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I conti del Teatro Lirico di Cagliari tra guai pregressi e fondi POR non pervenuti

I conti del Teatro Lirico tra guai pregressi e fondi POR non pervenuti

Il giornalista-blogger di Parma Luigi Boschi considera le traversie del Lirico di Cagliari, anche con riferimento alle vicissitudini dell’attuale sovrintendente Angela Spocci, una sorta di storia di Parma trapiantata a Cagliari, evidentemente anche perché il predecessore della Spocci, Mauro Meli, è stato in precedenza sovrintendente del Teatro Regio di Parma.

Ma ciò che ci ha colpito sono le sue “tirate” indirizzate a Meli e a chiunque ne abbia in qualche modo difeso l’operato – tra cui la sottosegretaria Francesca Barracciu e l’ingegner Gualtiero Cualbu – e la sua difesa delle relazioni della dottoressa Masala, che secondo lui fotografano lo “stato dell’arte”.

Incuriositi, per quanto ci consente l’essere “profani” in materia di bilanci – ma non in materia di legge – siamo andati a spulciarci con una qualche maggior attenzione la documentazione disponibile circa i bilanci della Fondazione, ivi comprese le relazioni della dottoressa Masala, spesso additate a “pietra dello scandalo” quanto a presunte “colpe” dell’ex sovrintendente Mauro Meli circa il passivo fattosi allo stato registrare sul conto economico della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari.

Anche se come detto non siamo dei “tecnici”, e quindi non abbiamo i mezzi per stabilire se le valutazioni effettuate dalla dottoressa Donatella Masala, in particolare nella sua seconda relazione datata 9 aprile siano inoppugnabili o meno, ci sono alcune cosette relative ai bilanci che meritano di essere messe in luce, non tanto per confutare l’effettiva esistenza o meno di una perdita sul conto economico, quanto per scomporne e identificarne adeguatamente le componenti.

Orbene, tra i “costi della produzione”, balzano immediatamente all’attenzione due voci piuttosto onerose:

- la voce “ammortamenti”, per un importo di Euro 1.090.810,51, quasi totalmente riferita ad ammortamenti sulle immobilizzazioni materiali. Riguardo a questa voce di costo, è evidente che la gestione Meli c’entra ben poco, perché si tratta sostanzialmente di svalutazioni patrimoniali, e sebbene ai sensi del codice civile sia previsto che questa voce sia riportata nel conto economico tra i costi della produzione, è evidente che il loro ammontare elevato non può ricondursi ad anomalie relative a un singolo anno (neanche) di gestione;

- la voce “consulenze legali”, per l’ammontare stratosferico di oltre Euro 233.000. Anche qui vi è ben poca responsabilità della gestione Meli, considerato che si tratta in massima parte di compensi corrisposti a un legale per cause di lavoro con dipendenti della Fondazione, e in misura minore del compenso, pur elevato, corrisposto a un amministrativista per resistere in giudizio presso il TAR Sardegna rispetto ai ricorsi relativi alla nomina a sovrintendente di Marcella Crivellenti.

Sottraendo idealmente dalla perdita queste due voci, la perdita “artistica”, se così vogliamo chiamarla, ne risulta praticamente azzerata, ed è solo un esempio.

Ma la situazione più curiosa riguarda le somme che la Fondazione dovrebbe percepire, almeno in parte, a titolo di contributo a valere sui fondi POR 2000-2006, per un ammontare di Euro 2.350.000, rispetto alla cui fruizione, come si evince dalla sentenza pronunciata dal TAR Sardegna, riportata in allegato, sul ricorso proposto dalla Fondazione, in data 10 maggio 2012 (N. 702/2004 Reg. Ricorsi, relatore/estensore dott. Rovelli), la Fondazione era stata esclusa per un evidente, e abbastanza marchiano, errore di fatto degli uffici della Regione sulla data di inizio delle rappresentazioni rispetto alle quali si poteva accedere al finanziamento, e non per motivi di merito.

In ordine a tale credito, l’ex direttore amministrativo Paolo Paoli, nella sua “relazione di fine mandato”, evidenzia: “situazione complessa e di non semplice definizione civilistica. Da un lato esiste una sentenza amministrativa, passata in giudicato, favorevole alla Fondazione; dall’altro, la sentenza riapre il bando e la graduatoria senza sostanziare in modo assoluto (anche se molto probabile) un diritto di credito liquido ed esigibile in nostro favore. Ovviamente le disponibilità finanziarie a valere sul bando sono già state assegnate, per cui la Regione Autonoma della Sardegna dovrà attingere le eventuali somme a nostro favore da Fondi rischi o altri capitoli del genere. Possibile una perdita valutabile prudenzialmente nell’ordine del 30-40%. Anche in questo caso piuttosto che fare una svalutazione veramente “al buio”, potrebbe essere sostenibile la tesi di attendere l’ormai prossimo contatto con la Regione Sardegna finalizzato alla verifica dell’esigibilità del credito, verifica che dovrebbe, verosimilmente, concludersi nel corso del 2015“.

