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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE A FIRENZE IL 27 Marzo 2017

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI DEL CORO, DELL'ORCHESTRA, DEI BALLERINI E DEI TECNICI DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

Lunedì 27 marzo i lavoratori del Comitato Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche parteciperanno alla manifestazione indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal a Firenze con tutte le 14 Fondazioni italiane. 

La protesta fa parte della serie di iniziative di contrasto all'art.24 della legge 160 che declassa le fondazioni, precarizza i lavoratori e mortifica la produzione operistica in caso di mancato pareggio di bilancio, a fronte di uno stanziamento del Fondo Unico per lo Spettacolo già inadeguato e che colloca l'Italia penultima in Ue per investimento in cultura. 

Il concentramento è previsto in piazza San Firenze alle 10,30 e al termine della manifestazione sarà fatto un presidio di fronte alla Prefettura tra le 12,30 e le 13, e sarà chiesto un incontro col Prefetto.

I lavoratori delle Fondazioni daranno vita a importanti momenti musicali e di protesta per esprimere il loro totale dissenso al disegno politico culturale italiano.  

Il Comitato prevede una massiccia partecipazione dei lavoratori provenienti da tutta Italia per quella che sarà la più importante manifestazione del settore degli ultimi 12 anni.

I LAVORATORI DEL COMITATO NAZIONALE delle FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

Trattati Roma: Papa Francesco, non ridurre gli ideali dell'Europa a necessità della finanza

Mattarella: 'Alla costruzione europea mancano dei pezzi, Europa va completata vita'

"Il Parlamento Europeo, che è stato, tradizionalmente, uno degli acceleratori del processo di integrazione, è ben consapevole che alla costruzione europea mancano pezzi, che essa va completata. Diversamente l'equilibrio instabile, che la caratterizza, non potrà durare". L'allarme viene dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo.

Il Papa è arrivato nella Sala regia del Palazzo Apostolico dove lo attendevano le delegazioni di tutta Europa. Presenti 27 capi di stato e di governo. Comincia l'udienza convocata in occasione del 60.ma anniversario dei Trattati di Roma. Si apre con il saluto del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che, in onore del papa argentino, ha cominciato l'intervento parlando in spagnolo. 

L'Europa deve evitare la "tentazione di ridurre gli ideali fondativi dell'Unione alle necessità produttive, economiche e finanziarie"; piuttosto deve puntare "ai valori", mettendo al centro "l'uomo". Lo ha detto il Papa, parlando ai leader europei.

L'Europa si adoperò con fatica per far cadere il muro "eppure oggi si è persa memoria della fatica. Si è persa pure la consapevolezza del dramma di famiglie separate, della povertà e della miseria che quella divisione provocò". Lo ha detto il Papa richiamando alla memoria dei leader europei "quell'innaturale barriera che dal Mar Baltico all'Adriatico divideva il continente". "In un mondo che conosceva bene il dramma di muri e divisioni, era ben chiara l'importanza di lavorare per un'Europa unita e aperta".

Il Governo scioglie il Comune di Lavagna per infiltrazioni mafiose

Nel giugno 2016 arrestati il sindaco Sanguineti e l'ex parlamentare Mondello

Luca Garibaldi, vicecapogruppo Pd in Regione Liguria e segretario Pd Tigullio, Alessio Chiappori, vicesegretario Pd Tigullio, Marco Ostigoni, segretario Circolo Pd Lavagna intervengono sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Lavagna affermando che "la decisione presa oggi dal Consiglio dei Ministri conferma che bisogna approfondire ulteriormente ciò che è accaduto a Lavagna e che non ci sono ancora le condizioni per svolgere regolari elezioni. Segno che il condizionamento e la presenza della criminalità organizzata in questo territorio sono ancora forti e radicati".

Secondo gli esponenti del Pd "è la prima volta che succede nel Levante ligure e si tratta di una decisione di portata storica. A giugno dell'anno scorso dall'inchiesta "Conti di Lavagna" che aveva portato al coinvolgimento del sindaco e della sua maggioranza (e successivamente alle loro dimissioni) erano emersi indizi su potenziali rapporti tra politica e criminalità organizzata con scambi, condizionamenti delle elezioni comunali, favori e interessi illeciti".

PAOLO SCARPA: PUBBLICITÀ SU MEZZI TEP È INOPPORTUNA PROPAGANDA PER PIZZAROTTI

Autobus Tep di Parma con la pubblicità del Sindaco Pizzarotti

Da alcuni giorni vediamo girare in città un buon numero di autobus Tep integralmente ricoperti da pubblicità sui servizi comunali e sui “risultati” raggiunti dalla Giunta. Una pubblicità al Sindaco, pagata con soldi pubblici, che si configura, oltretutto, come un oltraggio per un'azienda come la Tep, vittima degli errori del Comune (che ne detiene il 50%) che le hanno fatto perdere la gara di appalto sul trasporto pubblico locale.

