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Comune di Parma perde causa di lavoro: risarcito il dirigente Giovanni De Leo

Spunta un altro debito fuori bilancio di oltre 61mila euro a carico del Comune di Parma, che ha perso un contenzioso di lavoro con un dirigente che nel 2014 ha promosso una causa per risarcimento danni da demansionamento. La delibera è approdata giovedì pomeriggio nella seduta di commissione congiunta Bilancio e Garanzia e controllo.

Nell'atto non si cita il nome del dirigente, ma è emerso che si tratta dell'ingegner Giovanni De Leo, già responsabile unico del progetto della metropolitana e poi a capo di Metro Parma come amministratore unico, trasferito nel novembre 2012 dalla giunta Pizzarotti dal settore Infrastrutture pubbliche al servizio Tributi ed entrate. De Leo aveva chiesto un risarcimento di circa 300mila euro.

Il giudice del Lavoro di Parma ha ritenuto che il provvedimento impugnato non fosse conforme sotto il profilo dell'obbligo motivazionale (ossia, il Comune non avrebbe adeguatamente motivato l'incarico come previsto dalla legge). Si è reso responsabile di un inadempimento contrattuale, quindi è stato riconosciuto un danno da perdita di chances professionali di 61.470 euro, una somma già rivalutata. Il Comune intende proporre appello, ma la sentenza è esecutiva e quindi intanto deve erogare la somma.

L'atto sarà inviato alla Procura della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna perché valuti eventuali responsabilità. Questo, però, per il consigliere di opposizione Paolo Buzzi (Fi) non è abbastanza: "Chiedo che siano ricercate le responsabilità amministrative di questo ennesimo debito fuori bilancio e che si riferiscano i nomi in Consiglio comunale, altrimenti questa delibera è inaccettabile".

Era prevista anche la discussione della delibera sulla vendita delle azioni di Fiere di Parma, ma come ha spiegato l'assessore al Bilancio Marco Ferretti il testo non era pronto perché mancava un dato sull'advisor. La delibera sarà pronta per la commissione delle 17 di venerdì pomeriggio. Intanto il Pd ha confermato la convocazione di una conferenza stampa in mattinata sulle politiche di gestione delle partecipate e in particolare proprio sulla cessione delle azioni di Iren e Fiere.

Rendiconto bilancio 2016, alta evasione della Tari. L'assessore al Bilancio Marco Ferretti ha illustrato il rendiconto di bilancio del Comune per l'esercizio 2016. I prospetti dimostrano il rispetto dei vincoli derivanti dal pareggio di bilancio, un obiettivo raggiunto al 31 dicembre dello scorso anno.

L'avanzo di amministrazione ammonta a 54 milioni di euro, così suddivisi: 25,7 milioni di fondi accantonati per fondo crediti di dubbia esigibilità, in cui confluiscono anche tutti i crediti non riscossi degli anni precedenti fino alla prescrizione; oltre 24,4 milioni di euro sono i fondi a destinazione vincolata, di cui 12,2 milioni dalla parte corrente (di cui 6,48 milioni a copertura dei rischi da contenzioso) e 12,2 dal conto capitale; il fondo per finanziamento spese di conto capitale è 4 milioni di euro.

Il consigliere del Pd Nicola Dall'Olio ha chiesto chiarimenti sul fondo crediti di dubbia esigibilità, che conta ben 13,5 milioni di euro di insoluto per la Tari, la tassa sui rifiuti urbani. La dirigente Marta Segalini ha spiegato che l'evasione di questa tariffa è molto alta, ma in percentuale simile in tutti i Comuni. L'Amministrazione non ha alzato la percentuale in bolletta a copertura  del rischio, rimasta al 4%. 20/04/2017

Fonte Link parma.repubblica.it

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