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La vita sta cambiando pelle

Guido e Sergio Pellegrini e il commento del morto

Non ha nulla a che fare con la querela (LINK), ma costituisce senz’altro un episodio di rilievo nella dinamica culturale di Sergio Pellegrini, in cui rivela la sua trasparenza e coraggio personale e professionale. In stile "ufficiale e gentiluomo".
Stanco di ricevere insulti e offese gratuite, da vigliacchi anonimi celati da nickname, nei commenti sul Regio, l'OTR, o la musica a Parma sul sito “parma.repubblica.it” senza che mai entrassero questi pavidi alfieri della vergogna di loro stessi nella smentita dei contenuti denunciati nei miei scritti, ma solo producendo offese uscendo pure dal tema trattato, soggetti che mascherano l'identità solo per l'offesa personale e una falsità oltre misura. A seguito di un commento pesante, rivolto anche alla mia famiglia originaria, in data 28 maggio 2013 sono andato alla polizia postale di Parma, presentando un esposto per conoscere l’ipocrita che si nascondeva dietro quel nickname “PINO”, ma in precedenza ve ne erano altri, come “Oslavio” a cui, invece avevo risposto direttamente sul mio blog (LINK).

Capite che non è possibile presentare esposti per ogni gratuita offesa per conoscerne l'autore. Il mio esposto, infatti, non era voluto per attivare un procedimento, ma per conoscere quel “coraggioso” che insultava nascondendosi dietro l’anonimato (l’anonimato lo tollero solo in caso di persone che denunciando per iscritto fatti potrebbero esserne poi, per questo, danneggiati. Ma l’insulto anonimo è quanto di peggiore possa esserci, qualcuno lo coltiva come pratica). In rete rimane traccia di tutto. Dovrebbe essere compito di un buon moderatore intervenire, ma “Parma.repubblica.it”, forse, preferisce far montare l’insolenza, per qualche click in più, così facendo rivela la dimensione dei suoi lettori e lo spessore dei parmigiani. Scelte del responsabile della redazione locale “marpigiana” che non condivido, ma in cui non mi permetto di intervenire, una volta fatto presente.
Avevo i sospetti che si trattasse di Pellegrini o Maghenzani, ma volevo esserne certo, per non cadere in accuse senza certezza.
A distanza di molto tempo dal mio esposto (in coincidenza quasi con la notifica della querela di Pellegrini nei miei confronti), circa due anni dopo, ho avuto comunicazione di chi si nascondeva dietro il nickname “PINO”. La storia non poteva che finire in tragicommedia. Mancava solo il morto dietro il nickname PINO, per completare la commedia italiana alla Totò e De Filippo. (LINK)
Si trattava infatti del fratello di Sergio Pellegrini, Guido Pellegrini, il quale avrebbe dichiarato nel verbale redatto dalla polizia Postale di Parma il 22 Aprile 2015 di riconoscere lo stile della moglie morta (Pagnin Fiorella). Raro da verificarsi, ma sia Guido che sua moglie Fiorella usavano lo stesso computer, la stessa mail e pure lo stesso nickname “PINO” nei commenti. Produco qui di seguito il Documento PDF della individuazione dell’intestatario dalla cui mail è partito il commento su parma.repubblica.it e la testimonianza di Guido Pellegrini accompagnato, claudicante, alla Polizia Postale di Parma, dal fratello Sergio  (DOC. PDF). I coraggiosi fratelli Pellegrini, da cavalieri marpigiani, si nascondono dietro la morta Fiorella Pagnin, addossandole tutta la responsabilità, sfangandosela da ogni responsabilità personale. 

Parma, 07/11/2015

Luigi Boschi

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commedia all'italiana

Sì, questa è commedia all’italiana…
Fabio 

Ricordo di Fiorella Pagnin

Gentile sig. Boschi,

dopo aver letto questo articolo sul suo blog, vorrei esprimere quelli che sono i miei ricordi della carissima Fiorella Pagnin. Ricordo Fiorella come persona corretta, educata, rispettosa, sensibile, affidabile, amabile, mai sopra le righe, sempre pronta a prodigarsi per gli altri. Persona sempre pronta ad ascoltare, che ha affrontato la malattia con un coraggio ineguagliabile e che, ahimè, ha amato profondamente suo marito. Mi fa molto male vedere così infangata la sua memoria.

Non credo assolutamente che Fiorella possa aver scritto le cose che suo marito asserisce, anche perché, da quel che diceva, lei non aveva dimestichezza con il computer tanto che, sempre a detta sua, doveva farsi aiutare proprio dal marito ogniqualvolta doveva semplicemente rispondere a una mail…. 

Spero che altre persone che hanno conosciuto Fiorella vogliano testimoniarle quello che è stata come persona e come corista. 

Nello stesso tempo mi astengo dall’esprimere un qualsiasi giudizio sul signor Guido Pellegrini, semplicemente perché, dopo quello che ha fatto, non merita nemmeno di

essere preso in considerazione come persona (e pensare che quando Fiorella mancò, esattamente un anno fa, ci diceva di averla amata infinitamente….). Mi fa schifo! 

La ringrazio per aver accettato questo mio sfogo.

Cordiali saluti 

Maria Grazia Delfrate

falsa testimonianza

Capisco la sua amarezza e lo sconcerto degli altri coristi. Non avevo dubbi che la moglie non c'entrasse nulla. Mai l'ho sospettato. Questa per me ha un solo nome: falsa testimonianza, perseguibile penalmente. Due fratelli in combutta che scaricano pure sul morto le loro colpe. LB

non ci posso credere!

Luigi, non ci posso credere! Ma che razza di gente è questa! Hanno davvero toccato il fondo... Non so che dire e non posso che ammirare il tuo coraggio e la tua perseveranza.
Spero di vederti presto.
Paola