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Dimensioni culturali negli atti linguistici

Edoardo natale

Dimensioni culturali negli atti linguistici

Introduzione

Questo articolo intende collocare la dimensione culturale all'interno dell'analisi degli atti linguistici come complemento informativo di natura extralinguistico. Per quel che concerne la parte interna alla lingua possiamo dire che gli atti linguistici sono portatori di forza illocutoria attraverso il modo del verbo, come ad esempio l'imperativo piuttosto che l'indicativo o il condizionale. Il tempo futuro è più forte del presente o del passato. La struttura sintattica della frase di tipo interrogativa piuttosto che dichiarativa. La presenza di verbi modali come potere, volere e dovere così come la presenza di avverbi o congiunzioni ( sicuramente, tuttavia), l'intonazione all'orale e la punteggiatura allo scritto.

L'atto illocutorio può essere eseguito quando c'è il bisogno di esplicitare la forza, mediante un enunciato " performativo" che contiene un verbo illocutivo alla prima persona del presente indicativo ( io ti prometto, io ti ordino).

Partendo da un insieme di atti linguistici tratti da un lavoro della Sbisà vorrei provare ad usare il metodo di analisi culturale presente nei lavori di Geert Hofstede.

 Partendo da questo primo esempio di atto linguistico " dicevo..... - mugolò il burattino a mezza voce" possiamo notare una certa adesione ad una società di tipo vincolata perché il verbo mugolare implica l'impossibilità di dirsi felice perché la libertà di parola non è un dato importante in quella data società. Di fondo il burattino Pinocchio aderisce ad una società con un orientamento temporale breve perché ci sono delle linee universali a proposito di ciò che è bene o male nelle varie situazioni. Inoltre si potrebbe leggere un'adesione ad una dimensione culturale dove troviamo una forte presenza di stress, emozioni e ansietà. Questo indicatore ha la conseguenza di aver uno scarso interesse per il proprio benessere e lo star bene.

Nel seguente esempio " Dove l'avete preso? esclamò? possiamo vedere una domanda con forte intonazione espressa dal verbo esclamare perché il parlante aderisce ad una dimensione culturale di forte evitamento dell'incertezza e la società di appartenenza del parlante si caratterizza per una tendenza ad un orientamento a breve termine perché esistono delle linee universali a proposito di ciò che è bene o male nelle situazioni. Il vervo al passato remoto "esclamò" significa la possibilità di avere un forte grado d'imposizione sulle persone, come ci viene insegnato nella cortesia linguistica da Brown e Levinson,come dato presente nella società ad alto indice di distanza sociale. Gli anziani, se in autorità, vengono rispettati e tenuti da coloro che sono più giovani. L'anziano può compiere l'atto linguistico con forte grado d'imposizione perché la gerarchia equivale o ineguaglianza esistenziale.

In questo esempio"Mi disse che?" si potrebbe analizzare il verbo e collegarlo ad un modo di gestire la società. Il parlante cerca di aderire ad una dimensione culturale di forte evitamento dell'incertezza mentre l'altra parlante forse aderisce ad un debole evitamento dell'incertezza. Quindi lo scontro linguistico nasce da un potenziale diverbio in termini di dimensioni culturali. Il parlante potrebbe avere un orientamento a breve termine perché la stabilità delle persona risulta un tratto saliente sul lavoro della persona.

In questi esempi di atto illocutori di tipo  riferiti come viene indicato da Sbisà:

O il pescecane dov'è? domandò

sarà andato a far colazione

rispose uno di loro ridendo.

o si sarà buttato sul letto per fare un sonnellino

La domanda parte del parlante, in adesione ad una dimensione culturale dove vige un forte senso di evitamento dell'incertezza e con un orientamento a breve termine e forse anche in sintonia con la dimensione culturale di tipo vincolati. Il parlante sente l'incertezza come una minaccia che va combattuta con una certa intolleranza verso persone ed idee divergenti, la differenza di comportamento degli altri viene percepita come pericolosa. In questo parlante c'è un bisogno di chiarezza e struttura nell'affrontare la vita quotidiana. Inoltre in questo breve dialogo, gli altri interlocutori sembrano aderire in pieno ad una dimensione di debole evitamento dell'incertezza con un sentimento di accettazione della vita così come viene a proprio agio con l'ambiguità e il caos. L'incertezza di fondo collima con l'orientamento a lungo termine perché una persona brava si adatta alle circostanze perché ciò che è bene o male dipende dalla circostanze.

Nel seguente atto illocutorio sempre di tipo riferiti:

"Possiamo farti navigare per il fiume tirando da riva con le fune propose Filipetto."

