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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Nicola Dall'Olio: fallimento UNIECO e ripercussioni su PRU Pasubio


Liquidazione coatta amministrativa Unieco – Ripercussioni per PRU Pasubio e altri comparti urbani

Il sottoscritto consigliere comunale 

PREMESSO:

che con Del. C.C. n. 89 del 22/11/2016 è stato approvato l’integrativo dell’accordo di programma per il Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) denominato Comparto Via Pasubio e sono state contestualmente adottate le conseguenti varianti degli strumenti urbanistici attuativi;

che il soggetto attuatore del menzionato accordo è la “Società Pasubio Sviluppo S.p.A.” nata nel 2012 dall’acquisizione, da parte di REMILIA srl, del pacchetto di quote azionarie detenute dal Comune di Parma nell’allora “STU Pasubio S.p.A.”;

che, come riportato nella citata delibera C.C. 89/2016 la REMILIA Srl è una società soggetta all’attività di direzione e coordinamento del socio “Unieco Società Cooperativa” già azionista, per la quota privata, della “STU Pasubio S.p.A.”;

che “Unieco Società Cooperativa” è dunque l’azionista di controllo della “Società Pasubio Sviluppo S.p.A.” che ha in carico l’attuazione e il completamento del Programma di Riqualificazione Urbana di cui al menzionato accordo di Programma; 

CONSIDERATO:

che, come riportato dalla stampa, a fine marzo il Consiglio di Amministrazione di Unieco ha deliberato l’avvio della procedura per la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa non sussistendo le condizioni per attivare il concordato preventivo;

CHIEDE

La conferma che Gheddafi fu ucciso per il progetto “dinaro d’oro in panafricano”.

Le guerre dell’imperialismo contro i non allineati. La Libia di Gheddafi era una minaccia del sistema occidentale perché voleva rendere indipendente e ricca l’Africa attraverso il dinaro d’oro. Per questo motivo è stato ucciso Muammar Gheddafi e distrutta una nazione. Nicolas Sarkozy arrivò a definire la Libia una “minaccia alla sicurezza finanziaria del mondo”. Comprendi queste parole?

Cosa dicono quei quattro disperati libici, o presunti tali, che manifestavano in giro per l’Europa contro il colonnello Gheddafi? Cosa pensano adesso della distruzione della loro nazione? Sono felici? Sicuramente il colonnello non sarà stato un santo, come tra l’altro non lo è nessun presidente/governatore/politico/ecc… Però manifestare per la distruzione della propria nazione è semplicemente da malati mentali. L’imperialismo, l’occidente tutto è contro la vita. Il Nuovo Ordine Mondiale, a cui la maggioranza non crede, e ci trova pure da ridere, passa attraverso la distruzione e la morte di chi è indipendente. Alla speculazione non interessa una banana della vita della gente. Basta vedere quante guerre sono state causate dal 1900 ad oggi. Non passa giorno che non scoppi una nuova guerra. Eppure dovremmo affogare nel BENESSERE più sfrenato. Ed invece viviamo in un mondo di sofferenza. Anche gli occidentali stessi, che si credono liberi, soffrono ogni giorno sempre più. Siamo tutti sempre più schiavizzati.

Gli occidentali credono di pulirsi la coscienza facendo beneficenza e volontariato. Sono sempre stato contro questi strumenti perché sono dell’idea che ognuno debba essere indipendente. Mi sta bene la solidarietà ma far sentire inferiore gli altri è solo un’altra trovata occidentale che si sentono superiori sempre e comunque.

Elezioni 2017, Parma Unita ci sarà: "Lista a sostegno di Scarpa"

Il fondatore e capogruppo in Consiglio annuncia la presentazione della lista elettorale a fine mese. Sicurezza, lotta al degrado, welfare i punti del programma

"La scelta di sostenere Paolo Scarpa e costruire un progetto comune che superasse le tradizionali divisioni tra schieramenti è risultato vincente. Un anno fa ragionavamo della necessità di unire le forze per costruire un'alternativa all'attuale Amministrazione: questa intuizione è stata capita e premiata dai parmigiani che ci hanno messo nelle condizioni di fare la corsa fino in fondo".

