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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

"COSTI QUEL CHE COSTI". Elezioni 2017, Effetto Parma: "Pd – Civiltà Parmigiana, l’inciucio è servito"

Effetto Parma, il gruppo consiliare di maggioranza che sostiene la Giunta Pizzarotti, entra a piè pari nella campagna per le primarie del centrosinistra.

Lo spunto sono le parole di Vignali a proposito di Dario Costi prima e il sostegno espresso da Massimiliano Mignao ec coordinatore di Civilità Parmigiana nei confronti dello stesso candidato Pd che secondo gli ex 5 Stelle "toglie definitivamente ogni dubbio sulla strada intrapresa dal Pd locale: inciucio con le forze di destra in nome di quel partito della nazione tanto di moda oggi. Tutto questo non solo nel silenzio del partito che evidentemente non prova alcun imbarazzo, ma addirittura con forze di 'sinistra' che accettano di stare sulla stessa barca di chi ha svuotato Parma".

"L’obiettivo è chiaro: rimettere le mani sulla città, dopo che un gruppo di persone avulse alle logiche di partito (e di spartizione) gliel’ha tolta. Pizzarotti deve essere fatto fuori, 'Costi quel che Costi'. E allora si sta con quella 'Parma da bere' che ha portato in dote sprechi e disastri come il Ponte Nord o che avrebbe voluto la metropolitana squarciando in due la città. Guarda caso tutte opere sostenute dallo stesso Costi".

Parma, Primarie 2017 e seggi, Si: "C'è chi ha paura di perdere". Scarpa: "E chi ha paura del voto"

Barbacini, Reggiani e Ranalli sul caso del taglio ai seggi in vista del voto del 5 marzo rispetto al 2012

Dopo il caso del taglio dei seggi di cui ha riferito Parma Repubblica, che ha a disposizione i verbali della seduta del comitato per le Primarie con le dichiarazioni di voto scritte dei vari partecipanti, gli esponenti di Sinistra Italiana Federica Barbacini, Mirko Reggiani e Roberto Ranalli hanno diffuso una nota stampa dal titolo: "Gli elettori sapranno scegliere" in cui ribadiscono la loro contrarietà a "cambiare le regole in corsa addirittura per e-mail a 15 giorni dalla data del voto".

I dirigenti locali di Sinistra Italiana, a proposito di quanto rendicontato nell'articolo di cronaca, ovvero della spaccatura netta emersa nel comitato per le primarie con relativa chiamata in causa del comitato di Garanzia, parla di "strumentalizzazioni per screditare un avversario (Dario Costi, ndr) che per inciso si sta facendo conoscere per la serietà, l’impegno concreto e la refrattarietà alle più stantie logiche partitiche; o ancora quando la paura per un’eventuale sconfitta porta a costruire a tavolino azioni che inevitabilmente gli si ritorceranno contro e che sono ancora una volta attinte da una vecchia politica, quella che non ci appartiene e che combattiamo anche a Parma".

"Di una cosa siamo certi: che gli elettori sapranno scegliere fra chi mette in campo un progetto per la città a misura di ognuno e chi invece pensa di gestirla con mezzucci come fatto fino ad ora, fra chi cerca di ascoltare tutti e chi sta chiuso nel recinto delle sue (vecchie) conoscenze. Noi sappiamo da che parte stare" riaffermano in chiusura Barbacini, Reggiani e Ranalli a proposito del sostengo espresso per Costi.

Inchiesta Easy Money a Parma. L'ex assessore Bernini condannato: richiesta di denaro alla Camst da parte di Paolo Signorini per il rinnovo del contratto di servizio di ristorazione scolastica

Pronunciata con rito abbreviato la sentenza per i reati di tentata concussione e corruzione aggravata riguardanti le vicende che portarono il politico all'arresto nel 2011

di MARIA CHIARA PERRI

L'ex assessore ai Servizi per l'Infanzia del Comune di Parma Giovanni Paolo Bernini è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di tentata concussione e corruzione aggravata per le vicende dell'inchiesta Easy Money, che lo portarono all'arresto nel settembre 2011.

