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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Roberto Ghiretti (PU) sull'abbandono delle fontane di Parma. Risposta dell'Assessore Alinovi

Da anni denuncio l'insufficiente sensibilità mostrata da questa amministrazione nella cura della città e nella lotta al degrado. Uno dei simboli di questo fenomeno è rappresentato dalla situazione indecorosa in cui versano le numerose fontane cittadine, a partire da quelle monumentali per arrivare a quelle più modeste che adornano i parchi della nostra prima periferia.

Ad ottobre dello scorso anno depositai un'interrogazione a risposta scritta per cercare di fare il punto su una decina di situazioni  tra le più urgenti a mio modo di vedere. Agli inizi di aprile, dopo quasi sei mesi nonostante il regolamento comunale prevedesse una risposta in massimo 30 giorni, l'assessore Michele Alinovi ha ritenuto di rispondere laconicamente alle mie domande. Il quadro che ne emerge è a dir poco sconfortante visto che il 50 percento delle strutture da me menzionate verrà lasciato all'incuria o peggio verrà eliminato.

Entrando nel dettaglio scopriamo così che la fontana a barriera Garibaldi rimarrà con i pietroni all'interno delle vasche, quella del Duc verrà tolta e al suo posto verrà allestito uno “spazio pubblico fruibile”, quella di piazzale Lubiana verrà lasciata così com'è, idem quella di piazzale Boito, quella infine di largo 8 marzo è stata trasformata in fioriera.

La situazione non è molto migliore per altre strutture per le quali l'assessore si è limitato a preannunciare un  loro ripristino senza per altro indicare date o progetti: si tratta di quella del Trianon al Parco Ducale, le due fontane di Cascella di piazzale Santa Croce e di strada Elevata ed infine quella del parco ex Eridania. Dunque l'unico progetto portato a termine su questo fronte è quello di ripristino della fontana di barriera Repubblica; davvero un po' troppo poco per 5 anni di governo della città.

Barnard-Musu: denunciare il Golpe Finanziario, metterci la faccia e cambiare l’Europa.

Barnard-Musu: denunciare il Golpe Finanziario, metterci la faccia e cambiare l’Europa.

Oggi alle ore 18,50, presso la caserma dei Carabinieri di via Paolo Poggi 70 a San Lazzaro di Savena, ho denunciato il Golpe Finanziario e i suoi golpisti italiani. Ora fatelo anche voi. Mettiamoci la faccia, basta chiacchiere. Da oltre dieci anni io denuncio il Vero Potere e i suoi crimini. Da due anni scrivo e dimostro che siamo ora vittime di un vero Golpe Finanziario criminale e che alcuni politici italiani ne sono corresponsabili. Partii accusando di golpismo i governi tecnici degli anni ’90, poi Prodi e D'Alema, e infine Napolitano e Monti oggi. L’avvocato cagliaritano Paola Musu ha avuto il pregio di raccogliere il mio lavoro e di fornirgli il supporto nell’ordinamento penale italiano che gli mancava. Essa stessa ha poi sporto denuncia.

Ho ripreso il suo testo e l’ho integrato delle parti mancanti che sono lo specifico del mio lavoro. Ve lo copio qui sotto. Potete usare quello per sporgere denuncia, o modificarlo. Ma fate attenzione a non inserire dettagli poco fondati, perché in tal modo perderemmo di credibilità facilmente. Le denunce possono essere depositate in Procura o presso una stazione dei Carabinieri in presenza di un ufficiale giudiziario.

Questo sarà un altro capitolo decisivo nella lotta contro il mostro Neoliberista, Neoclassico e Neomercantile che ci sta distruggendo. Qui ci distingueremo ancora una volta dai sindacati parrocchiani, venduti e indecorosi d’Italia, dagli intellettuali vili e opportunisti, dall’inutilità della cosiddetta società civile attiva delle ‘belle anime’. Noi denunciamo il crimine, li chiamiamo criminali e ci mettiamo la faccia.

