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La vita sta cambiando pelle

Gente di cavalli o produttori di carne?

Macellazione Cavalli


Margherita D'Amico

Cosa cambiava se dopo la morte di Lassame Stare, il cavallo stramazzato verso la fine di un percorso amatoriale di salto ostacoli a Tortona, si fosse sospesa, se non interrotta la gara? Niente di sostanziale per il baio di 14 anni, morto forse per un arresto cardiaco a conclusione di uno sforzo, ma dedicare qualche minuto di riflessione alla sua fine avrebbe rappresentato un piccolo, significativo gesto di rispetto da parte di organizzatori e giuria del concorso ippico teatro del dramma.

Colpisce il fatto che nessuno ci abbia pensato, che la vita spezzata di un animale utilizzato nello sport conti così poco per il mondo equestre, capace di spremere qualche lacrimuccia solo per il decesso, sempre sul campo di gara, dell'anziano (e ciò nonostante ancora al lavoro) campionissimo stallone olandese Hickstead, avvenuta a Verona sette anni fa.

Lo spiacevole atteggiamento sembra riflettere il nuovo messaggio promosso dalla Fise (Federazione Italiana Sport Equestri), presieduta da Marco Di Paola, che in un nuovo e contestatissimo Regolamento - in contrasto con quello sottoscritto assieme a Ministero della Salute, Coni, Cip non più in là del 2015 - ha inserito la possibilità di iscrivere ai ruoli federali, e scuderizzare presso i centri affiliati al Coni, anche cavalli DPA (Destinati alla Produzione di Alimenti), ovvero da reddito e destinati alla produzione alimentare. La decisione è stata confermata a dispetto della protesta di gran parte del comparto equestre, inclusi molti cavalieri di prima squadra, contrari a rinunciare al passo avanti nell'etica e nella trasparenza compiuto nel 2007, quando fu stabilito che il registro Fise avrebbe accolto solo soggetti NON DPA (LINK).

L'opinione avversa ha soltanto ridimensionato il provvedimento, che in fase di discussione sembrava voler rendere macellabili i cavalli atleti fino al sesto anno di età, nell'interesse di allevatori e proprietari senza scrupoli, i quali avrebbero potuto liberarsi con profitto di animali meno dotati atleticamente o infortunati. Ora invece si possono iscrivere ai ruoli Fise i cavalli DPA, escludendoli da una serie di attività fra cui l'agonismo, senza che tuttavia sia del tutto chiaro a quale impiego possano soggiacere presso i centri affiliati. Starà ai presidenti dei circoli e agli ufficiali di gara, e non più a comitati regionali, verificare se i loro clienti applicano una regola di fatto nebulosa.

Nei giorni scorsi, il sito The Equestrian Observer ha pubblicato i dati anagrafici di diversi cavalli appartenenti a Giuseppe Bicocchi, vicepresidente della Fise, iscritti ai ruoli federali benché DPA, e, sembrerebbe, attivi nel corso degli anni sui campi di gara. Se i dati fossero autentici stupirebbe, da parte di un rappresentante di spicco dell'istituzione, l'incuranza delle regole, sia in epoche in cui i DPA non potevano neppure essere inclusi nel registro Fise, sia, di fatto, ai giorni nostri. 28/02/2018

margdam@margheritadamico.it

Fonte Link repubblica.it