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Carlo Felice di Genova, Maurizio Roi: verso un altro buco da 5 milioni

Genova - «Non possiamo sperare in cambiamenti significativi sul bilancio del 2014, rispetto all’anno prima». Quando il bilancio ha segnato -5,8 milioniMaurizio Roi si è trovato a essere Sovrintendente del Carlo Felice in un momento tra i più agitati della storia dell’ente lirico genovese e come prima cosa ha dovuto inforcare gli occhiali e dedicarsi ai conti. In rosso, anche quelli del 2014 e anche quest’anno per una cifra se non di nuovo superiore ai 5 milioni, comunque vicina.

Lo ha comunicato lui stesso ai sindacati, ieri, in un incontro in cui ha definito il quadro dell’ente lirico confermando l’impostazione del piano triennale scritto dal suo predecessore Giovanni Pacor insieme ai consulenti del commissario ministeriale Pinelli. Il piano che dovrà portare il bilancio del teatro in pareggio nel 2016, pena il commissariamento, con 36 esuberi ma senza licenziamenti.

Il solco è tracciato e Roi ha rassicurato i sindacati: «Non ci saranno ricadute diverse sui lavoratori», che negli anni scorsi avevano contribuito con i contratti di solidarietà a tenere in precario equilibrio i conti. Esplosi, letteralmente, nel 2013, quando si rinunciò alla solidarietà con la prospettiva del fondo istituito dalla legge Bray.

Ma per accedervi, dal momento che si tratta di un prestito a tassi agevolati con scadenza trentennale, bisogna comunque mettere i conti in ordine entro il 2016. Roi ha chiesto ancora una decina di giorni, prima della presentazione del piano in dettaglio per il prossimo anno. Anno in cui, in linea teorica, lui potrebbe anche non essere più sovrintendente visto che il suo mandato arriva sino al 31 dicembre e poi dovrà essere riconfermato.

Intanto, però, il neo sovrintendente in questo mese e mezzo dalla sua nomina si è mosso sulla gestione operativa con un’attenzione particolare agli aspetti amministrativi e alla gestione del personale. I sindacati, per ora, sono dalla sua. Certo, tutto rischia di esplodere se non aumenteranno le entrate, sia dai contributi pubblici (in particolare si aspettano 400mila euro in più dal Comune e un significativo aumento dalla Regione), sia dalla bigliettazione, vista la stagione allungata sino a metà luglio.

Ma il capitolo che potrebbe far svoltare il cammino del Carlo Felice resta quello del recupero degli interessi anatocistici versati negli anni alla banca Carige. Interessi che, secondo quanto comunicato dallo stesso Roi in commissione a Tursi, «ci sono», anche sulla base della perizia che il sindaco Marco Doria, a settembre, aveva affidato allo studio genovese Afferni Crespo.

La perizia non è ancora stata depositata e quindi ai sindacati, ieri, non è stato comunicato a quanto ammonterebbe il totale degli interessi iperventilati applicati nel corso degli anni al teatro, Roi non si è sbilanciato «può andare da uno a 40 milioni di euro», restando nella vaghezza. Ma le trattative informali con la banca sono avviate e il Carlo Felice spera in un accordo che permetta di recuperare finanze fresche per ripianare una parte del debito accumulato con i fornitori, in continua crescita. «Roi è un sovrintendente molto attento- è il commento positivo di Gianni Pastorino, Flc Cgil - e speriamo che venga confermato per gestire gli anni che abbiamo davanti con il piano ormai delineato».

Fonte Link: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/11/08/ARomVRVC-milioni_felice_verso.shtml 

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