Matteo Renzi contro la Pasqua vegana: No a chi strumentalizza gli agnellini

L'ex presidente del Consiglio si arrabbia se gli toccano la bistecca fiorentina

Matteo Renzi sta coi carnivori. La Pasqua vegana non piace all’ex presidente del Consiglio, che ha criticato la strumentalizzazione politica fatta da chi ha rinunciato a mangiare gli agnelli. Silvio Berlusconi si è fatto fotografare e riprendere in immagini e in un video diventato virali mentre allattava e abbracciava diversi agnellini, mentre Michele Vittoria Brambilla ha annunciato che il leader di Forza Italia li aveva adottati per non farli macellare. Alla campagna sul rinunciare alla carne per il pranzo pasquale aveva aderito anche Laura Boldrini. Matteo Renzi ha espresso una opinione nettamente contraria durante Otto e mezzo. Il candidato favorito per la segreteria del Partito Democratico ha annunciato che mangerà agnello durante il pranzo di Pasqua.

Sì, ho una tradizione familiare a cui non vengo meno. Non amo moltissimo l’agnello, ma quando la politica arriva a strumentalizzare anche il pranzo di Pasqua… Rispetto chi non mangia la carne, io la mangio, se qualcuno mi tocca la bistecca fiorentina mi arrabbio, ma non faccio politica su questo.

INTERVISTA ALL'AVVOCATO PAOLA MUSU sull'esposto a difesa della Costituzione e dello Stato

La Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo istruttorio su un esposto, protocollato in data 01.04.2014, a firma dell'Avv.Paola Musu del Foro di Cagliari. Nell'esposto, in una strenua e circostanziata difesa della Costituzione e dello Stato, così come costituzionalmente inteso, vengono evidenziate consistenti e pesanti eccezioni di incostituzionalità sui trattati europei e su diversi atti normativi di fonte comunitaria, nonché sull'introduzione dell'euro e sulla correlata normativa interna di attuazione, sulle privatizzazioni (incluse quelle bancarie), sull'ultimo regolamento di attuazione dell'unificazione bancaria, sino ad arrivare al decreto legge c.d. "Bankitalia", del novembre 2013, convertito nella legge n.5 del 29 gennaio 2014, nonché alla richiesta, alla Procura stessa della Corte dei Conti, di verifica di un consistente corpus di atti coperti da divieto di accesso nel 1995, in deroga alla legge n.241/90, che comprendono, tra l'altro, l'analisi dei flussi finanziari e la composizione del debito pubblico.

NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO

Facciamo appello a tutte le persone che hanno a cuore il diritto alla libertà di ogni individuo, la difesa del patrimonio ambientale e la salvaguardia dei beni comuni a costruire con noi la mobilitazione nazionale che culminerà con la manifestazione “NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO, A DIFESA DELL’AMBIENTE E DEI BENI COMUNI” che si terrà a Torino sabato 27 maggio 2017.

In qualità di cittadini, di ambientalisti, di animalisti, di libertari, di difensori della tutela dei beni comuni da qualunque forma di speculazione e di aggressione privatistica, non accettiamo e mai accetteremo che le logiche del mercato schiaccino i diritti fondamentali degli individui, indipendentemente dalla specie a cui appartengono!

Nel 1987 chiude lo zoo del parco Michelotti a Torino: grazie alle proteste della cittadinanza termina la sofferenza degli animali detenuti nella struttura. La chiusura dello zoo di Torino rappresenta il diritto di ogni animale a vivere libero nel proprio ambiente naturale, importante tappa nella storia del movimento animalista italiano.

Oggi, a trent’anni di distanza, la nuova giunta comunale di Torino guidata da Chiara Appendino, raccogliendo e facendo proprie le decisioni della giunta precedente, è intenzionata a portare avanti il progetto del nuovo zoo. Il sito prescelto è ancora quello del Parco Michelotti, un’area di grande pregio naturalistico situata sulle sponde del Po nel pieno centro della città, che da trent’anni attende di essere riaperta ai cittadini, e che rischia invece di essere privatizzata. 

Elezioni 2017 a Parma, centrodestra converge su Laura Cavandoli

Laura Cavandoli candidata per il Centro Destra alle Amministrative di Parma 2017

Via libera da Forza Italia e Meloni alla candidata sindaco sostenuta anche da Salvini

"Sarà Laura Cavandoli la candidata a Sindaco sostenuta da Forza Italia a Parma: lo annuncia l'onorevole Massimo Palmizio coordinatore Forza Italia Emilia-Romagna.

"Ho vagliato personalmente le varie opzioni e ora sono certo che Laura Cavandoli sia il miglior candidato possibile - ha spiegato Palmizio -. Ha prevalso come sempre il senso di responsabilità di Forza Italia per un centrodestra unito. 