La sentenza è stata pronunciata verso le 18.30 dal collegio di giudici del tribunale di Parma presieduto da Mattia Fiorentini, a latere Adriano Zullo e Livio Cancelliere. L'imputato è stato condannato a pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro al Comune di Parma, che si è costituito parte civile. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

Bernini era presente in aula e all'inizio dell'udienza ha rilasciato delle spontanee dichiarazioni. Ha deciso di avvalersi del rito abbreviato, una possibilità che ha avuto anche dopo il rinvio a giudizio perché sono stati riformulati i capi d'imputazione. Il giudizio si è così basato sullo stato degli atti, senza dibattimento pubblico. 

Milano, i dati col trucco dell’assessora Cocco: ha azioni Microsoft per 3,8 milioni, non 38mila dollari. Sala: “Mero errore”

In mattinata la responsabile della Trasformazione digitale aveva finalmente pubblicato la dichiarazione reddituale e patrimoniale. Nel pomeriggio il documento è sparito dal sito ed è emerso che alla voce "quote di partecipazioni" aveva indicato di possedere lo 0,0000076% della multinazionale di cui è stata manager invece del dato esatto, che è 0,00076% . Peraltro è l'unica ad aver scritto la percentuale anziché il ben più comprensibile dato sul numero di azioni

Inchiesta Consip, padre di Renzi indagato per traffico influenze

L'attenzione su Tiziano Renzi per la sua amicizia con un imprenditore toscano legato ad Alfredo Romeo, uno dei personaggi chiave dell'inchiesta.  Lui si difende: "Mia condotta assolutamente trasparente, verificheranno magistrati"

di CARLO BONINI

ROMA - Tiziano Renzi, padre dell'ex presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo, è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di traffico di influenze illecite (articolo 346 bis del codice penale). L'accusa viene contestata in un invito a comparire notificato ieri dal pm Mario Palazzi, titolare del fascicolo di quella parte dell'inchiesta per corruzione sugli appalti 'Consip' (la società per azioni del ministero dell'Economia incaricata dell'acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche) trasferita per competenza a Roma dalla Procura di Napoli.

Fascicolo in cui sono già stati iscritti, per rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento, l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e attuale ministro dello Sport, Luca Lotti, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia.

Milleproroghe, Giorgio Pagliari (PD): "Soddisfazione per ok ad ulteriori 10 anni per il fondo di solidarietà agli acquirenti di immobili da costruire"

MILLEPROROGHE: PAGLIARI (PD), SODDISFAZIONE PER OK AD ULTERIORI 10 ANNI A FONDO DI SOLIDARIETA' ACQUIRENTI IMMOBILI DA COSTRUIRE.

"Soddisfazione per l'approvazione dell'emendamento al Dl del 2005 (n 122) che aggiunge altri 10 anni al Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire". Lo afferma il senatore del Pd Giorgio Pagliari, firmatario dell'emendamento,  "Lo scopo del Fondo, alimentato unicamente da una quota (il 5 per mille) dell'importo delle fidejussioni - spiega Pagliari- è quello di indennizzare i cittadini che, per effetto di situazioni di crisi dei costruttori sfociate in procedure concorsuali: abbiano perduto somme di denaro senza acquistare l'immobile in costruzione; lo abbiano successivamente acquistato (dalla procedura concorsuale o dall'asta) ad un prezzo più elevato di quello originariamente pattuito; abbiano dovuto sobbarcarsi il costo necessario per l'estinzione dell'ipoteca spiccata fatta iscrivere sull'immobile dal costruttore".
"L'approvazione dell'emendamento - sostiene Pagliari - rappresenta una boccata d'ossigeno per quei tanti cittadini danneggiati economicamente per la mancata realizzazione di un bene prezioso rappresentato dalla casa di proprietà, ora si tratta di proseguire sulle altre norme di garanzia", conclude Pagliari

Roma, 15 febbraio 2017 

Il ritorno di Genovese alla Camera: "Non mollo"

