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Città del Vaticano

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Ior, Cipriani e Tulli condannati dal Tribunale vaticano

«Mala gestione», dovranno risarcire i danni. Il direttore e il suo vice si erano dimessi nel 2013. L’istituto: volontà di perseguire qualsiasi cattiva condotta intrapresa a nostro danno

L’ex direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, e il suo vice, Massimo Tulli, sono stati condannati dal Tribunale del Vaticano. Il promotore di giustizia aveva preannunciato sabato scorso che era «di imminente pubblicazione» la sentenza relativa a «dirigenti apicali dell’Istituto per le Opere di Religione, citati per mala gestio e conseguenti danni da investimenti finanziari altamente onerosi per l’Istituto». E oggi è arrivata la sentenza con tanto di ingiunzione a «risarcire lo Ior dei danni emersi».  

La condanna dei due ex dirigenti dello Ior – dimessisi nel luglio del 2013 e condannati in una distinta vicenda dalla giustizia italiana lo scorso febbraio – conferma «la volontà dello Ior - si legge in una nota dell’Istituto che ha sede nel torrione Niccolò V, diramata in serata dalla Sala Stampa vaticana - di perseguire attraverso procedimenti giudiziari qualsiasi cattiva condotta intrapresa a suo danno, non importa dove e da parte di chi».   

«Con decisione pubblicata quest’oggi, il Tribunale civile dello Stato della Città del Vaticano ha riconosciuto due ex dirigenti di lungo corso dello Ior responsabili di mala gestione», rende noto l’Istituto. «La Corte ha ordinato loro di risarcire lo Ior dei danni emersi. La decisione della Corte è il risultato della causa civile avviata dallo Ior nel settembre 2014 attraverso un’approfondita ispezione degli investimenti finanziari intrapresi dall’Istituto nella prima metà del 2013».   

20 giugno. Papa Francesco sulle tombe di don Mazzolari e don Milani: il programma

Annunciata la visita del Papa a Bozzolo e Barbiana. Ecco il programma.

Papa Francesco sarà a Bozzolo e Barbiana, per pregare davanti sulle tombe di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, il 20 giugno prossimo.

A conclusione dell’Eucaristia celebrata a Bozzolo ieri, domenica 23 aprile, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti in occasione del 58° anniversario della morte di don Primo Mazzolari, il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni ha annunciato che il Papa ha "espresso il desiderio di recarsi in forma riservata e non ufficiale a pregare presso la tomba di don Mazzolari, nella chiesa parrocchiale di Bozzolo”. Lo si legge in una nota della curia diocesana, in cui si precisa che la visita è prevista nella mattinata di martedì 20 giugno.

Monsignor Napolioni “ha espresso la gioia sua personale e dell’intera comunità diocesana per l’annuncio inatteso, sottolineando come la visita che il Papa ha deciso di compiere nella nostra Chiesa particolare ancora una volta confermi la speciale sintonia di pensiero e di cuore con la testimonianza profetica di questo nostro sacerdote, ancora oggi parola eloquente per tutta la Chiesa”. Al momento non sono stati resi noti i dettagli della visita.

Via Crucis, Papa Francesco: "Vergogna per sangue innocente di donne, bambini, migranti"

Così il Pontefice ha concluso la celebrazione al Colosseo, aggiungendo: "Vergogna per tutte le volte che noi vescovi e sacerdoti abbiamo ferito la Chiesa"

ROMA - "Vergogna per tutte le immagini di devastazioni, di distruzioni e di naufragio che sono diventate ordinarie nella nostra vita. Vergogna per il sangue innocente che quotidianamente viene versato di donne, di bambini, di immigrati e di persone perseguitate per il colore della loro pelle oppure per la loro appartenenza etnica e sociale e per la loro fede in Te". E' quasi un grido, pur con voce trattenuta e accorata, quello che papa Francesco lancia dalla sua postazione a ridosso del Colosseo, a conclusione del tradizionale rito della Via Crucis, davanti a circa ventimila fedeli.

