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La vita sta cambiando pelle

Cielo di Parma uscendo da Teatro Due carico di nubi e ozono

Foto Luigi Boschi: Cielo di Parma la sera dopo la pioggia

Foto Luigi Boschi: Cielo di Parma la sera dopo la pioggia

L'aria a Teatro Due era irrespirabile. E sotto il porticato c'erano gli inevitabili fumatori che emanavano la loro puzza anche all'aria aperta.
Sorpreso dalla insensibilità dell'incontro da cui sono dovuto uscire per mancanza di ossigeno e un monologo tra l'ironia e la satira di Carlo Mayer che con la sua silhouette, si roteava compiaciuto, sulla sedia, commentando video Youtube, sfoggiando la sua conoscenza musicale, deridendo personaggi tra i sorrisini della scolaresca (sorpreso, a dir la verità dalla vis comica al limite dell'omofobia in alcuni passaggi con la platea divertita)... Avevo promesso sarei andato al saluto di fine stagione, camuffato, invece, da incontro con l'Amministrazione per il rinnovo del contratto locali con restauro (di cui mi sono perso il finto dibattito con Maria Laura Ferraris -la finzione è parte del teatrino- riporterò a seguito la nota di parma.repubblica.it), ma non capivo cosa mi trattenesse ancora su quella sedia. Avevo dedicato già troppo tempo e alle 21,30 mi aspettava un appuntamento su Skype con una persona da Dubai. Me ne sono andato, salutando i miei vicini di sedia. Tra le cose positive della "divagazione musicale del loro Presidente" la citazione e il brano musicale del compositore /musicista parmigiano Ildebrando Pizzetti, poco ricordato e eseguito non solo a Parma.
Avrei, però, preferito, sinceramente, vedere e apprezzare da casa i video mostrati da Mayer, se mi avessero inviato l'elenco dei link per e-mail con una nota di commento. Un ritrovo e un convivio privo di senso se non per autocelebrarsi con l'Assessore. Famose lisciate di pelo per interessi particulari, come di fatto è stato. 

L'inospitale ambiente in un tanfo di aria viziata, caratterizzava anche il buffet con un menù fuori luogo (siamo in estate, che ci voleva preparare un po' di frutta a tocchetti anziché il solito, scontato  Parmigiano Reggiano con tranci di pizza innaffiati da vino bianco frizzante?) La distanza d'alito era d'obblico se ti capitava di scambiare un saluto con chi si degustava quel cibo. Ma l'indifferenza tra i sensibili intellettuali per chi è vegano e magari con alimentazione senza glutine, una vera pratica di eccellenza inospitale. Anche dalla attenzione al cibo traspare questa loro cultura per la diversità e la considerazione rivolta all'ospite. Preferiscono l'indifferenziata omologazione di massa, celata dal teatro di prosa d'autore pagata da noi.
Uscito mi sono trovato immerso in un incredibile teatro della natura con il piacere di tornare a respirare nell'aria dopo la pioggia (senza costi) un clima vibrante e carico di energia, dopo un'ora di inutile spossante camera a gas.
Il piacere poi di scattare qualche fotografia al cielo di Parma blu carico di nubi e di ozono camminando verso casa, che ho qui pubblicato. Volevo immortalare quel clima che respiravo. Più che "consolidare l'orlo del baratro", a Teatro Due sarebbe il caso avessero una maggior attenzione alla cultura dell'ospitalità e delle diversità.
Un Teatro inospitale che cosa è? Mi dispiace per l'amico Walter, ma lui sa che scrivo quel che penso e vedo. Forse l'alimentazione vegana e crudista dopo quasi 15 anni ora anche senza glutine mi rendono ancor più sensibile all'inquinamento sociale e ambientale che distrugge l'umanità con veleni e obesità travestiti dagli autori in scena. Anche dalle piccole cose si declina un mondo. Il Teatro non dovrebbe essere educativo?
Perché in Amministrazione trasparente del sito non sono pubblicati i bilanci? (Parma, 08/07/2014)

Luigi Boschi


(riprendo la cronaca dell'incontro stampa da parma.repubblica.it, dati che non ho avuto né ascoltato)

Giornata di conferme per il Teatro Due. Gli spazi di viale Basetti resteranno alla Fondazione per i prossimi quindici anni, e l’edificio verrà riqualificato: dagli impianti all’arena Shakespeare ancora incompleta, che potrebbe essere agibile già dalla promssima estate.

Così il brindisi di fine stagione – martedì sera nel foyer del teatro – si fa un po’ più dolce. Pur nelle incertezze dei fondi pubblici (il ministero deve ancora stanziare le risorse per il 2014) e della prossima stagione che slitta di un mese: inizierà a novembre.

E approfittando delle mancate conferme da Roma, il Comune di Parma si attenta a fare il sorpasso, defininendo “imprescindibile” il teatro di viale Basetti  (così l’assessore alla Cultura Laura Ferraris), e apprestandosi a garantire 268mila euro di contributi per il 2014. Gli stessi stanziati per il 2013, e altrettanti per gli anni a venire. È in via di definizione, infatti, una convenzione pluriennale per le produzioni di scena valida almeno fino al 2020. Tranche economiche annuali. Ma prima deve essere approvato il bilancio. Lo stesso vale per il restyling del teatro. Lo studio di fattibilità è già stato fatto: il costo degli interventi è stimato sugli 800mila euro. Per il progetto esecutivo si aspetta di chiudere il bilancio.

Mentre, per il discorso spazi, la sede storica di viale Basetti torna sotto la gestione diretta del Comune. Toccherà anche alle Briciole e, l’anno prossimo, al Lenz. Restano invece sotto Parma Infrastrutture, per ora, il Teatro Europa, il Teatro del Cerchio e il Theatro del Vicolo. Per l’edificio di viale Basetti la Fondazione Teatro Due verserà un affitto annuale di oltre 50mila euro per i prossimi 15 anni.

Aumenta il pubblico. Il direttore artistico Paola Donati ha fatto un rendiconto dei numeri della stagione 2013-2014. “Una maratona e un calvario”, in due parole, ma coronata di soddisfazioni. Otto mesi di attività – da ottobre a maggio – 261 recite (una media di 35 recite al mese), 21 produzioni proprie e 22 ospitalità. Aumento del pubblico di circa il 12%: 30mila presenze nella stagione passata, con un prezzo medio del biglietto di 10,50 euro.

Soddisfatta sì, ma anche grata “per l’impegno civile degli spettatori-cittadini che decidono di andare a teatro nonostante le difficoltà della loro vita privata”, ha sottolineato la Donati, auspicando per il futuro “una nuova modalità di partecipazione e non di consumo culturale, che invece lasciamo agli eventi”.

Ancora numeri: 63 matinée nelle scuole, 1.500 studenti coinvolti dei “blitz” dal vivo degli attori, dieci scuole superiori coinvolte nella riscrizione di Horvath, autore simbolo della stagione. Il lavoro umano sul palco e dietro le quinte: 71 artisti, 43 tecnici, 12 membri del personale organizzativo.