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Alcol da asporto vietato a Torino dal tramonto all’alba. Limiti anche per le consegne

Dopo piazza Vittorio, San Salvario e Vanchiglia, stop esteso a tutta la città

MIRIAM MASSONE PIER FRANCESCO CARACCIOLO

TORINO - Le idee - e le regole - ci sono. Per l’applicazione si entra nel campo della casualità, nel senso che si valuterà «caso per caso», «di volta in volta», «da zona a zona» dove e come vietare il consumo di alcol da asporto, dalle 21 alle 6 del mattino. L’obiettivo è un’estate più «sobria», l’happy end - tra residenti e popolo della movida - al posto dell’happy hour. Questo almeno è ciò che la Giunta chiede al Consiglio: ieri gli assessori, su proposta di Alberto Sacco (commercio) e Roberto Finardi (sicurezza) hanno approvato la modifica al Regolamento della polizia municipale che introduce i nuovi limiti. La «disciplina della notte» non sarà più affidata a un'ordinanza quindi (temporanea, per situazioni di emergenza), come quella dell’anno scorso che vietava gli alcolici da asporto dalle 20 alle 6 a San Salvario, piazza Vittorio e Vanchiglia. «Quell’ordinanza comunque ha avuto successo, seppur parziale - dice Marco Giusta, assessore alle Politiche giovanili - lo confermano i residenti e i dati dell’Arpa». L’evoluzione è questo nuovo articolo, il 44 Ter, che imbriglia i divieti in un Regolamento più rigido, evitando le tante (troppe) interpretazioni che l’estate scorsa hanno innescato tensioni, proteste e pure ricorsi al Tar. 

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Le regole e gli orari  

Dal tramonto all’alba, quindi, non potranno più vendere bevande alcoliche i supermercati, i piccoli negozi, le botteghe, gli artigiani, tutti gli esercizi che somministrano alimenti e bevande da asporto, e pure i rider specializzati nelle consegne a domicilio. Ma non solo: sempre tra le 21 e le 6, sarà impossibile dribblare i divieti servendosi dei distributori automatici: anche per loro vale lo stop. La tolleranza riguarda, invece, l’asporto: «Fino alle 23, se in abbinamento con cibi cotti, gli alcolici potranno essere venduti, o consegnati a domicilio dai fattorini, in quantità congrua agli alimenti ordinati e racchiusi in idonei contenitori» spiegano dal Comune. Curioso sarà valutare la «quantità congrua agli alimenti ordinati». Il sospetto (e il rischio) in questo caso è che qualcuno abbondi in kebab e tranci di pizza per giustificare una richiesta di birre decisamente abbondante, e di fronte a un eventuale contestazione ci si arrovelli sul concetto di «congruo» (per chi? rispetto a cosa?).  

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Tempi e luoghi  

Le nuove regole riguarderanno tutta la città e non solo (più) quindi i tradizionali quartieri della movida, entreranno in vigore a breve, prima dell’estate ma non prima dell’approvazione in Consiglio comunale. E Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8, vorrebbe anticipare i tempi: «Siamo in ritardo rispetto alle problematiche di San Salvario, qui la stagione della movida è già iniziata». Per l’applicazione sarà la Giunta a valutare di volta in volta sulla base delle criticità segnalate da Polizia municipale dalle Circoscrizioni (rumori eccessivi, addensamenti esagerati di persone, ospedali o luoghi sensibili nelle vicinanze). Ad approvare orari e divieti, è Simonetta Chierici, anima storica del Comitato contro la mala movida in piazza Vittorio: «Le 21 sono perfette, perché qui si inizia alle 22, poi la città si sveglia al mattino con le bottiglie di alcolici sparpagliate ovunque, resti di chi si ubriaca e bivacca in strada. Giusto intervenire per risolvere questo problema». 04/05/2018 

Fonte link: lastampa.it

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