"C'è tanto da fare ma siamo pronti - ha concluso -: da domani inizia la campagna elettorale anche a Parma con Forza Italia e con Laura Cavandoli candidato sindaco".

Cavandoli ha ottenuto il sostegno anche di Fratelli d'Italia -An. Si ricompone così il quadro unitario nel centrodestra dopo che Matteo Salvini nei giorni scorsi a Parma aveva rotto gli indugi dello schieramento lanciando la candidatura dell'avvocato parmigiana.

Una mossa che aveva indispettito gli alleati i quali, tuttavia, probabilmente anche in mancanza di candidature alternative da mettere sul tavolo hanno optato per unire il sostegno alla leghista nella corsa alla carica di sindaco alle elezioni in programma l'11 giugno a Parma. 

Fonte Link parma.repubblica.it 

Perchè il Debito Pubblico è Illegittimo, Quindi Detestabile

Addio Al Debito

Perchè il Debito Pubblico è Illegittimo, Quindi Detestabile

"Basta avere il coraggio di schierarsi dalla parte del proprio popolo e l'onestà di rifiutare i lauti guadagni – per ristretti e ben determinati gruppi di persone – promessi dai potentati economici per cominciare un circolo virtuoso mirato al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nel suo insieme, abbandonando la triste logica del profitto ad ogni costo perseguita dall'Occidente a spese dei popoli di tutto il resto del mondo". Rafael Correa di Mondart

Il concetto di Debito Detestabile è un precedente giuridico importantissimo, in quanto legalmente usato dagli USA nel 1898, al momento del conflitto ispano-cubano che portò all'annessione di Cuba, per rifiutare di pagare il debito pubblico contratto da Cuba col regime coloniale Spagnolo.

“Detestare” il debito e rifiutarsi di sottostare al cappio fraudolento del suo pagamento è quindi cosa fattibile e del tutto lecita, una volta dimostrata la completa illegittimità di un Debito di cui i cittadini non sono responsabili: il Diritto Internazionale offre diversi strumenti a tal fine, uno dei quali è appunto la nozione di debito detestabile. Debito Pubblico che è dunque possibile dichiarare “detestabile” se esistono le condizioni atte a soddisfare i tre requisiti giuridici di seguito esposti …

Il Def per ricchi e poveri: arrivano reddito di inclusione e Bes

Nel Documento di economia e finanza approvato ieri entrano la misura di sostegno per le famiglie in stato di indigenza e il nuovo indicatore del benessere che affiancherà il Pil. Ecco cosa sono

di FILIPPO SANTELLI

ROMA - Il Rei e il Bes. Sono queste due sigle le nuove lenti con cui l'Italia proverà a guardare al tema della ricchezza, e al problema della povertà, nel Paese. Le due novità sono state inserite all'interno del Def, il documento di programmazione economica approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. La prima, il Reddito di inclusione attiva (Rei), è una nuova misura di contrasto alla povertà, un contributo per aiutare i membri delle famiglie che si trovano sotto la soglia di indigenza a trovare un impiego e che a regime dovrebbe essere universale. La seconda, il Benessere equo e sostenibile (Bes), è invece un nuovo indicatore del livello di progresso della società elaborato da Istat e Cnel che tiene conto di una serie di fattori economici, ma anche sociali, ambientali e di uguaglianza, e che va ad affiancare all'interno della programmazione dei conti pubblici il classico Pil. Eccole spiegate nel dettaglio.

Bando dell'acquedotto truccato: cinque persone arrestate a Fidenza (PR)

Coinvolto il presidente regionale di Confartigianato Marco Granelli. La reazioni di EmiliAmbiete e Comune di Fidenza

I carabinieri della compagnia di Fidenza, su richiesta della Procura di Parma e su disposizione del gip del tribunale, nella mattinata di martedì hanno posto agli arresti domiciliari cinque persone per i reati di violazione e utilizzo di segreti d'ufficio, turbata libertà d'incanto e falsità ideologica e materiale.

La vicenda riguarda un tentativo di cambiare le buste d'offerta in fase avanzata di gara per un bando da 8 milioni e 500mila euro emesso da Emiliambiente, società pubblica che gestisce il sevizio idrico di 11 Comuni del Parmense, tra cui Fidenza.