Questa pubblicità è anche un'offesa per gli stessi dipendenti Tep, così come per i passeggeri, involontari testimonial di un'autocelebrazione imbarazzante del Sindaco, fatta a spese di tutti. È in ogni caso inaccettabile che si usino i soldi pubblici per farsi pubblicità e gli autobus della Tep che invitano i parmigiani a scoprire i “successi” e i servizi del Comune a 90 giorni dal voto, cioé durante gli ultimi tre mesi di ben cinque anni di mandato, si possono chiamare in un modo soltanto: propaganda per il sindaco uscente. E che di propaganda elettorale si tratti, per giunta last minute, è chiaro a tutti i parmigiani che ogni giorno si confrontano con una quotidianità ben diversa da quella raccontata dal sindaco.

Carcere di Parma, Pagliari (Pd) interroga il Governo: "Serve un direttore a tempo pieno"

Sovraffollamento, con 590 detenuti per una capienza di 468 persone, e dal 2011 l'assenza di un direttore in servizio con assegnazione fissa. Sono queste le criticità del carcere di Parma messe in luce dal Senatore PD Giorgio Pagliari, che sul tema ha deciso di interrogare il Ministro della Giustizia. “Il Garante per i detenuti di Parma ha sottolineato che l'assunzione da parte del direttore del carcere della città dell'incarico di direttore pro tempore del carcere di Firenze è incompatibile con l'alto carico di impegno che tale ruolo richiede – ricorda Pagliari - Ciò metterebbe il Direttore nella condizione di doversi occupare di più di 1.300 detenuti a 250 chilometri di distanza fra i due istituti, mettendo a rischio non solo la qualità del lavoro del Direttore stesso ma soprattutto la vivibilità dei detenuti”. Pagliari ricorda come il carcere di Parma sia composto da sei sezioni di Alta sicurezza, una per detenuti AS1, appartenenti alla criminalità organizzata di tipo mafioso, e cinque per detenuti in AS3, condannati per reati associativi, ospita detenuti in 41 bis, membri della criminalità mafiosa, e altri in media sicurezza oltre ad 80 ergastolani e un ospedale con 20 posti, aperto a carcerati in grave stato di salute provenienti da altre strutture. Un carico di lavoro incompatibile con la direzione del carcere di Sollicciano dove, ricorda ancora Pagliari, “sono presenti 744 detenuti (494 i posti regolamentari) e 485 agenti di polizia penitenziaria (696 quelli previsti)”.

Pagliari chiede dunque di sapere se il Ministro “non intenda intervenire per dare all'Istituto di Parma un direttore in via definitiva in grado di poter così affrontare i gravi problemi di affollamento e migliorare così la vita dei detenuti”.

Carlo Consiglio: MOZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO DEL LUPO

Carlo Consiglio

Una mozione parlamentare è stata presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati il 22 marzo 2017 dall’on. Adriano Zaccagnini (Movimento Democratici e Progressisti) e da Fabrizio Cianci, segretario di Ecoradicali – Associazione radicale ecologista. La mozione parlamentare ha lo scopo primario di impegnare il Governo nello stralcio degli abbattimenti – sia dei lupi, che dei cani ibridati e vaganti – dal “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”. Essa promuove, inoltre, un piano triennale di interventi finalizzati a contenere il randagismo, attraverso una chiara programmazione di risorse e mezzi, conferendo finalmente operatività alla Legge 281/91 (Tutela animali e riduzione randagismo). Vengono, infine, promosse azioni di limitazione della caccia, attraverso una moratoria quinquennale nelle aree tutelate per legge e l’abolizione totale nei siti Natura 2000, ponendo in essere l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per violazione della Direttiva Habitat, in un quadro di piena e reale conservazione degli habitat e della fauna. La Mozione punta quindi ad offrire soluzioni operative e di governo, rispetto a randagismo e danni all’agricoltura, alternative a quelle offerte dal Ministro Galletti, riconducendo le istituzioni, ad ogni livello, al pieno rispetto della legalità, anziché promuovere deroghe alla stessa.

CONSIGLIONEWS 43
22 marzo 2017

Sfanculati di tutta Italia … unitevi !!

