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La vita sta cambiando pelle

Armonia da Saloon in Comune a Parma

Marta Segalini

Ricatto tra dirigenti comunali: perché proporre un premio a comportamenti privi di etica?
Cosa bolle in pentola tra i dirigenti nella Amministrazione Pizzarotti?Una faida al TAR da oltre 100.000 euro o una richiesta di assunzione come dirigente a tempo indeterminato.

Da Ubaldi a Vignali a Pizzarotti, c’è sempre di mezzo Marta Segalini la plenipotenziaria dirigente che, dopo Stefania Benecchi (poi passata in STT e sotto inchiesta per diversi reati, non so poi quale sia stato il suo proseguo giudiziario, mi pare abbia avuto un rinvio a giudizio-LINK), gestisce le risorse economiche e finanziarie del Comune di Parma senza aver partecipato ad alcun concorso pubblico.
Non solo, ma ora chiede i danni ai suoi colleghi rei di essere stati assunti senza una adeguata pubblicità del bando, quando lei stessa scrisse il regolamento  in cui si escludeva per i concorsi la pubblicazione sul Guri (Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana); corretta poi dall’Amministrazione commissariale. Oppure vuole dal Sindaco Pizzarotti, in prossima scadenza, l’assunzione in qualità di dirigente a tempo indeterminato. Se questa è la qualità etica dei dirigenti apicali del nostro Comune si capisce la deriva della città.

