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La vita sta cambiando pelle

Storia

Storia: Raccolta di articoli, informazioni, racconti di Storia e archeologia. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Commemorazione eccidio Bosco di Corniglio

commemorazione eccidio Bosco di Corniglio

“La mattina del 17 ottobre 1944 una colonna di almeno 150 nemici, giunse a Bosco.

Con una azione di sorpresa riuscì ad eliminare il Comando Unico Operativo della Resistenza del parmense che si trovava all’interno dell’albergo Ghirardini, dove aveva sede.

Sei partigiani caddero durante l’attacco:

Secondo anniversario di Don Tonino Moroni

Don Tonino Moroni Chiostro Annunziata Parma
giovedì 18 2016 cadrà il secondo anniversario della salita al Padre di don Tonino...
Desidero condividere queste immagini, sono due foto dell’ultimo “saluto scout” che don Tonino fece nell’accomiatarsi dai suoi scout di Parma con cui aveva percorso un lungo cammino durante la sua vita terrena. Luigi Vignoli
Don Tonino Moroni 2007

Il 18 agosto 2016 si terrà a Berceto l'annuale commemorazione per don Tonino Moroni, organizzato dal Sindaco Luigi Lucchi.
Programma incontro commemorativo 2016

Programma secondo incontro commemorativo di don Tonino Moroni


A BERCETO - GIOVEDI’ 18 AGOSTO 2016 – RICORDIAMO DON MORONI
 

Giovedì 18 agosto con una semplice cerimonia, ricordiamo Don Moroni, alle ore 18 presso i giardini “Cesare Bartorelli” nella sede Municipale – Berceto.

Un milione di euro per promuovere la Memoria del Novecento

Conoscere la storia del Novecento, del nostro recente passato per non dimenticare ciò che ci ha reso quelli che siamo e per saper affrontare meglio il futuro.

Con un sostegno di un milione di euro da parte della Regione Emilia-Romagna, partono i bandi relativi alla legge sulla Memoria del Novecento, varata nel marzo scorso. Verranno finanziati in particolare progetti di studio, di ricerca, raccolta di testimonianze, iniziative culturali, didattiche e formative sulla memoria e la storia del secolo scorso in Emilia-Romagna. Gli avvisi, destinati a Comuni, Unioni di Comuni, istituzioni, associazioni ed enti morali senza fine di lucro, sono stati pubblicati sul Bollettino della Regione Emilia-Romagna.

L’obiettivo, secondo i contenuti della legge, è quello di valorizzare il patrimonio storico, culturale e politico del secolo passato, in particolare dell’antifascismo e della Resistenza, approfondire la ricerca sullo stragismo e le grandi trasformazioni sociali degli ultimi decenni, oltre a promuovere anche i luoghi della memoria e i percorsi regionali ad essi collegati, all’interno di una più complessiva valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

Vengono infatti sostenuti per la prima volta, i programmi di attività di tutti gli istituti storici regionali associati o collegati alla rete dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, per il triennio 2016-2018.  La scadenza per la presentazione delle richieste di contributo a sostegno di progetti e iniziative per l’anno 2016 è fissata al 20 settembre.

2 AGOSTO 2016 di Albertina Soliani

Un altro anniversario, il trentaseiesimo, ci riporta a quel giorno. Chi c’era ricorda cosa ha fatto quel sabato. Io ero in stazione a Bologna il giorno prima, per un impegno in Regione. La notizia della bomba si accompagnò per me ad un altro dolore: poche ore dopo, verso sera, nei campi di San Prospero di Parma, esplodeva un falciaerba che uccideva Marco Piccinini, un giovane agricoltore padre di famiglia, un cattolico democratico, un caro amico, Presidente del Consiglio di Circolo della scuola che io dirigevo.