Coinvolti il presidente, il vicepresidente e due impiegati del consorzio Coimpa di Parma (che conta 17 soci, sede in piazzale Badalocchio a Parma), che avrebbe partecipato al bando prendendo accordi illeciti con il presidente della commissione di gara e direttore di Emiliambiente.

Agli arresti domiciliari sono finiti Marco Granelli (nella foto), salsese, numero uno del Consorzio imprese parmensi e attuale presidente regionale di Confartigianato, Dino Pietralunga, direttore di Emilia Ambiente, Aldo Toscani, vice presidente di Coimpa e due dipendenti dello stesso consorzio: Stefano Ghidini e Aldo Perlini.

L'indagine è scattata lo scorso luglio grazie a una denuncia della commissione di gara, composta da quattro membri tra cui il direttore Pietralunga, responsabile unico del procedimento.

L'Antitrust boccia la legge sugli home restaurant: "Restrizioni ingiustificate"

Il Garante per la concorrenza censura la norma già approvata alla Camera che fissa diversi paletti per l'attività dei ristoranti domestici: "Il tetto ai coperti e al fatturato annui non ha motivazioni. La sharing economy deve essere regolata in maniera leggera" 

di FILIPPO SANTELLI

ROMA - Sui servizi di mobilità e ospitalità condivisa, da Uber a Airbnb, l'Italia non ha ancora una legge. Ma anche dove cerca di regolare la sharing economy, come con gli "home restaurant", i risultati sono rivedibili. O addirittura censurabili, ad ascoltare il giudizio qualificato dell'Antitrust. Nel suo ultimo bollettino infatti il Garante per la Concorrenza dedica un parere al disegno di legge sulla ristorazione domestica, l'offerta di cene da parte di cuochi amatoriali, nel salotto di casa, attraverso piattaforme tecnologiche. Una norma già approvata a gennaio alla Camera e in attesa dell'esame del Senato, che ora l'Antitrust boccia in diversi punti, a cominciare dal tetto massimo al numero di coperti (500) e di proventi (5.000 euro) che un ristoratore amatoriale può realizzare nell'anno: "Limitazioni del tutto ingiustificate", scrive Giovanni Pitruzzella.

PAOLO SCARPA: EMERGENZA DROGA A PARMA VA AFFRONTATA CON PRESENZA PUBBLICA

La nostra città ha molti più problemi legati alle sostanze stupefacenti di quanti ne abbia avuti in passato. Non sono io a dirlo ma è il Questore di Parma, che ringrazio per il prezioso lavoro svolto, che ha tracciato un bilancio allarmante sulla quantità di droga presente in città. Oltre allo spaccio al minuto nei viali e nei parchi, dalla nostra Parma transitano quantità enormi di stupefacenti e del genere più pericoloso: tanta cocaina e molta eroina, la droga che ha contrassegnato in modo orribile gli anni '70 e '80 del secolo passato. Sono certo che un sindaco debba fare la sua parte per estirpare questo male che minaccia i nostri ragazzi. Io credo che possa. Non servono operazioni da sceriffo, c'è bisogno della giusta fermezza e di senso di responsabilità. Ho messo in campo cinque proposte concrete sulla sicurezza con le quali affrontare l'emergenza attuale e tornare ad avere il controllo della situazione partendo dall'intensificare il contatto quotidiano tra la Polizia Municipale e un territorio che sente di essere stato abbandonato. Ho proposto di creare una sede unificata, in centro, per la Polizia di Stato e la Polizia Municipale, una soluzione che ha migliorato la sinergia tra i due corpi e dato ottimi risultati in città non lontane dalla nostra. Proposta che l'attuale amministrazione ha malamente imitato limitandosi ad annunciare lo spostamento della centrale da via Del Taglio. Oggi che le statistiche nazionali e la nostra stessa quotidianità di cittadini descrivono Parma pericolosamente esposta al degrado, è giunto il tempo di agire, senza allarmismi o isterismi, garantendo presenza pubblica e vicinanza alle persone. 

Cresce la cooperazione tra Italia e Birmania

Parma, 10 aprile 2017

Cari Amici,

sono così intensi questi giorni che non so quando e come dirvi. Vorrei condividere con voi l’essenziale, ma spesso anche i dettagli lo sono.

Un mese fa ero in Birmania, di nuovo. Ci vogliono bene anche per questo, siamo costanti nella vicinanza.

