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Giuseppe Pellacini: "L'Assessore Rossi ha restituito 27mila euro al Comune di Parma?"

Il consigliere Pellacini chiede al sindaco di pubblicare le ricevute con cui la delegata al Welfare avrebbe restituito all'ente la somma ricevuta per la causa avviata per demansionamento, come stabilito da una sentenza della Corte dei Conti

"Chiediamo al sindaco Federico Pizzarotti di mostrare le ricevute con cui l'assessore al Welfare Laura Rossi ha restituito al Comune di Parma i 27mila euro che ha ricevuto per la causa avviata per demansionamento, perché una sentenza della Corte dei Conti ha stabilito che non ci fu demansionamento né inoperosità dell'allora dirigente del Welfare".

È quanto chiede il consigliere Udc Giuseppe Pellacini, che in una conferenza stampa mercoledì pomeriggio in municipio è tornato a parlare della causa di lavoro che ha opposto Laura Rossi al Comune di Parma prima della sua nomina ad assessore del Sociale, "guadagnando - ha detto Pellacini - la fiducia del sindaco proprio per la causa sul demansionamento subìto dal Comune di Parma quando era dirigente al settore Welfare",
chiedendo un rimborso di 27mila euro, riconosciuti e liquidati dall'ente nel gennaio del 2013, due mesi dopo la nomina del suo assessorato.

Per avvalorare le sua richiesta, Pellacini ha ripercorso una sentenza della Corte dei Conti sulla questione depositata il 16 dicembre 2014 dove si dice che questo demansionamento non ci sarebbe mai stato, così come non ci sarebbe mai stata l'inoperosità da parte dell'assessore in quanto nel 2007 e nel 2009 lei sarebbe andata in più occasioni in Regione Emilia Romagna incaricata dalla Giunta di allora per rappresentare il Comune.

"A smentire la tesi del demansionamento - si legge nel documento - con assegnazione alla dott.ssa R. di
compiti meramente esecutivi, la difesa del convenuto ha allegato documentazione da cui si evince
che la medesima dott.ssa R. venne in più occasioni prescelta per rappresentare il Comune in sedi istituzionali di livello regionale per il coordinamento delle politiche distrettuali di welfare della Regione Emilia-Romagna nell’ambito di una cabina di regia all’uopo costituita. Inoltre la dott.ssa R. risulta avere collaborato alla redazione di un documento di pianificazione della popolazione del territorio parmense, in particolare occupandosi di una mappatura delle strutture di accoglienza delle persone disabili nel territorio censito. Tali risultanze - recita sempre il testo - sono sufficienti a smentire la tesi della Procura circa la sussistenza nella specie di un danno erariale da inoperosità forzata".

"La sentenza della Corte dei Conti non obbliga a riversare questi 27mila euro - ha precisato sempre Pellacini - ma non essendoci stato il demansionamento come si legge, noi attendiamo la ricevuta di riversamento che l'assessore Rossi avrà sicuramente fatto nelle casse comunali. Chiediamo al sindaco - ha insistito - di pubblicare le ricevute con i 27mila euro riversati dall'assessore, che presumibilmente saranno datate 2015. Proprio in nome di tutta quella giustizia e trasparenza di cui l'Amministrazione si è riempita la bocca".

Pellacini ha poi annunciato che presenterà un'interrogazione a risposta scritta sulla questione, e ha valutato che "politicamente, non ci sta che un sindaco nomini come assessore un dirigente in causa con l'ente". (al.tre) 25/05/2016

Fonte Link parma.repubblica.it