Federico Pizzarotti

Rosanna Spadini

Molto strano … Marika Cassimatis, la candidata sindaco di Genova esclusa dalla corsa per il Movimento 5 Stelle con una decisione insindacabile del capo, comunicherà presto cosa farà … ci sono voci di un avvicinamento a “Possibile” di Pippo Civati (ex dem, ma comunque pronto all’alleanza in previsione del proporzionale), ma è probabile che alla fine unisca il suo percorso a quello di Paolo Putti, l’ex capogruppo M5S in consiglio comunale, che ha creato “Effetto Genova” insieme ad altri tre fuoriusciti, formando il primo nucleo ufficialmente affiliato a quello di Parma (che strano).

Le gesta del Putti sono già state seguite da un altro consigliere comunale ligure, Fabio Vistori, che dopo un altro atto di imperio guidato dalla fedelissima di Grillo in regione Alice Salvatore ha creato “Effetto La Spezia”, a cui potrebbe presto unirsi anche il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, cacciato dai 5 Stelle insieme a tutta la sua giunta nel 2014.

Grillo: “Casting di mille esperti di governo per non ripetere gli errori di Roma”... e di Parma

Grillo, anche a Parma hai fatto un disastro facendo eleggere a Sindaco Pizzarotti, un arrogante, incapace e ignorante, in più traditore verso di te e nei confronti di quei parmigiani che lo hanno purtroppo votato. E questo lo ricorderemo sempre! Anche a Parma è stato un disastro il tuo passaggio, non solo a Roma, dove hai toccato l'apice della tragica comicità. Sapevate tutti benissimo di non essere in grado di gestire il governo di quella città, ma è la vostra avidità di potere a discapito dei cittadini che vi ha traditi. Nel vostro DNA vi è solo distruzione e cultura della morte. L'onestà si vede anche da qui. E' disonesto anche chi si candida a un ruolo di cui non ha le competenze per svolgerlo e neppure un gruppo di esperti su cui contare. Non basta un copione tragicomico acchiappavoti o promesse, poi non mantenute, per dimostrare responsabilità politica. Ecco perché siete dei disonesti! Invece di guardare dentro di voi, avete accusato ingiustamente tutta la stampa e i giornalisti che vi facevano osservare o denunciavano i vostri errori e disastri politici... c'è un solo nome per definirvi:  Farabutti! LB

Il capo partito: “Non possiamo più fidarci di chiunque”. Già iniziati colloqui con economisti, magistrati e funzionari

Quanto è facile trasformare un sogno in un incubo? È la domanda che Beppe Grillo tiene bene in mente quando immagina il M5S al governo dell’Italia e al contempo guarda alle condizioni di Roma. Una è una possibilità, l’altra è già realtà e non gli fa dormire sonni sereni.   

Il MES ormai dietro l’angolo

Due giorni fa il Sole24Ore ha riportato la notizia che Popolare Vicenza e Veneto Banca hanno inviato una lettera al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed alla BCE per richiedere l’applicazione della ricapitalizzazione preventiva, già applicata lo scorso Dicembre al Monte dei Paschi (“Popolare Vicenza e Veneto Banca chiedono l’aiuto di Stato”).

Si tratta della forma più morbida di gestione di una crisi bancaria, applicabile solo a certe condizioni, senza le quali occorre procedere con il Bail-in. La ricapitalizzazione preventiva è stata introdotta dalla stessa direttiva europea che regolamenta il Bail-in ed è finalizzata alla ricostituzione del capitale della banca. In particolare, si basa sull’intervento dello Stato prima che la situazione diventi critica tant’è che per potervi accedere la banca deve essere solvibile, criterio tutt’altro che oggettivo. Lo Stato italiano, in questo caso, può intervenire direttamente o tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Con la ricapitalizzazione preventiva l’onere del salvataggio ricade dunque sugli azionisti, che vengono diluiti, sugli obbligazionisti subordinati e certamente sulla collettività ma non sui correntisti.

Nel caso di Popolare Vicenza e Veneto Banca si parla di una necessità di ricapitalizzazione fino a €5 miliardi. Ciò dipenderà anche dall’esito del progetto di fusione che le due banche stanno studiando, che però è ostacolato sia dalla BCE che dall’agenzia di rating Fitch, a processo a Trani per manipolazione di mercato, che lo scorso Venerdì ha tagliato il rating della Popolare di Vicenza.