Il verbo " propose" è portatore di una dimensione culturale in cui la distanza sociale è molto bassa perché il suggerimento è un atto tipico di coloro che trattano gli altri alla pari. In questo atto linguistico abbiamo una dimensione di debole evitamento dell'incertezza perché si vive con tranquillità, con un certo controllo di sé e con bassa ansietà. In questi interlocutori riscontriamo un senso di adesione ad una dimensione di tipo individualista perché la proposta presente nel verbo implica la presenza del diritto alla privatezza del ricevente. In termini di gestione della faccia si potrebbe sostenere che tale atto linguistico preservi il bisogno di autonomia dell'altro interlocutore.

in quest'altro esempio di atti illocutori:

Da oggi in poi voglio mutar vita

me lo prometti?

lo prometto.

In questo breve esempio di natura dialogica si manifesta il bisogno di aderire ad un orientamento a lungo termine poiché i fatti più importanti della vita devono succedere nel futuro. La promessa rappresenta un atto di adesione ad un forte evitamento dell'incertezza poiché esiste il bisogno di chiarezza e struttura con un forte bisogno emotivo di regole anche se non sempre vengono rispettate. L'orientamento a lungo termine si ritrova nell'attitudine a perseverare come obiettivo vero della vita.

La promessa può essere un atto da ricollegare ad una dimensione di tipo soddisfatti perché consente un senso di controllo della vita e la propria parola diventa un fatto importante.

In questo dialogo abbiamo un giudice che compie questa richiesta:

"le chiedo" come modalità ritualistica per indicare la distanza sociale presente in questo linguistico perché il potere costituisce un fatto basico nella persona che esercita il ruolo del giudice. Inoltre la gerarchia presente potrebbe essere vista come una differenza di ruolo in questa data situazione. L'imputato potrebbe invece aderire ad una dimensione dove la sua ineguaglianza è di tipo esistenziale e le persone come lui si aspettano che gli altri dicano come comportarsi in queste situazioni. In questa situazione il verbo chiedere è pronunciato in modo esplicito come nelle situazioni in cui abbiamo un forte grado di imposizione mentre solitamente la richiesta è mitigata, implicita o nascosta durante l'esplicitazione.

"Io le assicuro" è una promessa e mostra la volontà di forte evitamento dell'incertezza come modalità di lottare contro l'incertezza della vita. La promessa serve per cercare un avvicinamento alla dimensione culturale di un debole evitamento dell'incertezza.

"Io le giuro" rappresenta un atto linguistico di una persona che aderisce ad una dimensione di tipo "vincolati" perché le cose non dipendono dal mio volere ed è scarsa la propensione a dirsi felice.

Parlerei con " mio marito" è un indice di un forte evitamento dell'incertezza dove si mostra un'adesione ad un clan e si mantiene una piena lealtà a questo gruppo umano. L'analisi in questo caso è possibile tramite la forza commissiva dei due verbi.

Nel seguente esempio " Ecco Emilio. Lei deve mettersi un momento nei miei panni"si chiede ad un parlante di abbandonare una dimensione di prettamente individualista per aderire anche parzialmente ad una dimensione di tipo collettivista dove si cerca ad enfatizzare l'appartenenza ad un dato gruppo.

L'analisi di questo esempio "Secondo me i bambini dovrebbero essere lasciati fuori" viene definito da Sbisà come un atto verdettivo di carattere valutativo. In termini di dimensione culturale possiamo osservare un'adesione ad una dimensione ad alto indice di distanza dal potere perché notiamo come il parametro che indica il ruolo dei genitori come quello di insegnare ai figli è implicitamente presente. Inoltre questa richiesta fa intendere una consonanza con la dimensione di tipo mascolina perché i bimbi hanno un ruolo emotivo e sociale molto diverso da quello degli adulti. Possiamo notare allo stesso tempo un orientamento a breve termine perché ci sono delle linee universali a proposito di ciò che è bene o male nelle situazioni.

In questo enunciato si può notare anche un orientamento a breve termine dato che sembra la vita famigliare guidata da imperativi.

Nel successivo esempio: "Una lingua straniera? Ecco fatto. in 48 ore, puoi iniziare a farlo".

