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La vita sta cambiando pelle

Che significa essere italiani?

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Edoardo Natale

Parlare dell'identità di un popolo può sembrare, apparire come un esercizio di tipo retorico o di statistica applicata all'Italia. L'intento è invece più nobile, vale a dire cercare di consegnare delle indicazioni utili per capire gli elementi essenziali che fanno sentire una persona “ italiana”. Per fare questo lavoro si è tenuto conto dei risultati emersi alcuni anni fa durante un sondaggio commissionato da Limes per capire gli Italiani durante una fase importante della storia italiana come quella della nascita della seconda repubblica (1994). Da questo lavoro sono emersi dei tratti ricorrenti per descrivere che cosa significa essere italiani. Inoltre da questi dati si aggiungerà un'analisi delle dimensioni culturali presenti in questi tratti culturali del paese. In primis, da questo sondaggio, è emerso che parlare degli italiani significa principalmente parlare di un'identità del “ fai da te” per informare dell'immagine e spirito degli italiani come popolo.

Gli italiani, quando parlano di sé, fanno riferimento ad un'identità nazionale e ad altre cornici identitarie senza vivere in contraddizioni la pluralità delle appartenenze. Gli elementi più importanti nel modo di vedersi come italiani sono l'arte di arrangiarsi e la creatività storica ed economica del paese. Per meglio declinare questi punti possiamo affermare che l'arte di arrangiarsi, la creatività nelle arti e nell'economia, l'attaccamento alla famiglia, alla città e alla propria località sono il cuore dell'essere italiano. Invece la presenza dei valori fondativi della nazione quali l'appartenenza ad una comunità solidale, il senso civico e la fiducia nello stato sono molto bassi nell'auto-percezione degli italiani. Sembrano più importanti il patrimonio artistico, storico, culturale, la tradizione cattolica, lo spirito individualista, la capacità imprenditoriale come tratti dell'identità degli italiani maggiormente menzionati dagli stessi italiani. Infatti gli italiani preferiscono immaginarsi e rappresentarsi in base a requisiti di creatività e di capacità di adattamento sostenuto ed alimentati dai legami comunitari e familiari, mentre i vincoli di cittadinanza e il senso dello stato sono minimi nel loro racconto identitario.

L'italianità per gli italiani scaturisce dalle competenze individuali, dalle risorse solidali ed informali presenti nel suo contesto ristretto e per la latitanza delle istituzioni pubbliche. Viene da accreditare l'idea di un “ paese” con un'identità debole senza pertanto mettere in crisi la specificità degli italiani come popolo. Forse è utile intendere la nazione per gli italiani come di tipo “ etnoregionalista”, vale a dire le regioni sono il vero territorio nazionale.

L'essere italiano è molto influenzato dagli orientamenti di tipo ideologici prodotti dalle precedenti appartenenze politiche: gli italiani con un orientamento ideologico di destra hanno un'idea dell'essere italiano legato ai valori e alle istituzioni tradizionali, quali la famiglia, l'individuo, la chiesa e la cattolicità, riconoscendo un ruolo importante al senso civico. Gli italiani con un orientamento di sinistra mostrano un'identità più sfuocata, in cui essere italiano è definito al negativo, vale a dire mettendo in rilievo la scarsa attitudine alle idee democratiche e al senso civico di molti concittadini. Invece, gli elettori della Lega danno molta importanza allo spirito imprenditoriale e alla creatività in ambito lavorativo consegnando un'identità italiana con forte connotazione economica.

In definitivo da questa rappresentazione dell'identità degli italiani appare il tratto dell'”arte di arrangiarsi” come tratto costante capace di esulare da ogni orientamento ideologico. Questo conferma una rappresentazione dell'identità nazionale che non sembra reggersi su riferimenti culturali, etnici e valori forti ma piuttosto si incardina intorno ad uno spirito “ adattivo e creativo” in sintonia con i confini instabili del quadro di riferimento territoriale ed istituzionale in cui gli italiani tendono a situarsi oggi come nella loro storia.

