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19.4.2017 PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Giulietto Chiesa Glauco Benigni e Paolo Desantis da sinistra: Chiesa, Benigni, Massimo Leopardi da sinistra: Chiesa, Benigni, Sergio Bellucci Presentazione Wac: Dora e Glauco Benigni

19.4.2017 PRESENTAZIONE DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Grande soddisfazione del gruppo dei fondatori per la numerosa partecipazione di pubblico e di qualificati interventi alla presentazione di WAC Glauco Benigni (presidente), Giulietto Chiesa (consigliere), Sergio Bellucci, Raffaele Barberio, Massimo Leopardi e molti altri.
Dopo alcuni incontri in videoconferenza per porre le basi del progetto e la discussione dello statuto, si è passati quindi all’operazione costitutiva e alla presentazione a palazzo Falletti a Roma trovandosi questa volta di persona. Molti già si conoscevano per frequentazioni in rete, altri per la prima volta avendo così la possibilità di uno scambio di idee e/o di intervento, di conoscenza personale reciproca, stabilire i presupposti di un qualificato confronto.


WAC, infatti, si pone di essere non solo una organizzazione capace di ricoprire un ruolo a difesa degli internauti, ma divenire luogo di incontro e discussione, come suggeriva Sergio Bellucci, un vero "parlamento" di blogger, di operatori della rete, del digitale in cui le diversità si incontrano e si confrontano; dove si aprono dibattiti su differenti argomenti, e in funzione delle complessità – proponeva Giulietto Chiesa- cercheremo di elaborare soluzioni e/o proposte formando team di competenti specifici per risposte argomentate per temi sottoposti alla discussione con valenza approfondita, non superficiale o estemporanea. Siamo aperti a tutti, vogliamo dialogare e far convivere tra noi le diversità di pensiero e di visione. Così recita il Manifesto WAC: "Siamo persone diverse, di paesi diversi, con culture diverse, con storie individuali  diverse, con idee diverse tra di loro, in molti sensi (addirittura/talvolta) contrastanti"... "Il progetto di una Comunità di attivisti del Web non prevede l’annullamento o l’eliminazione di questa (immensa/straordinaria/feconda) somma di diversità".         

intervento di Glauco BENIGNI

Poniamoci la prima domanda fondamentale? “A Chi appartiene Internet?”

Le Fonti ufficiali ci fanno credere che appartiene ai Padroni dei Server, alle Corporation Digitali, alle Società Telefoniche e così via ... perché la Rete l'hanno costruita LORO, ci hanno messo i brevetti, i software gestionali, i motori di ricerca, i social network, lo shopping on line, i famigerati algoritmi etc... OK. Questo è vero però solo in quota parte. Tutto ciò non può e non deve sancire e conferire a pochi il possesso assoluto di un Bene Comune così rilevante. Le piattaforme con dati sensibili personali della collettività non possono essere nelle mani di privati su cui possono speculare per trarne profitti non nell’interesse del cittadino. 

Chi ci ha messo i sogni di un mondo migliore e le aspettative di riscatto sociale? Chi ha investito tempo e denaro per tenersi al passo con la rivoluzione digitale? Chi di fatto costituisce il mercato reale indispensabile all'esistenza del web? Chi ci ha messo la creatività, la cultura dei secoli e secoli, i miliardi e miliardi di testi e video, i blogs, i post, le canzoni, le poesie, la storia? Una conoscenza distribuita in rete come mai prima d’ora.
Non viene mai ricordato ma oggi il 70% del web è fatto da Contenuti Generati dagli Utenti. Chi, grazie alla testimonianza giornaliera e al proprio impegno volontario "non remunerato", ha trasformato un potenziale Mosaico del Tutto nel tempio della contemporaneità?