La storia di questo intrigo dalle origini ai nostri giorni
La dottoressa Segalini (laurea in economia Università di Parma)  nel 1992 era responsabile contabile del Comune di Besenzone (PC) 980 abitanti, 10 dipendenti. Nel ’96 partecipa al concorso pubblico del suo Comune arrivando 5^ in graduatoria.
Quali vere ragioni la inducono nel ’98 ad arrivare dal piacentino? La Segalini nel febbraio del ’98, infatti, si dimette dal Comune di Besenzone  e attraverso l’istituto della mobilità a tempo indeterminato, approda nella futura città cantiere del prossimo sindaco Elvio Ubaldi, la cui Amministrazione voleva passare alla storia, e ci è riuscita (primo sindaco di Parma indagato per banca rotta fraudolenta insieme agli amici amministratori Nando Calestani, Carlo Frateschi, Paolo Buzzi, Andrea Costa, Pietro Gandolfi).
Senza vincere alcun concorso nel marzo ’98 alla Segalini viene riconosciuta la P.O (posizione organizzativa) dell’Ufficio contabilità del personale.
Nel ’99 organizza la stesura del regolamento sui concorsi pubblici (lei che non ne ha mai fatto uno), regolamento che non prevedeva la pubblicazione dei concorsi sul GURI (Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana).
Il regolamento viene quindi, successivamente approvato con delibera di Giunta 1365/2010.
Il Comune di Parma ha iniziato a pubblicare i propri concorsi sul GURI dal 2012 con il Commissario Ciclosi.
Quindi la Segalini era ben consapevole che i bandi di concorso non venivano pubblicati, avendo lei stessa partecipato in prima persona alla stesura del regolamento.  Molti altri Comuni, comunque, non pubblicavano i bandi sul GURI.
Nel 2001, sempre con Ubaldi Sindaco, le viene rinnovata la P. O. ufficio denominato “struttura Amministrativa del personale”.
Nel 2003 la struttura cambia di nuovo nome: “ Gestione rapporti di lavoro”.
Sempre nel 2003 le viene riconosciuta la categoria D3 come funzionario amministrativo.
Nel 2004, ancora con Ubaldi, si cambia di nuovo nome alla struttura: “ Servizio personale” e ottiene la massima valutazione del premio di risultato.
Nel 2007, pare per motivi familiari, lascia il Comune di Parma per il Comune di Fidenza, a svolgere la mansione di contabile paghe personale. Guarda caso troviamo sempre la Segalini nelle “città cantiere”(anche a Fidenza la betoniera per anni girò vorticosamente) e nei Comuni Commissariati. A Fidenza al Sindaco Massimo Tedeschi (PDS/DS) costretto a dimettersi, subentrò il Commissario prefettizio Francesco Russo. Tedeschi, da Sindaco di Salsomaggiore (2006-2011), fu indagato per rapporti con l’ndrangheta (intercettazioni telefoniche con Romolo Villirillo finito in manette nell’operazione Aemilia) [LINK]. A Fidenza, invece, nel 2004 fu poi eletto Sindaco Giuseppe Cerri (Margherita-PD).
Un interessante articolo sul Comune di Fidenza della Gazzetta di Parma in data 27/10/2013 a firma Annarita Cacciamani,[Doc.PDF pag1; DOC PDF pag2] rivela il documento redatto dagli ispettori del Ministero della Finanza pubblica che scoprirono 14 anni di irregolarità sia di Tedeschi che di Cerri. Nel documento sono descritte tutte le innumerevoli irregolarità emerse dall’ispezione amministrativo-contabile. In particolare in materia di personale sono state rilevate “varie illegittimità inerenti ad alcuni incarichi dirigenziali a contratto; illegittimi affidamenti ai direttori generali  e ai segretari comunali protempore delle funzioni proprie dei dirigenti e dei titolari di posizioni organizzative; illegittimità varie in materia di quantificazione del fondo per il trattamento accessorio della dirigenza per gli anni 2009-2012 per un importo complessivo da recuperare di 279.174, 32 euro;  irregolare stipulazione degli accordi contrattuali del personale di comparto; illegittima quantificazione del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività del personale del comparto;  illegittimità inerenti alle progressioni economiche orizzontali effettuate dall’Ente”. “Illegittimità varie in materia di assunzioni a tempo indeterminato”.Illegittimità varie di trattamento economico del Segretario Generale; a queste è da aggiungere un elenco di irregolarità nel bilancio con “un anomalo raggiungimento dell’equilibrio contabile  mediante l’utilizzo  di entrate straordinarie  quali le concessioni edilizie” (utilizzabili solo dopo la riscossione). In questo pieno marasma ispettivo del Comune di Fidenza, nel 2010, previa diffida al Comune di Parma, la Segalini, forse desiderosa di cambiare aria, visto che le irregolarità riguardavano anche l’area personale da lei gestita, gioca il tutto per tutto e  presenta ricorso al TAR difesa dall’avvocato Antonino Cella, in quanto il Comune di Parma ha emesso un bando di concorso per dirigente che non era stato pubblicato sul GURI (proprio lei, che in qualità capo ufficio del servizio personale, quando era a Parma con Ubaldi, aveva sempre eseguito e descritto nel regolamento) e solo dopo l’Amministrazione Commissariale Ciclosi con delibera 391/2012 ne è stata disposta la pubblicazione sul Guri.
Nel ricorso, la Segalini, intima al Comune di Parma di procedere all’espletamento della procedura concorsuale (ossia riaprire, eseguire di nuovo e completare il concorso).
Nel 2012 ritorna a Parma, con incarico a contratto, chiamata da Pizzarotti ex articolo 110 TUEL (Testo Unico Enti Locali), per ricoprire il ruolo di Direttore finanziario, Società Partecipate e Contratti, vista l’esperienza di infrazioni maturata a Fidenza rilevata dagli ispettori Ministeriali.
A questo punto i dirigenti che hanno vinto i concorsi, si sentono insidiati e minacciati da questa “signora”, arrivata da Borgo San Donnino (Fidenza) che fa ricorso contro il regolamento che lei stessa aveva contribuito a redigere e a far approvare durante la reggenza Ubaldi e che solo nel 2012, con il Commissario, fu modificato, inserendo la pubblicazione sul Guri.
Viene da chiedersi, come mai, quali sono le ragioni vere per cui il Sindaco Pizzarotti assume un dirigente a 100.000 euro anno con un contratto quinquennale senza farla recedere dal ricorso presentato dalla Segalini il 27 gennaio 2011 davanti al TAR? Verrebbe meno il rapporto fiduciario tra l’Ente e il Dirigente. Che rapporto di fiducia può esserci, infatti, tra due in conflitto? In particolare per un incarico così delicato attraverso cui si gestisce di fatto tutta la macchina comunale.
Dopo aver assunto la dirigente, Pizzarotti con delibera di Giunta del 17/01/2013 formalizza l’incarico all’avvocato Foschini di Bologna per la difesa del Comune con un costo di 1635,92 euro (poco, rispetto alle parcelle di altri studi legali amministrativi che l’Ente incaricava per la sua difesa in caso di contenzioso),  nei confronti della propria dirigente Marta Segalini che nel febbraio 2013 ripresenta il ricorso con un nuovo legale, avvocato Riboli, che sotituisce il precedente Antonino Cella.
Quali gli obiettivi reali di questo reiterato ricorso?

a)      Far perdere il lavoro a colleghi? (Barani, Signifredi, Raffa)

b)      Una pressione ricattatoria verso l’Amministrazione?

c)      Un vantaggio economico personale ricavato dai suoi colleghi? (Ciò che poi si è rivelato, in parte, come vedremo nel Luglio-Agosto 2016);

d)     Il posto di lavoro a tempo indeterminato compresi i benefici pensionistici?