Era il 2 agosto del 1980, quando una bomba alla stazione di Bologna straziò molte vite, sconvolse la città, impietrì il Paese. Le coscienze reagirono, reagì la politica, lo stupore prevaleva ancora sulla consapevolezza che la storia italiana era questa, percorsa da strategie contro la democrazia. Che volevano intimorirla. Una catena ininterrotta di delitti, di stragi, di strategie occulte, da quelle mafiose a quelle della P2, dall’assassinio di Aldo Moro alle vittime del terrorismo, metteva a dura prova le istituzioni e la convivenza democratica. Sapevamo che si voleva deviare il corso della storia nata dalla Resistenza. Non sappiamo ancora tutto, sappiamo per certo che la Democrazia è sempre a rischio, che il Fascismo non smette di rinascere e che perciò l’Antifascismo è un valore permanente. Sappiamo che la storia ci chiede di non spezzare mai il filo che ci lega alla Resistenza e ai suoi valori. A decenni di distanza dal cambiamento della storia, sappiamo con maggiore lucidità che la Resistenza ha difeso e custodito la vita, quella presente allora e quella futura, e che ogni volta che la vita viene spezzata l’umanità sente che è chiamata a resistere, nuovamente.

Sodoma e Gomorra: Ricostruzione storica degli eventi

Cosa accadde veramente in quelle citta’? Quale’ e’ il vero messaggio che ci vuole trasmettere il racconto della distruzione di Sodoma e Gomorra accusate di Empieta’?

Che quelle citta’ siano state distrutte dal supremo per punire le pratiche omosessuali e’ una distorsione creata “ad hoc” e non possiede nessuna base storica a favore di tale ipotesi.

Nell’Antico Testamento si narra della distruzione di Sodoma e di Gomorra, Adamar, Zoar e Zeboim (la cosiddetta Pentapoli) ed altre per un numero complessivo di 13 citta’ per opera divina, a causa dell’empietà dei suoi abitanti. Secondo la narrazione biblica le cinque città principali, denominate “città della pianura”, erano situate sulla riva del fiume Giordano, a sud di Canaan. La pianura, che sarebbe quindi situata nella zona a nord del Mar Morto, nella Genesi viene paragonata al giardino dell’Eden

La distruzione di Sodoma e Gomorra è narrata in Genesi 19

FRANKLIN DELANO ROOSEVELT E IL NEW DEAL. LA GRANDE DEPRESSIONE

Caratterizzati dall`isolamento degli Stati Uniti sullo scacchiere internazionale, dallo sviluppo della produzione industriale e dei consumi, dal protezionismo, i "ruggenti" anni Venti ebbero drammaticamente fine col crollo borsistico del 1929. Nel 1932, gli Stati Uniti elessero presidente il democratico Franklin Delano Roosevelt, che avviò la ricostruzione dell`economia americana promuovendo con il New Deal (nuovo corso) un vasto piano d`interventi pubblici in campo economico (lavori pubblici, controllo dei prezzi agricoli),nonché lo sviluppo sindacale e dei servizi sociali. Ma nel 1939, sette anni dopo la sua elezione, gli Stati Uniti erano sull`orlo del collasso: il numero di disoccupati raggiungeva sette milioni di unità.

Fonte Link raistoria.rai.it

Buon compleanno laser, l'alleato che ci ha cambiato la vita

E' stato inventato 56 anni fa ed utilizzato nei campi più disparati: dalla lotta contro i tumori sino alle tecnologie più rivoluzionarie al restauro dei monumenti. Presto ci porterà nello spazio e servirà per neutralizzare le minacce terroristiche

di IRENE MARIA SCALISE

E' usato nella chirurgia e nell'elettronica, nel restauro dei monumenti e nelle stampanti. E' il laser, quel raggio di luce capace di cambiare la vita dell'uomo, che oggi compie 56 anni. E ci fa vivere in un mondo migliore. Era infatti il 16 maggio del 1960 quando il visionario scienziatoTheodore Maiman, fisico e ingegnere elettronico statunitense, attivò a Malibu il primo fascio di luce a rubino, sviluppando le teorie di Albert Einstein e del premio Nobel Charles Townes. Così facendo ha cambiato per sempre la realtà delle cose. Definita dall'American Institute of Physics "Una delle più importanti invenzioni dell'ultimo secolo" e dal New York Times "Una delle più versatili innovazioni del 20esimo secolo" la tecnologia laser ha permesso di rivoluzionare le operazioni chirurgiche ma anche i lettori di cd, dvd, stampanti, mouse dei pc, lettori dei codici a barre.
 