Riciclaggio, ordine di arresto per Giancarlo Tulliani. Il gip: "Fini non poteva non sapere"

Il provvedimento restrittivo, emesso nell'ambito dell'inchiesta su Francesco Corallo, non è stato eseguito: il cognato dell'ex leader di An è irreperibile, da anni risiede a Dubai. Fini: "Voglio essere interrogato, querelo per calunnia Laboccetta", che ai magistrati ha dichiarato di averlo fatto incontrare con il "re delle slot"

ROMA - Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giancarlo Tulliani. Al cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini viene contestato il reato di riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti (ritenuti illeciti) della famiglia, con il "re delle slot" Francesco Corallo. Il provvedimento, firmato dal gip Simonetta D'Alessandro e sollecitato dal pm Barbara Sargenti e dall'aggiunto Michele Prestipino, non è stato eseguito perché Tulliani è residente da tempo a Dubai. Per la magistratura italiana Giancarlo Tulliani è dunque irreperibile e, come scrive il gip D'Alessandro, da alcune intercettazioni telefoniche sarebbe emerso il suo auspicio di non tornare in Italia "per evitare guai giudiziari". Volontà di Tulliani di restare all'estero evidenziata anche dalle relazioni avviate negli Emirati Arabi.

Anche Fini è indagato per lo stesso reato e la sua posizione, si evince dall''ordinanza di arresto per Tulliani, si complica sulla base di nuove dichiarazioni rese da Amedeo Laboccetta, ex parlamentare che ai magistrati disse di aver fatto conoscere Fini e Corallo. Con una nota, Fini fa sapere di aver dato mandato ai suoi legali di querelare Laboccetta per calunnia, dopo aver chiesto nei giorni scorsi "di essere interrogato dai magistrati".

Decreto Sicurezza, Pagliari (PD) relatore al Senato

E' stato affidato al Senatore PD Giorgio Pagliari il percorso al Senato del Decreto legge sulla sicurezza integrata licenziato con 230 voti favorevoli e 50 contrari dall'aula della Camera dei Deputati. Sarà infatti il parlamentare parmigiano, attuale capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali, il relatore a Palazzo Madama.

Il Decreto Sicurezza introduce importanti novità, a partire dall'arresto in flagranza differita, ossia l'istituzione dell'arresto in flagranza qualora vi siano immagini fotografiche o riprese video a dimostrare il compimento di un  reato per cui è previsto l'arresto obbligatorio. Di fondamentale importanza lo stanziamento, sempre previsto dal decreto, di fondi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. La cifra ammonta a 1900 milioni per il 2017, 3150 per il 2018, 3500 per il 2019 e 3000 all'anno dal 2020 al 2032. Saranno finanziati tra gli altri interventi volti allo sviluppo delle infrastrutture, alla difesa del suolo, la ricerca e la informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria, l'eliminazione delle barriere architettoniche. Saranno svincolate dal Patto di Stabilità le spese per la installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza, e i sindaci avranno maggiori poteri in materia di sicurezza. Infine, è ora previsto il carcere e il sequestro del bene per i proprietari di case che decideranno di lucrare approfittando degli stranieri irregolari. Il Sen. Pagliari si occuperà del percorso del Decreto legge sia in Commissione sia in aula.

May dà il via alla Brexit: partirà il 29 marzo

Downing Street annuncia la data della richiesta formale per lasciare l’Unione

CESARE SANDASSI

Theresa May presenterà all’Unione europea la richiesta formale di attivare l’articolo 50, la procedura che dovrebbe portare la Gran Bretagna fuori dall’Ue, il prossimo 29 marzo. Giusto in tempo, insomma: May si era impegnata s procedere per la fine di marzo. Da quel momento serviranno circa due anni perché la Brexit sia effettiva: i 24 mesi servono per le discussioni tra autorità europee e britanniche per stabilire sia le modalità di uscita del Regno Unito sia il futuro rapporto tra Londra e Bruxelles. La richiesta formale sarà indirizzata al Presidente del consiglio europeo Donald Tusk. Dopo 48 ore arriverà una risposta da Bruxelles. I l documento conterrà una bozza delle modalità e tempi dei negoziati da sottoporre a Londra.  

Intanto Oltremanica crescono i timori di una disintegrazione del Regno Unito.Un sondaggio realizzato dell’istituto Opinum per The Observer, il domenicale del Guardian, dice che il 54% dei britannici ritiene che questa eventualità più probabile dopo il referendum del 23 giugno per la Brexit. La quota sale al 63% fra gli scozzesi. Proprio dalla Scozia Nicola Sturgeon continua a far pressing per un nuovo referendum sulla secessione dalla Gran Bretagna. Edimburgo ha ribadito ancora una volta che la volontà del parlamento scozzese andrà rispettata e ha aggiunto che - sebbene occorra il placet di Westminster - la data di una nuova consultazione sull’indipendenza non potrà essere rinviata «secondo i comodi» della premier britannica Theresa May (la quale ha detto giorni fa che per ora non se ne parla).

