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La vita sta cambiando pelle

Enzo Marzo: una lettera non pubblicata da "repubblica.2"

Nove giorni fa inviai un lettera alla rubrica delle lettere di "Repubblica" su alcune "brutalità" apparse proprio nella rubrica di Augias. Avevo sottovalutato il fatto che "Repubblica" non esiste più. Ora c'è "Repubblica.2", house organ di Renzi e quindi prona a qualunque inesattezza e propaganda. Ovviamente la lettera non è stata pubblicata. Quindi sono costretto a riportarla qui.

<Gentile Augias,
la seguo sempre con grande ammirazione e quasi sempre concordo con le sue opinioni, soprattutto in tema di laicità. Mi sono meravigliato molto quando ho letto la sua risposta alla lettera di Natalia Aspesi (forse deontologia giornalistica avrebbe voluto che i lettori fossero avvertiti del lavoro che svolge, e dove, la nostra bravissima collega). Mi sono meravigliato anche molto che Aspesi abbia fatto una sorprendente rivelazione: “Mi impressiona il fatto che, pur essendo stato il Parlamento a votarlo, l’odio si riversi su Matteo Renzi come su nessun altro premier prima di lui (gli altri avevano i pro e i contro, vedi Berlusconi)”. A questa affermazione lei non risponde , anche se è davvero paradossale e cancella la storia politica degli ultimi vent’anni.
Berlusconi fu molto odiato, subì persino una deprecabile violenza fisica. Quelli che lo combattevano (tra cui me) avevano alcune buone ragioni nel giudicare un vero disastro sia la sua politica, tutta dedita alla salvaguardia dei propri interessi personali, sia la sua legislazione che continua a compiere danni irreversibili (vedi ex Cirielli sulla prescrizione, per fare un solo esempio). E poi come non detestare profondamente chi aveva fondato un partito con altri tre sodali dalla pessima reputazione: ciascuno dei quattro era, o sarebbe stato, o corruttore di magistrati, di avvocati, di testimoni, o colluso con la mafia, o evasore fiscale o frodatore dello Stato. Eppure più volte Berlusconi, come ora Renzi, fu votato dal Parlamento e persino copiosamente dagli elettori (come invece non è avvenuto per Renzi). Ma questo non gli risparmiò biasimo e persino disprezzo. Mi pare invece che a Renzi non manchino giudizi anche molto benevoli, da una parte dell’opinione pubblica e da molti media, come per esempio dalla stessa “Repubblica”, per non parlare della tv pubblica, ridotta a un feudo personale del presidente del Consiglio grazie ad una legge ad personam del medesimo. Nella sua risposta lei scrive: “Se questa riforma costituzionale ha un senso è proprio nel suo fine di far acquisire all’azione di governo un passo più spedito su decisioni fondamentali che non possono rimbalzare tra le due camere perché qualcuno ha cambiato un paio di aggettivi”. È vero quanto lei denuncia che “la propaganda politica si esprime ormai in modi sbrigativi e brutali”, e mi dispiace che anche lei non se ne sia affrancato. Infatti basterebbe consultare uno studio di Openpolis per sapere che le leggi approvate con più di doppia lettura sono solo il 19,84 per cento del totale, e quelle di iniziativa governativa addirittura il 15,27%. Conoscendo la qualità delle leggi nostrane (anche quelle costituzionali), mi sembrano cifre persino troppo basse. Le sembra razionale spaccare il paese in due per modificare questa opera di correzione così sacrosanta? 23 novembre 2016
Enzo Marzo,
Critica liberale
(enzomarzo@gmail.com)

Fonte Link http://www.criticaliberale.it/news/236093