La risposta è ovvia: Gli UTENTI di INTERNET, bianchi, neri, gialli, cristiani, musulmani, buddisti, etc... E tra costoro brillano gli Attivisti che hanno considerato la Rete come il Campo della Storia e della Geografia in cui sviluppare e misurare la Mente Collettiva che dovrà orientare il Futuro.
Quindi ... se è pur vero che le Infrastrutture non appartengono (ancora) agli Utenti, è vero ancor di più che la Rete appartiene soprattutto agli Utenti, perché senza di NOI non avrebbe ragione di esistere. E' banale ... è una delle tante verità sommerse.

Poniamoci ora la seconda domanda: “Chi rappresenta gli Utenti in questa grande avventura? CHI tratta le norme, le condizioni politiche, le scelte, i modelli economici, i prezzi imposti dalla controparte rappresentata dai Pochi Proprietari delle infrastrutture? Chi conferisce dignità agli eventuali negoziati che sarebbero indispensabili per tracciare una rotta sostenibile?” Risposta: NESSUNO

3 miliardi di utenti Internet che accedono da PC, da Tablet, da Smartphone devono subire i capricci di qualche decina - a dir tanto - di Corporation Digitali. Ormai siamo al punto che ci vogliono imporre ciò che secondo LORO è VERO e secondo LORO è falso. Ci vogliono imporre un Pensiero Unico a colpi di innovazione, intelligenza artificiale, censura e algoritmi. Già ci fanno subire, in accordo con i Governi oligarchici, il controllo occulto di ogni dato che ci riguarda. E questo NON VA BENE.

Qualcuno, un po' ingenuamente, dirà: esistono già rappresentanze della "Società Civile" che interloquiscono con i Padroni del Web. Non è vero! Esistono rappresentanze inventate, sostenute e finanziate dagli stessi Padroni del Web che fanno solo finta di interagire con LORO.
Io li ho visti all'opera nelle sedi internazionali dove si dovrebbe discutere il Governo Globale di Internet e vi posso assicurare che si tratta di rappresentanze fantasma. Non hanno idee autonome, si pronunciano in difesa di Diritti il cui riconoscimento fa comodo solo ai Padroni del Web, non hanno autonomia economica né politica. Vivono di Donazioni che quasi sempre sono finanziamenti occulti in arrivo dalle Corporation attraverso lobbisti spregiudicati.

Ora smentiamo una bufala. Sembrerà strano ma In Italia, checché se ne dica, la situazione dell'informazione generale è migliore di quella di tanti altri Paesi.
Esiste una classifica che afferma il contrario, ma l'unica Fonte di questa sbandierata Classifica è Reporter senza frontiere. Secondo questa ONG: nel 2016 l'Italia è la maglia nera d'Europa, siamo al 77° posto su 180 nel mondo, preceduti da Burkina Faso e Botswana e posizionati tra la Moldavia e il Benin. Sciocchezze. Vere sciocchezze.
RSF si ostina a usare questionari che vengono riempiti da soggetti mantenuti segreti "per motivi di protezione" e che usano una metodologia messa più volte in discussione. La classifica misura pluralismo, indipendenza e autocensura quasi esclusivamente osservando i media mainstream. E allora sì, è vero ... i nostri maggiori editori non sono pluralisti né indipendenti e i loro giornalisti si autocensurano. Ma il WEB italiano non si comporta nello stesso modo. Noi abbiamo, a differenza di altri, una tradizione di controinformazione e cultura antagonista originata nel 1968 e mantenuta in vita negli ultimi 40 anni dalle radio locali.