Così Roberto Ghiretti, fondatore e capogruppo di Parma Unita, ha aperto la conferenza stampa in cui ha presentato il punto dei lavori in vista delle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno. Parma Unita dunque presenterà una lista collegata ala candidatura a sindaco di Scarpa.

Elezioni 2017 a Parma, Costi: "Non sarò capolista nel Pd"

Dario Costi, ex candidato sconfitto alle primarie del centro sinistra, non sarà capolista del Pd alle prossime elezioni amministrative di giugno.

L’annuncio arriva con una nota divulgata dopo l’incontro con Paolo Scarpa,avvenuto sabato due aprile che ha sancito, almeno a parole, una tregua alle aspre polemiche delle ultime settimane.

"A nome del gruppo che mi ha sostenuto alle primarie - scrive Costi - ho chiesto e ottenuto un chiarimento nel merito delle richieste di deferimento e degli attacchi personali che ho ricevuto nelle scorse settimane. Ringrazio i presenti all’incontro che hanno riconosciuto la correttezza del nostro operato come io stesso ho fatto nei confronti di Scarpa. È stata così superata una vicenda che ha turbato il clima politico della coalizione e che andava assolutamente chiarita".

Nel confronto con il candidato sindaco Costi precisa di aver "parlato a nome di un gruppo di lavoro con cui ho svolto la campagna di ascolto nella città e che intende continuare a lavorare. Ho rivendicato la correttezza del nostro agire, la passione del nostro impegno e la qualità e del lavoro. Non ho mai chiesto nulla per me. Ho semplicemente chiesto e ottenuto il fondamentale riconoscimento di un ruolo politico collettivo che eserciteremo in futuro negli appuntamenti che ci aspettano".

Paolo Scarpa con Costi avanti insieme

Nel corso di un incontro io e Dario Costi abbiamo chiarito le rispettive posizioni e appianato le asperità che si sono presentate durante il percorso che, dalle Primarie, ci ha condotto al confronto aperto di oggi. Il reciproco riconoscimento dei nostri ruoli, la lealtà e il senso di responsabilità che ci contraddistingue e il lavoro fatto nel corso di una consultazione che ha visto la partecipazione di migliaia di parmigiani, hanno consentito di superare questa fase di incomprensione. Dario Costi ha confermato il suo pieno sostegno per la sfida che mi attende in qualità di Candidato Sindaco, con lo spirito che cì deve uniformare per un impegno disinteressato finalizzato solo al bene della città . E' nostro compito comune avviare un percorso di condivisione di programmi e di idee, che si estenda alla città tutta, e che allarghi gli orizzonti di ascolto e partecipazione, avendo al centro Parma, forti di una rinnovata spinta unitaria. Non contro nessuno ma per un progetto ambizioso di futuro.

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona
di Solange Manfredi  

Premessa
Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie: 
violazioni costituzionali nell'esercizio della politica monetaria; 
attentato agli organi costituzionali; 
La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto; 
Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l'Italia ha perso la tutela dei diritti umani.

Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo. 
Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio. 
Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale. 
E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia
Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione,  è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.

Elezioni 2017 a Parma, Costi: "Attacchi incomprensibili, troppa ostilità"

Le primarie nel Pd, a quanto pare, non sono ancora finite

Continua il teatrino nel Pd di Parma dove, a un mese dall'esito delle primarie, protagonisti diretti e indiretti della consultazione continuano nello stillicidio di prese di posizione, mail e ripicche.

Tutto a pochi giorni dall'avvio ufficiale di una campagna elettorale il cui esito, viste le premesse, rischia di "regalare" al centrosinistra parmigiano un record politico italiano: venti anni di sconfitte consecutive.

Solo questo dovrebbe servire a rinsaldare i ranghi, puntare sui programmi e tentare una scalata comunque difficile.

Invece botta e risposta proseguono ben oltre i normali tempi delle primarie. Il candidato uscito nettamente sconfitto dal voto del 5 marzo, Dario Costi, non si è ancora seduto pubblicamente a fianco del vincitore Paolo Scarpa e viceversa. Imperversano i reciproci comunicati e le bordate anche in Consiglio comunale.

