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La vita sta cambiando pelle

ASP Fidenza, incontro a Fontanellato (PR) tra "idioti" istituzionali, lupi, cooperazione e PD

DODICI SINDACI MALATI DI DISTURBO PARANOIDE DA ACCERCHIAMENTO DEMOCRATICO.

di Raffaele Zinelli - Presidente associazione CartaCanta onlus

L'altro ieri sera, mercoledì 11, si è svolta all'ex Ghiacciaia di Fontanellato la prima assemblea pubblica organizzata dal Comitato dei cittadini per la difesa della gestione pubblica della casa protetta Lorenzo Peracchi, assemblea che ha riscontrato una larga partecipazione di cittadini, sia come numero di presenze (circa 120 persone, tra quelle in piedi e quelle sedute sulle 93 sedie a disposizione) che di interventi. Un grande successo per un Comitato appena nato, una grande sconfitta per Domenico Altieri che personalmente invitato, e come lui tutti gli altri Sindaci del Distretto, ha scelto di disertare il faccia a faccia con i suoi cittadini.

Le ragioni del sindaco Altieri a non partecipare a dibattiti pubblici sul welfare e tanto meno a su quello di Fontanellato le conosciamo bene e derivano tutte dal suo pedigree famigliare pieno di timbri della cooperazione, dalla laurea alle prime esperienze “lavorative”, che include anche il fratello Francesco come responsabile della Proges di Costantino.

È per questo che da quando è sindaco di Fontanellato e quindi socio dell'ASP di Fidenza ha giurato a sé stesso e al PD di aver innestato mentalmente la deviazione automatica del welfare al vice-sindaco Trivelloni con delega anche ai Servizi sociali, alla Sanità e all'Ambiente pensando in questo modo di risolvere il suo colossale conflitto di interessi. Tra le altre deleghe Altieri ha tenuto per sé l'Urbanistica e l'Edilizia che insieme a quelle di Trivelloni è tutta pappa alla quale è molto interessata certa cooperazione.

Altieri può essere dunque ritenuto un Sindaco non ostile alla cooperazione e quindi nemmeno alla Proges in cui lavora a testa bassa il fratello Francesco che nell'estate scorsa si è dato un gran daffare per studiare, senza riuscirci, insieme a Legacoop (oggi diretta localmente dal Volta figlio del Direttore dell'area socio-sanitaria dell'Ausl, area in cui è molto attiva la Proges) il modo per ribaltare lo Studio di Fattibilità dell'ASP che dimostrava dati alla mano che l'esternalizzazione dei suoi servizi alle cooperative, tra cui la Proges, avrebbe causato all'Azienda pubblica un buco annuale dai 600 mila euro a 1 milione, buco del quale si sarebbero dovuti far carico i Comuni soci, tra cui anche quello di Fontanellato con la sua casa protetta destinata a Proges. Davvero un bell'intruglio dove la rotativa fognaria di Marxiletti e Costantino si è divertita a spandere letame sull'ASP.

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Comunque, siamo partiti dalla bella serata dell'assemblea a Fontanellato disertata da Altieri e certo è che il suo fido Trivelloni ha mostrato di possedere una bella faccia di tolla perché la sera prima ha affidato a Facebook la spiegazione del suo rifiuto a venire in assemblea e per dei motivi che con il suo dovere istituzionale di ascoltare i suoi cittadini c'entrano ben poco: il primo è che nel mio “Fortino del Welfare” del 24 febbraio gli avrei dato dell'idiota (per carità, non è che mi mancassero i presupposti per scriverlo ma in quel caso ho scritto di lui solo come “assessore-prestanome) e il secondo perché del Comitato «non si conoscono i membri» (e a lui cosa gliene frega) e nemmeno il nome del suo coordinatore (sbagliato, perché come si vede più sopra, la lettera di invito al sindaco Altieri era firmata proprio dal coordinatore del Comitato). Trivelloniii... ma proprio te le tiri.


Il primo spunto di Trivelloni, e cioè l'essersi dato da solo dell'idiota, ci fa però venire a mente quanto scritto da Colin Crouch nel suo saggio “Postdemocrazia” (del quale ringrazio sempre l'amico Tradardi per avermelo segnalato). Scrive Crouch: «Via via che le funzioni dello Stato sono appaltate ai privati, lo Stato comincia a perdere la competenza di fare cose che in precedenza gli riuscivano benissimo; man mano perde addirittura il contatto con le conoscenze necessarie a comprendere il funzionamento di certe attività. E’ costretto dunque a subappaltare ancora di più e a pagare consulenti per farsi dire come fare il suo lavoro. Il governo diventa una sorta di idiota istituzionale, perché le sue mosse sempre mal informate sono anticipate e quindi sminuite dagli scaltri soggetti che agiscono sul mercato. Da questo discende la raccomandazione politica centrale dell'ortodossia economica contemporanea: lo Stato farebbe meglio a non fare nulla, salvo garantire la libertà dei mercati». Difficile negare analogie con l'ASP di Fidenza e il welfare che sogna il PD nazionale e fontanellese.

