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La vita sta cambiando pelle

Alessandro Guardamagna sul sequestro del mega Mall di Baganzola a Parma

Cercasi sindaco disperatamente

L'inchiesta della magistratura di Parma sul super Mall di Baganzola ha posto sotto sequestro il cantiere dei lavori il 20 Ottobre scorso, e indagato l’assessore Alinovi e due dirigenti del comune: Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo. A Maggio qualcuno scrisse che il comune avrebbe dovuto prendere esempio da Legoland per gestire l’ampliamento della pista dell’aeroporto come cargo e la costruzione del mall. Se davvero l’amministrazione Pizzarotti voleva mettere la firma su un progetto di potenziamento dell’aeroporto ad impatto zero e a tutela ambientale garantita, visti i grattacapi che il piano di lavoro presentava a chiunque fosse dotato di un minimo senso logico, c’era sempre Legoland come modello a cui rifarsi. Allungare 1 km di pista che da un lato va a sbattere contro l'autostrada e dall'altro contro la tangenziale, a ridosso di un centro abitato, non sembra una gran trovata, diciamolo. L’invito era da intendersi in senso benevolo, perché l'aeroporto di mattoncini colorati, oltre ad avere un traffico visitatori superiore a quello dei passeggeri che transitano dal Verdi (1 milione e mezzo in Danimarca contro i 70.000 in loco nell'anno in corso), non pone problemi di sicurezza – a differenza del caso di Parma – anche se vicino gli costruisci un mall o il nuovo World Trade Center in Lego. Costruire in Lego notoriamente non richiede neppure permessi particolari, ma solo voglia di fare. L’amministrazione Pizzarotti ha forse preso l’invito troppo alla lettera, perché dalle indagini sembra emergere che il progetto mall non avesse neppure le autorizzazioni necessarie. E per questo il cantiere è sotto sequestro. Ma l'amministrazione prima del 20 Ottobre non aveva sempre detto che era tutto regolare?

Nel frattempo presidente e direttore del vicino aeroporto hanno lanciato un SOS al comune perché la società che gestisce il complesso, Sogeap, ha bisogno di  nuovi fondi, oppure tra un mese potrebbe chiudere i battenti. Il comune di Parma, socio di minoranza che ha sempre creduto nell’importanza strategica di rilanciare l’aeroporto, di soldi finora ne ha dati, ma non si sa esattamente quanti. Fonti del comune dicono 2.5 milioni, Sogeap almeno il doppio. Ma non è questa amministrazione Pizzarotti bis erede di quella che sbandierava di essere "campione della trasparenza" in Italia?

Se a ciò aggiungiamo che i vertici di Sogeap hanno fatto intendere che la pista cargo non la vuole il territorio di Parma, non la vogliono i cittadini, e non sembrano volerla neppure i soci che si sono ben guardati dall'aumentare il capitale sociale entro il 31 ottobre, a questo punto viene da chiedersi chi vuole davvero l'aeroporto cargo?! Visto che sulla carta l'unico investitore  rimasto è la Regione Emilia-Romagna, sembrerebbe che a volerlo sia il presidente ER Stefano Bonaccini... ma dai?!

Di fronte ad un quadro di questo tipo, dove emergono responsabilità dell’amministrazione, uno si aspetterebbe che in consiglio comunale e in commissione consigliare il sindaco si faccia vivo per spiegare e sostenere le scelte fatte, e invece  ultimamente latita, come avvenuto Martedì scorso, cosa che gli era già stata fatta osservare in passato.

Sei anni fa Beppe Grillo dichiarò che prima di aprire l’inceneritore di Parma sarebbero dovuti passar sul cadavere di Pizzarotti, con lui annuente sul palco. Quest’ultimo giurò che avrebbe fatto di tutto per chiuderlo, ma negli anni a seguire Iren ha prosperato e di morti in consiglio comunale non se ne sono visti. Ora la stessa amministrazione, che guidò una crociata inoffensiva per chiudere il forno rimasto legalmente aperto e funzionante, aveva garantito sia l’impegno per sostenere economicamente l’aeroporto, che la legalità dell’iter per aprire il mall. Ebbene dalle parti dell’aeroporto sembra che battano cassa perché i fondi si sono prosciugati, mentre sulla legalità del mall la magistratura ha avuto qualcosa da ridire. Ma se mancano le autorizzazioni su scelte cosi evidenti, alla guida della top ten della trasparenza Parma come ci è finita?  Mah…

Fossi il sindaco – ma anche i cittadini che l’hanno rieletto nel 2017 – mi farei qualche domanda se di fronte a priorità chiave dico una cosa e sempre si realizza il suo esatto contrario. O ho una sfiga esagerata, oppure… non so. Il quadro è quasi comico, se non fosse per il fatto che qui se ci sarà da sostenere risarcimenti per mall e aeroporto – mi sa che prima o poi il sindaco si farà vivo ora che dal Verdi gli hanno lanciato il segnale di continuare a tenere attaccato il tubo dell’ossigeno – mi immagino quali saranno le tasche da cui usciranno i ghelli.

C’è già chi chiede a gran voce le dimissioni del sindaco, però perché si dimetta bisogna prima trovarlo, o sbaglio? Lo si cerca disperatamente per risolvere noti problemi urgenti, prima che ne arrivino di nuovi. Per fortuna che poche settimane fa Pizzarotti aveva dato la ricetta per risolvere i problemi di Roma! Help!!!

Alessandro Guardamagna