Leggi anche - May: dopo la Brexit economia più forte e salari più alti  

27 marzo 2017: lezione dell'eurodeputata Elly Schlein all'Università di Parma

Nell’Aula K9 di via Kennedy alle ore 9, organizzata dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali

Lunedì 27 marzo alle ore 9, nell’aula K9 del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma (Via Kennedy), Elly Schlein, Eurodeputata e membro del Committee on Development (DEVE) del Parlamento Europeo, terrà la lezione “The European Union policy on immigration and asylum. Walls or solidarity?”    

L’Unione Europea sta attraversando una delle fasi più difficili nella sua storia. Le sfide chiave per una politica comune riguardano i flussi di immigrazione e i richiedenti asilo. L’eurodeputata Elly Schein è da sempre sostenitrice dell’apertura e della solidarietà: il suo seminario sarà un importante contributo al dibattito in corso, su temi che sono centrali per i corsi di studio del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali,

Una buona parola per tutti. Da Andreotti a Giolitti le suppliche per posti e case

 MATTEO PUCCIARELLI

ROMA. "Il signor Paolo M., da Latina, ha in corso presso codesto ente una domanda di assunzione. È possibile accontentarlo?". Firmato, Giulio Andreotti. Oppure: "Mi consenta di segnalarle, per quanto riguarda le Istituzioni di diritto romano, il professor Emilio B.". Firmato, Aldo Moro. Ancora: "Ti unisco l'appunto relativo al signor Ignazio S. e ti prego di un particolare interessamento in suo favore". Firmato, Oscar Luigi Scalfaro.

Linguaggio semplice, asciutto, diretto: le lettere su carta intestata e protocollate sono decine, alcune scritte a mano, tutte datate fra i primi anni '50 e metà degli anni '60. I mittenti sono deputati della Democrazia cristiana, dirigenti della Cisl, monsignori; i destinatari sono ministri, sottosegretari e dirigenti di aziende parastatali. Un ufficio di collocamento parallelo, la Prima Repubblica in tutta la sua "ingenuità", per certi versi: si chiedeva un alloggio popolare per tal famiglia, un aumento di stipendio per l'invalido di guerra, la revoca di un trasferimento per un padre di famiglia e così via. Tutti scrivono, chiedono "ogni possibile benevolenza" e i "possibili consentiti riguardi" ai propri interlocutori, affinché intercedano: Emilio Colombo, Francesco Cossiga, Ciriaco De Mita, Arnaldo Forlani, Antonio Gava, Giorgio La Pira, Giovanni Leone, Antonio Segni, don Luigi Sturzo, Paolo Emilio Taviani, Benigno Zaccagnini. Dc in maggioranza assoluta, come si vede. Tra i documenti una sola firma extra-scudocrociato: quella del socialista Antonio Giolitti.

Roberto Ghiretti: sul teleriscaldamento di strada Santa Margherita. ARPAE dichiara: " non si prevedono limitazioni temporali al funzionamento dell’impianto"

Termovalorizzatore di via Santa Margherita a Parma Termovalorizzatore di via Santa Margherita a Parma

Ghiretti: “Dopo due anni di risposte vaghe finalmente arriva qualche verità sull'utilizzo dell'impianto di teleriscaldamento di strada Santa Margherita” 

Da due anni mi batto per dare voce ai residenti delle zone limitrofe all'impianto di teleriscaldamento di strada Santa Margherita, i quali lamentano accensioni continuative, con emissioni e con odori nonostante a suo tempo Iren avesse garantito che la messa in funzione dell’impianto doveva essere accessoria e saltuaria rispetto all’erigendo Paip.

Nel 2015 l'azienda mi aveva risposto pubblicamente che “Le caldaie dell'impianto di strada Santa Margherita, ed anche quelle di Via Lazio, vengono accese principalmente in orario mattutino e nei mesi più freddi per sopperire ai picchi di domanda del calore”.

Di fronte a foto inequivocabili, che allego, che dimostravano il contrario a febbraio di quest'anno ho sottoposto all'assessore Folli una nuova interrogazione (DOC. PDF) alla quale questa volta ha risposto, poco coraggiosamente e abdicando al ruolo di difensore della cittadinanza, inviandomi “i riscontri a firma del Direttore Produzione Termoelettrica Iren Energia S.p.A. Enrico Clara e del Responsabile della Struttura Autorizzazioni e Concessioni Arpae di Parma Paolo Maroli dettaglianti nello specifico le risposte ai quesiti da lei posti”.

E qui, sorpresa, la questione che emerge è ben diversa da quanto sempre sostenuto dal duo Folli & Iren.