"Vergogna - dice ancora - per il nostro silenzio dinanzi alle ingiustizie; per le nostre mani pigre nel dare e avide nello strappare e nel conquistare; per la nostra voce squillante nel difendere i nostri interessi e timida nel parlare di quelle dell'altrui; per i nostri piedi veloci sulla via del male e paralizzati su quella del bene". E nella sua invocazione ce n'è, con voce anche qui accorata, per i troppi scandali nella Chiesa. "Vergogna per tutte le volte che noi Vescovi, Sacerdoti, consacrati e consacrate abbiamo scandalizzato e ferito il tuo corpo, la Chiesa; e abbiamo dimenticato il nostro primo amore, il nostro primo entusiasmo e la nostra totale disponibilità, lasciando arrugginire il nostro cuore e la nostra consacrazione", afferma.

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO 

(2010/C 28/05)

L’UNIONE EUROPEA, rappresentata dalla Commissione europea e dalla Repubblica italiana,

e

LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO, rappresentato dalla Santa Sede ai sensi dell’articolo 3 del trattato del Laterano,

considerando quanto segue:

(1) Il 1 o gennaio 1999 l’euro ha sostituito la moneta di ciascuno Stato membro partecipante alla terza fase dell’Unione economica e monetaria, tra cui l’Italia, ai sensi al regolamento (CE) n. 974/98 del Consiglio, del 3 maggio 1998.

(2) Prima dell’introduzione dell’euro l’Italia e lo Stato della Città del Vaticano erano uniti da accordi bilaterali in materia monetaria, in particolare la convenzione monetaria tra la Repubblica italiana e lo Stato della Città del Vaticano, conclusa il 3 dicembre 1991.

(3) Nella dichiarazione n. 6 allegata all’atto finale del trattato sull’Unione europea si dichiara che la Comunità deve facilitare la rinegoziazione degli accordi vigenti con lo Stato della Città del Vaticano che risultasse necessaria a seguito dell’introduzione della moneta unica.

(4) Il 29 dicembre 2000 la Comunità europea rappresentata dalla Repubblica italiana in associazione con la Commissione e la BCE ha concluso una convenzione monetaria con lo Stato della Città del Vaticano.

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO 

 

(2010/C 28/05)

L’UNIONE EUROPEA, rappresentata dalla Commissione europea e dalla Repubblica italiana,

e

LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO, rappresentato dalla Santa Sede ai sensi dell’articolo 3 del trattato del Laterano,

considerando quanto segue:

(1) Il 1 o gennaio 1999 l’euro ha sostituito la moneta di ciascuno Stato membro partecipante alla terza fase dell’Unione economica e monetaria, tra cui l’Italia, ai sensi al regolamento (CE) n. 974/98 del Consiglio, del 3 maggio 1998.

(2) Prima dell’introduzione dell’euro l’Italia e lo Stato della Città del Vaticano erano uniti da accordi bilaterali in materia monetaria, in particolare la convenzione monetaria tra la Repubblica italiana e lo Stato della Città del Vaticano, conclusa il 3 dicembre 1991.

(3) Nella dichiarazione n. 6 allegata all’atto finale del trattato sull’Unione europea si dichiara che la Comunità deve facilitare la rinegoziazione degli accordi vigenti con lo Stato della Città del Vaticano che risultasse necessaria a seguito dell’introduzione della moneta unica.

(4) Il 29 dicembre 2000 la Comunità europea rappresentata dalla Repubblica italiana in associazione con la Commissione e la BCE ha concluso una convenzione monetaria con lo Stato della Città del Vaticano.

Papa Francesco ai media: "Disinformare è coprofilia. E la gente tende alla coprofagia"

Il "forte" monito del Pontefice in un'intervista al settimanale belga Tertio. "Possono essere usati per calunniare, sporcare la gente, soprattutto in politica. Questo è peccato e fa male. Dire solo una parte della verità è disinformare. Perché l'ascoltatore o il telespettatore non può farsi un giudizio serio"

CITTA' DEL VATICANO - Disinformare, calunniare gli avversari politici, sporcare la gente, è "peccato", i media devono essere "limpidi e trasparenti" e non devono "cadere nella malattia della coprofilia". E' il monito lanciato da Papa Francesco ai mezzi d'informazione in un'intervista al settimanale cattolico belga Tertio, nel corso della quale il Pontefice ha usato termini davvero "forti" per rendere al massimo l'idea del danno che la disinformazione può arrecare all'opinione pubblica. Perché, ha infatti aggiunto Bergoglio, "la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia".