Tramite il suo comitato, Costi sottolinea, a fronte dell'attacco subito dal capogruppo Pd Nicola Dall'Olio, che  "Scarpa, nel rinnovare la sua stima a Dall'Olio, si è limitato a esternare disaccordo, citiamo testualmente, sui toni utilizzati. Così come Dall’Olio, nelle stesse ore, ha ammesso che il problema, semmai, è stato di toni forse troppo accesi. Non nascondiamo la nostra amarezza per la risposta elusiva di Scarpa".

Sulla legge elettorale è finita una commedia

Due buone notizie tutte in una volta per quanti sono in ansia sulla legge elettorale. La prima: cala il sipario sulla commedia del Mattarellum. Il Pd prende finalmente atto che è inutile insistere, nessun altro partito accetterebbe di riportare in auge quel sistema dove va in Parlamento chi arriva primo nel suo collegio, e gli sconfitti si accontentano delle briciole. Il Mattarellum fa orrore a Grillo che teme il condizionamento oscuro di clientele, mafie e poteri forti. Non lo gradisce nemmeno Berlusconi, perché sarebbe letale per Forza Italia. E se si dà retta ai maliziosi, non ci ha creduto fino in fondo nemmeno Renzi. Il quale aveva riproposto quel sistema (in vigore dal 1993 al 2005) ben sapendo che non avrebbe mai ottenuto i voti necessari, specie al Senato. Dunque sarebbe stato semplicemente un modo astuto per impiegare il tempo e andare alle urne nel 2018 con le leggi riscritte dalla Consulta, dandone la colpa agli altri. 

Fortunatamente ieri il Pd ha avuto il buon senso di non impuntarsi. I suoi rappresentanti in Commissione alla Camera si sono arresi all'evidenza dei numeri. Ed ecco la seconda buona, anzi eccellente notizia: la palla adesso passa a Beppe e al Cav. I quali dovranno scoprire le rispettive carte. Invece di limitarsi a dire «non mi piace», avranno l'occasione per spingere avanti soluzioni alternative. Nemmeno potranno sostenere che il tempo non basterebbe più, che siamo in ritardo eccetera, in quanto la riforma elettorale verrà votata in aula a maggio, in teoria nella prima settimana ma forse anche più in là. A disposizione ci sono ancora un paio di mesi. 

L’allarme delle città metropolitane sui conti: “Troppi tagli, non chiudiamo i bilanci”

Gli amministratori locali: “Servono più fondi, in 5 anni tolti 1,1 miliardi”

Restano ancora poche ore per la chiusura dei bilanci delle Città metropolitane, è attesa entro il 31 marzo, ma senza un intervento del governo alcuni enti non riusciranno a rispettare il pareggio di bilancio e a chiudere i conti. Per questo i sindaci metropolitani chiedono all’esecutivo più tempo e risorse, dopo anni di tagli che hanno colpito prima le province e poi gli enti di area vasta che le hanno sostituite, nati nel 2015. In tutto si parla di 1,1 miliardi di euro tagliati dal 2011 allo scorso anno per le 14 città metropolitane, quattro delle quali nelle Regioni a statuto speciale.

Il problema non è solo di instabilità finanziaria, che non permette ulteriori assunzioni oltre che lo svolgimento dei compiti più importanti, come la manutenzione e lo sviluppo delle strade e dell’edilizia scolastica. C’è infatti anche un tema di incertezza sulle funzioni. A due anni dalla loro nascita, le città metropolitane hanno sostituito le province ma in alcune Regioni c’è ancora confusione sulle competenze, un ulteriore aggravio per gli enti a corto di liquidità e di personale, diminuito del 30%. 

Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, incontrerà venerdì pomeriggio il sottosegretario Maria Elena Boschi, per chiedere più tempo e risorse. Quasi metà degli enti non è in grado di chiudere il proprio bilancio in equilibrio entro fine mese e per questo si chiede di spostare il termine alla fine di aprile. Le città metropolitane più in difficoltà sono Roma, Torino, Milano e le tre siciliane, Catania, Messina e Palermo. Decaro chiede uno stanziamento di 100 milioni per permettere di far quadrare i conti, «ma sarà difficilissimo ottenerlo - spiega - visto che litigo ogni giorno su piccole cose e per pochi soldi». 

