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Elezioni 2017 a Parma, Costi: "Attacchi incomprensibili, troppa ostilità"

Le primarie nel Pd, a quanto pare, non sono ancora finite

Continua il teatrino nel Pd di Parma dove, a un mese dall'esito delle primarie, protagonisti diretti e indiretti della consultazione continuano nello stillicidio di prese di posizione, mail e ripicche.

Tutto a pochi giorni dall'avvio ufficiale di una campagna elettorale il cui esito, viste le premesse, rischia di "regalare" al centrosinistra parmigiano un record politico italiano: venti anni di sconfitte consecutive.

Solo questo dovrebbe servire a rinsaldare i ranghi, puntare sui programmi e tentare una scalata comunque difficile.

Invece botta e risposta proseguono ben oltre i normali tempi delle primarie. Il candidato uscito nettamente sconfitto dal voto del 5 marzo, Dario Costi, non si è ancora seduto pubblicamente a fianco del vincitore Paolo Scarpa e viceversa. Imperversano i reciproci comunicati e le bordate anche in Consiglio comunale.

Tramite il suo comitato, Costi sottolinea, a fronte dell'attacco subito dal capogruppo Pd Nicola Dall'Olio, che  "Scarpa, nel rinnovare la sua stima a Dall'Olio, si è limitato a esternare disaccordo, citiamo testualmente, sui toni utilizzati. Così come Dall’Olio, nelle stesse ore, ha ammesso che il problema, semmai, è stato di toni forse troppo accesi. Non nascondiamo la nostra amarezza per la risposta elusiva di Scarpa".

L'architetto candidato alle primarie come unico esponente del Pd e sostenuto tra gli altri dal senatore Giorgio Pagliari fa poi riferimento a un'agenzia uscita giovedì in cui si riportava di chiarimenti chiesti ai vertici del partito da Nicola Dall'Olio sulla raccolta firme di Costi in vista delle primarie, tema che lo stesso capogruppo Pd in Consiglio comunale aveva già posto in più occasioni.

Costi a questo proposito parla di "altri attacchi di Dall'Olio davvero incomprensibili, ovvero di una seconda richiesta di deferimento per aspetti procedurali relativi alle primarie e che la prima sarebbe una iperbole e non una vera richiesta".

A questo punto vogliamo capire se e per quali motivi i nostri comportamenti siano stati inauditi e scorretti come li definisce Dall'Olio e se i due deferimenti di cui si parla siano richieste reali da verificare o accuse pretestuose con finalità divisive Di quale grave colpa ci siamo macchiati per essere oggetto di un trattamento simile?".

E ricorda di avere inviato alla stampa una nota nella quale rendeva noto con il suo comitato di "voler proseguire il nostro impegno in coerenza con lo spirito delle primarie e quindi nel rispetto dell’esito. Mi metto a disposizione non come singolo ma come portavoce delegato dal nostro grande gruppo a portare al centrosinistra il massimo consenso che siamo in grado di esprimere".

"In un secondo comunicato del 18 marzo abbiamo scritto che continueremo a lavorare per la coalizione e "offriremo il contributo sul programma al vincitore delle primarie, se si dimostrerà interessato". Cosa potevamo dire e fare di più? Davvero non pensiamo di meritare tutta questa inspiegabile ostilità. Al di là degli appelli all'unità sui giornali, rileviamo comportamenti molto lontani da quelli da noi tenuti. Ognuno è libero di farsi un'opinione sulla vicenda ma un chiarimento nel merito ci sembra, a questo punto, davvero necessario".

A questo punto, oltre alla naturale soddisfazione degli altri candidati sindaco nel vedere il Pd così malmesso, ci sarà da capire quale sarà la reazione del segretario regionale Paolo Calvano che non più tardi di giovedì ha chiesto espressamente ai dem parmigiani: "Basta casini". Messaggio evidentemente non recepito. 31 marzo 2017

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