"La disinformazione - spiega il Papa nell'intervista - è probabilmente il danno più grande che può fare un mezzo, perché orienta l'opinione in una direzione, tralasciando l'altra parte della verità". Invece, prosegue Bergoglio, i media devono "essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno".

Migranti, Papa Francesco: "Si salvano le banche non gli uomini. Vergogna, è la bancarotta dell'umanità"

Santo Padre, lei però non dice nulla sul signoraggio che crea il debito pubblico e uccide i popoli del mondo. Perché? LB

Il Pontefice all'incontro con i movimenti popolari internazionali in Vaticano. "Se fallisce una banca appaiono somme scandalose per salvarla mentre il Mediterraneo è diventato un cimitero"

Quella dei rifugiati e dei migranti "è una situazione obbrobriosa, che posso solo descrivere con una parola che mi venne fuori spontaneamente a Lampedusa: vergogna". Papa Francesco torna ad affrontare uno dei temi che più ha a cuore, lo fa con espressioni forti e chiare come "bancarotta dell'umanità" durante l'incontro in Vaticano con i movimenti popolari internazionali e punta l'indice contro "un sistema socio-economico ingiusto e le guerre" che provocano il doloroso sradicamento di tanti dalla loro patria.

Durante il suo discorso Francesco ricorda quando a Lesbo ha potuto "ascoltare da vicino la sofferenza di tante famiglie espulse dalla loro terra per motivi economici o violenze di ogni genere. Folle esiliate, l'ho detto di fronte alle autorità di tutto il mondo, a causa di un sistema socio-economico ingiusto e di guerre che non hanno cercato, che non hanno creato coloro che oggi soffrono il doloroso sradicamento dalla loro patria, ma piuttosto molti di coloro che si rifiutano di riceverli. Faccio mie le parole di mio fratello l'arcivescovo Hieronymos di Grecia: 'chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza, la bancarotta dell'umanità".

IL MARCIO NELLA “BANCA DEL PAPA” che pare arrivi fino alla musica delle guglie del Duomo di Milano prodotta dal faccendiere Gianni Baratta inviato da Caloia

1. IL MARCIO NELLA “BANCA DEL PAPA” SEMBRA NON FINIRE MAI E PORTA DRITTO ALLE BAHAMAS 2. SEQUESTRATI DUE CONTI, PER 16,8 MILIONI DI EURO, ALL’EX PRESIDENTE DELLO IOR, ANGELO CALOIA, E ALL’EX DIRETTORE GENERALE LELIO SCALETTI. I DUE AVREBBERO VENDUTO, PER CENTINAIA DI MILIONI, PRATICAMENTE TUTTO IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELL’ISTITUTO (29 APPARTAMENTI TRA ROMA E MILANO). ALCUNI DI QUESTI SONO STATI ACQUISTATI DA SOCIETÀ REGISTRATE ALLE BAHAMAS, E CONTROLLATE IN PARTE ANCHE DA CALOIA E SCALETTI 3. I DUE, AL COMANDO DELLO IOR PER VENT’ANNI, SI SONO PAPPATI, QUASI 60 MILIONI DI EURO 4. AVVISO AI NAVIGATI: CALOIA NON E’ UN POLITICUCCIO NE’ UNO SGHERRO DI CARMINATI MA UN PRINCIPE DELLA FINANZA CATTOLICA, VECCHIO DEMOCRISTIANO DALLE MILLE RELAZIONI. PROFESSORE ALLA "CATTOLICA", ESPONENTE DI QUELLA “BANDA DEGLI ONESTI” VICINA A GIOVANNI BAZOLI E PRESIDENTE DELLA VENERANDA FABBRICA DEL DUOMO DI MILANO

«PECULATO IN AFFARI IMMOBILIARI» INDAGINE SUGLI EX VERTICI DELLO IOR

M.Antonietta Calabrò per il “Corriere della Sera”

Due conti sequestrati per 16,8 milioni di euro presso lo Ior, che per decenni l’ex presidente Angelo Caloia e l’ex direttore generale Lelio Scaletti hanno amministrato, dopo l’estromissione del vescovo Paul Marcinkus seguita al crac del Banco Ambrosiano.

