il mese di dicembre.

Brexit, la premier inglese Theresa May: “Elezioni anticipate l’8 giugno. Così divorzio dalla Ue sarà più efficace”

Secondo la leader conservatrice, che nei mesi scorsi aveva escluso la possibilità di un ritorno alle urne, ora la scelta si impone per far fronte al clima di "divisione" creato dalle opposizioni laburista, libdem e indipendentista scozzese che rischiano di indebolire il Paese nel negoziato con Bruxelles. I liberaldemocratici: "Occasione per far cambiare strada al paese". Il Labour: "Offriamo alternativa ai Tories"

La Gran Bretagna andrà ad elezioni anticipate il prossimo 8 giugno. E’ l’annuncio a sorpresa arrivato dalla premier britannica Theresa May, che ha parlato da Downing Street alle 11.15 ora locale, le 12.15 in Italia, al termine della riunione del Consiglio dei ministri. May nei mesi scorsi aveva ripetutamente escluso la possibilità di un ritorno alle urne. Ora però ritiene che questa decisione – pur presa “con riluttanza” – sia necessaria per “garantire certezza e stabilità negli anni a venire”, perché “il Paese vuole unirsi, ma Westminster si divide”. E il clima di “divisione” creato dalle opposizioni laburista, libdem e indipendentista scozzese rischia di indebolire il Regno Unito nel negoziato sul divorzio dall’Ue, che “è nell’interesse nazionale ma gli altri partiti si oppongono”, ha spiegato la premier.

Elezioni 2017 a Parma, Grillo schiera gli anti Pizzarotti

Candidato sindaco Lorenzo Ghirarduzzi che in questi anni si è sempre opposto all'Amministrazione Pizzarotti. La presentazione con Massimo Bugani venerdì a Parma

Beppe Grillo sceglie la linea dura alle elezioni di Parma. Il Meetup locale Amici di Beppe Grillo  comunica infatti di avere ricevuto dal garante del M5s l’autorizzazione a rappresentare il MoVimento 5 Stelle alle elezioni amministrative del Comune di Parma in programma il prossimo 11 giugno.
 
L’autorizzazione  - spiega una nota - deve essere ancora formalizzata dallo staff del MoVimento ma si tratta di un mero passaggio burocratico, in quanto Beppe Grillo ha "già telefonato personalmente al candidato sindaco Daniele Ghirarduzzi garantendogli l’appoggio suo e di tutto il MoVimento".

Il Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Parma e Provincia, di cui la lista è espressione, è del resto "in prima linea dal 2014 a tutela e difesa dei valori fondanti a 5 Stelle che l’amministrazione uscente ha disatteso".

La scelta è dunque caduta su chi in questi anni ha sempre duramnete contestato la linea amministrativa di Pizzarotti mentre l'altra lista del candidato sindaco Andrea D'Alessandro, consigliere comunale rimasto nel M5s dopo la nascita di Effetto Parma, si era mosso più in linea con le decisioni della Giunta.
 
La lista del M5S di Parma e il programma elettorale, che sarà poi perfezionato online nelle prossime settimane assieme agli elettori, saranno presentati ai cittadini venerdì prossimo, 21 aprile, alle 17 alla presenza del 

Fisco: Cgia (Confederazione Generale Italiana degli Artigiani), no a più Iva per riduzione cuneo sul lavoro

'Questa operazione non sarebbe a somma zero'

(Ansa) "No all'aumento dell'Iva in cambio della riduzione del cuneo fiscale. Questa operazione, infatti, non sarebbe a somma zero. Se a seguito di un'eventuale riduzione del costo del lavoro i vantaggi economici ricadrebbero su imprese e/o lavoratori dipendenti, il rincaro dell'Iva, invece, lo pagherebbero tutti. In particolar modo i più deboli, come i disoccupati, gli inattivi e i pensionati che, invece, dal taglio delle tasse sul lavoro non beneficerebbero, almeno direttamente, di alcun vantaggio". A dirlo è il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo dopo l'intervista di Pier Carlo Padoan al Messaggero, nella quale il ministro dell'Economia aveva definito "un'opzione sostenuta da buone ragioni" il suggerimento arrivato da ultimo anche dall'Ocse di finanziare un taglio del costo del lavoro attraverso un aumento dell'Iva.

    "Vista la situazione dei nostri conti pubblici - conclude Zabeo - è molto probabile che il Governo con la prossima legge di bilancio non sarà in grado di recuperare tutti i 19,5 miliardi necessari per evitare che, dal 2018, l'aliquota Iva del 10 passi al 13 e quella del 22 al 25 per cento. Ricordo che un aumento di un punto dell'aliquota ridotta costa agli italiani poco più di 2 miliardi e quella ordinaria 4. Pertanto, non è da escludere che dei 19,5 miliardi l'esecutivo sia in grado di sterilizzarne solo una parte. E visto che la spesa corrente al netto degli interessi è destinata ad aumentare ancora e gli effetti della spending sono molto contenuti, la quota rimanente dovrà essere recuperata con nuove entrate, ad esempio con la rivisitazione delle deduzioni e delle detrazioni fiscali e con un aumento parziale delle aliquote Iva".   

Lavoro, le storie dei working poor italiani.