L'ex recordman di consensi del Pd, passato in Forza Italia, ha rimesso piede a Montecitorio 33 mesi dopo l'arresto, con una condanna a 11 anni sulle spalle. Una presenza defilata, un paio di votazioni in aula. Ma già oggi il suo peso potrebbe essere decisivo per la sfiducia al sindaco di Messina

di EMANUELE LAURIA

Ha rimesso piede a Montecitorio dopo due anni, nove mesi e sei giorni. Quando lasciò la Camera, per volare verso il carcere di Gazzi dopo il sì dell’aula al suo arresto, era ancora mister 20mila preferenze, era il deputato del Partito democratico con il record nazionale di voti alle primarie. Ieri Francantonio Genovese è rientrato in Transatlantico con un fardello ben più pesante — una condanna a 11 anni per truffa nella formazione professionale — e ha infilato la porta di un gruppo parlamentare diverso, quello di Forza Italia. La seconda vita fra le istituzioni di Genovese è ricominciata così, in modo dimesso: una passeggiata nei corridoi accompagnato dalla fedelissima Maria Tindara Gullo, deputata di Patti, la partecipazione a un paio di votazioni. Chi l’ha visto, fra i colleghi, ha raccontato di una presenza quasi impalpabile. Nel perfetto stile di un politico che non ha mai alzato la voce e che oggi, in ogni caso, gode di un beneficio che la legge Severino concede ai parlamentari ma non ai consiglieri regionali e agli amministratori locali: la possibilità di restare in carica fino alla condanna in terzo grado.

Campo aperto, Pisapia presenta il suo "luogo per chi ha perso una casa politica"

Insieme a Laura Boldrini, Franco Monaco, Gad Lerner e Massimiliano Smeriglio l'ex sindaco di Milano alla manifestazione "Futuro prossimo": "Sono attento a quel che succede nel Pd. Mi piacerebbe una comunità unita, ampia, ma mai più un centrosinistra che governi con destra"

"Non entro nel merito ma sono attento a quel che succede nel Pd. Le scissioni sono sempre divisioni di una comunità, a me piacerebbe una comunità unita, ampia, di sinistra e di centrosinistra. Per questo lavoro: non contro qualche d'uno ma per qualche cosa, io credo del noi, non nell'io, e punto a ricostruire un 'campo aperto', all'interno del quale spero vi siano tutti quelli che amano la buona politica". Così dice Giuliano Pisapia, sul palco dell'iniziativa milanese "Futuro prossimo" per presentare il suo nuovo movimento, il progetto di "Campo progressista", insieme a Gad Lerner, Laura Boldrini, Massimiliano Smeriglio e Franco Monaco.

"Campo aperto vuole essere proprio questo: la parte iniziale di un luogo dove tanti che hanno perso la casa politica possano discutere e lavorare insieme per fare un programma per rilanciare il paese. Un punto di partenza che vuole e deve trovare degli alleati con gli stessi valori e gli stessi principi". E ancora: "Non deve più succedere che, come è accaduto negli ultimi tre anni, si possa pensare che parte del centrosinistra governi con la destra. Questo non lo voglio più vedere". "I leader? Credo che non servano. Diventano necessariamente uomo solo a comando.  I leader sono i giovani e la gente che torna all'impegno".

Pd, Bersani: “La scissione è già avvenuta, da Renzi solo dita negli occhi. Chi sta intorno a lui usi il buon senso”

“Siamo il Pd o il Pdr, Partito di Renzi? Io da lui non mi aspetto nulla, ma chi ha buon senso lo metta”, dice l’ex segretario. Che aggiunge: “Assemblea? Non so se andremo”. Sui capilista bloccati: “Diamo i numeri”. Prodi: "Bisogna arrivare a fine legislatura. Alla fine la scissione è sempre una rottura, non può che fare un effetto negativo"

14 febbraio 2017 

“Il problema è se siamo il Pd o il Pdr, il Partito di Renzi. Io da Renzi non mi aspetto nulla, ma chi ha buon senso ce lo metta. Perché siamo a un bivio molto serio”. All’indomani della direzione i problemi del Pd non sono risolti, anzi sembrano piuttosto precipitare il partito in una settimana molto complicata, quasi drammatica, che porterà i democratici all’assemblea di domenica quando si dovrà decidere quando partirà il congresso. A chiamare la carica è l’ex segretario Pier Luigi Bersani, severo come non lo è mai stato finora, nei momenti di frizione più acuta con il segretario Matteo Renzi. 