Riforma del Lavoro Statale, Giorgio Pagliari relatore al Senato

Dopo il fondamentale Decreto Sicurezza, è stato affidato al Senatore Pd Giorgio Pagliari anche il compito di seguire il percorso parlamentare del decreto cosiddetto Statali bis. Il provvedimento, uno dei due Decreti legislativi che compongono la riforma del lavoro statale promossa dal Governo Gentiloni, è stato incardinato oggi nella Commissione Affari costituzionali del Senato. L'esame è iniziato con una approfondita relazione tenuta dal Sen. Pagliari, che nella Commissione Affari Costituzionali riveste anche il ruolo di capogruppo PD.

I decreti legislativi all'esame del Senato introducono importanti novità sul piano della lotta all'assenteismo, rendono più stretta la maglia dei licenziamenti disciplinari, modificano a disciplina di controllo sulle malattie dei lavoratori, con una armonizzazione tra pubblico e privato e contengono misure volte al superamento del precariato nella Pa. In questo senso le misure riguarderanno 50 mila lavoratori con contratti a tempo determinato che hanno alle spalle almeno tre anni di lavoro negli ultimi otto, e riguarderà tutte le amministrazioni pubbliche con la sola esclusione degli enti locali.

Intervento del 28 marzo 2017 di Marco Saba all'assemblea azionisti di Carige sul Bilancio 2016

Carige Banca

Intervento di Marco Saba all’assemblea CARIGE del 28 marzo 2017 sul primo punto all’ordine del giorno (Bilancio 2016)
Risposte scandalose del CDA



inizio “Saluto gli amministratori e gli azionisti presenti ed intervengo, come piccolo azionista, a proposito del bilancio d’esercizio di CARIGE che chiude con una perdita netta di 313,6 milioni di Euro. Rammento che intervenni già nell’assemblea del 2014 contestando che nel bilancio non era presente la voce che indicava il sottostante dei crediti e debiti verso clientela, ovvero la somma del denaro creato durante l’esercizio, e rinnovo tale critica con qualche osservazione in più. Dal 2014 ad oggi sono cambiati gli amministratori della banca ma non è cambiato il sistema di gestione contabile dell’attività bancaria, nonostante quanto emerso a seguito del rapporto di KPMG al primo ministro islandese e le recentissime dichiarazioni della Banca d’Italia, rese alle commissioni finanze di Camera e Senato, a proposito della creazione del denaro e dei depositi da parte delle banche commerciali.

Democrazia e municipalismo, Incontro sull’esperienza di Barcelona en Comú Sabato 1 Aprile 2017, ore 15 Centro studi movimenti – Via Saragat, 33/a, Parma

Quella di Ada Colau, classe 1974, occupante di case divenuta sindaca di Barcellona, è la storia di un’alternativa possibile nel governo delle grandi città europee travolte dalla crisi. Attivista del movimento No Global nei primi anni Duemila, diviene leader riconosciuta nella sua città fondando la Pah (Piattaforma delle vittime dei mutui), movimento sociale apartitico che dal 2011 s’intreccia con gli Indignados e si oppone agli sfratti con picchetti e trattative con le banche.

Il Centro studi movimenti converserà con Enric Bárcena, tra i fondatori e militanti di Barcelona en Comú, dove è anche membro della Commissione internazionale, e con Steven Forti, che verrà a presentare il suo ultimo libro, scritto con Giacomo Russo Spena, Ada Colau, la città in comune. Da occupante di case a sindaca di Barcellona (Alegre, 2016).

