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La vita sta cambiando pelle

E' morto l'artista parmigiano Gabriele Ferrari

Gabriele Ferrari con  Francesca Bersani

E' morto l'artista parmigiano Gabriele Ferrari (1952), uno dei più significativi esponenti dell'arte contemporanea dell'Emilia.
In particolare ricordiamo le sue installazioni. Domani 28/03/2017 dalle 12,30 alle 13 alla Sala Commiato dell'Ospedale di Parma, sarà esposta la salma. (Parma, 27/03/2017)
Luigi Boschi


Gabriele Ferrari Parma (1952 - 2017)
Gli inizi datano 1972 e sono da vedersi all'interno di una analisi della cosiddetta- figura-, di ciò che nella nostra cultura viene prodotto a livello iconografico mediante un codice rappresentativo di somiglianza con un intervento di stravolgimento che mettesse in discussione il codice medesimo nelle sue componenti (1972 Libreria Feltrinelli Parma- 1973 Galleria del Teatro, Parma- Premio Novi (Modena).
Più tardi la "figura" lascia il posto agli "emblemi e alle insegne" della nostra cultura di immagine prodotta dai media con evidente richiamo alla lingua Pop.
Questa scelta ha portato la ricerca di nuovi e differenti sistemi di comunicazione. Ecco allora l'individuazione di alcune immagini prese da rotocalchi, estraniate dal loro contesto e riprodotte come simboli ricchi di storia. Una storia data per allusioni, non individuata, ma suscitata per associazioni, suggerimenti verbali, interventi manuali sull'immagine che la connotano in altro modo (1974 Galleria 23, Cremona; Galleria Correggio -Parma; "22esimo premio di disegno" Galleria Le Ore, Milano; 1975 Galleria Correggio, Parma).
Si intravvedono in questi ultimi lavori le premesse a una successiva svolta: esiste già una ricerca sul legame parola/icona, sulle capacità di straniamento dato dal loro diverso modo di cambiarsi e dunque di essere lette da parte dell'interprete (1976 Galleria Schreiber, Brescia). Il lavoro si puntualizza nel ribaltamento dell'intero procedimento di strutturazione delle pagine del rotocalco in un gioco di alternanze presenza/assenza dei testi/immagini che disvela il modo di porsi del rotocalco medesimo, la sintassi della sua lingua. La produzione testuale, la scrittura si fa allora attività trasgressiva: perché mette a nudo il processo informativo del Potere che è sempre camuffato, come fatto che appartiene al mercato del consenso; perché fa della teoria "una forma specifica della pratica"  (Althusser), cioè definisce il linguaggio esercitando il metodo della scrittura; perché lavora nel corpo della lingua, nel sistema ideologico che l'ordine linguistico nasconde e dunque nel corso del Potere 1977- (Nuova galleria del Teatro, Parma. "Del simulacro della trasgressione e di altre cose". Testo critico di Giuseppe Bonini)
Con lavori appartenenti a questo stesso filone di ricerca ha partecipato alla "Feria di Luglio" e alla rassegna "Istruzioni per le avanguardie"  di Abano Terme   

Nota d'artista estratta dalla rivista "DOPPIO" numero unico (1978/79 Grafiche STEP - centro di sperimentazione transmediale sui linguaggi dell'arte contemporanea; redazione: Lauro Azzali, Giuseppe Bonini, Bruno Damini, Gabriele Ferrari; segreteria Lella Fulgoni)