Campidoglio, Berdini si dimette: "Periferie sprofondano ma unica preoccupazione è lo stadio"

L'assessore all'Urbanistica finito nella bufera dopo alcune dichiarazioni sulla sindaca rilasciate alla Stampa

Paolo Berdini si è dimesso in modo irrevocabile dall'incarico di assessore all'Urbanistica di Roma. A comunicarlo è stato lui stesso in una nota. "Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l'emergenza abitativa, l'unica preoccupazione sembra essere lo stadio della Roma. Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza delle decisioni urbanistiche, invece si continua sulla strada dell'urbanistica contrattata, che come è noto, ha provocato immensi danni a Roma", si legge nella nota. La decisione di Berdini è arrivata dopo il passo avanti verso la realizzazione dell'impianto a Tor di Valle arrivato dopo il vertice in Campidoglio tra alcuni esponenti della giunta Raggi e la società.

"Era mia intenzione servire la città mettendo a disposizione competenze e idee. Prendo atto che sono venute a mancare tutte le condizioni per poter proseguire il mio lavoro. Ringrazio coloro che hanno collaborato con me e le tante persone che mi hanno sostenuto in questi mesi di duro impegno. Da questo momento le mie dimissioni sono irrevocabili", ha concluso Berdini.

 "Adesso basta: abbiamo anche sorvolato sui pettegolezzi da bar, ora prendiamo atto che l'assessore preferisce continuare a fare polemiche piuttosto che lavorare. Noi andiamo avanti", ha commentato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha momentaneamente assunto le deleghe di Berdini.

Giorgio Pagliari: convinto apprezzamento per la costituzione di Emilia, l'area vasta per il turismo

Esprimo grande e convinto apprezzamento al Presidente della Provincia per il contributo decisivo dato per la costituzione di Emilia, l'area vasta per il turismo. Credo che sia una tappa importante nella costituzione dell'integrazione sempre più larga tra RE, PR e PC, che é un obiettivo strategico fondamentale: la costituzione  di una forte area vasta dell'Emilia occidentale é essenziale, sul piano socio-economico e politico per lo sviluppo equilibrato della Regione Emilia-Romagna ed é strategica per le tre province interessate. Cominciare dal turismo é una scelta di valore strategico perché il turismo é una potenziale fonte socio-economica di grande interesse per questo territorio, che ha enormi potenzialità, soprattutto se la politica del settore troverà finalmente una vera regia e la troverà dinamica, lungimirante e propositiva. Le nostre terre, a ben riflettere, possono consentire un turismo dodici mesi all'anno con pacchetti estremamente interessanti, potendo offrire terme, cultura, enogastronomia, soggiorni montani estivi e invernali, la riviera del Po, monumenti importantissimi, teatro lirico e di prosa.

Se le "gambe degli uomini" saranno solide e se si saprà ragionare davvero in termini di area vasta e non di campanile, la costituzione di Emilia si confermerà una decisione di svolta, un vero salto di qualità. 

Via Volturno e strada Budellungo, nuovi alloggi in edilizia convenzionata

Cinque nuovi lotti per l’edilizia popolare. Interventi che vedranno la luce nella zona del complesso residenziale di Ca’ Peschiera (via Volturno) e nel cosiddetto comparto Domina, tra le strade Budellungo e Santa Margherita.

Le nuove palazzine d'edilizia convenzionata sorgeranno su lotti che erano destinati ad accogliere abitazioni per le forze dell’ordine, non più previste dopo che è scaduta la convezione siglata tra Comune e ministero dell’Interno. L'Amministrazione comunale, dopo una negoziazione con il Governo, è riuscito a mantenere i fondi destinati a Parma.