SCARPA: ABBANDONARE OGNI POLEMICA PER PROSEGUIRE IL LAVORO INIZIATO CON LE PRIMARIE

La politica si assuma le proprie responsabilità a tutti i livelli, io mi assumerò le mie da candidato sindaco che deve riunire la città in una visione condivisa, senza disperdere il tempo a causa degli screzi dei singoli. È la richiesta formulata con evidenza già dalle Primarie e che assume oggi un carattere di urgenza. Io sono concentrato sul futuro di Parma e quindi non accetterò che mi si tiri per la giacchetta, distraendomi dai temi che interessano la gente di questa città. Questo è un messaggio che trasmetto a tutti, dentro e fuori le mura: questa è una partita che si gioca a Parma, con i parmigiani. Chi corre assieme a me fa una scelta di vita - e mi permetto di dire di stile - che implica l’abbandono di qualunque forma di polemica strumentale più o meno diretta.

Prendo atto con rammarico che comunicazioni riservate siano state passate ai quotidiani per alimentare tensioni, e proprio per questo a Dall'Olio e a Costi dico che è necessario che questa disputa a due abbia immediatamente fine, perché entrambi possano dedicarsi pienamente, con me, alla nostra città, che certamente non comprende le ragioni per le quali è nata questa contrapposizione.

Caos nel Pd di Parma, appelli all'unità dopo la lettera di Dall'Olio

Il capogruppo ribadisce la critiche a Costi ma prova a ricucire. In Consiglio comunale Torregiani lo critica. Serpagli: "Le polemiche ci indeboliscono". Calvano: "Basta casini". Scarpa: "Non tiratemi per la giacchetta. Pensiamo a Parma"

Una lunga serie di appelli all'unità e qualche tirata di orecchie. Il giorno dopo la lettera del capogruppo del Pd Nicola Dall'Olio contro Dario Costi le acque restano agitate ma si prova a stemperare.

"Credo così tanto nell'importanza dell'unità che ho fatto un 'passo di lato', dopo la mia candidatura alle primarie, pur potendo contare su ampi consensi. Dieci giorni fa, di fronte a una palese provocazione nei confronti di Paolo Scarpa, ho ritenuto fosse mio dovere segnalarla ai responsabili del mio partito" scrive Dall'Olio che torna così sulla missiva inviata al partito per censurare l'atteggiamento dell'ex candidato alle primarie.

Pd, Dall'Olio: "Lavoriamo tutti insieme per Parma"

"Credo così tanto nell'importanza dell'unità che ho fatto un 'passo di lato', dopo la mia candidatura alle primarie, pur potendo contare su ampi consensi. Dieci giorni fa, di fronte a una palese provocazione nei confronti di Paolo Scarpa, ho ritenuto fosse mio dovere segnalarla ai responsabili del mio partito". 

Il capogruupo del Pd Nicola Dall'Olio torna sulla lettera inviata al partito per censurare l'atteggiamento dell'ex candidato alle primarie, Dario Costi. Non rinnega la missiva ma cerca di riportare la calma. Nel pomeriggio è atteso anche l'intervento di Paolo Scarpa.

M ail caso rischia di avere ripercussioni senza possibilità di recupero: in Consiglio comunale è il consigliere comunale Franco Torregiani, sostenitore di Costi, ad attaccare Dall'Olio.

Che in una nota così spiega la presa di posizione contro l'architetto: "L'ho fatto con toni forse troppo accesi, ma in modo riservato e non pubblicamente, proprio per evitare inutili polemiche a mezzo stampa. La mia critica di natura politica era sul metodo e non sulla persona.

Nei giorni successivi, anche grazie all'iniziativa di Paolo, il clima si era rasserenato. L'aver reso pubblica proprio adesso quella comunicazione interna, questo sì, dimostra che non tutti hanno a cuore come me l'unità dello schieramento che deve sostenere Scarpa" dice insinuando passaggi alla stampa della missiva 

Dario Costi: “La presenza di Dall’Olio rende veramente difficile una collaborazione positiva e un mio coinvolgimento”

I giornali hanno diffuso la notizia che il 19 marzo il primo alleato di Scarpa e capogruppo del Pd in Consiglio Comunale, Nicola Dall’Olio, ha scritto una lettera contro di me al Presidente della Regione, al segretario regionale del Pd, all’assessore regionale, ai tre parlamentari, ai consiglieri regionali, ai segretari provinciale e cittadino [LINK]

Il sottoscritto non è stato inserito tra i destinatari della comunicazione…. il che non mi pare un segnale di volontà collaborativa e di correttezza.

