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La vita sta cambiando pelle

IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA

IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA


Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA

Dal punto di vista psicologico quali soggetti possiamo considerare appartenenti al gregge delle “pecore”?
Gli individui  che cambiano opinione a seconda della convenienza e  coloro che nella vita di ogni giorno cambiano partito a seconda di chi è il vincitore. A volte soggetti di questo tipo diventano dirigenti e la loro modalità di rapporto è caratterizzata “dall’essere deboli con i forti e forti con i deboli” . Per coloro che fanno parte del gruppo degli spaventati e massificati ”i forti” si identificano: con i superiori superbi e grossolani, gli iracondi, i mafiosi e coloro che conoscono l’arte di plagiare il prossimo illudendolo con le loro pretestuose e partigiane verità. Il gregge dei pecoroni è disponibile solo nei confronti di chi lo può avvantaggiare dal punto di vista economico e della carriera. Il pecorone si fa bello di fronte ai superiori delle idee brillanti rubate ai colleghi e se succedono dei guai la colpa e sempre dei suoi sottoposti. 

I pecoroni con responsabilità dirigenziali sono offensivi  nei confronti dei loro dipendenti, ma si lasciano plagiare dai prepotenti mafiosi (donne o uomini) perché interiormente insicuri e facili alla sudditanza causata dalla  paura nei confronti di chi si presenta loro come” la farfalla che ha  sulle ali un teschio” Per non dispiacere a chi li ha plagiati e spaventati tormentano e offendono i loro dipendenti soprattutto se questi non hanno la possibilità di opporsi al loro potere e rischiano, contestando il dirigente, ulteriori provvedimenti  sfavorevoli.  Normalmente "i quadri nevrotici" praticano il mobbing attraverso un comportamento ostile, persecutorio, nei confronti dei dipendenti allo scopo di emarginarli o privarli delle funzioni esercitate nell’ambito dell’organizzazione lavorativa. Spesso il dirigente nevrotico per ragioni di concorrenza, invidia, gelosia o cattivi rapporti interpersonali esercita il suo potere attraverso forme di molestie psicologiche  e vessazioni  finalizzate a stressare i dipendenti, considerati attraverso la propria paranoia “infedeli”, al fine di indurli a licenziarsi dal posto di lavoro; il soggetto è indotto al mobbing da individui che  lui stima, perché come lui incapaci di vedere la propria Ombra e come lui superficiali nei giudizi e sequestrati dalla propria emotività infantile e non differenziata.

Esiste anche un’altra forma di  debolezza: la credulità e l’innocenza  che la tradizione popolare ha attribuito alle pecore e agli agnelli. Ciò che è puro ed innocente è esposto agli attacchi del male perché gli opposti si attraggono. Colui che è ingenuo attrae gli imbroglioni che considerano un soggetto di questo tipo la loro preda ideale. Egli sembra farsi attrarre e richiamare da coloro che cercano di ingannarlo. Il passaggio attraverso avvenimenti dolorosi e disillusioni saranno la miglior cura   per aiutare questi “eterni fanciulli” a svegliarsi dal loro morboso e pericoloso “stato di innocenza”. La pecora è colei che procede e va avanti insieme al gruppo  e che segue il capobranco ovunque vada. Tale comportamento potrebbe richiamarci  alla psicologia di massa. La tendenza a lasciarci guidare dalla massificazione richiama alla psicologia del gregge. Non è per niente utile che il Piccolo Principe metta la pecora in una scatola  per poi portarla in alto tra le stelle  perché essa è un animale  che appartiene alla terra   e deve vivere e rimanere sulla terra  dentro alla realtà . Se viene trasportata in alto “nella teoria” viene a mancare l’adattamento alla realtà   e si realizza uno “pseudo adattamento intellettuale” [La scatola  corrisponde all’atteggiamento di assimilazione solo intellettuale  o di testa della realtà]. L'individuo infantile e massificato sa accettare le idee solo nella teoria, ma si rifiuta di calarle nella realtà pratica della vita di ogni giorno. L’uomo “fanciullo” comprende le situazioni che sono giuste per lui, ma poi le lascia vanificare nel cielo di una realtà teorica. In alcuni casi l'individuo, rimasto psicologicamente fanciullo [puer], sembra aver capito ciò che si deve fare ma poi non si mette in movimento nel rapporto con l’autonomia, la responsabilità e il lavoro. Antoine De Saint Exupéry cerca di utilizzare un adattamento  collettivo come rimedio al complesso materno causatogli da una madre divorante [esemplificato  dal disegno che  fa Antoine bambino di un boa che divora l'elefantino baby]. Divenire un agnellino massificato non fornisce alcun aiuto per l'integrazione del "complesso di madre divorante". Contrapporre l'istinto gregario (la pecora) alla Madre divorante (boa)non porta alcun miglioramento alla elaborazione e al superamento del suo complesso personale. L'individuo massificato non può che rispondere affermativamente alle richieste pubbliche che la nevrosi gli impone. 

Saint Exupéry sa che deve  entrare nelle sembianze dell'agnellino figlio della pecora per poter vivere a fianco della madre. In tutti i casi di conflitto sarà lui a doversi dichiarare colpevole al posto della madre.   Per essere "innocente" Antoine dovrà trasformarsi in una pecora: quando non comprenderà la madre con le sue ombre dovrà imputarlo alla propria stupidità.   Quando verrà ferito dovrà considerarlo sempre effetto del suo comportamento impertinente e sfacciato. E' necessario che la pecora abbia la museruola affinché non possa mangiare ovvero minacciare la madre-rosa. Così non potrà succedere che la rosa-madre possa essere colpita e divorata dall'aggressività d'Antoine. La museruola è la protesi che può avvertire Saint Exupéry e distoglierlo in anticipo dal lasciarsi andare ad un comportamento istintivo e aggressivo. Antoine se non mette la museruola alla sua pecora aggressiva  deborda in un atteggiamento che la madre considera offensivo e teme  di essere divorato dalla medesima  come l'enorme serpente  boa ha mangiato l'elefante. Il Piccolo Principe chiede pertanto all'aviatore  di disegnare una pecora che non sia aggressiva. Se la pecora avrà la museruola non minaccerà la madre. Antoine si vuole impegnare per essere l'agnellino della propria mamma, ma così non dà spazio alla propria natura di bimbo. Pertanto la sua libido ristagna e l’energia precipita nell’inconscio ad ingrossare lo stato nevrotico che disturberà in modo depressivo Saint Exupéry per tutta la sua esistenza. Il premio per l'agnellino sarà di poter rimanere custodito, bloccato ed impedito, nel grembo materno [l'immagine della cassetta come simbolo di protezione materna regressiva]. Se la pecora dicesse una parola aggressiva potrebbe divorare la madre uccisa  dall'ombra del Piccolo Principe o viceversa potrebbe scomparire Antoine stesso divorato dall'ombra della madre. E’ anche possibile che scompaiano “entrambi”  divorati ognuno dal proprio inconscio distruttivo. Queste preoccupazioni portano inquietudine ed angoscia nell'anima di Saint Exupéry. Per l'autore del Piccolo Principe dare un dispiacere alla Madre significa perderla e, pertanto, come tutti i bambini disturbati dall'Ombra materna, non può che assoggettarsi  alla  nevrosi. Se non dedicasse tutta la sua attenzione affinché la pecora viaggi con la museruola, il suo mondo scomparirebbe con la perdita della madre e  tutte le stelle si spegnerebbero  insieme alla sua vita e al suo mondo.

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