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BOZZA DI DECRETO MINACCIA LE FORESTE

Carlo Consiglio

BOZZA DI DECRETO MINACCIA LE FORESTE

L’approvazione, calendarizzata a breve, del decreto legislativo riguardante le “Disposizioni concernenti la revisione e l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali” in attuazione dell’art. 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154, sta suscitando  vivissime proteste fra addetti ai lavori e non solo: forestali, ecologi, botanici, zoologi, geologi, ma anche fra giuristi e medici. E questa approvazione è tanto più assurda se si pensa che 3 dei 4 onorevoli che hanno voluto il decreto (Realacci, Olivero e Sani) NON SONO STATI RIELETTI!

Con questo decreto infatti ancora una volta si vogliono fare soldi sulla pelle dei cittadini, destinando gran parte del nostro patrimonio boschivo alla produzione di biomasse per produzione di energia elettrica. E questo non perché sia di per sé conveniente o per ridurre il consumo di combustibili fossili, ma solo perché l'UE, e quindi l'Italia, ha inserito le biomasse nella categoria delle fonti energetiche rinnovabili. Per l'uso di queste fonti sono previsti sostanziosi contributi che, però, derivano dalla ridistribuzione dei costi sulle bollette di tutti gli utenti che si allacciano alla rete elettrica.

Perciò tutti noi paghiamo di più l'energia elettrica (l'ultimo aumento a gennaio), mentre si distrugge l'ambiente, si calpesta la costituzione, si rovina la salute nostra e dei nostri figli per l’interesse economico di pochi!

Il decreto presenta anche diversi aspetti di incostituzionalità, prevedendo, ad esempio, la confisca di boschi privati che non abbiano rispettato il così detto “turno di taglio”.

Che ne sarà dell’assetto idrogeologico del nostro territorio? Della biodiversità? Dell’azione di purificazione dell’acqua e dell’aria svolta da boschi e foreste? E quanti morti premature in più dovremo contare per l’ulteriore peggioramento della qualità dell’aria in seguito alla combustione di enormi quantitativi di biomasse? 

Contro la sua approvazione si sono già espressi:

264 accademici rivolgendosi direttamente al Presidente Mattarella e a Gentiloni http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/no-allapprovazione-del-decreto-legge-ammazza-foreste-fine-legislatura/

224 esperti di diverse discipline (medici, giuristi, forestali, ingegneri, urbanisti ed altri) che sempre il 9 marzo hanno inviato una lettera aperta qui scaricabile, di cui i primi 4 firmatari sono: Vincenzo Balzani, professore emerito, Università di Bologna; Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale; Roberto Romizi, presidente ISDE Italia; Silvano Landi, già comandante delle scuole del Corpo forestale dello Stato, professore a contratto di legislazione forestale, Università della Tuscia (http://ambientinforma.blogspot.it).

Per aderire alla petizione, cliccare su: http://chn.ge/2EEEDxd

CONSIGLIONEWS N. 88
13 marzo 2018