Dopo la assunzione nel Dicembre 2012 da parte di Pizzarotti con un contratto quinquennale di 500.000 euro complessivi più premi, la dirigente ripresenta ricorso al TAR nel febbraio 2013.
Viene da chiedersi perché il Sindaco al momento della sottoscrizione del cospicuo, forse immeritato contratto, vista la sua storia di Fidenza, se l’era data a gambe levate da quel Comune, non abbia chiesto la recessione o il ritiro del ricorso?
Se vale la regola che i fornitori del Comune non possono avere cause o contenziosi (obbligo della cancellazione dall’albo fornitori), non si capisce perché non debba valere ancor di più per i dirigenti dell’Ente. Quali motivi adduce Pizzarotti a sua discolpa, se non quello di essere connivente con questa dirigente, il suo modo di agire e il suo mondo? Quale l’attrazione fatale? Forse i buoni rapporti con il mondo della cementificazione, dei giri di denaro o per la gestione spericolata del personale rilevata dagli stessi ispettori del Ministero che hanno descritto ingenti irregolarità nel Comune di Fidenza? Qual è il vero interesse per questa dirigente? Perché il Sindaco diviene attore indiretto di questa diatriba tra i dirigenti dell’Ente da lui amministrato malamente e da traditore? La domanda che viene da porsi è: “Chi si doveva pagare oltre la Segalini con questa ingente somma? (circa 1 miliardo di vecchie lire)”. La storia, anche recente, ci insegna che dietro importanti remunerazioni dirigenziali (anche in posizioni non apicali) e loro imposizioni, esiste un intricato sottobosco di affari. Chi l’ha imposta? Tutto sarebbe stato evitabile se Pizzarotti, al momento della ”assunzione al sostanzioso quinquennale” (quando di regola è previsto un contratto biennale o triennale, per una persona che non è mai stata dirigente) avesse dimostrato fermezza e consapevolezza sapendo cosa, quella sua decisione improvvida, avrebbe portato all’interno del Comune. Quando si alimenta il conflitto interno tra dirigenti e si creano i presupposti di discordia si arriva poi, facilmente, a un clima di inefficienza e pure di corruzione. Tutti diventano ricattabili.
Se non c’è lungimiranza tra le doti dell’insipiente Sindaco, almeno quelle della prudenza e del buon senso dovrebbero esserci tra le caratteristiche di un Amministratore che governa una comunità, non il suo condominio.
Ecco quindi cosa accade:
l’avvocato Marcello Mendogni, legale di fiducia di Barani, Signifredi e Raffa, afferma in una sua mail  del 25 ottobre 2013 che l’avvocato Riboli, nuovo legale della Segalini nella novazione del ricorso, sarebbe disposto a chiudere la vicenda a fronte di un versamento alla sua assistita di 100.000 euro + spese legali non trattabili.
Ed ora entra in scena la maschera dell’ipocrisia: il mercato degli incarichi pubblici.
Sentita la Segalini singolarmente dai tre dirigenti coinvolti senza alcuna responsabilità, se non quella di aver vinto regolare concorso, questa attribuisce al suo solo avvocato la responsabilità della richiesta economica. Lei, che non ha mai vinto un concorso, come si evince dal suo curriculum,vuole invece, un posto da dirigente a tempo indeterminato. Per quali reali motivazioni? Da cosa proviene la sua sicumera?
Nella speranza  di trovare un accordo, la Segalini richiede ripetutamentre il rinvio dell’udienza e si arriva così al 2016.
Il TAR nel gennaio 2016 dichiara decaduto questo ricorso, ma concede altri 180 giorni per il rinnovo dell’interesse.
In data 5 luglio un giorno prima della scadenza dei 180 giorni la Segalini ripresenta il ricorso, rivelando la sua vera volontà di trarre da questo procedimento giudiziario un vantaggio personale a discapito delle finanze comunali e/o dei suoi colleghi. Per quale motivo, infatti, i tre colleghi ricattati dovrebbero pagare di tasca propria quando dovrebbe essere considerato un eventuale errore da parte della pubblica amministrazione, in particolare del Sindaco Pizzarotti? A cui potrebbe essere intimato, invece,  un danno erariale.
Il direttore generale Marco Giorgi (250.000 euro anno) in questa seconda parte del “rito-ricatto” Segalini, si fa parte diligente nel consigliare ai dirigenti vessati di pagare, arrivando financo a suggerire loro di contrarre un prestito a lungo termine. Insomma riconoscere un cospicuo premio ai cravattari (tipici personaggi delle città cantiere e delle istituzioni in dissoluzione per pratiche fuori controllo). Dottor Giorgi, la Segalini o la pagate voi (ossia lei e il Sindaco, sborsate 50.000 euro cad), o ve la bevete a tempo indeterminato (con lo stipendio a vostro carico personale).
Per il 21 Dicembre 2016 è prevista l’udienza al TAR di Parma. (Parma, 27/10/2016)

Luigi Boschi  

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