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ALBENZIO, FERRARI, VIANI: le decisioni del CDA del Regio di Parma in data 18/02/2015

Teatro Regio di Parma


Decisioni del CDA del Regio in data 18/02/1015

Come accade ormai spesso, riguardo alle vicende del Teatro Regio, anche oggi il sito online di parma.repubblica.it pubblica notizie piuttosto inesatte.
e in serata è stato aggiunto il pensiero "illuminato" del Senatore Pagliari, a questo punto non poteva mancare nella notte l'intervento dell'altro avvocato parmigiano Paolo Buzzi (FI), noto alle cronache come ex vicesindaco di Pietro Vignali, però su parmaquotidiano.info 
Ecco invece i fatti in dettaglio:

-L’avvocato Giuseppe Albenzio, componente del CdA del Regio di Parma, ha rassegnato le proprie dimissioni, come lui stesso ha comunicato ai colleghi consiglieri, ritenendo esaurito con la nomina del nuovo Direttore generale un impegno accettato contestualmente all'arrivo di Carlo Fontana, ed espressosi prima nella revisione dello Statuto della Fondazione e poi in un'attenta tutela della piena legittimità di tutti gli atti di governo della Fondazione nel difficile biennio di crisi ormai attraversato e quando si profila augurabilmente una possibilità di rilancio dell'attività del Teatro. La sua uscita, quindi, non ha alcun significato polemico nei confronti delle recenti nomine ed anzi lascia la porta aperta a futuri rapporti sul piano istituzionale in quanto si profila per Albenzio un nuovo impegnativo incarico all’interno dell’Avvocatura di Stato proprio con riferimento all'ambito dei Beni e delle Attività culturali.

-Niente dimissioni invece per il Maestro Luigi Ferrari, che Carlo Fontana aveva voluto accanto a sé e la cui consulenza gestionale e di bilancio, esercitata tramite Aterconsorzio, è semplicemente cessata il 31 dicembre 2014, al concludersi della stessa gestione Fontana. Nell'ultimo mese e mezzo, su richiesta del Sindaco e con specifica attribuzione di incarico a titolo gratuito approvata a suo tempo dal CdA del Regio, Ferrari ha fornito assistenza al Presidente della Fondazione per tutti quegli atti di amministrazione ordinaria necessariamente sottoposti alla sua firma nella transizione dalla gestione  Fontana alla nomina del nuovo Direttore generale. Con la delega dei poteri gestionali assegnata ad Anna Meo dal CdA di ieri, il Presidente è stato sollevato dalla temporanea incombenza esecutiva e il maestro Ferrari, conseguentemente, dall'impegno temporaneamente accettato di assisterlo.

-Quanto poi alla cessazione del rapporto con la signora Tina Viani (direttore di produzione), il 3 febbraio 2015 è giunto a scadenza il contratto biennale di collaborazione, firmato da Carlo Fontana, che ha continuato a tenerla legata al Teatro dopo il suo pensionamento, avvenuto nel 2013. Non essendo stato ancora individuato un sostituto che ne svolgesse le funzioni operative, è stata proposta dal Presidente una proroga dell'incarico che il consigliere Albenzio ha comunicato al Consiglio di ritenere, qualora esercitato in termini onerosi, incompatibile con i termini del Dlgs 90/2014. Si tratta della cosiddetta "legge Badia" che dal luglio dello scorso anno non consente più, a chi è in pensione, di svolgere funzioni dirigenziali o direttive, né di assumere incarichi di consulenza e di ricerca presso la pubblica amministrazione o le società e le istituzioni a partecipazione pubblica. Se il consigliere Albenzio avesse ragione, dunque, per la proroga del rapporto di Tina Viani non ci sarebbe che una soluzione compatibile con la legge: la completa gratuità della prestazione, salvo il rimborso delle spese documentate. Sul punto il CDA non ha deliberato, vedremo quindi come andrà a finire. Questi però sono i fatti.
Quel che ho scritto viene oggi (20/02/2015) confermato dall'Avv. Giuseppe Albenzio nella sua odierna comunicazione: "ribadisco che, d’accordo con il Presidente, ho ritenuto opportuno rimettere il mandato affidatomi nel 2012 perché, da un lato, si è conclusa la fase del passaggio dal vecchio al nuovo assetto istituzionale e statutario della Fondazione che aveva giustificato la mia nomina e, dall’altro lato, mi è sembrato opportuno lasciare il posto in Consiglio ad un rappresentante delle realtà culturali ed imprenditoriali locali che, come auspico, vorranno partecipare attivamente allo sviluppo di questa prestigiosa istituzione”.  E con questo Pagliari viene smentito ancora una volta rispetto a ciò che scrive e va dicendo.
Caro avv. Albenzio anche questo blog aveva sostenuto, a differenza di altri organi di informazione, quanto lei ora asserisce e giustamente ha voluto, nella sua nota rimarcare. Senatore Pagliari cos' è che la spinge a spargere in continuazione menzogne e falsità sostenuto dai condiscendenti amici di parma.repubblica.it? (Parma, 19/02/2015- aggiornato 20/02/2015)