Milioni che secondo il promotore di giustizia vaticano, Gian Piero Milano, potrebbero essere frutto di peculato dei due che nell’arco di sette anni (2001-2008) e sotto due Papi hanno venduto praticamente tutto il patrimonio immobiliare dell’Istituto per le opere di religione (allo Ior rimane in pratica un solo grande immobile in via della Conciliazione).

Il Vaticano indaga su Angelo Caloia EX PRESEDENTE DELLA BANCA DELLA SANTA SEDE. Ior, il Vaticano indaga su Caloia: peculato su operazioni immobiliari

L’uomo che per vent’anni ha guidato l’istituto dopo Marcinkus. Indagato anche un avvocato. L’ipotesi di reato del Promotore di Giustizia è peculato

di M.Antonietta Calabrò

ROMA - L’ex presidente dello Ior Angelo Caloia e l’ex direttore generale Lello Scaletti sono sotto inchiesta giudiziaria in Vaticano da Parte del Promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, per peculato in relazione ad operazioni immobiliari avvenute nel periodo 2001-2008: si tratta della cessione di 29 immobili che erano posseduti dallo Ior a Roma e a Milano. La notizia arriva all’indomani della denuncia del cardinale George Pell: «Centinaia di milioni di euro di fondi nascosti in Vaticano», ha rivelato lo zar delle finanze della Santa Sede. L’indagine è estesa anche all’avvocato Gabriele Liuzzo, indagato per concorso. Lo ha reso noto padre Federico Lombardi. I conti dei due allo Ior sono stati sequestrati il 27 ottobre 2014: su tali conti ci sarebbero 16 milioni di euro.

Conti correnti sequestrati

Il Papa proclama santa Madre Teresa, la suora dei poveri di Calcutta

Dopo la canonizzazione il pontefice offrirà un pranzo a 1.500 poveri. Menù a base di pizza napoletana

di PAOLO RODARI, FABIO BUTERA e ANDREA GUALTIERI

MADRE TERESA di Calcutta, la suora dei poveri che dedicò una vita ai bisognosi, è santa.  Il Papa ha pronunciato la formula di canonizzazione e iscritto nell'albo dei santi madre Teresa di Calcutta, al secolo: Gonxha Agnes Bojaxhiu (1910-1997), affinchè "il mondo intero possa contemplarla". Bergoglio ha letto la formula in latino e subito dopo c'è stato un applauso da parte dei fedeli, in una piazza San Pietro gremita.

Madre Teresa, attesi oltre centomila fedeli: piano di sicurezza per la canonizzazione

Domenica papa Francesco presiede la cerimonia. In arrivo delegazioni ufficiali da 15 nazioni. Piano straordinario per i controlli: mobilitati tremila agenti. Divieto di sorvolo su tutta l'area di San Pietro

di ANDREA GUALTIERI

CITTÀ DEL VATICANO - È uno degli eventi più attesi del Giubileo. Ed è anche l'ultimo passaggio del percorso ecclesiale di Madre Teresa di Calcutta, una delle figure più note nella storia del cattolicesimo del Novecento. Domenica, in piazza San Pietro, ci saranno delegazioni di 15 Paesi del mondo per rendere omaggio alla suora dei poveri, la donna che si definiva una "matita nelle mani di Dio" e che ora diventa santa. Greg Burke, che ha preso il posto di padre Federico Lombardi alla guida della Sala stampa vaticana, ha annunciato oggi che sono già centomila i biglietti gratuiti distribuiti ai fedeli per assistere alla cerimonia in programma alle 10,30 davanti alla basilica vaticana. Ma ai pellegrini registrati si aggiungeranno quelli che confluiranno fuori dai settori predisposti in piazza San Pietro. Quanti se ne prevedono? Burke non si sbilancia.

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