 In questo enunciato " puoi" autorizza il destinatario ad avere un'aspettativa conferendo al verbo una forza commissiva. In termini di dimensione culturale con un orientamento a breve termine perché i fatti più importanti possono avvenire in questo dato periodo. In aggiunta possiamo evidenziare la presenza della dimensione di tipo soddisfatti perché c'è una tendenza a volere vivere delle emozioni positive. Continuando con le esemplificazioni possiamo analizzare nel seguente atto linguistico " In ogni caso se davvero il suo malessere di adolescente è vero, può uscirne solo rifiutandosi di adeguarsi a chi non le piace e l'avvilisce" In questo articolo il verbo modale " può" è un atto esercitivo di consiglio. Infatti un consiglio consente di aderire ad un orientamento a breve termine perché una persona brava conosce il bene o il male nelle varie circostanze. Inoltre la perseveranza deve diventare un parametro molto importante in sintonia, invece, con la dimensione di orientamento a lungo termine.

Nell'ultimo esempio vediamo una serie di atti linguistici riferiti alla modalità di richiesta di una data azione da parte di un altro interlocutore. Ecco l'esemplificazione con la breve spiegazione indicato in paratesi:

"C'è da telefonare alla libreria?" ( poca distanza sociale è presente in questa richiesta)

"Ci sarebbe da telefonare alla libreria" ( è una richiesta mitigata mantenendo un grado di distanza sociale)

"Telefoneresti alla libreria?" E' una richiesta che enfatizza l'appartenenza in assonanza con la dimensione di tipo " collettivo"

"Ti dispiacerebbe telefonare alla libreria?" E' un atto di richiesta con la presenza di una distanza sociale elevata ma con un elemento di dovere da parte di chi riceve il messaggio.

"Puoi telefonare alla libreria?" E' un atto di richiesta alla pari con un debole evitamento dell'incertezza mantenendo il diritto alla privatezza dell'altro interlocutore.

"Potresti telefonare alla libreria?" Implica la presenza della dimensione di tipo individualismo.

"Ti sarei grato se telefonassi alla libreria?" In questo atto la richiesta genera una trasgressione e comporta un senso di colpa in sintonia con la dimensione di tipo individualismo.

Nell'atto linguistico "Eppure mi pare una sentenza giusta" rappresenta un atto linguistico di verdettivo dove c'è un forte evitamento dell'incertezza perché l'incertezza della vita viene sentita come una permanente minaccia che va combattuta. In alcuni casi si può passare da una dimensione di forte evitamento dell'incertezza per poi raggiungere un debole evitamento dell'incertezza con un maggiore senso di tranquillità, controllo di sé e poca ansia in sintonia con le persone che aderiscono al valore della speranza. Quest'ultima implica un'adesione ad un orientamento temporale a lungo termine perché i fatti più importanti devono succedere nel futuro.

In quest'altro atto linguistico "Vediamo questo bracialetto. è carinissimo" si potrebbe definire questo atto come un atto comportativo che rientra nella dimensione di una società di tipo vincolata dove la persona è poco propensa a ricordare le emozioni positive e quindi il proprio agire è governato da un orientamento della vita a breve termine perché ci sono linee universali a proposito di ciò che è bene o male nelle situazioni. Invece potremmo dire che la dimensione del risparmio rientra nella tendenza ad un orientamento a lungo termine perché il risparmio è un vero obiettivo da inseguire.

Nell'atto linguistico "Quasi nulla, infatti, viene considerato bello contemporaneamente da tutti i popoli della terra e in qualunque epoca". Questo atto rappresenta una spiegazione, un espositivo assimilabile ad un esercitivo. Nella produzione di questo atto possiamo osservare un'adesione ad una dimensione di debole evitamento dell'incertezza perché l'inerente incertezza della vita viene accettata come dato di fatto. In aggiunta notiamo una tolleranza verso le persone divergenti e la differenza è curiosa. Inoltre, in questo atto si può evincere implicitamente una dimensione di tipo individualista perché parlare degli altri gruppi umani resta un parlare per sé e non diventa un fatto collettivo. Questa prospettiva spinge ad aderire ad un orientamento a lungo termine perché ciò che è bene o male dipende dalle circostanze.

Vediamo adesso un dialogo tra due candidati ad un concorso accademico:

A: io ero molto agitata prima del concorso di ricercatore

B ma io a Palermo ti ho vista agitata anche prima del concorso associato

Questo scambio dialogico rappresenta un atto di obiezione, un espositivo assimilabile a un comportativo.L'obiezione può appartenere a persone in adesione ad un forte evitamento dell'incertezza perché esiste un bisogno di chiarezza e struttura nel proprio agire quotidiano per sé stessi ed intorno a sé stessi. La dimensione di tipo individualista appare in questo io coscienzioso che spinge l'altro a parlare solo per sé stesso. Il parlante A in questo dialogo sembra aderire alla dimensione di tipo vincolata perché le cose non dipendono dal proprio volere ed esiste una scarsa propensione a ricercare delle emozioni positive nel proprio vivere giornaliero.