Il laser è diventato un nostro fedele compagno quotidiano, secondo un monitoraggio condotto da Quanta System Observatory. E in un futuro ci potrebbe portare molto lontano: lo scienziato della Nasa Philip Lubin ha recentemente dichiarato che, con il perfezionamento della tecnologia laser, l'uomo potrà far viaggiare così velocemente le astronavi da raggiungere la superficie di Marte in un solo mese. Secondo il portale scientifico Space.com invece la propulsione fotonica, ottenuta con il laser, permetterà nel futuro di viaggiare al di fuori del Sistema Solare.
 

1986-2016: trent'anni fa il primo 'ping' che collegò l'Italia a Internet

Il collegamento tra Pisa e Roaring Creek, in Pennsylvania, avvenne intorno alle 18 del 30 aprile. Un passaggio storico che però passò sotto silenzio

Internet in Italia è arrivato dal cielo. Il primo messaggio che ci avrebbe collegato a quella che doveva diventare la grande rete del mondo è partito da Pisa, in via Santa Maria in Via, dove allora c’era la sede di un istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Cnuce. Da lì è passato su un cavo telefonico della Sip (l’attuale Tim) fino alla stazione di Frascati dell’Italcable, la società che gestiva le chiamate internazionali, da dove è stato dirottato al vicino Fucino, in Abruzzo. Qui da un’antenna di Telespazio, ancora oggi in funzione, è stato sparato verso il satellite Intelsat IV, che orbitava sopra l’Atlantico, ed è sceso in picchiata verso la stazione satellitare di Roaring Creek, che la Comsat aveva aperto due anni prima in Pennsylvania. Era il 30 aprile 1986. L’Italia si era collegata a Internet. E non se ne accorse nessuno.

INTERNET DAY Incontro a Pisa con i pionieri della Rete

Il mondo in quei giorni era attonito per la tragedia dell’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, avvenuta quattro giorni. Internet non esisteva nella coscienza collettiva. Non esisteva neanche nel comunicato che qualche giorno dopo, con tutta calma, venne predisposto a Pisa. Si parlava di collegamento di Pisa ad Arpanet, la rete che era nata negli Stati Uniti nell’ottobre del 1969 per collegare i computer di molte università americane.

Ma da allora quella rete si era allargata e grazie ad un protocollo progettato nel 1973 in Silicon Valley da Vint Cerf e Bob Kahn, era diventata Internet: una rete di reti.

Il 25 aprile a Parma.

Parma, 25 aprile 2016. La celebrazione del 71° anniversario della “Liberazione” ha costituito un momento di riflessione e di festa. Si commemora oggi il 25 Aprile, i valori di coloro che hanno combattuto per la libertà e la democrazia del nostro Paese, di chi ha creduto in un’Italia affrancata dal totalitarismo e per questo ha sacrificato la propria vita. La fine della guerra, l’avvio di una nuova stagione per l’Italia sono stati motivo di riflessione in una giornata che ha preso avvio con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Santa Croce, per proseguire, poi, con il corteo che si è formato a barriera D’Azeglio con la partecipazione del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi e gli allievi dell'Istituto comprensivo a indirizzo musicale Sanvitale – Fra Salimbene, con la deposizione delle corone al monumento al Partigiano ed al monumento ai Caduti.

In Piazza hanno portato il loro saluto il sindaco di Parma Federico PizzarottiGianpaolo Serpagli consigliere provinciale con delega alla scuola ed alla viabilità in rappresentanza del presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli, il presidente della Consulta studentesca Tommaso Moroni. L’orazione ufficiale è stata tenuta dal Presidente Nazionale dell'Associazione Mazziniana, professor Mario Di Napoli, su proposta delle Associazioni Partigiane che fanno parte del Comitato del 25 aprile, assieme a Comune e Provincia, e alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti della Giunta Comunale.

