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La vita sta cambiando pelle

Il Cda della Scala si spacca sul licenziamento di Pereira

Carlo Vitali 

BOLOGNA -- La settimana scorsa [il 7 maggio, ndR], il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini si era incontrato a Roma col sindaco Pisapia per affrontare quello che ormai è chiamato "l'affare Pereira". Il ministro aveva riconosciuto al sindaco e al Cda della Scala la facoltà di decidere in modo autonomo se licenziare o meno Pereira per il suo arbitrario acquisto di sei allestimenti dal Festival di Salisburgo, agendo per conto della Scala prima ancora di averne i poteri. La sua entrata in carica come sovrintendente è infatti prevista solo per il prossimo autunno. 

Il voto finale era previsto per la seduta di questa mattina a Milano; si ipotizzava una conferma provvisoria con la raccomandazione di un taglio sulle spettanze annuali di Pereira (stimate a complessivi 450mila euro), oppure ad un accorciamento del suo contratto quinquennale.

Nel frattempo, dopo una lunga videoconferenza con Helga Rabl-Stadler, la presidente del Festival di Salisburgo, Pisapia aveva affermato di essersi fatto un'idea più chiara della situazione, annunciandole che la questione sarebbe stata risolta oggi. 

Così non è stato. In conclusione, il voto del Cda è stato rinviato alla fine della settimana. Il Cda sarebbe profondamente spaccato, coi rappresentanti dei fondatori pubblici più inclini al licenziamento, mentre i privati (settori banca e finanza) sarebbero più favorevoli alla conferma dell'incarico.

Prima del dibattito su Pereira si era esaminata la situazione finanziaria della Scala: nel 2013 la somma dei contributi pubblici e privati è diminuita di 8 milioni di euro. Ciononostante, per il nono esercizio di seguito il saldo di bilancio si è mantenuto in attivo, sia pure di solo 65mila euro.

Fonte: musicalamerica.com 

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