Si condividono le cose, la vita, la politica. Ci sentiamo insieme responsabili, di loro e di noi, del mondo.

Sono andata con Alberto, Caterina, Clelia, Simona, là ci aspettavano Virginia e Beatrice, poi ci ha raggiunto Fabio. Ci lega il filo dell’Associazione, con ruoli diversi. Colpiscono queste giovani donne in prima linea, Beatrice, di Trento è là da un anno, lavora con le imprese, le fiere, l’economia. Questo viaggio voleva aprire strade di lavoro: nella sanità con il progetto condiviso dal CUCI (Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale) dell’Università di Parma e da CINECA di Bologna per una banca dati sui bisogni sanitari in Myanmar, e con la preparazione della ricerca sul campo di Caterina per un anno su disabilità e HIV; nell’economia con la presenza di imprese interessate; nella cultura con l’invito di Thant Zin Soe alla Fiera Internazionale del libro per ragazzi di Bologna; nella scuola con il rapporto con la scuola Lumbini di Ko Tar; nell’agricoltura con l’incontro con Thuzar che lavora con i contadini nei pressi di Mandalay. Tutto cresce.

Incontro giovedì 13 aprile 2017 sull'incompatibilità tra la Costituzione Italiana e i trattati Europei

incontro sulla Costituzione Italiana e i trattati europei

Il dibattito pubblico che ha accompagnato il referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016 ha, in varie occasioni, lasciato intravedere un tema da molti ritenuto oggi non più eludibile: la differenza, se non il contrasto, tra l’idea di società fatta propria dalla nostra Costituzione e quella veicolata dai Trattati fondativi dell’Unione Europea. Abbiamo, da un lato, centralità del diritto al lavoro, lotta alla disuguaglianza come obiettivo dell’intervento dello Stato, principio della sovranità popolare; dall’altro, competitività, stabilità dei prezzi come valore assoluto, meccanismi di “governance” che sembrano sfuggire alla normale legittimazione democratica. Non si tratta, però, solo di un problema per studiosi di modelli economici o giuridici. Direttive e vincoli europei, infatti, incidono profondamente sulla vita dei cittadini, determinando il quadro in cui si trovano ad agire sia i governi nazionali che le amministrazioni locali.

Il Comitato “Salviamo la Costituzione” di Parma ha organizzato un incontro di approfondimento e di discussione sull’“Incompatibilità tra Costituzione italiana e Trattati europei”, che partirà dalla realtà dei nostri comuni per arrivare a chiarire origine, natura e possibili trasformazioni delle istituzioni europee.

L’incontro si terrà giovedì 13 aprile alle ore 21.00, presso la sala della Corale Verdi, Vicolo Asdente, 9 Parma.

Roberto Ghiretti: sulla ludopatia il Comune di Parma è in grave ritardo

Spiace davvero doverlo dire ma temo che sulla questione delle ludopatie quanto proposto dall'assessore Alinovi rappresenti la proverbiale chiusura della stalla quando i buoi sono abbondantemente scappati. Da anni chiedo a questa amministrazione di agire prontamente e risale al 2013 il primo ordine del giorno da me depositato sul tema. Ordine del giorno, che è bene ricordare, fu approvato all'unanimità, salvo poi essere “dimenticato” per molto tempo.

Altri sul tema si sono mossi con coraggio e voglia di arrivare a dei risultati, ad esempio il Comune di Modena che recentemente ha messo a punto un'apposita ordinanza che interviene sugli orari di accensione sia delle macchinette installate in bar e tabaccherie che su quelle nelle sale giochi. Da aprile entrambe le tipologie non potranno restare accese più di otto ore al giorno con limite serale fissato alle 22. Da notare che l'atto è stato messo a punto attraverso un confronto con associazioni di categoria ed enti di promozione sociale.

A Parma invece il Comune propone per il futuro regole più severe per chi voglia aprire nuove sale slot, un provvedimento che certo non contesto nel merito ma che giunge quando sono già troppe le sale attive sul nostro territorio e che sopratutto pare non essere efficace in caso di cessione dell'attività con relative licenze.

Alinovi è felice di “dare un segnale” ma a mio parere il segnale andava dato tempestivamente almeno un paio di anni fa. Oggi temo ci si accontenti di un'iniziativa molto di immagine, non a caso alle porte della campagna elettorale, che ha il grave difetto di non intervenire su quanto già accade, lasciando inalterato il problema concreto in cambio della promessa di evitare futuri peggioramenti. 