Nel seguente esempio di domande e risposte:

" Quando ritorna?

Domani o forse più tardi!

Certamente vengo domani!

continuiamo la lettura di Garcia  "

In questo dialogo riscontriamo un grosso evitamento dell'incertezza perché c'è bisogno di chiarezza e struttura e con la presenza di un forte bisogno emotivo di regole. Nel dialogo possiamo identificare una adesione ad una dimensione temporale di breve termine perché si ritrova un'adesione con delle linee universali a proposito di ciò che è bene o male delle situazioni. Inoltre la vita professionale sarebbe dominata da imperativi.

"Ella non mutò espressione in quel breve tempo:

assentì alla prima malsicura promessa, assentì riconoscente alla seconda e assentì anche al mio terzo proposito, sempre sorridendo. ( Svevo, la Coscienza di Zeno)"

All'inizio di questo dialogo " ella" aderisce alla dimensione di tipo individualista con il diritto alla sua privatezza. In seguito " ella" si sposta verso la dimensione del collettivismo perché esiste un " noi di tipo coscienzioso" nel modo di agire. Il suo accordo rappresenta un debole evitamento dell'incertezza mostrando un atteggiamento di tipo tranquillo, poco stress, controllo di sé e bassa ansietà.. Quindi " ella" si ritrova in assonanza con il principio di scarsa ambiguità e caos.

Riproduciamo un dialogo:

cliente: volevo sapere se aveva due testi dello Stuart Mill?

commesso: dica pure

cliente eh uno è Representative government e l'altro the Subjection of woman.

commesso NO NO

cliente  sicuro? neanche uno?

commesso  vuole che glielo giuri?

cliente no perché la mia ultima speranza è qui

commesso no son da richiedere fuori da importare, due mesi per ottenerli.

cliente ho capito

In questo dialogo la domanda iniziale implica a mio modo di intendere una compresenza di una dimensione di debole evitamento dell'incertezza perché si accetta l'incertezza del vivere ma con l'intento di raggiungere la dimensione di forte evitamento dell'incertezza perché prevale il principio del bisogno di chiarezza e struttura nel vivere quotidiano.

"Dica pure" rappresenta una replica in sintonia con una dimensione di debole evitamento dell'incertezza perché si vive con bassa ansietà e tranquillità il proprio vivere quotidiano.

Nella risposta del cliente " eh uno è Representative government e l'altro the Subjection of woman  "  è una replica con un forte evitamento dell'incertezza perché questa maggiore articolazione della propria richiesta rientra nel bisogno di chiarezza in sintonia con il forte evitamento dell'incertezza.

La risposta del commesso NO No con un forte grado di imposizione è in sintonia con una società con alta distanza sociale e quindi non è necessario giustificare la propria risposta. Inoltre vige un orientamento temporale a breve termine perché esistono delle linee guide di tipo universali nel modo di agire perché i fatti sono gestiti come sono stati gestiti nel passato.

La cliente risponde con un " sicuro? neanche uno?" in linea con una dimensione di debole evitamento dell'incertezza e con un orientamento a lungo termine perché una persona brava si adatta alle circostanze.

Il commesso risponderà " vuole che glielo giuri " in sintonia con una dimensione di forte evitamento dell'incertezza con una certa intolleranza verso idee divergenti e la differenza di idee è pericolosa.

La cliente risponderà con un " no perché la mia ultima speranza è qui" rappresenta un modo di aderire ad un principio di enfatizzazione dell'armonia in sintonia con la dimensione di tipo collettivista in cui trasgredire le regole porta a sentimenti di vergogna.

Nella risposta del commesso " son da richiedere fuori, da importare, due mesi per ottenerli" possiamo notare l'agio dimostrato dal commesso con l'ambiguità e il caos con un debole evitamento dell'incertezza e nello stesso tempo un'adesione ad un orientamento a lungo termine con i fatti più importanti della vita dove gli eventi più importanti devono succedere nel futuro.

La replica finale del cliente " ho capito" indica un misto di adesione ad una dimensione di tipo collettivista perché si enfatizza il noi coscienzioso e di mantenimento dell'armonia e allo stesso tempo si delinea un sentimento di abbandono perché le cose non dipendono da noi in linea con la dimensione di tipo vincolati.

Conclusione

L'analisi di questo elenco di atti linguistici in chiave culturale può rappresentare un complemento di analisi superando l'analisi prettamente linguistica per raggiungere una dimensione di analisi di tipo extra-linguistico per cercare di collegare l'atto linguistico al nostro modo di " essere programmati collettivamente" in sintonia con l'idea di cultura emersa nei lavori di Geert Hofstede. 27/11/2017

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