Evidentemente per darsi pubblicamente dell'idiota anche Trivelloni deve aver letto Colin Crouch, e già questo segnamo un punto a suo favore. Se poi volesse completare l'opera andandosi a leggere anche il saggio di Cyril Northcote Parkinson (il noto studioso della pubblica amministrazione) sulla scala dei poteri nel cui piolo più basso è inciso che “a ciascun posto di responsabilità ossia, in termini meno ipocriti, di potere, sale inevitabilmente un imbecille” e, per brevità, al piolo più alto che “operando dal basso all'alto e nel tempo questa catena del peggio progressivo, da sempre, al vertice della scala dei poteri si trovano i più imbecilli”, il facente funzioni dei fratelli Altieri avrebbe tutto il nostro rispetto e si potrebbe perfino pensare alla sua riabilitazione dalla paranoia prima al “Cardinal Ferrari” poi alla casa protetta Lorenzo Peracchi, e già che ci avviciniamo a Pasqua gli promettiamo un posto convenzionato così non dovrà preoccuparsi degli aumenti che praticherà la Proges sui posti autorizzati.

Tornando alla polemica di queste settimane, secondo tutti i Sindaci del Distretto (veramente commuovente questa reiterata unità d'intenti) sarebbe sfociata, si legge nel loro comunicato del 12 febbraio, in «una violentissima escalation che ha trasceso i normali confini della dialettica politica scadendo nella diffamazione, nell'insulto plateale e nella totale disinformazione» ma, hanno scritto il 12 febbraio, «nessuno può permettersi di accusare dei sindaci eletti dai [pochi] cittadini di essere “mafiosi” al soldo delle cooperative e di qualche oscuro affare condotto sottobanco sulla pelle della gente».

Beh, in effetti, stando solo agli ultimi fatti, a parte l'identità politica con il sindaco-pellegrino Delrio andato a Cutro, l'appartenenza al medesimo partito dell'Orsoni dell'ex sindaco di Venezia, del faccendiere Primo Greganti, del Buzzi dirigente di Legacoop (dell'ex Presidente Poletti) e presidente della cooperativa canaglia 29 Giugno (socia insieme a Gesin – quella di GesinProges - del Consorzio Nazionale Servizi di Bologna) e allo stesso partito dell'onorevole Micaela Campana (quella del “bacio grande capo” a Buzzi e membro della segreteria nazionale del PD con la responsabilità sia del Terzo Settore che del Welfare), a parte queste piccolezze non si possono definire mafiosi i sindaci del Distretto di Fidenza, e infatti nessuno dei “lupi” l'ha mai fatto.


Tuttavia a leggere il post di una fervente cooperatrice della casa protetta di Fontanellato sembra, ripetiamo, sembra, che Massari durante la sua campagna elettorale abbia anticipato agli elettori di una delle cooperative che lavora in ASP la scarpa sinistra e che adesso tocchi a tutti gli altri Sindaci consegnare quella destra e che però adesso non ci siano più i numeri giusti per assicurare a tutti il paio di scarpe promesse. Un bel casino perché come scrive giustamente l'attivista, se lei e colleghi a quel tempo hanno fatto il loro dovere adesso ogni promessa ricevuta (e provata) dai Sindaci è debito.

Anche sull'accusa di «qualche oscuro affare condotto sottobanco» condotto dai Sindaci abbiamo qualche dubbio sulla sua infondatezza e soprattutto se pensiamo alla lettera del 2 aprile 2014 del Commissario prefettizio del Comune di Sissa Trecasali al Presidente del Comitato di Distretto e al Direttore del Distretto di Fidenza nella quale il Commissario avanza senza mezzi termini che «alla luce delle simulazioni proposte peraltro questa amministrazione non può sottacere l'impressione che la scelta delle strutture di volta in volta da internalizzare o esternalizzare sia avvenuta in funzione della salvaguardia della posizione delle cooperative accreditate e non invece con riguardo agli interessi dell'azienda e dei lavoratori pubblici». Una lettera piuttosto pesante, persino l'inossidabile Primo Greganti a quest'ora se la farebbe addosso dalla paura.