La lettera del partigiano Pietro Benedetti ai figli

Pietro Benedetti (Atessa, 29 giugno 1902 – Roma, 29 aprile 1944) prima di essere fucilato scrisse ai figli questa lettera:

" ... Amatevi l'un l'altro, miei cari, amate vostra madre e fate in modo che il vostro amore compensi la mia mancanza. Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il migliore ornamento di chi vive. Dell'amore per l'umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene deve essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate la madrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono i vostri fratelli. Siate umili e disdegnate l'orgoglio; questa fu la religione che seguii nella vita. Forse, se tale è il mio destino, potrò sopravvivere a questa prova; ma se così non può essere io muoio nella certezza che la primavera che tanto io ho atteso brillerà presto anche per voi. E questa speranza mi dà la forza di affrontare serenamente la morte".

Morto Cesare Maldini, aveva 84 anni

Da capitano del Milan alzò al cielo la prima Coppa dei Campioni italiana, a Wembley nel '63. Fu vice di Bearzot ai Mondiali vinti in Spagna nell'82, e tre volte campione d'Europa come tecnico dell'Under 21. Oggi il Milan in campo a Bergamo con il lutto al braccio

È morto all'età di 84 anni Cesare Maldini, difensore e bandiera del Milan (come sarebbe stato poi suo figlio Paolo), ex ct della Nazionale e dell'Under 21. Nato a Trieste il 5 febbraio 1932, ha militato nel Milan dal 1954 al 1966 disputando 347 partite (con 3 gol) e vincendo 4 scudetti, una coppa Latina e, nel 1963, da capitano, alzò nello stadio di Wembley, la prima coppa dei Campioni conquistata dal Milan (e dal calcio italiano) dopo aver battuto il Benfica di Eusebio.

Con la maglia azzurra ha disputato 14 partite, tra cui 2 nel Mondiale del 1962 in Cile. È stato anche capitano della Nazionale, nella stagione 1962-63. Da allenatore portò il Parma dalla C1 alla B, dopo essere stato il vice di Nereo Rocco al Milan e dopo aver guidato il Foggia e la Ternana. Nel 1980 diventa vice di Enzo Bearzot in Nazionale, carica che ricopre quando, nell'82, l'Italia vince i Mondiali in Spagna

ADDIO A CESARE MALDINI: NEL ’79 PORTO’ IL PARMA IN SERIE B

Si è spento questa notte Cesare Maldini, noto per una carriera da calciatore prima e da allenatore (e ct) poi. Cesare è stata una storica ‘bandiera’ del Milan, come poi il figlio Paolo. Nato a Trieste nel 1932, dopo aver esordito a 21 anni con la maglia della Triestina, è passato al Milan e con i rossoneri da difensore ha giocato fino al 1966. Tre anni prima, nel 1963, quando in panchina c’era Nereo Rocco, ha sollevato la Coppa dei Campioni. Con i rossoneri ha vinto anche quattro scudetti. Dal 1967, conclusa la carriera da calciatore, diventa allenatore: prima al Milan come vice di Nereo Rocco per tre stagioni, poi al Foggia, alla Ternana e quindi con il Parma.

I crociati, guidati da Maldini (subentrato a Landoni), nella stagione 1978-79 conquistarono la promozione in Serie B dopo lo spareggio con la Triestina. In quella squadra giocava anche un giovanissimo Carletto Ancelotti, che fu poi ceduto alla Roma. Ecco la formazione che, guidata da Maldini, vinse quello spareggio giocato allo Stadio Romeo Menti di Vicenza: Boranga, Caneo, Baldoni, Colonnelli (dal 72′ Toscani), Agretti, Battisodo, Scarpa, Mongardi, Bonci, Ancelotti, Torresani. I crociati passarono in vantaggio con Scarpa, si fecero raggiungere da una rete di Panozzo e poi nei supplementari strapparono la promozione grazie ad una doppietta di Ancelotti.

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