Cinque storie di ex giovani alle prese con l'insostenibile peso della precarietà. Chi rinuncia ai figli, chi vorrebbe emigrare ma non ha i soldi, chi pensa di mollare tutto perché guadagna poco e lavora per pagare le tasse e non avere prospettive. Ecco la radiografia di generazioni sconfitte che dalla politica non hanno ricevuto occasioni di riscatto, libertà e autodeterminazione

di Elisabetta Ambrosi 

16 aprile 2017 - È la dannazione di molte generazioni, dai nati negli anni Sessanta che ormai hanno cinquant’anni, ai venticinquenni di oggi, nati negli anni Novanta: avere un lavoro, anche a tempo pieno, che però non consente la sopravvivenza. La possibilità, cioè, di pagare un affitto, le bollette, le spese alimentari e quelle, magari, di uno o due figli. Il diritto, come recita la nostra Costituzione, ad avere “una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del proprio lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Al contrario questi lavoratori sono arrivati sul mercato quando entrare nella pubblica amministrazione, o in enti statali o nell’insegnamento, cominciava a diventare sempre più difficile, se non impossibile. Sono lavoratori che raramente hanno un contratto da dipendenti – e quando ce l’hanno, magari per piccole aziende private, hanno un netto di poche centinaia di euro – e per lo più lavorano con contratti a tempo determinato, di apprendistato, di collaborazione, con i voucher ma soprattutto con partita Iva, ormai utilizzata per impieghi che un tempo sarebbero stati certamente rapporti di lavoro dipendente.

Vigili del Fuoco, la disponibilità dei parlamentari per il presidio di Fornovo (PR)

In merito alle richieste di intervento avanzate dalle sigle sindacali per quanto concerne l'apertura del distaccamento di Fornovo dei Vigili del Fuoco, abbiamo manifestato alle stesse la nostra disponibilità ad un incontro al fine di mettere in campo le richieste azioni di sensibilizzazione. Nel corso della nostra azione parlamentare abbiamo più volte portato all'attenzione del Governo le difficoltà e le problematiche dei Vigili del Fuoco di Parma, non mancando di sottolineare, quando ci sono state presentate, le criticità in essere. Confermiamo dunque anche in questo caso la nostra piena disponibilità a mettere in campo le possibili azioni volte a rappresentare l'importanza dell'apertura di un distaccamento presso Fornovo Taro per la sicurezza del territorio.

 

Parma, 15 aprile 2017
Sen. Giorgio Pagliari
On. Patrizia Maestri
On. Giuseppe Romanini

Fallimento Spip, a giugno l'asta dei terreni

Al via le offerte per 12 lotti da 1.500 ettari in località Ugozzolo, stimati quasi 15 milioni di euro

I terreni di Spip, la società partecipata del Comune di Parma fallita nel 2013 con un buco di 100 milioni di debiti, vanno all'asta. Il 7 giugno è stata fissata la vendita senza incanto degli immobili situati in località Ugozzolo, nei pressi di sara Traversante di Paradigna e facenti parte del piano urbanistico denominato "Ca' Rossa".

Si tratta di 12 lotti con una superficie catastale complessiva di 1.487 ettari, del valore  stimato di 14 milioni 876mila euro più imposte di legge (valore minimo 700mila euro, massimo 2,1 milioni). 

Le offerte dovranno pervenire presso lo studio del notaio Carlo Maria Canali

 entro le ore 12 del 6 giugno 2017, le buste saranno aperte il giro successivo alle 15. In caso di pluralità di offerte per lo stesso lotto si procederà all'asta con rialzi minimi di 10mila euro. Per informazioni è possibile contattare i curatori del fallimento Antonella Lunini, 0521964898 e Roberto Paterlini 0521283020.

Fonte Link parma.repubblica.it 

“Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”

Il Tramonto della Democrazia Il Tramonto della Democrazia

Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” è finalmente disponibile.

Il testo, previa una concisa spiegazione del modello costituzionale, e di come i Padri Costituenti avevano messo al bando il modello neoliberista, riconoscendone la piena responsabilità nella tragedia della seconda guerra mondiale, analizza la genesi della dittatura europea codificata nei trattati e le evidenti responsabilità penali di chi ha tradito deliberatamente gli interessi nazionali, riportandone le più clamorose dichiarazioni confessorie.

Pia Russo si candida con la lista "La nuova voce di Parma"

Pia Russo candidata a Sindaco con la lista Nuova Voce di Parma

Fra i punti del programma: lotta alla povertà, difesa dei cittadini, sicurezza, un centro a misura di turista

Si è presentata in borgo del Parmigianino Pia Russo, candidata alla poltrona di sindaco alla guida della lista civica "La nuova voce di Parma". Una lista quella che fa capo alla sindacalista Cisl, le cui parole d'ordine sono la lotta alla povertà e la difesa dei cittadini, la sicurezza, la difesa degli animali, ripensare alle regole sui rifiuti e all'utilizzo del centro storico, in modo che divenga più a misura di turista. 

La lista della Russo ha lanciato anche un appello a Filippo Greci, del Movimento Nuovi Consumatori: "Venga con noi, lo aspettiamo". Molto severo poi il giudizio della Russo sul sindaco attuale: "Che voto gli darei? Zero". 14 Aprile 2017 

Fonte Link gazzettadiparma.it 

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