Il concetto di “ arte di arrangiarsi” contiene al suo interno la presenza di una duplice dimensione culturale: da una parte si rientra nella dimensione di “ debole evitamento dell'incertezza” ma allo stesso tempo si ritrova la coesistenza con la dimensione di “ forte evitamento dell'incertezza” perché si ritrovano i parametri legati alla presenza dello stress, ansia e nervosismo così come della scarsa considerazione per il proprio benessere e lo star bene. Allo stesso tempo vediamo come questo tratto essenziale degli italiani si ricolleghi ad una dimensione di “ debole evitamento dell'incertezza” perché si accetta di fondo la presenza dell'incertezza come tratto della vita e ogni giorno viene preso così come viene. Questo è possibile per via di un certo agio nell'ambiguità e nel caos perché consentono sempre una via verso la de-responsabilizzazione delle proprie azioni. Infatti spesso non sono apprezzate le regole scritte o non scritte. Questa “ arte di arrangiarsi” fa riferimento ad una dimensione di tipo “ individualismo” perché tutti sono tenuti a badare a se stessi e ai membri stretti della propria famiglia, creando anche un diritto alla privatezza durante il compimento delle sue azioni personali.

L'arte di arrangiarsi fa aderire il paese alla coesistenza della dimensione culturale con un “ orientamento temporale a breve termine” perché tutto è rilegato al momento presente ma allo stesso abbiamo un “ orientamento temporale a lungo termine” perché una persona brava si adatta alle situazioni, ciò che è bene o male dipende dalle circostanze.

L'arte di arrangiarsi collega il paese ad una tendenza ad una dimensione culturale di tipo “ vincolati” perché risulta difficile dirsi felice in questo “ modus operandi” in cui alla fine ti senti abbandonati perché le cose non dipendono da me e quindi devo sapere reagire rapidamente. Questo comporta come conseguenza una scarsa priorità per la libertà di parola dato che occorre modificare il proprio piano azionale in funzione delle situazioni.

L'arte di arrangiarsi come modus operandi implica nella vita degli italiani la presenza di un “ basso indice di distanza sociale” perché di fondo si crede che la gerarchia sia solo un'ineguaglianza dei ruoli e viene stabilita per convenienza.

Passando al tratto identitario legato alla creatività storica del paese vediamo come questo tratto si un elemento di adesione alla dimensione culturale di tipo “ collettivismo” perché enfatizza l'appartenenza ad un dato patrimonio e crea un “ noi coscienzioso” delle proprie origini. Inoltre questa creatività storica crea un collegamento con un orientamento temporale a breve termine come dimensione culturale perché le tradizioni sono sacrosante e si è orgogliosi del proprio paese.

Inoltre questo tratto dell'identità italiana consente a molti italiani di aderire ad una dimensione culturale di tipo “ soddisfatti” perché consente di ricordare le emozioni positive provate di fronte a tale patrimonio storico-artistico.

Per quel che riguarda l'attaccamento alla famiglia e in certa maniera alla propria città e\ o località si possono intendere meglio in controluce di fronte al concetto dell'arte di arrangiarsi. In altre parole, l'arte di arrangiarsi come modus viventi crea ansietà e nervosismo mentre il suo contraltare per bilanciare la vita degli italiani è stato l'attaccamento alla famiglia come luogo della sicurezza materiale ed affettiva per lottare contro l'inerente incertezza della vita. In pratica, la famiglia rappresenta una dimensione culturale dove è possibile “ evitare l'incertezza della vita”, ottenere un senso di appartenenza e avere una sensazione di controllo della propria vita.

Infatti la famiglia così come la propria città o il proprio territorio provinciale consentono a molti italiani di aderire ad una dimensione di tipo “ collettivismo” dove si intende aderire ad una famiglia allargata in cambio di lealtà e di appartenenza.

In maniera molto generale si è cercato di spiegare in termini di dimensioni culturali i tratti ricorrenti dell'essere italiano.