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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Macron mette in guardia l'Europa: "Fermare egoismi, rischio guerra civile europea". Merkel non è d'accordo sulle proposte Francesi

Il presidente francese all'Europarlamento per rilanciare la Ue. Ottanta iniziative in vari ambiti, dalla zona Euro al programma Erasmus, fino alla tassazione dei giganti digitali

BRUXELLES - "Non possiamo far finta di essere in un tempo normale, c'è un dubbio che attraversa molti dei nostri Paesi europei sull'Europa, una sorta di guerra civile europea sta emergendo: stanno venendo a galla i nostri egosimi nazionali e il fascino illiberale". Così il presidente francese Emmanuel Macron si è rivolto oggi ai deputati europei riuniti a Strasburgo con l'obiettivo di mobilitarli attorno alla sua ambizione di "rifondare l'Europa". E' la prima volta di Macron a Strasburgo. "Di fronte all'autoritarismo che ci circonda la risposta non è la democrazia autoritaria ma l'autorità della democrazia", ha detto.

Trattato di Amsterdam che modifica il Trattato sull’Unione Europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi

Trattato di Amsterdam che modifica il Trattato sull’Unione Europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi  Trattato firmato il 2 ottobre 1997 dagli allora 15 Stati membri dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia) ed entrato in vigore il 1° maggio 1999. Perfeziona il disegno istituzionale delineato con il Trattato di Maastricht (➔), contenente una disposizione che invitava gli Stati membri a convocare una Conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione. Nel dicembre 1995, le istituzioni comunitarie avevano presentato le proprie riflessioni al Consiglio europeo di Madrid, che recepiva la volontà di «andare oltre Maastricht». La CIG, incaricata di negoziare il nuovo T., diede inizio ai lavori nel corso del Consiglio europeo di Torino del 29 marzo 1996, per concluderli in occasione del Consiglio europeo informale di Noordwijk del 23 maggio 1997.

Il T. di A. procede alla semplificazione dei trattati precedenti attraverso l’abrogazione delle disposizioni diventate obsolete e la rinumerazione degli articoli. Codifica, inoltre, i valori fondanti dell’Unione, che sono i principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti della persona e delle libertà fondamentali, oltre che dello Stato di diritto (art. 6, par. 1). Dispone, altresì, che la loro violazione da parte di uno Stato membro possa portare alla sospensione dei diritti di voto, finanche di quello in seno al Consiglio.

Padoan lascia in eredità 170 miliardi di maggior debito pubblico

ex Ministro Pier Carlo Padoan

Giuliano Balestreri

I signori del Debito pubblico: nei tre anni della gestione Padoan, il rosso cumulato dallo Stato è cresciuto di 119 miliardi di euro. Ma il peggio deve ancora arrivare. Secondo l’Osservatorio di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, nei prossimi tre anni il debito pubblico crescerà “di ben 55 miliardi in più di quanto sarebbe spiegato dall’andamento del deficit”. Come a dire che l’eccesso di spesa non giustifica il peggioramento dei conti pubblici.

Il ministero dell’Economia ha provato a fare chiarezza spiegando che i 55 miliardi “includono le partite finanziarie, le stime riguardanti la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, la spesa per interessi sugli swap, la spesa per interessi sui Buoni Postali fruttiferi, gli introiti delle aste delle frequenze UMTS (conteggiate nel triennio solo nei dati di competenza)”.

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Una risposta che lascia diversi interrogativi sul reale stato di salute delle finanze pubbliche e che – di certo – complica la vita del prossimo governo. Anche perché in eredità al prossimo governo sono già stati lasciati 26,5 miliardi di clausole di salvaguardia da disinnescare entro il 2019 per evitare l’aumento dell’Iva.

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Il testo della lettera della Bce al Governo italiano

«Caro Primo Ministro». Inizia così la lettera strettamente riservata inviata dalla Bce al Governo italiano datata 5 agosto scorso e firmata dal presidente Jean Claude Trichet e dal futuro numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi. Una missiva dettagliata pubblicata sul Corriere della Sera, in cui la banca centrale europea indica le misure antispeculazione da adottare «con urgenza» dall'Italia per «rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali»: dalle liberalizzazioni alla riforma del mercato del lavoro e delle pensioni alla pubblica amministrazione.

Ecco di seguito il testo della lettera.

«Caro Primo Ministro, 
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori. 
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali. 
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Tirreno Power, 26 rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo

Tutti gli imputati, dirigenti e membri del cda dell'ex centrale a carbone di Vado Ligure, andranno a processo. Lo ha stabilito il giudice di Savona. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale

I dirigenti e i membri del consiglio d’amministrazione di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientalee sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le richieste di rinvio a giudizio di tutti i 26 imputati che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo all’ex centrale a carbone di Vado Ligure, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il Ministero dell’Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

Parma, approvato il reddito comunale: anche il Pd favorevole

Via libera in Consiglio comunale al proveddimento che integra le misure statali e regionali a sostegno della povertà

La delibera del settore welfare che introduce il reddito comunale garantito è stata approvata. Entra così in vigore una delle promesse più consistenti del programma elettorale di Effetto Parma.