PAOLO SCARPA: SICUREZZA A PARMA, UNA NUOVA STAGIONE È POSSIBILE

Parma è città civile, storicamente aperta, da sempre animata da uno spirito collettivo di comunità. Ma non possiamo più nasconderci che da alcuni anni vive in una situazione di crescente difficoltà e degrado, che vede in primo piano la questione “sicurezza”, profondamente legata alla questione “legalità”. Lo dicono i numeri, lo dicono le classifiche nazionali (quella del Sole 24 Ore assegna a Parma il 14esimo posto tra le città con un indice di criminalità più alto), ma, molto di più, lo dicono i numerosi furti nelle abitazioni, così come la presenza stabile di spacciatori in alcune strade e piazze della città, da Viale Vittoria, a Via San Leonardo, a Piazzale della Pace. Il Comune ha rinunciato per anni a farsi carico seriamente di fenomeni che, non controllati per troppo tempo, ci hanno condotto a uno stato di emergenza, che rischia di divenire strutturale. La questione sicurezza fa sentire i suoi effetti negativi sulle fasce più deboli della popolazione. La conseguenza è che si è smarrito un senso collettivo di serenità nella vita dello spazio pubblico, delle strade, delle piazze, dei parchi. Ho avanzato pubblicamente nelle settimane scorse cinque proposte concrete che, se attuate, daranno una svolta significativa alla tutela della sicurezza. In sintesi le proposte riguardano il ruolo della polizia municipale come polizia di prossimità, la creazione di una centrale unica per polizia di Stato e municipale, un numero verde attivo h/24, efficaci controlli ai varchi e una nuova organizzazione per i volontari per la sicurezza. Una buona notizia viene anche dal Governo: del tema sicurezza e lotta al degrado delle città si fa ora carico il Decreto Minniti, che definisce una nuova geografia delle competenze, rilanciando il ruolo dei Sindaci come garanti delle sicurezze e del decoro urbano. Il ruolo della Polizia municipale potrà ulteriormente profilarsi come protagonista di politiche attive nei quartieri.

Il Movimento 5 Stelle non è più votabile

Beppe GrilloMa non lo è mai stato votabile. Grillo uno statista? quando mai! Da un buffone dello spettacolo che lavora su copione comico fatto passare da programma politico con rapporti con i poteri finanziari da Goldman Sachs e Soros (interessati solo allo sfacelo dell'Italia per impradoniersene e arricchirsi) che vi aspettate? Incapace di gestirsi pure il suo traditore, ignorante e arrogante Pizzarotti... messo a Sindaco di una città in difficoltà, è da totale irresponsabile e incapace politico. Che un comico sia a capo della terza economia dell'eurozona... Chi lo vota è un imbecille! Grillo, un altro farabutto della politica italiana. LB

Paolo Flores d’Arcais

Nel numero di MicroMega da due giorni in edicola ho scritto [ma il testo è stato scritto oltre un mese fa n.d.r]: “Il M5S è un movimento carico di ambiguità, contraddizioni, difetti e magagne: predica ‘uno vale uno’ ma poi due vale più di tutti messi insieme (e uno dei due per merito dinastico)” seguono tre esempi e un “si potrebbe continuare a lungo”. Aggiungendo: “Ora in realtà il M5S dovrà scegliere. Proprio tra destra e sinistra. Non nel senso dei partiti, sempre più indistinguibili (…) ma certamente nel senso dei valori. D’altro canto se un movimento rinnova ogni giorno il suo peana alla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza antifascista e col DNA ‘giustizia e libertà’ (…) non può poi contraddire questa scelta (…) come spesso sta accadendo. Se insiste nella contraddizione tra valori proclamati e azione politica, per il M5S l’implosione è inevitabile”.

Riforma penale, il segretario dell’Anm: “Avocazioni, trojan e appelli. Così si fermano i processi”

 Antonella Mascali 

Francesco Minisci, pm della procura di Roma, smonta la riforma penale che sta per approdare alla Camera dopo l’approvazione da parte del Senato

La riforma penale appena approvata al Senato, dopo ben 2 anni dal testo licenziato dalla Camera, deve tornare in Commissione Giustizia, a Montecitorio per alcune modifiche tra le quali quella sulla prescrizione (blocco dopo il primo grado ma Appello e Cassazione devono celebrarsi entro 18 mesi ciascuno, prima erano 2 anni più uno). L’Associazione nazionale dei magistrati, contraria al testo, il primo aprile si riunirà in vista del ritorno in Commissione. Tra i punti più critici, secondo l’Anm, ce n’è uno sostanzialmente sconosciuto ai non addetti ai lavori ma che può paralizzare i processi ancora di più di quanto lo siano adesso. Si tratta dell’avocazione dei fascicoli da parte del procuratore generale se i pm non chiedono, entro 3 mesi dalla fine dell’indagine, il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Francesco Minisci, segretario dell’Anm e pm della procura di Roma, spiega le conseguenze di questa norma: “Migliaia di processi penali passeranno dalle procure alle procure generali. Per capirci, facciamo l’esempio della procura di Roma dove lavoro. Siamo 90 pm, 9 procuratori aggiunti e il procuratore. Con questa nuova norma il lavoro che non riescono a fare 100 magistrati, dovranno farlo 23 magistrati della procura generale. È evidente che si creerà un imbuto presso le procure generali e i processi andranno tutti in prescrizione”.