I finanziamenti fanno parte del piano Erp (Edilizia residenziale pubblica) dell’Amministrazione, per il quale sono previsti globalmente sette milioni di euro nel 2017.

Entrambi gli interventi, come sottolineato dal delegato ai Lavori pubblici Michele Alinovi nella seduta della commissione Urbanistica, insistono "in aree fortemente urbanizzate". Quello nell’area di Ca’ Peschiera concerne due lotti, per poco meno di tremila metri cubi. Il secondo in zona strada Budellungo interessa tre lotti, per circa seimila metri cubi complessivi.

Questo seconda operazione tocca una zona che sta attraversando non pochi problemi, visto il fallimento della cooperativa Di Vittorio, che controllava il 30% di Domina, la società incaricata di realizzare le opere nel quartiere Santa Margherita. Si tratta di uno degli interventi più invasivi dal punto di vista edilizio, figlio di un progetto del 2009.

Alimadhi a Pizzarotti: "Previsto un termovalorizzatore nel campus?". Ateneo smentisce

Siamo ormai alle comiche albanesi. PUR DI APPARIRE ALIMADHI ne inventa una ogni giorno, raccogliendo voci. Prima lo storylelling  by Smargiassi, unitamente alla volontà di "restituire qualcosa alla città che lo ha ospitato" (ancora dobbiamo capire che cosa), ora manca che veda gli asini volare. Presto dichiarerà: "Ho visto un asino volante lungo la tangenziale sud che pisciava dal cielo. Pizzarotti smentisca se non è vero!" Ma chi le fa da suggeritore? Massimo Pinardi? LB

"Il sindaco faccia chiarezza". Ma l'Università, garantisce, che prevede solo un motore a gas per la centrale elettrica della cittadella degli studenti

di MARIA CHIARA PERRI

Il candidato alle primarie del centrosinistra Gentian Alimadhi ha scritto al sindaco Federico Pizzarotti: "Ho avuto modo di raccogliere una voce che, se fosse confermata, non potrebbe che destare elevata preoccupazione tra i cittadini di Parma, in particolare tra coloro che vivono nella zona sud della città. Si dice che sarebbe in via di autorizzazione da parte del Comune, un impianto di termovalorizzazione e produzione di biogas all’interno del campus universitario, polo di eccellenza per lo studio e la ricerca scientifica della nostra città frequentato ogni giorno da migliaia di studenti ed insegnanti".

"Se si tratta di una 'bufala', come vorrei credere, come tante ogni giorno vengono messe in rete per avvelenare il clima politico e sociale nell’opinione pubblica, mi scuso fin d’ora del disturbo. Credo però che, a questo punto, al sindaco spetti il compito sgombrare il campo da illazioni o notizie eventualmente prive di fondamento.

Gianfranco Fini indagato per riciclaggio. "Atto dovuto, ho fiducia nella magistratura"

L'ex presidente della Camera e leader di An raggiunto dall'avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al sequestro di beni per 5 milioni alla famiglia Tulliani. L'iscrizione nel registro degli indagati scaturito dalle perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza lo scorso dicembre

ROMA - L'ex presidente della Camera e leader di An Gianfranco Fini é indagato per riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta che ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare beni per 5 milioni alla famiglia Tulliani. A Fini é stato consegnato un avviso di garanzia. L'iscrizione nel registro degli indagati di Fini, secondo quanto si apprende, scaturisce dalle perquisizioni a carico di Sergio e Giancarlo Tulliani eseguite a dicembre 2016. Gli accertamenti bancari e finanziari sui rapporti intestati alla famiglia Tulliani, avrebbero portato alla luce nuove condotte di riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio posti in essere da Sergio, Giancarlo, Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini.

"L'avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell'operato della magistratura, ieri come oggi" ha dichiarato Fini all'Adnkronos, riferendosi con lo "ieri" alla nota del 2010  in cui dava la sua versione dei fatti sul famigerato appartamento di Montecarlo dicendosi fiducioso che "la magistratura accerterà se sono state commesse irregolarità".