La novità emersa dal dibattito che in Consiglio comunale ha portato al voto favorevole è stato il sì del gruppo consiliare del Pd; una apertura di credito che pesa molto più del sì di Roberta Roberti che può considerarsi ormai organica al gruppo consiliare dei pizzarottiani. Astenuti Parma Protagonista e Parma Unita Centristi (che già prima della seduta avevano esposto dubbi sulla delibera), contraria la Lega.

La misura, come aveva chiarito in commissione l'assessora al Welfare Laura Rossi, si propone di "distribuire meglio le risorse a disposizione per arrivare ad aiutare chi è escluso dai sostegni recentemente introdotti a livello nazionale e regionale, cioè Res e Rei. Un contributo continuativo mensile che si basa su un patto tra il servizio che eroga e la persona che riceve: 'ti sostengo tutti i mesi a fronte di un percorso verso l'autonomia lavorativa, linguistica, culturale'. Un approccio più forte rispetto alla pura assistenza. Uno strumento che, dal punto di vista sociale, conta di costruire legami più stringenti".Nel corso del confronto, andato avanti circa quattro ore, è stato approvato un emendamento di Effetto Parma che limita la platea dei beneficiari (escluso ad esempio chi è inserito nei percorsi Sprar) mentre è stato respinto quella della Lega che chiedeva di introdurre un vincolo di residenza di cinque anni per poter beneficiare del reddito.

Cassa Depositi e Prestiti, Di Maio la vuole trasformare in banca ma farle cambiare mestiere non è facile. Questi gli ostacoli

 

L'operazione, se portata a termine, rischia di essere addirittura controproducente per effetto delle stringenti regole comunitarie sugli accantonamenti che le banche sono obbligate a fare in proporzione agli investimenti. Per non parlare del fatto che la trasformazione di Cdp in istituto di credito, fondazioni bancarie permettendo, comporterebbe l'obbligo di separare (e quindi cedere) le attività industriali da quelle bancarie

Una banca pubblica di investimenti sotto il cappello di Cassa Depositi e prestiti. È una promessa di realizzazione davvero difficile quella del leader 5 Stelle Luigi Di Maio  che l’ha fatta con l’idea di superare così la stretta creditizia che soffoca il sistema produttivo delle pmi. Peccato però che l’operazione, se portata a termine, rischi di essere addirittura controproducente per effetto delle stringenti regole comunitarie sugli accantonamenti che le banche sono obbligate a fare in proporzione agli investimenti. Per non parlare del fatto che la trasformazione di Cdp in istituto di credito, fondazioni bancarie permettendo, comporterebbe l’obbligo di separare (e quindi cedere) le attività industriali da quelle bancarie.

Perché lo Stato è responsabile della ludopatia crescente

 Germano Milite 

Capiamo i giocatori perché siamo giocatori”, o ancora “se puoi bluffare te stesso, allora puoi bluffare chiunque”. E poi c’è il volto rassicurante e sornione dell’amatissimo (almeno a Roma) Claudio Amendola, che con tono convinto e smargiasso afferma: “Io sono membro del più grande gruppo di scommesse al mondo” praticamente in loop durante le non poche pause pubblicitarie di Sky.

A queste pubblicità che ci vengono ossessivamente proposte ovunque: tv, pay tv, giornali, radio ed anche testate online, si aggiungono quelle con i vari “Turista per sempre”, “Vinci Casa/Win For Life”, che pure rappresentano oramai una costante nella comunicazione promozionale giornaliera di ogni canale mediatico esistente.

Insomma: se un tempo erano le sigarette a campeggiare su cartelloni, auto da corsa e persino tra le labbra di grandi star che recitavano nei film più famosi, oggi è il gioco d’azzardo a farla da padrone in ogni dove, senza la minima decenza e con la patetica vocina “avanti veloce” che recita: “Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica”.

Ed è ridicolo che questa possibile dipendenza patologica, in realtà sempre più diffusa e strettamente correlata a disoccupazione, precarietà e basso livello di Istruzione, sia citata frettolosamente e sciattamente al termine di questi spot compulsivamente mostrati. A quel punto sembrando quasi una beffa. Come un oste che ti offre continuamente da bere, circondato da pubblicità ammiccanti con vip attaccati alla bottiglia e poi, mentre tracanni il tuo quarto bicchiere, ti dice: “Sì, ma non esagerare che potresti anche ubriacarti”.

LA RICERCA: LUDOPATIA, DISOCCUPAZIONE ED USURA IN UN MIX LETALE

Germania, debito sotto 60% del Pil nel 2019

(ANSA) - ROMA, 7 APR - I conti pubblici della Germania vanno meglio del previsto. Secondo quanto riporta lo Spiegel citando documento del governo, il rapporto debito/Pil dovrebbe scendere sotto la soglia del 60% in anticipo rispetto alle stime, nel 2019 anziché nel 2020. La Germania raggiungerebbe così già dall'anno prossimo l'obiettivo indicato dal patto di stabilità Ue.
    Quest'anno il debito tedesco dovrebbe attestarsi al 61%, per scendete il 58% nel 2019, al 56% nel 2018 e al 53% nel 2021. Il progressivo miglioramento sarebbe legato alle maggiori entrate fiscali e alle minori fragilità del sistema bancario.