Partecipate, le nomine del Tesoro: Profumo a Leonardo, confermati Descalzi (Eni) e Starace (Enel)

Ufficializzate le rose di candidati del Mef ai consigli di amministrazione, in vista della tornata di assemblee. L'ex banchiere subentra a Moretti in quella che fu Finmeccanica, De Gennaro confermato presidente. Del Fante passa da Terna alle Poste con Farina che torna da presidente, Neri resta all'Enav

MILANO - Il Tesoro ha scelto: sarà l'ex banchiere Alessandro Profumo a guidare Leonardo (ex Finmeccanica) nel prossimo triennio, al posto dell'attuale amministratore delegato Mauro Moretti. E' così ufficializzato, dopo le voci degli ultimi giorni, il cambio di vertice più "pesante" nel lotto delle partecipate statali. Si prepara a cambiare casacca anche Matteo del Fante, che dall'attuale posizione in Terna andrà ad assumere la guida delle Poste, in luogo di Francesco Caio. Per la sua sostituzione nella spa dei tralicci resta da attendere la mossa ufficiale della Cdp (attraverso la quale si concretizza la partecipazione pubblica in Terna): in pole position ci sarebbe Alberto Irace da Acea. Di conferme si parla invece per quanto riguarda l'Eni e l'Enel. Nel caso del Cane a Sei Zampe, Claudio Descalzi è stato confermato a capo dell'azienda petrolifera con Emma Marcegaglia alla presidenza. Nella società elettrica si ripropone il tandem con Patrizia Grieco alla presidenza e Francesco Starace alla guida operativa.
In una nota, il Ministero dell'Economia ha infatti annunciato le liste che verranno depositate per il rinnovo dei consigli di Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane: che verranno nominati dalle assemblee di approvazione dei bilanci 2016. Si comincia con Eni il 13 aprile, poi toccherà alle altre per finire con Leonardo nella prima metà di maggio. Ecco le rose indicate dal Mef:

ENAV (partecipata al 53,4%).

Roberto Ghiretti: il flop degli Ecowagon a Parma

Quando lo hanno lanciato è stato presentato come la risposta alla raccolta firme promossa da Parma Unita per chiedere di introdurre i cassonetti intelligenti nella raccolta differenziata dei rifiuti. Invece dal primo aprile, in sordina, il servizio verrà soppresso visto la generale indifferenza con il quale è stato accolto dai parmigiani. Mi riferisco agli Ecowagon che nelle intenzioni dell'amministrazione comunale avrebbe dovuto rendere più semplice conferire i rifiuti per i residenti del centro e dell'Oltretorrente.

Fin da subito è apparso evidente che il presupposto di questo servizio, che comunque al cittadino costava 70 centesimi a conferimento e alla comunità qualche centinaia di migliaia di euro, era errato: immaginare i parmigiani in trepidante attesa alla fermata dell'Ecowagon pronti a consegnare i sacchetti di rifiuti era ovviamente una pia illusione considerato che la richiesta di tutti va nella direzione di una maggiore flessibilità. È così che nonostante fiabeschi video promozionali, le cartine sbagliate e rifatte, tutte rigorosamente a carico dei contribuenti, pare non si sia andati oltre i due, tre conferimenti al giorno. Un disastro.

A sostituirli saranno otto mini eco station fisse che, seppure promesse già nel 2016, saranno disponibili solo da aprile.

Inutile dire che anche queste rischiano di essere panacee destinate a non avere alcuna rilevanza rispetto agli enormi problemi che questo servizio continua a porre anche a chi, pur animato dalle migliori intenzioni, si trova a dover convivere per giorni con la spazzatura in casa.

Noam Chomsky critica Donald Trump: "La sua amministrazione causerà un'altra crisi finanziaria"

 di Renato Paone

Lo storico e linguista Noam Chomsky ha criticato aspramente l'amministrazione del presidente Donald Trump. Secondo Chomsky, infatti, il forte aumento dei prezzi, alimentato da Trump, nei principali mercati porterà presto a un'altra pesante crisi finanziaria. Ma non è l'unica critica mossa dal filosofo al presidente: per Chomsky tutta la campagna "anti-establishment" condotta da Trump non è altro che uno "scherzo".