Ma entriamo nel merito: nella lettera Dall’Olio contesta come “inaudito” e “scorretto” il nostro comunicato stampa di domenica 18 marzo [LINK] nel quale rendevo noto che gli amici che mi hanno sostenuto alle primarie intendevano proseguire il lavoro di approfondimento sul programma per offrire “questo contributo al vincitore delle primarie, se si dimostrerà interessato.” Davvero mettere a disposizione le nostre competenze, la nostra mobilitazione, la nostra passione e le idee raccolte nella campagna di Ascolto è da censurare?

Altre richieste, poi, mi sembrano ancora più incredibili.

Dall’Olio pretende che mi sia tolta l’autonomia di parola e impedito di comunicare con la stampa senza la preventiva autorizzazione del vincitore delle primarie.

Infine chiede il mio deferimento agli Organi di Garanzia inviando l’email anche al Presidente del Collegio (testuale: “Trovo questo modo di comportarsi e di comunicare a mezzo stampa assolutamente scorretto e lo segnalo anche agli organi di garanzia perché facciano le proprie valutazioni. […] Attendo riscontro sulle valutazioni del presidente della commissione dei garanti.”).

Roberto Ghiretti sull'aumento della Tari nel Comune di Parma

Aumento della Tari, Ghiretti: “Sui rifiuti i parmigiani sono stati beffati tre volte”

Se quanto uscito dalla riunione congiunta delle commissioni Bilancio e Ambiente del Comune di Parma sarà confermato potremo davvero dire che i cittadini di Parma sulla questione rifiuti sono stati beffati tre volte. A suo tempo ci fu raccontato che l'apertura dell'inceneritore avrebbe comportato minori costi  in bolletta, alzi la mano chi se ne è accorto!

In seguito il sistema di raccolta con tariffazione puntuale ci è stato sempre venduto come un'opportunità di risparmio per le famiglie più virtuose, salvo che poi alla prova bolletta, l'unica che conta, abbiamo visto tutti che i risparmi erano nell'ordine di qualche euro se va bene.

Adesso, ciliegina sulla torta, arriva un aumento della Tari nell'ordine di 0,76 euro al chilo. Considerato che mediamente una famiglia si stima produca 100 chili all'anno di rifiuti si capisce che a differenza degli impalpabili risparmi che ci hanno fin qui venduto questi aumenti saranno più che consistenti.

Ufficialmente l'aumento è stato giustificato con la necessità di finanziare adeguatamente lo spazzamento delle strade, una questione che solleva il coperchio ad un altro possibile calderone di bugie raccontate in questi cinque anni.

Pd Parma, lettera di Dall'Olio al partito: "Costi scorretto, così non si fa l'unità"

Il capogruppo attacca l'intervento in cui il candidato sconfitto alle primarie diceva di voler tirare dritto

Nonostante le recenti parole spese dal candidato sindaco Paolo Scarpa, nel Pd le acque sono agitate.

Nicola Dall'Olio, capogruppo comunale e sosstenitore di Scarpa alle primarie del 5 marzo, ha inviato lo scorso 19 marzo una lettera a tutto lo stato maggiore del Partito democratico regionale e provinciale. In particolare al presidente della Regione, ai segretari regionale, provinciale e cittadino e, per conoscenza, all'assessore regionale Simona Caselli, ai tre parlamentari e ai consiglieri regionali del territorio, con la quale - riferisce l'agenzia Dire - chiede il deferimento di Dario Costi alle autorità di garanzia delle primarie.

Dall'Olio giudica "inaudito" e "scorretto" il comunicato stampa di Costi del 18 marzo, con cui il candidato sconfitto alle primarie rendeva noto che il gruppo che lo ha sostenuto intende proseguire il lavoro di approfondimento sul programma, nota che si concludeva testualmente: "Offriremo questo contributo al vincitore delle primarie, se si dimostrerà interessato".

Si materializzano così i timori di una difficile convivenza.

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