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La vita sta cambiando pelle

Brexit, Opinioni a confronto. Considerazioni a margine dell’ incontro UPI al Regio di Parma

Brexit

Solo gli Inglesi potevano salvarci ancora una volta dai Tedeschi. Hanno dato a tutti una lezione di democrazia pur essendo loro una monarchia. Sono usciti non dall’Europa, ne fanno parte da sempre è la loro storia, ma dalla tecnoburocrazia asfissiante europea che nessuno vuole.

Le oligarchie capitaliste transcontinentali regnano sull’universo. Le loro azioni quotidiane e gli argomenti con cui si legittimano sono radicalmente contrari agli interessi dell’immensa maggioranza degli abitanti della terra. L’ordine mondiale del capitale finanziario non può funzionare senza la complicità e la corruzione dei governi in carica. L’avvento a livello planetario della tirannia del capitale finanziario, la monetarizzazione progressiva delle relazioni umane, la messa al bando dei valori dell’illuminismo, hanno arrecato un danno irreparabile al concetto di stato nazionale repubblicano. Dove si può trovare ora il potenziale per la nascita di una democrazia postnazionale? In un mondo devastato dalla disuguaglianza e dalla povertà, chi è in grado di imporre la necessaria redistribuzione delle ricchezze accumulate dai pochi? Quali sono le nuove forme di autoregolazione della società? Di fronte alla giungla che avanza e sommerge tutti nelle sabbie mobili della tecnoburocrazia, gli Inglesi hanno dimostrato di voler lottare per la loro civiltà e di quella europea sotto il giogo di una Germania predadrice. Ora occorre un confronto culturale globale, affrontare le relazioni con l’Asia con infrastrutture e strategici collegamenti ferroviari; con l’Africa.

Camerun si dimette il giorno stesso dell’esito del referendum. E ora si va a nuove votazioni. E sarà il nuovo Premier a gestirne l’uscita.

In Italia stiamo viaggiando con un Primo Ministro non eletto. Con quale legittimazione, sul tema Brexit, ora tiene rapporti con Holland e la Merkel? Quale altra democrazia europea ha un Primo Ministro non eletto?

Giovanni Sartori: A Renzi come dote gli riconosco “La totale mancanza di pudore e la furbizia” E prosegue: “Renzi imbroglia le carte su tutto: un conto sono le promesse elettorali, un altro camuffare la realtà. Chi governa non può fare solo propaganda, deve rispondere del proprio operato: non è una cosa accettabile da parte di un premier…Tutto il sistema oggi è fondato su errori e incompetenza. Abbiamo un Parlamento eletto con quell’obbrobrio del Porcellum che adesso riforma la Costituzione. Abbiamo un presidente del Consiglio che non ha vinto le elezioni, ha semplicemente vinto le primarie del suo partito. Poi ha vinto le elezioni europee, ma questo naturalmente non c’entra nulla: non si può fare un’estensione per analogia!” E conclude: ” il Porcellum e l’Italicum trasformano una minoranza in una maggioranza. Sono sempre stato favorevole ai premi di maggioranza, a patto che servano a rafforzare la maggioranza, non a crearla”. 


Vittorio Feltri
: Conviene metterla sul ridere. Non mi ero mai divertito tanto quanto ieri leggendo i commenti dei giornali sull’esito del referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dal circo europeo, popolato di squali della finanza e da opportunisti di varia estrazione”.

Narduzzi, ex collega di Casaleggio: “corro a Londra grazie a Brexit… E’ già partito per Londra . Non vuole perdere il vento Brexit, perché è certo che abbia trasformato il cuore dell’Inghilterra in una buona occasione economica. Edoardo Narduzzi, presidente e co-fondatore di Techedge Group, un gruppo ormai medio-grande specializzato in soluzioni tecnologiche per i processi aziendali, è convinto che a Londra e dintorni ora ci sia l’occasione di fare ottimi affari, certamente per il deprezzamento della sterlina che rende competitiva per la prima volta una zona che in questi anni era stata sempre troppo cara, fuori portata”.