"Cosa di quello che sta facendo è anti-establishment? Basta guardare alle persone che ha incaricato e alla sua politica di anti regolamentazione, elementi che hanno incoraggiato il mercato azionario". Per Chomsky, quindi, l'amministrazione Trump starebbe favorendo quelle che da sempre sono considerate le istituzioni dell'establishment: "I miliardari, i grandi istituti finanziari, l'esercito. Basta guardare il mercato azionario per capire come stanno le cose", afferma Chomsky.

In particolare, il filosofo si riferisce ad alcuni uomini che fanno parte del team del presidente: il Segretario del Tesoro Steve Mnuchin, proveniente dalla Goldman Sachs, e Gary Cohn, direttore del Consiglio Economico Nazionale, anche lui ex membro della banca d'affari newyorchese.

"Non appena è stato eletto Trump, i valori azionari delle istituzioni finanziarie sono schizzati al cielo", sottolinea Chomsky. "Gli investitori - continua il linguista - sono deliziati da questa sua iniziativa - eliminare qualsiasi tipo di regolamentazione - perché per loro significa avere un profitto maggiore. Ma tutto questo porterà a un'altra crisi finanziaria. A loro non importa, tanto il problema non è loro. I contribuenti pagheranno le conseguenze".

Nomine partecipate, slittano i tempi. Resta forte il marchio renziano: Matteo Del Fante a Poste (e non solo)

  di Alessandro De Angelis

Come se Matteo Renzi fosse ancora a palazzo Chigi: un giro di nomine “fiorentino”, nella regia e anche nei principali attori, è quello che si definisce in serata per Poste, Eni, Enel, Finmeccanica, Terna e le principali aziende di stato. E che sarà ufficializzato a ore, di certo entro la riapertura delle borse di lunedì mattina. Proprio come tre anni fa quando i posti strategici da assegnare, cemento di ogni governo, furono a giudizio di molti il principale movente della defenestrazione del governo Letta.

La priorità non cambia, sia pur nel mutato contesto con Renzi nei panni di ex premier e di ex segretario. E sancisce il nuovo di boa del renzismo: il ritorno in campo e una lunga marcia che va ben oltre le prossime elezioni politiche, perché gli uomini chiave nei posti chiave, avendo mandato di tre anni, le supereranno.

Il caso più eclatante è Poste Italiane, dove arriva l’ennesimo fiorentino, antica conoscenza di Renzi: Matteo Del Fante, formazione Jp Morgan, già direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti e da tre anni a.d. di Terna, la società che gestisce la rete elettrica. Prenderà il posto di Francesco Caio, nonostante i risultati del manager che in questi tre anni ha triplicato gli utili. E nonostante la difesa del ministro Padoan. La sua “colpa” principale è stata quella di aver rotto con la Cisl – non con gli altri sindacati, che si sono schierati con lui – che nell’azienda è la sigla più forte. E che, sussurrano i maligni, è forte anche in vista delle primarie del Pd.

Ex stalle di Maria Luigia dove vivono gli invisibili

Un gruppo di rifugiati, scappati dalla Liberia, vivono in condizioni disumane nello stabile in rovina al Cornocchio. Senz'acqua, corrente elettrica e riscaldamento. Hanno i documenti ma non trovano lavoro, né un posto letto nei dormitori. "Aiutateci, raccontate come viviamo"

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UDP (Unione Democratici di Parma) propone la realizzazione della Casa delle Culture Popolari dove ora è lasciato incompiuto, chiuso a marcire il teatro dei dialetti

Foto Luigi Boschi: Teatro dei dialetti di Parma abbandonato

Riprendiamo una proposta dello scorso aprile (24/04/2016) [LINK], passata nel dimenticatoio di questa sciagurata, arrogante e ignorante amministrazione pentastellata, una vera dittatura dell’ignoranza, incapace di ascolto e di prendersi cura di una città, per suggerire al candidato Sindaco Paolo Scarpa, di inserire nel suo programma Amministrativo, la realizzazione della “Casa delle culture popolari” nell’edificio di recente costruzione del cosiddetto Teatro dei dialetti, non finito e abbandonato a marcire per grave, negligente incuria. Insieme all’adiacente Parco Vero Pellegrini costituiscono un incredibile spazio come centro ricreativo polifunzionale pubblico per tutti i circoli e le associazioni di Parma e Provincia in cui realizzare i loro progetti culturali, di socializzazione; un luogo per ritrovarsi tra le famiglie con giovani e maestri di vita. 

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