Roberto Ghiretti
Parma Unita

Trasparenza, il Foia (Freedom of information act) è ignorato: “Il 73% delle amministrazioni non risponde alla richiesta di documenti”

L'associazione Diritto di Sapere ha testato la nuova legge e monitorato i risultati di 800 domande. Illegittimo un rifiuto su tre. Tra i più reticenti ospedali e ministeri. Il project manager dell'ong Claudio Cesarano: “Viene reso impossibile il controllo civico su come è gestito un servizio pagato dai cittadini". Ma chi risponde dà informazioni soddisfacenti nel 63% dei casi

Gran parte delle pubbliche amministrazioni se ne frega di una legge dello Stato. E’ questo il primo dato che risulta dal monitoraggio condotto dalla ong Diritto di Sapere sul Freedom of information act (Foia), la legge sulla trasparenza entrata in vigore quattro mesi fa per consentire a qualsiasi cittadino di richiedere l’accesso ai documenti detenuti da un comune, una regione, un ministero o qualsiasi altro ente pubblico. Delle 800 domande inviate da 56 volontari che hanno partecipato al progetto, ben sette su dieci non hanno ottenuto alcuna risposta entro i 30 giorni previsti dalla norma.

Dallo sbarco in tv a Ivrea: le mosse di Casaleggio per il controllo del M5S

Davide, il figlio del cofondatore dei 5 Stelle, esordisce in tv con Lilli Gruber. E intanto Beppe Grillo va in tour nei Comuni. Sabato a Ivrea il ricordo di Gianroberto

Emanuele Buzzi 

«Una mossa politica per evitare il confronto». Così nel Movimento ribattono a Matteo Renzi che lo ha indicato come il vero leader dei Cinque Stelle («Comanda lui, non mister congiuntivo Di Maio o il povero Di Battista», dice l’ex premier a Panorama). Di sicuro però qualcosa nel profilo pubblico di Davide Casaleggio è cambiato. Schivo nei primi mesi dopo la scomparsa del padre, a partire dalla crisi della giunta romana di settembre (che ha mandato in pezzi il direttorio) l’imprenditore milanese si è ritagliato un ruolo sempre più centrale e decisivo. Quando alcuni parlamentari critici nei suoi confronti lo hanno attaccato dopo il mancato passaggio al gruppo Alde in Europa, lui li ha messi alle corde. E ha aumentato — in accordo con Beppe Grillo — la sua visibilità pubblica.

Il ruolo di guida

Legge anti slot senza decreto attuativo: e in un anno ce ne sono 30 mila in più

407 mila le slot machine disseminate in tutta Italia al 31 dicembre scorso, per la precisione erano 407.390. Una macchinetta ogni 147 italiani. Con il boom dell'online, l'azzardo

Sergio Rizzo

C’è chi chiede di tassare ferocemente il gioco d’azzardo per combattere la povertà (Andrea Orlando) e chi di vietarlo tout court (Ignazio Messina, segretario dell’Italia dei Valori). C’è chi annuncia uno stanziamento monstre per combattere la ludopatia dilagante (Nicola Zingaretti) e chi il taglio di 130 mila slot machine (Paolo Gentiloni). Risultato: invece di diminuire, le macchinette aumentano.

Al 31 dicembre del 2016 ce n’erano 407.390. Una ogni 147 italiani. Il bello è che una norma approvata ormai più di 15 mesi fa nella legge di Stabilità 2016 stabilisce che quel numero si debba ridurre fino ad attestarsi alla fine del 2019 su un livello inferiore del 30 per cento a quello rilevato il 31 luglio 2015. Quel giorno le slot disseminate in sale, bar e tabaccherie risultavano 378.109. Ossia ben 29.281 meno di quelle che risultavano a dicembre 2016. Che cosa è successo?

Sappiamo che dopo un anno e tre mesi il decreto ministeriale attuativo di quella norma incredibilmente non è stato ancora emanato. Ma non può essere soltanto questa la ragione. C’è chi sostiene, per esempio, che bisogna calcolare pure le macchinette in magazzino. Piuttosto curioso, considerando che la stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha chiarito un anno fa in una risposta a un articolo del Corriere nel quale già si segnalava l’aumento degli apparecchi, che quel numero di 378.109 «comprende sia gli apparecchi in esercizio sia quelli in magazzino». Il che fa venir meno anche l’ultimo alibi.