Vittorio Sgarbi: "L'euro è un furto. L'euro è solo una moneta delle banche e non dei cittadini".

Romano Prodi: “Brexit non è la fine dell’Europa ma uno schiaffo alle inerzie dell’Europa”;

Guido Barilla:
“Non sono preoccupato, è una grande opportunità… E’ un atto di straordinario coraggio del popolo inglese”;

Giulio Tremonti: Non sta in piedi una unione che pretende sovrapporsi agli Stati basata sulla burocrazia, sulla tecnocrazia finanziaria, sulla tirannia della stupidità, potere senza responsabilità e popoli senza voce… L’unica formula che vedo è quella che gli Stati riscrivano i trattati mettendo insieme solo ciò che è necessario ed essenziale. Il principio di una nuova storia europea io lo vedo solo in nuovi articoli di confederazione”.

Giulietto Chiesa: “Gli Inglesi se ne vogliono andare perché non gli piace questa Europa, e secondo me questo è il parere comune di moltissimi europei”.

Ben Shalom Bernanke (economista statunitense): i problemi dell’Europa sono ben altri da quelli del debito e della insolvenza dei paesi debitori. I problemi dell’Europa riguardano i paesi creditori, i virtuosi a senso unico, la Germania anzitutto. Mentre gli Stati Uniti adottavano una politica monetaria espansiva per ridurre gli effetti del credit crunch (stretta del credito) ed una politica fiscale non deflattiva per non comprimere la domanda pubblica in una fase in cui la domanda privata crollava, l’Europa ha realizzato l’opposto, stringendo d’assedio i mercati interni con strette monetarie per quasi tutto il periodo della crisi, sino ad arrendersi alla urgenza fuori tempo massimo, e strette fiscali draconiane, imponendo a tutti i paesi simultaneamente riforme strutturali in tempo di crisi che amplificavano gli effetti della crisi proveniente da fuori Europa”.

Gian Luca Galletti: “Dalla Brexit possono derivare grandi opportunità. La costruzione dell'Europa può ripartire proprio dai temi ambientali”;

Alberto Figna:
“Crediamo fortemente nell’Unione Europea e ci auguriamo che possa affermarsi in una nuova e più coesa dimensione, non più afflitta da iperburocrazia”

Alberto Figna Presidente UPIGian Luca Galletti

ASSEMBLEA UPI AL REGIO
Ho ascoltato in streeming l’annuale assemblea dell’UPI. Deluso per la mancanza di visione, non si va oltre i luoghi comuni. Figna indica l’uscita dalla recessione (?), sulla crisi di valori, sul rispetto di ruoli e funzioni, pone il problema della Giustizia civile, glissando su quella penale. Si sa come agisce la Procura a Parma. Non entro nel merito dei dati sciorinati a validazione della crescita del nostro PIL. Ne posso solo essere soddisfatto. Ma a questi dati rispondo con lo storico discorso di Bob Kennedy un discorso durissimo nei confronti del Pil, che tenne in università il 18 marzo del 1968.
“Il Pil misura un'economia ma non è in grado di quantificare benessere e felicità. Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago”. Non comprende la qualità dell’acqua e dell’aria. “Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori famigliari o l'intelligenza del nostro dibattere. Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese.
Il Pil misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta".

