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La vita sta cambiando pelle

Dichiarazione del senatore Giorgio Pagliari sulle dimissioni del rettore Loris Borghi

Le dimissioni del professor Borghi, di cui rispetto la sofferenza personale, sono meritorie perché tolgono alibi alle strumentalizzazioni e agli evidenti tentativi di distrarre l’attenzione dell'opinione pubblica da uno scandalo correlato ad un  sistema di potere consolidatosi (in particolare) nell'era dell’ultimo centrodestra a danno dell'intera città. Sotto questo profilo, le dimissioni sono più che mai un atto responsabile perché ora lo scandalo è “nudo”. E davvero c’è da augurarsi che la giustizia inquirente e quella decidente siano celeri ad assicurare verità e giustizia. Fermo restando che il giudizio politico è già pronunciabile: fuori i mercanti dalla sanità  e da Parma. 

Ciò detto, è certamente “nuda” anche la crisi di Parma, che troppi colpi ha ricevuto e che ora subisce un altro danno di immagine dall'attacco a due suoi gioielli: l’Università e la sanità pubblica.

La sintesi mediatica, infatti e purtroppo, è questa.

Per tale motivo, voglio esprimere la mia solidarietà al personale dell'Università e a quello operante nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, che è  nella massima misura onesto e professionale e che ha contribuito alla riconosciuta credibilità delle strutture di appartenenza.

Ora la crisi va aggredita senza ritardi e concretamente: il rilancio è più che possibile, ma davvero non c’è tempo da perdere.

Parma deve trovare unità di intenti a partire dalla questione morale (da non dequalificare mai a caccia alle streghe), da una strategia organica e complessiva legata ad una visione di insieme (finora non emersa nella legislatura  amministrativa in essere e nella campagna elettorale), da un patto di solidarietà forte tra istituzioni, cittadini e imprese, da una classe dirigente che, con la storia pregressa che di questo degrado è la madre, non abbia contiguità.

Il rilancio , infatti,  necessita di scelte forti e libere da condizionamenti e non ha bisogno di frenatori interessati.

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