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La vita sta cambiando pelle

I 39 anni della piccola Ursula

Foto Luigi Boschi: Ursula Boschi - ottobre 2013 foto Luigi Boschi: Ursula Boschi -1980

A mia figlia Ursula che ieri 19 giugno ha compiuto 39 anni ed è entrata nel 40 esimo.
Quando era piccina e in estate camminava con me la sera tra i campi o sul bagnasciuga al mare, mi chiedeva spesso:
“Papà quando diventerò grande come la Jessica” (la sorella maggiore).
Ed io: “La diventerai anche tu col tempo, grande e alta come lei e forse anche di più, vedrai.”
Ma non era soddisfatta della mia risposta. Lo mostrava col suo dolce broncio e un… uffa!!
Avrebbe voluto esserla subito grande come la sorella senza aspettare i pochi anni che da lei la separavano.
Ora cara piccola Ursula sei grande come Jessica, entrambe madri di splendidi angeli biondi con gli occhi azzurri che custodiscono la vostra vita, come voi la mia. E presto entrambe darete alla luce due nuove vite. Altri angeli venuti sulla terra generati dalla vostra vita che vi abbracciano, da voi creati, con la loro tenerezza e amore infiniti per sempre. Siete tutte femmine...

Un padre dimenticato che il destino impietoso e crudele, vi ha allontanato, ma siete, e lo sarete sempre, dentro di me ogni giorno. La vostra lontananza è come una ferita nel cuore ormai anziano e fragile, ma resistente e resiliente, che ha vissuto grandi dolori e angosce dignitosamente mascherati agli uomini. Fine anni '70, la mia vita è finita lì.
Eravamo una bellissima famiglia, come le sono oggi le vostre, donate dal Padre eterno, che io, invece, non ho saputo coltivare responsabilmente. Le avversità hanno avuto il sopravvento.
Solo, dimenticato, da chi avrebbe potuto e dovuto essermi più vicino, dopo la morte improvvisa e struggente del mio giovane padre, in auto una notte buia di inizio settembre ’77.
Io e mia madre da soli, eravamo troppo fragili per affrontare le avversità che come belve rapaci, senza Dio, ci hanno avvolto in un "nero sudario". E la nostra giovane famiglia ne subì la malasorte contro la ferocia e la violenza di un tornado, abbattuto sulla nostra casa. Non ha retto contro l’urto frontale. Ci siamo persi, ma non abbandonati. Certo, la quotidianità con voi mi è mancata e ancora mi manca. Quanto avrei voluto fare per non perdervi!

Ma ora avete la vostra famiglia in cui realizzare la vostra vita. Io ci sarò sempre e comunque finchè mi sorreggerà questa faticosa esistenza.
Ieri, noi tre (Jessica, con il suo pancione, bellissima, sempre esuberante e sorridente; la piccola Azul - che mordeva felice una brioche all'albicocca- ed io) seduti sui gradoni di piazza Duomo, come a festeggiare, a sua insaputa il compleanno di Ursula; nel mentre passava un gentile, anziano e sorridente architetto con il suo panama che da noi stimolato, ci snocciolava qualche suo ricordo e saperi. Si è fermato quasi sorprendendoci, amabilmente a conversare e a condividere quell’incanto del momento, forse desideroso di giovinezza da assaporare, mentre stava andando nel suo studio. Un ritratto di Parma che resta…e la sostiene nel profondo.

Ma siamo ancora qui tutti un po’ sparsi, con i nostri dolori, e i nostri affanni, le nostre perdite a ricordarci del nostro amore ribelle. Mai svanito e mai dimenticato. So che ci ritroveremo un giorno ancora tutti insieme con lacrime di gioia e sorrisi, e sarà una grande festa di famiglia con figlie, e nipoti, e cugini e zii, nonni indissolubilmente abbracciati… con i Santi in cielo che ci guardano, ci guidano e proteggono.
Un padre dimenticato, eppure il vento del suo amore soffia ancora, (Pierangelo Bertoli) “come spruzza l’acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra le foglie, e bacia i fiori, li bacia e non li coglie…”. Eppure sì, il vento dell’amore del padre affranto, dimenticato soffia ancora...Qualcuno ha rubato il nostro tempo insieme, ma non il nostro amore ribelle.
(Parma, 29 Giugno 2018)

Luigi Boschi    

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