Luigi Boschi

PS:
Se parma.repubblica.it è in attesa delle risposte di Federico Pizzarotti a Mauro Balestrazzi, anche noi del blog siamo ancora in attesa da molto più tempo (12 novembre) sulla verità della bufala smascherata delle dichiarazioni di Chiarot così come la chiarezza sulle falsità prodotte dal Senatore Giorgio Pagliari, sempre pubblicate da parma.repubblica.it 

Perplesso

Come può pensare che la sua sia la verità assoluta? L'unica è che lei sia presente o qualcuno dica la verità solo a lei. Entrambe gravi le risposte  

chi scrive ha il dovere di informarsi

Chi scrive ha il dovere di informarsi prima di pubblicare in funzione del servizio pubblico che svolge... pagato anche da tutti i cittadini attraverso le provvidenze all'editoria che io non ricevo, ma Repubblica sì. Dopo le bufale di parma.repubblica.it sul litigio tra Chiarot e Pizzarotti chi ha fatto chiarezza? Sto ancora aspettando da novembre la risposta sia da parma.repubblica, sia da Giorgio Pagliari.
Lei non solo non si firma e avrei potuto non pubblicarla, ma si permette pure deduzioni fuori luogo. Io mi occupo di comunicazione e informazione dal 1983, con il blog dal 2005, e so di saper fare con scrupolo, correttezza e impegno il mio lavoro... per molti sono ritenuto scomodo, mentre altri mi apprezzano proprio per la franchezza e puntualità informativa spesso documentata. Scrivo dopo aver incrociato diverse informazioni e fonti, rimanendo sempre aggiornato su argomenti particolari di cui voglio essere sempre al corrente. Il Teatro è uno di quelli. Chi mi segue lo sa. E se altri scrivono cose non vere o che mi sembrano strampalate, come ho rilevato pure a Mauro Balestrazzi in alcune circostanze, mi informo e cerco di chiarire e riportare a verità ciò che era stato manipolato, con beneficio di tutti e della città. Non avrò la verità assoluta (come lei scrive, non io), ma mi si contesti nel merito ciò che scrivo, anziché fare considerazioni, mi permetta, senza capo ne coda. Io faccio il mio mestiere e so come farlo. Se lei non crede a me si tenga la variante di parma.repubblica.it o le dà fastidio la mia versione in contrasto rispetto a ciò che scrive parma.repubblica? O pensa sia parma.repubblica ad avere lei sola la verità? Sinceramente non capisco!
Io scrivo nel mio socialblog quel che so e quel che mi pare sia giusto pubblicare. Non mi faccio censurare da chi vorrebbe non scrivessi.
La primogenitura dello scandalo SPIP è stata resa pubblica proprio da questo blog. Così come lo scandalo STT. O la vicenda OTR. Nessuno mi ha mai chiesto come facevo a sapere. Ma ho ricevuto confortanti apprezzamenti e approvazioni. e il tempo mi ha dato sempre ragione. 
Cordiali saluti.
Luigi Boschi 

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