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La vita sta cambiando pelle

Il Piccolo Principe e l'astronomo

Il Piccolo Principe e l'astronomo

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

A COLLOQUIO CON L'INCONSCIO

Nel libro "il Piccolo Principe" Saint Exupéry scrive che gli uomini si lasciano attrarre dalle apparenze e, si uniformano all'opinione pubblica, sono stimati e ammirati. Uno scienziato turco, vestito con abiti esotici tipici del suo paese, si presenta ad un congresso internazionale, relaziona sulla scoperta dell'asteroide dal quale proviene il Piccolo Principe, ma nessuno dei presenti crede a quanto afferma. Allora l'astronomo si ripresenta elegantemente abbigliato  e la sua scoperta viene riconosciuta e approvata.

Saint Exupéry  annota che "i grandi" si occupano  con interesse più dei rapporti  economici dei loro simili  e lasciano "il sentimento" ai margini della loro esistenza....
C.G. Jung sottolinea  quanto ogni essere umano  deve "patire" per affermare se stesso   e come la società cerchi di sottomettere  l'individuo al formalismo e  alla burocrazia.

Jung chiama  "individuazione" il processo di formazione e di differenziazione dell'individuo come essere distinto dal collettivo. Tale processo comporta separazione, differenziazione e sviluppo delle qualità personali e disposizioni naturali con progressivo aumento della coscienza. Si oppone all'individualismo che comporta l'isolamento egoistico dalla società e favorisce l'acquisizione di una socialità più ampia e autentica. Se attuata in modo consapevole. Aiuta l'individuo a prendere coscienza delle proprie potenzialità e dei propri limiti.

I "Grandi", spesso i genitori, mettono in difficoltà e pongono ostacoli "all'individuazione" dei propri figli.
Cito la situazione di una studentessa universitaria, iscritta ad una facoltà umanistica, residente nella provincia di Parma che si era presentata nel mio studio perché non riusciva a preparare gli esami universitari. Durante una seduta aveva raccontato il sogno seguente:" Sono alla stazione di Bologna e mi rendo conto  che se NON riuscirò a prendere l'ultimo treno per Parma, rimarrò impantanata a lungo nella città delle due torri con dispendio inutile di tempo, danaro e perdita di energie.
Il capotreno sta per far partire  il treno, io ho già perso anche troppo tempo...!"

Nelle sue associazioni l'ultimo treno per Parma era collegato alle ultime possibilità  che le restavano per presentarsi  all'esame di ammissione  alla Facoltà di Medicina alla quale la ragazza si sarebbe voluta iscrivere  già dall'anno precedente. Ostacolata dai genitori nella sua scelta si era immatricolata in un corso di Studi più breve con l'obiettivo di rendersi indipendente nel più breve tempo possibile. L'io della paziente si era lasciato convincere e prevaricare dall'inconscietà e dall'Ombra dei suoi familiari deviando dalla via verso la sua individuazione. La giovane si sentiva in difficoltà e avvertiva che la sua "libido" era bloccata. Desiderava, pertanto, approfondire le motivazioni e le cause. Una volta interpretato il sogno che avvertiva l'io del pericolo di non lasciarsi ingannare dal pubblico, anche se si presentava attraverso il consiglio delle persone più amate e rispettate dalla paziente, la sua vita proseguì secondo i propri bisogni autentici e la propria individuazione. Si iscrisse all'esame per l'ammissione alla Facoltà di Medicina di Parma, lo superò brillantemente, e cominciò a preparare gli esami del corso di Laurea. La libido in armonia con l'inconscio ritornava a scorrere positivamente. La psicologia del profondo ci dice che:" Se rifiutiamo il processo di individuazione, se non lo accettiamo, esso crescerà dentro di noi, e allora sarà la nostra stessa crescita interiore a ucciderci. Se rifiutiamo la crescita essa ci ucciderà, il che equivale a dire che se una persona è completamente infantile e non ha altre possibilità, accadrà ben poco;  se invece la persona ha dentro una personalità superiore, cioè una personalità di crescita, allora subentrerà un disturbo psichico. Ecco perché in un certo senso la nevrosi è un sintomo positivo. Essa indica che qualcosa vuole crescere, che la persona non sta bene nel suo stato attuale. Se non accettiamo la crescita essa avverrà contro di noi, a nostre spese. Si avrà allora quella che potrebbe essere definita un'individuazione negativa: il processo di individuazione, di maturazione, e di crescita interiore procede inconsciamente e anziché sanare la personalità finisce col danneggiarla. La potenzialità interiore di crescita è pericolosa perché se non l'accettiamo e la dispieghiamo essa ci distrugge. Non c'è altra strada: è un destino che deve essere   accettato”.
 Jung ci fa sapere che se, nella nostra esistenza, tradiamo il sentimento e l'individuazione a vantaggio del consenso pubblico anche coloro a cui vogliamo bene potrebbero pagare le conseguenze dei nostri errori. In un suo scritto narra di una signora di buona famiglia venuta in consultazione nel suo studio perché i suoi tre figli avevano avuto relazioni estremamente disturbate nell'arco della prima metà della vita. Interrogata da Jung sul suo passato e sulla sua vita di relazione la donna ammise di aver lasciato l'uomo che amava e di essersi sposata con "un buon partito" per far piacere ai suoi genitori...! Avendo la donna mercificato il suo sentimento     i figli   ne scontavano le conseguenze...! Il processo di individuazione e per Jung la modalità per mezzo della quale ogni essere vivente diviene quel che destinato ad  essere fin da principio.
Lasciarsi condizionare dalla visione pubblica  dell'esistenza  costringe  a rimanere infantili e prigionieri dell'Ombra.
Chi s'impegna a dare spazio al proprio sentimento oltrepassando lo stadio del: "Mi piace - Non mi piace" o "Piaccio-Non  piaccio"   e differenzia attraverso una molteplicità di sfumature  il proprio giudizio si pone sulla via dell'individuazione.

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