Secondo Figna “Parma sta reagendo”. Non ci si riprende, Presidente, con Gola Gola né con Parma 360 °, né con la neocostituita “Parma io ci sto” da lei indicate ad esempio. Sono forme da compatire e commiserare. Queste iniziative hanno devastato invece l’area monumentale della Pilotta. Eventi che hanno prodotto una diseducazione per i valori storici dei nostri luoghi monumentali unitamente a quella per la salute. Una vera e propria devastazione quella del Terzo Paradiso di Pistoletto (una discarica a cielo aperto in un’area monumentale che ignobilmente si protrarrà fino al 18 settembre per mitigare l’orrendo lascito se fosse ora tolto, e con le prime piogge cercare di lasciare tutto com’è senza pagare per i danni arrecati. Nessuno ripristina e nessuno paga per i danni prodotti. Da luogo incivile. Come gettare i rifiuti e i mozziconi per terra.
Luca Barilla: “le persone quando escono dovrebbero considerare i luoghi pubblici come la loro casa”. Condivido Luca, è mai possibile, allora, trasformare l’area monumentale della Pilotta in una fiera dello streetfood e in questa discarica invasiva di Pistoletto senza poi pagare i danni per il ripristino? [LINK] La inserirebbe questa opera nel suo parco tra quelle di Arnaldo Pomodoro, Vangi, Marini e Cascella? In Comune si vantano della raccolta differenziata e non dicono nulla su questa nefandezza... tacciono! E perché quelli dell’UPI hanno sostenuto il saccheggio inferto alla Pilotta? Pistoletto se ne va con oltre 20.000 euro e circa 30.000 euro di vantaggi indotti -gratuità dell’occupazione, montaggio e smontaggio, utenze elettrica e idrica, spese di ripristino-. Tutto pagato dalla città. No, così non va, i danni li pagate voi organizzatori, sponsor e tutti quelli che l’hanno sostenuta. Ora ripristinate a vostre spese tutta l’area verde monumentale. Che intellettuali locali la giustifichino è una vera sporca marchetta da venduti al sistema. D’altra parte che volete pretendere da chi si costruisce la propria casa nel fossato della fortezza medioevale della Cittadella? E’ questa la dimostrazione palese della loro sensibilità. Usano la cultura come esercizio del sé, non come patrimonio collettivo.
Una città, Figna, rinasce quando si ha la volontà e capacità di prendersi cura e valorizzare i luoghi storici pubblici che costituiscono il nostro vero patrimonio, non li si stuprano. Gli eventi di cui si vanta sono prodotti per i vostri zombie affamati nel serraglio. I migliori infatti se ne vanno all’estero. Una vera devastazione sociale e dei luoghi. E questa lei, Figna, la descrive "una città che sta reagendo"? Sì con la stupidità propinata da idioti stupratori e ipocriti impostori al comando.

Divertito invece dalla considerazione del giornalista del Sole 24 Ore per la resa e garanzia economica costituita dallo Scotch wisky invecchiato anziché dai titoli di stato; e per la realizzazione di “aree tax free” in Italia fra cui Bagnoli (non so quanto sia d’accordo il Sindaco De Magistris; o per portare l’Autority monetaria in Italia, quando Edimburgo e l’Olanda sarebbero già attrezzate e con lingua inglese senza problemi e pure con organizzazioni finanziarie e indotto funzionali. Se poi verrà a Milano ne saremo tutti felici. La City a Milano con tutta l’area del nord Italia potrebbe essere una vera capitale europea. Ora sarà solo un gioco delle lobby non di merito. E un progetto credibile potrebbe facilitare la candidatura e l’assegnazione. Come è successo per l’EFSA. La lobby immobiliare, non quella alimentare che era solo funzionale, l’ha spuntata. Altre città in Italia erano molto meglio organizzate rispetto a Parma.
Pur uscendo l’Inghilterra dall’Europa la lingua principale rimane l’Inglese e qui in Italia facciamo fatica a pronunciarlo come la “sc” del prosiutto a Parma. E questo la dice lunga sulla povertà culturale europea con la Grecia messa in ginocchio, l’Italia con il debito pubblico più alto 2.230 miliardi di euro. Sono questi i risultati dell’Europa di cui andar fieri? Ma nessuno che abbia posto il problema della sovranità monetaria persa, della BCE in mano a privati così come la Banca d’Italia. Eppure, come sostiene anche l’economista Antonino Galloni: “Dopo il ritorno ad uno stato sovrano, dove è la Banca Centrale nazionale ad emettere o autorizzare le banconote a corso legale e la rivisitazione contabile del credito bancario” ossia con il ritorno della Banca d’Italia al Tesoro e una nuova contabilità bancaria, l’Italia potrà ritornare a contare in Europa e nel Mondo. E’ la moneta al servizio dell’uomo non il contrario. Questo per l’Europa attuale sembra non sia gradito, né in agenda. Si preferisce l’annullamento degli Stati sovrani per la tecnoburocrazia finanziaria senza alcuna politica sociale né solidale. Un neoliberismo che distrugge il sistema immunitario degli Stati. Una aggregazione per quantità di soggetti deboli e in difficoltà, resi sudditi e dipendenti di un sistema. Stati zombie, solo consumatori. Questa è un’Europa che affossa le autonomie dei soggetti senza veri cittadini. L’Europa non può essere solo Euro né questo può essere l’unico elemento sui cui costruire la federazione di Stati. E’ l’Europa che ha sbagliato la sua politica, non l’Inghilterra che, da questo ginepraio se ne è uscita, non si è mai fidata completamente dei tecnoburocrati. La scelta di mantenere la propria moneta e di non affossarla come noi con la Lira è stata lungimirante e oggi, con ciò che si è fatto dell’Europa, condivisibile. E se si vorrà ora costruire una nuova Europa, rivedendo tutti i trattati compresi Maastricht e Lisbona, per una Europa dei popoli e non dell’Euro, lo dovremo a questo atto di coraggio dell’Inghilterra.