Il Pd di Matteo Renzi non c'è più

La direzione del partito chiude una stagione: quella dell'unanimismo attorno al Capo, degli applausi e delle maggioranze bulgare. E, soprattutto, del Pd partito della vocazione maggioritaria, predestinato al governo. L'unica certezza è il congresso. Il resto è in una nebulosa

DI MARCO DAMILANO

M5s a Roma, Di Maio fu garante di Marra. La prova è nelle chat: "È servitore dello Stato"

Il 10 agosto la sindaca girò al suo braccio destro l'sms in cui il leader del Movimento assicurava il suo sostegno. Una conversazione che contraddice le parole del vicepresidente della Camera, che aveva detto "a luglio dissi di mandarlo via"

Cara di Mineo, procura di Catania chiede processo per 17: c’è anche il sottosegretario Castiglione di Ncd

Sono diciassette le richieste di rinvio a giudizio per turbativa d'asta avanzate dai pm etnei. Al'esponente del partito di Alfano, al sindaco di Mineo Aloisi e a Paolo Ragusa, presidente del consorzio Sol Calatino, è contestata anche la corruzione "per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali gli stessi militavano" in cambio di "assunzioni al centro". L’udienza preliminare è stata fissata per il 28 marzo

Promesse di voti in cambio di assunzioni al centro per richiedenti asilo di Mineo. E poi turbativa d’asta nella gara da quasi cento milioni di euro per la gestione dello stesso Cara in provincia di Catania. Sono i reati contestati dalla procura etnea che oggi ha emesso diciassette richieste di rinvio a giudizio per altrettanti indagati coinvolti nell’inchiesta sul centro per richiedenti asilo più grande d’Europa. Tra loro c’è anche Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura e leader del Nuovo Centrodestra.

Associazione Millecolori: "Nuovo Psc, una inutile ipoteca sul futuro"

L'intervento dell'associazione Millecolori sul Piano strutturale comunale di prossima adozione

"Sembra ormai certa l’intenzione da parte dell’Amministrazione Comunale uscente di proporre al Consiglio Comunale l’adozione di un nuovo Piano Strutturale Comunale (Psc) nei prossimi giorni. Si tratta di un atto politico del quale non si possono condividere le ragioni, al di là degli specifici contenuti progettuali, sia dal punto di vista tecnico che da quello dell’opportunità. Il Psc è infatti lo strumento di pianificazione urbanistica generale che delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo, in un ottica di tutela dell’integrità fisica ed ambientale del territorio e di mantenimento delle identità culturali; si tratta quindi di un piano con ampi contenuti strategici e tempi lunghi di prospettiva, e non a caso le disposizioni normative non ne individuano una scadenza ed il suo orizzonte temporale è generalmente considerato essere di 15-20 anni.

Il primo vero Psc del Comune di Parma risale al 2007, con adozione al termine dell’ultimo mandato Ubaldi ed approvazione nel mandato Vignali, e rappresenta certamente uno piano viziato dalla bulimia edificatoria dell’epoca, con sproporzionate previsioni espansive e forte consumo del territorio, ma comunque elaborato con esaustive analisi ambientali e storiche e precise individuazioni delle “invarianti territoriali” principali. All’approvazione del Psc2007 è purtroppo seguita, con insolita rapidità, l’approvazione di un Piano Operativo Comunale (Poc), strumento operativo e di programmazione, nel quale sono stati resi attuabili nei successivi 5 anni la maggior parte delle previsioni espansive del Psc, forse a causa della necessità da parte della Amministrazione di allora di incamerare risorse per proseguire il frenetico percorso di Parma Città Cantiere.