A difesa dei Sindaci del Distretto l'unico a scendere in campo è stato il PD di Fontanellato che bello come il sole, senza essersi mai espresso prima pubblicamente sull'ASP, nel volantino del 14 febbraio prima scrive «vorremmo ricordare che la Casa Protetta di Fontanellato è unanimemente riconosciuta come una delle migliori del territorioe questo 'nonostante' la presenza maggioritaria di lavoratori della Cooperativa» e poi subito dopo che «vorremmo ricordare che le scelte riguardanti la casa protetta Peracchi non sono più prese direttamente dal Comune, ma da una società pubblica ASP, in cui il comune di Fontanellato rappresenta il 9,69% e la programmazione viene fatta in Comitato di Distretto dove Fontanellato rappresenta 1/12».

Ma insomma, perché dall'ambiguità del volantino non si capisce bene, Altieri e Trivelloni hanno votato sì o no per l'esternalizzazione dei servizi dell'ASP di Fidenza? A noi sembra di sì perché il loro nome compare in calce sul documento del Comitato di Distretto del 30 giugno 2014, quello dello spezzatino dell'ASP. Davvero un bel modo quello del PD di assumersi la responsabilità politica delle scelte!

Comunque i Sindaci terminano il loro attacco con l'essere «certi che anche tutti i gruppi politici e sindacali sapranno prendere pubblicamente posizione per dissociarsi da affermazioni e parallelismi con il mondo mafioso che non hanno precedenti» e infatti sono ancora lì che aspettano, invano.


Ma queste sono soltanto battute, la realtà è che il PD di Fontanellato e i 12 Sindaci del Distretto sono usciti insieme per la prima volta allo scoperto in difesa di Altieri definendo “lupi” noi, il «manipolo composto da un' Associazione, un Comitato e diversi gruppi politici» e tutti quelli che da due anni si battono per la salvaguardia della gestione pubblica dei servizi alla persona dell'ASP di Fidenza e per la sua stessa sopravvivenza minacciata dalla legge regionale sull'accreditamento e dai suoi stessi Sindaci soci.

Questi signori chiamandoci “lupi” hanno creduto di offenderci (e un po' l'han fatto, accusandoci che ci travestiamo da “agnelli”, ma li perdoniamo, capita a tutti di sbagliare animale, anche noi a volte capita leggendo falsità sulle ASP e sul welfare pubblico di scambiare le autrici per delle troie) e invece ci hanno fatto un grande complimento, perché i lupi a differenza dei Sindaci del Distretto, sono animali sociali, non vanno mai a caccia da soli per sfamare sé stessi, i piccoli e i vecchi, ma ci vanno in branco e infatti in branco hanno conquistato 7 delle 9 RSU in palio all'ASP, azzerando quelle della CISL e lasciandone, solo grazie ai resti, soltanto 2 alla CGIL del pifferaio Paolo D'Agostino, quello della prevalenza pubblica o privata (a seconda di come si sveglia alla mattina).

E queste, a differenza di quelle che hanno eletto Massari consentendogli di prendere il comando dell'ASP di Fidenza, sono state elezioni apertamente democratiche, senza correttivi o alterazioni da “premi” di maggioranza:

- per le RSU su 151 aventi diritto sono andati a votare in 130 (l'86,1%) di cui 97 a favore dell'USB (il 74,6%), il 64,2% sugli aventi diritto;

- per le amministrative di Fidenza su 20.581 sono andati a votare al ballottaggio in 9.982 (il 48,5%) di cui 6.572 a favore di Massari (il 65,8%), il 31,9% sugli aventi diritto (in percentuale la metà dell'USB), che però grazie al premio bulgaro si è preso 10 consiglieri contro i 6 andati alla minoranza;

- per le ultime amministrative regionali, a Fontanellato su 5.611 elettori i votanti sono stati 2.016 (il 35,9%) e in 660 (il 35,2% dei votanti ma l'11,8% sul totale degli aventi diritto) hanno votato per il partito di Altieri e Trivelloni che dunque, con le loro scelte sull'ASP di Fidenza, non hanno portato molta fortuna al PD.

Forse Massari, Altieri e gli altri Sindaci del Distretto prima di pensare di macellare la pubblica ASP avrebbe dovuto ascoltare e confrontarsi con i loro cittadini.