Boccia: "Fare le riforme per dare stabilità all'Italia" Il che vuol dire votate sì al referendum.

Mi ha colpito poi una uscita del Ministro Gian Luca Galletti sulle ingenti risorse di cassa disponibili. E allora gli domando: “se il problema non sono le risorse perché si continua a chiederle a chi non le ha?”
Altro aspetto, il Ministro dell’Ambiente, pur appoggiando la Green economy e l’attenzione allo sviluppo sostenibile, si è ben guardato dall’affrontare qui a Parma il problema degli allevamenti intensivi, prima causa dell’inquinamento mondiale unitamente al problema di sostenibilità della filiera, collegato al pericolo di pandemia da batteri antibiotico resistenti e alla crescita della fame nel mondo visto che non potremo sfamare con i cereali 10 miliardi di persone e altrettanti animali. Nulla sull’aver ridotto esseri senzienti (dotati di un sistema nervoso come quello umano) in macchine riproduttive per i consumi mondiali di carni.
Nulla sulla riduzione degli apparati burocratici regionali unendo tutte le attuali regioni del nord, non c’è bisogno delle aree vaste. Abbiamo già naturalmente una macro regione della Valle del Po (dalle Alpi al mare) con il grande fiume che l’attraversa. Una valle che deve essere liberata dalle pastoie delle organizzazioni burocratiche, unita all’Italia e in una nuova Europa. Pensiamo a quante risorse si libererebbero tagliando drasticamente tutti gli apparati regionali del nord Italia lasciando solo presidi locali funzionali. Un’area che deve essere ripensata e rigenerata attraverso specifici progetti strutturali, organizzativi e ambientali: è il corso d’acqua con i suoi affluenti che genera un unico ecosistema dalle Alpi ai mari (Tirreno e Adriatico). Un progetto di visione che rilancerebbe l’Italia in Europa e nel mondo. Questo potrebbe essere il progetto che auspica Alberto Figna: “La necessità ineludibile di riformare il Paese attraverso interventi strutturali e di ampio respiro temporale”.
Poco, infine, si è detto sulla qualità ambientale dove l’Emilia è tra le regioni più inquinate d’Italia. Non è certo qualificante per i prodotti DOP di cui ci si vanta. Nulla poi sulla malavita che imperversa nella nostra regione [LINK]. Perché questa omertà? (Parma, 30/06/2016)

Luigi Boschi