PAOLO SCARPA: GUARDIA ALTA CONTRO LA PENETRAZIONE MAFIOSA

L'Emilia-Romagna è al sesto posto nella classifica nazionale delle regioni con più beni sequestrati alle organizzazioni criminali di stampo mafioso. Stando ai dati diffusi dal ministero dell'Interno lo scorso agosto, a Parma nello specifico sono state sequestrate sei aziende, 54 appartamenti, 78 tra box e magazzini, 16 terreni e sette beni patrimoniali di altro genere. Questi numeri, se da un lato dimostrano la necessità di procedere in tempi rapidi alla assegnazione dei beni per fini pubblici e sociali, dall'altro attestano che la nostra provincia è sempre più un territorio in cui le mafie hanno deciso di investire. L'interesse delle mafie ricade principalmente sul settore immobiliare e su quello finanziario, di conseguenza massima attenzione va posta al lavoro nero nell'edilizia e alle operazioni finanziarie in odore di riciclaggio. Il Comune di Parma, che nel 2014 ha costituito un osservatorio contro le mafie, quali risultati ha raggiunto? Mi pare scarsi, anche in termini di contributi, tenuto conto dell'assenza di attività continuative e di strategie già denunciate dal gruppo consiliare del PD. Credo che su questo fronte convenga impegnarsi di più e in maniera concreta, particolarmente in collaborazione con le sigle sindacali - da sempre sul fronte del contrasto alle mafie - per evitare che, un domani non troppo in là da venire, ci possiamo trovare tutti a piangere sul troppo tempo sprecato senza neppure la forza di reagire.

Direzione Pd, Renzi: "Si chiude un ciclo, sì al congresso con le stesse regole del 2013"

Il segretario: "Dopo il 4 dicembre le lancette della politica sono tornate indietro". Bersani: "Nel partito passaggio serio, vediamo cosa ci tiene assieme". Emiliano: "Necessaria mia candidatura a segreteria". Voto su mozioni contrapposte

di PIERA MATTEUCCI E MONICA RUBINO

ROMA - "Si chiude un ciclo alla guida del Pd". Così Matteo Renzi, alla direzione convocata in via Alibert a Roma, lascia capire che si dimetterà per anticipare il congresso del partito. Che si terrà con le "stesse regole dell'ultima volta", ossia nel 2013, quando Gianni Cuperlo sfidò l'ex premier e l'assise si concluse in due mesi e mezzo. E nella replica afferma: "Ho fiducia nella nostra gente. Penso che un punto vada messo, non io, non noi, ma l'assemblea che è sovrana...Avete chiesto il congresso, venite e facciamo il congresso".

Voto su due mozioni opposte. La direzione si è chiusa con il voto su due opposte mozioni: da un lato quella di maggioranza che convoca l'assemblea per indire subito il congresso, dall'altro quella della minoranza che chiede tempi più lunghi, settembre-ottobre, per il congresso.

Comunicazione di Roberto Ghiretti alla Giunta Pizzarotti sul disagio giovanile a Parma

All’assessore

Laura Rossi

All’assessore

Giovanni Marani

Al Presidente del Consiglio

Marco Vagnozzi

13/02/2017

Oggetto: riscontro rispetto alle iniziative messe in campo da questa amministrazione sul tema del disagio giovanile

Gentile sindaco, gentile giunta, gentili colleghi,

in questi anni in più occasioni mi avete sentito ribadire la necessità di reimpostare la tematica giovanile su basi più solide e concrete: sono stato spesso ignorato e talvolta sbeffeggiato. Il sindaco ricorderà l’aneddoto sui paninari che ci ha gentilmente propinato tempo fa.

Non mi importa, la gente ha osservato e ha saputo giudicare. Nel frattempo i fenomeni di disagio minorile si sono moltiplicati e hanno previsto i gravi fatti di cronaca di cui certamente tutti avrete letto sui quotidiani.
Mi sono preso la briga di andarmi a leggere i documenti relativi ad alcuni progetti come per esempio Teseo, che riguarda il benessere e il disagio a scuola, e mi è stato perfettamente chiaro perché siamo giunti in questa situazione. Una serie di righe di buoni propositi, vaghe e incapaci di definire le linee d’azione da adottare come risposta. Il numero di operatori in classe e per strada sono infinitamente inferiori di numero del necessario e certamente meno visibili nei luoghi del degrado. Le attività in strada organizzate con le società sportive sono ormai pari allo zero, e con esse sono scomparsi anche i momenti di promozione dei valori fondanti dello sport: l’antirazzismo, il coinvolgimento, la voglia di vivere bene.

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