La dottoressa Masala, invece, dopo aver dato atto di indicazioni al competente Assessorato della Regione Sardegna secondo cui “ad oggi la Fondazione non è beneficiaria di alcun contributo a valere sui fondi POR 2000/2006 e pertanto non è stato effettuato nessun impegno finanziario a favore della stessa” (risposta prevedibile sul terreno burocratico), conclude ritenendo che “Il credito di E. 2.350.000,00 non abbia attualmente il requisito della certezza, liquidità ed esigibilità e sia, pertanto, necessario accantonare una somma di pari importo ad un fondo rischi del passivo, in attesa che la domanda del Teatro Lirico sia valutata ed eventualmente accolta”, in pratica un azzeramento contabile della posta.

Considerato che comunque il credito è riportato nello stato patrimoniale, deve a tale riguardo rilevarsi che l’art. 2424 bis, comma 3 del codice civile prevede: “Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza“, e che, benché l’eventuale attribuzione del contributo sia rimessa sostanzialmente all’esercizio di attività amministrativa, è comunque possibile effettuare valutazioni probabilistiche circa le relative determinazioni.

Alla luce delle valutazioni già formulate dal dott. Paoli, rispetto alla quale la relazione della dottoressa Masala non contiene alcun elemento idoneo a confutarla, per emettere una valutazione tale da lasciar prospettare la perdita “certa o probabile” dell’intero contributo, sarebbe stato necessario almeno conoscere le manifestazioni rispetto alle quali erano stati richiesti i contributi POR, e compararne le caratteristiche coi requisiti previsti dai relativi bandi, mentre dalla relazione della dottoressa Masala non risulta alcuna valuazione di tale natura, anche se va detto che la Masala non aveva ottenuto a tutto il 9 aprile collaborazione dal Consiglio di Indirizzo e dalla Sovrintendente, che, richiesti il 16 marzo di fornire istruzioni sul trattamento contabile di tale posta, non risulterebbero aver fornito alcuna risposta.

In ogni caso, se si fossero confermati i criteri suggeriti dal dott. Paoli, si sarebbe potuta prospettare l’iscrizione di un fondo rischi per l’ammontare del 40%, al massimo, del credito, e quindi per l’importo di E. 940.000, consentendo ciò l’iscrizione nello stato patrimoniale per un importo di E. 1.410.000. Si tratta di una differenza non da poco per gli equilibri finanziari della Fondazione, ma questo non è neppure il problema principale, atteso che, se si fosse agito diversamente, forse la somma avrebbe potuto essere accreditata alla Fondazione da tempo.

La sentenza del TAR è del maggio 2012, e nel caso di inottemperanza della Regione all’obbligo di riaprire il bando e provvedere sull’attribuzione alla Fondazione del contributo, la Fondazione aveva il diritto di rivolgersi nuovamente al giudice amministrativo per attivare il cosiddetto giudizio di ottemperanza, in seguito al quale il giudice amministrativo nomina un commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza.

Non risulta che da tale epoca sia stato attivato il giudizio di ottemperanza, anzi, benché l’ex sovrintendente Meli abbia formulato espresse sollecitazioni in tal senso – sostenute anche dall’ingegner Cualbu – in occasione della seduta del Consiglio di Amministrazione del 7 maggio 2014, dedicata all’approvazione del consuntivo 2013 – quindi, ormai ben due anni dopo la pronuncia della sentenza – non ha ottenuto al riguardo risposte chiare-

Tutto ciò che può ricostruirsi, sulla base di indicazioni riportate dalla dottoressa Masala, che il 2 ottobre 2014 il direttore amministrativo aveva inviato una richiesta di informazioni ai competenti uffici della Regione, a quanto pare non ricevendo alcuna risposta, né il direttore amministrativo poteva fare altro, non essendo sua competenza richiedere l’attivazione del giudizio di ottemperanza.

La domanda nasce spontanea: se si fosse agito per tempo, e secondo le procedure di legge, da quanto tempo almeno la somma, prudenzialmente desumibile dalle indicazioni del dott. Paoli, di E. 1.410.000 sarebbe stata materialmente incassata dalla Fondazione?

L’abbiamo “fatta lunga” su questa questione dei fondi POR per evidenziare come, quando si tratta di conti, e soprattutto delle responsabilità circa eventuali perdite, è poco prudente buttarla in caciara, specialmente rispetto a situazioni complesse che necessitano di un’analisi accurata.

Qualcuno, forse, dovrebbe chiedere scusa, e intanto la Regione Sardegna potrebbe chiudere la tormentata questione dei fondi POR accreditando in via bonaria alla Fondazione la minor somma il cui importo può evincersi dalle valutazioni del dottor Paoli, e che sarebbe sufficiente a riportare gli equilibri finanziari della Fondazione a livelli rassicuranti.

Una cosa è certa: l’eventuale protrarsi dell’inazione rispetto al recupero di somme potenzialmente dovute potrebbe costituire fonte di responsabilità quanto meno contabile.

TAR FONDI POR PDF

Fonte Link: http://www.casadeidiritti.org/conti-del-teatro-lirico-tra-guai-pregressi-fondi-por-pervenuti/