MES: 5 MILIARDI L'ANNO PER SALVARE LE BANCHE!

La notizia è di quelle che i giornali inseriscono nei trafiletti, come se fosse acqua. Ma un indebitamento di cinque miliardi all’anno per tre anni, più altri 110 sicuri da corrispondersi a insindacabile giudizio di Monti, più chissà quanti altri dai quali non ci si può in alcun modo sottrarre, se fossi un direttore di giornale io la metterei in prima pagina. Lo so, vi avevo detto che erano tre miliardi all’anno per cinque anni, ma la situazione precipita ed hanno bisogno di soldi subito, dei nostri soldi: per cui hanno stretto i tempi.

Mi riferisco al MES (in inglese ESM), il trattato europeo che eufemisticamente chiamano fondo salva-stati. A gestirlo saranno diciassette super-governatori. Saranno immuni a qualsiasi atto giudiziario e i loro documenti, compresi i loro pc, saranno assolutamente inviolabili. E potranno decidere di chiedere quanti soldi vorranno, di averli nei tempi che vorranno, senza che gli stati aderenti – tra cui l’Italia – possano in alcun modo opporsi. Avevano cominciato con 500 miliardi ma, è notizia di oggisiamo già a 800.

Approvato il bilancio UE 2018: sostegno a giovani, crescita e sicurezza

Per il bilancio del prossimo anno, i deputati hanno previsto un maggiore sostegno per i giovani disoccupati e più finanziamenti per le PMI, i programmi di ricerca e l’Erasmus.

Gli stanziamenti d'impegno per il 2018 ammontano complessivamente a 160,1 miliardi di euro e gli stanziamenti di pagamento a 144,7 miliardi di euro. 

Dopo l’approvazione formale da parte del Consiglio dell’accordo provvisorio sul bilancio 2018, il Parlamento ha approvato il bilancio con 295 voti in favore, 154 voti contrari e 197 astensioni. 

L’atto legislativo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani. 

Video della cerimonia della firma del bilancio UE per il 2018 

Giovani, crescita e occupazione 

Il Parlamento ha eliminato i tagli di 750 milioni di euro operati dal Consiglio nel settore "crescita e occupazione" e garantito all'Iniziativa per l’occupazione giovanile un incremento di 116,7 milioni di euro in stanziamenti d'impegno, portando così il totale a 350 milioni di euro, per aiutare i giovani che cercano lavoro. 

La partecipazione al Fondo Monetario Internazionale: la Constituency italiana

La rappresentanza al FMI: come funziona?

Gli Stati che aderiscono al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale organizzano la propria rappresentanza nel Consiglio di amministrazione attraverso raggruppamenti, o meglio Constituency.
La composizione di questi raggruppamenti viene effettuata sulla base di omogeneità linguistiche, geografiche o di interessi e ogni raggruppamento esprime un Direttore esecutivo.
Il raggruppamento, dei Paesi aderenti al Fondo Monetario Internazionale (FMI) e alla Banca mondiale (BM) che fanno capo all’Italia si è riunito per la prima volta a Roma nei primi giorni di febbraio.
La riunione si è svolta al Palazzo delle Finanze ed è stata guidata dal Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan e dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

I Paesi che aderiscono al raggruppamento dell’Italia al FMI

Ecco come funziona la rivalutazione di Bankitalia

Il suo valore passerà, per legge, da 156mila a 7,5 miliardi di euro. Per alcuni una creazione di denaro dal nulla che è un regalo alle banche. Per altri una mossa che conviene a tutti

Immaginate che la Banca d’Italia valga 156mila euro. Più o meno quanto un monolocale a Milano. Ecco, è su questo paradosso che si gioca una decisione che negli ultimi giorni ha suscitato diverse polemiche, ma le cui ricadute rischiano di essere soffocate, a livello di risonanza mediatica, tra una notizia sulla Boldrini e un’altra su Berlusconi. Alle origini della discordia vi è la legge 5 del 29 gennaio 2014, con la quale vengono rivalutate le quote di partecipazione al capitale sociale di Bankitalia. Così il valore di Banca d’Italia sale da 156mila a 7,5 miliardi di euro, una cifra che sicuramente rappresenta una stima più adeguata del “valore” dell’ente nazionale. Dov’è il problema, allora? Secondo diverse parti politiche (e non), la rivalutazione rappresenterebbe un “regalo” verso le banche private che detengono la maggior parte delle azioni di Bankitalia. E c’è addirittura chi teme che la riforma possa aprire la strada a una privatizzazione dell’istituto nazionale, o alla sua acquisizione da parte di istituti stranieri.

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