In Italia esistono decine di migliaia di attivisti: scrivono, fanno video, gestiscono web tv e web radio, fanno circolare canzoni e satira ... sono un esercito di "antagonisti al sistema dei media mainstream", non conformisti, studiosi, plurilingue, analisti attenti alla scena sia nazionale che internazionale ... Se così non fosse, del resto come si potrebbero giustificare alcune recenti mobilitazioni? Da dove trarrebbero linfa i movimenti No Global, No Nato, No al fondo Salva Stati, No alle privatizzazioni liberiste selvagge, NO al TTIP, No al cambio della Costituzione, No al Signoraggio bancario, etc...?
Gli Attivisti italiani nel web sono Tanti. Noi siamo TANTI. Molti di più di quelli che si vuol far credere. Ogni giorno sui blogs e su Youtube, nei Tweets e sulle pagine Fb, compaiono testi e foto e video che spiegano molto bene cosa sta succedendo in Italia e nel Mondo. Mentre i Media sostenuti dalla pubblicità multinazionale si autoimbavagliano e tendono la mano ai loro nuovi tiranni, gli attivisti dell'informazione e della cultura digitale producono contenuti, commenti e opinioni utili alla consapevolezza, indispensabili per alimentare la Resistenza nei confronti dei Padroni dei Parlamenti, degli Eserciti e della Finanza speculativa.

Bene, noi della Web Activists Community stiamo provando a creare una casa comune per questi attivisti, un marchio ombrello, una rappresentanza per tutti gli onesti, ricercatori di verità e coraggiosi interpreti e narratori di fatti e misfatti che altrimenti non verrebbero descritti.

Tra noi ci sono già molti autorevoli esponenti del Giornalismo e della Cultura online e, aspetto questo molto importante, i loro lettori e i loro spettatori oltre a una dimensione di qualità hanno anche una importante dimensione numerica. Ogni giorno i Soci della WAC, tutti insieme, raggiungono con i loro messaggi centinaia di migliaia di utenti unici al giorno e il loro ascolto cumulato mensile ammonta a diversi milioni di umani. E' una audience rilevante e siamo solo all'inizio.
Non ci interessa svendere questa audience a Google and Co, ci interessa metterla a disposizione di cause altamente strategiche.

Abbiamo già sperimentato il lancio di battaglie comuni su parole d'ordine condivise. Tra queste: NO al perfido compenso che Google paga per inserire pubblicità nel nostro lavoro; NO al DDL Gambaro; No alla svendita di Cassa Depositi e Prestiti; Sì al sostegno al PM Michele Ruggiero che ha avuto il coraggio di chiamare in giudizio Standard&Poor; e così via. I Contenuti da Noi prodotti, le news di alcuni Soci in particolare Pandora, vengono ripetute da diverse emittenti tv digitali terrestri e da diverse radio, al punto che la copertura totale del territorio è di fatto assicurata anche via etere. Siamo in grado di fare dirette video streaming su ogni finestra di visibilità a nostra disposizione e di raggiungere milioni di italiani.

Il nostro è un Corteo permanente contro l'illegalità e i soprusi delle Oligarchie dominanti, una Manifestazione incessante che non è ispirata da ideologie né da conflitti di classe. Ognuno mantiene la propria identità e la propria linea editoriale salvo convergere unitariamente nella trattazione di argomenti e temi, torno a dire: utili alla collettività, strategici e condivisi.

I nostri scopi sono:
- la difesa della libertà di espressione e opinione in primis;
- la difesa della dignità del pensiero non conformista;
- la difesa anche legale dei nostri associati,
- l'affermazione di una Rappresentanza che da subito sia in grado di sedersi ai tavoli dove si fanno le norme e che possa negoziare il modo in cui le risorse devono affluire verso la base dei lavoratori del Web per creare economia e ricchezza distribuita.
-dare ai nostri Soci la possibilità di partecipare a progetti in fase di studio che vedono gli attivisti del web a fianco della Piccola e Media Industria nazionale, nel ruolo di promotori di un e-commerce fondato sul consumo di prodotti solo italiani, non inquinanti, sostenibili e il più possibile veicolati a KM Zero. Consapevolezza alimentare per una miglior salute individuale e pubblica.

Se andate sul nostro sito ufficiale www.wac.world potrete leggere lo Statuto e il Manifesto e - se decidete di diventare Soci - potete compilare il Modello di Richiesta e inviarlo alla Segreteria della WAC affinché sia sottoposto all'approvazione del Consiglio. Buon lavoro a Tutte e a Tutti. (Roma 19/04/2017)

Luigi Boschi

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