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La vita sta cambiando pelle

“Les Jolies Choses” romanzo di Virginie Despentes

Les Jolies Choses di Virginie Despenses

Francesca Avanzini

“Les Jolies Choses” è un romanzo del 1988 di Virginie Despentes, mai tradotto in italiano, dal quale è stato tratto un film con Marion Cotillard, anche questo mai circolato in Italia, mentre “Baise-moi-Scopami”, tratto dall’omonimo romanzo, sempre della Despentes, ha avuto una qualche distribuzione in Italia e un successo anche di scandalo.

“Les Jolies Choses” è un’altra storia nera e trucida, a volte al limite del porno, infarcita di gergo giovanile, che narra vicende di degradazione ed emarginazione. E se per metà o più del libro il giudizio rimane sospeso-dopodiché vira decisamente al positivo- una cosa bisogna riconoscere alla Despentes fin dall’inizio: è una narratrice di grande talento, sa come tirare dentro per i capelli il lettore in una storia e tenercelo inchiodato fino alla fine.

Claudine e Pauline sono due gemelle, messe l’una contro l’altra, come spesso succede, dall’inclinazione patriarcale della società. Una ha poca intelligenza e molto corpo che è largamente disposta a usare per arrivare, l’altra è schiva e talentuosa, convinta di essere brutta. In realtà le gemelle rappresentano due aspetti della psiche femminile, la tendenza a seguire il mondo e le sue leggi, giocandosi esclusivamente come corpo per ottenere un qualche potere-unico messaggio d’altronde che i maschi possano capire- e la tendenza all’ideale. Cordelia contro Gonerilla e Regana, voilà.

La spaccatura è tra “ceux qui s’en profitent”, mettendo il proprio utile al primo posto e  commettendo qualsiasi bassezza per un posto al sole, e chi agisce secondo etica e grazia.

Il sottobosco dello spettacolo, parigino nella fattispecie-ma il recente caso Weinstein ci ricorda che tutto il mondo è paese-è tappa obbligata, il girone degli inferi per chi abbia qualche ambizione di essere proiettato alle stelle. Ogni tanto dal fango nasce un’unica, perfetta rosa, per citare Dorothy Parker, e allora il successo scusa e assolve qualunque compromesso fatto per raggiungerlo. L’ambiente delle produzioni discografiche, coi suoi tycoon e il demi-monde che ci gira attorno, è descritto senza sconti, al pari di tutti i personaggi.

Proprio dai detriti del mondo di prima, dal crollo di ogni morale, doppia morale e valore borghese, è forse possibile costruire un mondo nuovo, crudo, certo, ma più vero. Un mondo a misura di femmina dove, con una strizzata d’occhio ironica, i ruoli si ribaltano, e l’eroe romantico votato all’amore è il maschio che sogna la sua Principessa Azzurra.

Quanto a ciò che fa pendere il giudizio dalla parte del positivo, è che non ci sono compiacimenti nel narrare una storia scabrosa. Tutto è funzionale, forse riflesso di una autobiografia dolorosa. La Despentes è voce originale e fuori dal coro, genuinamente dalla parte degli esclusi. La Francia le sta tributando il meritato riconoscimento anche chiamandola, ultimamente, quale membro del premio Goncourt.

I libri della Despentes sono pubblicati in Italia da Einaudi.

Francesca Avanzini

Les Jolies Choses, Grasset, pp. 308, € 7,30

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