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La vita sta cambiando pelle

Bologna il valzer di nomine Tper, Sab, Caab, Interporto

In primavera scadono i vertici di importanti Spa controllate dal Comune. E col Marconi in Borsa, potrebbe cambiare il Cda guidato da Postacchini

ENRICO MIELE

Interporto, Caab, Tper e, una volta quotato in Borsa, l’aeroporto Marconi. Il valzer di nomine che si ballerà nei prossimi mesi sotto le Due Torri è legato alla scadenza quasi simultanea dei dirigenti di alcune delle più importanti aziende pubbliche della città. Partecipate che gestiscono decine di attività, dai bus ai treni regionali, passando per voli di linea e mercati dell’ortofrutta. In ognuna di queste società il peso di Palazzo d’Accursio è appena salito grazie alla Città Metropolitana (che in dote porta le sue quote).

Il rinnovo principe è quello di Tper, colosso dei trasporti nato dalla fusione nel 2012 di Atc e Fer. Alla guida della società, fin dall’inizio, c’è l’economista Giuseppina Gualtieri. Per lei è il primo mandato in via Saliceto, dove in questi anni ha dovuto gestire il risanamento della società (viste le difficoltà della vecchia Atc), il rinnovo del parco autobus (quelli bolognesi sono tra i più vecchi d’Italia) e la delicata gara per il servizio regionale dei treni. Dal suo tavolo è passata la trattativa con Palazzo d’Accursio per riprendere i cantieri del Crealis, inaugurati in questi giorni, tra le polemiche, in via Rizzoli e Ugo Bassi. Appare perciò difficile che la Gualtieri, impegnata a giocare su tutti questi fronti, si fermi a un solo mandato. Per saperlo si dovrà attendere l’assemblea dei soci, dove tra gli azionisti c’è il Comune di Bologna con il 30,1% (ma con la Città Metropolitana diventa il primo socio). 

Discorso simile per “Mr. Last minute market” Andrea Segrè, al suo primo mandato come presidente Caab. Il conti della società, dopo i patemi finanziari del passato, sono migliorati, anche se resta un maxidebito verso Palazzo d’Accursio. Il 2013 si è chiuso con un piccolo utile di 532mila euro. Col suo arrivo, Segrè ha tirato fuori dal cilindro il progetto Fico che dovrebbe rilanciare anche il mercato ortofrutticolo, con i suoi grossisti che si sposterebbero in spazi più piccoli. Ma l’accordo ancora non c’è e la partita ora è in mano agli avvocati. Anche Segrè appare vicino alla riconferma, visto che lui, assieme al patron Oscar Farinetti, è il volto pubblico del progetto “Eataly World” agli occhi degli investitori. Il dominus è sempre il sindaco Merola, che controlla la società con oltre l’80%.

Più complessa la partita dell’Interporto, più volte messo all’asta ma senza successo dagli enti locali (i privati non si sono mai presentati). L’hub logistico di Bentivoglio ha perso l’ultima volta 263mila euro. A pesare sono soprattutto i debiti con banche, arrivati a 71,9 milioni. Sul destino del presidente Alessandro Ricci pesa anche la sua lunga permanenza al vertice della società: tra mandati ordinari, e proroghe dovute alle aste, è

 lì dal 2004. Per questo, l’ipotesi di un quinto mandato consecutivo appare lontana. A chiudere l’elenco l’aeroporto Marconi, che verrà quotato a Piazza Affari alle porte dell’estate. Iniziato da meno di un anno, il mandato di Enrico Postacchini, in teoria, scade nel 2017. Ma con i privati in maggioranza, effetto diretto dell’entrata in Borsa, gli incarichi di vertice verranno riassegnati (e non è escluso che Postacchini resti un altro giro).

Fonte Link: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/02/05/news/tper_sab_caab_interporto_quattro_super_poltrone_nel_valzer_delle_nomine-106558713/ 

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