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GDF di Parma, intervento tempestivo e di competenza del servizio 117 a tutela del consumatore

servizio 117 della GDF

Quando il commerciante non rispetta i diritti del consumatore: GDF di Parma, intervento tempestivo e di competenza del servizio 117 a tutela del consumatore nei confronti di un commerciante del centro città

Una persona aveva appena acquistato un paio di indumenti, pagato in contanti e ricevuto lo scontrino di vendita.
Prima di uscire dal negozio il cliente ha un ripensamento sul colore di un indumento e chiede che venga restituito. Il commesso (unico) del negozio verificava, ma la cifra con il nuovo indumento era inferiore e quindi avrebbe dovuto accettare un buono. Il cliente lo rifiutava e chiedeva di essere rimborsato per il totale pagato. Visto che la transazione era avvenuta, in contanti, da pochi minuti. Gli oggetti neppure scartati. Si richiedeva semplicemente l’applicazione del diritto di recesso presente nel codice del consumo (Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206) [LINK]. 

E qui inizia la manfrina del commesso che non voleva saperne di riconsegnare il denaro a fronte della restituzione dei prodotti acquistati, con scuse di carattere amministrativo-burocratico.
Il cliente però era risoluto a non accettare il ricatto del bonus. Desiderava solo avere indietro la somma a fronte della restituzione della merce acquistata. Operazione di acquisto avvenuta, ripeto, da pochi minuti. Cosa semplicissima, ma il commesso non ne voleva sapere adducendo scuse burocratiche amministrative. Al che il cliente minacciava di chiamare i vigili urbani. “Chiami chi vuole!” ribatteva, sicuro nella sua ignoranza. Detto fatto. Il cliente usciva dal negozio e chiamava la PM. Dopo aver spiegato in sintesi i fatti, il centralino lo informava che era di competenza della PM al commercio, temporaneamente, però, occupati in una importante operazione. Suggerisce, in modo solerte, di chiamare il 117 la Guardia di Finanza. Seguiva il consiglio e telefonava. Rispiegati i fatti nei dettagli all’operatore del GDF che verificava la disponibilità di una pattuglia per un intervento sul posto. Nel frattempo veniva chiamata dal cliente la sede amministrativa del negozio fuori Parma (numero telefonico fornito dallo stesso commesso), che confermava il diritto del cliente ad avere indietro il suo denaro, spiegando al commesso l’operazione amministrativa che avrebbe dovuto eseguire. Arrivava nel frattempo nel negozio la pattuglia mostrando il tesserino, qualificandosi: “Guardia di finanza”. e chiedevano ai soggetti interessati informazioni sui fatti del contendere. Il commesso rimaneva sorpreso e spiegava che d’accordo con l’amministrazione centrale del negozio avrebbe restituito il denaro al cliente. Gli agenti rilevavano tutti i dati dei soggetti e spiegavano nel dettaglio al commesso l’operazione amministrativa corretta nei minimi dettagli che avrebbe dovuto eseguire senza incorrere in infrazione.
Tutto chiarito il cliente tornava in possesso del suo denaro con la contemporanea riconsegna della merce che non desiderava più acquistare prima ancora di uscire dal negozio, ma purtroppo già pagata.
Ho voluto raccontare questo fatto innanzitutto per un plauso alla GDF di Parma e poi perché i diritti dei consumatori non siano calpestati dal fare disinvolto di commessi che non solo non conoscono la gestione amministrativa che li compete, ma vorrebbero far ricadere la loro incompetenza sui malcapitati clienti che spesso non hanno la determinazione e la conoscenza per far rispettare i loro diritti. In casi di difficoltà, se ritenete di essere nel giusto, non abbiate remore, chiamate il 117. Non lasciatevi irretire da scuse burocratiche che non sono un vostro problema. (Parma, 04/11/2017)

Luigi Boschi   

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