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Bisfenolo A: il Parlamento europeo chiede di vietarlo nei materiali a contatto con gli alimenti

Beniamino Bonardi

Il 6 ottobre, il Parlamento europeo ha approvato con 346 voti a favore e 239 contrari un emendamento alla risoluzione sui materiali destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. Il documento chiede alla Commissione Ue di vietare l’utilizzo di bisfenolo A (BPA) in tutti i materiali a contatto con il cibo, visto che varie rivalutazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), nell’ultimo decennio, “non hanno efficacemente affrontato tutte le preoccupazioni in materia di salute e che l’Efsa rivaluterà ancora una volta i rischi connessi al BPA nel 2017”. Una settimana dopo la risoluzione del Parlamento europeo, l’Efsa ha diffuso i risultati di due studi condotti sugli animali, che erano inediti al momento della sua ultima valutazione sul rischio del bisfenolo A, pubblicata lo scorso gennaio. L’analisi di questi nuovi studi era stata richiesta dal Ministero della salute dei Paesi Bassi. Secondo l’Efsa, i nuovi dati confermano la precedente conclusione, secondo cui il bisfenolo A potrebbe avere effetti sul sistema immunitario degli animali, ma le evidenze sono troppo limitate per trarre conclusioni per la salute umana.

Nell’ultimo parere di gennaio, l’Efsa ha ridotto la dose giornaliera tollerabile del BPA da 50 a 4 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo, impegnandosi a fare una nuova valutazione nel 2017. Il bisfenolo A è un composto chimico molto impiegato nella plastica per stoviglie riutilizzabili e nei rivestimenti interni delle lattine, oltre ad essere presente nella carta “termica” degli scontrini e delle ricevute fiscali. Il problema è che si tratta di una sostanza chimica classificata come “interferente endocrino” e, secondo gli esperti, i residui possono essere ingeriti attraverso gli alimenti e le bevande o assorbiti attraverso la cute e per inalazione. Nel 2011 l’Europa ha vietato l’uso del plastificante nei biberon, che era la principale fonte di bisfenolo A per i bambini. 

Fonte Link ilfattoalimentare.it 

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