2, 7, 9... ma che bei numeri quelli delle RSU, numeri che corrispondono esattamente ai numeri delle case protette oggi ancora in capo all'ASP di Fidenza: 9 in tutto, di cui 7 ex IPAB più 2 comunali che il PD, Forza Italia e Lega, cioè la crème politica del territorio (e nazionale), vedrebbero volentieri tutte in mano al privato cooperativo e non c'è dubbio che ci hanno provato e se non ci fossero stati i “rigurgiti pubblicistici” (la rancorosa definizione è di Costantino, il datore di lavoro del fratello del sindaco Altieri) dei “lupi”, ci sarebbero andati molto vicino perché l'ipotesi di sole 2 strutture internalizzate (Fidenza e Noceto) su 9 è sempre stata definita come “ipotesi iniziale” fin dal primo Studio di Fattibilità anticipato all'Assemblea dei Soci ASP il 12 giugno 2013, su desiderio di Altieri e della crème politica del Distretto a cui anche l'AUSL del direttore Salati ha dato il suo assenso.

Comunque, oggi il dato di fatto, cer-ti-fi-ca-to, è che il 74,6% dei dipendenti dell'ASP di Fidenza votando USB nelle elezioni delle RSU ha espresso anche il suo NO, grande come una casa, all'esternalizzazione dei servizi alle cooperative e così punendo anche la CGILe la CISL che non hanno voluto difendere neppure la famosa prevalenza pubblica (si accontentavano di un misero 5 a 4) concordata con i Sindaci nell'Assemblea dei Soci del 29 gennaio 2014. Vergogna!

Terranno conto i Sindaci di questo risultato? Certamente sì, sarà difficile per loro ignorarlo se non sono tutti “idioti”, almeno dal punto di vista politico. Questo significa che potranno fare un passo indietro dalla decisione assunta in Comitato di Distretto il 30 giugno dell'estate scorsa? Questo non è affatto scontato, il Partito Democratico non è democratico fino a questo punto altrimenti non avrebbero scelto di farsi guidare da un piazzista come Renzi, uno che se ne fotte anche se il partito perde il 60% dei suoi iscritti. Tuttavia, tornando ai numeri 2, 7 e 9 crediamo che una proposta ragionevole, accettabile, potrebbe essere il 7 a 2 ma però ribaltato rispetto a quello dell'indecente “ipotesi iniziale”, e quindi 7 strutture all'ASP e 2 alle cooperative (Salsomaggiore sicuramente alla Proges e un'altra a Aurora Domus) ma a parità di condizioni di accesso per le famiglie e di trattamento dei lavoratori, altrimenti “indietro tutta!” e via con la totale internalizzazione.

A questo punto resta il problema dei dipendenti delle cooperative che si verrebbero a trovare “in esubero” rispetto alla soluzione del 5,3 a 3,7 per le coop finora prospettata dai Sindaci. Fortunatamente a venirci in aiuto sono stati i 62 lavoratori della Proges che il 6 ottobre scorso in un comunicato hanno scritto: «Vogliamo precisare che ci siamo sempre sentiti liberi di scegliere se continuare a lavorare per la cooperativa o tentare, attraverso i concorsi che comunque sono usciti in questi anni anche a Fidenza!, di passare alle dipendenze del pubblico impiego. Ci teniamo a continuare a lavorare nella nostra cooperativa di cui siamo soci e di cui soprattutto ci sentiamo soci. Proprio per questa libertà, che sempre ci è stata concessa e riconosciuta, non biasimiamo chi tra i nostri colleghi cooperatori ha fatto o farà scelte differenti. Teniamo a precisare quindi che questi sindacati di base non ci rappresentano in alcun modo».

Bene, non è questa una bella notizia? Vuol dire che avremo 62 lavoratori in meno da tutelare e quelli che si troverebbero comunque in esubero nelle coop, a questo punto poche decine di persone, potranno essere assunti dall'ASP tramite un regolare concorso pubblico basato però sulla salvaguardia della continuità assistenziale e relazionale con i malati anziani e quindi rivolto a quei lavoratori del privato che già li accudiscono e vogliono migrare a trattamenti contrattuali migliori. Anche la CGIL di D'Agostino si troverà d'accordo avendo già fatto ricorso allo strumento della salvaguardia dei lavoratori, previsto dalla legge, usato nel concorso per il servizio pubblico della TEP di Parma.

Però su tutto il resto non sappiamo se D'Agostino ha davvero imparato la lezione, a leggere il suo commento al voto sulle RSU all'ASP di Fidenza non lo pare: «Avete dato tanto, e noi abbiamo ricevuto ottimi consensi e qualche segnale». Pazienza, anche per lui un posto (a pagamento dovendoci già far carico di Trivelloni) al “Cardinal Ferrari” della tessera numero 1 del PD c'è sempre.