Effetto Parma, i volti nuovi della lista e la sfida Pizzarotti-Scarpa

Le selezioni per comporre il gruppo che sosterrà il sindaco Pizzarotti alle elezioni: dall’architetto Tassi Carbone a Nabila Mhaidra, mediatrice del centro antiviolenza

A metà aprile il programma e i nomi dei candidati consiglieri. Così il sindaco Federico Pizzarotti aveva annunciato nell’ultima conferenza stampa di Effetto Parma.  

E il lavoro per individuare i candidati consiglieri per le elezioni comunali sarebbe pressoché concluso. Volti nuovi che si aggiungeranno al gruppo storico, che registra diversi addii.

L’Espresso - che ha dedicato un approfondimento alla prossima sfida per il Comune a Parma  - ha potuto assistere ad alcune delle presentazioni dei possibili candidati, vistando il quartier genarle di Effetto Parma, ospitato nello studio di Marco Maria Freddi, 55 anni, designer di ingredienti vegetali per l’industria alimentare e presidente dell’associazione Luca Coscioni.

I volti nuovi - Niente casting chiarisce Cinzia Piastri, la moglie del sindaco. “Piccoli video di presentazione, più che altro per conoscerci” spiega. Tra i possibili candidati c’è l’architetto Alessandro Tassi Carboni: “È la mia prima avventura in un partito, anche se alla politica mi sono avvicinato a 16 anni con la stessa passione con cui cominciavo a correre dietro alle ragazze, e ancora per qualche mese sono presidente dell’Ordine degli architetti…”.

Renzi cerca la crisi, Gentiloni può subirla, Mattarella no. Conseguenze impreviste della guerra degli Alfanoidi

Mario Sechi

Come anticipato sugli schermi di List, la saga spaziale intitolata La Guerra degli Alfanoidi ha avuto successo e ha conquistato ampie recensioni su tutte le prime pagine dei giornali. Il titolare di List non ha mai sottovalutato la capacità di manovra del Kissinger di Agrigento, Angelino Alfano, e quando ieri per un “incidente” Salvatore Torrisi, senatore di Alleanza Popolare, è stato eletto presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato – quella che toh! discute la legge elettorale – è apparsa chiarissima la strategia dei finissimi intellettuali della Magna Grecia degli alfanoidi (copyright di Gianni Agnelli vs Ciriaco De Mita) il do ut des, che nel caso dell’ideologia alfanoide ha una variazione nobilissima: intanto prendo e poi vediamo cosa mi dai tu.

Senato, Affari Costituzionali: Pagliari (Pd) battuto. Guerini: "Tradito patto maggioranza, legge elettorale a rischio "

Eletto come presidente il senatore di Ap Torrisi, contro il candidato del Pd Pagliari. I renziani parlano di 'inedito patto della conservazione' che unisce anche M5S, Forza Italia e Mdp. Pressioni su Alfano che chiede al suo senatore di lasciare l'incarico. Chiesto incontro a Mattarella. Orlando: "Crisi? Speriamo si riesca a evitarla"

ROMA - Il candidato del Pd alla presidenza della commissione Affari del Senato viene silurato da un'inedita allenza che raggruppa tutte le opposizioni e, dicono, i senatori di Ap (che però smentiscono decisamente: "Noi leali") e Lorenzo Guerini sbotta: "Tradito il patto di maggioranza, siamo preoccupati. Ora la legge elettorale è a rischio". E sembrerebbe non solo quella, tanto che il ministro della Giustizia Andrea Orlando a chi gli chiede se si va verso la crisi risponde: "Spero si riesca ad evitarlo ma è un fatto grave".

Tutto nasce dall'elezione dell'alfaniano Salvatore Torrisi con 16 voti e dalla bocciatura del dem Giorgio Pagliari (11 voti) a capo dell'organismo che ha in mano le leve della gestione della legge elettorale. Uno snodo cruciale per affrettare o rallentare il dibattito in Aula e soprattutto per decidere quale modello di legge elettorale presentare. Tanto che alcuni senatori del Pd si fanno scappare: "E' la vittoria dei proporzionalisti, a questo punto la legge elettorale non si tocca più".

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